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Pillole mediche (e non solo)
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Rita Levi Montalcini e l’Istruzione

Rita Levi Montalcini e l’Istruzione | Med News | Scoop.it
Racconti ed esperienze: Esempio ineguagliato del modo giusto di apprendere e di sfidare i propri limiti, sempre, comunque, e in qualunque condizione. Che formidabile Ministro dell’Istruzione sarebbe stato Rita Levi Montalcini!
Roberto Insolia's insight:

Un aspetto della lunghissima e straordinaria vita di Rita Levi Montalcini http://goo.gl/8KnHe

è rimasto un po’ in ombra tra i tanti ricordi e le commemorazioni di questi giorni: il ruolo di primissimo piano che la scienziata torinese riconosceva all’istruzione e all’insieme dei processi educativi.


Rita Levi Montalcini faceva seriamente il discorso che se lei era arrivata tanto in là con l’abnegazione, la passione, la forza della determinazione, tutti possono farcela perché non riconosceva a sé stessa altro che queste qualità di carattere.


L’istruzione e la conoscenza al centro dell’azione umana, erano dunque per lei non petizioni di principio..., ma prima di tutto modo di essere.

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L'open access come rimedio alla pubblicazione dei dati scientifici di poco valore

L'open access come rimedio alla pubblicazione dei dati scientifici di poco valore | Med News | Scoop.it

Who has never been in the situation that he had a set of data where some of them just didn’t seem to fit. A simple adjusting of the numbers or omitting of strange ones could solve the problem. Or so you would think. I certainly have been in such a situation more than once, and looking back, I am glad that I left the data unchanged. At least in one occasion my “petty” preformed theory proved to be wrong and the ‘strange data’ I had found were corresponding very well with another concept that I hadn’t thought of at the time.


Via MyScienceWork, SEEd Medical Publishing
Roberto Insolia's insight:

L'open access e la pubblicazione dei dati grezzi sono presentati come una possibile soluzione sia alla cattiva condotta nella ricerca che alla scadente qualità della produzione scientifica più recente.

Diverse sono le forme di "Bad Science". Da parte dell'autore, possiamo avere la pubblicazione selettiva (con omissione dei dati non conformi alla propria teoria), la non riproducibilità e la manipolazione dei dati, fino alla loro completa fabbricazione. Dal punto di vista degli editori, possiamo avere sia i bias di pubblicazione (preferenziale pubblicazione dei risultati positivi o dei dati che confermano teorie pre-esistenti), che una peer-review poco corretta.

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Ammalati ma informati, via web 2.0

Ammalati ma informati, via web 2.0 | Med News | Scoop.it

> Apps can do more than keep you company; they can give you medical advice. And as the season of coughs and sneezes settles in, an app may even help you determine what’s wrong. <


Via Alex Butler, SEEd Medical Publishing
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La Salute nel web 2.0

La Salute nel web 2.0 | Med News | Scoop.it

> Health 2.0 describes a new era for health innovation where stakeholders collaborate, patients are empowered and the production of health becomes participatory.

 

But it’s not just about social media and communities anymore: it’s also about patient-physician communication, personalized medicine, population health management, wellness, sensors/devices/unplatforms, data, analytics, system reform and more.

 

Patients now often come to their physician’s office having researched what they think is their condition. When they challenge their doctors’ knowledge and diagnosis, this usually happens in cases where there was already a lack of trust in the relationship. I believe doctors should encourage and guide this attitude, work with their patients to help them understand how the information they found may or may not apply to them.

 

Health 2.0 Europe is the premier conference dedicated to how Web 2.0 and social media are transforming healthcare systems in Europe http://goo.gl/FTP61

 


Via Christian F. Freisleben-Teutscher, Giovanna Marsico
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BergamoScienza 2012

BergamoScienza 2012 | Med News | Scoop.it

Per la decima volta la divulgazione scientifica sarà di scena a Bergamo dal 5 al 21 ottobre 2012.  Scienziati famosi e giovani ricercatori, mostre e laboratori interattivi, spettacoli e concerti, fino allo Space Day - un'intera giornata dedicata allo spazio - con l'astronauta Paolo Nespoli http://goo.gl/Zk8hd il tutto aperto gratuitamente al pubblico.  Il programma della manifestazione http://goo.gl/qwUnL

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La Cura: open data della propria malattia sul web

La Cura: open data della propria malattia sul web | Med News | Scoop.it
Un giovane, certamente ben afferrato di informatica, ha un tumore al cervello. Vuole curarsi: ma vuole raccogliere diversi pareri, vuole condividere il suo stato di salute con i medici nel mondo. Ritira quindi la sua cartella clinica digitale, in formato chiuso e proprietario: cracca il tutto e mette sul web i dati, in formato open e accessibile. Ma il progetto va oltre la finalità, ben legittima, di tipo personale: "Il formato DICOM [quello usato dai medici del settore] è aperto, sì, ma è una condizione "particolare" di apertura: è come l'apertura delle parole con cui ti comunicano il tuo stato di salute e con cui descrivono e attuano la loro versione di "cura": non si capisce, non si riusa, non si combina con altre possibilità, è pensato per "gli addetti ai lavori", lasciando ben poco spazio alla possibilità di espressione, di socializzazione." Ora invece, "Prendete le informazioni sul mio male, se ne avete voglia, e datemi una CURA: fateci un video, un'opera d'arte, una mappa, un testo, una poesia, un gioco, oppure provate a capire come risolvere il mio problema di salute. Artisti, designer, hacker, scienziati, dottori, fotografi, videomaker, musicisti, scrittori. Tutti possono darmi una CURA." Questa è "la Cura open source". Forse una proposta molto civile, molto sociale, per un approccio alla Malattia.
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The Impact of Open Access and Social Media on Scientific Research | Journal of Participatory Medicine

The Impact of Open Access and Social Media on Scientific Research | Journal of Participatory Medicine | Med News | Scoop.it
Traditionally, research papers undergo peer review before publication. Two trends, open access and social media, are changing the peer review process.

Via antonella esposito, Lina Morgado
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Ecco i nuovi impact factor delle riviste scientifiche

Ecco i nuovi impact factor delle riviste scientifiche | Med News | Scoop.it

A dispetto del nome, certamente non hanno impatto diretto sulla salute pubblica, ma sulla ricerca sì. E un effetto non da poco, essendo l'impact factor quell'indice che misura il numero medio di citazioni ricevute da un articolo scientifico negli ultimi due anni. Praticamente è un numero che in un certo senso caratterizza le pubblicazioni, e quindi i curricula lavorativi, dei ricercatori; un numero che guida le loro scelte su quale specifica rivista decidere - o meglio, provare - a pubblicare. Più l'impact factor è alto, più la rivista è prestigiosa e più dovrebbe essere difficile pubblicare sulla stessa, a garanzia dell'elevata qualità dei suoi lavori. Nella più recente classifica, al primo posto si conferma “CA - A Cancer Journal for Clinicians” [ http://alturl.com/9y4u3 ], seguito da “The New England Journal of Medicine” e “Annual Review of Immunology”.

Che poi l'impact factor non sempre sia garanzia di una scelta attenta dei lavori da pubblicare, è dimostrato dalla prestigiosa “Science” - ora, al 18° posto della classifica - sulla quale era stato presentato un modello biostatistico in grado di prevedere la longevità nell'Uomo [ http://alturl.com/y9rs8 ], tanto che aveva fatto molto scalpore, ma che poi è stato ritirato per problemi nella metodologia con cui era stata condotta la ricerca stessa.

E ci sono state pure delle riviste che avevano la cattiva abitudine di autocitare un po' troppo i propri articoli, per dare una spintarella ai rispettivi impact factor: erano ben 51 riviste, accuratamente elencate, ma ora escluse dall'ultima classifica.

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Dati scientifici pubblici in Inghilterra

Dati scientifici pubblici in Inghilterra | Med News | Scoop.it

Abbiamo visto come negli Stati Uniti sia in corso una complessa diatriba in merito alla regolamentazione della conoscenza scientifica e quindi dell'accesso pubblico ai risultati delle ricerche stesse: tanto che il National Institute of Health americano ha deciso di rendere completamente consultabili, entro un anno dalla pubblicazione, tutti i dati scientifici delle ricerche finanziate con fondi pubblici [ http://goo.gl/PygYY ]. Ora, anche in Inghilterra il movimento “open access” ha raggiunto le alte sfere politiche: il ministro della Ricerca Scientifica David Willets ha infatti annunciato la volontà di rendere liberamente consultabili i dati delle ricerche finanziate con fondi anglosassoni.

“Consentire a tutti di accedere a ciò che è stato finanziato con soldi pubblici, rappresenterà una nuova era nel campo della ricerca accademica, ponendo l'Inghilterra in prima linea nel campo della scienza open access”, scrive orgogliosamente sul Guardian il ministro. Al momento, due sembrano essere le strade percorribili dall'amministrazione inglese: gli stessi finanziatori delle ricerche potrebbero farsi carico dei costi di pubblicazione; oppure gli editori delle riviste scientifiche potrebbero esercitare, solo per un limitato periodo, un diritto di consultazione non-open sulle pubblicazioni, per poi liberalizzarne l'accesso. “E' certamente una sfida, perchè la possibilità di garantire un accesso libero ai risultati delle ricerche non deve andare a discapito della qualità e del rigore scientifico delle stesse”, conclude il ministro Willets.

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La comunicazione scientifica in Canada

La comunicazione scientifica in Canada | Med News | Scoop.it

Sembrano essere tempi duri per la comunicazione scientifica in Canada. Tanto che alcuni ricercatori, giornalisti scientifici e le relative associazioni di categoria hanno scritto una lettera aperta al Primo Ministro Stephen Harper, chiedendo una maggiore libertà di espressione.
Perché sembra che dal 2007 i ricercatori, coinvolti in progetti finanziati dallo stato canadese, prima di rispondere ai giornalisti in merito al loro lavoro debbano girare le domande agli uffici stampa dei rispettivi centri dove lavorano; il tutto per avere delle risposte il più possibile “ufficiali” e approvate dagli stessi enti di ricerca. Quindi, poca libertà alle notizie “più fresche” e ai commenti personali dei diretti interessati.
Tutto questo è stato discusso alla conferenza annuale dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS), dove sono state denunciate delle presunte interferenze del governo canadese nella processo di divulgazione della ricerca scientifica [http://goo.gl/o0GVh ].
Come nel gennaio del 2011, quando sembra non sia stato possibile intervistare Kristi Miller che aveva appena pubblicato un lavoro sull’alto tasso di mortalità del salmone canadese [http://goo.gl/z3rvG ].
Certo il morale non è alto fra i ricercatori, e questa posizione rigida del governo canadese potrebbe di fatto creare una frattura fra la quotidiana attività scientifico-lavorativa di molte persone e l’opinione pubblica.

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Informare bene: la malattia di Alessandro Liberati

Roberto Insolia's insight:
Alessandro Liberati, medico, ricercatore, malato. Un video che ripercorre la sua storia e che rappresenta il suo desiderio di farci riflettere, con tono serio ma anche ironico, su quei temi fondamentali - comunicazione corretta, rispetto per il malato, rigore scientifico - che riguardano tutti noi.
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Il web in Africa

Il web in Africa | Med News | Scoop.it
UbuntuNet è un progetto congiunto fra Europa e 5 stati dell'Africa volto a supportare un'efficiente comunicazione web, nel campo dell'educazione e della ricerca, sul continente africano. Inizialmente la Comunità Europea ha finanziato l'80% del progetto, ma dal 2015 UbuntuNet sarà completamente gestito dagli stati africani. Da una parte il progetto vuole consolidare l'insegnamento sul campo dell'ingegneria informatica, dall'altra aiuterà i ricercatori africani che si occupano del miglioramento delle colture agricole, dei cambiamenti climatici e dello sviluppo di energie alternative.
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L'evoluzione sul web

L'evoluzione sul web | Med News | Scoop.it

In principio - almeno per quanto riguarda il web - c'è stato "Darwin online" http://goo.gl/AGWF ma ora anche Alfred Russel Wallace (1823-1913), il naturalista co-scopritore della teoria dell'evoluzione http://goo.gl/536kb

ha un portale dedicato - "Wallace online" - dove si possono consultare le sue pubblicazioni, i manoscritti, e osservarne le illustrazioni. Visitateli entrambi: l'evoluzione è un processo lento, così come merita di essere la consultazione di queste due bellissime risorse web.

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Immaginazione: Festival della Scienza di Genova 2012

Immaginazione: Festival della Scienza di Genova 2012 | Med News | Scoop.it
Il titolo del festival di quest'anno richiama direttamente quello che è stato il progetto - immaginato e desiderato - di questi ultimi 10 anni: rendere la conoscenza scientifica alla portata di tutti, all'interno di una città. Dal 25 ottobre al 4 novembre 2012, il Festival di Genova si ispira quindi alle parole di Albert Einstein: "L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso e facendo nascere l’evoluzione". Mostre, laboratori e conferenze come al solito saranno sparsi nel capoluogo ligure, con molti ospiti importanti fra cui Edoardo Boncinelli e Luca Cavalli Sforza; a quest'ultimo, per il suo novantesimo compleanno, sarà dedicata la mostra "Viaggi di Luca Cavalli Sforza - Ancora una volta ero io il curioso".  Il programma della manifestazione http://goo.gl/36gBC
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ANSA: il nuovo canale di scienza

ANSA: il nuovo canale di scienza | Med News | Scoop.it

Scienza&Tecnica è il nuovo canale tematico del sito web dell'ANSA. Nato con il supporto del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, di enti pubblici e privati, si pone l'obiettivo di avvicinare il mondo della ricerca scientifica alla gente. Il tutto attraverso la rete, una curata selezione di materiale multimediale e una sezione, tutta dedicata ai ragazzi dagli 8 ai 15 anni. E chi più dell'astronauta Paolo Nespoli può essere prova dell'efficacia acquisita dalla comunicazione tecnico-scientifica attraverso il web? Durante la sua missione di sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, lui è stato il primo astronauta ad usare Twitter http://goo.gl/xS6RK

inviandoci sistematicamente le foto che scattava dallo spazio. Certamente, Scienza&Tecnica rappresenta un modo per continuare a puntare sulla ricerca, anche in tempi difficili come questi. 

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Impact Factor delle riviste scientifiche: quando non è tutto

Impact Factor delle riviste scientifiche: quando non è tutto | Med News | Scoop.it
interesting article questioning the usefulness of Impact in measuring scientific quality Factor http://t.co/BZs6bp8D...

Vedi anche "Ecco i nuovi impact factor delle riviste scientifiche" [ http://goo.gl/kfkrN ]


Via Sakis Koukouvis
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Il bluff dell'arsenico

Il bluff dell'arsenico | Med News | Scoop.it

Non avevamo parlato nel 2010 della scoperta di un batterio che “sembrava” avere come costituente fondamentale del proprio DNA l'arsenico, al posto del fosforo che è invece presente in tutti gli organismi viventi [ http://alturl.com/znig7 ]. Era una ricerca che vedeva coinvolta la NASA e che, se confermata, avrebbe avuto delle implicazioni biologiche molto importanti: l'arsenico è infatti letale per quasi tutti gli organismi. Avevamo invece visto, in materia di invecchiamento nell'Uomo, come un modello biostatistico fosse sì riuscito a individuare dei marcatori genetici legati all'invecchiamento, ma poi fosse anche stato necessario ritrattare, almeno in parte, tutti quei dati [ http://alturl.com/bzhpv ].

Comunque, il presunto batterio all'arsenico aveva sollevato molte riserve all'interno della comunità scientifica, tanto che Felisa Wolfe-Simon, primo autore della pubblicazione apparsa su Science, aveva a un certo punto smesso di rispondere ai quesiti e alle richieste di approfondimenti da parte dei colleghi ricercatori. Ora, sempre Science presenta due ricerche indipendenti che dimostrano come quel batterio in realtà debba comunque usare un po' di fosforo per sopravvivere: il punto è che non è in grado di vivere solo (!) in presenza di arsenico, ma più semplicemente riesce a evitarne gli effetti tossici [ http://alturl.com/t8boh http://alturl.com/gkb2n ].

Quindi, se le basi genetiche dell'invecchiamento umano sono qualcosa di molto complesso, anche il batterio “all'arsenico” è da studiare con estremo rigore scientifico. Tanto che Science stessa ci ricorda come il processo scientifico, e quindi la sua comunicazione, siano in grado di auto-correggersi, dal momento che i ricercatori stessi cercano di verificare i risultati precedentemente ottenuti dai colleghi. Perciò, “la rivista Science pubblica ora ulteriori informazioni su un batterio particolarmente resistente, in grado di aiutare la comprensione dei meccanismi di resistenza all'arsenico”.

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L'open access scientifico chiesto direttamente a Obama

L'open access scientifico chiesto direttamente a Obama | Med News | Scoop.it

Negli Stati Uniti, il Federal Research Public Access Act sta proseguendo il suo iter per l'approvazione attraverso il Congresso; lo scopo è quello di rendere completamente libero l'accesso ai dati scientifici delle ricerche finanziate con fondi pubblici, addirittura entro sei mesi dalla loro iniziale pubblicazione. E in Inghilterra, un parere favorevole sulla linea dell'open access è stato espresso dallo stesso ministro della Ricerca Scientifica, David Willets [ http://alturl.com/ygaa2 ].

Ora, i cittadini americani e non sono invitati a sottoscrivere una petizione on line, per sottoporre la questione direttamente al presidente Obama. C'è infatti fermento per questo spinoso aspetto dell'attività di ricerca; tanto che John Holdren, consulente personale del presidente in materia di scienza e tecnologia, sta portando avanti una serie di incontri con le amministrazioni e i sostenitori dell'open access scientifico [ http://alturl.com/sbuzy ]. Tutto questo sembra dimostrare una concreta sensibilizzazione al problema da parte delle alte sfere politiche, in realtà non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa.

Intanto l'obbiettivo della petizione on line al presidente Obama è quello delle 25.000 firme; ne mancano poco meno di 5.000.

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Blog, medicina e comunicazione scientifica

Blog, medicina e comunicazione scientifica | Med News | Scoop.it

Nessun sacro fuoco per la scrittura. Nessuna mission per diffondere la Scienza. Bensì il più prosaico desiderio di allargare gli orizzonti lavorativi e di cercare nuovi stimoli: ecco allora che circa due anni fa un biologo, fino ad allora sul bancone del laboratorio, decide di aprire un dialogo con la comunità non-scientifica, che di fatto rappresenta buona parte delle persone che gira per la strada, che lavora in fabbrica e in banca, che fa sport e fa politica.

Questo è stato il Big Bang del blog La Scienza siamo anche noi, che sicuramente... [http://goo.gl/3tz5Z]

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