Le Marche un'altra Italia
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Le Marche: il gioiello nascosto nel negozio di tesori d'Italia.
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Ricetta Marchigiana del Fermano: Caciunitti al forno con ceci e cacao

Ricetta Marchigiana del Fermano: Caciunitti al forno con ceci e cacao | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Una tipicità del Fermano, un dolce da a Montegiorgio li molto apprezzata: " li caciunitti " ovvero dei ravioli di pasta all'uovo ripieni di purea di ceci e cacao aromatizzati al mistrà e poi fritti nell'olio bollente.
Qui in una versione diversa meno pesante, realizzarti con una frolla al limone molto buona e perfetta per questo genere di dolci ripieni e quindi passati in forno.

Ingredienti

per la frolla

  • 5oo g, di farina OO per dolci
  • 200 g. di zucchero semolato
  • 180 g. di burro morbido
  • 1 uovo intero + 2 tuorli
  • la scorza grattugiata di un limone

per il ripieno

  • 300 g. di ceci lessati ( lasciate da parte qualche cucchiaio di acqua di cottura )
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 100 g. di zucchero
  • due o tre cucchiai di mistrà o altro liquore all'anice

Cliccate per le istruzioni

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XXXIII Campionato Nazionale Sbandieratori e Musici - Tenzone Aurea - Ascoli Piceno 2013

XXXIII Campionato Nazionale Sbandieratori e Musici - Tenzone Aurea - Ascoli Piceno 2013 | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Ascoli Piceno ha origini antichissime, il suo passato plurimillenario (esisteva prima di Roma) è tutto scritto nei resti, nelle testimonianze rimaste a sfidare i secoli, tuttora visibili e visitabili. La caratteristica di Ascoli Piceno è quella di essere un autentico museo all’aperto, che comprende gli stili delle varie epoche, dall'organizzazione romana a quella medioevale. Museo che include le sue piazze, tra cui Piazza del Popolo ritenuta una delle più armoniche e spettacolari d’Europa, le sue vie strette e contorte chiamate Rue, le sue porte, le sue monumentalità come templi (S. Francesco, Cattedrale, Battistero, SS. Vincenzo e Anastasio, S. Vittore, S. Maria Intervineas) o Palazzi (dei Capitani, dell’Arengo, Malaspina) o Torri.

Ascoli sarà città ospitante dei prossimi campionati della Tenzone Aurea che si terranno il prossimo settembre, l’edizione 2013 del Campionato Nazionale Sbandieratori e Musici – Categoria A1.

“Tenzone Aurea”, organizzata dalla F.I.SB. Federazione Italiana Sbandieratori, da Comune di Ascoli Piceno – Assessorato allo Sport e l’Ente Quintana si svolgerà ad Ascoli Piceno nelle giornate di venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 settembre.

Programma

Piazza del Popolo

  • Venerdì 6 settembre 2013 - Cerimonia d’apertura
  • Sabato 7 settembre 2013 - Qualificazioni Singolo Tradizionale
  • Domenica 8 settembre 2013 - Qualificazioni Coppia Tradizionale

Piazza Arringo

  • Sabato 7 settembre 2013 - Qualificazioni Grande Squadra e Musici - Finali Singolo Tradizionale e Grande Squadra e Musici
  • Domenica 8 settembre 2013 - Qualificazioni Piccola Squadra - Finali Coppia Tradizionale e Piccola Squadra

A seguire Premiazioni e Cerimonia di chiusura

In caso di maltempo la manifestazione sarà spostata presso il palazzetto “ E. Galosi”

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La "Lacrima" e i piatti tipici per celebrare il Cantamaggio di Morro d'Alba

La "Lacrima" e i piatti tipici per celebrare il Cantamaggio di Morro d'Alba | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

A Morro d'Alba la protagonista del paese è da sempre il "lacrima": il vino corposo e deciso che ha reso la cittadina anconetana famosa in tutto il mondo. Ma pochi sanno che i morresi si son fatti conoscere anche per il loro attaccamento alle tradizioni. Organetto, triangolo e cembalo ne sono un esempio. Le voci maschili dei maggianti, ovvero gruppi di cantori locali, suoneranno questi antichi strumenti il 19 maggio camminando attraverso i vicoli ciottolosi, bussando ad ogni porta, risveglieranno così gli animi dei concittadini con il tradizionale canto rituale per la questua. Così, si usava un tempo: cantare per raccogliere il pranzo o la cena. Un pollo, qualche uova, un pò di farina...una tradizione ormai lontana, figlia del suo tempo, relegata alla memoria dei nonni che ogni tanto ne rinnovano il ricordo con qualche storia ai confini tra fantasia e realtà. Dopo la questua ci sarà il pranzo comunitario, festoso e animato in Piazza Barcaroli. [...]

Mariano Pallottini's insight:

Il Cantamaggio prende nome dai canti del maggio, le canzoni, rimeggiate e musicate durante il Calendimaggio dai maggerini, sotto le case e per le vie di alcuni paesi italiani. Sono allegri canti in lingua italiana e dialettali che danno il benvenuto alla bella stagione, dopo il lungo inverno. I canti sono accompagnati dalla musica: stornelli, sonetti e tresche suonati con organetti, chitarre, violini, strumenti ad ancia, piccole percussioni e strumenti ritmici, che comunque non coprano la voce, ora in coro, ora in solo, che canta il maggio.
I temi dei canti sono svariati: la natura, la primavera e le stagioni, dionisio e l'allegria in sé e anche un eros velato in serenate dolci e anche maliziose. Esse sono un'allegoria della vita, della rinascita e dell'allegria, ad imitazione dell'arrivo della bella stagione. (wikipedia)

sunday LEE's comment, May 15, 2:52 AM
Good Share!!!
Fabio Torregiani's comment, May 15, 5:15 AM
thanks
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Le Marche: mille volti e colori della natura - tgcom24.mediaset.it

Le Marche: mille volti e colori della natura - tgcom24.mediaset.it | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

I primi tepori vi invogliano a trascorrere qualche giorno tra mare e natura? Bene, allora è venuto il momento di scoprire i mille volti e gli intensi colori del paesaggio delle Marche. Qui, tra soffici spiagge, un mare blu intenso, verdi colline, campi di girasoli, affascinanti borghi turistici e mille eventi la vostra vacanza sarà all'insegna del relax e della bellezza.
Per chi è alla ricerca di una vacanza tutta mare, vento tra i capelli e soffici spiagge, Le Marche offre ben 180 chilometri di costa, 26 località di mare e 10 porti turistici. La regione vanta un'incredibile varietà di spiagge. Le grandi spiagge di Gabicce Mare, Pesaro, Fano e Marotta di Mondolfo, che offrono tratti di costa di sabbia finissima, ghiaia, rocce, scogli o palme; la costa anconetana, tra Senigallia, con le sue spiaggia di velluto, e la riviera del Conero, con Portonovo, Sirolo e Numana; la costa maceratese, con il verde delle pinete di Porto Recanati, Porto Potenza Picena e il porto animato di Civitanova Marche; la verde riviera picena, che si estende tra Porto Sant’Elpidio, Lido di Fermo, Porto San Giorgio e Pedaso; o l’esotica riviera delle palme, tra Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto, con le sue 7.000 palme. Leggi tutto l'articolo

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Cose da fare nelle Marche secondo Tripadvisor

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Sono 28 le attività o cose da fare nelle Marche presenti sul sito di recensioni turistiche Tripadvisor.
Al primo posto spicca una nota scuola di lingue che offre corsi estivi, evidentemente, affatto noiosi e impegnativi.
Molteplici sono le presenze di operatori dell'enogastronomia a sottolineare il grande spolvero attrattivo di questa grande componente turistica della regione. Leggermente inferiori ma in forte ascesa ed incremento numerico le attività ludiche di tipo sportivo ed escursionistico. Troviamo il quad, la vela, il kitesurf, l'escursionismo. Interessante anche se meno rilevante la presenza delle attività wellness, fra cui l'inusuale e curiosa presenza della GROTTA SALINA.

Se da un lato alcune delle 28 attività presenti sono state forse registrate per errore e troverebbero miglior spazio sotto altre categorie, innumerevoli sono le attività che brillano per assenza. Invitiamo i titolari e gli utenti soddisfatti a registrarle utilizzando il link sottostante.

http://www.tripadvisor.it/Attractions-g187794-Activities-c25-Marche.html 

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Una nuova Carta Escursionistica del territorio Marchigiano

Una nuova Carta Escursionistica del territorio Marchigiano | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

La casa editrice Kompass, è leader riconosciuta a livello Europeo in questo settore e vanta un catalogo di oltre 400 carte escursionistiche sempre aggiornate e di facile lettura.
Da qui la scelta del Cai di Fabriano, di realizzare la “Carta Escursionistica Cagli-Fabriano-San Severino Marche” che ha tra tutti gli altri pregi, anche quello di riassumere contenuti topografici e informazioni, espressi in forma completa e facilmente leggibile, sparsi in ben dieci altre Carte oggi presenti sul mercato.[...]

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Mercatino Bio - Ancona 14 Aprile 2013

Uno dei settori portanti dell'Economia Solidale in Italia e nella nostra Regione è sicuramente quello dell'Agricoltura Biologica, dove i produttori e i consumatori impegnano e applicano i valori di tutela del territorio, di consumo e produzione volti ad uno sviluppo basato sulla responsabilità dei soggetti che lo animano attraverso azioni economiche trasparenti, solidali e basate su principi di legalità, equità e giustizia.

Nella creazione di relazioni cooperative/collaborative territoriali operano i GAS – Gruppi di acquisto solidale che, come istituzioni di consumo organizzato, promuovono l'integrazione tra le diverse aziende delle filiere territoriali, rivolgendosi in via pressoché esclusiva alle produzioni di agricoltura biologica, contribuendo ad orientarne la produzione in senso sostenibile e aprendo nuovi spazi nel mercato del consumo locale. Attualmente i GAS censiti nella Regione sono più di 50 e ogni anno aumentano per gemmazione grazie all'adesione di nuove famiglie e cittadini.

In questo percorso e sulla necessità di consolidare le azioni per la diffusione delle buone pratiche presenti nei territori e consolidare le reti e una maggiore connessione tra produttori e i gruppi di consumatori consapevoli organizzati in Gruppo di Acquisto, è maturata la partecipazione al Bando emanato dalla Regione MARCHE su Progetto denominato "OGGI SI ACQUISTA BIO" che ricade nell'ambito del programma regionale Conoscere il Biologico nelle Marche - Azione 3.2.2 Rafforzamento dei GAS" con la finalità di promuovere e rafforzare la domanda di prodotti biologici da parte di gruppi organizzati in GAS. Tale azione si inserisce nell'obiettivo strategico di REES Marche investendo risorse e progettualità nelle reti locali e nella relazione tra i soggetti del territorio.

Mariano Pallottini's insight:

http://web.resmarche.it/oggisiacquistabio/


Video di Mirco Marchetti

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Le verticali dell"Infinito Wine Festival"

Le verticali dell"Infinito Wine Festival" | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it
Cinque vini, cinque verticali, cinque occasioni uniche per degustare diverse annate di alcune delle più premiate etichette marchigiane.
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Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti - Casette d'Ete - Fermo

Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti  - Casette d'Ete - Fermo | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Nella fantasia popolare la nascita dell’Abbazia di Santa Croce è legata alla romantica e tragica storia di un amore tanto tenero quanto contrastato: quello di Lotario e Imelda. In realtà verso la fine del IX secolo nelle vicinanze del punto in cui il fiume Ete Morto confluisce nel Chienti, probabilmente sui resti di una preesistente basilica cristiana del V secolo, nasce un piccolo cenobio benedettino. Il luogo è considerato strategico e di vitale importanza tanto che il vescovo di Fermo Teodosio e l’imperatore Carlo III il Grosso investono sul piccolo cenobio che si trasformerà ben presto in una delle prime e più potenti abbazie marchigiane. L’Abbazia di Santa Croce al Chienti, prima,sarà la punta di diamante di un sistema di difesa teso a bloccare una possibile, stabile presenza saracena lungo la ricca valle del Chienti e poi un saldo e fedele punto di appoggio per gli imperatori e i loro vassalli che elargivano donazioni e protezioni.

Le pergamene e i documenti conservati nell’Archivio Storico del Comune di Sant’Elpidio a Mare ed altri custoditi nel Fondo Fiastrense presso l’Archivio di Stato di Roma attestano la potenza economica, sociale, culturale e il ruolo di preminenza che l’Abbazia ha svolto nel nostro territorio dal IX al XIII secolo.
Il 14 settembre 887 segna la data della cerimonia di consacrazione dell’Abbazia avvenuta alla presenza del vescovo di Fermo Teodosio e dell’imperatore Carlo III il Grosso, nipote di Carlo Magno. Successivamente gli imperatori Ottone I (968) e Ottone II (981) e lo stesso Federico II di Svevia (1219 e 1242) e i papi come Celestino III (1197) e Gregorio IX (1236), tanto per citarne alcuni tra i più importanti, misero sotto la loro protezione l’Abbazia confermando donazioni e protezioni ed elargendone altre.
Con la fine delle “lotte per l’investitura” e il prevalere del potere papale su quello imperiale, Santa Croce, da sempre fedele all’imperatore, perde un importante punto di appoggio e protezione: è l’inizio di una crisi che sarà irreversibile e la porterà alla fine. Cambiano le condizioni storiche e politiche e di conseguenza quelle economiche; i castelli vicini crescono e diventano sempre più autonomi e l’economia comunale, più viva e aperta, soppianterà quella curtense. D’ora in avanti saranno i comuni, ed in particolare quello di Sant’Elpidio, il punto di riferimento politico, economico e religioso.

Leggi Tutto

Mariano Pallottini's insight:

Storia, Pubblicazioni ed altri Scritti: http://www.associazionesantacroce.it/ 

Foto dell'Abbazia : Nicola Pezzotta

Perché l'Abbazia non è ancora aperta al Pubblico? Leggi l'articolo di Luca Craia

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Piazza del Popolo tra Le Piazze Più Belle d'Italia - VanityFair.it

Piazza del Popolo tra Le Piazze Più Belle d'Italia - VanityFair.it | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Abbiamo intervistato storici, fotografi, architetti, urbanisti chiedendo quale fosse secondo loro la piazza più scenografica. Il risultato è pura bellezza: il Bernini di San Pietro, il barocco di Lecce, la magnificenza del Plebiscito...

La vostra preferita qual è?  (di Carlotta Garancini)

Piazza del Popolo, Ascoli Piceno

«Accanto a piazza San Marco a Venezia e piazza del Campo a Siena, tra le piazze più belle d'Italia segnalo quella del Popolo ad Ascoli Piceno. È una piccola piazza (misura 90x30 metri)  dove la teatralità trionfa perché gli edifici sembrano disporsi con grande delicatezza per organizzare lo spazio: ipalazzi sono ai lati e il fondale è chiuso dalla chiesa di San Francesco che offre alla piazza il lato e l'abside mentre la verticalità del campanile si contrappone all'orizzontalità degli altri edifici. Il pavimento omogeno in travertino grigio dai riflessi perlacei, che riveste anche la maggior parte delle costruzioni, viene interrotto solo dai mattoni rossi del loggiato dalle esili colonne in granito che danno l'idea di opere removibili come quelle usate sul palcoscenico. (Giancarlo Consonni, professore di Urbanistica, facoltà di Architettura, Politecnico di Milano)
Foto © Corbis

Mariano Pallottini's insight:

Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno sembra aver suscitato un grande ritorno d'interesse da quando una nota azienda delle telecomunicazioni decise di girarvi uno spot con protagonista un orso sui pattini. Che la piazza sia un "cofanetto prezioso", bellissima se pur non estesa, lo sanno in moltissimi. Pochi sanno però che la piazza va vissuta in giorni ed orari particolari. Sono quelli i momenti in cui le dimensioni contano per un colpo d'occhio unico in italia, fatto di una grandissima folla di astanti tutta intenta alla conversazione più ciarliera e rumorosa.

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Escursioni nelle Marche: La Traversata del Castellano, Monti della Laga

Escursioni nelle Marche: La Traversata del Castellano, Monti della Laga | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Se volete scoprire il vero volto dei Monti della Laga dovete mirare al suo cuore: la valle del torrente Castellano. Pochissimo frequentata in estate, se non da cercatori di funghi, in inverno è praticamente inaccessibile, isolata dalla neve che spesso scende a quote molto basse. Risalirla in inverno significa dover lasciare la macchina, se si è fortunati, al guado di fonte d'Amore e percorrere poi altri 6 Km di strada solo per arrivare ai piedi della valle. Anche senza neve comunque la strada è in condizioni tali da poter essere percorsa solo da 4x4 duri e puri, un SUV non vi toglierebbe dagli impicci, inoltre occorre pagare un pedaggio ed a piedi non è proprio divertente ... Se la neve iniziasse prima dell’attraversamento del torrente, le distanze da coprire diverrebbero proibitive (11 Km solo per arrivare alla base della montagna). La soluzione migliore è la traversata, partendo da Ceppo di Rocca S. Maria salendo a Pizzo di Moscio e Cima Lepri e percorrendo la valle in discesa; occorrerà ovviamente provvedere a lasciare un’auto preventivamente al Guado.    Leggi tutto

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Santuari nelle Marche

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Monastero Di Fonte Avellana
Le sue origini risalgono alla fine del primo millennio e sono strettamente legate alla storia della congregazione dei Camaldolesi. L'eremo fu forse fondato da san Romualdo nel 980. Notevole impulso diede all'abbazia l'opera di san Pier Damiani, che qui divenne monaco nel 1035 e Priore dal 1043, non solo per l'ampliamento delle costruzioni originarie ma anche per un forte sviluppo culturale e spirituale che fece dell'eremo un punto riferimento religioso e sociale.La tradizione riporta il numero di 76 santi e beati vissuti nell'eremo. L'Eremo viene citato nella Divina Commedia (Paradiso, canto XXI) da Dante Alighieri, il quale sembra che ne sia stato anche ospite.
Santuario Beato Benedetto
Il Convento fu edificato nel XV secolo. Vi visse a lungo e vi morì Marco Passionei, che prese il nome di Frà Benedetto da Urbino. Attualmente è luogo di spiritualità sia per i pellegrinaggi alla tomba del Beato, sia per i ritiri religiosi che vi vengono organizzati. Il complesso conventuale e la Chiesa sono stati restaurati recentemente. Vi si conservano alcune opere d'arte di un certo pregio. Nella Cappella di sinistra sono custodite le reliquie del Beato Benedetto Passionei.
Santuario Della Madonna Del Pianto
Il Santuario della Madonna del Pianto si trova nella Basilica di S.Angelo in Vado, sorto per un voto fatto nel 1855, quando in città imperversava il colera. Fatto il voto iniziò la costruzione che durò quasi trent'anni: il Santuario fu inaugurato l'8 settembre 1885.
Santuario Della Madonna Della Rosa
La festività dell'Incoronazione si tiene il 1 settembre . Apertura del Santuario ore 7-12 e 15-18. Il Santuario Madonna della Rosa si trova in via Madonna della Rosa, 18 60010 OSTRA Tel.071.68027 (diocesi di Senigallia). COME SI RAGGIUNGE In auto: autostrada A14 Ancona-Pesaro, uscita a Senigallia, poi SS360, a Pongelli deviazione per Ostra. In Treno: linea Ancona-Pesaro, stazione di Senigallia, poi pullman.
Santuario Della Santa Casa Di Loreto
Il Santuario della Santa Casa a Loreto, in provincia di Ancona, è un luogo sacro molto conosciuto, meta di numerosi pellegrini da tutto il mondo. Al suo interno, infatti, si trova la Santa Casa della Vergine, dove Maria ricevette l'Annunciazione.
Santuario Madonna Del Soccorso
Il Santuario sorge isolato su un altopiano tra il Monte Ercole e S.Agata sull'antico percorso della strada che da Sarsina per S.Agata portava a Perticara e Rimini. Anticamente nel luogo sorgeva una Celletta dedicata alla Vergine, ed era detta la località "Serra della Sconfitta", perché qui gli agatensi avrebbero, col soccorso della Vergine, ricacciato e sconfitto un esercito di invasori. Da qui anche il nome "Madonna del Soccorso".
Santuario Madonna Della Quercia
Il Convento dei Passionisti di Morrovalle sorge seminascosto tra il verde delel querce e degli ulivi, nella pace della collina marchigiana, nella vallata del Chienti. Fu un illustre cittadino di Morrovalle, Alessandro Collaterale, che verso il 1650 fece dipingere su tela l'immagine di Maria che, posta sul tronco di una quercia, sostiene amabilmente il Bambino Gesù.
Santuario Madonna Delle Grazie
La storia del santuario di S. Maria delle Grazie di Pesaro iniziò durante il dominio di Alessandro Sforza. Di fronte al mare, fra la Porta del Sale ela Porta Fanestra, nelle vicinanze della Rocca, c'era un'antica chiesa dedicata a S. Marco evangelista. In questa chiesa, già prima del 1478, era venerata un'immagine della Madonna dipinta su tavola, la "beata Vergine Maria delle Grazie di Pesaro".
Santuario Santa Maria A Mare
Antica e prodigiosa è la storia di S.Maria a Mare. Verso il 1100 esisteva già una Chiesa, fondata dagli Agostiniani, che fu devastata e più volte saccheggiata dai pirati che provenivano dall'Adriatico. Verso il 1400 fu trasformata e completata con l'edificazione del Convento. Il culto si diffuse però soprattutto nel 1630 quando, in seguito ad una terribile pestilenza, i fermani ricorsero alla protezione della Madonna, chiamata "Stella Maris".

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La mia Regione: I borghi delle Marche

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Eleganti piazze-salotto, teatrini all'italiana, vicoli in pietra percorsi da rondini, campanili, castelli, torri e porte d'accesso, sedie ancora fuori dall'uscio in alcuni casi e gente a chiacchiera, case storiche abbracciate l'una all'altra in un disegno ad anello, incastonate sulla cima di una collina o tra boschi montani, di vedetta all'entroterra o all'orizzonte di mare. I piccoli e medi borghi sono l'anima più verace e antica delle Marche, segni identitari di una comunità che tiene ancora ai luoghi in cui abita. Quiete e occhi attenti. Tra questi ci sono alcuni tra i borghi segnalati come i più belli d'Italia e altri che son belli senza bisogno di riconoscimenti ufficiali. Arrivando a Gradara, Mondavio, Esanatoglia, il visitatore può immergersi in una atmosfera medievale piena di scorci romantici e senza eccessivi commerci, nel rispetto della bellezza del luogo e di chi vi arriva. Così come a Montefabbri, piccolo incantevole borgo protetto da una cinta del XII secolo, o a Moresco, castello del XII secolo nella Val d'Aso, o anche a Grottammare Alta, borgo magnifico che si lascia i monti del Piceno alle spalle e si proietta tutto verso il mare. In centri dell'entroterra montefeltrano come Apecchio, Borgo Pace, Cagli, Fermignano, Colbordolo, Mercatello, Montemaggiore al Metauro o Montecalvo in Foglia, il disegno urbano sembra invitare ancora a immergersi e ascoltare l'intatto paesaggio circostante, i boschi, la roccia, i fiumi. A Serrungarina l'ambiente è generoso di deliziose pere Angelica, produzione tipica. A Sassocorvaro, la Rocca ospita il museo dedicato all'“Arca dell'arte”, memore di un episodio straordinario nella storia culturale italiana, il salvataggio di 10mila capolavori durante l'ultimo conflitto mondiale. Il bello e il cattivo tempo nelle Marche, si può dire lo facciano le cipolle di Urbania, secondo un antico metodo di divinazione ancora tramandato nell'antica Casteldurante delle maioliche, nei giorni delle festività natalizie.  ... Leggi Tutto

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Corinaldo tra scale, Sante e burloni.

Corinaldo tra scale, Sante e burloni. | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

La scalinata famosa, sì quella con il pozzo, ti accoglie subito da uno dei principali accessi della città lasciandoti meravigliato. Quello scorcio, fotografato, presentato e stampato su tutti gli opuscoli delle merita tutta la fama che ha e ne dovrebbe avere anche di più.
Le città marchigiane la sanno lunga in fatto di scale (chi ha studiato a Macerata o Urbino può testimoniarlo) ma decisamente quella di Corinaldo conquista un posto tra le più belle e suggestive. Corinaldo, comune di poco più di 5 mila anime della parte nord della provincia di Ancona, vanta il primato di essere sia una Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, sia uno dei Borghi più belli d’Italia. Oltre al famoso pozzo (foro di copertina) tutta la struttura urbanistica è di rilievo. La cinta muraria, una delle meglio conservate della regione, offre la possibilità non solo di una bella passeggiata ma anche di scorci panoramici notevoli sulla campagna. Un paio di torrioni circolari e il particolarissimo sperone del IV sec la cui fisionomia si inserisce con decisione nell’andamento morbido della cinta muraria. La piazza alberata nel punto più alto del paese offre diverse abitazioni molto curate e una targa ci ricorda che Corinaldo diede i natali a Santa Maria Goretti (bambina vittima di una brutta storia di violenza consumatasi nelle campagne laziali) con un santuario a lei dedicato e dove il suo aguzzino – pentito – è sepolto. Un’ultima chicca della città la trovate in una via parallela alla scalinata sulla destra. È la casa di Scuretto, che si consumò tutti i soldi che il figlio gli mandava dalle Americhe al bar invece di impegnarli nella costruzione della casa, di cui rimane solo la facciata e una simpaticissima targa che racconta la storia.

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San Settimio nel cuore delle Marche: una storia che sembra un film

San Settimio nel cuore delle Marche: una storia che sembra un film | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Tutto nacque dall'idea un pò folle, utopistica, naif di Italo Bartoletti che invitava i suoi amici per trascorrere giornate all'insegna della natura, dell'arte, e dell'ottima cucina marchigiana.
Bartoletti negli anni settanta vuole elaborare il concetto di Casa Esistenziale del suo amico achitetto Ico Parisi nella "città esistenziale". Fu così che radunò tutti i massimi esponenti artistici dell'epoca, da Burri, a César, da Mannucci a Del Pezzo, a Ceroli, Balderi e Antonioni. A tutti aveva dato dei compiti: chi doveva progettare dei garage a forma di uovo per nascondere le auto, chi la piscina con al centro un grande dito, chi una scalinata lignea, chi un grande teatro per le rappresentazioni all'aperto. Le case dovevano essere tutte basse, grandi e vuote, esistenziali.
Nella casa colonica c'era posto per il ritiro laico, che ancora c'è ed ha mantenuto lo stesso nome con le piccole celle, con piccole finestre per i momenti di pace e interiorità. Pace, automobili inesistenti, solo natura. Architetti, artisti, artigiani dovevano lavorare insieme per questo grande progetto e concetto di casa e bottega, l'idea del lavoro doveva essere rivolto alla collaborazione.
Il grande progetto approda anche alla Biennale di Venezia ma si ferma qui il sogno di Italo Bertoletti se non fosse stato per la figlia, allora solo adolescente che oggi ha realizzato la Riserva Privata di San Settimo, certamente non il sogno faraonico dell'origine, ma che in dieci anni ha saputo essere un punto importantissimo per il turismo dell'entroterra marchigiano.

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Le Marche in Tavola: (a Roma) un viaggio nel gusto e nei sapori

Le Marche in Tavola: (a Roma) un viaggio nel gusto e nei sapori | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Dal 9 Maggio all'8 Giugno, Roma presenta le bontà “made in Marche”:   Le Marche in Tavola, un viaggio nel gusto e nei sapori

L'evento è presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, messo a disposizione dal Pio Sodalizio dei Piceni, la più antica istituzione marchigiana operante nella capitale.

Il calendario degli appuntamenti si compone di 4 seminari ed una quattro giorni espositiva:

9 maggio - IL VINO, Ambasciatore dell’eccellenza marchigiana nel mondo

16 maggio - MARE NOSTRUM, L’Adriatico e le Marche

23 maggio - RAZZA BOVINA MARCHIGIANA, Alta qualità certificata

30 maggio - L’ORO DELL’APPENNINO MARCHIGIANO, Il tartufo di Acqualagna

I seminari saranno animati da interventi tecnici di alto valore.
Dal 5 all’8 di giugno - manifestazione espositiva con il meglio della produzione vitivinicola, i prodotti della filiera del biologico e della micro-filiera del tartufo. Una sosta speciale sarà  dedicata all’incontro con le produzioni certificate Qm (Qualità Marche) seguita dall’assaggio del prezioso olio monovarietale marchigiano.

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Museo dell’emigrazione marchigiana nel mondo: contribuite alla raccolta del materiale

Museo dell’emigrazione marchigiana nel mondo: contribuite alla raccolta del materiale | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

La Regione Marche ha deciso di istituire un Museo dell’Emigrazione marchigiana. “Quando i nostri nonni erano extracomunitari” è il sottotitolo che accompagnerà questo nuovo Museo, che verrà collocato a Recanati presso il Museo Civico di Villa Colloredo Mels: si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di recuperare la memoria dell’emigrazione marchigiana nel mondo. Nello specifico il museo si costruirà sulla base di un reperimento di documenti della memoria dell’esperienza migratoria delle Marche. La Provincia di Macerata mette a disposizione tutto il materiale necessario per permettere la partecipazione dei cittadini all’iniziativa.
E’ possibile contribuire alla raccolta del materiale per il museo inviando, al C.D.E. Centro Documentazione 
Emigrazione, qualsiasi documentazione di propria disponibilità:

  • documenti originali (lettere autografe, testi, diari di viaggio, biglietti di viaggio, pagelle scolastiche, volantini politici,…)
  • libri (saggi, narrativa, favole, testimonianze,…)
  • scritture popolari (lettere private, diari, memorie, autobiografie,…)
  • filmati e fotografie (cartoline, manifesti, volantini pubblicitari,…)
  • riviste d’epoca (giornali periodici, quotidiani, bollettini, ricettari,…)
  • documenti vari (passaporti, certificati sanitari, certificati di nascita, documenti di viaggio,…)
  • oggetti ed utensili legati ai mestieri (oggetti personali, accessori, borse, cappelli, orologi, monete, giocattoli,…)
  • ogni altro materiale utile a testimoniare l’emigrazione marchigiana nel mondo.


Tutto il materiale, corredato della scheda informativa e della liberatoria, dovrà essere inviato a:
C.D.E. Centro Documentazione Emigrazione, Museo Civico Villa Colloredo Mels
Via Gregorio XII, 62019, Recanati (MC)

Per ulteriori informazioni:
Centro Raccolta Documentazione (presso il Comune di Recanati):
Tel. +39 071 7587217
museoemigrazione@comune.recanati.it

Museo di Villa Colloredo:
Tel. e fax +39 071 7570410
museoemigrazionemarche@virgilio.it

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Offida: Approccio al riconoscimento delle erbe spontanee

Offida: Approccio al riconoscimento delle erbe spontanee | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

L’Associazione Culturale Offida Nova, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Offida e Associazione “Chi Mangia la Foglia!, ha organizzato un corso per Approccio al riconoscimento delle erbe spontanee: Entriamo nel modo delle Erbe Spontanee: imparare a riconoscerle ed apprezzarne le virtù.
Il corso si concretizza in quattro appuntamenti e si terrà in orario serale, dalle 21.00 alle 23.00, presso Spazio Vino (VINEA) – Via G. Garibaldi, 75 – OFFIDA. Obiettivi: stimolare alla conoscenza delle Erbe Spontanee, al rispetto ambientale, all’attenzione delle risorse di carattere alimentare, all’esistenza di piante tossiche o velenose. Sara argomentato l’aspetto enogastronomico, in particolare l’abbinamento organolettico di pietanze a base di erbe e vini locali.

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Padre Cataldino, il Matteo Ricci del Sudamerica

Padre Giuseppe Cataldino fu uno dei fondatori delle missioni del Paraguay. Nato a Fabriano (Ancona) nel 1574, morto in San Ignacio Miní nel 1653. Era già sacerdote quando entrò nella Compagnia di Gesù.
Parti ancora novizio per l´America, nel 1605 fu inviato dal Perú al Paraguay. Nel 1609 fu designato per fondare nuove missioni nel Guayrá, dove rimase molti anni come superiore. Ai missionari come lui è dedicato il famoso film“Mission”, di Roland Joffe, con Jeremy Irons e Robert de Niro. Le Missioni deigeusiti in Paraguay ebbero infatti risonanza mondiale: per circa un secolo e mezzo (dalla fine del sedicesimo alla metà del diciottesimo secolo) gli indios vennero sottratti, grazie alla protezione dei padri missionari, alla piaga della schiavitù.
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Festa dei Folli | 27.28 Aprile 2013 | Corinaldo (AN)

Festa dei Folli | 27.28 Aprile 2013 | Corinaldo (AN) | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it
Il 27 e il 28 Aprile una grande festà vedrà riuniti a Corinaldo (AN) Arcieri, Musici e Sbandieratori provenientei da più parti d'Italia. Festa con tipicità culinarie, spettacoli, musica.
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Climber allo sbaraglio: la falesia di Fonte Avellana

Climber allo sbaraglio: la falesia di Fonte Avellana | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it
Con la bella stagione è subito arrivato anche il primo giro esplorativo "arrampicatorio" del 2013.
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Prelibate novità a Fritto Misto 2013

Prelibate novità a Fritto Misto 2013 | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Fritto Misto 2013. Ad Ascoli Piceno dal 24 Aprile al 1° Maggio torna Fritto Misto con tante, stuzzicanti novità in un viaggio di sapori tra le fritture tradizionali italiane e straniere, in compagnia di esperti, chef e… Fritti dal Mondo!
La scorsa edizione si era conclusa con ben 75.000 presenze, complici i lunghi ponti primaverili ideali per abbinare la classica gita fuori porta alla ricca esperienza enogastronomica e culturale di Fritto Misto.

La kermesse valorizzerà la prelibata tecnica di cottura della frittura a partire dalle specialità del celebre Palafitto in Piazza Arringo, che tutti i giorni dalle ore 12.00 alle 15.00 e dalle ore 18.00 alle 22.30 proporrà classici irrinunciabili della frittura italiana, come il gnocco fritto emiliano, gli arancini, i cannoli e le panelle dalla Sicilia, e le tipicità marchigiane con olive e cremini all’ascolana – anche in versione gluten free in collaborazione con AIC Regione Marche.
New Entry del 2013 lo street food toscano con il panino al lampredotto fiorentino e i profumati fiori di zucchina e di acacia fritti. In prima linea anche i panzerotti e scagliuozzi pugliesi, la frittura di paranza, baccalà e carciofi alla Giudia dal Lazio ed i Frisceu genovesi.
Non mancheranno nemmeno succulenti novità da tutto il mondo, partendo dalla Tempura giapponese, le specialità fritte dalla Grecia e i cibi esotici della tradizione sudamericana – arepas, l’arroz chaufa e i picarones. Ed ancora il gusto piccante del Messico, il tradizionale fish &chips inglese e le tipicità della cucina ucraina con chicken kiev, crocchette di vitello in salsa di formaggio e ali di pollo in salsa agrodolce.

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Calda e Sensuale: La Moretta Fanese

Calda e Sensuale: La Moretta Fanese | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Il porto peschereccio di Fano è stato storicamente uno dei più importanti del mare Adriatico nel dopoguerra. Dalle sue banchine di notte partivano e partono tuttora i marittimi con pescherecci e le “vongolare” per cercare di trovare in mare le fonti del proprio sostentamento. I pescatori, prima di affrontare l’umidità della notte e delle reti, passavano al bar del porto per scaldarsi preventivamente con l’aiuto di una moretta, il caffè “rinforzato" del posto.
La ricetta da allora ad oggi è rimasta sostanzialmente immutata: in un bicchiere di vetro piccolo ma dal bordo spesso, quelli definiti “da osteria” versare una piccola quantità di anice, rum e brandy, all’incirca in parti uguali. Aggiungere 2 cucchiaini scarsi di zucchero e una piccola scorza di limone. Proseguire miscelando il composto così formato con l’aiuto del beccuccio a vapore della macchina da caffè fino a renderlo bollente. Infine, facendolo scendere sul bordo del bicchiere, aggiungere il caffè direttamente dalla macchina in modo che resti in sospensione sopra il preparato alcolico e, con la schiuma del caffè, creare tre strati di diverso colore. Il cliente, prima di consumarla provvederà personalmente a chiudere il rito mescolando caffè e alcolici con un cucchiaino.
Volendo, con un po’ di pazienza, la moretta può essere preparata in casa con la moka, ma è al bar che si ottengono i migliori risultati.

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Le Marche: una terra, i suoi vini - l'iBook

Le Marche: una terra, i suoi vini - l'iBook | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Vino: destinazione Marche" è un progetto fortemente voluto dall'Istituto Marchigiano di Tutela Vini.
Questa guida, altamente interattiva, ha l'obiettivo di guidare il lettore/utente alla scoperta di una delle più importanti eccellenze del territorio marchigiano: il vino.
Quello vitivinicolo è un mondo molto attivo nella regione Marche, un sentore imprescindibile della terra marchigiana, espressione delle sue tante sfumature, della sua qualità produttiva, della maestria dei viticoltori e degli enologi che svolgono un lavoro fondamentale per la promozione del Brand Marche in tutto il mondo.
Questa pubblicazione vi permetterà di conoscere i vini marchigiani, scoprendo le caratteristiche delle varie denominazioni ed i luoghi che ospitano le diversi tipologie di uve. Un percorso che vi condurrà anche a conoscere le Cantine produttrici, la loro storia, la loro filosofia del fare vino.
Non mancheranno anche spunti interessanti che vi facciano apprezzare il territorio, con le sue città, i suoi luoghi d'arte, le sue tipicità.
Vino, territorio, turismo: eccellenza in una parola sola, raccontata con gallery fotografiche, mappe interattive, geolocalizzazioni, georeferenzazioni e video che vi regalino un'esperienza e vi portino a volerla rivivere personalmente girando le Marche e degustando i suoi vini.

Mariano Pallottini's insight:
  • Gratis
  • Disponibile per iPad.
  • Published:Apr 02, 2013
  • Publisher: Theta Edizioni srl
  • Seller: raffaella scortichini
  • Print Length: 250 Pages
  • Language: Italian
  • Version: 1.1

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La mia Regione: Visso

La mia Regione: Visso | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Visso è una località delle Marche perfetta da raggiungere in moto o in auto, viaggiando all'interno di una natura meravigliosa. Il nome Visso deriva da Villaggio ed è collegato al nome Elacensis, probabilmente il primo nome originario del posto.
Una volta raggiunta questa località vi ritroverete immersi in un bel centro montano delle Marche, sede del Parco Nazionale dove troverete un passato ricco di storia. Preparatevi a passeggiare tra balconi medievali, torri, palazzi rinascimentali e grandissime mura e vedrete che la sensazione di sentirsi indietro nel tempo sarà molta.
All' interno del centro storico le meraviglie da vedere sono tantissime, piazze scenografiche che sapranno accogliervi nei migliori dei modi per offrirvi il massimo della bellezza. La piazza dei Martiri Vissani è una bellezza architettonica da non lasciarsi sfuggire. Ai lati delle piazza troverete degli eleganti palazzi di origine quattrocentesca: Collegiata in stile romanico gotico, sovrastata da un elegante campanile e la Chiesa di Sant'Agostino, risalente al XIV secolo, con una facciata a tre cuspidi. In realtà questa chiesa oggi è sconsacrata ed è la sede del Museo, dove troverete tantissimi oggetti risalenti al mondo delle chiese locali...

Cosa Visiate e cosa assaggiare

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Tagliatelle di Campofilone con Carciofi e Calamari

Tagliatelle di Campofilone con Carciofi e Calamari | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Oggi è la volta di un primo piatto realizzato con una pasta marchigiana, le tagliatelle di Campofilone e il condimento a base di pesce arricchito dai carciofi che personalmente abbinerei con qualsiasi cosa.
Ottimo condimento anche per gnocchi di patate piccolissimi, provare per credere.
Ingredienti

  • 4 carciofi medi più i gambi
  • 3 calamari medi
  • 1 scalogno
  • 5 cucchiai olio extravergine di oliva
  • peperoncino
  • 250 g. di tagliatelle di Campofilone
  • sale qb

Pulite i carciofi dalle foglie esterne più dure, spaccateli a metà e togliete la barbetta poi metteteli in acqua e limone. Pulite i gambi e tagliateli a pezzetti, lasciarli in acqua e limone.
Pulite i calamari staccando la testa e i tentacoli, togliete la bocca, la pennetta trasparente e dura e poi togliete la pellicina trasparente.e le interiora.
Sciacquateli bene, tagliateli a rondelle e riducete in piccoli pezzi i tentacoli.
In una padella mettete l'olio e lo scalogno tritato, fate soffriggere due minuti e aggiungete i carciofi tagliati a fettine con il peperoncino, fate insaporire due minuti e poi bagnate con un bicchiere di acqua calda.
Fate cuocere per 10 minuti.
Calate i calamari e alzate un po' la fiamma per un minuto poi aggiungete acqua calda e finte la cottura.
Regolate di sale.
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