Le Marche un'altra Italia
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Le Marche: il gioiello nascosto nel negozio di tesori d'Italia.
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Ridere Marchigiano con Piero Massimo Macchini

Di che cosa ha bisogno un "provincialotto" di 33 anni: il bar con gli amici, una collezione di film action movie, una ragazza con cui uscire la sera, una mamma a casa che pensa a tutto e ti fa vivere con la sua pensione e di un sogno nel cassetto che è quello di entrare nel mondo dello spettacolo. 
Uno spettacolo comico che analizza il mondo e lo mette a nudo attraverso una ingenuità folle per ridere di se stessi e degli altri in compagnia di un Marchigiano di Marca! 
Come dice Piero Massimo Macchini quest'anno ho fatto il provino per il grande fratello ma non mi hanno preso perché dicono che non sono abbastanza deficiente! L'anno prossimo ci riproverà perché pensa di essere migliorato!

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Ascoli Piceno: Canto di Sant'Antonio, La Pasquella

Il 17 gennaio nelle Marche si festeggia la Festa di Sant'Antonio Abate, il santo egiziano è particolarmente importante in tutto il sud Italia, ed è il patrono dei macellai ed animali domestici. Ma è anche protettore di molte attività che si collegano agli animali: i tosatori, i fabbricanti e i commercianti di tessuti, i guantai, i fabbricanti di spazzole (che un tempo si facevano con le setole dei maiali), macellai, droghieri (o pizzicagnoli), e salumieri poiché vendono prodotti a base di maiale o per conservarne la carne. È fra i protettori dei becchini perché si dice abbia sepolto cristianamente l’abate Paolo, dei panerai perché per non stare in ozio intrecciava cestini, degli agricoltori perché si dice che negli ultimi anni coltivasse un orticello, degli eremiti visto che fu il fondatore del monachesimo.

È anche protettore dei campanari. Per il suo dominio sul fuoco, è invocato anche contro gli incendi, e l’herper zoster, detto fuoco di sant’Antonio, nonché tutte le malattie della pelle, contagiose, scabbia, peste, prurito e foruncoli compresi.  Per niente chiaro è il perché sia invocato nelle malattie veneree e protegga i fucilieri, i confettieri e i fabbricanti di stoviglie.

La sua festa si celebra con processioni, musica, e, soprattutto, falò forse perché, secondo la leggenda, fu lui che si recò all'inferno per rubare il fuoco del diavolo. Distratto il demonio, il suo maialino corse dentro e rubò un tizzone da portare agli esseri umani sulla Terra.

Le sere prima del 17 gennaio, festa di sant'Antonio abbate "lu nemiche de lu demonie" il protettore dei maiali gruppi di persone andavano per le campagnea cantare "Lu sant'Antonio" e a cercare di fare delle provviste di pane, patate lardo, salsicce ed altri prodotti preziosi per nutrire la famiglia, vessata dagli stenti invernali dovuti alla lunga pausa dai lavori agricoli.

Ancora oggi i contadini dell'ascolano chiamano i maiali, un tempo ritenuti preziozi per il sostentamento della famiglia, col nome di "'Ndo'" "Nini"in onore di Sant'Antonio e per chiedere la sua protezione.

In concomitanza con la festa di Sant'Antonio in quasi tutti i paesi veniva tenuta una fiera detta dei "porci" e "se rechembrié lu perchitte nuove".

In Ascoli Sant'Antonio era venerato nella chiesa parrocchiale di Porta Cappuccina; la mattina del 17 affluivano i contadini con coppie maestose di di buoi ornati di gualdrappe rosse, porcelli e altri animali domestici. Alla fine della messa c'era la processione e la benedizione degli animali domestici.

Attualmente a essere benedetti sono per lo più cani e gatti.


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