Social Innovation - Innovazione Sociale
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Social + Innovation = Social Innovation
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Due studenti creano l'applicazione Android per cercare gli orari dei bus sul cellulare

Due studenti creano l'applicazione Android per cercare gli orari dei bus sul cellulare | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Verona. Si chiama «Verona Bus» ed è un’applicazione Android per cellulare che serve a consultare sul telefonino gli orari delle corse Atv, vederne la mappa e cercare le fermate senza doversi collegare a internet.
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Every 500 Years or So (SSIR): benefit corporation legislation

Every 500 Years or So (SSIR): benefit corporation legislation | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

[...] Today, Delaware—the touchstone of American corporate law, and thus the American corporation and capital markets—introduced benefit corporation legislation. This legislation creates a new type of corporation that will have similarly powerful effects, unleashing an Age of Social Innovation and marking a tipping point in the evolution of capitalism.

 

The Delaware Bar, Chancery Court, and elected officials spent the last several years examining various legal innovations, including benefit corporation legislation that has been signed into law in 12 states (and that is moving forward in more than a dozen others) and alternative models, such as the Flexible Purpose Corporation in California and the Social Purpose Corporation in Washington. The experts in Delaware decided that benefit corporation legislation best meets the needs of the growing market of entrepreneurs and investors interested in using business as a force for good. Importantly, with Delaware on board, leading social entrepreneurs and impact investors now have a clear path to scale via the public capital markets.

 

By requiring that Delaware benefit corporations “operate in a responsible and sustainable manner” and that their directors “balance the [financial] interests of stockholders … [with] the best interests of those materially affected by the corporation’s conduct” (including their workers, their community, and the environment), Delaware affirms that any new corporate form must be distinct and meaningful. This is accomplished by demonstrating that business exists in the context of society and ought to be accountable for its impact on society, whether or not that impact is captured by a financial statement. [...]

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Workshop 2013: online il manifesto! | IRIS Network

Workshop 2013: online il manifesto! | IRIS Network | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

Riparte il cantiere del Workshop sull’impresa sociale. E’ on line il manifesto che funge anche da chiamata per coloro che volessero segnalare buone pratiche innovative d’impresa sociale e/o cimentarsi come gestori di sessioni di lavoro dove approfondire il tema di questa edizione. Tema che si potrebbe definire “maturo” in quanto formulazione – il valore delle relazioni: coinvolgere per innovare – ma sempre più ampio per quanto riguarda le applicazioni e le soluzioni gestionali. Coinvolgere in modo efficace interlocutori di varia natura è infatti un imperativo non solo per imprese che indicano finalità sociali come loro missione distintiva, ma per soggetti d’impresa in generale, grazie anche all’apporto di media sociali e altre tecnologie dell’informazione e della conoscenza. Mai come in questa edizione quindi l’innovazione sta nelle pratiche manageriali e di governance capaci di estrarre valore da un ampio spettro di relazioni intese come una vera e propria risorsa imprenditoriale e non una semplice esternalità da derubricare ad azioni di responsabilità sociale. Un campo di confronto all’interno del quale imprenditori sociali sono chiamati a mettere in luce il vantaggio competitivo del loro impianto organizzativo e, più in generale, il carattere autenticamente sociale dell’iniziativa. Il percorso è iniziato: ci auguriamo che in molti vogliano percorrerlo e per questo siamo a disposizione per ulteriori informazioni, chiarimenti e soprattutto fornendo un accompagnamento mirato. Buon lavoro! 

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L'impresa sociale conosce i meccanismi dell'azienda tradizionale: in parte li adotta, in parte li critica - italiagermania | il blog

L'impresa sociale conosce i meccanismi dell'azienda tradizionale: in parte li adotta, in parte li critica - italiagermania | il blog | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Dal 2002 la Casa della Solidarietà "Luis Lintner" porta avanti progetti di solidarietà e di innovazione sociale. Ce ne parla Alexander Nitz, membro del direttivo

 

[...] "Un’impresa sociale secondo noi è un’impresa che agisce in maniera sana dal punto di vista economico, che cammina sulle proprie gambe dal punto di vista economico, che conosce i meccanismi delle aziende tradizionali, e in parte li adotta, in parte li critica – con il fine ultimo di non massimizzare il profitto, ma di massimizzare il bene comune."

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7 Project Management Trends to Watch - Voices on Project Management

[...]  7. Program management offices (PMOs) as profit centers


PMOs will be transformed from cost centers to profit centers. PMOs will build very high-end consulting skills and offer services to business units on a profit basis. PMOs will focus on an 'outside-in' perspective and move away from an 'inside-out' perspective. PMO drivers will be around customers, markets and the economy, and not just limited to internal efficiencies .

This means that project managers have to understand the outside-in perspective. They have to focus on outcome and the value to be delivered to customers.

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Open Design e FabLab per l'innovazione sociale: Societing Reloaded

Open Design e FabLab per l'innovazione sociale: Societing Reloaded | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

É stato finalmente pubblicato (in italiano) l’articolo che scrissi un anno fa sulla importanza che FabLab (e altri simili spazi) e l’Open Design che in esso si sviluppa abbiano per la innovazione sociale. Digital Fabrication e processi collaborativi non in una ottica di innovazione tecnologica, ma di come queste innovazioni tecnologiche diano luogo a processi innovativi dal punto di vista sociale. L’articolo inoltre fa il punto della situazione per quanto riguarda lo sviluppo dell’Open Design e sull’ecosistema di spazi quali FabLab, Hackerspaces, Living Lab. L’articolo é stato pubblicato (assieme a molti altri interessanti contributi sulle innovazioni sociali portate da monete alternative, social media, smart city, culture underground) nel libro Societing Reloaded (a cura di Alex Giordano e Adam Arvidsson) (Arvidsson, A. G. A. (2013). Societing reloaded. Pubblici produttivi e innovazione sociale. EGEA.). Gli altri contributi sono di Caterina Bandinelli, Michel Bauwens, Francesca Buttara, Anna Cossetta, Bernard Cova, John Grant, Salvattore Iaconesi, Oriana Persico, Jaromil, Riccardo Maiolini, Vincenzo Moretti Bertram Niessen, Irenangela Smargiassi e Barret Stanboulin. [...]

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Collaborazione e innovazione: perché per diventare una smart city ripartiamo dai monasteri del decimo secolo

Collaborazione e innovazione: perché per diventare una smart city ripartiamo dai monasteri del decimo secolo | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Il tempio shinto Ise-jingū, in Giappone, ha funzionato ininterrottamente per 1300 anni. Eppure, quando i monaci del tempio hanno chiesto che UNESCO, l'agenzi

Via Alessandro Donadio
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Il frigo è strapieno? La “app” ti aiuta a salvare la spesa

Il frigo è strapieno? La “app” ti aiuta a salvare la spesa | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

Troppo facile prevederlo: ha vinto l'unica squadra formata anche da donne. Tra gli 87 iscritti e le 24 squadre di ragazzi, Giorgia Marenda di Treviso ed Elena Bertolin di Mestre già spiccavano. Se a questo poi ci aggiungi una certa sensibilità nel design e nelle cose pratiche, ecco spiegato perché la giuria di tredici esperti alla fine ha assegnato il primo premio di quattromila euro al loro “Ratatouille”, realizzato assieme a Luca Milan e Matteo Rosati, giudicandola miglior App di questa prima Hackathon 101, maratona per geni dell'informatica in tutte le sue forme e derivazioni organizzata da Confartigianato Vicenza - Innovarti, Etc Engineering, Diginess e Rawfish.


L'ELOGIO DELLA NORMALITÀ. Mattia ha 17 anni, studia all'Itis “Fermi” di Bassano e gioca a calcio. È venuto con Alberto, Roberto, Mirko e Sebastiano, tra i mugugni dei genitori per il giorno di scuola persa. Come Federico, e Alberto, anche loro studenti della stessa scuola. A tutti loro un attestato fuori programma, con l'impegno di Confartigianato Vicenza a supportare le attività della scuole, per due App di grande valenza sociale: la prima, per ora un prototipo, sulle emissioni di anidride carbonica delle auto, con tanto di database di mezzi, marche, carburanti. [...]

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FUORI SALONE 2013: OPPORTUNITA’ UNICA PER MAKER, STARTUP e DESIGNER | Avanzi. Sostenibilità Per Azioni.

FUORI SALONE 2013: OPPORTUNITA’ UNICA PER MAKER, STARTUP e DESIGNER | Avanzi. Sostenibilità Per Azioni. | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

@Alzaia Naviglio Pavese 16

Tortona District | Milan Design Week 2013

11 – 14 aprile 2013 | dalle 12:00 alle 21:00

 

Più di 20 tra Maker, Startupper e Designer potranno vincere uno spazio @FuoriSalone a 8 €/mq!

[re]vive è un happening di 4 giorni che trasforma un edificio inutilizzato in uno spazio di produzione culturale e innovazione.

 

[re]vive è una call 4 ideas rivolta a makers, creativi e startupper chiamati a raccontare, esporre, illustrare le emergenti realtà produttive e creative che animano Milano come Barcellona, Berlino, NY o…Palermo! Pionieri del DIY, del p2p, delle pratiche dell’innovazione sociale e della sostenibilità, inventori, designer, sviluppatori, artisti tecnologici, sound designers, fotografi, prototipatori avanzati, artigiani e teorici in cerca di pubblico: siete gli attori che stiamo cercando per mettere in scena dall’11 al 14 Aprile a Milano la nostra idea della biblioteca contemporanea [re]vive!

 

[re]vive è un serbatoio di occasioni.

 

E’ l’occasione di poter esporre in uno spazio situato nel cuore del Fuori Salone a prezzi accessibili per chiunque.

 

E’ l’occasione per far rivivere collettivamente uno spazio inutilizzato ma splendido.

 

E’ l’occasione per mostrare usi e pratiche che realmente possono entrare a far parte del programma urbano e sociale della città di Milano.

 

E’ l’occasione per sperimentare una probabile forma della biblioteca contemporanea: uno spazio di relazione dove la produzione creativa, intellettuale, innovativa divenga più centrale dell’accesso alla conoscenza.

 

Ma soprattutto…è la TUA occasione.

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Officine Formative scommette su una generazione di start up (creative e artigianali) » First Draft

Officine Formative scommette su una generazione di start up (creative e artigianali) » First Draft | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

Officine Formative (Intesa Sanpaolo) ci crede. Il progetto formativo di Banca Intesa finalizzato allo sviluppo di impresa vuole investire proprio in questa direzione. A breve a Matera sarà lanciato il primo percorso formativo per start up nel settore della creatività e della cultura. L’obiettivo è quello di dare qualità a progetti imprenditoriali che puntano a valorizzare cultura e saper fare locale attraverso il confronto con il design e la comunicazione. I moduli del corso sono simili a quelli dei corsi per le start up, con una grande attenzione allo sviluppo delle idee e del prototipo; il business plan viene ultimo.

 

Durante la riunione di presentazione in molti hanno chiesto a Roberto Battaglia (Formazione Intesa Sanpaolo) come chiameremo queste nuove realtà. Con l’espressione start up vengono indicate di solito aziende legate al mondo della ricerca di base e del digitale. La legge approvata di recente dal governo Monti prevede la presenza di ricercatori qualificati e un mandato statutario vincolante. In generale, per molti analisti economici una start up deve avere disporre di un potenziale di “scalabilità” che tanto giova alla crescita del valore finanziario delle imprese. E’ molto probabile che l’hotel Sextantio non rientri nel modello.

 

In realtà oggi l’incontro fra ricerca di base e finanza non è più l’unica priorità della nostra economia. Nemmeno la scalabilità di cui sopra. Se le aziende riescono ad arrivare alla borsa, tanto meglio. Oggi abbiamo bisogno di rimettere in moto un’economia e una società che deve porre al centro dell’attenzione il lavoro, soprattutto quello dei giovani. Difficile trovare un nome adeguato per questa nuova imprenditorialità, ma la novità c’è e va presa sul serio.

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Geoff Mulgan 04/04/2013

Geoff Mulgan 04/04/2013 | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

Geoff Mulgan è considerato uno dei policy maker più innovativi d’Europa.


Il suo nome è legato alla nascita e allo sviluppo di due importanti enti privati inglesi che si collocano a metà strada tra charity, think thank  e social investor: la Young Foundation – che ha diretto dal 2004 fino al 2011- e il National Endowment for Science, Technology and the Arts  (Nesta) di cui è attualmente CEO.


Young Foundation e Nesta stanno diventando un punto di riferimento importante per tutti coloro che si propongono di stimolare “social innovation”, ovvero progetti per risolvere i bisogni della contemporaneità che attivino collaborazione e partecipazione sociale. Un obiettivo che può ora far leva in modo significativo sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali.

 

In precedenza, Geoff Mulgan ha avuto numerosi incarichi pubblici ed è stato Director of Policy e direttore dello “Strategy Unit” del governo di Tony Blair, ha fondato e diretto il centro studi Demos ed è stato reporter per la BBC, ha fatto altresì parte del board della Work Foundation, dell’Health Innovation Council, della rivista The Policy Quarterly, del Design Council ed è stato presidente di Inolve, istituzione del governo inglese -quasi unica nel panorama mondiale – che mira acoinvolgere i cittadini nella ricerca medica. [...]

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Hub Rovereto ospita l’incontro degli Hub italiani – - Rovereto

Hub Rovereto ospita l’incontro degli Hub italiani – - Rovereto | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Gino Tocchetti's insight:

8-9-10 marzo 2013: i fondatori dei sette Hub italiani parteciperanno al secondo incontro nazionale che si terrà a Rovereto con lo scopo di  promuovere la circolazione di idee, il confronto e la condivisione di know how.

 

Quella di The Hub è una community globale di comunità locali che in Italia ha cinque sedi: Milano, Rovereto, Roma, Siracusa e Bari; a breve apriranno anche i nodi di Trieste e Firenze. Fondato nel 2010, quello di Rovereto è stato il secondo Hub italiano e attualmente riunisce circa 70 membri, una vera e propria community di professionisti e start upper attivi nel variegato mondo della social innovation. [...]

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Lìberos vince cheFare | Che Fare

Lìberos vince cheFare | Che Fare | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

 La Giuria di cheFare ha decretato il progetto vincitore, queste le motivazioni:

"I membri della Giuria hanno esaminato il materiale ricevuto relativo ai progetti finalisti, hanno ascoltato le presentazioni in plenaria e hanno successivamente avuto modo di intervistare ciascun gruppo finalista.Nella rosa dei finalisti, due progetti sono apparsi particolarmente validi e interessanti, per avere colto lo spirito e le richieste del bando ed essere espressione di imprenditorialità culturale: il progetto Lìberos e il progetto Casa del Quartiere di San Salvario.Al termine della valutazione, la giuria unanimamente dichiara vincitore il progetto Lìberos con le seguenti motivazioni:   •    riconosce alla lettura un valore economico, culturale e sociale, individuale e collettivo;   •    coinvolge in modo originale tutti gli attori della filiera del libro;   •    sviluppa un modello capace di bilanciare istanze commerciali e culturali;   •    bilancia rete fisica e virtuale in un processo di costruzione di comunità;   •    i promotori hanno saputo agire in modo fortemente reattivo e hanno utilizzato il bando come occasione di apprendimento e di focalizzazione degli sforzi progettuali.
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Airbnb And The Unstoppable Rise Of The Share Economy - Forbes

Airbnb And The Unstoppable Rise Of The Share Economy - Forbes | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Consumers are building multibillion-dollar marketplaces for sharing cars, homes, bicycles, driveways and tools. In looking for a better deal and extra income, they're reshaping business.

 

[...] The “gig economy,” the plethora of microjobs fueled by online marketplaces offering and filling an array of paid errands and office chores, has been well-documented, and sites like TaskRabbit, Exec and Amazon’s Mechanical Turk continue to grow apace. What Larson finds himself in, however, is something lesser-noticed and potentially far more disruptive–a share economy , where asset owners use digital clearinghouses to capitalize the unused capacity of things they already have, and consumers rent from their peers rather than rent or buy from a company. [...]

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Ecco tutti i partecipanti al concorso “A caccia di Pionieri”

Ecco tutti i partecipanti al concorso “A caccia di Pionieri” | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

E’ iniziato il conto alla rovescia verso la “Notte dei Pionieri”, la grande cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di pionieri” che si terrà venrdi 3 maggio a Milano prsso la location esclusiva della Triennale.

 

Nell’attesa di incontrarli tutti a Milano , abbiamo deciso di svelare i nomi dei 120 partecipanti, le organizzazioni visionarie e innovative che stanno lavorando per generare cambiamento concreto. Tutti i 120 pionieri saranno inoltre “mappati” in una speciale “Mappa dei Pionieri”, una vera catalogazione georefernziata che siamo preparando per valorizzare ogni storia e per facilitare la creazione di reti di collaborazione fra i pionieri.

 

Nei prossimi giorni inizieremo a diffondere anche i nomi dei narratori d’eccezione che scriveranno i racconti basati sulle storie dei 10 pionieri vincitori e che saranno raccolti in un ebook edito da La Stampa, il media partner del Concorso.

 

I nomi dei 10 pionieri vincitori sono invece avvolti dalla riservatezza e saranno invece svelati durante la “Notte dei Pionieri”: prenotate il vostro posto per assistere alla premiazione a agli storytelling dei narratori d’eccezione! Trovate qui tutte le informazioni e il ink per l’iscrizione. [...]

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L’innovazione sociale che nasce dal territorio e diventa smart | Smartinnovation

L’innovazione sociale che nasce dal territorio e diventa smart | Smartinnovation | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

[...] È da qui infatti, dal territorio, che parte una riflessione sulla consapevolezza di quali siano i reali bisogni delle persone per sperimentare nuove forme di partecipazione e fornire strumenti adatti alle nuove esigenze di vita. Numerosi sono stati gli esempi presentati durante il pomeriggio di venerdì 22 marzo dedicato agli “Smart territory”: dal progetto “AUSILIA”, dedicato al supporto di anziani e disabili, alla medicina personalizzata; dal “Collective sensing”, disciplina che cerca di mappare i comportamenti umani, alla realizzazione di “COSMOS”, un servizio via sms di informazioni utili per i cittadini, attivo 24h su 24. Potremmo definirle tutte storie di innovazione che cercano di trasformare in valore le informazioni e le richieste che provengono dalle persone, dalle comunità. L’importanza dei legami, quella “stretch friendship”, invocata ancora una volta da Tim Berners Lee, diventa fondamentale per la costruzione di una rete sempre più inclusiva e partecipativa.

 

Basta, dunque, saper usare la tecnologia per avere cittadini “intelligenti”?

 

Maurizio Napolitano su questo ha le idee chiare: “l'innovazione sociale richiede infrastrutture e formazione. Quando si parla di infrastrutture, però, non bisogna solo pensare alla parte hardware, alla diffusione di Internet sul territorio, ma anche a quella che è la materia prima del XXI secolo: il software. Software che, in una visione più ampia, vuol dire sia dati, ma anche applicazioni e servizi. È su una infrastruttura fatta di reti, dati, protocolli e servizi, collegata ad una forte educazione digitale che crei consapevolezza”. [...]

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Digital Planner, Digital Marketing / Venturini: Bravissimi. Col filtro di Instagram sfami le persone

Digital Planner, Digital Marketing / Venturini: Bravissimi. Col filtro di Instagram sfami le persone | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Brillante idea, a fin di bene.

Insight: un botto di persone condividono le immagini del proprio cibo su Instagram, social etc. L'associazione "Manos Unidas" ha sviluppato un'applicazione - o meglio il primo "filtro solidale per Instagram" (a pagamento) che permette di raccogliere fondi per sfamare gli affamati. Con questa applicazione, le foto del cibo vengono condivise, con il claim "se vuoi condividere il tuo cibo, fallo sul serio". 
Food Share Filter è disponibile per iPhone e Android. Costa 0.89€. I soldi raccolti vengono impiegati per combattere la fame, ovviamente.

Strategia che non fa una piega.
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La prorompente crescita delle imprese sociali inglesi - Make a change

La prorompente crescita delle imprese sociali inglesi - Make a change | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

L’Inghilterra è da sempre un paese all’ avanguardia nel campo dell’impresa sociale; il tasso di crescita delle imprese sociali è stato assolutamente impressionante durante il momento nero della crisi finanziaria e il conseguente periodo di austerità. È stato previsto un tasso di crescita delle imprese di tipo sociale del 57% a fronte di un 41% delle PMI tradizionali. Dati governativi stimano l’esistenza di circa 62.000 imprese sociali in Gran Bretagna per un contributo di almeno 42 bilioni di sterline all’economia del Paese. Dal mondo del business sociale arrivano altri dati incoraggianti: il turnover annuale all’interno del mondo dell’imprenditorialità sociale è cresciuto tra il 2009 e il 2011 da £175.000 a £240.000; il 39% delle imprese sociali lavora con le comunità più disagiate della Gran Bretagna a fronte di un 13% di imprese tradizionali. Anche in termini di finanziamenti, cresce in tutto il paese il numero di investitori sociali che basano le proprie decisioni di investimento sul valore sociale dei progetti e non solo sulla possibilità di un ritorno finanziario. Una recente ricerca dell’Università di Oxford sottolinea il ruolo pioneristico della Gran Bretagna nelle politiche di investimento sociale, un esempio è la creazione dei cosiddetti “social impact bond” che il governo sta diffondendo un po’ in tutto il mondo. [...]

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Dalla Corporate Social Responsibility alla Corporate Social Innovation, passando per la creazione di Valore Condiviso | Avanzi. Sostenibilità Per Azioni.

Dalla Corporate Social Responsibility alla Corporate Social Innovation, passando per la creazione di Valore Condiviso | Avanzi. Sostenibilità Per Azioni. | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

[...] La CSR dunque non sta morendo, ma è più in forma che mai. Ecco il secondo scenario futuro: la pienaintegrazione delle pratiche di sostenibilità nel business. Detto, fatto. Nei primi mesi del 2011, Michael Porter formula la teoria del Valore Condiviso (Creating Shared Value – CSV), esprimendo un pensiero non del tutto innovativo, ma finalmente sistematico. Le aziende debbono attivarsi per riconciliare business e società: creare valore economico in modalità tali da generare contemporaneamente valore per la società, rispondendo a un tempo alle necessità stesse dell’azienda e alle esigenze di tipo sociale. Un nuovo punto di vista che concerne la valorizzazione del know how dell’impresa e la riconfigurazione delle relazioni lungo la catena del valore. CSV come futuro della CSR? In linea teorica, probabilmente sì, anche se ad oggi le imprese che hanno sottoscritto tale approccio sono ancora poche. In Italia, tra i pionieri figura Snam che, con l’aiuto di Avanzi. Sostenibilità per Azioni, ha recentemente pubblicato, in allegato al Bilancio di Sostenibilità 2011, il documento «Verso il Valore Condiviso», nel quale viene rappresentato un nuovo approccio alla sostenibilità incentrato sulla valorizzazione del legame tra impresa e territorio. Creare valore condiviso significa agire sui processi core per massimizzare le esternalità positive. E quelle negative? Come anticipato, un sistema strutturato di gestione del rischio reputazionale permette di minimizzare, gestire e compensare le esternalità negative inevitabili per un’azienda su un territorio. Eccola la CSR 2.0.: creare valore per il territorio e per l’impresa, minimizzando gli impatti. Integrare la CSR nel business significa quindi implementare una strategia d’impresa che ricomprenda temi di sostenibilità sin dalla predisposizione dei piani industriali/piani di sviluppo delle imprese, affinchè la responsabilità sociale non diventi un accessorio importante, ma un fondamentale della strategia. Non a caso, anche le ultime tendenze della rendicontazione si muovono in questa direzione grazie al lavoro dell’International Integrated Reporting Council – IIRC che a breve emanerà la prima bozza delle linee guida internazionale per il reporting integrato. Tale processo, per essere efficace, può essere affiancato da un nuovo impegno nel ripensamento della cultura d’impresa per la sostenibilità, poiché, come afferma il Premio Nobel Michael Spence valori e istruzione sono i requisiti chiave del nuovo modello di sviluppo. [...]

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Taac, un’app per comunicare con persone Down e autistici | Think! blog

Taac, un’app per comunicare con persone Down e autistici | Think! blog | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Taac, un’app per comunicare con persone Down e autistici - Creata da un'azienda bresciana, l'applicazione sara' testata nei prossimi mesi e rilasciata dopo l'estate.

 

Taac, acronimo di Touch Augmentative and Alternative Communication, prima di essere una startup è una storia. La storia di tre quasi trentenni che hanno deciso di aiutare Alessandro, un ragazzo di 20 anni affetto da sindrome di Down, molto attivo, ma con difficoltà a comunicare verbalmente. Con lui avevano già fallito il logopedista, che aveva provato a intervenire sull’aspetto verbale, e il neuropsichiatra, che aveva puntato sul miglioramento della gestualità. Un po’ meglio era andata quando Alessandro aveva iniziato a usare il Picture Communication Symbol (Pcs), ossia un mazzo di carte caratterizzate da simboli che esprimono un’idea o uno stato d’animo. Più si usa però più aumentano le carte: per questo è nato il comunicatore, un dispositivo simile al Sapientino e in grado di raccogliere le carte. Claudio gandelli, 28 anni, Diego Ferri, 29, e Andrea Ghidini, 28 hanno deciso di risolvere il problema di Alessandro, trovando un modo per aiutare potenzialmente tutte le persone affette da sindrome di Down, che solo in Italia sono circa 40 mila.

 

Raccontano: “ Di alternative digitali ce ne sono anche, ma sono per lo più software per iPad e costano centinaia di dollari. Inoltre sono così complesse che sono difficilmente comprensibili per i genitori. Il nostro software è invece molto semplice e abbiamo puntato su Android: può essere usato anche con un tablet da un centinaio di euro”. Taac è un’app personalizzabile, associando per esempio al concetto di papà la foto del genitore. Verrà commercializzata dopo un test pilota che sarà condotto nei prossimi tre mesi con cliniche e associazioni e durante il quale cui si cercherà di capire anche se possa tornare utile anche con persone affette da altre malattie: “ Se dovessimo avere un buon risultato cominceremo a cercare un finanziamento”, dicono i ragazzi, che vogliono mantenersi cauti e per il momento continuano a lavorare all’agenzia di consulenza software che hanno fondato, Looptribe. Il prezzo dell’app, che sarà in inglese e italiano e verrà rilasciata dopo l’estate, oscillerà fra 30 e 40 euro. I prossimi tre mesi di test vedranno coinvolti psicoterapeuti, neuropsichiatri e associazioni che aiutano ragazzi autistici e affetti da sindrome di Down. [...]

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Local government can improve public services by hiring designers

Local government can improve public services by hiring designers | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it
Barry Quirk: An east London council improved its waste services – and saved £20,000 – by calling in a design agency

 

When Barking & Dagenham council, in east London, wanted to improve its waste services, it turned to a perhaps surprising resource: a design agency.

 

By doing research and running workshops with local people, the designers were able to tackle some of the causes of major frustration and confusion for residents and the council. More than 70 ideas for improved services came out of the workshops and many have been put into practice, including clearer information about how to dispose of things, new signs to tell people about facilities, and ways to work more closely with local shopkeepers and traders to keep alleyways clear of rubbish. Not only did services improve; the council also made savings of an initial £20,000.

 

Everyone agrees that public services need to be better, quicker and cheaper. Public sector leaders need a nuanced approach to reshaping the public sector. They need to get into the granular detail of their services; to work out how to make them relevant and discover the best ways of reducing their costs.[...]

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Progettiamo Insieme Il service design sale al governo (britannico)

La scorsa settimana il governo inglese ha pubblicato il Manuale del Service Design destinato a chiunque sia impegnato nell’erogazione di servizi oggi sempre più sfidanti e complessi.

Dopo la fase di stupore rispetto alla serietà del prodotto (in Italia ancora ci dibattiamo sulle linee guida dei siti della PA), mi sono soffermata su una serie di riflessioni.

 

- Il Governo britannico è andato oltre il singolo artefatto. Ovvero ha messo in luce un cambiamento epocale nella comunicazione e nell’offerta dei servizi: non conta più lo specifico veicolo / device / piattaforma ma come ogni servizio viene offerto alle persone all’interno nel sistema dei tutti i mezzi comunicativi. Il governo britannico non indica più come deve essere progettato un sito pubblico o una brochure ma come l’informazione deve viaggiare tra device per essere efficace. Start thinking differently about digital delivery .

 

- Il manuale afferma l’importanza di servizi a misura di utenti finali (Putting users first) ma pone sullo stesso piano la necessità di un metodo innovativo dello sviluppo progettuale (A new way of doing things)

 

- I servizi sono il prodotto di un percorso realizzativo agile, fatto da step progettuali e analisi con gli utenti: Discovery, Alpha, Beta, Live.

 

- Lo sviluppo della progettazione deve essere rapido, leggero e accompagnato da processi iterativi fatto di guerrilla testing, prototipi a bassa fedeltà e misurazioni dei risultati.

 

- Il team di progetto ha un ruolo chiave attraverso le professionalità che lo compongono nel progettare e realizzare servizi realmente efficienti (How designers work).

[...]

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Molto più di un'auto elettrica

Molto più di un'auto elettrica | Social Innovation - Innovazione Sociale | Scoop.it

A Bilbao si sono chiesti come realizzare tutto ciò utilizzando le infrastrutture esistenti.
Hiriko, che in basco significa “urbana”, è una city-car biposto che si “ripiega” su se stessa e si parcheggia come una bicicletta. Risolve così i problemi di parcheggio e, grazie al suo motore elettrico, non inquina. Con una sola carica il veicolo può percorrere più di 120 chilometri.
È provvista di quattro ruote motrici indipendenti e controllate separatamente, che consentono anche di ruotare sul proprio asse o di muoversi lateralmente.
La sospensione centrale fa scorrere l’abitacolo verso l’alto permettendo il parcheggio “in verticale”.

Ma non è tutto: è un progetto europeo di “innovazione sociale” che coniuga rispetto dell’ambiente, creazione di posti di lavoro e attenzione alle categorie sociali svantaggiate, frutto di una collaborazione tra il Mit di Boston e Denokinn, il centro basco per l’innovazione.

Il prototipo, ispirato da uno schizzo di Frank Gehry, architetto del Guggenheim Museum, è stato presentato dal presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, nel gennaio 2012 a Bruxelles. Nell’ultimo anno sono stati messi in produzione venti esemplari oggetto di test a Bruxelles, Malmo, Barcellona, San Francisco, Hong Kong e Quito, mentre sono in corso trattative a Parigi, Londra, Amsterdam, Ginevra, Boston, Dubai, Abu Dhabi. 
Nel 2013 Hiriko arriverà a Berlino. Deutsche Bahn, la società che gestisce la rete ferroviaria in Germania, ha annunciato un programma pilota di car-sharing con l’acquisto delle city-car basche.

Il quartier generale di Denokinn, il Social Innovation Park di Bilbao, fornirà la formula alle città che decideranno di adottare Hiriko e che potranno replicare il modello di Bilbao e realizzare un sito locale per l’assemblaggio della city-car, creando così nuovi posti di lavoro.

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WeStartER - Incubatore per un giorno

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Incubatori di mpresa e start-up: il 14 marzo a Bologna c'e Westarter: con startupper, professionisti del digitale e imprendItori parleremo di come fare impresa innovativa in Italia tra barcamp, contamination lab, coaching e coworking...

 

WESTARTER – Incubatore per un giorno si terrà nella sala congressi del Camplus Bononia di Bologna giovedì 14 marzo dalle 14.30 alle 19.30: startupper,  imprenditori, esperti  del business digitale, studenti, ricercatori, makers, creatori di fab lab si danno appuntamento per: presentare idee e progetti di impresa nel BARCAMP, conoscersi e fare rete nello spazio di COWORKING, consultare professionisti ed esperti di impresa nello spazio COACHING, sperimentare in diretta modelli di lavoro e risultati prodotti da un CONTAMINATION LAB.

 

WESTARTER – Incubatore per un giorno è il primo evento italiano promosso da ASTER ed EmiliaRomagnaStartup per sperimentare dal vivo e in poche ore cosa significa <em>abitare</em> uno spazio fisico e relazionale dove i progetti di impresa prendono forma attraverso la messa in rete di conoscenza, l'accesso a competenze specialistiche, la contaminazione tra professionalità e visioni diverse.

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Internet of things: connecting people and plants

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It's time to make

 

Le piante che telefonano o twittano se hanno bisogno d’acqua sono una delle icone di Arduino e del movimento Maker. Ma ora che nel mercato delle “piante parlanti” è arrivata persino Parrot - un nome nuovo in questo settore ma molto noto nell’informatica in generale – con il suo sensore Flower Power, è forse il momento di rivalutare il progetto originale e di esaminare anche altri dispositivi che realizzano una comunicazione tra piante e persone. [...]

 
Gino Tocchetti's insight:

State pensando che la componente di gamification sia forse la principale, come del resto e' stato e sara' per tutte le innovazioni tecnologiche ? O siete davvero convinti che la tipologia di soluzioni e' davvero rivoluzionaria, sia perche' apre ad una nuova generazione di bisogni, e sia perche' rimette in gioco le dinamiche dei mercati internazionali ?

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ars - IdeaTRE60

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Arte che realizza occupazione sociale

 

La valorizzazione del patrimonio artistico nazionale è un terreno ideale per dare seguito alla mission di Fondazione Italiana Accenture di attivare l’intelligenza collettiva per generare un flusso di idee innovative e in grado di trasformarsi in progetti concreti che possano sviluppare le potenzialità del Terzo Settore e contribuire allo sviluppo del Paese.

E’ infatti un settore che costituisce un vantaggio competitivo internazionale per il nostro Paese e che ha in sé un elevato potenziale per la creazione di servizi economicamente sostenibili, e con ampi margini di miglioramento rispetto agli attuali modelli gestionali. D’altra parte è l’unico settore del panorama culturale che risulta essere in crisi rispetto ad altri ambiti quali le industrie creative e culturali, performingarts (-0,6% di valore aggiunto e -8,7% di occupati nel triennio 2007-2010).

Nasce da queste considerazioni il concorso per idee “ARS. Arte che realizza occupazione sociale”.

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