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Il cuore del virus influenzale

Il cuore del virus influenzale | Med News | Scoop.it
E' stata svelata la struttura proteica tridimensionale che contiene il genoma dei virus influenzali. Oltre al gruppo spagnolo coordinato da Jaime Martín-Benito, anche quello di Ian Wilson http://goo.gl/pCgq0 ha infatti studiato le ribonucleoproteine, cioè il complesso di RNA e proteine che caratterizza la parte più interna di un virus. Tra le varie proteine, un ruolo fondamentale è esercitato dalla polimerasi, enzima coinvolto nei processi di replicazione dell'RNA virale e quindi di diffusione dell'infezione. Attraverso la microscopia elettronica, è stato possibile seguire la replicazione virale e le modifiche che avvengono a livello delle ribonucleoproteine, passo fondamentale per comprendere i meccanismi con i quali i virus influenzali infettano le nostre cellule, provocando poi i ben noti sintomi.
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Come sarà la prossima influenza

Come sarà la prossima influenza | Med News | Scoop.it
Per l'inverno 2012/13 è prevista un'influenza piuttosto aggressiva sul piano epidemiologico, che metterà a letto circa 4-6 milioni di italiani. Ne saranno responsabili il virus A (H1N1) - quello che nel 2009 aveva causato circa 300.000 decessi http://goo.gl/IlPfB - il virus A (H3N2) e alcuni ceppi del virus B. Attualmente, a seguito di difetti qualitativi nella produzione di alcuni vaccini, è stato vietato a scopo cautelativo la somministrazione degli stessi http://goo.gl/thMv2 Questo comporta al momento una disponibilità sul mercato di dosi numericamente inferiore rispetto a quella richiesta dalla popolazione; di fatto quindi sarà ci si potrà vaccinare un po' più in ritardo ma, secondo i medici questo non sarà un problema. Anche vaccinandosi nel mese di novembre si avrà un'efficace copertura contro l’influenza.  Come sempre quindi, rimane l'indicazione alla vaccinazione per tutti i malati fragili o con patologie croniche importanti e per chi ha più di 65 anni.
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L'influenza suina del 2009 ha ucciso quasi 300.000 persone

L'influenza suina del 2009 ha ucciso quasi 300.000 persone | Med News | Scoop.it

La virologa Fatimah Dawood del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta ha provato a tirare le somme dell'influenza suina del 2009, causata dal virus H1N1, che secondo alcune fonti era stata presentata e affrontata con toni fin troppo allarmistici. Il gruppo coordinato dalla Dawood ha condotto le analisi in un modo apparentemente più rigoroso di quanto fatto fino a ora, tanto che i risultati devono far riflettere: nel primo anno di quella “vera” pandemia, potrebbero essere morte 284.400 persone, 15 volte il numero dichiarato ufficialmente.

Sono stati infatti analizzati i tassi di infezione e i decessi in 13 paesi diversi nel mondo, tenendo conto delle normali differenze nei tassi di mortalità esistenti fra i paesi ricchi e quelli più poveri. Se la normale influenza stagionale può causare un numero di decessi compreso fra le 250.000 e le 500.000 unità, il 90% di questi interessa persone oltre i 65 anni di età; il quadro è stato esattamente opposto per il virus H1N1, dove l'87% dei suoi morti è stato registrato in persone più giovani di 65 anni. Inoltre, la metà di tutti i decessi sono avvenuti in Africa e nel sudest dell'Asia, dove si conferma la necessità di attuare precise strategie di vaccinazione e supporto medico per quelle popolazioni.

Senza dimenticare che se buona parte della virulenza di un virus è ovviamente da attribuire al suo patrimonio genetico, anche il nostro DNA può avere un peso nel risultato finale, con un’infezione più o meno aggressiva [ http://alturl.com/6wv58 ].

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Infezioni da virus influenzali: quanto conta la genetica dell'ospite

Infezioni da virus influenzali: quanto conta la genetica dell'ospite | Med News | Scoop.it

E' noto come le spiccate capacità di adattamento molecolare di molti virus siano alla base della loro alta infettività; abbiamo addirittura visto come una variante di virus dell'influenza A, che presenta alcune “somiglianze genetiche” con quello che stagionalmente colpisce l'Uomo, sia in grado di infettare il pipistrello [ http://goo.gl/T7QDD ]. Ma è comunque evidente che ogni organismo può rispondere in modo diverso al medesimo agente infettivo. Ecco quindi che con estremo interesse vanno osservati i nuovi meccanismi - o meglio, i nuovi punti di vista - che stanno emergendo in merito alle modalità di infezione virale.
E' stato recentemente studiato il profilo genetico di 53 persone, infettate dal virus H1N1, quello della pandemia influenzale del 2009; è emerso come una specifica variante del gene umano IFITM3, appartenente ad una famiglia di geni che codificano proteine di membrana, si associa ad un più alto tasso di infezione [http://goo.gl/VyBjx ]. La conferma si è avuta nei topi geneticamente modificati, privi di IFITM3: questi animali andavano incontro a un'infezione con una frequenza e una gravità ben maggiore rispetto ai topi non mutati. Anche i microRNA endogeni, piccole molecole che svolgono diverse funzioni regolative all'interno delle nostre cellule, sembrano avere un ruolo come mediatori dell'infezione. Sono stati infatti studiati i cambiamenti nell'espressione dei diversi microRNA durante l'infezione rispettivamente con il ceppo H1N1 e con il ben più aggressivo H7N7, dimostrando come specifici microRNA sono ceppo dipendenti e compaiono in precisi momenti nel corso dell’infezione [ http://goo.gl/35Djz ].
Complessivamente questi lavori dimostrano come sì le variazioni genetiche di un virus possono aumentarne la virulenza, ma anche una certa variabilità genetica nell’ospite concorre al risultato finale, con un’infezione più o meno aggressiva. Tutto questo è da tenere presente nella messa a punto di nuovi farmaci antivirali.

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H5N1 e l’influenza aviaria: pubblicare o non pubblicare?

H5N1 e l’influenza aviaria: pubblicare o non pubblicare? | Med News | Scoop.it

H5N1 è il virus dell’influenza aviaria che infetta il pollame di molti paesi, soprattutto asiatici, e che in alcuni rari casi può trasmettersi all'Uomo, risultando molto letale. Si sa che nell'ultimo anno due gruppi di ricerca indipendenti sono riusciti a modificare geneticamente il virus, creando un ceppo molto più contagioso per i mammiferi, con lo scopo chiaramente clinico di studiare meglio l'evoluzione dell'infezione in animali da laboratorio, più vicini all'Uomo. Tuttavia la cosa è molto delicata.
E' infatti (più o meno latente) la preoccupazione che qualche errore sperimentale nei laboratori possa poi avere conseguenze disastrose per la popolazione, vista l’estrema virulenza del nuovo ceppo; così come aleggia lo spettro dei bio-terroristi che potrebbero usare i dati scientifici per costruire delle arme biologiche. Tanto che a dicembre il National Science Advisory Board for Biosecurity (NSABB), cioè il comitato che si occupa della sicurezza biologica negli Stati Uniti, aveva esplicitamente chiesto alle riviste scientifiche Nature e Science, candidate alla pubblicazione delle due ricerche, di non essere troppo dettagliate negli articoli, rendere noti solo i riassunti delle ricerche stesse. Tuttavia l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso un gruppo interno di esperti in bio-sicurezza, ha poi deciso di permettere la pubblicazione dei dati completi, una volta fatte alcune ulteriori verifiche sperimentali. Allora il NSABB è ritornato alla carica, ribadendo le sue iniziali riserve sulla “delicatezza” di questi dati, pur dichiarandosi pronto a un confronto scientificamente costruttivo (e socialmente sicuro) [ http://goo.gl/zKdgJ ].
Ora, è stata appena pubblicata un’ampia revisione di questo dibattito - scientifico, ma non solo, viste le potenziali implicazioni. E comunque il parere dell’OMS, nel permettere la pubblicazione dei dati finali su H5N1, è stato che “i rischi terroristici sono inferiori ai vantaggi che possono derivare dalla pubblicazione completa delle ricerche, che potrebbero avere importanti e benefici sviluppi con la messa a punto di nuovi vaccini e farmaci contro questa infezione”.

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Sorveglianza delle sindromi influenzali: dove trovare i dati

Sorveglianza delle sindromi influenzali: dove trovare i dati | Med News | Scoop.it
In Italia InfluNet, il bollettino settimanale che raccoglie i dati sull'epidemiologia delle sindromi influenzali, è coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza, con il contributo dei medici di base e dei pediatri. La Weekly Influenza Surveillance Overview http://goo.gl/L4MUi è invece il report prodotto dalla piattaforma TESSy (The European Surveillance System), in merito ai dati sulle malattie infettive nei 27 Paesi dell'Unione europea.  EuroFlu http://goo.gl/2EWak è il bollettino settimanale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): gli stessi dati TESSy sono integrati con quelli provenienti dai Paesi al di fuori dell'Unione europea  ma appartenenti al gruppo dell'OMS-Europa.
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Ecco H1N2: nuove preoccupazione per la salute umana

Ecco H1N2: nuove preoccupazione per la salute umana | Med News | Scoop.it

H5N1 è il virus dell’influenza aviaria che recentemente ha rappresentato una fonte di acceso dibattito in merito alle "pericolose" ricerche di cui era oggetto http://goo.gl/TlQhi

H1N1 è stato invece il ceppo dell'influenza suina che nel 2009 ha ucciso diverse persone in tutto il mondo http://goo.gl/IlPfB;

Ecco ora H1N2, un nuovo patogeno di origine virale isolato in alcuni maiali coreani, che potrebbe essere più aggressivo di H1N1, presentando alcune analogie con la storia evolutiva di H5N1. Il nuovo virus H1N2 ha dimostrato infatti una mortale virulenza nel furetto - un modello animale che sviluppa un'influenza molto simile a quella umana - essendo anche riuscito a mutare geneticamente, diventando quindi più infettivo e trasmettendosi per via aerea ai furetti delle gabbie vicine. Si stanno ora conducendo degli studi in colture cellulari umani - che destano le preoccupazioni mai sopite che si erano manifestate con le ricerche su H5N1 - e si vuole valutare lo stato di salute delle persone che vivono a stretto contatto con i suini. Le ricerche sono quindi in pieno corso perché come sostiene Anthony Fauci, direttore del National Institute for Allergy and Infectious Disease di Bethesda, “si tratta di studi molto importanti riguardo a qualcosa che sta già succedendo in natura”: tutto questo con lo scopo di comprendere al meglio il nuovo patogeno, nel caso possa diventare un reale pericolo per la salute umana.

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H5N1: alla fine è stato pubblicato

H5N1: alla fine è stato pubblicato | Med News | Scoop.it

Da oltre 6 mesi la comunità dei virologi è l'opinione pubblica stanno discutendo in merito alla pubblicazione o meno dei dati scientifici (potenzialmente pericolosi per la salute pubblica) riguardo a H5N1: è questo il virus dell’influenza aviaria che infetta il pollame di molti paesi, e che in alcuni rari casi può trasmettersi in modo letale all'Uomo [ http://alturl.com/jfesa ].

Ora, è stato appena pubblicato lo studio nel quale si dimostra che la comparsa spontanea di 5 specifiche mutazioni nel genoma di H5N1 permette la trasmissione del virus per via aerea tra i furetti. Questo è certamente un dato importante, che cambia lo scenario sulla trasmissione della malattia; si pensava infatti che H5N1 dovesse prima ricombinare il proprio DNA con quello di un altro virus dell'animale ospite per scatenare un'infezione. In realtà, questo passaggio non sembra essere necessario.

Il punto è che 5 mutazioni non sono poi molte; sebbene non si sappia se le mutazioni fino ad ora individuate siano sufficienti per favorire la trasmissione dell'infezione da Uomo a Uomo, è stato statisticamente calcolato che queste varianti genetiche potrebbero insorgere spontaneamente nei mammiferi - quindi non solo in laboratorio attraverso l'azione dei ricercatori, come dimostrato per pubblicare questi dati. Tutto quanto non può che mettere un po' in allarme l'opinione pubblica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, si inserisce quindi in un “numero speciale” [ http://alturl.com/ci9vk ] in cui si discute più in generale dei rischi che queste mutazioni possano verificarsi spontaneamente in natura, con possibili implicazioni in termini di bioterrorismo. In realtà, dove effettivamente possano portare questi risultati scientifici è ancora tutto da capire; certo è che ormai non ci sono più veti burocratici sulla sperimentazione scientifica di H5N1 e quindi non rimane che il buonsenso e lo scrupolo di noi Uomini a guidare queste ricerche.

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I pipistrelli e il virus influenzale

I pipistrelli e il virus influenzale | Med News | Scoop.it

Dal Guatemala arriva la notiza, con relativa pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica, che il pipistrello può essere infettato da un nuovo ceppo di virus influenzale. Non si sa come si trasmetta l'infezione fra i pipistrelli; certo è che questa specie di mammiferi è idonea per diffonderla, essendo animali sociali e migratori.
Nulla a che vedere con H5N1 - il virus dell’influenza aviaria [ http://goo.gl/JPwhp ] - la nuova variante di virus dell'influenza A è stata infatti denominata H17: appare geneticamente diverso dal virus che stagionalmente colpisce una parte della popolazione umana, tuttavia presenta alcune "somiglianze" genetiche che potrebbero, in un futuro evolutivo, portare a uno scambio di materiale genetico. E' questo un meccanismo con il quale si potrebbe poi creare un nuovo ceppo influenzale, più infettivo di quelli attuali.
Ma nessuna emergenza per ora, come dichiara il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta. Queste scoperte, sono comunque fondamentali, perchè da una parte consentono di studiare i meccanismi evolutivi di virus molto vicini a noi, e perchè ovviamente ci indicano dove rivolgere la giusta attenzione per il controllo della salute pubblica.

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