Storie Partigiane nelle Marche: i fatti di Pozza e Umito | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

L’11 marzo una colonna tedesca, malgrado la neve, accerchiò Pito, Pozza e Umito. Sulle alture circostanti era dislocata la banda Bianco. Durante la notte dopo aver attraversato la stretta valle formata dal torrente che da Umito scende verso il Tronto, i tedeschi salirono sulle colline. Accompagnati da gruppi di fascisti repubblichini, i tedeschi attaccarono Pozza di Acquasanta all’alba, casa per casa cercavano armi ed uomini. Incendiarono undici case di contadini accusati di aver dato ospitalità ai partigiani, razziarono cibo e denaro, ammazzarono chiunque tentasse la fuga. Otto uomini morirono davanti le loro case, erano tutti disarmati e furono uccisi senza pietà. Intanto gli uomini trovati nascosti nelle case del paese vennero avviati verso un grosso magazzino poco distante dal paese dove li avrebbero fucilati e avrebbero poi bruciato i loro corpi. Tuttavia, inaspettatamente, i nazisti abbandonarono i loro prigionieri e si diressero verso Umito, dove i partigiani della banda Bianco stavano attaccando la formazione tedesca, la quale richiedeva rinforzi per fronteggiare l’attacco. Lo scontro fu violento, la morte del comandante tedesco indusse i tedeschi ad indietreggiare consentendo agli uomini di Bianco di sganciarsi risalendo la collina. I tedeschi persero una trentina di uomini e sfogarono la loro rabbia nei confronti della popolazione civile, incendiando le case con bombe e bengala.In paese erano rimasti bloccati alcuni partigiani, i nazisti li circondarono e diedero fuoco alla casa in cui si erano rifugiati,