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Obiettivo zero per l'Aids

Obiettivo zero per l'Aids | Med News | Scoop.it
Zero nuove infezioni da HIV; zero morti per malattie legate all’Aids; zero discriminazione sociale. Questi sono gli obiettivi che la comunità scientifica e i governi mondiali si prefiggono di raggiungere entro il 2015. La strada è ancora lunga e certamente difficile, tuttavia l'ultimo rapporto annuale “UnAids report on the global Aids epidemic - 2012” http://goo.gl/Aphel annuncia una riduzione di oltre 700 mila nuovi casi di infezioni da HIV registrati nel 2011 rispetto al 2001.  Nel mondo circa 34 milioni di persone convivono con l’infezione, e circa lo 0,8% di loro ha un'età compresa tra i 15 e 49 anni. L’Africa sub-sahariana si conferma la regione più colpita con circa il 5% della popolazione infetta; ma anche lì, grazie alle strategie di prevenzione e al miglioramento delle cure, negli ultimi sei anni la mortalità per Aids è diminuita di un terzo.
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HIV: cosa è meglio fare in Sud Africa?

HIV: cosa è meglio fare in Sud Africa? | Med News | Scoop.it
Da una parte c'è l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che intende applicare il "testa e tratta", per combattere l'HIV in Sud Africa, dove oltre 5 milioni di persone sono infette dal virus, e di cui circa 1 milione e seicentomila sono sintomatici: l'OMS si propone di testare annualmente l'intera popolazione del paese, ed iniziare una terapia immediatamente dopo avere contratto l'infezione, senza aspettare la comparsa di eventuali sintomi. Dall'altra c'è un modello matematico, sviluppato da due ricercatori americani, che ha messo alla prova la strategia dell'OMS. E dimostra che quella strategia potrebbe causare più danni che benefici. Secondo quanto propone l'OMS, si andrebbero a trattare ben oltre 1 milione e mezzo di persone, a fronte di costi sanitari enormi e con il rischio di selezionare ceppi resistenti di HIV, a una velocità ben superiore a quanto già succede oggi. "Il modello utilizzato dall'OMS per combattere HIV non è realistico", sostengono i due ricercatori. Infatti precisano che "è sufficiente trattare ora quel milione e seicentomila persone già ammalate per riuscire quasi a eradicare l'infezione da HIV in Sud Africa, nell'arco di 40 anni". "Non ci sono i soldi e le strutture adeguate per il progetto dell'OMS, almeno iniziamo a trattare quelle persone che realmente stanno male", concludono i ricercatori.
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Stop all'HIV

Stop all'HIV | Med News | Scoop.it

“Le terapie antiretrovirali per tenere sotto controllo l'infezione da HIV sono ormai disponibili, e funzionano”, dichiara Françoise Barré-Sinoussi, presidente dell'International Aids Society [ http://goo.gl/H16Bd ]. Si stima infatti che attraverso l'impiego dei farmaci di ultima generazione il tasso annuale di mortalità per HIV sia sceso del 75% negli Stati Uniti, con oltre 700.000 vite salvate nel 2010 considerando l'impiego dei farmaci retrovirali anche nei paesi meno ricchi. Tuttavia prosegue Barré-Sinoussi, “ancora oggi meno della metà delle persone ammalate riesce ad assumere questi farmaci, per le condizioni socio-economiche in cui vive. Inoltre queste medicine hanno effetti collaterali e devono essere prese quotidianamente” [ http://goo.gl/mH5JF ].

Ecco quindi che alla conferenza internazionale AIDS 2012, attualmente in corso a Washington, si guarda al futuro con un approccio diverso, volendo ora trovare una cura definitiva e sicura contro l'infezione da HIV, che sia economica e accessibile dovunque nel mondo.

In realtà, ricercatori negli ultimi anni si sono concentrati sull'ottimizzazione delle terapie farmacologiche e sulla messa a punto di un vaccino per la malattia; solo pochi gruppi hanno portato avanti progetti mirati ad individuare “la cura” definitiva. La conferenza AIDS 2012 annuncia che è ora giunto il momento di aumentare gli sforzi, sia finanziari che nel numero di ricercatori coinvolti su questo fronte, per eradicare l'infezione da HIV nel mondo.

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Combattere preventivamente HIV

Combattere preventivamente HIV | Med News | Scoop.it

Già l'impiego di modelli matematici nella lotta contro l'HIV era una notizia di un certo interesse [ http://goo.gl/EP0Rw ], ma ora la grossa novità è l'impiego di un farmaco antiretrovirale nella prevenzione dell'infezione stessa.

Truvada è il farmaco per il quale l'FDA americana, dopo lunghe valutazioni, si è espressa in questo senso: già usato dopo avere contratto il virus, potrà ora essere impiegato per prevenire l'infezione stessa. I dati degli studi clinici dimostrano che il farmaco può ridurre di oltre il 50% il rischio di trasmissione dell'infezione, all'interno delle coppie nel quale uno dei due partner è sieropositivo. Tanto che l'FDA stessa ritiene questa “una grossa opportunità per bloccare l'epidemia” [ http://goo.gl/mKY0V ]. Questo farmaco, da prendere a scopo preventivo una volta al giorno, sarà comunque destinato a particolari situazioni quali le coppie - con un partner sieropositivo - che desiderano avere un figlio, oppure quelle realtà nelle quali le donne sono soggette ad abusi o vengono infettate direttamente dai mariti, non disponibili ad usare il preservativo.

Però la principale riserva della comunità scientifica è che in qualche modo si possa abbassare la guardia nei confronti di HIV: infatti, non deve assolutamente passare il messaggio che sia pronto un vaccino, per tutti, contro l'infezione da HIV. Il nuovo farmaco sarà destinato solo a chi, anche per motivi molto diversi, è più a rischio: quindi la migliore prevenzione rimane ancora l’uso del preservativo durante i rapporti sessuali.

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Science: le 10 scoperte scientifiche dell’anno

Science: le 10 scoperte scientifiche dell’anno | Med News | Scoop.it

L'efficacia dei farmaci antiretrovirali nell'HIV, in quanto i sieropositivi che li assumono hanno il 96% di possibilità in meno di trasmettere il virus ai loro partner. Quindi che questi farmaci si dimostrano efficaci sia nel trattamento che nella prevenzione dell'infezione da HIV.
Ecco cosa mette al primo posto la prestigiosa rivista Science per quanto riguarda le migliori ricerche scientifiche dell'anno 2011. Poi, si va nello spazio, o meglio viene celebrato il travagliato ritorno sulla Terra della navicella giapponese Hayabusa, con campioni di polvere prelevati direttamente da un grande asteroide. Questa polvere conferma che i meteoriti ritrovati sulla Terra hanno origine proprio da questi grandi asteroidi, detti di tipo S. E poi, il puzzle del nostro genoma: il moderno Homo sapiens ha ereditato varianti del DNA, presenti negli uomini primitivi quali i Neanderthal e i Denisoviani. Il tutto confermato dallo studio dei fossili di Australopithecus sediba, ritrovato in Sudafrica, che ha evidenziato tratti caratteristici dell’uomo moderno.

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Inghilterra: a tutti cure gratuite per l'Aids

Inghilterra: a tutti cure gratuite per l'Aids | Med News | Scoop.it

> From now on, HIV treatment will be provided free of charge to all who need it, regardless of citizenship or immigration status. <


Via Giuseppe Fattori
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HIV e farmaci antiretrovirali: linee guida del Ministero della Salute

HIV e farmaci antiretrovirali: linee guida del Ministero della Salute | Med News | Scoop.it

Fermo restando che si debba nel futuro cercare una cura definitiva contro l'HIV [ http://goo.gl/RoQlD ], nel frattempo è importante gestire al meglio la somministrazione dei farmaci antiretrovirali, dimostratisi efficaci nel controllare la progressione della malattia.

La Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS ha quindi approvato le nuove linee guida in materia di somministrazione degli antiretrovirali, rivolte sia ai medici specialisti che seguono i pazienti HIV positivi sia alle associazioni degli stessi malati.

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Allattare al seno protegge da HIV

Allattare al seno protegge da HIV | Med News | Scoop.it

L'allattamento al seno fa bene al neonato: per esempio, ha aiutato i bambini a sopravvivere nella città di Montreal alla fine dell'800, a dispetto delle condizioni igieniche non certo ottimali [ http://alturl.com/22y4s ]. Ma, nel caso la mamma sia infetta da HIV, l'allattamento al seno rappresenta una quotidiana esposizione del neonato al rischio di contrarre l'infezione; in realtà però si è visto come questo avvenga solamente in circa un bambino su dieci. Perché si ha un bassissimo tasso di infezione da HIV nell'allattamento al seno?

Ricercatori della Duke University hanno dimostrato che due specifici anticorpi, prodotti dai linfociti B della mamma e presenti nella latte materno, contrastano il virus HIV, limitandone quindi il passaggio al neonato.

Chiaramente, “suggerimenti biologici” di questo tipo possono rappresentare importanti aiuti nella messa a punto di un efficace vaccino contro l'infezione da HIV, magari da affiancare a idonee strategie preventive per i soggetti più a rischio di infezione [ http://alturl.com/wnzxv ].

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Nuove strategie matematiche contro HIV

Nuove strategie matematiche contro HIV | Med News | Scoop.it

La battaglia fra HIV e un possibile vaccino ha occupato la scena della ricerca applicata negli ultimi 30 anni. A fronte di un sostanziale miglioramento nelle terapie volte a rendere l'infezione da HIV una malattia cronica, si sono anche registrati molti insuccessi sperimentali, legati all'enorme capacità di adattamento biologico (cioè di mutare) da parte del virus dell'immunodeficienza umana.
Ora la matematica viene in aiuto: l'idea è di impiegare modelli matematici già utilizzati nella fisica quantistica per prevedere le capacità di adattamento di HIV. Tanto che queste news arrivano dal meeting annuale della Biophysical Society, non certo l'ambiente in cui solitamente si sente parlare di HIV. Con questo nuovo approccio non ci si focalizzerà più sul singolo amminoacido che può mutare, permettendo così a HIV di sfuggire al sistema immunitario e a un eventuale vaccino; invece, si guarderà più in generale alla struttura di HIV, individuando coppie di amminoacidi che cambiano contemporaneamente, probabilmente perchè se così non fosse la singola mutazione potrebbe andare a discapito del virus stesso. Verso queste regioni particolari, verosimilmente “più delicate” per HIV, si cercherà poi di mettere a punto dei nuovi vaccini.

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