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H5N1: alla fine è stato pubblicato

H5N1: alla fine è stato pubblicato | Med News | Scoop.it

Da oltre 6 mesi la comunità dei virologi è l'opinione pubblica stanno discutendo in merito alla pubblicazione o meno dei dati scientifici (potenzialmente pericolosi per la salute pubblica) riguardo a H5N1: è questo il virus dell’influenza aviaria che infetta il pollame di molti paesi, e che in alcuni rari casi può trasmettersi in modo letale all'Uomo [ http://alturl.com/jfesa ].

Ora, è stato appena pubblicato lo studio nel quale si dimostra che la comparsa spontanea di 5 specifiche mutazioni nel genoma di H5N1 permette la trasmissione del virus per via aerea tra i furetti. Questo è certamente un dato importante, che cambia lo scenario sulla trasmissione della malattia; si pensava infatti che H5N1 dovesse prima ricombinare il proprio DNA con quello di un altro virus dell'animale ospite per scatenare un'infezione. In realtà, questo passaggio non sembra essere necessario.

Il punto è che 5 mutazioni non sono poi molte; sebbene non si sappia se le mutazioni fino ad ora individuate siano sufficienti per favorire la trasmissione dell'infezione da Uomo a Uomo, è stato statisticamente calcolato che queste varianti genetiche potrebbero insorgere spontaneamente nei mammiferi - quindi non solo in laboratorio attraverso l'azione dei ricercatori, come dimostrato per pubblicare questi dati. Tutto quanto non può che mettere un po' in allarme l'opinione pubblica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, si inserisce quindi in un “numero speciale” [ http://alturl.com/ci9vk ] in cui si discute più in generale dei rischi che queste mutazioni possano verificarsi spontaneamente in natura, con possibili implicazioni in termini di bioterrorismo. In realtà, dove effettivamente possano portare questi risultati scientifici è ancora tutto da capire; certo è che ormai non ci sono più veti burocratici sulla sperimentazione scientifica di H5N1 e quindi non rimane che il buonsenso e lo scrupolo di noi Uomini a guidare queste ricerche.

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H5N1 e l’influenza aviaria: pubblicare o non pubblicare?

H5N1 e l’influenza aviaria: pubblicare o non pubblicare? | Med News | Scoop.it

H5N1 è il virus dell’influenza aviaria che infetta il pollame di molti paesi, soprattutto asiatici, e che in alcuni rari casi può trasmettersi all'Uomo, risultando molto letale. Si sa che nell'ultimo anno due gruppi di ricerca indipendenti sono riusciti a modificare geneticamente il virus, creando un ceppo molto più contagioso per i mammiferi, con lo scopo chiaramente clinico di studiare meglio l'evoluzione dell'infezione in animali da laboratorio, più vicini all'Uomo. Tuttavia la cosa è molto delicata.
E' infatti (più o meno latente) la preoccupazione che qualche errore sperimentale nei laboratori possa poi avere conseguenze disastrose per la popolazione, vista l’estrema virulenza del nuovo ceppo; così come aleggia lo spettro dei bio-terroristi che potrebbero usare i dati scientifici per costruire delle arme biologiche. Tanto che a dicembre il National Science Advisory Board for Biosecurity (NSABB), cioè il comitato che si occupa della sicurezza biologica negli Stati Uniti, aveva esplicitamente chiesto alle riviste scientifiche Nature e Science, candidate alla pubblicazione delle due ricerche, di non essere troppo dettagliate negli articoli, rendere noti solo i riassunti delle ricerche stesse. Tuttavia l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso un gruppo interno di esperti in bio-sicurezza, ha poi deciso di permettere la pubblicazione dei dati completi, una volta fatte alcune ulteriori verifiche sperimentali. Allora il NSABB è ritornato alla carica, ribadendo le sue iniziali riserve sulla “delicatezza” di questi dati, pur dichiarandosi pronto a un confronto scientificamente costruttivo (e socialmente sicuro) [ http://goo.gl/zKdgJ ].
Ora, è stata appena pubblicata un’ampia revisione di questo dibattito - scientifico, ma non solo, viste le potenziali implicazioni. E comunque il parere dell’OMS, nel permettere la pubblicazione dei dati finali su H5N1, è stato che “i rischi terroristici sono inferiori ai vantaggi che possono derivare dalla pubblicazione completa delle ricerche, che potrebbero avere importanti e benefici sviluppi con la messa a punto di nuovi vaccini e farmaci contro questa infezione”.

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