Calda e Sensuale: La Moretta Fanese | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Il porto peschereccio di Fano è stato storicamente uno dei più importanti del mare Adriatico nel dopoguerra. Dalle sue banchine di notte partivano e partono tuttora i marittimi con pescherecci e le “vongolare” per cercare di trovare in mare le fonti del proprio sostentamento. I pescatori, prima di affrontare l’umidità della notte e delle reti, passavano al bar del porto per scaldarsi preventivamente con l’aiuto di una moretta, il caffè “rinforzato" del posto.
La ricetta da allora ad oggi è rimasta sostanzialmente immutata: in un bicchiere di vetro piccolo ma dal bordo spesso, quelli definiti “da osteria” versare una piccola quantità di anice, rum e brandy, all’incirca in parti uguali. Aggiungere 2 cucchiaini scarsi di zucchero e una piccola scorza di limone. Proseguire miscelando il composto così formato con l’aiuto del beccuccio a vapore della macchina da caffè fino a renderlo bollente. Infine, facendolo scendere sul bordo del bicchiere, aggiungere il caffè direttamente dalla macchina in modo che resti in sospensione sopra il preparato alcolico e, con la schiuma del caffè, creare tre strati di diverso colore. Il cliente, prima di consumarla provvederà personalmente a chiudere il rito mescolando caffè e alcolici con un cucchiaino.
Volendo, con un po’ di pazienza, la moretta può essere preparata in casa con la moka, ma è al bar che si ottengono i migliori risultati.

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