Tradurre il vintage | di Federica Aceto | Lexicool.com Web Review | Scoop.it

Cosa è più filologicamente corretto? Recuperare un lessico e un clima linguistico vicini all’italiano di un giovane di sessant’anni fa, pur non essendo Holden un giovane italiano di sessant’anni fa e nonostante i giovani italiani di sessant’anni fa non parlassero tutti allo stesso modo e forse nemmeno in italiano (o non lo stesso italiano), perlopiù? Puntare a un gergo giovanile di oggi che rischia di essere obsoleto già domani oltre che anacronistico oggi? Optare per una via di mezzo, e cioè una lingua ibrida, fedele non a una verosimiglianza filologica, ma a una coerenza interna del testo che rispecchi, come dice giustamente Matteo Colombo, l’interpretazione, l’opinione, ovviamente parziale, che il traduttore dà del testo in questione?


Via STL di Sabrina Tursi