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Una busta esplosiva su cui sono ancora in corso accertamenti è stata recapitata stamane alla redazione de La Stampa. Si tratta del contenitore di un cd, indirizzato al giornale. Secondo gli artificieri il pacco presentava tracce di esplosivo all’interno ma l’innesco non ha funzionato probabilmente per un difetto nella realizzazione.
La lettera inviata dal direttore del ‘Corriere della Sera’ Ferruccio de Bortoli con la proposta di mediazione nella trattativa sul piano Rcs e la risposta del cdr del quotidiano.
Dati dell’Osservatorio Stampa FCP relativi al mese di febbraio 2013 raffrontati allo stesso mese del 2012.
Che l’editoria non stesse bene era ampiamente risaputo e forse i “corrieristi” si sono a lungo cullati nell’illusione di venire risparmiati (solo per il fatto di stare al “Corriere”) da una crisi di sistema che da almeno un quindicennio impone con la forza dei conti e della modernità l’obbligo di mutare radicalmente la “filosofia”, i modi e gli strumenti dell’informazione. Epperò c’è anche qualcos’altro: nelle scorse settimane attraverso documenti resi pubblici il comitato di redazione del Corriere ha portato all’attenzione generale affari non commendevoli e gestioni scriteriate del recente passato che sono alla base della caduta economica del corpaccione Rcs. Ebbene su queste rivelazioni si è steso un assordante “cordone santario del silenzio”: disinteresse esplicito di tutto il vastissimo arcipelago dell’informazione e una sordità ostinata delle forze politiche e intellettuali, comprese quelle tenute per ragione sociale a intervenire. Stupisce infatti che la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e il sindacato regionale, che ne hanno l’unica titolarità, non abbiano sentito il pudore di salire le scale della Procura e, con un esposto almeno conoscitivo, di chiedere alla magistratura di fare chiarezza su vicende così opache e inquietanti.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/il-silenzio-assordante-intorno-al-corriere#ixzz2OAqdb7PZ
La ricerca della giustizia. Una lettera ai nuovi presidenti di Camera e Senato. Inviata, nel diciannovesimo anniversario dell’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, dall’Associazione che ne custodisce la memoria.
Numero 1 Il Giornalista Giovane De Sinistra
Che fosse momento di rivoluzioni e novità clamorose lo si era capito già da ieri sera dopo la fumata bianca, la scelta del nuovo Papa, la "conferenza stampa"
Il direttore di Youdem, la tv del Partito Democratico, commenta il 'dossier Renzi' sui costi del suo partito. Secondo il documento la Geloni prenderebbe 90mila euro lordi l’anno. Ma lei dice di prenderne 6mila al mese, cioè 72mila annui.
E’ diventato praticamente impossibile negli Usa fare una vita decente nel digitale basandosi solo sui ricavi dal lavoro di freelance, perché le risorse delle testate online si concentrano quasi totalmente sugli addetti a tempo pieno – Questo non significa che l’ online non paghi. Ci sono ancora un po’ di soldi nei periodici, dove qualche sito paga fino a 1.000-1.500 dollari ad articolo. Ma in generale è molto più facile ottenere un posto di lavoro fisso a 60.000 dollari l’ anno che mettere insieme 60.000 dollari come freelance per più siti web. Dopo le polemiche sollevate da Nate Hayer, un noto giornalista freelance specializzato nel sud-est asiatico, che ha rifiutato di riscrivere un pezzo per l’ Atlantic senza altro compenso che quello della ‘’visibilità’’, Felix Salmon, sulla Reuters, spiega come e perché il digitale sia diventato ‘’un ambiente poco amichevole per i freelance’’.
La crisi delle edicole è globale. In Italia gli edicolanti minacciano uno sciopero proprio nei giorni delle elezioni, per attirare l'attenzione sulle difficoltà di un settore strangolato dalla crisi: negli ultimi anni scorsi anni 10mila edicole hanno chiuso e nei prossimi mesi i sindacati si aspettano altre chiusure a catena, si parla di 30 mila posti di lavoro a rischio.
Alessia Cerantola descrive in maniera attenta il mercato del lavoro del giornalismo italiano con sftruttatori e sfruttati. Un giornalismo precario rende precaria la democrazia Prima di impiccarsi a un albero del giardino della propria casa in Puglia, Pierpaolo Faggiano ha rivelato in una lettera le ragioni del suo gesto estremo: tra queste, le sue precarie condizioni lavorative. Per decenni il giornalista 41enne aveva regolarmente lavorato come collaboratore per un giornale locale, guadagnando a malapena dai 4 ai 20 euro ad articolo. In seguito al suicidio di Faggiano molti giornalisti hanno cominciato a criticare l’ingiusto ambiente dei media italiani, che protegge solo un piccolo numero di lavoratori regolari, costringendo tutti gli altri a sopravvivere di misere entrate. Articolo intero su Lsdi: http://www.lsdi.it/2012/freelance-e-precari-in-italia-una-fotografia-delle-cause-e-degli-effetti/
"Criticare il proprio direttore non vale un licenziamento. A ribadire il concetto, se mai ce ne fosse bisogno, è il Tribunale di Milano, che ha reintegrato la giornalista di Panorama Paola Ciccioli"
Marco Bardazzi su LaStampa.it: "Una televisione che parli agli americani da New York e da Doha, in Qatar: è la formula inedita che Al Jazeera intende sperimentare negli Usa con l’acquisto di Current Tv, il network fondato nel 2006 dall’ex vicepresidente Al Gore. Il canale che nascerà, “Al Jazeera America”, punta a entrare in 40 milioni di case di americani e a sfidare direttamente i colossi delle news come CNN, FoxNews e MsNbc. Il marchio “Current” dovrebbe sparire, nelle intenzioni del network qatariota, per venire assorbito dentro Al Jazeera. La tv araba completa così la trasformazione che l’ha portata nel giro di un decennio da network “che dà voce ai terroristi” - come sosteneva l’amministrazione Bush - a legittima protagonista del sistema mediatico americano. Un cammino che già era passato attraverso l’apertura del canale in inglese alcuni anni fa". Continua a leggere qui: http://www.lastampa.it/2013/01/03/esteri/al-jazeera-acquista-current-tv-l-emittente-fondata-da-al-gore-IZqMFckeRWwj9QoLZJhdbL/pagina.html
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"Interessante, e concettualmente replicabile anche alle nostre latitudini invece, la voce “nuovi ricavi” che crescono dell’8% complessivamente e raggiungono un’incidenza sul totale dell’8%. Ricavi che sino a pochi anni fa non esistevano. Il dettaglio di questa voce consente di apprezzare come gli introiti da agenzia digitale e servizi di marketing delle nove società che hanno fornito lo spaccato di quest’area siano cresciuti ben del 91% nel corso del 2012 e le entrate e-commerce siano aumentate del 20% rispetto al 2011"
Via Lelio Simi
Sprovvista del tesserino da giornalista e per di più indagata, ma questo non le ha comunque impedito di diventare dirigente dell’ufficio stampa della Regione Abruzzo. Nei giorni scorsi, con una delibera ad hoc, la giunta Chiodi ha infatti affidato all’attuale – ancora per pochi giorni – dirigente del servizio attività internazionali della Regione, Giovanna Andreola, l’incarico di dirigere la struttura di supporto stampa. “Prenderà servizio tra pochi giorni”, fanno sapere dall’ufficio stampa.
TRENTO - Ha suscitato le polemiche e il commento piccato del presidente dell'Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige, Fabrizio Franchi, la proposta del deputato trentino del Movimento 5 stelle, Riccardo Fraccaro: il grillino aveva postato un...
Vendita La7. L'assemblea dei giornalisti: "Operazione incomprensibile"
"Grande sconcerto e sdegno per la superliquidazione all'ex amministratore delegato e per i premi economici corrisposti ai manager in seguito alla cessione de La7 a Urbano Cairo". Li esprime l'assemblea dei giornalisti de La7 all'unanimità riunitasi dopo le notizie, diffuse la scorsa settimana, sulla liquidazione per l'ex ad di La7, Giovanni Stella, che ha ricevuto nel 2012 compensi per 2,25 milioni di euro, di cui 558 mila a titolo di retribuzione e 1,691 milioni come buonuscita. La cessione di La7 - si legge nella nota dell'assemblea - è "un'operazione che si fatica a definire vendita, condotta attraverso il ricorso improprio allo strumento della cessione di ramo d'azienda e incomprensibile con logiche industriali e finanziarie. Un'operazione su cui saranno chiamate a pronunciarsi le autorità competenti. I bonus e le buonuscite assegnati ai vertici aziendali - a fronte di pessimi risultati economici - equivalgono peraltro a quanto sottratto negli scorsi anni ai giornalisti attraverso un contratto di solidarietà basato su presupposti illegittimi. A tutt'oggi la richiesta di incontro con il nuovo editore, avanzata attraverso la Federazione Nazionale della Stampa, è rimasta inascoltata mentre i segnali che arrivano dall'attuale azienda non sono incoraggianti". "I giornalisti de La7 infatti - prosegue la nota - sono preoccupati per l'intenzione di trasferire 60 lavoratori non giornalisti ad aziende del gruppo Telecom e per il mancato rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato, una scelta che provoca l'impoverimento della struttura tecnica e incide sulla qualità e l'organizzazione del lavoro giornalistico". L'assemblea "prende atto con soddisfazione delle dichiarazioni di Urbano Cairo sulla centralità dell'informazione e sulla conferma dell'attuale linea editoriale e gli chiede di illustrare al più presto un piano industriale. Al nuovo editore de La7 alla ricerca di 'rubinetti da chiudere' - per citare un'espressione dello stesso Cairo - consiglia di guardare innanzitutto agli appalti a prezzi spesso fuori mercato a ditte esterne per attività che poco o nulla hanno a che fare con l'attività televisiva". L'assemblea dei giornalisti de La7 "vista l'indisponibilità dell'azienda a risolvere le annose questioni relative al non giustificato Contratto di solidarietà, alla non corretta applicazione del Contratto nazionale di lavoro giornalistico e degli accordi aziendali, assegna al Comitato di redazione ampio mandato per avviare immediatamente le azioni legali necessarie al rispetto delle regole e al recupero delle somme non corrisposte, a cominciare dal Trattamento di fine rapporto non correttamente accantonato". Via Stampa Romana
La vertenza Rcs Media Group, che con lo sciopero di due giorni a Il Corriere della Sera ha subito una drammatica accelerazione, non è una questione interna, ma una vera e propria emergenza nazionale. Sul piatto non ci sono soltanto centinaia di posti di lavoro (fatto già gravissimo di per se) ma il vero obiettivo è la cancellazione da una parte dell’anomalia Corsera e, più in generale, dell’autonomia dei giornalisti. L’anomalia della testata di via Solferino ha un duplice valore: professionale e sindacale
Venerdì 8 marzo 2013 ho partecipato all’incontro su donne e new media organizzato dal Circolo della Stampa a Milano. Una mattinata ricca di spunti sull’attuale ruolo delle giornaliste e delle blogger nel mondo dell’ informazione.
Roma Post è nato perché non avevamo altra scelta. Perché se a diciotto anni torni a casa inzuppato fino alle mutande per aver seguito sotto la pioggia battente una partita di calcio provinciale, quando ne hai quasi 40 anni – o li hai già passati – non puoi arrenderti solo perché qualcosa non è andato come sarebbe dovuto andare. Solo perché il Corriere della Sera non ti ha assunto o non avevi un parente a Sky. Perché se c’è qualcosa che ti porti dentro da tempo, e quel qualcosa si chiama passione, devi fare di tutto per alimentarla per non permettere agli eventi della vita di schiacciarla. Soprattutto se è il punto di contatto e di partenza di un gruppo persone che si sono incontrate per caso.
Avrei bisogno di te per un maxievento ma non posso offrirti un compenso. Poi: ti andrebbe di farci un servizio così e cosà? Non possiamo pagarti ma...
Natalie Nougayrède è la prima donna alla direzione del quotidiano Le Monde.
Lo chiamano "Rocco", lui è il boss della 'ndrangheta Nicola Fermia. È stato arrestato in una maxioperazione della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di 1500 slot machine truccate. Un'inchiesta questa emersa grazie al lavoro di Giovanni Tizian, blogger dell'Huffpost, giornalista della Gazzetta di Modena e inchiestista di Repubblica, Espresso e del sito Re le Inchieste. Il collega Giovanni per la sua inchiesta e per Gotica, il libro che ha scritto sulla 'ndrangheta al Nord, da più di un anno è nel programma di protezione con scorta armata.
La redazione di Radio24 ha votato no al gradimento nei confronti del direttore Tamburini e del neo vicedirettore Barisoni. Per Tamburini 20 no, 10 sì e 4 bianche; Barisoni 18 no, 12 sì e 4 bianche.
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