Il Monte dell'Ascensione tra miti, leggende e tradizioni popolari | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Dapprima venne chiamato Monte Nero, poi Monte Polesio o infine Monte dell'Ascensione (per gli ascolani, semplicemente, l'Ascensione).

Il nome Monte Nero é dovuto, molto probabilmente, alla presenza dei boschi che ne rivestono le pendici: esse, costituite principalmente da querce sempreverdi (lecci) e da castagni, erano assai folte nell'antichità.

Attualmente la montagna é conosciuta come Monte Ascensione, un nome che si deve a Domenico Savi (alias Meco del Sacco) che edificò sulla cima un oratorio, dedicandolo all'Ascensione di Gesù Cristo Redentore e all'Asunzione in Cielo della Madonna.

Il giorno della vigilia della Festa dell'Ascensione, le ragazze della zona andavano nei campi dopo il tramonto per raccogliere rose ed erbe profumate. Il materiale veniva poi lasciato in infusione per l'intera nottata, dentro grandi recipienti pieni d'acqua e disposti all'aperto. Al mattino, prima del sorgere del sole, i contenitori venivano ritirati: l'acqua emanava un delicato profumo.
Si riteneva che quest'acqua avesse proprietà tali di renderla preziosa: le sue virtù derivavano dal fatto che essa era stata benedetta dall'angelo di passaggio sulla Terra la notte dell'Ascensione.
Aveva il potere di rendere bella, luminosa e delicata la pelle di chi si lavava con essa; si poteva anche bere poiché riusciva a sanare molti malanni. Infine, era benefica anche con le cose: aspergendo con essa il terreno quando il cielo minacciava brutto tempo, si sarebbero evitare le tempeste e le grandinate.
A questo punto, é facile capire perché l'acqua profumata prodotta la notte dell'Ascensione veniva imbottigliata e conservata con cura.

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