Albergatori Italiani: Livello di soddisfazione generale nel rapporto con le O.T.A.
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Albergatori Italiani: Livello di soddisfazione generale nel rapporto con le O.T.A.
Ricerca di mercato effettuata al fine di valutare il grado di soddisfazione degli albergatori italiani riguardo il rapporto della/e loro struttura/e con le Online Travel Agencies (O.T.A.).
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Parte Quarta: 100% Disintermediati?..No grazie.

Parte Quarta: 100% Disintermediati?..No grazie. | Albergatori Italiani: Livello di soddisfazione generale nel rapporto con le O.T.A. | Scoop.it

L'ultimo argomento di un'importanza rilevante che è stato estrapolato da questa ricerca è rappresentato dai risultati riguardanti l'avvio o l'intenzione di avviare, da parte degli albergatori, un processo di disintermediazione ed i loro pareri sui principali vantaggi e svantaggi derivanti dall'adozione di tale strategia.

 

Analizzando i risultati riguardanti la prima domanda ("Ha pensato o sta pensando di avviare un processo di disintermediazione?"), è stato evidenziato come la maggioranza degli albergatori italiani, il 50,46%, ha pensato o sta pensando di avviare un processo di disintermediazione parziale che comporterebbe lo svincolo da qualsiasi rapporto contrattuale solo con alcuni dei canali di distribuzione attraverso i quali la struttura vende i propri servizi (O.T.A. o GDS che siano), seguito dal 42,07% di albergatori che non intendono disintermediare né totalmente né parzialmente e dal 7,47% che hanno intenzione di disintermediare al 100%.


Quindi, tra tutti gli albergatori che intendono disintermediare, sia parzialmente che totalmente, vi è una netta prevalenza di quelli che preferiscono scegliere accuratamente i canali di distribuzione attraverso i quali vendere le proprie stanze piuttosto che "sganciarsi" totalmente da tutti i distributori.

 

Questi dati sono indicativi del fatto che la disintermediazione totale non è un’opzione che verrà presa in considerazione in futuro dagli albergatori italiani, soprattutto a causa degli elevati investimenti promozionali di cui si dovrebbero far carico per promuovere la struttura nel web e della necessità di figure professionali da integrare nello staff per poter prendere le giuste scelte strategiche (prime due opzioni selezionate tra gli svantaggi che porterebbe la disintermediazione con rispettivamente il 33,43% e il 20,36% delle risposte totali).
Rimanendo sugli svantaggi, a seguire, il 18,18% degli albergatori ritiene che l'avvio di un processo di disintermediazione comporterebbe un aumento dei costi di gestione, il 13,26% un aumento delle mansioni amministrative e il 9,56% la partecipazione a corsi di formazione.

 

Nonostante ciò, in ogni caso, gli albergatori ritengono che i maggiori benefici derivanti dalla disintermediazione sono da attribuire ad un aumento dei profitti (25,69%), ad una maggiore libertà nelle strategie tariffarie (19,75%), ad un aumento di clientela fidelizzata (19,29%), ad un maggiore controllo sulle prenotazioni (17,83%) e allo "sganciarsi" da vincoli contrattuali (16,12%).

 

Le risposte su questo argomento delineano una consapevolezza degli albergatori riguardo i relativi vantaggi e svantaggi che un processo di disintermediazione porterebbe al business della struttura il che, di conseguenza, spinge gli albergatori ad analizzare i vari pro e contro e a scegliere, in base alle analisi effettuate, su quali portali rimanere e su quali svincolarsi.

Commentando in maniera più ampia, sembra che gli albergatori abbiano, ormai, preso atto che il panorama distributivo turistico sia cambiato e che quindi, invece di avviare una battaglia impari (almeno per quanto riguarda i budget a disposizione) ed inutile, sia meglio rimanere sui canali di distribuzione che propongono le migliori condizioni e far leva sulle numerose strategie applicabili per aumentare il volume di prenotazioni dirette.

 

 

Per ulteriori informazioni o per avere analisi statistiche più approfondite:

mail: simo.mag@torrinomedica.it
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Parte Seconda: gli albergatori italiani sono realmente insoddisfatti delle O.T.A.?

Parte Seconda: gli albergatori italiani sono realmente insoddisfatti delle O.T.A.? | Albergatori Italiani: Livello di soddisfazione generale nel rapporto con le O.T.A. | Scoop.it

Dalle analisi effettuate per valutare quale fosse il parere generale degli albergatori riguardo il loro rapporto con le agenzie online e i relativi vantaggi e svantaggi derivanti dalla presenza di una struttura in un'O.T.A., ho rilevato risultati, a dir la verità, poco prevedibili.

 

Parlando del livello di soddisfazione generale, sorprendente il dato che riporta come il 51,52% degli albergatori rispondenti si dichiara soddisfatto del rapporto con le O.T.A. che, sommato al 4,57% dei molto soddisfatti e al 32,62% dei neutrali (con il solo 11,28% che si dichiara insoddisfatto o molto insoddisfatto), indica una tendenza di moderata soddisfazione nel rapporto di collaborazione con le agenzie online, il che viene, inoltre, confermato dalle statistiche dei vari livelli di soddisfazione riguardo gli specifici aspetti che descrivono il rapporto tra albergatori ed O.T.A..

Come preventivabile, tra i cinque principali aspetti critici che rappresentano tale rapporto (elencati nella Parte Prima), l’aspetto che ha riportato il minor livello di soddisfazione riguarda l’ammontare di commissioni che gli albergatori sono tenuti a pagare alle agenzie ad ogni prenotazione generata da esse con il 41,92% di insoddisfatti e il 15,70%  che si dichiarano molto insoddisfatti, mentre il dato che riporta il livello di soddisfazione maggiore, con il 47,87% di soddisfatti, si riferisce alla chiarezza dei contratti che le agenzie propongono agli albergatori. L'imposizione da parte delle O.T.A. della parity rate ha suscitato pareri che descrivono un sostanziale equilibrio: la maggioranza, il 43,60%, si è dichiarata neutrale a riguardo, il 27,13% insoddisfatta e il 20,43% soddisfatta. Ancora un livello di moderata soddisfazione riguardo la condivisione dei dati da parte delle O.T.A. agli albergatori con un 44,05% degli albergatori che mostrano soddisfazione a riguardo, equilibrio, invece, riguardo le altre clausole contrattuali.

 

Inoltre, è stato riscontrato che il livello di soddisfazione aumenta all’aumentare sia della percentuale di prenotazioni tramite agenzie online che una struttura registra sia del numero di O.T.A. nelle quali la struttura è presente, sintomo del fatto che, nonostante l’elevato ammontare di commissioni che gli albergatori devono pagare alle agenzie ad ogni prenotazione generata da esse, la mole di prenotazioni che le agenzie portano agli hotel, direttamente proporzionale, ovviamente, al numero di agenzie nelle quali la struttura è presente, è considerato dagli albergatori uno dei maggiori vantaggi derivanti dalla presenza di una struttura in un’O.T.A.

 

Per quanto riguarda l'ammontare delle commissioni, sebbene il relativo livello di soddisfazione sia quello che ha rilevato il minor grado di soddisfazione da parte degli albergatori, le strutture con più stelle e con più stanze sono quelle che hanno registrato maggior soddisfazione riguardo tale aspetto: questo dato mostra come le O.T.A. hanno anche la funzione di facilitare le strutture con più camere nella gestione delle numerose prenotazioni che devono amministrare quotidianamente.

Per dimostrare ulteriormente l’indispensabilità delle agenzie online all’interno del panorama distributivo turistico, basti pensare che, per gli albergatori, il miglior vantaggio derivante dalla presenza delle agenzie online consiste nell’elevata visibilità che esse offrono alla loro struttura e, di conseguenza, nel numero di prenotazioni generate da esse: la popolarità acquisita dalle O.T.A. è stata, in gran parte, ottenuta grazie ai giganteschi volumi di risorse finanziarie investiti nei motori di ricerca per apparire tra i primi risultati che hanno permesso loro di offrire una visibilità divenuta, col tempo, vitale per gli hotel ed oltretutto, difficilmente ottenibile dalle strutture impossibilitate ad investire in modo così ingente sui diversi motori di ricerca.

 

La moderata soddisfazione generale, quindi, dimostra come la maggioranza degli albergatori siano, comunque, disposti a veder diminuire il numero di prenotazioni dirette, che porterebbero un profitto maggiore su ogni singola prenotazione, in cambio di un aumento verticale di visibilità e, di conseguenza, di prenotazioni intermediate, sebbene su queste siano tenuti a pagare consistenti commissioni: infatti, gli albergatori che risultano meno soddisfatti sono anche quelli che registrano meno prenotazioni tramite agenzie online.

 

 

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Parte Terza: l'immobilismo degli albergatori italiani

Parte Terza: l'immobilismo degli albergatori italiani | Albergatori Italiani: Livello di soddisfazione generale nel rapporto con le O.T.A. | Scoop.it

Come terza parte di questa ricerca, ho ritenuto necessario analizzare, con un articolo specifico, il discorso riguardante le strategie di marketing utilizzate dagli albergatori per bilanciare il rapporto tra prenotazioni dirette e prenotazioni tramite O.T.A..

La domanda proponeva come alternative di scelta disponibili nove opzioni: offerte speciali per clienti target, sconti temporanei, azioni di destination marketing, formazione del personale, social media marketing, gadget omaggio all'arrivo in stanza, policies di cancellazione convenienti e gestione delle recensioni su TripAdvisor.
Premettendo che i risultati non descriveranno una situazione incoraggiante, di seguito analizzerò nel dettaglio le statistiche di tutte le opzioni selezionabili.

La strategia di marketing più utilizzata è rappresentata dall'ottimizzazione del sito web della struttura con il 20,38% degli albergatori che adotta tale strategia: ciò sta a significare che il 79,62% non adotta questa opzione.
In un settore nel quale, ormai da 15 anni, l'informatizzazione è diventata una necessità, appare poco chiaro il modo in cui gli albergatori che non ritengono un funzionale ed efficiente sito web della struttura una delle tante possibilità per aumentare le prenotazioni dirette, pensino di acquisire clienti fidelizzati, specialmente nel mercato internazionale.

Proseguendo nell'analisi, le percentuali relative agli albergatori che investono in strategie di marketing si abbassano notevolmente: il 10% viene superato solo dagli sconti temporanei (16,61%), dalle offerte speciali per clienti target (15,30%) e dalla gestione delle recensioni su TripAdvisor (11,05%); le restanti quattro alternative hanno registrato percentuali che vanno dal 9,64% delle policies di cancellazione vantaggiose fino al 3,04% dei gadget all'arrivo in stanza.

 

Andando ad incrociare i dati per valutare eventuali differenze tra le categorie di albergatori che registrano più o meno prenotazioni tramite O.T.A., la tendenza generale dimostra come la categoria degli albergatori con meno prenotazioni intermediate, e quindi meno soddisfatti (vedi Parte Seconda), risultano anche quelli che ricorrono meno a strategie per promuovere le vendite dirette: questo immobilismo è da considerare sbagliato anche nell’ipotetica situazione in cui un albergatore sia soddisfatto dei profitti e del numero di prenotazioni dirette che la sua struttura produce poiché, con qualsiasi scenario, dovrebbe continuamente stare al passo con l’evoluzione tecnologica e del mercato di riferimento e, di conseguenza, adattare il business della sua struttura ad eventuali cambiamenti.
Ad esempio, così come quelle agenzie di viaggio fisiche che, nonostante l’ascesa delle agenzie online, non hanno ritenuto necessario informatizzare il proprio business stanno faticando a ritagliarsi una sufficiente fetta di mercato, anche quelle strutture che non ritengono necessario adeguarsi ai cambiamenti del mercato di riferimento potrebbero in futuro essere escluse dal mercato stesso.

Chi vivrà, vedrà.


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Parte Prima: introduzione alla ricerca e caratteristiche del campione estratto

Parte Prima: introduzione alla ricerca e caratteristiche del campione estratto | Albergatori Italiani: Livello di soddisfazione generale nel rapporto con le O.T.A. | Scoop.it

L’obiettivo principale di questa ricerca consiste nel valutare il livello di soddisfazione generale degli albergatori italiani rispetto al loro rapporto con le agenzie online, attraverso un questionario suddiviso in tre macro-categorie.

 

La prima macro-categoria, riguardante il rapporto tra l'albergatore e le O.T.A., consiste in un’iniziale ricerca descrittiva per segmentare il campione in base alle stelle, le stanze e la località della struttura, per poi articolarsi in alcune domande al fine di valutare, in primo luogo, il livello generale di soddisfazione ed in secondo luogo, più nello specifico, il grado di soddisfazione riguardo cinque aspetti fondamentali (percentuale di commissioni, parity rate, condivisione dati dalle O.T.A. agli albergatori, chiarezza nei contratti ed altre clausole contrattuali) che caratterizzano tale rapporto ed, infine, i pareri degli albergatori riguardo i pro e i contro derivanti dalla presenza della struttura nelle agenzie online.

 

Nella seconda, strutturata per osservare se e come gli albergatori gestiscono il business del loro hotel, ho richiesto loro quali strategie di marketing stessero adottando per bilanciare il rapporto tra prenotazioni intermediate e prenotazioni dirette e se, ed in che misura, facessero ricorso a professionisti del settore sia interni che esterni allo staff della struttura.

 

A chiudere, nella terza macro-categoria, tre domande sulla volontà o meno dell’albergatore di avviare un processo di disintermediazione e sui loro pareri riguardo i vantaggi e gli svantaggi che la disintermedizione potrebbe portare. Le ultime due domande per valutare le previsioni degli albergatori riguardo i possibili scenari futuri del panorama distributivo turistico.

 

Per quanto riguarda la scelta del campione al quale sottoporre il questionario, ho selezionato un campione di 25.000 albergatori italiani distribuiti uniformemente nel territorio italiano al quale è stato inviato, tramite posta elettronica, il questionario da compilare: in circa un mese, le risposte ottenute sono state 653, campione ritenuto rilevante per avviare le dovute analisi statistiche dei risultati, usando come iniziali variabili di differenziazione le stelle, il numero di stanze e la località della struttura.

 

Per quanto riguarda le stelle, il 50,30% rientra nelle strutture a tre stelle seguito dal 31,16% delle strutture a quattro stelle e dall’accorpamento delle altre opzioni selezionabili (una stella, due stelle, cinque stelle ed extra-alberghiero) che, insieme, coprono il restante 18,54%.

 

La variabile “numero di stanze” ha registrato come prima opzione selezionata la categoria delle strutture che hanno tra le 25 e le 100 stanze con il 60,79% delle risposte totali; il 30,55% le strutture con meno di venticinque stanze, il 7,14% e l’1,52% degli albergatori sono proprietari di strutture, rispettivamente, con 101-250 e 251-500 stanze; nessun riscontro, invece, per le strutture con più di 501 stanze.

 

Riguardo la distribuzione sul territorio italiano, la maggioranza degli albergatori rispondenti gestiscono strutture in Lombardia (84), Piemonte (66), Toscana (60), Lazio (51) ed Emilia Romagna (50) con le altre strutture distribuite omogeneamente tra le restanti quindici regioni italiane.

 

Una volta segmentato il campione in base a variabili descrittive che chiarissero la tipologia e la provenienza della struttura, al fine di avere una prima idea sui rapporti tra gli alberghi e le agenzie online, ho ritenuto necessario differenziare ulteriormente gli albergatori in base al numero di O.T.A. nel quale la loro struttura è presente e alla percentuale di prenotazioni che provengono dalle agenzie.

I risultati hanno evidenziato che la gran parte degli alberghi, 52,13%, è presente su quattro o più agenzie online e che il restante 47,87% è distribuito omogeneamente, 15% a testa, tra le altre tre opzioni (una, due, tre agenzie) con solo 10 rispondenti che non hanno alcun rapporto con le O.T.A..

La percentuale di prenotazioni intermediate vede come più selezionata la variabile rappresentata dalla categoria 10-25% di prenotazioni generate con 228 risposte (34,76%); più o meno sullo stesso livello, seguono le prenotazioni tramite O.T.A. inferiori al 10% e tra il 26 ed il 50% di quelle complessive con, rispettivamente, il 26,68% ed il 25,61% delle risposte totali; solamente 85 le strutture che registrano prenotazioni intermediate per più del 51%.

 

 

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