Multiradio & New Tag presentano RINZITTU – L’inviatu speciale de Le Marche a Newa Yorke per rivalutare il dialetto della nostra terra natia, per non dimenticare le proprie origini,
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Scooped by Mariano Pallottini onto Le Marche un'altra Italia |
Multiradio & New Tag presentano RINZITTU – L’inviatu speciale de Le Marche a Newa Yorke per rivalutare il dialetto della nostra terra natia, per non dimenticare le proprie origini,
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Montottone è un piccolo borgo medievale sui colli del Fermano. Il suo territorio copre 16,4 kmq ed è a 277 metri s.l.m. E’ sicuramente per la buona condizione di vita di Montottone che la popolazione, che oggi conta poco più di mille anime, torna a rivivere l’emozione di una nuova crescita demografica. Entrando nel centro storico siamo già nel corso principale. Per un piccolo castello medievale questo corso è molto grande. Di certo le esigenze della popolazione erano tali, in passato, da considerare prioritario un agevole flusso di persone e merci. Case imponenti delimitano stradine che, dal centro, si diramano lateralmente formando un reticolato di corti e viuzze. Appena iniziato il cammino, la graziosa piazzetta dei “Due Mestieri” compare sulla destra. Mostra i bassorilievi raffiguranti le arti del fabbro e del vasaio, opera di giovani artiste del paese. La pavimentazione, un mosaico di pietra arenaria e cotto, è il pregiato tappeto di questo spazio che, come un raffinato salotto, ospita attività artistico-culturali. Proseguendo il nostro itinere, una salita impegnativa sulla destra ci conduce in piazza Castello, probabile collocazione dell’antico cassero. Questo luogo fu sede storica della nobiltà del feudo. La chiesa Collegiata e il palazzo Amici, gioiello urbanistico di stile neoclassico, fanno da cornice alla piazza. Delete the scoop?
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Attività antichissima, come testimonia un affresco sulla vita di S. Lucia all’interno della stupenda Santa Maria della Rocca datato alla seconda metà del 1300, essa accompagna da sempre la vita cittadina, trovando spesso conferma nell’arte. Infatti, oltre all’ iconografia sulla santa, attribuita al Maestro di Offida, non mancano “comparse” nelle opere del De Magistris (fine 1500) che usò dei merletti in pizzo realizzati in loco come soggetti. Attività destinata a crescere, essa ampliò i suoi orizzonti per merito delle donne che, iniziando nel 1700 a far uso di biancheria intima, non si fecero mancare idee per ornare con originalità dei capi così utili, non solo per tutelare una migliore igiene personale, ma anche per accompagnare i momenti più intimi della vita di coppia. Delete the scoop?
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Attraversando la piazza, divisa dalla strada provinciale 77, si prende una ripida salita che conduce al cuore di Sant'Angelo in Pontano. Delete the scoop?
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