Gli uffici d’informazioni turistiche a Padova senza piu fondi regionali.
Al di là degl aspetti sindacali, pure critici, resta il problema: può il Veneto, Regione n. 1 del turismo in Italia, smantellare la rete di uffici informazione e accoglienza?
PADOVA. Ormai ci sono poche speranze per mantenere in vita gli infopoint Iat (Informazioni Accoglienza Turismo) che dipendono sia dall’azienda speciale Padova Turismo Terme Euganee che dalla Regione Veneto. I finanziamenti regionali per il 2012 non sono ancora garantiti al cento per cento e, come sostengono anche quasi tutti gli addetti ai lavori, sono a rischio anche gli stessi stipendi dei 27 dipendenti, che lavorano negli uffici Iat di Padova (Stazione, Santo e Galleria Pedrocchi), Abano, Montegrotto e negli altri centri turistici della provincia. Lo stipendio di febbraio è stato pagato regolarmente, ma a fine mese la mensilità di marzo è già a rischio.
L’eventuale licenziamento dei 27 lavoratori, tra cui tante donne e la chiusura forzata di tutti i punti d’informazioni, arrecherebbe un gravissimo danno all’immagine della città e della zona termale perché, a questo punto, nessuno sa con precisione a chi toccherebbe l’onore e l’onere di gestire i servizi turistici sia a Padova che in provincia. Se ne faranno carico i Comuni, in primis quello del capoluogo, l’amministrazione provinciale (tra l’altro in via di scioglimento dopo la decisione contenuta nel decreto Salva Italia) o qualche altro organismo pubblico-privato, come ad esempio, il nuovo Dmo (Destination Management Organisation) della Camera di Commercio? «Non credo che il Dmo possa e debba farsi carico anche dei 27 dipendenti degli attuali Iat - risponde subito Fernando Zilio, presidente provinciale dell’Ascom e vice-presidente dell’ente camerale di piazza Insurrezione -. Questi sono problemi che dovranno risolvere sia l’amministrazione provinciale, guidata da Barbara Degani, che la Regione Veneto, che, tra l’altro, sono dello stesso colore politico. Le mission prioritarie della Dmo sono diverse e riguardano anche il settore turistico, ma altri segmenti di mercati».
Di tono diverso il commento del direttore provinciale della Confesercenti. «I punti Iat, con in testa quello sul lato ovest della stazione, non devono morire - sottolinea Maurizio Francescon - Da sempre hanno un ruolo essenziale per tutti i forestieri che arrivano in città, alle terme e negli altri paesi a caratura turistica della provincia. Solo agli sportelli di Galleria Pedrocchi si presentano circa 70.000 turisti all’anno a chiedere informazioni sui monumenti, sui musei, concerti, alberghi, ristoranti e sugli eventi artistici e culturali in genere». E Francescon non ha difficoltà neanche a dare un consiglio prezioso sull’argomento. «Prima che sia troppo tardi, tutte le istituzioni competenti, ossia Comune, Provincia, Regione e tutte le associazioni economiche di categoria, tra cui la Confesercenti, l’Ascom, l’Appe , Confindustria, Upa, Cna ed anche gli organismi degli albergatori, dovrebbero mettersi intorno ad un tavolo per trovare una soluzione in tempi brevi». A difesa dell’occupazione dei 27 lavoratori che hanno un futuro incerto scendono in pista anche i sindacati della pubblica amministrazione. Domani a mezzogiorno, proprio in Galleria Pedrocchi, i segretari del settore di Cgil, Cisl ed Uil terranno una conferenza stampa, alla quale parteciperà anche una delegazione dei dipendenti dei punti Iat.



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