Non è Pasqua nelle Marche senza i  cacioni o calcioni o caciù o peconi o pecù | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Nelle Marche sono conosciuti con svariati nomi di cui la metà di questi rappresenta l'Italianizzazione del nome dialettale tradizionale.
Sono dei ravioloni salati di pasta fresca (ne esiste una versione dolce ed una con spinaci del nord delle Marche).
Il loro ripieno è composto da formaggio pecorino  e uova, una ricetta ricca che un tempo veniva riservata per la festività Pasquale.
Un tempo le famiglie andavano incontro ai pastori che coi loro greggi attraversavano zone rurali e villaggi, per barattare galline, uova,  carne, frumento, vino o vinocotto marchigiano, con latte, formaggio, agnelli.
Il loro sapore a seconda delle varianti è sempre fragrante, intensamente o delicatamente profumato di formaggio e limone.

Ricetta (rosemarieandthyme.blogspot.it)

Ingredienti per circa 24 caciù

Pasta fresca
200 g. di farina 00,
2 uova intere,
vino bianco (facoltativo)

Ripieno
100 g. di pecorino,
100 g. di parmigiano,
100 g. di ricotta,
3 uova intere,
buccia grattugiata di un limone,
mezzo cucchiaino di pepe nero macinato

per spennellare i ravioli 2 tuorli

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