Il Pane nella cultura mezzadrile Marchigiana | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Nella famiglia mezzadrile marchigiana il pane era preparato di rado, solitamente una volta alla settimana. La farina utilizzata era quella che si realizzava con la macinatura della propria parte del raccolto, tolta la metà che spettava al padrone del podere. In ogni casa di campagna c’era una grande madia nel quale la madre e le figlie impastavano la farina, piuttosto grossolana e poco raffinata, col lievito madre avanzato dall’ultima panificazione. Tradizionalmente si è sempre panificato in assenza di sale, facendo il pane che i toscani chiamano “sciocco”,ottimo per accompagnare, quando c’erano, i sapidi salumi e formaggi prodotti in famiglia.
Dopo una lunga lievitazione, l’impasto era diviso in grosse pagnotte allungate (le file) da 1 kg o più. Una croce fatta con un coltello sopra ogni pagnotta era allo stesso tempo simbolo religioso e metodo di controllo della avvenuta seconda lievitazione. La grossa pezzatura permetteva una migliore conservazione e faceva si che l’interno del pane rimanesse sempre umido ed edibile...