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Come sarà la prossima influenza

Come sarà la prossima influenza | Med News | Scoop.it
Per l'inverno 2012/13 è prevista un'influenza piuttosto aggressiva sul piano epidemiologico, che metterà a letto circa 4-6 milioni di italiani. Ne saranno responsabili il virus A (H1N1) - quello che nel 2009 aveva causato circa 300.000 decessi http://goo.gl/IlPfB - il virus A (H3N2) e alcuni ceppi del virus B. Attualmente, a seguito di difetti qualitativi nella produzione di alcuni vaccini, è stato vietato a scopo cautelativo la somministrazione degli stessi http://goo.gl/thMv2 Questo comporta al momento una disponibilità sul mercato di dosi numericamente inferiore rispetto a quella richiesta dalla popolazione; di fatto quindi sarà ci si potrà vaccinare un po' più in ritardo ma, secondo i medici questo non sarà un problema. Anche vaccinandosi nel mese di novembre si avrà un'efficace copertura contro l’influenza.  Come sempre quindi, rimane l'indicazione alla vaccinazione per tutti i malati fragili o con patologie croniche importanti e per chi ha più di 65 anni.
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Infezioni da virus influenzali: quanto conta la genetica dell'ospite

Infezioni da virus influenzali: quanto conta la genetica dell'ospite | Med News | Scoop.it

E' noto come le spiccate capacità di adattamento molecolare di molti virus siano alla base della loro alta infettività; abbiamo addirittura visto come una variante di virus dell'influenza A, che presenta alcune “somiglianze genetiche” con quello che stagionalmente colpisce l'Uomo, sia in grado di infettare il pipistrello [ http://goo.gl/T7QDD ]. Ma è comunque evidente che ogni organismo può rispondere in modo diverso al medesimo agente infettivo. Ecco quindi che con estremo interesse vanno osservati i nuovi meccanismi - o meglio, i nuovi punti di vista - che stanno emergendo in merito alle modalità di infezione virale.
E' stato recentemente studiato il profilo genetico di 53 persone, infettate dal virus H1N1, quello della pandemia influenzale del 2009; è emerso come una specifica variante del gene umano IFITM3, appartenente ad una famiglia di geni che codificano proteine di membrana, si associa ad un più alto tasso di infezione [http://goo.gl/VyBjx ]. La conferma si è avuta nei topi geneticamente modificati, privi di IFITM3: questi animali andavano incontro a un'infezione con una frequenza e una gravità ben maggiore rispetto ai topi non mutati. Anche i microRNA endogeni, piccole molecole che svolgono diverse funzioni regolative all'interno delle nostre cellule, sembrano avere un ruolo come mediatori dell'infezione. Sono stati infatti studiati i cambiamenti nell'espressione dei diversi microRNA durante l'infezione rispettivamente con il ceppo H1N1 e con il ben più aggressivo H7N7, dimostrando come specifici microRNA sono ceppo dipendenti e compaiono in precisi momenti nel corso dell’infezione [ http://goo.gl/35Djz ].
Complessivamente questi lavori dimostrano come sì le variazioni genetiche di un virus possono aumentarne la virulenza, ma anche una certa variabilità genetica nell’ospite concorre al risultato finale, con un’infezione più o meno aggressiva. Tutto questo è da tenere presente nella messa a punto di nuovi farmaci antivirali.

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L'influenza suina del 2009 ha ucciso quasi 300.000 persone

L'influenza suina del 2009 ha ucciso quasi 300.000 persone | Med News | Scoop.it

La virologa Fatimah Dawood del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta ha provato a tirare le somme dell'influenza suina del 2009, causata dal virus H1N1, che secondo alcune fonti era stata presentata e affrontata con toni fin troppo allarmistici. Il gruppo coordinato dalla Dawood ha condotto le analisi in un modo apparentemente più rigoroso di quanto fatto fino a ora, tanto che i risultati devono far riflettere: nel primo anno di quella “vera” pandemia, potrebbero essere morte 284.400 persone, 15 volte il numero dichiarato ufficialmente.

Sono stati infatti analizzati i tassi di infezione e i decessi in 13 paesi diversi nel mondo, tenendo conto delle normali differenze nei tassi di mortalità esistenti fra i paesi ricchi e quelli più poveri. Se la normale influenza stagionale può causare un numero di decessi compreso fra le 250.000 e le 500.000 unità, il 90% di questi interessa persone oltre i 65 anni di età; il quadro è stato esattamente opposto per il virus H1N1, dove l'87% dei suoi morti è stato registrato in persone più giovani di 65 anni. Inoltre, la metà di tutti i decessi sono avvenuti in Africa e nel sudest dell'Asia, dove si conferma la necessità di attuare precise strategie di vaccinazione e supporto medico per quelle popolazioni.

Senza dimenticare che se buona parte della virulenza di un virus è ovviamente da attribuire al suo patrimonio genetico, anche il nostro DNA può avere un peso nel risultato finale, con un’infezione più o meno aggressiva [ http://alturl.com/6wv58 ].

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