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Ascoli Piceno ha origini antichissime, il suo passato plurimillenario (esisteva prima di Roma) è tutto scritto nei resti, nelle testimonianze rimaste a sfidare i secoli, tuttora visibili e visitabili. La caratteristica di Ascoli Piceno è quella di essere un autentico museo all’aperto, che comprende gli stili delle varie epoche, dall'organizzazione romana a quella medioevale. Museo che include le sue piazze, tra cui Piazza del Popolo ritenuta una delle più armoniche e spettacolari d’Europa, le sue vie strette e contorte chiamate Rue, le sue porte, le sue monumentalità come templi (S. Francesco, Cattedrale, Battistero, SS. Vincenzo e Anastasio, S. Vittore, S. Maria Intervineas) o Palazzi (dei Capitani, dell’Arengo, Malaspina) o Torri. Ascoli sarà città ospitante dei prossimi campionati della Tenzone Aurea che si terranno il prossimo settembre, l’edizione 2013 del Campionato Nazionale Sbandieratori e Musici – Categoria A1. “Tenzone Aurea”, organizzata dalla F.I.SB. Federazione Italiana Sbandieratori, da Comune di Ascoli Piceno – Assessorato allo Sport e l’Ente Quintana si svolgerà ad Ascoli Piceno nelle giornate di venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 settembre. Programma Piazza del Popolo - Venerdì 6 settembre 2013 - Cerimonia d’apertura
- Sabato 7 settembre 2013 - Qualificazioni Singolo Tradizionale
- Domenica 8 settembre 2013 - Qualificazioni Coppia Tradizionale
Piazza Arringo - Sabato 7 settembre 2013 - Qualificazioni Grande Squadra e Musici - Finali Singolo Tradizionale e Grande Squadra e Musici
- Domenica 8 settembre 2013 - Qualificazioni Piccola Squadra - Finali Coppia Tradizionale e Piccola Squadra
A seguire Premiazioni e Cerimonia di chiusura In caso di maltempo la manifestazione sarà spostata presso il palazzetto “ E. Galosi”
Eleganti piazze-salotto, teatrini all'italiana, vicoli in pietra percorsi da rondini, campanili, castelli, torri e porte d'accesso, sedie ancora fuori dall'uscio in alcuni casi e gente a chiacchiera, case storiche abbracciate l'una all'altra in un disegno ad anello, incastonate sulla cima di una collina o tra boschi montani, di vedetta all'entroterra o all'orizzonte di mare. I piccoli e medi borghi sono l'anima più verace e antica delle Marche, segni identitari di una comunità che tiene ancora ai luoghi in cui abita. Quiete e occhi attenti. Tra questi ci sono alcuni tra i borghi segnalati come i più belli d'Italia e altri che son belli senza bisogno di riconoscimenti ufficiali. Arrivando a Gradara, Mondavio, Esanatoglia, il visitatore può immergersi in una atmosfera medievale piena di scorci romantici e senza eccessivi commerci, nel rispetto della bellezza del luogo e di chi vi arriva. Così come a Montefabbri, piccolo incantevole borgo protetto da una cinta del XII secolo, o a Moresco, castello del XII secolo nella Val d'Aso, o anche a Grottammare Alta, borgo magnifico che si lascia i monti del Piceno alle spalle e si proietta tutto verso il mare. In centri dell'entroterra montefeltrano come Apecchio, Borgo Pace, Cagli, Fermignano, Colbordolo, Mercatello, Montemaggiore al Metauro o Montecalvo in Foglia, il disegno urbano sembra invitare ancora a immergersi e ascoltare l'intatto paesaggio circostante, i boschi, la roccia, i fiumi. A Serrungarina l'ambiente è generoso di deliziose pere Angelica, produzione tipica. A Sassocorvaro, la Rocca ospita il museo dedicato all'“Arca dell'arte”, memore di un episodio straordinario nella storia culturale italiana, il salvataggio di 10mila capolavori durante l'ultimo conflitto mondiale. Il bello e il cattivo tempo nelle Marche, si può dire lo facciano le cipolle di Urbania, secondo un antico metodo di divinazione ancora tramandato nell'antica Casteldurante delle maioliche, nei giorni delle festività natalizie. ... Leggi Tutto
Per i 2400 anni di Ancona la ricerca di un segno fortemente rappresentativo che appartenesse alla città in modo non scontato e ovvio, ma che fosse in grado di esprimerne dinamicamente il senso del tempo, ha trovato nel mosaico del Pistrice l’idea di partenza del progetto”. Così Leonardo Artale, 46 anni, architetto palermitano. Il suo progetto è stato scelto dalla commissione del concorso di idee, tra le 164 proposte presentate in base al bando di concorso. E’ il logo distintivo delle celebrazioni per i 2400 anni della fondazione della città di Ancona: accosta una rivisitazione della figura del pistrice, animale mitologico marino presente nel pavimento dell’anfiteatro di Ancona, con il pay off “Ancona 2400 volte”, dove la n di Ancona è spezzata così da poter essere letta anche come “ancora 2400 volte”. L’insieme coniuga con una grafica moderna la tradizione di una città millenaria e lo sguardo rivolto al futuro che le celebrazioni vogliono proporre. La ricorrenza ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
I Monti della Laga sono ricchi di cascate, complice l'arenaria, una roccia impermeabile che impedisce all'acqua di penetrare in profondità e quindi la costringe a "scivolare" in superficie. In questi monti non troverete mai sorgenti con portate d'acqua significative come nei gruppi montuosi limitrofi che sono di calcare e molto carsici. Qui però possiamo trovare corsi d'acqua a quote molto alte ma che risentono moltissimo delle precipitazioni e quindi soggetti a notevoli differenze di portata. Ovvio che se si effettua un'escursione per ammirare una cascata, il periodo migliore è l'inizio estate quando il flusso d'acqua è massimo per via dello sciogliemento delle nevi, qui di solito abbondanti; maggio e giugno sono i mesi migliori. Lo spettacolo a volte è suggestivo ma spesso mediocre, i salti non sono imponenti e se la portata non è elevata si può rimanere delusi. Comunque il refrigerio è assicurato. Il Rio Volpara è l'artefice di queste che sono le cascate più alte del gruppo. Si tratta di un serie di scivoli che precipitano dalla Macera della Morte per oltre 600 m, nessun salto è maestoso ma nell'insieme offrono un bello spettacolo specialmente se le si osserva dall'altro lato della valle, per esempio dal Maularo o dalla cresta est della Macera della Morte. Leggi i dettagli dell'escursione Curato da http://www.scoop.it/mariano-pallottini
Chi l'ha detto che Le Marche sono un posto per vecchi? Largo ai Giovani...volatili!!! Nuove vite si affacciano sulla porta dell'estate, ancora incerti e timorosi diverranno dei predatori temibili, ma per ora sembrano solo buffi batuffoli curiosi... in foto Giovani Gheppi, il vecchio nido ha colpito ancora... Visitate http://roberto-lavalledelcesano.blogspot.it
Un bellissimo omaggio a San Benedetto del Tronto. Un album su Facebook accosta vecchie immagini della cittadina a storiche importantissime foto d'epoca. Fra curiosità e riflessioni stile "era meglio - ora è meglio", San Benedetto del Tronto resta la Regina della Costa Adriatica.
Quest'anno gli antichi popoli celtici, romani, greci ed etruschi torneranno ad abitare le spiagge del campo marzio di Pesaro: accampamenti, musica, mercatino artigianale e storico, battaglie e duelli, gastronomia e tanto altro ancora! Clicca qui per il programma
Ancona custodisce ricchissime testimonianze della storia che, nei millenni, ha lasciato tracce profonde nella città: partendo da un primo insediamento risalente all'età del Bronzo le popolazioni si distribuirono nel tempo sui tre colli che formano il promontorio del Conero: Cappuccini, Cardeto e Guasco; la posizione strategica e la particolare morfologia del territorio fecero di Ancona un porto naturale, scelto all'inizio del IV secolo a.C. da coloni greci che (proprio per la forma a gomito del suo golfo) chiamarono la città Ankon e qui abitarono diffondendo la propria cultura, testimoniata dai resti del tempio corinzio dedicato a Venus Genetrix - costruito nella metà del II secolo a.C. - ancor visibili nella parte sottostante la Cattedrale di San Ciriaco. Nel 90 a.C. ebbe fine la dominazione greca della città che divenne municipio romano col nome di Ancona, il cui porto ricoprì la funzione di base della flotta romana durante le guerre illiriche. Molte sono quindi le testimonianze archeologiche giunte sino a noi della presenza romana nel territorio: di età augustea (fine I a.C. -I d.C.) ma con rifacimenti dell'epoca di Traiano (II-III d.C.) è ad esempio il suggestivo anfiteatro, edificato (forse su un preesistente teatro greco) sfruttando le pendici naturali dei colli Guasco e Capuccini, del quale sono ancor oggi visibili il perimetro murario e il primo ordine di gradini. L'anfiteatro, originariamente fornito di due ingressi (ovvero la Porta Pompae, usata dai soldati, e la Libitinensis, a presidio del passaggio all'aldilà) e composto da 20 gradinate disposte su 3 ordini, era capace di accogliere fino a 10.000 spettatori; venne riscoperto nel 1810 ma solo nel 1930 ne iniziò la lunga opera di scavo e, nonostante i lavori non siano ancora completati, in tempi recenti questo luogo suggestivo è tornato ad ospitare incontri di poesia, lirica e teatro classico. Leggi tutto
Nella tradizione marchigiana l'uso di vegetali spontanei commestibili è molto radicato. Già Costanzo Felici nel 1500, medico e naturalista, originario di Piobbico, descrive nel suo rapporto epistolare con Ulisse Aldrovandi la ricchezza dei vegetali commestibili e in uso tra la popolazione marchigiana. Molti dei vegetali indicati da Costanzo sono ancora in uso nella cucina tradizionale locale. Per le erbe cliccate qui, per saperne di più su fiori, germogli e erbe aromatiche cliccate invece qui
Un giorno lontano, un signorotto, feudatario del Castello di Rotorscio, conobbe una bella fanciulla abitante a Rocca Petrosa. Affascinato dalla grazia della giovane, s'invaghì di lei e decise di rapirla. Questa era innamorata e promessa sposa ad un altro castellano, suo coetaneo, di nome Piero. Una notte, il feudatario s'introdusse all'interno della Rocca e riuscì a rapire la ragazza di nome Sara. Gli abitanti del luogo chiusero le porte di accesso alla Rocca e iniziarono una violenta colluttazione con i cavalieri seguaci del conte di Revellone, feudatario di Rotorscio. Durante la rissa, il conte, vistosi alla resa, uccise la bella Sara che teneva fra le braccia. Sopraggiunto Piero piombò addosso all'uccisore, il quale, brandendo una scure, colpì anche lo sfortunato giovane che cadde riverso vicino alla sua giovane amata e con un ultimo abbraccio le spirò accanto. A ricordo dell'infausta contesa e del triste sopruso, il Castello Petroso, da quel giorno, assunse il nome di Pierosara.
Torna l’appuntamento forse più atteso, “Le Strade del Jazz”, giunto ormai alla tredicesima edizione. Stavolta il programma si snoderà attraverso dieci appuntamenti (di cui uno doppio) e un seminario sul canto jazz, tendenti ad offrire uno spaccato del jazz contemporaneo che guarda alla storia come fonte inesauribile di idee ed emozioni. Ascolteremo musicisti fantastici e poco ascoltati in Italia, secondo la tradizione migliore della rassegna, e repertori specifici, come nel tributo a Clifford Brown del pianista Bill Carrothers e la rivisitazione del disco capolavoro di Miles Davis “Birth of the Cool” effettuata dai nostri, sempre più meritevoli, musicisti della Colours Jazz Orchestra... Leggi tutto
Oltre l'abitato di Piobbico (PU) si trova il "Rio Vitoschio"e l'ingresso di una valle incantata conosciuta per le cosiddette "Porte": due immensi blocchi di calcare separati da pochi metri, quelli che il ruscello è riuscito a scavare tra essi. Le Porte sembrano voler nascondere e proteggere dall'uomo la bellezza selvaggia di questa profonda valle del Monte Nerone. Leggi tutto
Sirolo, è un piccolo comune sulla Riviera del Conero a circa 20 km da Ancona, adagiato fra il verde del monte Conero ed il blu del mare Adriatico.. Passeggiando tra le vie del centro storico di Sirolo scoprirete il tipico paesino medioevale, le sue piazze e le sue vie che, soprattutto nelle belle giornate, si animano con caffè all’aperto, piccoli ristoranti, botteghe artigiane e mercatini. Dalla piazzetta-belvedere potrete ammirare la costa e la spiaggia alle pendici del Conero, il blu intenso del mare. Sirolo è tra le principali località turistiche in Italia per l’eccellenza nella tutela dell’ambiente naturale: ne sono testimonianza i vari riconoscimenti di Lega Ambiente, Touring club, per non dimenticare l’assegnazione della Bandiera Blu d’Europa... Tutto l'articolo
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Visso è una località delle Marche perfetta da raggiungere in moto o in auto, viaggiando all'interno di una natura meravigliosa. Il nome Visso deriva da Villaggio ed è collegato al nome Elacensis, probabilmente il primo nome originario del posto. Una volta raggiunta questa località vi ritroverete immersi in un bel centro montano delle Marche, sede del Parco Nazionale dove troverete un passato ricco di storia. Preparatevi a passeggiare tra balconi medievali, torri, palazzi rinascimentali e grandissime mura e vedrete che la sensazione di sentirsi indietro nel tempo sarà molta. All' interno del centro storico le meraviglie da vedere sono tantissime, piazze scenografiche che sapranno accogliervi nei migliori dei modi per offrirvi il massimo della bellezza. La piazza dei Martiri Vissani è una bellezza architettonica da non lasciarsi sfuggire. Ai lati delle piazza troverete degli eleganti palazzi di origine quattrocentesca: Collegiata in stile romanico gotico, sovrastata da un elegante campanile e la Chiesa di Sant'Agostino, risalente al XIV secolo, con una facciata a tre cuspidi. In realtà questa chiesa oggi è sconsacrata ed è la sede del Museo, dove troverete tantissimi oggetti risalenti al mondo delle chiese locali... Cosa Visiate e cosa assaggiare
Dove oggi c'è il Duomo di San Ciriaco, in passato, era eretto il Tempio ad Afrodite, protettrice dei naviganti (III sec a.c.) e successivamente la Chiesa di San Lorenzo (VI sec d.c.). La struttura attuale risale al XI-XIII sec d.c.. Nei pressi del Duomo è da visitare anche il Museo Diocesano, dove sono raccolti interessanti opere di arte sacra. Dal Duomo, vicino alla casa dietro alla torre campanaria, scendiamo le scalette verso Piazza del Senato. Durante la discesa salta subito all'occhio la cupola in rame della Chiesa dei SS. Pellegrino e Filippo Neri del XVIII, nata nei pressi dell'area dove sorgeva l'antica Chiesa di San Salvatore. Sulla piazza notiamo subito un palazzo con un arcata alta e stretta nella parte destra e delle eleganti bifore adorne di cornici scolpite; è il Palazzo del Senato (XIII sec.), la più antica sede del Comune. Scendendo, ora, via Ferretti fino a Piazza Stracca incontriamo sulla destra il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, che raccoglie, tra gli altri, la collezione di resti della civiltà dei Piceni più grande al mondo. A piazza Stracca troviamo la Chiesa del Gesù (del 1665) e il Palazzo degli Anziani che, dal 1270, ha subito varie trasformazioni e utlizzi negli anni (Comune, Pinacoteca civica, Facoltà di Economia...). Prendete ora le scalette al lato del Palazzo, e scendete fino alla strada (lungomare Vanvitelli). Percorrete ora tutto la via dirigendovi verso Piazza della Repubblica dove troverete il nuovissimo Teatro delle Muse (distrutto durante l'ultima guerra). Nel percorrere questa via non dimenticate di visitare, sulla sinistra, Santa Maria della Piazza (XIII sec.) unica nel suo genere e, sulla destra, la Loggia dei Mercanti (XV sec.) con la facciata in stile gotico fiorito veneziano. Sull'altro lato della Piazza della Repubblica troviamo la Chiesa del SS. Sacramento (1538) con il suo particolare campanile con la cuspide a chiocciola ispirato alla famosa cupola del Borromini realizzata nella Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza a Roma. Nel risalire verso Piazza del Senato, anziché percorrere la strada già fatta, prendete via Pizzecolli così da incontrare alla vostra destra prima Piazza del Plebiscito (o del Papa) e poi la Chiesa di San Francesco alle Scale, con il portale gotico-veneziano del 1454. Piazza del Papa la sera si anima; i numerosi locali aperti sono meta di molti giovani che amano stare in compagnia anche ascoltando buona musica. Qui nei pressi della statua del Papa, è collocato il Museo della Città per chi volesse approfondire la storia di Ancona. Da Piazza del Senato, prima di ritornare alla vostra auto, vi consiglio di fare una piccola deviazione percorrendo per intero via Pio II. Alla fine della via potrete ammirare i resti dell'antico Anfiteatro Romano (I sec. d.C.) tutt'ora in fase di scavo, collocato tra il Colle Guasco e quello dei Cappuccini (zona Vecchio Faro)... Leggi Tutto
Celebrare il Natale nelle Marche è una tradizione che risale ai tempi dell'imperatore Aureliano che nel 274 dc decretò che la festa della Natività dovesse tenersi il 25 dicembre in concomitanza con le feste pagane che circondano il Solstizio d'Inverno e la nascità della divinità orientale Mitra. Il primo presepe fu allestito nel paese di Greccio, 80 km a est di Roma e d'allora è diffuso nelle celebrazioni Natalizie in tutta Italia. Nel 1223 Giovanni Vellita ne allestì uno nelle Marche per volere di San Francesco d'Assisi, che, tenuto una messa di fronte al presepe, ne stabilì così la sacralità simbolica nel Natale. Il Natale tradizionale nelle Marche come in tutta Italia ruota intorno alla chiesa, alle feste religiose, alle famiglie e ai banchetti. Il periodo natalizio inizia con La Vigilia il 24 dicembre e termina con L'Epifania o Befana il 6 Gennaio, comprende Natale il 25, San Stefano il 26, San Silvestro a Capodanno. Nelle Marche, la Vigilia, del 24 dicembre ha un'importanza pari al Natale, ed è celebrato con una grande festa familiare di almeno 7 portate che di solito è a base di pesce. Una tipica cena della Vigila inizia con antipasti di diversi piatti di pesce come il salmone affumicato, lumachine in salsa di pomodoro, frutti di mare e alici marinate. Il primo primo piatto è costituito da pasta o risotto con una salsa di pesce. Il pesce domina i secondi piatti. In relazione con il territorio, le famiglie Marchigiane scegono il pesce della tradizione: trota al forno, scampi, stoccafisso o baccalà, anguille, triglie, o bianchetti fritti. Come contorno tradizionale ci sono verdure amare come cicoria o cavolo nero, soprattutto ripassate in padella con olio ed aglio. In alternativa ci sono verdure di stagione o contorni, come finocchio arrosto o Carciofi.Per concludere, le specialità dolciarie come il torrone, il panettone, il pandoro. La frutta esotica e un bicchiere di Vino Cotto o Vino passito locale sono il suggello di tanto godimento gastronomico. La maggior parte dei Marchigiani si recano a messa a mezzanotte pur frequentando meno il restodell'anno. Si prega, si canta e insieme si celebra la nascita di Gesù. In questa notte Santa ci si riscalda il cuore con grande socializzazione, si abbracciano e baciano gli amici per scambiarsi gli auguri e, insieme, si finisce col brindare in Piazza con del vin brulé o del punch caldo. Il Giorno di Natale inizia pigramente per gli adulti e rumorosamente per i bambi che si svegliano senza problemi per aprire i regali di Natale, coscienti, nelle Marche, di avere una seconda possibilità il giorno della Befana all'epifania il 6 Gennaio. A pranzo tutta la famiglia si riunisce con i parenti lontani, intorno alla tavola Natalizia del genitore o del nonno. Salumi, formaggi, sottaceti, per antipasto danno solo un'idea della grande libagione che seguirà. Il primo piatto è in genere qualcosa "in brodo"come cappelletti di carne o tortellini di varie farciture. Brodo rigorosamente di cappone. Segue poi qualcosa "al forno", come i vincisgrassi, le famose lasagne Marchigiane a base di fegatini di pollo oppure i cannelloni di simile farcitura. Per le portate principali si inizia con le carni lesse servite per il brodo, poi si passa a quelle cotte al forno e/o "alla brace" senza mai far mancare quelle specialità fritte ancora più tradizionali. Grande varietà di carni: cappone lesso, cosciotto d'agnello, stinco di maiale, olive ripiene all'Ascolana. Queste pietanze sono di solito accompagnate da patate al forno e altre verdure di stagione e dall'immancabile insalata invernale. Poi di nuovo le specialità dolci come il torrone, panettone, pandoro e, se i parenti sono stati generosi: Panforte di Siena, Cantuccini, Saporelli ... Leggi tutto
Sinceramente, poche escursioni come questa possono darci la piacevole sensazione di aver visto "tanto". Sarà il paesaggio capace di evocare il Colorado, a tratti la Tessaglia e l'Anatolia, le suggestioni di ambienti così antichi e remoti, la frescura e il senso di avventura che ... ci si consola se, per risparmiare, quest'anno s'è scelta l'economica provincia Marchigiana. Grazie ad Ivo Cingolani (Twitter @ivocingolani) e www.avventurosamente.it ecco i dettagli: Lame Rosse-Grotta dei Frati-Gole del Fiastrone.
- Km 13,200
- Dislivello ascesa tot. m 680 circa
- Dislivello discesa tot m 740 circa
- Tempo tot. 6h-20m
- Tempo in movimento: 3h-39m
- Tempo in sosta: 2h-41m
Descrizione: - Partenza dalla diga del lago di Fiastra(Prov. Macerata),alt. Mt 640,coordinate WGS 84: 33 T 0352186-4769087.
- Lame Rosse: Km 3,000,alt.mt 845, 0353122-4770912.
- Grotta dei frati: Km parz. 4,000,Km tot. 7,000,Alt.Mt 640,0354304-4770677.
- Gole del Fiastrone(inizio): Km parz. 1,200, Km tot 8,200,Alt. Mt 507, 0354597-4770516.
Maggiori informazioni
La Felicità si può insegnare? Forse no, ma si possono fare esperienze positive che inneschino meccanismi autoripropositivi. Questo lo scopo dei seminari esperienziali che un po ovunque in Italia propongono tecniche di miglioramento della personalità. Nelle Marche ad Amandola dal 14 al 15 Luglio si avrà l'opportunità di partecipare ad uno di questi. Perché cogliere quest'occasione al volo? Questo corso è nato per i professionisti della relazione d'aiuto ma per la prima volta l'Associazione WEGA Formazione, da sempre attiva nel sociale, allarga al vasto pubblico (max 25) la partecipazione. La validità del seminario è attestata dall'AssoCounseling che riconoscerà agli operatori e studenti che vi prenderanno parte, importanti crediti formativi. Ad Amandola, allora, per recuperare una maggiore libertà espressiva e dirigerci con più intenzionalità verso il nostro benessere, per provare a sentirci "felici".
Escursione da Foce di Montemonaco al Sasso d'Andrea nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini... La lunga cresta orientale del monte Vettore, vista da est, presenta una netta insellatura a circa metà della sua lunghezza. La cima a destra di questa sella è spesso identificata come il monte Torrone ma così non è. Il Torrone, visto da oriente è quasi invisibile e si trova subito a sinistra della sella mentre quella di destra è chiamato dai locali "Sasso d'Andrea". Questa confusione si può spiegare meglio se si guarda la stessa cresta da Foce, qui il Torrone spicca molto meglio ed assume le caratteristiche sembianze di un monte. Il Sasso d'Andrea, non riportato sulle carte IGM, è un ottimo punto panoramico ed è raggiungibile da diversi punti: da Foce, da Altino e da Santa Maria in Pantano. Questo che viene descritto inizia da Foce e, dopo una lunga traversata, tocca la Fonte Fredda quindi si porta in cresta fino alla cima. Si tratta di un percorso vario, panoramico e abbastanza lungo; se poi si abbina alla cresta del Torrone fino alla cima del monte Vettore diventa sicuramente uno dei percorsi più belli dei monti Sibillini (indispensabile un ottimo allenamento). Tutta la prima parte del percorso si svolge in un bel bosco di faggi (anche secolari) poi un lungo traverso su prati fino alla fonte Fredda. Da qui si sale in cresta e per questa si arriva facilmente sulla cima. Il ritorno è per lo stesso itinerario fino alla fonte poi, invece di ripercorrere la strada fatta in salita si continua sul sentiero che scende lentamente verso sud e, dopo una lunga discesa, termina sul fondo della valle del Lago di Pilato dove si riprende l'itinerario classico che riporta a Foce di Montemonaco. Un anello di grade soddisfazione: consigliabile. Cliccate qui pe maggiori informazioni e foto
Il più grande festival italiano di musica celtica si migliora di anno in anno con tanti gruppi musicali importanti, tante novità e tanti servizi per i visitatori. Il Festival ospiterà, per 2 intere giornate, i più grandi esponenti di musica celtica mondiale e oltre 25.000 persone che si accamperanno con ogni mezzo, bivaccando, giocando, cucinando e mangiando insieme in un territorio incontaminato nei pressi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Anche quest'anno sarà intensa la programmazione di eventi musicali, goliardici, sportivi e tematici che riempiranno le giornate ai visitatori di ogni età. Il montelago Celtic Festival 2012 (ex Montelago Celtic Night), anche quest'anno si terrà sull'altipiano di Colfiorito in località Taverne nel comune di Serravalle di Chienti (MC) nel cuore dell'Appennino Umbro-Marchigiano nei giorni di venerdì 3 e sabato 4 agosto 2012.
Gli appassionati delle arrampicate sportive nelle Marche trovano scenari emozionanti di cui godere, effettuando escursioni libere o guidate. I sentieri che si snodano in tutta la regione, infatti, sono numerosi, più di cento le aree floristiche, quindici le foreste demaniali e ben dodici le aree protette a tutela della natura: due parchi nazionali (Monti Sibillini e Gran Sasso e Monte della Laga); quattro parchi regionali (Monte Conero, Sasso Simone e Simoncello, Monte San Bartolo e Gola della Rossa e di Frasassi); sei riserve naturali (Abbadia di Fiastra, Montagna di Torricchio, Ripa Bianca, Sentina, Gola del Furbo e Monte San Vicino e Monte Canfaito). http://www.terredellinfinito.it
Di Gianluca Grandinetti - Grazie a To I.I.S alberghiero "A.Nebbia" Loreto In collaborazione con la Regione Marche, la Provincia di Ancona, l'I.I.S. Loreto Musica: Una Mattina di Ludovico Einaudi : "Nuove Bianche"
Le scoperte archeologiche degli ultimi decenni hanno prodotto un quadro abbastanza chiaro delle culture e dei popoli che hanno occupato il versante adriatico dall'inizio dell'età del Ferro fino alla conquista romana. Dall'estremità della Puglia fino al confine tra Marche ed Emilia-Romagna l'intera fascia costiera era occupata da due principali gruppi etnici: quello iapigio, dal capo di S.M. di Leuca al Gargano, e quello sabellico, dal fiume Fortore a Pesaro. Queste due entità, distinte dal punto di vista linguistico, etnico e culturale erano formate a loro volta da raggruppamenti minori. Procedendo da sud verso nord, degli Iapigi facevano parte i Messapi, i Peucezi e i Dauni; il gruppo sabellico era invece formato da Frentani, Marrucini, Vestini, Pretuzi e Piceni: questi ultimi costituivano l'entità culturale più consistente e definita del gruppo sabellico. Leggi Tutto
Al Museo della Carta di Ascoli Piceno sono esposte le ricostruzioni di tutti i macchinari che vennero utilizzati per la produzione della carta. E' possibile seguire un itinerario con immagini e video che ricostruiscono tutto il percorso che veniva fatto dall'acqua all'interno della struttura; questo Museo è davvero affascinante in quanto vi potrete rendere conto di come fosse difficile realizzare la carta e quanto tempo richiedesse il tutto. Sempre legato al Museo della Carta, al primo piano visitate la Sala Macine, dove potrete ammirare i resti e le ricostruzioni proprio delle antiche macine del 1500. Di diverso stile, ma sempre affascinante, la Collezione Orsini del 3 piano, dove si trova la collezione naturalistica del farmacista ascolano che tra il 1700 ed il 1800 ha conservato migliaia di reperti minerali, conchiglie e fossili. Ricordiamo infine la presenza di due sale espositive che ospitano periodicamente mostre di scienza, di tecnologia o di arte, con scopi didattici per gruppi scolastici e famiglie, garantendo una visita attiva alla Cartiera.
La Riviera delle Palme con la sua stupenda San Benedetto del Tronto e le colline Picene con la magnifica Ascoli Piceno ti aspettano per un week- end davvero interessante. La proposta è così composta: - Relax in spiaggia e prima tintarella;
- Visita ai borghi medievali del Piceno
- Visita e Grandi Eventi ad Ascoli Piceno: Fritto Misto e CeramicAscoli
Una nota speciale la merita "Fritto Misto" ottava edizione. Dal 25 aprile al 1° maggio 2012 torna ad Ascoli Piceno Fritto Misto, la manifestazione che sa valorizzare una tecnica di cottura come la frittura. Potrete gustare specialità locali come le Olive all'Ascolana che vedrete preparare anche in una competizione fra massaie, specialità venete come i panzerotti al Borgoforte, un formaggio da latte misto vaccino-ovino invecchiato quattro anni, liguri come i frisceu, specialità sudamericane come gli arepas, l’arroz chaufa e i picarones e giapponesi come la tempura. Abbinato a “Fritto Misto” un altro grande evento giunto alla quarta edizione: "CeramicAscoli". Esposizione e vendita di ceramiche artistiche provenienti da tutta Italia anch'esso programmato per sabato 30 aprile e domenica 1° maggio nella centralissima Piazza del Popolo. Durante CeramicAscoli il visitatore avrà la possibilità di cimentarsi nella manipolazione dell'argilla e nella decorazione pittorica, di frequentare corsi e laboratori, di visitare laboratori artigianali, di lasciarsi affascinare delle ceramiche artistiche messe in mostra e in vendita e di usufruire di suggestive visite guidate alla città e ai musei... Scopri l'offerta in Hotel 3 stelle a San Benedetto del Tronto
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