Linguistic Politeness in Social Media
57 views | +0 today
Follow
Your new post is loading...
Your new post is loading...
Scooped by Valeria Anfuso
Scoop.it!

Pantene Ad Wants Women to Stop Saying Sorry [VIDEO]

Pantene Ad Wants Women to Stop Saying Sorry [VIDEO] | Linguistic Politeness in Social Media | Scoop.it
In a new one-minute spot, Pantene urges women to stop with all the apologizing.
Valeria Anfuso's insight:

Al di là del messaggio sulla disparità, mi viene spontaneo focalizzarmi sull'aspetto relativo al linguaggio di genere.

 

I temi sono Linguistic politeness, linguaggio di genere e "powerless speech". Secondo Robin Lakoff (1975) lo stile linguistico delle donne sarebbe caratterizzato da una tendenza alla mitigazione e all'uso di forme più deboli rispetto a quelle comunemente usate dagli uomini. Il linguaggio "debole" sarebbe caratterizzato da attenuazioni, forme impersonali, minor incidenza di forme dirette negli ordini e nelle richieste e tendenza ad evitare le critiche che suonano aggressive e possono causare "la perdita della faccia" dell'interlocutore. Ora, questo spot Pantene probabilmente non mirava a farne una questione di linguistic politeness (ovviamente no!) però è interessante notare la correlazione tra i concetti di "forza", "scuse", "essere donna". Un atto linguistico come scusarsi per le donne assume un peso che si stacca totalmente dal significato letterale del "dispiacersi". 

Come sostiene Janet Holmes, "They also interpret and use certain speech acts differently to men. For instance, not only do women use more apologies than men but their apologies serve more often than men’s “as remedies for space and talk offences – areas of interaction where women are particularly vulnerable and where they may have developed a greater sensitivity” (Holmes 1995: 185).

 

more...
No comment yet.
Scooped by Valeria Anfuso
Scoop.it!

Speecharella looks at pragmatics therapy for the internet. It's Required Reading June 13, 2014

Speecharella  looks at pragmatics therapy for the internet. It's Required Reading June 13, 2014 | Linguistic Politeness in Social Media | Scoop.it
Speecharella's now on an abbreviated work week for summer services, so she's been able to spend some time studying interventions for online participants who demonstrate deficits or delays I'm the a...
Valeria Anfuso's insight:

School of doubt - Pragmatics in social media and some interesting links

more...
No comment yet.
Scooped by Valeria Anfuso
Scoop.it!

Politeness and impoliteness in digital communication: Corpus-related explorations | ESRC Centre for Corpus Approaches to Social Science (CASS)

Politeness and impoliteness in digital communication: Corpus-related explorations | ESRC Centre for Corpus Approaches to Social Science (CASS) | Linguistic Politeness in Social Media | Scoop.it
Valeria Anfuso's insight:

La "linguistic politeness" è un campo molto vasto della ricerca degli studi pragmatici sul linguaggio. Una bibliografia vastissima ha cercato negli ultimi anni di mettere in luce le strategie con cui i parlanti tentano, nei diversi contesti, di evitare conflitti o stabilire relazioni di distanza o vicinanza con i propri interlocutori.

La "cortesia linguistica" non può essere definita in maniera univoca una volta per tutte attraverso regole ferree: bisogna considerare il contesto culturale e situazionale. Cosa avviene se si parla di Linguistic Politeness in campo digitale? la questione si complica ulteriormente e il dialogo si fa ancora più complesso e intrigante!

La ricerca è aperta, le possibilità e le opportunità aumentano. Questo articolo mette in luce aspetti della questione davvero interessanti.

more...
No comment yet.
Scooped by Valeria Anfuso
Scoop.it!

Lavoro e web: online etiquette (e linguistic politeness!)

Lavoro e web: online etiquette (e linguistic politeness!) | Linguistic Politeness in Social Media | Scoop.it
A version of this article was originally published in the Daily Journal of Commerce on June 10 2013. It all started with a Tweet. A comment on a blog led t...Continue reading at MacsList.org!
Valeria Anfuso's insight:

Personal branding on-line e personalità offline? Dovrebbero essere fedeli l'una all'altra, pena la perdita di credibilità. In entrambi gli ambiti, occhio alle “buone maniere” e al porti al meglio.

 

NON FINGERE

 

Non devi apparire ciò che non sei. Ma non rischiare di dare l'impressione sbagliata per i motivi sbagliati.

 

Un esempio? I saluti.

 

Al lavoro, così come on-line, non risparmiare un saluto caloroso solo perché vai di corsa e sei super-impegnato. Saltare un momento importante come il saluto una sola volta può innescare una serie di malintesi e pensieri negativi che potrebbero influenzare negativamente i rapporti coi colleghi e il tuo lavoro,

 

E quando scrivi ricorda che...

 

Il tuo interlocutore non può vederti, non conosce le tue reali intenzioni e intorno alle tue frasi si potrebbero creare serie imprevedibili di potenziali inferenze che possono deviare il percorso della ricezione di senso da parte del tuo interlocutore. Quindi usa un linguaggio diplomatico, pesa le parole, rileggi più volte e, se necessario, usa le emoticon (ma non esagerare). Se vuoi approfondire quest'ultimo punto potresti trovare interessante quest'altro articolo: “If You’re Happy and You Know It, Must I Know It Too?” 

more...
No comment yet.
Rescooped by Valeria Anfuso from Lingua Digitalis ...or how to do things with *keystrokes
Scoop.it!

Emoticon language is 'shaping the brain' › News in Science (ABC Science)

Emoticon language is 'shaping the brain' › News in Science (ABC Science) | Linguistic Politeness in Social Media | Scoop.it
Emoticons such as smiley faces are a new language that is changing our brain, according to new Australian research.

Via Lingua Digitalis
Valeria Anfuso's insight:

L'abuso di emoticon è poco elegante, fastidioso e assolutamente da evitare.

Ma se uno smiley può aiutarci a contestualizzare il nostro linguaggio "digitato" e mitigare un atto linguistico intrinsecamente sgradevole (come ad esempio gli ordini e le critiche), che ben venga. Non troverei sconveniente l'uso di smiley, ad esempio in un Tweet, da parte di un'azienda, se questo può ammorbidire un potenziale "face threatening act". 

more...
Lingua Digitalis's curator insight, February 14, 2014 3:59 AM

I will read the original research if I have time as some of the points here do not quite make sense  (emoticons = new form of language??). It is also  interesting that the brain activates the same areas it would when it sees a real face.

But this implies that we should be  able to assign a specific meaning to emoticons. Which we can't. 

The professor's students were signing off their emails with an emoticon, because they were contextualising their messages - mitigating the force of the face threat of a request. Or even mitigating the fact that they call their professor  by their first name and Hey!

Rescooped by Valeria Anfuso from Lingua Digitalis ...or how to do things with *keystrokes
Scoop.it!

Linguistics Research Digest: Tweeting ‘sorry’: a guide to corporate apologies

Linguistics Research Digest: Tweeting ‘sorry’: a guide to corporate apologies | Linguistic Politeness in Social Media | Scoop.it

Nowadays social networks have become ubiquitous and are used to communicate almost anything. For example, you can post a complaint about your leaking kettle directly to Argos` Twitter account and make them apologise!


Via Lingua Digitalis
Valeria Anfuso's insight:

Semplicemente, scusarsi subito è un buon modo per evitare che i conflitti crescano in peso e gravità. Sui social media, peso e gravità possono moltiplicarsi a dismisura grazie alla pervasività del mezzo. Quindi...JUST TWEET IT! Dire "mi dispiace" con un Tweet è molto meglio che ignorare il problema: se non lo si fa prontamente, le conseguenze negative non tarderanno ad arrivare.

more...
No comment yet.