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E l'E-commerce s'impenna ...

E l'E-commerce s'impenna ... | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Nel 2012 il settore dell'e-commerce è cresciuto in Italia del 12%, raggiungendo un valore di 21,1 miliardi di euro.

 

In un Paese in piena crisi economica è un dato che deve far riflettere le aziende e le stesse istituzioni, in particolare i legislatori che oggi pongono, volontariamente o meno, limiti allo sviluppo dell'e-commerce.

 

Grazie alla diffusione dei dispositivi mobili, smartphone e tablet, alla base del mobile commerce, entro il 2015 il 50% della popolazione europea effettuerà acquisti online.

 

A livello mondiale l'e-commerce ha superato nel 2012 i mille miliardi di dollari: un mercato globale nel quale chiunque può e deve concorrere.

 

La Rete impone quindi alle aziende italiane di riconsiderare la loro offerta in chiave internazionale, un'opportunità che richiede però investimenti in promozioni e marketing online, come il social commerce, e strategie di medio termine, pur producendo già ritorni interessanti.

 

Le imprese italiane che vendono online su scala globale hanno ottenuto mediamente il 27% del fatturato dall'estero, ed in particolare dall'Europa.

 

Questo risultato è prodotto nonostante solo il 30% delle imprese disponga di almeno un sito in lingua straniera, con il 45% che vende unicamente in Italia.

 

La Rete può promuovere meglio di qualunque altro media il Made in Italy e la qualità dei prodotti italiani. È necessaria, però, oltre a una maggiore consapevolezza, un'accelerazione del sistema Paese nel suo complesso per sfruttare le possibilità offerte dall'online per rilanciare e sviluppare settori come l'arredamento, l'alimentare, l'editoria e il turismo.

 

Qualità, Rete, Made in Italy e globalizzazione del commercio insieme possono contribuire in modo significativo allo sviluppo delle piccole e medie imprese.

 

Il peso del fatturato estero

 

Presidiare i mercati esteri in modo integrato e coerente con quello domestico si conferma un'attività strategica, oltre che rilevante in termini di fatturato e cruciale per mantenere livelli adeguati di competitività.

 

Le aziende che vendono all'estero senza un'effettiva pianificazione – per esempio solo attraverso il sito in lingua italiana – sono quelle per cui l'export pesa meno sul totale del fatturato, in media il 4%.

 

Gli operatori che predispongono siti in più lingue producono all'estero il 37% del fatturato.

 

I Paesi dell'area Ue sono i mercati principali in termini di vendite internazionali per le aziende italiane, in particolare Francia, Germania e Regno Unito.

 

Le esportazioni sono poi dirette, in misura minore, verso Svizzera, Spagna e altri Paesi del Nord Europa. Per quanto riguarda i mercati extra europei, il 37% delle aziende è molto o abbastanza presente negli Stati Uniti, mentre la presenza è più limitata in Russia (14%) e nei Paesi dell'estremo Oriente quali Giappone, Cina e altri.

 

I Paesi meno serviti dalle aziende italiane sono quelli dell'America Latina e dell'Africa.

 

Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/132cqIv

 

Fonte: http://www.milanofinanza.it

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 

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E-commerce: cosa si intende per commercio elettronico diretto ed indiretto

E-commerce: cosa si intende per commercio elettronico diretto ed indiretto | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Che cosa si intende per e-commerce?

 

Con il termine “e-commerce” ci si riferisce all'insieme delle transazioni effettuabili in via telematica relative alla cessione di beni ed alla prestazione di servizi”. 

 

Secondo la normativa nazionale e comunitaria, il commercio elettronico viene inteso come capacità di effettuare transazioni commerciali su reti elettroniche, con conseguente scambio di beni e servizi tra più contraenti.

 

Rientra nel commercio elettronico qualsiasi servizio prestato normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via elettronica, a richiesta di un soggetto destinatario del servizio stesso.

 

Si intende a distanza un servizio fornito senza la simultanea presenza delle parti, e si intende per via elettronica un servizio inviato all’origine  e ricevuto a destinazione mediante attrezzature elettroniche di trattamento, ovvero tramite internet. 

 

In particolare il commercio elettronico consiste nello svolgimento di attività commerciali relative alla vendita di un prodotto o di un servizio in cui i soggetti interessati interagiscono per via elettronica. Ne sono un quotidiano esempio i dispositivi per carte di credito o dei bancomat, gli scambi che avvengono presso le borse, la possibilità di ricariche dei telefoni cellulari, ecc.

 

Tuttavia, quando parliamo di commercio elettronico, dobbiamo tener presente che lo stesso non si esaurisce nella semplice conduzione della transazione, ma può anche abbracciare le altre fasi del rapporto commerciale:

 

- la ricerca e l'individuazione del potenziale clientela

- la trattativa e la negoziazione

- gli adempimenti e le scritture formali

- la consegna elettronica del bene o del servizio ceduto

- il pagamento 

 

E' chiaro quindi, che per commercio elettronico si intendono non le singole transazioni, ma anche le operazioni di preparazione alla vendita e l'assistenza al cliente dopo la vendita.

 

Una fondamentale distinzione

 

Serva per il momento la sola seguente e fondamentale distinzione, da un punto di vista fiscale, e cioè quella tra commercio elettronico indiretto (c.d. offline) e commercio elettronico diretto (c.d. online).

 

Nel primo - offline - il solo ordine del prodotto viene effettuato in rete, mentre per la consegna ci si avvale dei tradizionali mezzi di trasporto. 

 

Nel secondo - online - i beni immateriali viaggiano attraverso i collegamenti informatici e arrivano al computer del compratore con la semplice connessione al sito del venditore (e-book, software, mp3, ecc.). 

 

A secondo di quale dei due tipi di commercio si stia parlando, differenti sono le problematiche fiscali da affrontare oltre che il grado di difficoltà per risolverle, che è decisamente maggiore per il secondo tipo di commercio.

 

A cura di Luca Taglialatela

 

www.fiscosulweb.it

 

 

Luca Taglialatela's insight:

Educazione al commercio elettronico: uno starting point

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Google di nuovo nel mirino della Privacy

Google di nuovo nel mirino della Privacy | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Il Garante per la Privacy italiano ha aperto un'istruttoria nei confronti di Google Inc. per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali e, in particolare, la conformità dei trattamenti effettuati dalla società di Mountain View ai principi di pertinenza, necessità e non eccedenza dei dati trattati nonché agli obblighi riguardanti l'informativa agli utenti e l'acquisizione del loro consenso.


Tale iniziativa, spiega una nota del Garante, è stata assunta nell'ambito di un'azione congiunta intrapresa dalla task force, appositamente costituita, composta dalle Autorità per la protezione dei dati di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna.


Tra il marzo e l'ottobre 2012 il gruppo che riunisce le Autorità della privacy dei 27 Paesi dell'Ue ha, infatti, analizzato la privacy policy di Google per stabilire se fosse in linea con i requisiti fissati nella Direttiva europea sulla protezione dei dati.


Le nuove regole privacy adottate da Google consentono, tra l'altro, alla società californiana di incrociare in via generalizzata i dati degli utenti che utilizzano i servizi offerti (da Gmail a YouTube a Google Maps solo per citarne alcuni).


Alla luce dei risultati di questa analisi, i Garanti europei hanno chiesto a Google Inc. di adottare, entro 4 mesi, una serie di modifiche ritenute necessarie per assicurare la conformità dei trattamenti alle disposizioni vigenti.


Decorso tale periodo, alcuni rappresentanti di Google Inc. hanno chiesto un incontro con la task force che si è tenuto il 19 marzo scorso, a seguito del quale tuttavia la società, nonostante avesse manifestato la propria disponibilità, non ha ancora adottato alcuna concreta iniziativa nel senso auspicato.


Ciascuna delle sei Autorità coinvolte condurrà, pertanto, ulteriori accertamenti con il formale avvio di procedimenti distinti anche se simultanei e in stretto coordinamento tra loro.


"Google - ha commentato il presidente Antonello Soro- non può raccogliere e trattare i dati personali dei cittadini europei senza tenere conto del fatto che nell'Unione europea vigono norme precise a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini dell'Ue. L'azione congiunta dei Garanti europei mira a riaffermare questo principio e a far sì che questi diritti vengano garantiti".


Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/Zi4pvM


Fonte: http://www.italiaoggi.it

Luca Taglialatela's insight:

Hai fornito i tuoi dati personali a Google ? 

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Nomadi Digitali: attenzione alla "sede principale degli affari", il Fisco potrebbe vuole la sua parte anche se siete lontani

Nomadi Digitali: attenzione alla "sede principale degli affari", il Fisco potrebbe vuole la sua parte anche se siete lontani | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

L'Amministrazione finanziaria può accertare la residenza fiscale in base a precisi elementi presuntivi, come la disponibilità di una casa, l'acquisto di beni o la gestione di una società. 

 

È da ritenersi fiscalmente residente in Italia il cittadino che qui conserva il proprio domicilio, inteso come sede principale di affari, interessi economici e relazioni personali, pur essendo iscritto all'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero.

 

Nonostante le risultanze anagrafiche, infatti, l'Amministrazione finanziaria può accertare lo status di residente fiscale in base a precisi e puntuali elementi presuntivi, fra i quali 

 

- l'acquisto di beni immobili,

 

- la gestione di affari in contesti societari,

 

- la disponibilità di almeno una abitazione in cui trascorrere parte dell'anno e

 

- l'intestazione presso un istituto di credito con sede in Italia di conti correnti continuamente movimentati.


Così ha deciso la Corte di cassazione con la sentenza 6598 del 15 marzo.

 

Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/Zx2ln2

 

 Fonte: http://www.fiscooggi.it

 

 A cura di www.fiscosulweb.it 

Luca Taglialatela's insight:

Ritorno su un argomento tante volta già afforntato nel mio canale diinformazione scoop.it e cioè quello della residenza fiscale.

 

Cari i miei freelance in giro per il mondo, se lavorate in remoto in giro per il mondo premuratevi di controllare che sia tutto a posto in Italia e che il Fisco non possa avere nulla a che pretendere dalle vostre finanze.

 

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Fare impresa con un 1 euro: ecco la guida che serviva

Fare impresa con un 1 euro: ecco la guida che serviva | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Prendendo spunto dalla campagna di informazione del Governo su "come fare impresa con un solo euro" (vedi http://bit.ly/100k81C) e

 

rimandando all'apposito ed interessante Canale Youtube "ConunEuro"(http://www.youtube.com/user/con1euro) in cui trovi 5 video a carattere informativo sul punto

 

Guidafisco.it (http://www.guidafisco.it) fa un'approfondita analisi della normativa riguardante la costituzione di srl semplificate fornendo gratutitamente a tutti gli utenti internet una precisa ed esaustiva guida sull'argomento, che ti accompagna passo dopo passo all'apertura di una società con un euro, senza nascondere nulla.

 

Nella guida trovi tutto, ma davvero tutto, eccone di seguito i punti principali:

 

1) Rivolgersi ad un notaio per la costituzione

 

2) Iscrizione al Registro delle Imprese: modelli ed istruzioni

 

3) Costi di iscrizione e Costi di gestione

 

4) Vantaggi e Svantaggi

 

RIngrazio guidafisco.it per l'ottimento strumento di informazione.

 

Leggi subito tutta la guida: http://bit.ly/15WfSIM

 

 

Articolo a cura di www.fiscosulweb.it

 

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Commercio Elettronico e Contributi a fondo perduto: lo sviluppo che serviva promosso da FONDIMPRESA

Commercio Elettronico e Contributi a fondo perduto: lo sviluppo che serviva promosso da FONDIMPRESA | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Fondimpresa (http://www.fondimpresa.it) comunica a tutte le imprese iscritte nei settore del commercio, dell’Industria e dei servizi, una nuova iniziativa che ha lo scopo di favorire i processi di innovazione digitale e di sviluppo del commercio elettronico. 

 

Infatti, tutte le imprese iscritte regolarmente a Fondimprese e con un saldo attivo sul loro Conto di Formazione possono richiedere un contributo a fondo perduto per le seguenti linee di intervento: 

 

1) creazione e sviluppo di iniziative di commercio elettronico (ecommerce) per la vendita online ai consumatori (B2C) e/o ad altre aziende (B2B)


2) realizzazione di progetti o interventi di innovazione digitale Il contributo a fondo perduto erogato è di euro 15.000,00 per ogni impresa e le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 31 luglio 2013. 

 

La seguente iniziativa rientra in una più ampia serie di bandi e agevolazioni per favorire il processo di digitalizzazione delle imprese italiane e favorire l’internazionalizzazione delle stesse sfruttando i canali telematici.

 

Infatti, obiettivo di questi bandi (molti in fase di attivazione) è quello di cercare di rilanciare l’economia tramite la diffusione del “made in italy” fuori dai confini italiani e allo stesso tempo “educare” le imprese favorendone la digitalizzazione e l’uso degli strumenti informatici e telematici per la vendita e la promozione dei propri servizi e prodotti.


Per informazioni più dettagliate sui bandi per le imprese ed in generale sui contributi a fondo perduto e per i finanziamenti start up, Vi invitiamo a consultare la banca dati del portale “Bandi e Agevolazioni alle Imprese” dedicato ai finanziamenti e ai contributi per le imprese tramite gli strumenti della Finanza Agevolata. 

 

Fonte http://bandi-finanziamenti-imprese.blog.tiscali.it 

 

A cura di http://www.bandieagevolazioni.it

Luca Taglialatela's insight:

Grazie alla collaborazione con www.bandieagevolazioni.it,

www.fiscosulweb.it  prova a dare il suo contributo su un argomento

importante e che può dare nuove soddisfazioni e "spinte" all'economia digitale: quello della finanza agevolata.

 

 

 

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Conti Correnti online: il Fisco è pronto ad accoglierli tutti nella sua banca dati

Conti Correnti online: il Fisco è pronto ad accoglierli tutti nella sua banca dati | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Ci siamo, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che integra l’archivio dei rapporti finanziari è pronto.

 

Dunque prende forma così il nuovo sistema di controllo potenziato su saldi e movimenti dei conti correnti e delle altre tipologie di strumenti finanziari dopo i rilievi dopo le indagini fatte dal Garante della Privacy, con i provvedimenti del 17 aprile 2012, del 15 novembre 2012 e del 31 gennaio 2013.


Le informazioni riguardanti i diversi tipi di rapporti attivi nel 2011 dovranno essere comunicati entro il 31 ottobre 2013 e non più entro il mese di aprile.

 

Lo scorso 7 marzo, infatti, c’è stato un summit delle principali associazioni di categoria delle banche e degli altri operatori finanziari con l’Agenzia delle Entrate, nel quale è stato deciso il nuovo calendario per l’invio delle comunicazioni annuali;

 

quelle concernenti il 2012, perciò, dovranno essere inviate entro il 31 marzo 2014, mentre a regime i dati degli anni successivi dovranno essere trasmessi entro il 20 aprile ( per i dati riguardanti al 2013 la scadenza è il 20 aprile 2014).

 

(...) banche, Poste italiane, intermediari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio e società di gestione del risparmio – dovranno comunicare i dati identificativi del rapporto, incluso il codice univoco, rivolto al soggetto persona fisica o non fisica  che ne ha la disponibilità e a tutti i cointestatari (qualora ci siano più soggetti), nonché i dati riguardanti il saldo iniziale al 1° gennaio e al saldo finale al 31 dicembre.


(...) Confluiranno nel censimento, oltre ai conti correnti, fra l’altro, i conti deposito titoli, le gestioni patrimoniali, i rapporti fiduciari (legge 1966/39), le carte di credito/debito, le operazioni extra – conto, le cassette di sicurezza (relativamente al numero di accessi annuali), certificati di deposito e buoni fruttiferi e contratti derivati.

 

Fondi pensione  e finanziamenti, invece, sono esclusi.

 

(...) In attesa della pubblicazione del provvedimento e delle relative specifiche tecniche è stata convocata nel frattempo una riunione per mercoledì prossimo, 20 marzo, con gli operatori (sede Abi di Roma) per approfondire le problematiche di natura interpretativa e quelle informatiche ancora esistenti.

 

Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/1491vzY

 

Fonte: www.leggioggi.it

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 

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Un Euro per il tuo Regno: scopri i passi per aprire la tua Srl Semplificata

Un Euro per il tuo Regno: scopri i passi per aprire la tua Srl Semplificata | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Fonte: www.italiaoggi.it


Entro 20 giorni dalla stipula dell'atto costitutivo della srl semplificata (statuto standard) e a capitale ridotto, il notaio è tenuto a depositarlo presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. Il deposito deve avvenire, per via telematica, attraverso la comunicazione unica, in esenzione sia dall'imposta di bollo che dai diritti di segreteria per la srl semplificata.

Al contrario per le srl a capitale ridotto è previsto il pagamento dell'imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale. Questi gli adempimenti operativi forniti dalle camere di commercio, per la corretta iscrizione delle due società. Le Cdc hanno pubblicato le istruzioni (con indicazione dei soggetti obbligati, dei termini, della modulistica e dei costi) per l'iscrizione nel registro delle imprese dell'atto costitutivo della srl semplificate e capitale ridotto.

Il modello da presentare per l'iscrizione è il «Mod. S1» nella compilazione del quale vanno seguite le seguenti indicazioni: dovrà essere indicata la durata indeterminata; la durata degli esercizi coincide con l'anno solare, non può essere compilato il campo relativo alla proroga dei termini per l'approvazione del bilancio – la scadenza del primo esercizio è obbligatoriamente il 31 dicembre dell'anno in cui la società viene costituita; deve essere indicato l'indirizzo completo, come previsto dall'art. 111-ter delle disposizioni attuative del codice civile; può essere indicata esclusivamente la durata indeterminata degli amministratori, non «fino a revoca»; non possono essere inserite abbreviazioni o sigle della denominazione sociale.

Nel modello S1 le società a responsabilità semplificata e a capitale ridotto devono obbligatoriamente indicare il proprio indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec). In assenza di questa informazione la domanda è incompleta e scaturisce la sospensione/rifiuto della iscrizione.

Accanto al modulo S1 vanno presentati i seguenti modelli: intercalare P per ogni amministratore nominato; eventuali intercali P (per ogni sindaco se nominato, per ogni persona fisica legale rappresentante della persona giuridica, per il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale se nominato, per il socio unico e per il preposto alla sede secondaria); eventuale Mod. S5 (per la contestuale denuncia dell'attività economica); eventuale Mod. UL per la contestuale apertura di unità locale o per l'istituzione di sede secondaria (operativa o non operativa); Mod. S contenente l'elenco dei soci ed altri titolari di diritti su partecipazioni (anche in caso di unico socio); distinta Fedra firmata digitalmente.

In allegato alla domanda di iscrizione va presentata la copia autentica dell'atto costitutivo, redatto per atto pubblico (all'interno dell'atto vi deve essere la dichiarazione dell'avvenuto versamento agli amministratori, del 100% del capitale sociale in denaro), in formato pdf/a, firmata digitalmente dal notaio.


Leggi l'articolo in originale: http://bit.ly/Zv5uRr


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Lavoro autonomo o ditta individuale? Quale preferire sul Web

Lavoro autonomo o ditta individuale? Quale preferire sul Web | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Spesso si sente parlare di reddito professionale derivante dal lavoro autonomo e reddito di impresa dei professionisti.

 

La domanda che mi posi anni fa era ma che differenza c’è tra un professionista che apre la partita Iva che fa reddito di lavoro autonomo e titolare di partita Iva che fa reddito di impresa?

 

La differenza è sostanziale e con questa anche il regime fiscale e previdenziale applicabile al professionista e all’imprenditore che come vedremo può generare notevoli risparmi in termini di contributi previdenziali da versare all’INPS.

 

Il lavoratore auotnomo titolare di partita Iva è colui che esercita un’attività professionale continuativa ed abituale in cui prevalgono le sue doti o quello che in diritto privato avrete sentito chiamare intuitus personae e che si contraddistingue per il contenuto artistico.

 

Inoltre l’attività non è inquadrata nell’ambito di un contratto di lavoro dipendenti ed è quindi carente di quel vincolo di subordinazione che contraddistingue i lavoratori dipendenti.

 

Prima scrivevo lavoro autonomo, ossia autonomamente organizzata nell’ambito di decidere tempi e modalità della propria attività e che sia abituale ossia che sia continuativa.


Sull’abitualità potremmo discernere per pagine e pagine e per fortuna possiamo rifarci a quanto contenuto nell’ambito della Legge numero 335 del 1995 e che rintraccia l’abitualità in un periodo di attività superiore ai 30 giorni.

 

I più puntigliosi potranno obiettare se i 30 giorni sono da calcolarsi continuativamente o no ma possiamo tararci sui 30 giorni anche non consecutivi per essere cauti.

 

La definizione la potete trovare nel testo unico delle imposte sui redditi all’interno dell’articolo 53.

 

Imprenditore o professionista


La domanda che ci si pone spesso è se possiamo essere inquadrati come professionisti o come imprenditori e quale sia criterio di identificazione tra i due.

 

Posso dirvi che qualora alla vostra attività partecipi in modo prioritario la dotazione del capitale e l’organizzazione che avete messo a disposizione rispetto all’intuitus personae ossia alla personalità della vostra attività allora sarete degli imprenditori e farete reddito di impresa.

 

Qualora invece la vostra dotazione di capitale intellettuale sia prioriitaria rispetto alla dotazione di capitale potrete essere considerati dei  professionisti e fare te reddito di lavoro autonomo.

 

Per esempio le attività per le quali si richiede il possesso di un titolo di abilitazione come il superamento di un esame di stato sono da inquadrarsi sicuramente come reddito professionale e non reddito di impresa.

 

Ripercussioni ai fini delle imposte sui redditi Irpef tra professionisti ed imprenditori


La differenza tra reddito di lavoro autonomo e reddito di impresa è sostanziale sia ai fini fiscali sia previdenziali in quanto i primi determinano il proprio redito imponibile secondo un altro corpo di norme, sempre contenuto nel Tuir (e contenute nel modello unico quadro RE) mentre gli imprenditori determinano il proprio reddito imponibile secondo le regole previste per le imprese e quindi secondo le regole previste ai fini ires contenute in un corpo di norme del Tuir successivo ( e contenute nel modello unico nel modello RN).

 

Solo a titolo di esempio i professionisti conteggiano i ricavi ed i costi per cassa (ossia quando percepiti finanziariamente), mentre le imprese secondo il principio della competenza (quando maturano i relativi diritti di credito e di debito sottostanti).

 

Redditi di impresa di default

 

Esistono alcune attività che si considerano di impresa a priori in qualunque modo esercitate e definite dal legislatore fiscale nell’articolo 55 del Tuir (come le attività bancarie d assicurative o traporto pubblico, ecc). Già nel corso dei precedenti articoli abbiamo avuto modo di vedere le modalità di calcolo del contributo alla gestione separata e se versare alla gestione separata o alle rispettive casse di appartenenza.

 

Importante fattispecie che ho avuto mdo di leggere nelle norme sopra citate è quella che prevede  la non obbligatorietà al versamento alla gestione separata INPS qualora un imprenditore già versi i contributi previdenziali nell’ambito din un altro rapporto di lavoro dipendente.

 

Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/13Vw9MM

 

Fonte: http://www.tasse-fisco.com

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 

 

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Il Bottino della Privacy: ecco a quanto ammonta quanto riscosso dall'Autorità Garante per le violazioni 2012

Il Bottino della Privacy: ecco a quanto ammonta quanto riscosso dall'Autorità Garante per le violazioni 2012 | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Poco meno di 400 ispezioni, 395 per l’esattezza, e circa 3 milioni e 800 mila euro le somme riscosse a seguito di sanzioni. 


Un bilancio significativo quello riguardante l'attività ispettiva svolta dal Garante privacy nel 2012, che ha varato anche il nuovo piano di controlli per il primo trimestre del 2013 con la previsione di oltre 200 verifiche programmate.


Gli accertamenti, effettuati soprattutto mediante il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, hanno riguardato, per lo più,

- il telemarketing,

- l'uso dei sistemi di localizzazione (gps) nell'ambito del rapporto di lavoro,

- i nuovi strumenti di pagamento gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment),

- il credito al consumo e le "centrali rischi",

- le banche dati del fisco e l'attività di profilazione dei clienti da parte delle aziende. 


Per quanto riguarda le sanzioni amministrative, sono stati avviati 578 procedimenti (con un incremento del 61% rispetto al 2011) originati principalmente dall’omissione dell’informativa prevista ex art. 13 del Codice privacy, da trattamento illecito dei dati, dal mancato rispetto delle norme in materia di telemarketing, dalla conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico, dalla mancata adozione di misure di sicurezza, dall'omessa o mancata notificazione al Garante dei trattamenti previsti nonché da inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità. 


Il maggior numero di violazioni contestate è dovuto, in particolare, all'attività di contrasto delle violazioni nel settore del telemarketing. 


Sono state, inoltre, 56 (con un incremento del 51% rispetto al 2011), le segnalazioni inviate all’autorità giudiziaria per violazioni connesse al controllo a distanza dei lavoratori, all'accesso abusivo a banche dati, alle misure di sicurezza e alla falsità nelle dichiarazioni al Garante.


Come detto, l’Authority ha anche varato il piano ispettivo per il primo semestre 2013 che punta su alcuni settori di particolare rilevanza: 


- le banche dati pubbliche, in particolare di enti previdenziali e dell'amministrazione finanziaria, 

- l'attività di telemarketing da parte dei call center operanti all'estero, 

- il trattamento dei dati per il fascicolo sanitario elettronico e

- ancora una volta gli strumenti di pagamento gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment) e le famigerate "centrali rischi".


Agli accertamenti programmati si affiancheranno, inoltre, quelli che si renderanno necessari a seguito di segnalazioni e reclami presentati dagli interessati e le altre verifiche per accertare il rispetto dei principali adempimenti previsti dalla normativa vigente quali: le informative da fornire ai cittadini sull'uso dei loro dati personali, la corretta acquisizione del consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge, l'adozione delle misure di sicurezza, il rispetto dell'obbligo di notificazione al Garante ex art. 37 del Codice. (...)


Fonte: http://www.privacylawconsulting.com


Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/15vwljU

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 


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Anche WhatsApp nel mirino delle Autorità per la privacy

Anche WhatsApp nel mirino delle Autorità per la privacy | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

L'accesso incondizionato alla rubrica telefonica degli utenti continua a creare grane a WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea per smartphone più popolare del mondo.


Il Garante per la privacy, infatti, ha chiesto alla società californiana che fornisce WhatsApp di comunicare ogni informazione utile per valutare il rispetto della privacy degli utenti italiani.

L’intervento dell’Autorità trae origine dagli esiti di un recente rapporto dei Garanti per la privacy canadesi e olandesi, dal quale sono emerse alcune caratteristiche nel funzionamento dell’applicazione sviluppata dalla società che potrebbero comportare implicazioni e rischi specifici per la protezione dei dati personali degli utenti.

Questi ultimi, infatti, per poter usufruire del servizio di messaggistica, devono consentire che l’applicazione acceda alla rubrica dei contatti presente sul proprio smartphone o sul proprio tablet e cioè a dati personali di soggetti terzi, anche però di coloro che non hanno scaricato l’applicazione e non utilizzano quindi il servizio.


Nel rapporto sono state inoltre ipotizzate possibili criticità nelle misure di sicurezza adottate, in particolare riguardo alla conservazione dei dati trattati e al loro accesso da parte di terzi non autorizzati.

Il Garante ha dunque scritto a WhatsApp Inc. chiedendo di chiarire una serie di aspetti: quali tipi di dati


- personali degli utenti vengono raccolti e usati al momento dell’iscrizione e nel corso dell’erogazione dei servizi di messaggistica e condivisione file;

- come vengono conservati e protetti questi dati;

- le misure adottate (per esempio la cifratura, la generazione di credenziali e così via) per limitare il rischio di accesso da parte di soggetti diversi dagli interessati e, in particolare, se siano stati previsti sistemi contro gli attacchi tipo "man in the middle", volti ad acquisire illecitamente il contenuto dei messaggi scambiati mediante l’applicazione.


Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/101QEm2


Fonte: http://www.italiaoggi.it


A cura di www.fiscosulweb.it

 

Luca Taglialatela's insight:

Come puoi vedere dal quantitativo di post sul mio canale scoop.it, quelle della Privacy è un tema sempre più caldo che non va' mai sottovalutato.

 

Certo, le problematiche di cui spesso parlo riguardano i giganti del Web e non i piccoli business. Ma come si dice: "prevenire è meglio che curare"

(citazione da Mentadent ;)

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Guai Privacy per Skype: continua l'indagine del Garante

Guai Privacy per Skype: continua l'indagine del Garante | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Skype migliorerà le procedure per consentire agli utenti di chiudere il proprio account e integrerà le informazioni fornite per venire incontro alle loro esigenze, tuttavia il Garante ha deciso di sollevare in sede europea un’ulteriore problematica relativa alla conservazione dei dati.

 

È quanto reso noto dall’Autorità per la privacy in un comunicato stampa diramato lo scorso 6 febbraio.

 

Le dichiarazioni della società in questione facevano seguito alla nota inviatale dall’Authority nel dicembre 2012 con cui si chiedevano spiegazioni sulle difficoltà incontrate dagli utenti nel cancellare definitivamente il proprio account.

 

Un cittadino italiano si era, infatti, rivolto al Garante dopo aver provato, invano, a eliminare il proprio account Skype. In merito, nelle FAQ presenti sul sito del noto servizio voip si spiegava solamente che “una volta creato, non è possibile eliminare un account Skype o cambiare un nome Skype.

 

Tuttavia puoi rimuovere tutti i dati personali contenuti nel tuo profilo” con l’avvertenza che, a seguito di tale operazione, “sarà ancora possibile cercarti tramite il tuo nome Skype”.

 

Il segnalante aveva, quindi, chiesto chiarimenti sulla cancellazione alla società la quale aveva spiegato come l’operazione fosse in realtà possibile ma a condizione che, al fine di verificare l’identità del soggetto richiedente, questi fornisse anche mese e anno di creazione del proprio account !

 

Alla luce di queste affermazioni e delle istruzioni quantomeno “fumose” presenti sul sito, il Garante aveva, dunque, ritenuto di dover richiedere a Skype delucidazioni in merito all’operazione di eliminazione del profilo nonché indicazioni sul se, a seguito dell’acquisizione della società da parte di Microsoft, vi fosse stata o meno una condivisione dei dati degli utenti tra le due aziende e, in tale ipotesi, presso quale soggetto erano stati archiviati i relativi dati personali e quali procedure sarebbero state adottate per consentire agli interessati di esercitare i diritti di accesso alle proprie informazioni personali.

 

Skype, nel fornire riscontro all'Autorità italiana, ha, innanzitutto, ammesso che le indicazioni contenute nelle proprie FAQ relative alla cancellazione dell’account non informano in maniera adeguata gli utenti.

 

Si è dunque impegnata a renderle disponibili in forma più intellegibile per spiegare chiaramente che si potrà comunque bloccare in via permanente il proprio account rivolgendosi al servizio di supporto tecnico clienti il quale provvederà a deindicizzare lo username dell'utente dalle pagine pubbliche del servizio in modo tale che non risulti più operativo né visibile da altri.

 

La società, tuttavia, ha, altresì, chiarito che l'account “bloccato” non viene definitivamente cancellato o distrutto e che il relativo username resta archiviato all'interno dei suoi sistemi onde evitare che in futuro altri utenti possano utilizzare, intenzionalmente o meno, il medesimo nome.

 

Skype ha, infine, comunicato di star studiando delle migliorie utili per consentire un'autonoma chiusura dell'account da parte dell'utente. Il Garante, in ogni caso, insoddisfatto delle risposte ricevute, ha deciso di avviare ulteriori approfondimenti e di sollevare la questione nell'ambito europeo del “Gruppo di lavoro ex Art. 29”.

 

Secondo l’Authority, infatti, sono necessari “ulteriori chiarimenti in ordine alla tipologia dei dati conservati, dopo la chiusura dell'account, e ai tempi e alle modalità di tale conservazione, della quale peraltro l'utente potrebbe non essere del tutto consapevole”.

 

Fonte: www.privacylawconsulting.com

 

Leggi tutto l'articolo: bit.ly/14nTB0S

 

A cura di www.fiscosulweb.it"

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Il migliore conto corrente online del 2012

Il migliore conto corrente online del 2012 | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

YouBanking è il conto corrente online delBanco Popolare che attivo da poco è già stato classificato al primo posto dal prestigioso riconoscimento MF Innovazione Award 2012.

 

Rientra nella categoria dei conti viaweb, il premio è stato assegnato dal giornale Milano Finanza e dalla società di consulenza Accenture sulla base di alcuni criteri di valutazione.

 

Tra questi la capacità dell'istituto di credito di soddisfare pienamente le esigenze dei clienti, e le caratteristiche specifiche dei prodotti emessi escludendo le promozioni momentanee.

 

Il Conto Corrente YouBanking ha attirato numerosi clienti associando fattori come innovazione e convenienza.

 

È possibile usufruire di un "mondo di servizi" a costo zero, accedendo liberamente, attraverso internet, telefono, smarthphone o, per i più tradizionalisti, recandosi in una delle oltre 2000 filiali del Gruppo. Youbanking supera i prodotti di Banca Generali e Popolare di Vicenza e succede al Conto Corrente Arancio di Ing Direct, che si era aggiudicato lo stesso premio lo scarso anno.

 

Questo prodotto, proposto alle migliori condizioni di mercato, è un'offerta esclusiva riservata ai nuovi clienti. I nuovi clienti, si legge in nota, sono tutti i soggetti privati privi di rapporti di conto corrente aperti allo sportello su qualunque banca del gruppo Banco Popolare, o che in ogni caso abbiano chiuso tali rapporti entro il 31/12 dell'anno precedente alla stipula del contratto

 

Fatte queste precisazioni, vediamo in sintesi quali servizi offerti da questo Conto Corrente online gli hanno permesso di ottenere il primato:

 

Operazioni illimitate e nessuna spesa di liquidazione, prelievi Bancomat gratuiti in tutto il mondo, Carta di credito CartaSì Classic gratuita, Libretto degli assegni gratuito, Dossier titoli gratuiti, Servizi by web, by Mobile e By Call gratuiti, e per rendere il tutto ancora più conveniente Imposta di bollo Conto Corrente e Dossier titoli a carico della banca fino al 30/6/2015.

 

È inoltre possibile personalizzare il proprio Bancomat, scegliendo tra diverse immagini quella più affine al proprio modo di essere.

 

L'accesso al conto avviene in tutta tranquillità, la card di sicurezza, con la semplice pressione di un dito, genera una nuova password usa e getta ogni 30 secondi per accedere al conto.

 

Leggi tutto l'articolo:

http://risparmio.supermoney.eu/news/2013/02/youbanking-il-migliore-conto-corrente-online-del-2012-008913.html#

 

Fonte: http://risparmio.supermoney.eu 

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 

 

 

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Il Commercio Elettronico per il comparto del Largo Consumo: un interessante studio di mercato di Google

Il Commercio Elettronico per il comparto del Largo Consumo: un interessante studio di mercato di Google | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Un quarto di coloro che in famiglia ha la responsabilità di fare la spesa - tra coloro che già utilizzano Internet in generale - si dice interessato a comprare online beni di largo consumo.

 

Attualmente sono 400mila le persone che già lo fanno, mentre i potenziali interessati diventano così 2,7 milioni.

 

Ma c'è di più: il 60% di questa platea immagina un rilevante ampliamento dei processi di acquisto online nel largo consumo nei prossimi 10 anni: il 50% del campione crede che si acquisteranno sul web diverse categorie di prodotto

 

mentre il 10% è convinto che si arriverà a fare tutta la spesa online.

 

È quanto emerge da una ricerca Upa-Google condotta da Eurisko sull'ecommerce in Italia con focus sul largo consumo. 

 

Ecco di seguito lo studio "Il Commercio elettronico per il comparto del Largo Consumo" (http://bit.ly/18fx8bc)

 

L'indagine, su un campione di mille responsabili degli acquisti, si concentra sui beni di largo consumo e mostra che oltre il 40% degli interpellati apprezza molto il risparmio di tempo e la facilità offerta dalla spesa online, mentre il 37% riconosce la possibilità di accedere a promozioni vantaggiose. 

 

Leggi tutto lo studio: http://bit.ly/18fx8bc

 E se ti è venuta la voglia di vendere in proprio e prenderti una fetta del business per te allora guarda la guida interamente gratuita di Fiscosulweb.it: 

“Partita IVA e Adempimenti per vendere online: Come, Quando

e Perché” (http://www.fiscosulweb.it/guide/)


Mettersi in proprio è più facile di quanto pensi sul web!


A cura di www.fiscosulweb.it



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Privacy su smartphone e tablet: Come proteggerla

Privacy su smartphone e tablet: Come proteggerla | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Il Garante per la protezione dei dati personali ha realizzato un video tutorial per sensibilizzare gli italiani sull'importanza di proteggere le informazioni personali contenute negli smartphone e nei tablet.


Nella memoria di queste tecnologie, infatti, è conservata una grande quantità di informazioni personali spesso delicate (foto, filmati, messaggi, dati telematici o la posizione geografica in cui ci si trova in ogni istante della giornata) per non parlare delle password personali, dei codici di accesso o dei dati bancari.


Obiettivo del Garante è offrire alcune semplici e utili indicazioni su come tutelare la propria privacy quando si utilizzano smartphone e tablet.


E così agli utenti è raccomandato di adottare semplici ma fondamentali accorgimenti, di tenersi sempre informati e di gestire responsabilmente la conservazione e la condivisione di dati personali.


In più il Garante ricorda che è sempre possibile rivolgersi ai suoi uffici per ottenere informazioni e chiarimenti o per richiedere interventi a tutela della propria riservatezza.


Il video di animazione, intitolato "Fatti smart!", ideato per raggiungere in particolare un pubblico di utenti giovani, può essere scaricato dal sito internet dell'Autorità www.garanteprivacy.it

 

o visto sul canale youtube http://www.youtube.com/videogaranteprivacy

 

Leggi l'articolo in originale: http://bit.ly/ZT0Gro


Fonte: http://www.italiaoggi.it


A cura di www.fiscosulweb.it

 



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Esci dal nero!

Il video, ideato e realizzato a costo zero da Marco Coppola, videomaker bolognese, lancia la nuova campagna di comunicazione dell'Agenzia delle Entrate Emilia Romagna.

Luca Taglialatela's insight:

E voi lo sapevate ... ? 

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Fotografi e Fisco: la giusta via dell'informazione

Fotografi e Fisco: la giusta via dell'informazione | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Con questo post desidero segnalare un altro interessante e lodevole canale di informazione.

 

Si tratta di del sito http://www.fotografi.org che nell'apposita sezione "fisco" fornisce una serie di info gratuite ed approfondite sull'argomento davvero ben fatte.

 

Ecco una lista degli argomenti trattati con mestiere e che possono tronare utili tanto per i fotografi che svolgono la loro professione sul web quanto per quelli che si rivolgono esclusivamente (ormai sempre meno) solo al mondo dell' "offline":

 

I possibili inquadramenti fiscali per il fotografo


Metodi dei controlli fiscali agli Studi Fotografici e laboratori


Fotografia come libera professione - risoluzione n. 129/E -1996


Cessione diritto d'autore in fotografia: aspetti fiscali risoluzione 94/E - 1997


Contributi Inps per i fotografi artigiani


Fotografi liberi professionisti e CCIAA


Aspetti (civilistici) sul diritto d'autore


Vai al link: http://www.fotografi.org/fisco_e_fotografia.htm

 

 

Articolo a cura di www.fiscosulweb.it

 

 

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Contributi a fondo perduto per la promozione e la vendita online dei prodotti "made in italy"

Contributi a fondo perduto per la promozione e la vendita online dei prodotti "made in italy" | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Prima di analizzare gli strumenti offerti dalla finanza agevolata per la promozione del "Made in Italy" all'estero, è giusto mettere in evidenza come nel 2013 sono moltissimi i bandi statali, regionali e delle CCIAA per favorire l'internazionalizzazione in uscita delle imprese italiane al fine di diffondere i prodotti e i servizi italiani all'estero e allo stesso tempo per favorire la promozione delle nostre imprese fuori dai territori italiani.


Inoltre, è anche giusto ricordare come le nostre imprese si trovino in una situazione economica difficile con mancanza spesso di liquidità e impossibilità di ottenere prestiti (bankitalia ha appena comunicato che i prestiti alle imprese sono in calo del 2,6% e che la situazione futura non lascia intravedere nulla di positivo) con conseguente diminuzione della vendita dei prodotti e dei servizi sia in Italia che all'Estero.


Detto ciò, l'internazionalizzazione in uscita delle imprese potrebbe rappresentare una chiave strategica per il rilancio della nostra economia "sfruttando" dei mercati economici e finanziari molto più forti del nostro e non soggetti a crisi e allo stesso tempo fornire una certa liquidità alle PMI per un investimento forte e deciso sui mercati esteri. 


Vediamo, adesso, cosa gli enti proponenti suggeriscono alle PMI tramite questi validi strumenti di finanza agevolata in termini di promozione e internazionalizzazione.


Se da un lato il meccanismo di partecipazione a fiere, congressi e stand all'estero rappresenta ancora una forte (ma non decisiva secondo alcuni economisti) forma di promozione che tali bandi finanziano:


- con contributi a fondo perduto sotto forma di voucher (ad esempio come avviene tramite il bando valido per tutto il 2013 emanato dalla CCIAA di Bari con voucher di 2000 euro o quello emanato dalla regione Lombardia con un voucher di 12.000 euro) oppure


- nella misura in genere del 50% (come avviene ad esempio in Basilicata tramite un bando regionale con scadenza il 17 maggio o in Toscana tramite un bando della CCIAA di Pisa),


occorre sottolineare come i bandi per l'internazionalizzazione permettono la promozione delle imprese e la diffusione del "Made in Italy" tramite anche strumenti evoluti e di nuova generazione.


Stiamo parlando di servizi web come la realizzazione di portali per la vendita online piuttosto che strategie di web marketing e seo per promuovere in rete (il canale perfetto per una diffusione ad ampio raggio) il "Made in Italy".


E' il caso del Bando della regione Marche valido per le PMI del territorio limitatamente ai prodotti industriali e dell'artigianato che eroga un contributo totalmente a fondo perduto fino al 100% per un'internazionalizzazione d'impresa completa: dalla partecipazione a filiere fino allo sviluppo di sistemi informatici per la promozione e la vendita online dei prodotti "made in italy".


Prendendo come riferimento il suddetto bando e limitandoci alle spese di intervento tecnologico, occorre sottolineare, tuttavia, come la percentuale di contributo per questa linea di intervento sia ancora troppo bassa rispetto ad altre linee di intervento (dal 10% fino al 20% rispettivamente per medie imprese e piccole imprese).


Però, essendo questo un bando che finalmente apre nuovi risvolti in termini di internazionalizzazione con strumenti informatici, non rimane che lodare le varie iniziative regionali e delle CCIAA e sperare che ciò possa rappresentare l'inizio di una forma di "digitalizzazione" e di "informatizzazione" delle nostre imprese.


Fonti Notizie:

http://www.iprestitiefinanziamenti.it/bankitalia-calano-i-prestiti-e-mutui.html

http://www.bandieagevolazioni.it/blog


A cura di http://www.finanziamento-imprese.it - Sezione "Finanziamenti alle Imprese" del portale "Bandi e Agevolazioni alle Imprese"

Luca Taglialatela's insight:

Dalla collaborazione con www.bandieagevolazioni.it,

www.fiscosulweb.it  continua a dare il suo contributo su un argomento

importante e che può dare nuove soddisfazioni e "spinte" all'economia digitale: quello della finanza agevolata.

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Adempimenti e Partita IVA per Vendere online: Come, Quando e Perché. Online la Guida Gratuita di FiscosulWeb

Adempimenti e Partita IVA per Vendere online: Come, Quando e Perché. Online la Guida Gratuita di FiscosulWeb | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

DA DIPENDENTE A IMPRENDITORE DI TE STESSO IN UN CLICK

 

Desideri metterti in proprio online?

 

È online la seconda guida di FiscosulWeb.it 

interamente ed assolutamente gratuita:

 

“Adempimenti e Partita IVA per vendere online: Come, Quando e Perché”

 

Scaricala subito: http://www.fiscosulweb.it/guide/

 

 

Questa guida rappresenta una bussola di riferimento per tutti coloro che desiderano vendere prodotti e beni online, alimentari e non.

 

Si rivolge sia a coloro che si trovano al principio della propria iniziativa sia a coloro che, invece, desiderano affiancare alla propria attività tradizionale commerciale di vendita offline anche un’attività di più ampio respiro come quella di commercio elettronico.

 

 

CHE COSA IMPARERAI DA QUESTA GUIDA 

 

Imparerai:

 

1. Che cos’è l’e-commerce (o commercio elettronico)

 

2. Quando è davvero il momento di aprire una partita IVA per chi vende online

 

3. Quali sono gli adempienti fiscali e burocratici per regolarizzare uno shop online

 

4. Come e quando effettuarli

 

5. Le indicazioni obbligatorie da effettuare sul sito web 

 

6. Quali sono i requisiti per poter vendere online

 

 

 

Buona lettura e a presto

 

Luca Taglialatela

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 

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Il Fisco Usa indaga sulle vendite online. L'Europa si prepara a seguirne l'esempio

Il Fisco Usa indaga sulle vendite online. L'Europa si prepara a seguirne l'esempio | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Un vero e proprio boom è oggi rappresentato in tutto il mondo dal mercato del commercio elettronico che si è affermato nel tempo con una velocità inarrestabile, travalicando i confini nazionali.


La stessa velocità che consente oggi ai consumatori di effettuare acquisti a distanza con il vantaggio e la comodità di poterli controllare, in tempo reale, grazie a un computer e all’accesso a internet.


Il fenomeno presenta, però, anche altri aspetti che rischiano di danneggiare il commercio dei negozi tradizionali e, fatto non trascurabile, minare anche i bilanci degli Stati. Il tradizionale rovescio della medaglia che, negli Usa, ha indotto gli Stati dell’Unione ad assumere iniziative legislative.
 
Le leggi fiscali - In California dall’autunno scorso è in vigore una legge che tassa anche le vendite on line con una aliquota del 9,75%, tra le più alte degli Usa.


Lo stato della California ha stimato un aumento di gettito di circa 200 milioni di dollari all’anno, dei quali almeno 80 derivanti da uno solo di questi giganti delle vendite on line, e ha programmato l’assunzione di 30 esperti fiscali per il controllo dei versamenti dovuti. 


Per anni i colossi delle vendite on line si sono difesi in base a una sentenza del 1992 della Corte suprema, la quale proibiva agli stati di imporre tasse alle società senza presenza fisica sul territorio, per cui la responsabilità della corresponsione della tassa era a carico dei singoli consumatori, cosa che storicamente avviene in misura minima.
 
La posizione di uno dei colossi del settore 

In California il più importante tra i giganti delle vendite on line aveva sempre sostenuto di non avere sedi o magazzini ma la nuova legge si basa su una diversa definizione di ciò che costituisce una presenza nello Stato, includendo anche i collegamenti con le attività delle aziende affiliate, anche se queste non vendono direttamente il bene da tassare, adottando un principio che si basa su una regola analoga relativa agli agenti di vendita.


Nel caso di questa società, tra le aziende collegate ve ne è una che ha progettato uno dei più famosi lettori di libri digitali “e-book”.


(...) 

 

Anche l’Europa segue l’esempio


Sulla scia degli Usa sono state predisposte alcune importanti iniziative politiche anche in Europa per valutare le posizioni fiscali delle altre grandi compagnie che operano nel web.


In Gran Bretagna alla fine dello scorso anno due di queste grandi società sono state messe sotto osservazione dalla Public Accounts Committee, cioè la commissione parlamentare che supervisiona la spesa pubblica ed è garante della trasparenza nelle operazioni finanziarie del governo mentre iniziative analoghe si stanno avviando anche in altri Paesi dell’Unione europea sensibili nei riguardi del fenomeno delle vendite via internet.


Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/16GgjW7


Fonte: www.fiscoggi.it

 

A cura di www.fiscosulweb.it

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Buone nuove per Giovani, Web e Start Up: nasce gioventu.org, un nuovo portale di informazione e innovazione

Buone nuove per Giovani, Web e Start Up: nasce gioventu.org, un nuovo portale di informazione e innovazione | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Barriere informative addio.


Le distanze tra le notizie utili e gli under 30 stanno per essere colmate dal nuovo portale www.gioventu.org promosso dall'Agenzia Nazionale per i Giovani e finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, ministero per la Cooperazione e l'integrazione, Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale.


Il portale, le sue funzioni e i contenuti sono stati illustrati lunedì prossimo alle 11 in una conferenza stampa, anche questa completamente interattiva, all'interno delle Officine Farneto di Roma.

Iniziative, opportunità di lavoro, partecipazione e soprattutto informazioni certe e affidabili, proposte anche dagli stessi utenti e online entro 48 ore, fanno di www.gioventu.org un innovativo sistema informativo e interattivo che risponde all'esigenza espressa dall'Europa di garantire l'accesso a informazioni certificate per la crescita socio-culturale delle giovani generazioni.


Uno strumento prezioso anche per gli "youth workers" italiani e che si propone di divenire in breve tempo un punto di riferimento imprescindibile per trovare risposte giuste alle tante domande che i giovani cercano quotidianamente nella rete.

Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/10YmSmv

 

Fonte: http://www.italiaoggi.it

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 

 

Luca Taglialatela's insight:

I contenuti di gioventu.org sono organizzati secondo intuitivi percorsi tematici: lavoro, formazione, esperienze all'estero, protagonismo generazionale, cultura e tendenze, sport e tempo libero, stili di vita e regioni.

 

La parte che in tutta sincerità mi ha colpito maggiormente è quella dedicata alla sessione lavoro, ecco alcuni spunti ed articoli interessanti tratti direttamente da www.gioventù.org:

 

1. Premio Start Cup Veneto (http://bit.ly/Z45XYz)


2. "Culturability, fare insieme in cooperativa" (http://bit.ly/XOHkDw)


3. The Job of my Life (http://bit.ly/XGelnz)

 

Buone News a tutti 

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Tutti i servizi via web dell’Agenzia dell'Entrate

Tutti i servizi via web dell’Agenzia dell'Entrate | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Il depliant elenca le diverse opportunità che il canale telematico dell’Amministrazione finanziaria offre agli utenti e indica le modalità di accesso al “dialogo virtuale”.

 

Pagare imposte tasse e contributi, inviare la dichiarazione dei redditi, accedere al Cassetto fiscale, calcolare il bollo auto, sono soltanto alcune delle opportunità offerte dai servizi telematici dell’Amministrazione finanziaria.

 

In un pratico pieghevole, l’Agenzia delle Entrate mette in chiaro, con poche ma essenziali informazioni, tutte le operazioni e applicazioni eseguibili dal proprio computer, da casa o dall’ufficio, senza affrontare file allo sportello.

 

Entratel e Fisconline, ad esempio, sappiamo tutti che sono i due canali telematici di accesso ai servizi informatici delle Entrate, ma la brochure scende nel particolare e mette in chiaro, in modo schematico, le potenzialità dell’uno e dell’altro e le rispettive platee di utenti.

 

Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/10QIEs9

 

A cura di www.fiscosulweb.it

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Inviare Email Commerciali in assenza del consenso preventivo del destinatario è reato

Inviare Email Commerciali in assenza del consenso preventivo del destinatario è reato | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

È illecito il trattamento di dati personali effettuato da una società in relazione all’invio di comunicazioni commerciali mediante email, senza che risulti comprovato il necessario consenso specifico, preventivo ed informato del destinatario.


L’invio non sollecitato di messaggi promozionali a mezzo posta elettronica, anche in ragione della sua particolare invasività, costituisce, infatti, un’illegittima intrusione nella sfera privata del destinatario, necessitando di particolari cautele per tutelare la riservatezza degli interessati.

 
Su queste premesse il Garante, in un recente provvedimento,  ha ricordato come, a mente dell’art. 23, comma 3 del Codice, il trattamento di dati personali da parte dei privati sia ammesso solo previa acquisizione del consenso dell’interessato libero, informato e specifico, con riferimento a trattamenti chiaramente individuati e documentati per iscritto.


Peraltro, ha avuto modo di sottolineare che, in virtù dell’art. 130 del Codice le comunicazioni elettroniche effettuate da un Titolare, per finalità di marketing, mediante posta elettronica, telefax, mms o sms è consentito, previa informativa, solo con il consenso esplicito dell’interessato.


Con l’unica eccezione, prevista al comma 4 dello stesso articolo, nel caso in cui una società intenda inviare messaggi pubblicitari ad un proprio cliente al fine di far conoscere allo stesso prodotti o servizi analoghi a quelli per i quali si era già in passato stabilito un rapporto contrattuale.

 
Solo laddove ricorra la circostanza appena descritta, dopo aver informato preventivamente ed adeguatamente il cliente, si può procedere all’invio del messaggio pubblicitario, offrendo però allo stesso il diritto di opporsi in ogni momento a tale trattamento, in maniera agevole e senza spese.


Nondimeno, l’Autorità ha sottolineato come non possa definirsi libero, e risulti indebitamente necessitato, il consenso a ulteriori trattamenti di dati personali che l’interessato debba prestare quale condizione per conseguire una prestazione richiesta.


Considerato quanto precede, il casus decisus ha visto riconosciuto illecito il trattamento, finalizzato all’invio di comunicazioni commerciali mediante posta elettronica,  effettuato da una società che aveva omesso di acquisire il preventivo consenso specifico. 


In ragione di ciò il Garante ha, tra l’altro, ritenuto di vietare a detta società l’ulteriore trattamento dei dati personali già acquisiti, contestualmente prescrivendole di conformarsi, entro 60 giorni dalla ricezione del provvedimento stesso, alle disposizioni in materia di privacy (art. 143, comma 1, lett. c) e lett. b), art. 144 e art. 154, comma 1,  lett. c) e lett. d), del Codice).


Fonte: http://www.privacylawconsulting.com


Leggi tutto l'articolo in originale: http://bit.ly/13DehpK


A cura di www.fiscosulweb.it

 

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Adempimenti necessari per avviare un Business: un'interessante check list

Luca Taglialatela's insight:

Con questo Post desidero segnalarvi un interessante articolo del Sole24Ore del 25 febbraio 2013 in cui si forniscono preziose e riepilogative informazioni su tutti quanti gli adempineti necessari per avviare un nuovo Business.

 

In particolare, la tabella di confronto indica, con riferimento alle seguenti tre forme societarie:

 

1. Attività Commerciale esercitata come Ditta Individuale

 

2. Impresa Artigiana sotto forma di società in nome collettivo (Snc)

 

3. Attività di installazione sotto forma di Srl semplificata

 

tutti i seguenti elementi necessari da tenere bene a mente prima di "partire":

 

- Documenti

 

- Requisiti

 

- Regime Contabile

 

- Imposte

 

- Tributi Comunali

 

- Tempistiche

 

- Costi

 

Buona lettura

 

A cura di www.fiscosulweb.it 

 

 

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Conto correnti sotto controllo, ci siamo.

Conto correnti sotto controllo, ci siamo. | Il Fisco per il Business Online | Scoop.it

Il Fisco si traveste daGrande Fratello e in vista del 10 aprile 2013 si prepara per l’avvio del programma di monitoraggio sulla vita economica degli italiani.

 

Come nel famosissimo reality show televisivo, dove l’occhio del Grande Fratello spia 24 ore su 24 i partecipanti per seguirne i movimenti all’interno della casa, anche in questo caso i partecipanti, ovvero tutti gli italiani, saranno spiati dal Fisco nella loro privacy. 

 

Ovviamente al Fisco non interessa seguire i movimenti degli italiani sul territorio, piuttosto le movimentazioni attive e passive e più in generale tutte le informazioni utili per valutare la loro posizione fiscale. 

 

Lo scopo ultimo, come più volte ha tenuto a ribadire il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, è quello di combattere l’evasione fiscale in attuazione della Legge 214/2011 di conversione del Decreto Salva Italia.

 

Una “invadenza” già preannunciata da qualche mese, che è stata consentita all’Agenzia delle Entrate attraverso un provvedimento adottato dal governo Monti. 

 

Tante le perplessità mostrate dagli italiani per uno strumento chemina di fatto il segreto bancario e che ha messo a disagio anche l’Authority sulla privacy, invitata da più parti ad esprimersi sull’utilizzo di uno strumento di monitoraggio che potrebbe seriamente compromettere la privacy di numerose persone. 

 

L’Authority in un primo momento, aveva preso tempo per esprimere un giudizio definitivo su tutta la vicenda. Poi è arrivato il via libera, accompagnato da alcune raccomandazioni.

 

Tra queste ad esempio, si invita il Fisco  a non conservare memoria dei dati per più di sei anni, oppure a utilizzare tutte le precauzioni del caso affinché nel trattamento di informazioni così riservate non possano esserci fughe di notizie o infiltrazioni indebite nei sistemi di gestione dei dati. 

 

Tutti rilievi che ovviamente l’Agenzia delle Entrate ha condiviso pienamente, ma che non riducono affatto l’elevato rischio di un’ingerenza eccessiva nella vita personale degli italiani.

 

Non a caso proprio l’Authority per la privacy ha annunciato che, comunque, nei prossimi anni continuerà a monitorare il sistema di raccolta dei dati per verificare che in effetti siano rispettati tutti diritti, a meno che il prossimo governo non intervenga per cambiare la normativa in atto. 

 

La vicenda infatti è tra le più discusse attualmente nella rovente campagna elettorale che sta caratterizzando il Paese, e sia i candidati di destra che di sinistra si sono dimostrati contrari all’attuazione del provvedimento. 

 

Nonostante i proclami però, il D-Day del Fisco continua ad essere fissato per il 10 aprile, data entro la quale banche, Sgr, Sim, assicurazioni, fiduciarie devono trasmettere all'Agenzia delle Entrate i dati relativi ai rapporti finanziari dei clienti attivi nel 2011. In particolare, i dati che saranno inviati dagli intermediari all'Agenzia delle Entrate sono:

 

- conto corrente o deposito, ovvero saldo contabile a inizio e fine anno e importo totale addebiti e accrediti nel corso dell'anno;

 

- conto titoli, ovvero controvalore dei titoli rilevato contabilmente a fine anno e alla fine dell'anno precedente (come da estratto conto) e l'importo totale degli acquisti di titoli, fondi e via dicendo effettuati nel corso dell'anno, nonché l'importo totale dei disinvestimenti;

 

- carta di credito o di debito: utilizzo del plafond di spesa alla fine dell'anno precedente e a fine anno; importo totale degli acquisti effettuati nel corso dell'anno; nel caso di carte prepagate l'importo totale delle ricariche o delle carte acquistate;

 

- certificati di deposito e buoni fruttiferi, ovvero il totale degli importi facciali a fine anno e alla fine dell'anno precedente e l’importo totale delle accensioni e delle estinzioni nel corso dell'anno (escluse quelle transitate su un deposito titoli);

 

- fondo comune di investimento, quindi l’ammontare del contratto di gestione a fine anno e alla fine dell'anno precedente e l’importo totale delle sottoscrizioni di quote nell'anno e dei rimborsi;

 

- gestione patrimoniale, pertanto il valore globale del patrimonio a fine anno e alla fine dell'anno prima e l'importo totale degli apporti nel corso dell'anno e quello dei prelievi.

 

Sono invece escluse le operazioni tramite bollettino di conto corrente postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro.

 

Il passo successivo avverrà poi il 18 luglio quando tutta questa mole di informazioni verrà passata integralmente all’Agenzia delle Entrate che comincerà a creare una piattaforma di archiviazione e controllo dei dati. Con passaggi successivi giungeranno poi tutte le altre informazioni, fino ad arrivare al 31 marzo del 2014 quando dovranno essere trasmessi i dai relativi ai conti correnti nel 2013.  

 

Leggi tutto l'articolo: http://www.i-dome.com/articolo/21787-L-occhio-indiscreto-del-Fisco-conto-correnti-sotto-controllo.html

 

Fonte: www.i-dom.com  

 

A cura di www.fiscosulweb.it

   

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