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RECENSIONI E SUGGERIMENTI SU LIBRI UTILI E CURIOSI PER CHI GESTISCE LA SANITA'
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Ce.Ri.S.Ma.S. - Newsletter

Ce.Ri.S.Ma.S. - Newsletter | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it
Centro di ricerche e studi in management sanitario (Ce.Ri.S.Ma.S.)

c/o Università Cattolica del Sacro Cuore
Largo Gemelli 1
20123 Milano

Giacomo Frittoli's insight:

Per ricevere la newsletter iscrivetevi a:

http://www.cerismas.com/web/it/newsletter/iscrizione-newsletter.html

 

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i documenti dei Lea inviati alle Regioni

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disponibile  la relazione illustrativa e tutti gli allegati

http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2015-02-06/esclusiva-eterologa-disabilita-ecco-175752.php?uuid=Ab9OAS8K

 

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Il secondo è il primo dei perdenti

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A cura di Piero Allievi  prefazione di Pietro Ferrari

Edizioni Rizzoli Etas

Collana Management

ISBN 9788817076685

Anno 2014

Pag. XXXVI-122

€ 15,00

 

Giacomo Frittoli's insight:

Dicembre 2014

Il libro propone brani selezionati tratti da interviste ad Enzo Ferrari. E’ una raccolta di frasi e riflessioni che ripercorrono la vita e il pensiero di un uomo il cui nome, nel mondo, rappresenta l’eccellenza italiana. Un innovatore “proteso alla modernità”.

 

Diceva di se: “Io non invento, non sono un progettista, non sono un calcolatore. Io agito problemi tecnici e promuovo soluzioni nell’intento di realizzare vetture sempre migliori”.

E’ la filosofia del miglioramento continuo: “si va avanti pazientemente [...] talvolta con variazioni minime e pur indispensabili per il passo successivo. Ogni conquista ottenuta schiude infatti nuove soluzioni, apre ulteriori  orizzonti”.

Enzo Ferrari, come ci ricorda il figlio Pietro, era una persona precisa e che chiedeva ai collaboratori  altrettanta puntualità e ordine. Egli “faceva un giro completo dei reparti, guardava ogni cosa e guai se trovava un bullone per terra o uno straccio fuori posto”. Innovazione nella tradizione, precisione e serietà: ecco la ricetta dell’eccellenza Ferrari!

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I cretini non sono mai eleganti

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A cura di Paola Pollo

Edizioni Rizzoli Etas

Collana Management

ISBN 9788817075206

Anno 2014

Pag. 257

€ 17,00

"Ha rivoluzionato il nostro modo di vestire e di pensare la moda. È uno degli ambasciatori dello stile italiano nel mondo. Giorgio Armani non è solo pura creatività: classe 1934, imprenditore appassionato con l’occhio sempre fisso sul futuro, così legato alle radici da farne una cifra di vita, non è mai stato tipo da lesinare le critiche a chi soffoca la creatività e deprime il gusto, talvolta polemizzando anche coi colleghi. "

Giacomo Frittoli's insight:

Dicembre 2014

La moda è una eccellenza italiana e Giorgio Armani la rappresenta appieno nel mondo. Alla fine degli anni 70 egli rivoluzionò il design dell’abbigliamento maschile formale. Il rigido gessato da consiglio direttivo fu trasformato da Armani introducendo e realizzando negli abiti i “concetti” di fluidità e naturalezza. Lo fece rimuovendo lo scheletro di controfodere rigide, sostituendo tweed e flanella con stoffe più soffici come la crêpe di lana, introducendo innovazioni tecniche legate alla cucitura della spalla e al più ampio giromanica. Queste modifiche resero il capo comodo quasi quanto un maglione. L’estetica di Armani basata su un glamour sobrio e un taglio sartoriale ma morbido si impose in tutto il mondo. Nel libro scopriamo che anche Giorgio Armani è un perfezionista: “mi sento frustrato se l’angolo di un guanto si vede troppo. Non è una questione di centimetri, ma di millimetri”.

E’ interessante osservare come per Armani e per Ferrari, la ricerca continua della perfezione tecnica e dell’innovazione coniugata con un grande senso estetico siano tra le principali caratteristiche dell’eccellenza professionale.

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Rinnovare l'azienda a costo zero. Più risultati con le risorse disponibili

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Boaz ronen, Shimeon Pass

edizione italiana è a cura di  Alberto Grando e Valeria Belvedere Edizioni: Egea

Collana: Reference

ISBN: 9788823831957

Anno sett. 2009

Pagine XVIII 290

€ 33

"Se il leader di mercato vuole rimanere tale, deve far sì che tutto cambi. E se il follower di mercato vuole divenire leader, deve far sì che tutto cambi. Parte da questa provocazione, ispirata al celebre pensiero del Gattopardo, l'originale prospettiva strategica presentata dagli autori. La premessa ricorda la circolarità del nostro destino che, nel confronto competitivo, si traduce nella successione dinamica dei giochi di movimento, imitazione e posizione. All'interno di questo efficace schema interpretativo, il libro suggerisce la formulazione di numerose strategie offensive e difensive. La vera capacità competitiva dell'impresa non risiede soltanto nella conoscenza della strategia, quanto nella comprensione del contesto evolutivo in cui essa si muove e nel quale manovre ortodosse e non ortodosse possono prendere forma. In questa prospettiva il testo offre a tutti, manager e studiosi, validi criteri per individuare le soluzioni vincenti nei mercati da gestire oggi e da progettare per domani"

Giacomo Frittoli's insight:

Ottobre 2014

Il titolo potrebbe essere uno slogan adottabile da tutti i manager del SSN, gli autori però, quando lo hanno scritto, non pensavano alla nostra sanità ma alle aziende industriali colpite dalla crisi.  Boaz Ronen, professore all’Università di Tel Aviv, e Shimoen Pass, consulente di fama internazionale, hanno perciò scritto un “agile” manuale che presenta  un metodo: il “Focused Mangement”. Un approccio, ricco di buon senso, che fa sintesi e integra diverse metodologie e strumenti manageriali tra cui: la “teoria dei constraints”, la teoria della “creazione del valore”, le metodiche “just in time” e quelle del “quality management”. E’ una sorta di “Bignami del management” con riferimenti teorici e molti spunti operativi frutto dell’esperienza diretta degli autori.

Il libro, in seconda di copertina, molto ambiziosamente, propone al lettore due provocazioni: La prima, in stile “televendite”, promette a chi seguirà il “focused management” di raggiungere obiettivi estremamente ambiziosi come “raddoppiare il proprio valore in 18 mesi”, “ridurre il time to market del 40%”,  aumentare significativamente la produttività e al tempo stesso la qualità del prodotto,…  Promessa che forse può apparire velleitaria ai manager della sanità, abituati introdurre cambiamenti con tempi “un poco più lunghi” di quelli auspicati da Ronen e Pass.   Questo giudizio però non scoraggi il lettore poiché la seconda provocazione è estremamente interessante e stimolante. Gli autori ci inducono a riflettere su come i metodi tradizionali di  cost-accounting e i sistemi di misurazione delle performance, a volte, non aiutino a  prendere le decisioni giuste.  Le priorità del management, gli aspetti sui quali “focalizzare” l’attenzione dovrebbero essere concentrati sulla semplificazione massima dei processi, sulle operations, su ciò che rende facilmente disponibili e fruibili i servizi prodotti. Questo aspetto coglie uno dei veri problemi di molte delle nostre aziende sanitarie che mostrano sempre “incomprensioni” tra chi centralmente governa i meccanismi operativi e chi invece produce i servizi. E’ quindi auspicabile che il management si “focalizzi sui processi processi produttivi, adottando, in questo modo, linguaggi e metodi facilmente compresibili da chi governa la “produzione”, eliminando “colli di bottiglia”, ottimizzando i tempi, migliorando la qualità per ottenere “piu risultati con le risorse disponibili”.

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Il riformista che non c'è. Le politiche sanitarie tra invarianza e cambiamento

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di Ivan Cavicchi

Edizioni: Dedalo

Collana: Nuova biblioteca Dedalo

ISBN: 9788822063236

Anno 2013

Pagine 216

€ 16

Giacomo Frittoli's insight:

Aprile 2014

 

E’ l’ultimo libro, l’ultima “provocazione”, di Ivan Cavicchi, medico, sociologo, filosofo e poeta. L’autore associa la conoscenza del mondo sanitario, la capacità di visione e di sintesi con l’abilità di espressione originale e sapiente. L’autore ama la “parola” che ricerca e sceglie con cura ma anche plasma e crea. Utilizza, a volte, neologismi a cui affida una forte capacità evocativa emozionando il lettore (ecco forse l’animo poetico). Questo stile non piace a tutti, ma Cavicchi offre ad estimatori e detrattori la concretezza e l’attualità degli argomenti trattati. E’ un libro per discutere dei problemi della sanità ed anche una proposta per risolverli. La risoluzione è la “ricontestualizzazione dell’art 32” della Costituzione ovvero una riforma che prenda atto del contesto e delle principali difficoltà del sistema. Il libro individua e descrive analiticamente molti problemi del SSN che richiamiamo ora sinteticamente attraverso alcune “parole chiave” usate dall’autore:  le “continuità post mutualistiche” che caratterizzano una storia della sanità fatta da “miglioramenti senza cambiamento“ e da “politiche marginaliste” che intervengono in modo secondario non riformando efficacemente il sistema.  I tre grandi problemi che Cavicchi individua sono sottolineati da tre parole:  la “regressività” (stare fermi e come rimanere indietro); le “diseconomie” (es. gli ospedaletti inutili) e le “antieconomie” (es. gli investimenti sbagliati). L’autore  evidenzia inoltre come il contesto sia profondamente mutato e come sia ora necessario “ripensare alla nozione di medicina, ricomplessificandola” attraverso una operazione definita “colligazione”. Questo termine evoca la “collezione” di conoscenze multidisciplinari, la loro integrazione, e “l’incollare” ovvero aggiungere quanto serve per comprendere la complessità. Tra gli aspetti da “incollare” vi è la “trasformazione del paziente” ora diventato “l’esigente”; questo è il grande cambiamento antropologico che  continuiamo ad ignorare mentre è’ già avvenuta una “trasformazione ontologica profonda, culturale e relazionale”. La consapevolezza di questo mutamento è probabilmente la base da cui partire per riformarsi, è quindi necessario “ridefinirsi sulla base dell’esigente”, ripensare l’azienda partendo dalla complessità sanitaria rendendo “compossibile efficienza ed equità”.

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Wellness. Scegli di vivere bene!

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Superando la concezione dell'esercizio fisico finalizzato esclusivamente all'apparenza, Alessandri propone una nuova formula per il benessere psicofisico: il Wellness. Evoluzione del fitness, il Wellness rappresenta uno stile di vita basato sull'equilibrio tra corpo, mente e spirito che coinvolge l'intero modo di essere di una persona. L'attività fisica è solo uno dei pilastri di un corretto modello di comportamento; altrettanto importanti sono una sana alimentazione, un approccio mentale positivo, una ricca vita di relazioni, un lavoro soddisfacente.

 

 

di Nerio Alessandri

Edizioni: Mondadori

Collana: Come fare

ISBN: 9788804493877

Anno 2001

Pagine 120

Fuori catalogo

Giacomo Frittoli's insight:

Aprile 2014

 

Dal Fitness al Wellness, dalla forma fisica al benessere psicofisico, dalla ginnastica ai corretti stili di vita, da una parte al tutto. La “rivoluzione” di Nerio Alessandri  è stata quella di trasformare le sue “macchine da palestra” da risposta al bisogno di apparire, ad attrezzi domestici necessari per ricercare il bisogno essenziale di star bene. Il libro, che illustra la filosofia di Alessandri, non è più in commercio e si può trovare solo dai remainder. In libreria è invece disponibile “Wellness Storia e cultura del vivere bene” (Sperling & Kupfer 2007). E’ una interessante raccolta di saggi accademici proposti da studiosi di sociologia, antropologia, filosofia, storia, psicologia e medicina che espongono analisi sull’evoluzione storica e culturale del concetto di benessere. La filosofia di Alessandri è più di uno stile di vita, per alcuni è un vero credo, una fede che sta conquistando il mondo. E come ogni religione ha alcuni fanatici, molti devoti e qualche “credente ma non praticante”. Questi ultimi cercano “assoluzione” e giustificazione nella frase “c'est une ennuyeuse maladie que de conserver sa santé par un trop grand régime”. Chi farà più proseliti: l’innovatore Nerio Alessandri o l’antico scrittore seicentesco François VI, Duc de La Rochefoucauld, Prince de Marcillac?

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Historiens de la santé: La transmission des Aphorismes du grec en arabe

 

 

La transmission des Aphorismes du grec en arabe.

Journée d’études sur l’histoire de l’Hippocratisme dans le monde arabe médiéval.Univ. Paris Denis Diderot Jeudi 15 mai 2014 de 9h à 17h30

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Bra: in biblioteca l’Archivio storico dell’ospedale “Santo Spirito”

Bra: in biblioteca l’Archivio storico dell’ospedale “Santo Spirito” | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

L’Archivio storico dell’ospedale “Santo Spirito” di Bra ha trovato sede presso la biblioteca civica comunale.

E' consultabile, previo appuntamento, presso i locali in via Guala, secondo gli orari di apertura della biblioteca.

Maggiori informazioni al numero 0172.413049 o scrivendo all’indirizzo e-mail biblioteca@comune.bra.cn.it.

 

Giacomo Frittoli's insight:

L’Ospedale, fondato nel 1564 per decisione del Vicario Generale di Torino, era amministrato dal Municipio di Bra. Nel 1642, dopo un periodo di decadenza dovuto a vicende belliche, la struttura fu affidata alla Confraternita dei Battuti Bianchi che la tenne fino al 1660, quando tornò al Municipio per poi fondere l’ amministrazione, nel 1773, con la “Congregazione di Carità”.

L’Ospedale restò istituzione autonoma fino alla fine degli anni ’70 del ‘900, quando confluì nell’ASSL 18 Alba-Bra e poi nell’ASL CN 2 Alba-Bra.

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Un nuovo libro di Alessandro Signorini

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Ospedale privato e non profit. Antagonista o alleato strategico dell'assistenza pubblica?

Collana: Strumenti - Bioetica e Medicina

Edizioni: Vita e Pensiero

ISBN:  9788834314128

Anno 2007

Pagine 240

€ 18

 

 

 

NEW!

Assistenza ospedaliera e SSN nell'Italia della «spending review»

di Alessandro Signorini

Collana: Strumenti economia contributi

Edizioni: Vita e Pensiero

ISBN:  9788834326473

Anno 2013

Pagine 230

€ 18

 

 

 

Giacomo Frittoli's insight:

 

 

Dicembre 2013

L’autore, Alessandro Signorini  è da dieci anni Direttore Sanitario della Fondazione Poliambulanza di Brescia ospedale lombardo di eccellenza e realizzazione delle Opere della Congregazione delle Suore Ancelle della Carità. Il libro presenta interessanti riflessioni sui rapporti tra sanità pubblica e privata anche attraverso l’analisi comparata di diversi sistemi sanitari nazionali (Usa, Canada, Gran Bretagna, Germania). In particolare troviamo condivisibile la necessità di distinguere, con lucida determinazione, tra sanità privata orientata al profitto e quella realmente  “non profit”,  dove il “senza scopo di lucro” è nella mission dell’ente e non una architettura istituzionale per cogliere, seppur nella legalità, benefici economici o fiscali.

Ci colpisce l’onesta constatazione, derivante probabilmente dalla decennale esperienza bresciana, di come un ospedale non profit possa svolgere una “funzione pubblica” in modo più efficiente e più qualificato di molti enti pubblici. L’ospedale privato non profit è quindi una opportunità per il sistema pubblico a cui dovrebbe spettare “l’esercitare con competenza e puntualità la funzione di governo”.

In dicembre sarà pubblicato, sempre con l’editore Vita e Pensiero, un nuovo libro di Signorini nel quale l’autore si interroga, con scientifica precisione, sui diversi e difficili scenari futuri della sanità, sulle “questioni non risolte dal SSN”, sugli auspicabili “presupposti per ripartire” e, infine, sulla necessità ineluttabile per la salvezza del paese, che dalle difficoltà nasca un nuovo senso del dovere negli amministratori, nei politici, nei cittadini. 

A sei anni di distanza dal primo libro l’aspetto che più ci colpisce è la triste consapevolezza che all’invito ad esercitare competenza e puntualità rivolto chi gestisce il potere pubblico, oggi, si aggiunga l’invito a “rinunciare alle suggestioni del consenso facile e populista” e l’esortazione alla politica ad essere “disposta a misurarsi sul terreno del concreto bene comune”. Un richiamo all’etica dei comportamenti, al senso del dovere. Forse il mondo non profit ha anche in questo campo qualcosa da testimoniare.

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Storia della medicina e della sanità in Italia

Storia della medicina e della sanità in Italia | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

Quando si parla della storia della medicina in Italia si pensa immediatamente a Giorgio Cosmacini. Studioso, mente prolifica, riferimento per chi vuole approfondire e conoscere sia la storia della medicina che quella della sanità

 

di Giorgio Cosmacini

 

Edizioni: Editori Laterza

Collana: Economica Laterza

ISBN:  9788842094067

Anno: 2010 settembre

Pagine : XIII - 630

€  12,50

Giacomo Frittoli's insight:

Dicembre 2013

Riflettere sull’attuale ruolo degli ospedali religiosi non può prescindere da una analisi svolta in una prospettiva storica. Numerose pubblicazioni sono disponibili sulla storia della medicina, delle malattie, dei grandi medici ma quasi nulla sulla storia dei sistemi sanitari. Esistono studi approfonditi sui fondatori degli enti, sul loro carisma e sulle singole opere. Sono testi specialistici che propongono analisi su diversi aspetti: biografico, agiografico, storico-istituzionale,  tecnico-amministrativo, medico-scientifico, architettonico-artistico. Uno studio sistematico che evidenzi il divenire dei rapporti istituzionali tra gli ordini monastici e ospedalieri, le opere religiose, le fondazioni laiche, e “l’autorità pubblica”: i comuni, gli antichi stati preunitari, lo stato italiano non è ancora stato scritto forse per la complessità e vastità che dovrebbe avere tale opera. Sono pubblicati brevi saggi, spesso introduttivi a libri specialistici, oppure limitati a periodi storici o a specifiche aree geografiche (tra i più conosciuti citiamo Bressan, Cipolla, Garbellotti,…).

L’unico riferimento, di taglio enciclopedico e generale, reperibile in libreria è l’opera di Cosmacini pubblicata, nel tempo, in tre volumi: “Storia della medicina e della sanità in Italia dalla peste europea alla guerra mondiale (1348-1918) (Laterza 1994)”;  “Medicina e sanità in Italia nel XX secolo. Dalla «spagnola» alla seconda guerra mondiale” (Laterza 1989); “Storia della medicina e della sanità nell'Italia contemporanea” (Laterza 1994), disponibile anche in un unico volume intitolato “Storia della medicina e della sanità in Italia”  (Laterza 2005).

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Tra carte e scartoffie. Apologia letteraria del pubblico impiegato

Tra carte e scartoffie. Apologia letteraria del pubblico impiegato | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it
Zelanti o lavativi, capaci o perdigiorno, molti giganti della letteratura - da Gogol' a Stendhal, da Svevo a Dickens - hanno indossato le "mezze maniche" del pubblico impiegato, vivendo la quotidianità di quel mondo fatto di mediocrità e routine, ma traendone idee, personaggi, ambienti che hanno ispirato grandi capolavori. Queste pagine ci restituiscono le vicende, ora tristi ora divertenti, spesso surreali, di scrittori e di personaggi immaginari accomunati dal medesimo destino impiegatizio, seguendo le tracce del rapporto tra letteratura e burocrazia in luoghi, culture, epoche, generi assai distanti: dalla Francia alla Russia, dalla Mitteleuropa alla letteratura anglosassone, dai nostri Travet e Policarpo sino alla spy-story e alla fantascienza. E svelando anche legami inconsueti, come quelli tra Balzac e Marx, tra Kafka e Weber o, ancora, tra Tolkien, Asimov e i politologi.

 

 

di Luciano Vandelli

Prefazione di Anna Maria Cancellieri

Edizioni: Il Mulino

Collana: Intersezioni

ISBN: 9788815241658

Anno 2013

Pagine 312

€ 22

Giacomo Frittoli's insight:

Luglio 2013

L’autore, professore ordinario dell'Università di Bologna dove insegna Diritto amministrativo e Diritto degli enti locali, ci  conduce in un viaggio tra  le tante immagini dell’”amministrativo” attraverso quanto ci ha trasmesso la letteratura nelle diverse epoche e luoghi del mondo. Il libro è molto piacevole e utile perché, con lo spirito dell’antropologo, l’accuratezza dei dettagli del giurista e lo stile del letterato, l’autore ci offre una lettura che, pur mantenendo la forma di un saggio, con ricche note, citazioni puntuali, appendici ed indice dei nomi e delle opere citate,  è una narrazione che attraversa la letteratura mondiale.

Il libro si conclude con alcune domande e risposte: avremo un futuro senza amministrazione? “i livelli più elevati di qualità della vita si registrano non nei paesi che hanno meno amministrazione, ma in quelli che (come Svezia, Finlandia, Germania) hanno amministrazioni funzionali efficienti”.

Se la PA sopravvivrà, come sarà l’impiegato pubblico in un epoca tecnologia, globale, liberalizzata?   Una risposta ci arriverà sicuramente dalla letteratura capace di descrivere mirabilmente vizi e virtù e culture locali. Lo testimonia “Camilleri nel suo racconto La rivolta dei topi d’ufficio, in cui funzionari sconcertati all’idea che i cittadini siano autorizzati a dichiarare da sé di essere nati il giorno tale, di risiedere in una certa strada, di avere un determinato titolo di studio ecc. organizzano un vero e proprio complotto contro la semplificazione. Il tutto senza presentare certificati e documenti: inconcepibile! Ci si fida della parola di uno sconosciuto, come se fossimo in Svezia o in Germania…”.

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Art for business. Il valore delle arti per le organizzazioni

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Da qualche anno si sente dire che frequentare gli artisti possa fare bene a ogni manager.

 

 

 

Antologia curata da Valeria Cantoni

Edizioni: Vita e Pensiero

ISBN-13 9788834322581

Novembre 2012

Pagine  160

€ 16,00

Giacomo Frittoli's insight:

Aprile 2013

 

Una raccolta di saggi e riflessioni di formatori, economisti, manager e artisti; miniera di stimoli presentati e discussi in questi anni durante le attività dell’associazione Art for Business laboratorio di ricerca di Trivioquadrivio. Tra i tanti spunti riportiamo un pensiero di Severino Salvemini ordinario di organizzazione aziendale, Università Bocconi: “… curare l’estetica è per gran parte degli operatori economici indicatore di scarsa produttività, di fantasia stravagante, di estraneo alle norme professionali. … Ma l’estetica è invece teoria della conoscenza sensibile e occorre far penetrare la sensibilità della bellezza diffusa nel sociale anche dentro l’organizzazione. Occorre dare all’esperienza di lavoro una maggiore libertà creativa, un riconoscimento delle posizioni intellettive, una maggiore soddisfazione sensoriale e una personale interpretazione dei vincoli negli spazi micro-progettuali. E inserire più arte e più cultura in azienda, elementi non effimeri ed estranei, ma veri input cruciali per una catena del valore degna di produzione di senso.”

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Il LAVORO MANAGERIALE in pratica
Quello che i manager fanno e quello che possono fare meglio
di Henry Mintzberg

Il LAVORO MANAGERIALE in pratica<br/>Quello che i manager fanno e quello che possono fare meglio  <br/>di Henry Mintzberg | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it
Edizioni: Franco Angeli
ISBN: 9788820458188
Anno 2014,
Pag. 170
€ 24,00


Henry Mintzberg è uno dei più famosi esperti al mondo di organizzazione e questo lavoro è, come definito dall’autore, “la versione ridotta e rivista” del suo precedente volume: “Il Lavoro manageriale” (edito nel 2010 da Franco Angeli ora alla 4° ristampa). Ricordiamo solo che l’opera vinse il premio Management Book of the Year 2011, prestigioso riconoscimento attribuito dal Chartered Management Institute (CMI) di Londra.
L’autore informa subito il lettore che non ci sono, come in ogni manuale americano, riassunti a fine capitolo ma che i concetti chiave compaiono in grassetto. Quindi i manager che non hanno tempo di leggere (da Mintzberg definiti “stressati” e a cui dedicherà il secondo capitolo) possono scorrere il libro saltando agilmente da un concetto all’altro perché tutti ben evidenziati dal carattere in neretto. Mintzber propone una riflessione iniziale dirompente: “è tempo di riconoscere che la gestione manageriale non è una scienza né una professione” mettendo fine (forse) ad anni di dotte discussioni e fiumi di pubblicazioni tra mondo accademico ed esperti di organizzazione. Ecco la sua “ricetta” per definire il management: “Mettete insieme una discreta quantità di sapere tecnico con il giusto tocco artistico e con la capacità di sfruttare alcune acquisizioni scientifiche e otterrete un lavoro che è soprattutto una pratica, appresa attraverso l’esperienza e fortemente radicata in un dato contesto.” Non come scienza, non come professione ma come pratica. Buona lettura (non serve nemmeno sottolineare, ci ha già pensato Mintzberg).
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Quale eccellenza per la sanità?

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Quali sono le “eccellenze” italiane? Esiste qualche elemento tra quelli che le caratterizzano che possa essere di ispirazione al mondo sociosanitario?

Giacomo Frittoli's insight:

Dicembre 2014

In libreria si trovano moltissime biografie e narrazioni di imprenditori di successo. I libri presentati oggi propongono solo alcune riflessioni sulla capacità italica di creare innovazione e bellezza. E’ interessante notare come l’eccellenza si accompagni quasi sempre alla meticolosità, alla cura attenta, quasi ossessiva, dei dettagli. Le due aziende Ferrari e Armani hanno entrambe sviluppato una cultura aziendale improntata al miglioramento continuo e all’attenzione verso l’innovazione degli aspetti tecnici del prodotto ma, allo stesso tempo, si caratterizzano per la capacità di cogliere l’armonia e l’essenzialità delle forme, la bellezza dei particolari.

Come declinare il concetto di eccellenza per la sanità? Non è semplice e le opinioni ed i punti di vista sono differenti. Per uno specialista l’eccellenza potrebbe essere collegata alla scelte tecnico-qualitative, come ad esempio tra i diversi approcci medico-chirurgici legati a scuole di pensiero e sicuramente ai diversi esiti indotti.

Quindi una prestazione appropriata può avere diversi gradi di qualità tecnica sino all’eccellenza. Per un paziente un atto tecnico appropriato e tempestivo, con esiti di cura positivi, dovrebbe essere considerato normale o “eccellente”?  Solitamente l’atto tecnico, per il paziente, non ha “toni di grigio”. Ossia o è soddisfacente, “che soddisfa” e produce esiti positivi, o è insoddisfacente. Per questo, forse, assumono grande importanza nella sua valutazione complessiva gli aspetti di “contorno”, che influiscono sulla qualità percepita.

Eccellenza sono quindi “l’essenzialità perfetta del servizio” (pulizia, quiete, riservatezza, gentilezza e disponibilità del personale) e le “comodità” (spazi, arredi, servizi alberghieri, facilitazioni per i parenti che assistono).

Ci sono tante opinioni, ma di sicuro come vedremo nelle successive recensioni, per Ferrari e Armani l’eccellenza non è solo nel motore affidabile e nel taglio perfetto dei tessuti, ma è anche nel più piccolo particolare.

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Italia, un Paese Maiuscolo. Come continuare ad essere cuore e motore creativo del mondo

Italia, un Paese Maiuscolo. Come continuare ad essere cuore e motore creativo del mondo | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

di Rossana Pace

Edizioni: Editalia

ISBN: 9788870604993

Anno 2012

Pag. 276  e tavole illustrate

€ 37,40

Giacomo Frittoli's insight:

Dicembre 2014

E’ il libro ideale per iniziare un viaggio per scoprire o riscoprire le eccellenze italiane. E’ una mappa  per orientarsi nel tempo e in tutti gli ambiti della “ricerca scientifica, umanistica, artistica, di sviluppo sociale e tecnologico: dall'astrofisica all'eno-gastronomia, dalla medicina al design, dal diritto all'architettura, dalla filosofia alla moda”. L’autrice, Rossana Pace, è presidente dell’Associazione Culturale Eccellenze Italiane. Questa associazione si prefigge, attraverso la promozione di iniziative culturali, di far emergere e valorizzare i punti di forza degli italiani in ogni settore.  E’ un libro curioso, una raccolta di schede informative, che ci testimonia come l’Italia, paese spesso denigrato, pieno di contraddizioni ed aree di arretratezza sia anche luogo di creatività, innovazione ed eccellenza.

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operations management - definition in the Business English Dictionary - Cambridge Dictionaries Online

operations management - definition in the Business English Dictionary - Cambridge Dictionaries Online | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

operations management -  the control of the activities involved in producing goods and providing services, and the study of the best ways to do this.

Giacomo Frittoli's insight:

ottobre 2014

Cosa vuol dire “Operations”? La risposta non la troviamo nei vocabolari, non esiste una parola italiana corrispondente. Si può cercare allora di attribuire al significante anglosassone un significato  italiano che cerchi di ricomprendere tutte le proprietà concettuali espresse dal termine inglese. “Operations” è riferibile alle attività aziendali coinvolte nel processo che rende disponibile un servizio al cliente ovvero, per un ospedale, le prestazione al paziente. Le attività quindi sono riferibili alla progettazione, realizzazione, ed erogazione (comprensiva anche della eventuale commercializzazione) di un servizio. Possiamo perciò far riferimento, in altri termini, ad alcune funzioni aziendali caratteristiche quali: “ricerca e sviluppo”, “progettazione”, “produzione” e “logistica”.  

“Operations” ha un significato molto ampio e non esiste una unica parola italiana che lo ricomprenda, dovremo di conseguenza abituarci (o rassegnarci) al fatto che “operations” diventi un “anglicismo ufficiale”, di uso corrente in italiano, al pari di tanti altri vocaboli inglesi che, in ambito scientifico ed economico, hanno sostituito termini nella nostra lingua.

Per conoscere meglio i contenuto delle Operations per il settore sanitario il riferimento “fondamentale” è il libro di Stefano Villa:  “L’operations management a supporto del sistema di operazioni aziendali. Modelli di analisi e soluzioni progettuali per il settore sanitario” (Milano, Cedam 2012),  già presentato dall’autore nella Newsletter n° 32. 

I due manuali segnalati oggi si riferiscono invece al mondo dell’industria e dei servizi. Riteniamo possano essere un riferimento indispensabile nella biblioteca ideale di un manager della sanità in quanto ricchi di stimoli e idee “trasferibili” nelle aziende sanitarie.

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Operations Management nella produzione e nei servizi 3/ed - McGraw-Hill Education

Operations Management nella produzione e nei servizi 3/ed - McGraw-Hill Education | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

Autori: Richard B. Chase, Robert F. Jacobs, Alberto Grando, Andrea Sianesi

Collana: Istruzione scientifica

ISBN: 9788838667183

Anno 2012

Pagine 512

€ 50

Giacomo Frittoli's insight:

Ottobre 2014

Il libro è la terza edizione italiana del “famoso” manuale di Richard B. Chase, docente di Operations Management e Direttore del Center for Service Excellence alla Marshall School of Business, University of Southern California. Il poderoso tomo si caratterizza anche per il contributo rilevante degli autori italiani  Alberto Grando  ordinario di  Operation management all’Università Bocconi e Andrea Sianesi ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano. Il manuale si pone “l’obiettivo di illustrare le problematiche più attuali e importanti cui devono far fronte i manager di Operations management, e di presentare prassi e strumenti applicabili in molteplici contesti aziendali”.  Oltre al libro sono disponibili on line molti materiali che integrano e completano il  volume.  E’ una lettura necessaria per chi vuol conoscere i molteplici aspetti dell’ operations management e per chi, come suggeriscono gli autori, “vuole ottenere dal suo studio un vantaggio competitivo nel suo percorso di carriera”.

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Le forme della leadership

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di Domenico Bodega

Edizioni: Rizzoli - Etas

Collana: Organizzazione e risorse umane

ISBN: 9788845311239

Anno 2002, quinta ristampa marzo 2012

Pagine 288

€ 23

Giacomo Frittoli's insight:

Aprile 2014

Quale è il profilo del leader secondo le attese dei collaboratori? Quali profili sono adatti per gestire efficacemente le organizzazioni? La risposte a queste ed a molte altre domande sul ruolo del leader le troviamo nel libro di Domenico Bodega professore di organizzazione aziendale e preside della facoltà di economia all’Università Cattolica di Milano.  In questo libro si fa sintesi di una ricerca sviluppata in 750 aziende di 61 paesi evidenziando con chiarezza le diverse forme di leadership efficaci rispetto ai differenti contesti culturali ed organizzativi. L’autore individua sia i comportamenti universali dei leader che sono trasversali alle diverse culture europee sia le peculiarità italiane. Chissà quanti “grand commis” della sanità si riconosceranno nei profili descritti…

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CNI UNESCO - Giornata mondiale del libro 2014

CNI UNESCO - Giornata mondiale del libro 2014 | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

23 aprile giornata dedicata al libro, alla lettura e al diritto d’autore

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Linee@vcp nuova rivista dell' AVPC

Linee@vcp  nuova rivista dell' AVPC | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

E' nata Linee@vcp, la rivista on-line dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

Giacomo Frittoli's insight:

Molto interessante e ricca di riferimenti utili

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Compassione. Le opere di misericordia ieri e oggi

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Compassione, condividere la passione. Misericordia, cordialità per i miseri. Un percorso storico per scoprire un nuovo significato per le opere di misericordia enunciate nel Vangelo di Matteo.

 

 

 

di Giorgio Cosmacini

 

Edizioni: Il Mulino

ISBN:  9788815237552

Anno 2012

Pagine 123

€ 12

Giacomo Frittoli's insight:

Dicembre 2013

Giorgio Cosmacini, medico, filosofo e storico, è autore prolifico. Molte sue monografie riguardano i nostri associati ad esempio:  “Gemelli: il Macchiavelli di Dio” (Rizzoli 1985); “Vite parallele” (Giovanni di Dio e Camillo de Lellis) in “La salute, la cura, la storia” (Missione salute 1994) “La mia baracca. Storia della Fondazione Don Gnocchi” (Laterza 2004); “Camillo De Lellis. Il santo dei malati” (Laterza 2013).

“Compassione” (ovvero “partecipare all’altrui sofferenza”) è il titolo di un saggio del 2012 che dovrebbe “provocare” e stimolare i cattolici. L’autore ci pone un quesito fondamentale: come rendere attuali le parole del vangelo di Matteo (25: 35-36)? come realizzare oggi le sette opere di misericordia corporale indicate da Gesù come comportamento per i “giusti”?  La proposta dell’autore consente di riflettere, con dotte e piacevoli dissertazioni, su come arricchire il significato delle opere di misericordia corporale adeguandolo alle istanze della ricca società posmoderna. “Il dar da mangiare agli affamati si ribalta nell'esigenza di sottoalimentare gli obesi; il dar da bere agli assetati si inverte nella regola di disassuefare i bevitori; il vestire gli ignudi diventa il resistere alle invadenze della moda; l’alloggiare i pellegrini si discontinua nel non respingere gli immigrati; il visitare i malati si problematizza nel non perdere il dialogo con i pazienti; il visitare i carcerati si trasforma nel non aggiungere pena a punizione e il seppellire i morti si rende più compiuto nel dovere di rispettare la volontà e la dignità di chi muore”.

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Per il lavoro. Rapporto-proposta sulla situazione italiana

Per il lavoro. Rapporto-proposta sulla situazione italiana | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it
Un profondo malessere affligge in Italia il mondo del lavoro; un malessere reso più drammatico dalla grave crisi economica in corso.

 

 

prefazione di Camillo Ruini

Edizioni: Editori Laterza

Collana: Percorsi

ISBN: 9788858107461

Anno 2013

Pagine 194

€ 15

Giacomo Frittoli's insight:

Il rapporto proposta è frutto del pensiero sia di molti studiosi, esperti e ricercatori di discipline economiche e sociali sia del Comitato per il progetto culturale della Conferenza Episcopale italiana. I primi capitoli propongono un’analisi del mercato del lavoro italiano, una lettura corretta dei numeri della crisi. Il libro potrebbe essere consigliato anche solo per questo aspetto, dato l’uso spesso distorto e strumentale che viene fatto dei dati. Tra le diverse proposte conclusive si vuole sottolineare un passaggio che evidenzia l’esigenza di una nuova cultura del lavoro che “deve prendere atto che il lavoro è sussidiario  alla persona umana e alla famiglia, e non viceversa. […] E’ necessario promuovere un lavoro che elevi la qualità della vita intesa come non sono benessere materiale (welfare) e psicologico (well-being) ma anche e soprattutto vita buona in senso morale.”  Dobbiamo distinguere “fra lavoro per la creazione di valori d’uso, in quanto crea beni e servizi direttamente rispondenti a bisogni di persone concrete in un contesto determinato (per esempio in famiglia, nelle reti informali, nel privato sociale), e lavoro per la creazione di valori di scambio, quello che produce beni e servizi per un cliente impersonale e viene generalmente valutato secondo parametri di profitto. Entrambi sono legittimi, ma l’importanza è non ridurre il primo al secondo. Si tratta di utilizzarli entrambi in modo appropriato nelle relazioni quotidiane. In certi casi il lavoro di servizio e cura delle persone è meglio svolto come lavoro d’uso piuttosto che di scambio, in altri è vero il contrario.”

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Ucas Ufficio complicazione affari semplici

Ucas    Ufficio complicazione affari semplici | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it

Questo libro esamina il tema dei rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione alla luce degli interventi di semplificazione introdotti dagli anni '70 ad oggi, evidenzia i costi che la burocrazia fa pesare su cittadini ed imprese, illustra alcuni casi più clamorosi di complicazioni e disfunzioni. Il testo affronta sia le degenerazioni di un apparato che può far emergere fenomeni di corruzione, sia le potenzialità di settori pubblici che puntano sulle nuove tecnologie per migliorare il rapporto con le imprese e con il cittadino utente. Il contenuto è aggiornato con le norme introdotte dagli ultimi Decreti del Governo Monti"

 

di Sergio Scalia

 

Edizioni: Mimesis

ISBN: 9788857513874

Anno 2013

Pagine 114

€ 12

Giacomo Frittoli's insight:

Luglio 2013

Questa veloce lettura, il cui titolo rappresenta come il cittadino spesso vede la burocrazia amministrativa, inizia con una disamina degli interventi di semplificazione dalla “riforma Cassese” del 1993, alle Leggi Bassanini, fino al decreto “semplifica Italia” del Governo Monti e si conclude con le potenzialità e i rischi dell’e-Gov. Come sottolinea l’autore, in questi ultimi vent’anni, una cultura “pseudo liberista” ha “fatto passare lentamente il concetto della Pubblica Amministrazione come peso per il paese, una moltitudine di nullafacenti, che ostacolano lo sviluppo italiano”- per arrivare a proporre di modificare l’art’41 della costituzione.  I recenti fatti economici ci hanno invece mostrato l’importanza del ruolo pubblico se tempestivo ed efficiente.

Il libro si conclude con un monito dell’autore teso a sottolineare come il rischio sia “che, invece di una necessaria semplificazione delle regole, passi nell’opinione pubblica l’idea di una cancellazione delle regole e che quindi per produrre e creare lavoro debbano prevalere gli interessi individuali rispetto a quelli collettivi come la tutela della salute o dell’ambiente”.

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Medical humanities e medicina narrativa. Nuove prospettive nella formazione dei professionisti della cura

Medical humanities e medicina narrativa. Nuove prospettive nella formazione dei professionisti della cura | EX LIBRIS E DINTORNI... | Scoop.it
La medicina narrativa valorizza la storia del paziente, che diventa un fondamentale strumento di conoscenza della malattia, essenziale per costruire un efficace progetto terapeutico.

 

 

di Lucia Zannini

Edizioni: Raffaello Cortina

Collana: Pedagogie dello sviluppo

ISBN: 978-8860301628

Marzo 2008

Pagine 280

€ 23

Giacomo Frittoli's insight:

Aprile 2013

 

Le “storie” di malattia non vivono solo la dimensione intima del colloquio paziente-medico, ma possono assumere anche la forma della scrittura, della narrazione e spesso sono spunto di testi finzionali come romanzi, film, canzoni, opere grafiche e pittoriche. Sono le forme delle cosiddette medical humanities.

Il libro di Lucia Zanini, docente di pedagogia alla facoltà di medicina e chirurgia dell’università degli studi di Milano, è un ottimo manuale che chiarisce le origini e la natura della medicina narrativa. In particolare, nel terzo capitolo,  l’autrice descrive l’uso delle medical humanities come strumento per la formazione dei professionisti della salute. Questa parte è particolarmente interessante per i formatori perché, oltre a proporre una sistematizzazione storico metodologica, suggerisce strumenti operativi utili per utilizzo nella didattica delle diverse forme dell’espressione artistica. I consigli proposti sono frutto di studi approfonditi e di rigorosa ricerca, ma anche di evidente esperienza e passione. Monito finale e auspicio dell’autrice è che si crei un contesto culturale in cui la visione di un film, la lettura di un romanzo o la contemplazione di una opera d’arte non siano considerate modalità per rendere più piacevole lo studio della medicina bensì attività irrinunciabili per comprendere l’esperienza umana della malattia.

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