11ªEdizione Leguminaria, il valore dei piatti "poveri" della cucina marchigiana | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

La manifestazione Appignanese dedicata ai legumi riscuote ogni anno un successo crescente. Ceci, fagioli, lenticchie, roveja preparati e presentati in maniera tradizionale, sono solo il pretesto della cittadina Maceratese per mettere in mostra il bel risultato raggiunto nell'attento lavoro di rivalutazione, riscoperta e valorizzazione di alcuni prodotti e lavorazioni.

I Lugumi sono specie vegetali generosissime tanto da aver portato erroneamente a considerare poveri, piatti in realtà sostanziosissimi, dagli indiscutibili benefici nutritivi. Ecco che allora si è riscoperta la Roveja, il legume dei pastori di un tempo. Ecco Solfì, oggi denominato "occhio di luna", il fagiolo dalla buccia sottilissima e quindi più digeribile. Appignano è nota anche per la sua tradizione nella terracotta, con stoviglie e piatti della quale si preparavano, in passato, abbondanti quantità di legumi. Quello che rimaneva si mangiava la mattina successiva, prima del lavoro nei campi. Cotti nelle pigne di coccio, come un tempo, vengo serviti durante la manifestazione proprio come allora: in piatti di terracotta con un "giro d'olio". L'Olio Extravergine di Oliva  monovarietale di Mignola, è  un'altra eccelenza del territorio Appignanese. Ricavato da un solo tipo di oliva molto delicata e difficile da gestire, quello di Mignola è un olio, tutto Marchigiano, unico al mondo per i sentori di frutti di bosco che esprime in maniera decisa e sorprendente.

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