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Le Marche un'altra Italia
Le Marche: il gioiello nascosto nel negozio di tesori d'Italia. Più contenuti di qualità su http://www.lifemarche.net
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Estro e glamour? A Corridonia l'artigianato d'arte di RosiBì Jewels

Estro e glamour? A Corridonia l'artigianato d'arte di RosiBì Jewels | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it
Vicino a Macerata, a Corridonia, abbiamo scoperto l'ennesima eccellenza di artigianato artistico. Si tratta di creazioni di alta bigiotteria di RosiBì
Mariano Pallottini's insight:

Vi propongo di seguito alcune aziende Marchigiane altamente innovative e/o con una forte componente di artigianalità ed estro:

  • Sugarfullife - Zuccheri colorati e aromatizzati - Castelfidardo - www
  • Wooderfullife - Giostrine d'ispirazione retrò - Castelfidardo - www
  • Slave To Ancestors - Occhiali da sole in cuoio - Montegranaro - www
  • Tuttigufi - Spile, Gemelli, Bigiotteria con bottoni antichi - Fano - www
  • Il Centimetro - Bracciali, orologi, cappelli - Civitanova Marche - www
  • Diamantini e Domeniconi - Orologi da parete - Fossombrone - www
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Corridonia, una città col nome di un Sindacalista

Corridonia, una città col nome di un Sindacalista | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Corridonia è un comune della provincia di Macerata di circa 15.500 abitanti. Questa cittadina delle Marche non si è sempre chiamata così. In passato era il paese di Montolmo per poi chiamarsi Pausula. Come Pausula diede i natali a Giovanni Battista Velluti, un famosissimo cantante lirico, l'ultimo dei grandi castrati, ma Corridonia assunse il nome corrente in onore di un altro illustre figlio, Filippo Corridoni e questo attraverso una raccolta di firme indetta nel 1931. Ma chi era costui che i più sembrano aver dimenticato? Filippo Corridoni nasce a Pausula  il 19 agosto 1887 (cade in combattimento sul Carso il 23 ottobre 1915). Nella prima giovinezza è mazziniano. Uscito dalla Scuola Superiore Industriale di Fermo, si trasferisce nel 1905 a Milano dove è impiegato come disegnatore presso la ditta Miani-Silvestri. Si getta subito nella lotta sociale, militando nelle schiere del Sindacalismo Rivoluzionario. Egli pensa che il sindacalismo operaio possa creare uno stato nello stato e, successivamente, procedere alla conquista del potere. Austero, incurante di pericoli e di privazioni, sa infondere nella folla il fascino dei suoi ideali. Sostiene con stoica fermezza una lunga serie di battaglie contro il padronato che lo portano anche a persecuzioni ed esilio...   Per saperne di più

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Giovan Battista Velluti: L'ultimo dei "Castrati" era Marchigiano

Giovan Battista Velluti: L'ultimo dei "Castrati" era Marchigiano | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Velluti fu l’ultimo degli evirati cantori che varcò i palcoscenici. La sua gloria fu costruita in gran parte anche dal fatto che brillava da solo nel panorama canoro europeo, nel senso che non vi erano dei rivali negli anni migliori della sua carriera, anche se questo contribuì a dipingerlo agli occhi della gente come un fenomeno di circo ambulante.
Nacque nel Gennaio del 1780 nelle Marche in provincia di Macerata in una località allora chiamata Pausala, poi Montolmo, per un gigantesco olmo che si inalberò fino al 1831 e che infine oggi ha preso il nome di Corridonia, in memoria di Filippo Corridoni, sindacalista e medaglia d’oro della prima guerra mondiale. Il suo vero cognome era non Velluti, ma Stracciavelluti, che venne solo in seguito abbreviato per ragioni di tipo artistico.
Sembra che in un primo tempo i suoi genitori l’avessero designato come futuro soldato.
Poiché c’erano queste intenzioni da parte dei genitori, è difficile pensare quali possano esser state le ragioni che li hanno indotti a far evirare il figlio. Certe fonti affermano che fu per errore.
La sua prima apparizione in pubblico avvenne in tenera età, quando ebbe modo di esibirsi in una cantata in onore del cardinale Chiaramonti (il futuro Papa Pio VII), quando quest’ultimo visitò Ancona.
Subito dopo il bimbo fu inviato a studiare a Bologna poi a Ravenna.
Il momento storico era molto difficile: francesi che invadevano l’Italia, rivoluzioni in fermento dovunque, le teste coronate e le oligarchie cadevano. L’arte canora stava attraversando davvero un pessimo momento.
Velluti riuscì a terminare gli studi indisturbato, mentre i suoi contemporanei si occupavano di politica e di altri simili passatempi, appassionanti, ma altrettanto pericolosi.
Il suo debutto avvenne a Forlì nel 1800 e nel 1803 lo troviamo a Napoli, esibendosi in PIRAMO E TISBE di Andreozzi; il suo nome fu noto a tutti ben presto.
A Roma ottenne un successo particolare con un onorario di 600 zecchini, in varie opere fra le quali LA SELVAGGIA DEL MESSICO e il TRAIANO IN DACIA di Niccolini, l’ANDROMACA E PIRRO di Tritto e in una ripresa degli ORAZI di Cimarosa; seguirono rappresentazioni poi a Milano, con fantastico successo, nel CORIOLANO, un’altra opera di Niccolini, insieme a Cesarini e a Isabella Colbran.
Nel 1810 Napoleone ascoltò Velluti cantare in occasione della sua visita a Venezia.

Velluti fu un Grande Dongiovanni ed ebbe una vita avventurosa zeppa di situazioni anche paradossali.


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