L'Anfiteatro di Ancona | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Ancona custodisce ricchissime testimonianze della storia che, nei millenni, ha lasciato tracce profonde nella città: partendo da un primo insediamento risalente all'età del Bronzo le popolazioni si distribuirono nel tempo sui tre colli che formano il promontorio del Conero: Cappuccini, Cardeto e Guasco; la posizione strategica e la particolare morfologia del territorio fecero di Ancona un porto naturale, scelto all'inizio del IV secolo a.C. da coloni greci che (proprio per la forma a gomito del suo golfo) chiamarono la città Ankon e qui abitarono diffondendo la propria cultura, testimoniata dai resti del tempio corinzio dedicato a Venus Genetrix - costruito nella metà del II secolo a.C. - ancor visibili nella parte sottostante la Cattedrale di San Ciriaco.

Nel 90 a.C. ebbe fine la dominazione greca della città che divenne municipio romano col nome di Ancona, il cui porto ricoprì la funzione di base della flotta romana durante le guerre illiriche. Molte sono quindi le testimonianze archeologiche giunte sino a noi della presenza romana nel territorio: di età augustea (fine I a.C. -I d.C.) ma con rifacimenti dell'epoca di Traiano (II-III d.C.) è ad esempio il suggestivo anfiteatro, edificato (forse su un preesistente teatro greco) sfruttando le pendici naturali dei colli Guasco e Capuccini, del quale sono ancor oggi visibili il perimetro murario e il primo ordine di gradini.

L'anfiteatro, originariamente fornito di due ingressi (ovvero la Porta Pompae, usata dai soldati, e la Libitinensis, a presidio del passaggio all'aldilà) e composto da 20 gradinate disposte su 3 ordini, era capace di accogliere fino a 10.000 spettatori; venne riscoperto nel 1810 ma solo nel 1930 ne iniziò la lunga opera di scavo e, nonostante i lavori non siano ancora completati, in tempi recenti questo luogo suggestivo è tornato ad ospitare incontri di poesia, lirica e teatro classico.

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