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BAIL-IN

SALVATAGGIO INTERNO

Finanza Agevolata's insight:

E’ da qualche settimana che il termine “BAIL-IN” circola, con più frequente insistenza, nella stampa economica non solo italiana, e da qualche settimana cresce l’allarme sulle gravi conseguenze della sua applicazione da parte della BEI nella UE.

 

Tradotto in termini poveri il “BAIL-IN” consisterebbe in un prelievo forzoso operato dalle banche sui depositi dei correntisti allo scopo di proteggere il “sistema bancario”.

 

Le crisi del settore sono state gestite, nel passato, con risorse attinte nei bilanci dello Stato e, successivamente, con fondi prelevati dalle banche. La probabile prossima crisi verrebbe risolta con il ricorso al“BAIL-IN”. Procedura che, secondo le indicazioni della BUNDESBANK, dovrebbe essere estesa anche alla crisi degli Stati dell’Unione.

 

Il BAIL-IN potrebbe diventare, pertanto, l’incubo del futuro e il modo con cui il ns/ Paese potrebbe essere costretto a ridurre il debito pubblico, distruggendo il ns/ risparmio privato.-

 

Bruno Morroni

19 Luglio 2014

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NUOVE TECNOLOGIE // BITCOIN

moneta elettronica

Finanza Agevolata's insight:

Da qualche tempo è iniziato a circolare, tra gli appassionati di tecnologie informatiche, e non solo, il termine "BITCOIN". Trattasi di una moneta crittografica, " virtuale " creata nel 2009 da un gruppo di persone, note sotto lo pseudonimo "" Satoschi Nakatomo "" che si basa su di una serie di computer, collegati tra loro, in grado di eseguire complesse operazioni matematiche ( mining ) senza interventi di una banca Centrale ( come avviene per tutte le altre monete in circolazione ) e che usano una tecnologia avanzatissima denominata " block chain " ( libro mastro digitale delle transazioni che garantisce la sicurezza e la certezza delle stesse e che permette, ad ogni utente, di verificare chi possiede i bitcoin e le quantità possedute).


I bitcoin possono essere comprati o venduti, in cambio di monete tradizionali, e possono essere utilizzati - per transazioni diverse - o trasferiti da un utente ad un altro, senza il pagamento delle commissioni bancarie, per mezzo di un " apposito software ".


Risultano, pertanto, veri e propri strumenti di pagamento " al portatore " che eliminano il rischio delle frodi delle carte di credito e garantiscono " anonimato " ed, entro certi limiti, " impunità ".
Non tutti gli effetti dei bitcoi risultano, però, positivi: l'anonimato li rende, infatti, adatti alle attività illecite ( riciclaggio del denaro, stupefacenti, utilizzo carte di credito rubate etc etc ), e le incontrollabili fluttuazioni del prezzo, li assimila ai titoli ad " alta volabilità ". Ciò in quanto il valore reale del bitcoin viene stabilito dalla " borsa virtuale " Mt. GOT senza alcun tipo di riserva a garanzia e quindi con estrema instabilità.


Temi , tutti di grande interesse, sui quali mi riservo di tornare in una prossima puntata.

 

 

Bruno Morroni

20 Febbraio 2014

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ITALIA / UE

Bonus investimenti a rischio

 

Finanza Agevolata's insight:

Come al solito il ns/ Paese risulta in ritardo nel predisporre le informazioni alle osservazioni avanzate – fin dal Luglio 2013 – dalla Commissione UE, relative alla realizzazione degli avanzi strutturali per un ridimensionamento considerevole del rapporto DEBITO /PIL. Osservazioni ritenute essenziali per poter usufruire della c.d. “ clausola di flessibilità” che consentirebbe di scorporare dal citato rapporto (ossia dal deficit), una spesa per investimenti  precalcolabili in 4/5 miliardi di €.-

 

Osservazioni che riguardano gli aggiustamenti strutturali prospettati. Cioè, dettagli, sulla “spending review” (32 miliardi); sul “programma di privatizzazioni” (10/12 miliardi); sul “rientro dei capitali” (8/9 miliardi).-

 

Dettagli analitici che, secondo il MEF, sarebbero in corso di avanzata elaborazione, ma che il Dicastero considera di “scarsa utilità” per la politica economica del ns/ Paese. Prevedendo il “bonus investimenti” una “manovra restrittiva” (tagli alla spesa) di pari importo.-

 

In conclusione il ns/ Governo dopo aver accettato di abbattere il rapporto debito/PIL, (secondo le indicazioni di Bruxelles) elabora il DEF (Documento di Economia e Finanza) nel quale, ritiene ci siano le soluzioni sugli interventi richiesti. Soluzioni in ordine alle quali la Commisione UE ha espresso un giudizio interlocutorio (sostanzialmente negativo) e rinnovato precise osservazioni.-

 

Ora a distanza di oltre tre mesi si apprende che la questione viene considerata di “scarsa” utilità per la ns/ politica economica!!!

 

Da quanto precede, emerge chiaramente la confusione che regna nei ns/ Governanti anche sulle questioni più rilevanti per la ripresa economica  del Paese.-

 

Bruno Morroni

17 Febbraio 2014

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POLITICA ECONOMICA ( Seguito )

Dinamiche della spesa pubblica

Finanza Agevolata's insight:

Solo ieri ho evidenziato la gravità dei risultati, sull'analisi relativa ai "conti pubblici" presentati dalla Ragioneria Generale dello Stato e dalla Corte dei Conti, per il periodo 2008/2012. Oggi, puntuale, giunge la conferma da parte del Presidente della Confindustria ( G. Squinzi ) che invoca un pronto rilancio degli " investimenti pubblici" in infrastrutture ed una riduzione della "spesa corrente" con l'allentamento del "patto di stabilità" e l'accelerazione della "spending review" se l’Italia vuole agganciare il treno della ripresa e restare in Europa.

 

Sembrano considerazioni banali e scontate, eppure - nonostante tutti gli appelli e gli inviti degli esperti - il Governo Letta seguita ad illudere tutti con la sua fallimentare politica economica che sta portando il Paese, ogni giorno di più, verso il punto di non ritorno. È, infatti, di oggi, la pubblicazione dei dati che: la produzione industriale ha registrato nello scorso Dicembre un calo dello 0,7% e il finanziamenti alle imprese una riduzione del 5,3%. Letta, per favore, cerca di svegliarti !!!!!!!!!

 

Bruno Morroni

11 Febbraio 2014

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GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Ricorsi al TAR ed al Consiglio di Stato

Finanza Agevolata's insight:

Non è la “debolezza” della PA a far incrementare il contenzioso amministrativo (c/o il TAR ed il Consiglio di Stato)  come sostiene nel Suo articolo A. CERCHI (Il Sole 24 ore di oggi), ma – al contrario – la “arroganza”, la “incompetenza”  e la “irresponsabilità” della Classe Dirigente Pubblica.-

 

E’ l’applicazione tradizionalista e superata di ogni iter amministrativo; il rifiuto preconcetto di ogni tentativo di semplificazione; il voler rendere complicate, per principio, anche le problematiche più semplici.-

 

In una sola parola è la BUROCRAZIA, sempre più imperante, sempre più senza controlli, e senza alcun rispetto dei diritti dei cittadini, contro la quale, l’unico rimedio possibile – non alla portata di tutti, purtroppo – è il ricorso alla Giustizia Amministrativa.-

 

E’ la DISPERAZIONE, non la debolezza della PA, che costringe migliaia di cittadini a richiedere interventi al TAR ed al Consiglio di Stato su questioni, quasi sempre, risolvibili  con il semplice buon senso, nella speranza di ottenere da loro il riconoscimento dei propri  sacrosanti diritti.-

 

Bruno Morroni

11 Febbraio 2014

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L’ITALIA OSTAGGIO DELLA BUROCRAZIA

DAL SOLE 24 ORE DEL 5 FEBBRAIO 2014

Finanza Agevolata's insight:

Finalmente qualche cosa di importante si sta muovendo. Infatti, il Presidente della Confindustria Ing. Squinzi - in un Suo lungo intervento di ieri alla Commissione Bicamerale - ha sentenziato: "l'Italia OSTAGGIO di una burocrazia soffocante. "Concetto ribadito con forza anche da D. Della Valle.

 

La vasta complessità della PA; un fisco vessatorio, punitivo, complicato ed incerto; la mancanza di certezza del diritto, hanno reso e rendono estremamente difficile la vita delle imprese ed hanno contribuito, in larga misura - negli ultimi cinque anni - al calo di nove punti del Pil; al raddoppio della disoccupazione ( oltre tre milioni ); alla " fuga" continua di decine e decine di aziende anche di importanza multinazionale. Ciò, nonostante i vari tentativi di " semplificazione" degli ultimi governi che - a causa dei burocrati e, quindi, della burocrazia stessa - non hanno trovato concreta attuazione amministrativa né prodotto risultati percepibili. Basti pensare che delle sette leggi emanate sulla “semplificazione”  34 misure, ad oggi, sono inattuate.-

 

Da qui, l'esigenza non più procrastinabile di riforme " chiare " che rimettano al centro dello interesse l IMPRESA. Perché è l'impresa che creando posti di lavoro e ricchezza economica può generare le condizioni di quella ripresa che l’On. Letta considera iniziata, ma che nessuno riesce, ancora, a percepire nella realtà.

 

Bruno Morroni

06 Febbraio 2014

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BEFERA PENSIERO

PIU’ CONTROLLI MENO RISCOSSIONI

Finanza Agevolata's insight:

Il “rientro dei capitali non è un condono” e “redditometro: pronti per i controlli” sono le recenti dichiarazioni del Dott. BEFERA di Equitalia, che – solo una settimana fa – rendeva noto che non più del 5 / 6% DEL CONTENZIOSO TRIBUTARIO IN ESSERE (di circa 543 miliardi di euro) RISULTAVA RISCUOTIBILE; dopo aver espletato tutte le attività espletabili previste per la riscossione.-

 

Trovando le tre suddette affermazioni fortemente contraddittorie, mi corre – ancora una volta – l’obbligo di richiedere al citato Befera se non sarebbe più vantaggioso per il Fisco attuare una politica più possibilista e conciliante con i contribuenti (come avviene in diversi Paesi della UE) anziché continuare a perseguire una linea terroristica che, a detta dello stesso, porta a risultati modestissimi o addirittura in perdita in termini reali (qualora venisse presa in considerazione l’incidenza dei costi, sul recuperato effettivo).-

 

Sul rientro dei capitali, premesso che Berna  non ha ancora firmato l’accordo con il ns/ Paese, osservo che – dato il lungo tempo di  discussione della manovra  - i "grandi capitali” hanno già raggiunto nuove destinazioni e che , considerata l’onerosità e assurdità della soluzione proposta, i risultati ottenuti - come quello per il “contenzioso” – saranno di modesta entità e, comunque, risulteranno di gran lunga al di sotto delle attese.-

 

Bruno Morroni

03 Febbraio 2014

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BUROCRAZIA SENZA FINE

DIFFICILE SOPRAVVIVERE CON LA BUROCRAZIA (dal Sole 24 Ore del 28/01/2014)

Finanza Agevolata's insight:

A più riprese, ho avuto modo di evidenziare che – oltre alla “cattiva politica” – il vero male del ns/ Paese è costituito dalla BUROCRAZIA.

 

Burocrazia che, imperterrita, seguita a rallentare strumentalmente ogni “iter istruttorio” sia d’ordine legislativo che amministrativo; VANIFICANDO – così - il più delle volte, i rari provvedimenti adottati dal Governo.

 

Al riguardo, è di questi giorni la notizia che le agevolazioni stanziate per gli investimenti in beni strumentali innovativi (credito di imposta) RISULTANO INUTILIZZABILI, da parte delle Aziende, da OLTRE SETTE MESI, per la mancata stipula della “convenzione” tra il MiSE, l’ABI ela Cassa Depositi e Prestiti. Così come è di questi giorni la voce che, a causa dei gravi ritardi (burocratici) accumulati dalla Pubblica Amministrazione, l’Italia rischia di restituire a Bruxelles, oltre 30 miliardi di euro di fondi comunitari (per mancato utilizzo, degli stessi, nei termini prestabiliti).

 

Il tutto tra l’indifferenza più assoluta degli addetti ai lavori e degli organismi preposti agli adempimenti ed ai controlli.

 

Pertanto, più che difficile sopravvivere con la burocrazia, risulta materialmente IMPOSSIBILE.-

 

Bruno Morroni

28 Gennaio 2014

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NOTA INVIATA IL 24 GENNAIO 2014 AL SIG. MINISTRO DELL DELL’ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA ON. MARIA CHIARA CARROZZA

Riorganizzazione amministrativa del Ministero Istruzione Università e Ricerca

Finanza Agevolata's insight:

In relazione al Programma di “RIORGANIZZAZIONE” del Suo Dicastero in corso di adozione, mi permetto di sensibilizzarLa – per quel che concerne il DIPARTIMENTO per la RICERCA – sui punti che seguono che costituiscono, in atto, gravi problematiche e impedimenti sostanziali, per un corretto sviluppo dei progetti di R&S.-

 

Inconvenienti tutti dimostrabili e verificabili, che vanno affrontanti con urgenza e risolutezza massima e che possono riassumersi:

 

a)-       nell’irresponsabilità assoluta dei preposti alla D.G. ed alla Dirigenza dell’Ufficio VI  che, di fatto, ha paralizzato  lo “iter istruttorio” dei progetti di R&S (basti pensare che risultano ancora non completati programmi presentati su bandi del 2002 – 2003!!!); vanificando così ogni utilizzo dei risultati ottenuti;

 

b)-       nel mancato rispetto  - in termini di anni - dei tempi previsti contrattualmente  da parte, soprattutto, degli Istituti Convenzionati per gli adempimenti di loro competenza (visite di rito c/o le Aziende; verifiche dei SAL; trasmissione dei Rapporti Tecnici e contabili al MIUR etc. etc.), che comporta inconvenienti gravissimi quali: la perenzione dei fondi (con tutte le conseguenze) ed il recupero delle rate scadute – dopo la chiusura delle attività di R&S, prima ancora di essere state erogate;

 

c)-       nell’incivile prassi instaurata, (da parte del citato Ufficio) del reiterato mancato riscontro ad ogni richiesta avanzata da parte delle Aziende (sia con Raccomandata a/r che con PEC). Prassi  assunta come norma di comportamento con conseguente assunzione di gravi responsabilità;

 

d)-       nei gravissimi danni all’erario dello Stato che potrebbero derivare dai citati comportamenti dilatori. E’ noto, infatti, che il “criterio di cassa”, previsto – dalla normativa vigente –per le erogazioni, comporta, il pagamento anticipato dei costi sostenuti dalle Aziende che, una volta verificati, danno origine alle erogazioni sui SAL (di norma) semestrali.

 

Se, come avviene in atto, il termine previsto (dai tre ai sei mesi) viene dilatato – per i motivi sopra evidenziati -, di anni, i piani finanziari aziendali “saltano” e le Imprese richiedenti entrano in una crisi di liquidità che, spesse volte, porta al loro fallimento. Da qui il danno erariale derivante dal mancato rientro dei fondi (crediti agevolati) erogati in precedenza;

 

e)-       nell’utilizzo improprio - di parte delle risorse - per costi di struttura, anziché per le destinazioni prestabilite (con prevedibili interventi da parte della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica sollecitati, in merito, da più parti);

 

f)-        nell’abnorme ricorso al TAR da parte delle Aziende richiedenti, negli ultimi due / tre anni, contro i provvedimenti amministrativi adottati, che comprova: la fumosità e confusione della prassi amministrativa vigente e la mancanza della trasparenza (anche sul sito MIUR) prevista dalla Legge.-

 

 Inconvenienti, ripeto, tutti verificabili che stanno portando la Ricerca e lo Sviluppo pubblici, verso il punto di non ritorno tra l’indifferenza di tutti gli addetti ai lavori.-

 

 Nel ringraziarLa per l’attenzione che vorrà dare alla presente nota, resto a disposizione e Le porgo i miei deferenti ossequi.-

 

Bruno Morroni

24 Gennaio 2014

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Commento allo articolo di E. BRUNO: “Ricerca e Borse di Studio UE – L’Italia arriva seconda Peccato che la metà dei cervelli lavori all’Estero”, pubblicato da Il Sole 24 ore del 14 Gennaio 2014

(vedi: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-14/ricerca-borse-studio-ue-italia-arriva-seconda-peccato-che-meta-cervelli-lavori-estero--141052.shtml?)

Finanza Agevolata's insight:

Nel ns/ Paese non sono i “cervelli” che scarseggiano, ma le risorse finanziarie; e quelle messe a disposizione dalla UE sono, per la massima parte, impiegate male o restituite alla Comunità per mancato utilizzo delle stesse nei termini prestabiliti.

 

La burocrazia e la irresponsabilità dei Dirigenti MIUR è nota e viene costantemente denunciata da più parti senza risultato alcuno.-

 

E’ di poche settimane fa la notizia della “sparizione” di milioni  di euro e dello uso improprio (spese di struttura) di ingenti risorse destinate a programmi di R&S. Notizia evidenziata dalla Ragioneria dello Stato e seguita da un silenzio assordante da parte della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica. Per questi motivi i beni più preziosi di noi Italiani (l’ingegno, l’intuizione e la genialità), vengono  esportati in Paesi più seri et organizzati del nostro.-

 

Bruno Morroni

16 Gennaio 2014

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RISORSE UE VECCHIA E NUOVA PROGRAMMAZIONE

E’ di questi giorni la notizia che il ns/ Paese ha “salvato” in extremis” 6,2 miliardi di €uro di risorse UE del Programma 2007/2013; così come è di questi giorni l’altra buona novella che Bruxelles ha promosso (anche se in via informale) l’accordo di partenariato riguardante la Programmazione 2014-2020 (fondi UE per 31 miliardi di €uro).-

Finanza Agevolata's insight:

E’ di questi giorni la notizia che il ns/ Paese ha “salvato” in extremis” 6,2 miliardi di €uro di risorse UE del Programma 2007/2013; così come è di questi giorni l’altra buona novella che Bruxelles ha promosso (anche se in via informale) l’accordo di partenariato riguardante la Programmazione 2014-2020 (fondi UE per 31 miliardi di €uro).-

 

Al riguardo, mi corre l’obbligo di precisare che per quel che riguarda i 6,2 miliardi “salvati” il pericolo di una perenzione risulta solo rinviato dovendo gli stessi essere impegnati e spesi entro il 2015  . unitamente ad altri 18 miliardi di €uro di risorse UE -  ancora in fase di assegnazione da parte dei ns/ Organismi.-

 

Poiché  - a causa della imperante burocrazia ministeriale e regionale – non è stato possibile realizzare ciò in un periodo di oltre cinque anni, qualche dubbio nasce sulle possibilità di realizzazione del nuovo programma (che prevede complessivamente l’impegno di oltre 24 miliardi di €uro in meno di 24 mesi) anche per le  esigenze d’ordine legislativo che la normativa prevede.-

 

In merito alla seconda notizia dell’ok (anche se informale) della UE sulla “bozza” dell’accordo di “Programma 2014-2020”mi corre, ugualmente, l’obbligo di osservare che lo stesso doveva essere già stato presentato nel primo semestre del 2014; e che sono stati richiesti dalla Commissione europea  importanti chiarimenti sulla capacità amministrativa dei ns/ Organismi regionali / ministeriali; sugli obiettivi tematici e, soprattutto, sulla distribuzione delle risorse tra i PON e i POR..-

 

Chiarimenti che comporteranno ripetuti incontri  / conferenze STATO e REGIONI con ulteriori perdite di tempo (forse anni) che come detto risulta limitatissimo.-

 

Riguardando l’accordo in questione la programmazione 2014 –2020, mi chiedo e chiedo se è mai possibile accettare  - in un  grave momento di crisi economico come l’attuale  - un tale stato dei fatti (che ripeto riguarda oltre 31 miliardi di €uro di risorse) che dimostra, ancora una volta, il disinteresse e l’irresponsabilità degli addetti ai lavori ed in particolare del Ministero perla Coesione Territoriale.-

 

Bruno Morroni

07 Gennaio 2014

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Lettera aperta al Presidente di Confindustria

Leggo dal Sole 24 Ore che il Dott. Squinzi ha proposto al Governo un piano industriale per il rilascio del settore auto e un credito di imposta strutturale per gli investimenti in ricerca ed innovazione oltre a maggiori risorse per taglio del cosiddetto “cuneo fiscale”

Finanza Agevolata's insight:

Leggo dal Sole 24 Ore che il Dott. Squinzi ha proposto al Governo un piano industriale per il rilascio del settore auto e un credito di imposta strutturale per gli investimenti in ricerca ed innovazione oltre a maggiori risorse per taglio del cosiddetto “cuneo fiscale”, ma non mi risulta che abbia speso nemmeno una parola in merito alla importantissima partita che si sta giocando (Ministeri /Regioni) sulla politica di coesione 2014 – 2020 che, da più parti, si ritiene decisiva, data la rilevanza dei fondi – oltre 30 miliardi di €uro –, per la ripresa e la crescita del ns/ Paese costituendo detti fondi una grossa percentuale della spesa in conto capitale del ns/ Paese, nel periodo considerato e che, pertanto, dovrebbero rappresentare un tema del tutto prioritario.-

 

Così come mi risulta che nel Suo intervento non abbia preso in considerazione il mancato utilizzo del 52% (pari a circa 35 miliardi di €uro) dei fondi UE (periodo 2007-2013) che il ns/ Paese (penultimo nella capacità di spesa) rischia di perdere se non impegnati entro i prossimi due anni.-

 

Auspico, pertanto, un deciso intervento del Presidente di Confindustria, al quale questo commento è rivolto, di voler intervenire energicamente c/o il Governo affinché vengano adottati  quei provvedimenti che evitino il ripetersi degli errori del passato, risultando questa una occasione da non perdere.-

 

Bruno Morroni

16 Dicembre 2013

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FONDO PER LA RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE

L’approvanda “Legge di Stabilità” prevede di diminuire il peso delle tasse sui  contribuenti con le risorse provenienti da revisione della spesa e lotta all’evasione, a condizione  che venga “garantita la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica.-

Finanza Agevolata's insight:

L’approvanda “Legge di Stabilità” prevede di diminuire il peso delle tasse sui  contribuenti con le risorse provenienti da revisione della spesa e lotta all’evasione, a condizione  che venga “garantita la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica.-

 

A tale scopo istituisce un fondo, dedicato alla riduzione della pressione fiscale, come, peraltro, già verificatasi nel 2011 e nel 2014 e come previsto nel disegno di legge di riforma del sistema fiscale.-

 

Poiché i citati provvedimenti non hanno portato, nel recente passato, a risultati concreti, per esigenze di bilancio, appare poco realistico pensare che possano produrre effetti positivi, almeno, nel prossimo futuro.-

 

Ciò, in considerazione anche del cattivo andamento dei redditi e nella generale previsione di un ridimensionamento del gettito fiscale (e forse anche dell’evasione).-

 

Ma non basta, alcune fonti, di solito bene informate, sostengono che i costi della struttura (verifiche, accertamenti, contenzioso, riscossione etc etc) superano i vantaggi ottenuti (recupero delle imposte e tasse evase).-

 

Se cosi fosse, il presupposto di una riduzione del carico fiscale con l’utilizzazione delle risorse rivenienti dalla lotta all’evasione – nel rispetto dei saldi di bilancio -, assumerebbe i toni di una ulteriore presa in giro e di una ipotesi senza fondamento alcuno.-

 

 

Bruno Morroni

17 Dicembre 2013

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USCIRE DALL'EURO

ATTO PRIMO

Finanza Agevolata's insight:

  

Premesso che la decisione unilaterale di uscire dall' euro - da parte di un Paese - comporterebbe, di fatto, anche l'uscita dall' intera Comunità Europea ( per effetto del disconoscimento degli impegni presi in comune ); le conseguenze risulterebbero molto complesse e cariche di incertezze economiche, politiche e sociali.


La prima conseguenza riguarderebbe l'istaurarsi di una " serie di contenziosi " - sia tra privati che nel settore pubblico - tra il Paese uscente e gli altri partner UE. Ciò per effetto delle perdite subite degli operatori economici, a seguito della rideterminazione dei contratti nella nuova moneta che risulterebbe evidentemente svalutata.


Il Paese che esce dall' euro, inoltre, non riuscirebbe più a collocare sul mercato i " nuovi " titoli di stato che dovrebbero, pertanto, essere acquistati solo dalla propria banca centrale, con una evidente propensione verso una galoppante " inflazione ", che porterebbe al ritiro immediato - da parte dei cittadini - dei loro risparmi dalle banche ( provocandone, quasi certamente, il tracollo ) e la fuga dei capitali verso l' estero o verso lo stesso euro.


Seguirebbero i tentativi, di tutte le parti interessate ( con particolare riferimento ai lavoratori pubblici ed ai pensionati ) , di proteggere i propri redditi dalla svalutazione, "indicizzando " , così, i prezzi all' euro e creando di fatto una doppia circolazione di moneta con una evidente penalizzazione dei pagamenti della P.A. rispetto ai privati. Doppia circolazione di moneta che comporterebbe la fine al " recupero di competitività " previsto e vanificherebbe ( a causa dell'aumento dei prezzi ) i vantaggi sperati sulle esportazioni.

 

L'uscita dall' euro, infine, impedendo il verificarsi di quelle favorevoli condizioni, essenziali per l' attuazione delle riforme strutturali, quali: sistema fiscale, burocrazia, mercato del lavoro, giustizia etc etc, porterebbe al collasso finale l'intera economia del Paese e non solo. 

 

Uscire dall'euro - con decisione UNILATERALE - risulta - pertanto - molto, ma molto complicato. Forse sarebbe stato più produttivo, per quel Paese, non esserci entrato o essere entrato solo nella UE, rinunciando alla moneta unica ( come, ad es. l' Inghilterra ).

 

Bruno Morroni

23 Febbraio 2014

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LE PROSPETTIVE DELLA FINANZA PUBBLICA dopola LEGGE DI STABILITÀ

A lanciare l'allarme è la  Corte dei Conti

Finanza Agevolata's insight:
 

Anche la Corte dei Conti - in un documento allegato alla "relazione quadrimestrale di cassa" trasmesso ieri ai Presidenti delle due Camere - ha avuto modo di confermare, quanto da più parti (compreso il sottoscritto) sostenuto in ordine al possibile verificarsi di un "buco nel gettito" fiscale negli anni 2017/2020 di oltre 13 mld di € (minori entrate su quelle previste).


Ciò in considerazione della modesta ripresa dell' economia; dell'impasse nel quale si trova Cottarelli riguardo alla revisione della spesa ( la c.d. Spending review ) e delle misure restrittive che il governo Letta ha adottato nella legge di stabilità ( pareggio di bilancio fin dal prossimo anno ).


Considerazioni tutte ineccepibili, che integrerei con la constatazione che il " vuoto di gettito " deriverà anche e sopratutto dal semplice fatto che un numero sempre crescente di contribuenti, non sarà più in grado di far fronte agli impegni fiscali assunti con la rateizzazione delle imposte e tasse. Così come sempre più numerosi risulteranno i fallimenti e le aziende che daranno forfait.


La Corte dei Conti, infatti, oltre che lanciare l'allarme, dovrebbe reiterare al Governo che senza una drastica riduzione della spesa corrente pubblica; una ristrutturazione concordata del debito pubblico, una seria riforma del fisco ( sopratutto per quel che riguarda il lavoro dipendente e il reddito di impresa ) e della burocrazia, il ns. paese è irreversibilmente avviato verso un, sempre più prossimo, commissariamento da parte della UE.

 

Bruno Morroni

 

19 Febbraio 2014

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COMUNITA’ EUROPEA

Impegni presi

Finanza Agevolata's insight:

Mentre la ns/ classe politica seguita a perseguire la “inconcludenza più assoluta”, ricordo a tutti - con preoccupazione -  che si stanno avvicinando due scadenze fondamentali per il ns/ Paese:

 

2015        il raggiungimento del pareggio di bilancio (il c.d. fiscal       compact);

 

2016        l’inizio della prevista “austerità programmata” ovvero, della riduzione del debito pubblico in essere (1/20.mo, pari a ca. 50 miliardi di euro l’anno, per riportarlo nell’orbita del 60% del PIL).-

 

Con una economia reale, ancora in crisi profonda, le possibilità di adempiere ai due summenzionati  “impegni” – entrambi formalmente assunti dal ns/ Paese – appaiono problematiche e di difficile attuazione.-

 

Tra le varie ipotesi, particolarmente interessante, risulta quella relativa alla costituzione di un FONDO IMMOBILIARE NAZIONALE (nel quale apportare i più importanti beni di proprietà statale) sul quale emettere obbligazioni (con un interessante rendimento garantito dai fitti) da collocare  sul mercato interno e da destinare alla riduzione del debito pubblico.

 

Altra ipotesi (meno auspicabile) è quella di “attingere”, le risorse necessarie, dagli 8.000 miliardi di euro di ricchezza delle famiglie italiane  - rappresentata da immobili - con l’istituzione di una imposta patrimoniale vera e propria.

 

La terza idea, quella “classica”, prevedrebbe l’adozione di  vere riforme strutturali, tese al rilancio dell’economia reale ,al fine di  aumentare  lo “avanzo primario” dei c/ pubblici (in atto all’1%), di 5/6 punti di PIL soprattutto con la programmata diminuzione  della spesa pubblica; il recupero dell’evasione fiscale e la riduzione a “zero” dei costi della burocrazia.-

 

Risultando questa ultima la più complessa e la costituzione di Fondo Immobiliare Nazionale non semplice; l’ipostesi di una nuova imposta patrimoniale o, in alternativa, di nuove entrate fiscali appare la più probabile e quindi quella che ci dovremmo attendere.

 

Accetto, naturalmente, scommesse.

 

Bruno Morroni

13 Febbraio 2014

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POLITICA ECONOMICA

Dinamiche della Spesa Pubblica

Finanza Agevolata's insight:

Dalle analisi dei dati di bilancio presentati  - per il periodo 2008 / 2012 – dalla Ragioneria Generale dello Stato e della Corte dei Conti, emerge che la “SPESA PUBBLICA PER GLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI” (dello Stato e degli Enti territoriali) è stata ridotta di oltre 100 MRD di €uro; mentre quella “ORDINARIA”, riguardante le spese correnti (diseconomie degli Enti Pubblici e ammortizzatori sociali) risulta aumentata di ca. 60 MRD di €uro.-

 

Tutto il contrario, pertanto, di quanto previsto nelle scelte di politica economica: spending review; costi standard; costi lineari; economie su vasta scala; che sono state tanto pubblicizzate, soprattutto, dagli ultimi Governi (Monti / Letta).-

 

La spesa per investimenti, infatti, è destinata al miglioramento delle infrastrutture e della competitività e quindi è considerata essenziale per la ripresa economica. Quella corrente, al contrario, è destinata alla copertura di costi improduttivi, che non fa altro che aggravare il bilancio dello Stato.-

 

Dalle considerazioni e, soprattutto, dai dati che precedono appare evidente, che la ripresa – che Letta e Saccomanni  considerano dietro l’angolo,  - senza una sostanziale modifica dei trend sopra precisati dalla Ragioneria dello Stato e dalla Corte dei Conti -  risulta una lontana chimera.-

 

Bruno Morroni

11 Febbraio 2014

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BUROCRAZIA SENZA FINE

Dal Sole 24 ore del 7 Febbraio 2014

Finanza Agevolata's insight:

A proposito di quanto evidenziato ieri, dal sottoscritto, si apprende oggi, dalla stampa specializzata, che, dei 831 provvedimenti attuativi delle sette leggi adottate dai governi Monti/Letta ( Salva Italia; Cresci Italia; Semplifica Italia; Semplificazione Fiscale; Spending Review; Sviluppo; e Sviluppo Bis ), ben 478 sono ancora in fase gestionale.
Tra questi, di fondamentale importanza, risultano quelli: sulla " burocrazia zero " ( guarda caso ); sul "pagamento dei debiti della PA"; sulla " anticorruzione " e sulla " spending review ".
Da quanto precede appare del tutto evidente che CHI DECIDE è lo apparato burocratico che - come sostiene Squinzi sta soffocando l'economia del ns. Paese, in modo imperterrito, impunemente e senza lo intervento degli Organi preposti ai controlli di rito. C.V.D.

 

Bruno Morroni

08 Febbraio 2014

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Decreto “Destinazione Italia

Congelate (per l’anno 2014)  Le cartelle esattoriali di EQUITALIA  A CHI VANTA CREDITI CON LA PA

 

Finanza Agevolata's insight:

A prima vista sembrerebbe una buona notizia. Esaminando nel dettaglio il provvedimento (emendamento approvato dalla Commissione della Camera) si osserva che i crediti devono essere: non prescritti, certi, liquidi ed esigibili e devono riguardare somministrazione; fornitura, appalti e servizi (anche professionali) maturati nei confronti della PA regolarmente certificati e, SOPRATTUTTO, che “ a stabilire i criteri di individuazione degli aventi diritto” sarà un decreto (di attuazione MEF / MiSE) da emanare entro 90 giorni.-

 

E qui, ancora una volta, si rispalancano le porte alla «burocrazia ministeriale» (tema affrontato oggi dal Presidente della Confindustria Quinzi, che considera il ns/ Paese “ostaggio della stessa”) che provvederà a dettare le (sue) regole – nei tempi che riterrà più opportuni – costellandole di una infinita serie di adempimenti (tutti rimessi alla loro esclusiva personale integrazione ed approvazione) e di cavilli, da rendere praticamente inapplicabile e quindi poco utile la norma.-

 

Cosa che si ripete da tempo con regolarità senza obiezioni e, soprattutto, nel silenzio assoluto.-

 

Bruno Morroni

05 Febbraio 2014

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SQUINZI / LETTA

Scontro di opinioni

Finanza Agevolata's insight:

Apprendo con grande  interesse che, anche,  il Presidente di Confindustria ha deciso di prendere carta e penna e di intervenire c/o il ns/ Governo sul grave problema della fuga dal Paese delle maggiori Aziende manifatturiere. Prevedendo una vera e propria “DESERTIFICAZIONE” in mancanza dell’adozione, in tempi strettissimi, di una seria “politica industriale” che preveda, tra l’altro, l’avvio di una serie di riforme strutturali: sul COSTO DEL LAVORO, sulla RIGIDITA’ del mercato dello stesso, sulla PRESSIONE FISCALE (che ha raggiunto il 68% rispetto al 46% della media europea), sui PREZZI dell’energia e – mi permetto di aggiungere – sulla BUROCRAZIA (che, ancora oggi, ritarda di oltre sei mesi i pagamenti dei crediti alle Aziende fornitrici di beni e servizi e impedisce – di fatto – l’utilizzo delle risorse che l’UE mette a disposizione per la R&S, gli Investimenti e la Formazione);e, infine,  sui SINDACATI ormai anacronistici in merito ai problemi dell’industria.  Tutti presi  - come sono - alla difesa dei pensionati e degli impiegati statali.-

 

Grido di allarme al quale il Presidente Letta ha risposto che: “la crisi è finita ed è iniziata la ripresa”. Beato Lui!!! Crede ancora nelle  favole o è in assoluta malafede.-

 

Bruno Morroni

31 Gennaio 2014

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L’IMPOSSIBILE RECUPERO DELLE IMPOSTE E TASSE

EQUITALA / BEFERA

Finanza Agevolata's insight:

Durante l’intervento innanzi alla Commissione sull’Anagrafe Tributaria (23/01/2014), il DG di Equitalia BEFERA ha dichiaro che dei 545 miliardi di euro in contenzioso, risulta possibile recuperare tra i 27 e i 32 miliardi di euro (pari solo al 5 – 6% del totale) a causa della “scomparsa” o del fallimento delle “parti” debitrici (contribuenti) nonostante siano stati esperiti tutti i tentativi di riscossione.-

 

E qui ripropongo per l’ennesima volta le domande: “quanto incidono – in percentuale – i costi di “recupero” sostenuti dalla Pubblica Amministrazione sui tributi realmente riscossi? E se c’è convenienza, in termini finanziari, a spingere le procedure di accertamento fino al limite di non ritorno (chiusura delle Aziende, fallimenti, procedure concorsuali etc.etc.) con il risultato sopra denunciato?”

 

Bruno Morroni

27 Gennaio 2014

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UE ITALIA UNICO PAESE AL PALO

Con grave disappunto e preoccupazione ho letto l’articolo di A. CERRETELLI (Il Sole 24 ore del 16/01 u.s.): “Se l’ITALIA è l’unico Paese fermo al palo”

Finanza Agevolata's insight:

Con grave disappunto e preoccupazione ho letto l’articolo di A. CERRETELLI (Il Sole 24 ore del 16/01 u.s.): “Se l’ITALIA è l’unico Paese fermo al palo” nel quale l’ottima inviata a Bruxelles, informa che, anche, la Francia del socialista Hollande, si è convertita al “patto di responsabilità”. Patto che ritiene essenziali i tagli (di miliardi di euro e non interventi simbolici) agli oneri sociali a carico delle Imprese; sostanziali riduzioni di imposte; e, soprattutto, le riforme sul mercato del lavoro e sull’organizzazione amministrativa dello Stato (burocrazia in primis).-

 

Anche la Francia, unica roccaforte unitamente al ns/ Paese (dopo Irlanda; Spagna, Grecia e Portogallo) ha, così, compreso che “senza Aziende che producono ricchezza non c’è niente da distribuire” e quindi non c’è futuro.-

 

Ma la ns/ classe politica, incurante di tutti i drammatici dati economici in suo possesso (dal 2007 ad oggi: PIL  -8%; Disoccupazione da 1,5 milioni ad oltre 3 milioni di unità; aumento del deficit di bilancio del 3%) seguita a discutere sullo jus soli; sui matrimoni gay, sul cognome da dare ai figli; sull’apertura libera delle ns/ frontiere agli extracomunitari, sulle telefonate dei Ministri, rinviando di continuo  l’adozione di quelle riforme che ormai risultano non più rinviabili quali:la ristrutturazione pilotata del ns/ debito pubblico (ormai diventato incontenibile); la riduzione effettiva ed immediata (in vista di interventi a più lunghe scadenze) di almeno il 5% della spesa pubblica corrente (da calcolarsi sui valori di bilancio dell’anno precedente e non, come avviene da oltre un ventennio, su quelli “tendenziali” degli anni futuri); la revisione del mercato del lavoro (diritti sindacati compresi) e del sistema di tassazione delle Imprese (con diminuzione della pressione fiscale e contributiva).

 

Il tutto mediante la adozione dei costi “standard” e la lotta vera alla economia sommersa (evasione e corruzione); la sburocratizzazione  e lo smagrimento dello Stato, delle Regioni e delle Pubbliche Amministrazioni tutte.-

 

Interventi senza i quali non potrà mai esserci crescita; riduzione della disoccupazione; degli interessi sul debito pubblico e, quindi, rilancio dell’economica. Interventi che qualcuno ci imporrà di fare, qualora, il ns/ Parlamento dovesse persistere nel suo suicida modo di agire.-

 

Bruno Morroni

20 Gennaio 2014

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Articolo pubblicato sul Sole 24 Ore del 15 Gennaio 2014) "OSSERVATORIO CISL "

In merito all’articolo OSSERVATORIO CISL (pubblicato il Sole 24 Ore del 15 Gennaio 2014) mi permetto di osservare:

Finanza Agevolata's insight:

In merito all’articolo OSSERVATORIO CISL (pubblicato il Sole 24 Ore del 15 Gennaio 2014) mi permetto di osservare:

Più di 200.000 lavoratori a rischio di licenziamento; quasi 2 milioni di domande per sussidi di disoccupazione; oltre un miliardo di ore di cassa integrazione autorizzate; 152 vertenze di aziende aperte c/o il MiSE; disoccupazione al 12,7%; debito pubblico oltre  di 2.100 miliardi di euro; lotta alla evasione praticamente ferma; spending review  - “more solito” – ancora al “palo”; burocrazia in continuo sviluppo; giustizia all’anno zero; fuga dei cervelli, dei capitali e degli imprenditori all’estero.-

 

In questo desolante quadro del ns/ Paese, il Governo e il nuovo Segretario del PD – in vece di seri programmi di revisione e sviluppo - propongono interventi: sui matrimoni gay; sul doppio cognome (o scelta) dei figli; sullo jus soli; sulla libertà di circolazione degli extracomunitari nel ns/ Paese. ROBA DA MATTI. Interniamoli tutti per un periodo di tempo indeterminato.-

 

Bruno Morroni

15 Gennaio 2014

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INDUSTRIA 2015 – CORTE dei CONTI

Apprendo dal Sole 24 Ore del 23 Dicembre 2013 che la Corte dei Conti ha bocciato il FONDO per la “competitività e lo sviluppo”, istituito nell’ambito di INDUSTRIA 2015 c/o il MiSE, per le motivazioni evidenziate, a più riprese, anche dal sottoscritto.-

 

Finanza Agevolata's insight:

Apprendo dal Sole 24 Ore del 23 Dicembre 2013 che la Corte dei Conti ha bocciato il FONDO per la “competitività e lo sviluppo”, istituito nell’ambito di INDUSTRIA 2015 c/o il MiSE, per le motivazioni evidenziate, a più riprese, anche dal sottoscritto.-

 

Motivazioni che vanno dalla interminabile durata dell’iter (due anni di media) amministrativo che porta all’adozione del Decreto concessorio; ai gravi ritardi avvenuti nella verifica “tecnico –scientifica” dei SAL e delle conseguenti erogazioni e, soprattutto, nella disorganizzazione degli organismi preposti alla gestione e realizzazione dei progetti proposti (con particolare riferimento a INVITALIA), che ha portato- in sei anni – alla attuazione di soli tre progetti ed all’utilizzo di un misero 3% delle risorse stanziate (23 M€uro con 700 impegnati) con perenzione di oltre 660 M€uro.-

 

Motivazioni alle quali va aggiunta quella della burocrazia sempre più imperante e dell’irresponsabilità della classe “dirigente”; entrambe sorde ad ogni appello e tese solamente ad ostacolare (anziché coadiuvare) ogni intelligente tentativo di semplificazione e di velocizzazione dell’iter previsto; ed a far rispettare la normativa prevista per le aziende (come è giusto che sia), senza alcun riguardo per gli obblighi che la stessa stabilisce a loro carico.  Il tutto con grave danno per l’economia del Paese e con i risultati che la Corte dei Conti ha giustamente (anche se con ritardo) evidenziato.-

 

Bene ha agito, pertanto, il citato Organismo di controllo che, sarebbe auspicabile, estendesse la propria indagine anche ai fondi stanziati per la R&S gestiti dal MIUR dove la situazione, se possibile, risulta ancora più grave e le previsioni di danno erariale molto elevate.

 

Risultano, infatti, in crisi finanziaria numerose aziende che, pur avendo terminato da tempo le attività di R&S previste, a causa dei ritardi accumulati nell’istruttoria “tecnico – amministrativa” degli Esperti e degli Istituti Concessionari (convenzionati con il MIUR) e della conseguente perenzione dei fondi, rischiano di portare i libri in Tribunale e di non poter restituire le anticipazioni di credito agevolato percepite, con grave danno per loro stessi, per l’Erario e per l’economia italiana tutta.-

 

Bruno Morroni

23 Dicembre 2013

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L’EUROSFIDA DA FRENO A MOTORE

Il Prof. Quadrio Curzio esamina, con la competenza che tutti gli riconoscono, nell’articolo “L’EUROSFIDA DA FRENO A MOTORE”, le ripercussioni positive – (correttivi indiretti del fiscal compact) – che potrebbero avere i CRSI (Contratti per Riforme Strutturali) 

Finanza Agevolata's insight:

Il Prof. Quadrio Curzio esamina, con la competenza che tutti gli riconoscono, nell’articolo “L’EUROSFIDA DA FRENO A MOTORE”, le ripercussioni positive – (correttivi indiretti del fiscal compact) – che potrebbero avere i CRSI (Contratti per Riforme Strutturali) attualmente in fase di definizione a livello europeo; e invita il Governo italiano nel suo semestre di presidenza del Consiglio europeo,  a non lasciarsi sfuggire l’occasione: convergenza di politiche strutturali dei Paesi della UE sostenute da incentivi finanziari.-

 

Con l’auspicio  - conclude il Prof. Quadrio Curzio – che detti possibili incentivi non finiscano come i fondi strutturali europei  (periodo 2007-2013), “ che abbiano utilizzato solo per il 48%” e che rischiamo di perdere se non verranno utilizzati entro il2015”.-

 

Ed è a tale proposito che evidenzio, ancora una volta, che c/o il MiSE e, soprattutto, il MIUR sono sospese erogazioni per centinaia di milioni di €uro a causa dei gravissimi ritardi accumulati nell’istruttoria amministrativa dei progetti e della conseguente perenzione dei fondi. Così come non sono state – ad oggi – ancora completate le attività procedurali (emissione dei decreti concessori) relative ai bandi pubblicati nel 2013, le cui attività dovranno obbligatoriamente concludersi entro Maggio 2015.-

 

Perenzione delle risorse che, tradotta in termini comprendibili, vuol dire utilizzo diverso e quindi illegittimo (per i costi di struttura) dei fondi destinati dalla UE e dallo STATO  alla Ricerca & Sviluppo, agli Investimenti ed alla Formazione.-

 

Perenzione  che penalizza le aziende, che vedono procrastinati, giorno dopo giorno, lo incasso dei contributi per costi di R&S anticipati da tempo (il più delle volte da due-tre anni) e che causa loro inconvenienti d’ordine finanziario tali, da pregiudicare sovente la stessa sopravvivenza gestionale.-

 

Danno finanziario al quale si aggiunge anche alla beffa. Al grave ritardo dei pagamenti, infatti, si aggiunge anche la richiesta della corresponsione delle rate in scadenza - relative a precedenti erogazioni (per le quali i termini vengono rispettati con precisione assoluta)  - e la trattenuta delle semestralità che (in base ai piani di ammortamento prestabiliti) vengono a scadenza prima ancora di essere erogate!!!

 

In conclusione, le rilevanti risorse UE, vengono dilapidate, male utilizzate, o non utilizzate del tutto, a causa di una burocrazia sempre più miope, menefreghista e priva di controlli di sorta (leggi Corte dei Conti et Ragioneria dello Stato) che fa del proprio meglio per complicare la vita con reiterate richieste di aggiornamenti della documentazione di rito a quelle aziende che hanno avuto  il solo demerito di aver creduto nelle agevolazioni per la R&S, per gli Investimenti e la Formazione, pubblicizzati nei vari Bandi MIUR/MiSE.-

 

L’auspicio, quindi, del Prof. Quadrio Curzio, è destinato -  secondo il parere del sottoscritto - a non trovare rispondenza nella realtà perdurando l’attuale stato delle cose.-

 

Solo l’attuazione pratica della normativa UE (in atto applicata in via formale) potrebbe  portare a quella svolta che il citato Esperto e tutti noi ci auguriamo.-

 

Bruno Morroni

19 Dicembre 2013

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