Le Marche un'altra Italia
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Le Marche: il gioiello nascosto nel negozio di tesori d'Italia.
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Carnevale di Fano: il Carnevale più antico d'Italia tra maschere, satira, coriandoli e dolciumi.

Carnevale di Fano: il Carnevale più antico d'Italia tra maschere, satira, coriandoli e dolciumi. | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Carnevale ricco di novità quello dell'edizione 2013 del Carnevale di Fano (uno dei più antichi d'Italia). Inizierà il 27 gennaio e durerà, per altre due domeniche, fino al 10 febbraio
Una grande novità è sicuramente il 'Pupo' al femminile: realizzato dall'artista fanese Samantha Bartolucci, rappresenta una Dea Fortuna con in mano una cornucopia ricca di Baci Perugina, che proprio nel 2013 festeggia i suoi 90 anni. Il carro sarà presentato prima dell'inizio del Carnevale, e sarà dato alle fiamme, come vuole la tradizione, il martedì grasso in Piazza XX Settembre.
Come è già stato per l'edizione del 2012, si ripropone il Carnevale dei Bambini: nelle mattinate del 27 gennaio e del 3 e 10 febbraio, lungo viale Gramsci sfileranno le creazioni delle scuole materne e elementari del territorio.
Riconfermata anche la Lotteria del Carnevale che, da sabato 15 dicembre e al prezzo di soli 2.50 euro, darà la possibilità non solo di vincere ricchi premi ma anche di donare 0.50 euro alla mensa dei poveri di San Paterniano. L'estrazione dei biglietti fortunati avverrà domenica 27 gennaio in Piazza XX Settembre: 1° premio un buono spesa di 5.000 euro spendibile presso ogni Conad, 2° premio una fornitura annuale di Gas e Luce offerto dal main sponsor del Carnevale 'Che Bolletta', 3° premio un weekend per due persone alla Riserva Privata San Settimio, 4° premio una city bike a uomo e una city bike da donna per il 5° premio, entrambe messe in palio da Bargnesi di Cascioli.
Premi anche per le mascherate più belle presenti sulle tribune

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Le Origini Ascolane di Napoleone Buonaparte

Le Origini Ascolane di Napoleone Buonaparte | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

La scoperta di tale documento presso l'Archivio di Stato di Ascoli è stata veramente casuale e forse.
La "Memoria storica e diplomatica della primativa origine ascolana dell'antica e nobilissima famiglia Bonaparte" è stata rinvenuta una misciellanea relativa alle prove nobiliari per l'Ordine di Malta di alcune famiglie ascolane, compilata nel 1808 dal Notaio Antonio de Angelis di Ancarano del distretto di Ascoli.
Ma veniamo al documento: "...è arcinoto che il grande condottiero Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica il 15 agosto 1769 e che la sua famiglia aveva origini toscane; secondo l'autore del documento, il De Angelis, le origini di tale famiglia dovevano ricercarsi nel terroritorio di Ascoli della Marca.
Questa scoperta iniziò a svilupparsi nel 1795 sull'onda del successo dei bonapartisti: i primi indizi furono dati dal nobile Vincenzo Cattodri, studioso di storia locale, il quale asseriva che questa famiglia aveva il proprio sepolcro nella chiesa gotica di S.Francesco ed egli stesso, aveva letto in nome"Bonaparte" in una antica carta esistente nella sacrestia di questa chiesa nella quale erano annotati i proprietari dei sepolcri.
Questo tempio era stato costruito grazie alle elargizioni delle piu' nobili famiglie ascolane nel 1270 e dato che in quel periodo i componenti la famiglia BONAPARTE ricoprivano le piu' alte cariche della città, non è da dubitare che possedessero un sepolcro lì.
Inoltre il Canonico don Filippo Bonaparte di S.Miniato e sua sorella Rosa, sposata al conte Torelli di Fano, confidarono al nobile Carlo Lenzi ed al signor Salvatore Fiorentini che la famiglia Bonaparte di S.Miniato era originaria di Ascoli e che Napoleone Bonaparte, quando era stato suo ospite con lo Stato Maggiore, lo aveva riconosciuto come suo parente, regalandogli una croce da cavaliere.
La famiglia BONAPARTE era fin dal XII sec. nella città di Ascoli, illustre per nobiltà di natali, per valore militare e ricopriva le più alte cariche della repubblica.
Dalla metà del 1242 al 1250, la guelfa Ascoli fu sottomessa all'imperatore Federico II.
Morto nel 1250 l'imperatore, la città riacquistò la libertà e riorganizzò la repubblica, recuperando i castelli sugli appennini, tra i quali, MONTEGALLO che in quel periodo si nominava S.Maria in Lapide.
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