Cucina sana e naturale
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Ravanelli: proprietà e benefici

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Il ravanelli, già conosciuti all'epoca dell'impero romano, erano impiegati per favorire il sonno, questo grazie alla presenza della vitamina B e delle sue proprietà tranquillanti. Le principali sostanze che compongono il ravanello sono: acqua, sodio, ferro, potassio, calcio, fosforo, vitamina B e C, niacina, fibra alimentare, proteine in piccole quantità, e glucidi. Fonte Mr. Loto http://bit.ly/N7dDZj
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Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Marzo

Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Marzo | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Marzo è il mese in cui la primavera entrerà nelle nostre case con i suoi colori, odori e soprattutto gustosi sapori, tanto attesi durante questo interminabile inverno. Lasciati finalmente il freddo alle spalle, accogliamo a braccia aperte la stagione primaverile che con i suoi primi caldi tiepidi, farà germogliare i semi piantati con tanta cura nel nostro piccolo orto sul balcone. Ma cosa potremo invece mettere nel piatto in questo mese? VERDURA Agretti O meglio chiamati “Barba di Frate”, gli agretti non sono altro che le piantine giovani della Salsola soda, una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, di origine mediterranea. Molto diffusi nella cucina italiana, gli agretti, possono essere consumati cotti al vapore o lessati e poi conditi anche semplicemente con dell’olio, aglio, sale e limone. Ricchissimi di potassio, calcio e vitamine C e B3, queste saporite piantine, sono particolarmente depurative, diuretiche e rimineralizzanti. Proprio grazie a tali proprietà, in questa stagione sarebbe opportuno consumarli regolarmente. Spinaci Dal caratteristico sapore leggermente amaro e metallico gli Spinaci “o si amano o si odiano”. Anche se per lo più disponibili in tutto l’anno, è proprio in questo periodo però che possiamo trovarne di più freschi e saporiti, soprattutto della varietà a foglia piccola adatti a veloci insalate crude. Ben noti per le qualità nutrizionali, gli spinaci contengono elevati livelli di ferro e calcio, ma la presenza dell’acido ossalico che lega i due minerali, ha come conseguenza che questi non possano essere assorbiti dal corpo. Ma dall’alto contenuto di vitamine A e C, questa verdura, a foglia verde, è antiossidante e straboccante di acido folico, indispensabile soprattutto per le donne in gravidanza. Cipolline Da aggiungere alle fresche insalate dei primi caldi, le Cipolline possono essere mangiate crude, mantenendo così tutte le proprietà nutrizionali, o semplicemente scottate per dargli quel sapore vibrante e croccante, che le caratterizza rispetto alle cipolle normali. Tenere e gustose, le cipolline (ottime se in agrodolce o sotto aceto), sono semplicemente cipolle bianche, raccolte in giovane età, che appartengono alla stessa famiglia, dell’aglio, porro, scalogno ed erba cipollina. Sono un’ottima fonte di vitamina B e C, acido folico e fibre. Antiossidanti e contenenti flavonoidi, queste aiutano a proteggere l’organismo dal cancro e dalle malattie cardiache. E ancora nel vostro cesto delle verdure per questo mese potete mettere: barbabietola rossa broccolo cicoria carote sedano fagioli zucca radicchio finocchio cavolfiore carciofo porro cavolo verza rapa topinambur cavolini di bruxelles bietola FRUTTA Avocado Originario di una vasta zona geografica che si estende dalle montagne centrali ed occidentali del Messico, attraverso il Guatemala fino alle coste dell’Oceano Pacifico nell’America centrale, l’albero dell’Avocado può raggiungere anche i 15-20 metri d'altezza. Il frutto, leggermente allungato quasi rassomigliante a una pera, dalla polpa verde o gialla, è particolarmente ricco di beta-carotene e potassio. Ottimo idratante per la nostra pelle è l’olio che se ne ricava, ma non solo, infatti in cucina è l’avocando buonissimo, sia se consumato da solo in macedonie con altra frutta, o se aggiunto ad un po’ di fresca lattuga. Facile da coltivare possiamo far cresce l’avocado anche sul nostro piccolo orto sul balcone. Lime Agrume del genere Citrus, il Lime è molto probabilmente un ibrido tra il cedro e il limone. Molto usato nella preparazione di cocktail, come l’intramontabile Mojito, l’essenza di questo frutto dal colore verdognolo, viene impiegato molto nell’industria cosmetica, soprattutto come profumo. Ma non è da meno il suo uso in cucina, soprattutto come sostituto del limone, per macedonie o piatti di pesce. Come tutti gli agrumi una un elevato contenuto di Vitamina C e Sali minerali. È un naturale antiacido gastrico, favorisce la digestione con proprietà toniche, rinfrescanti, antisettiche e per finire antibatteriche. Per tutto il mese di Marzo possiamo ancora trovare: arancia mandarino pere kiwi melograno cachi mele frutta secca mandarancio pompelmo limone Fonte: GreenMe - http://bit.ly/A85ntj
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Alla scoperta dei cereali antichi: il Farro Monococco e Spelta

Alla scoperta dei cereali antichi: il Farro Monococco e Spelta | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Il Farro, così come il frumento e l’orzo, iniziò a essere coltivato circa 10,000 anni fa in Medio ed Estremo Oriente, Europa, e Nord Africa. Nel corso del Medioevo, però, cominciò a essere sostituito dal frumento, dall’orzo e dagli altri cereali più facili da coltivare: all’inizio del XIX secolo il Farro cresceva solo in alcune regioni della Russia, dell’Italia, dell’Etiopia e dell’India. Farro è il nome comune con cui vengono chiamati i “frumenti vestiti”, nei quali dopo la trebbiatura il seme risulta ancora ricoperto dalle glumelle; queste ultime devono essere eliminate con un successivo intervento detto “decorticatura” o “sbramatura”, prima di passare ad ulteriori lavorazioni. La porzione edibile del cereale è quella che cresce all’interno delle glumelle, che proteggono il chicco dagli agenti atmosferici e dalla contaminazione dei pesticidi. Farro Monococco Chiamato anche Farro Piccolo o Enkir, è una specie diploide, cioè a sole 2 ariste, anzichè 5 o più come i frumenti moderni. Il Farro Monococcum rappresenta un vero e proprio “multivitaminico”, in quanto contiene da 5 a 8 volte in più antiossidanti come i Carotenoidi ed un contenuto proteico maggiore e di qualità. Si presenta di colore giallo intenso con un sapore di essenze aromatiche inconfondibili. Si stima da alcuni test effettuati, ma ancora non riconosciuti, che il cereale più antico della terra possa essere assunto da chi ha patologie come la celiachia. 20000 anni di storia per il Farro Monococcum, un tempo coltivato in Turchia e in Iran. Farro Spelta Sebbene le origini di questo cereale restino avvolte nel mistero, le prime tracce della coltivazione del Farro spelta in europa e nel Medio Oriente risalgono a circa 5000 anni fa. Il Farro spelta è un cereale molto apprezzato da tedeschi, svizzeri e austriaci grazie al suo sapore naturalmente dolce, che ricorda la noce, e alla consistenza più leggera rispetto ad altri cereali integrali. Cenni Storici Il Farro Spelta aveva un tale importanza, nell’antichità, da essere citata nella Bibbia come uno dei sette cereali originali. I patrizi romani erano soliti distriburne ai poveri in quello che è considerato il primo sistema assistenziale della storia. Con le grande migrazioni in Europa, la sua coltivazione si diffuse rapidamente in nuove aree. Descrizione Il Farro Spelta (Triticum Spelta) è un ibrido di un’antenato del frumento e del farro, e combina il meglio di questi due cereali, superandoli addirittura per alcuni aspetti. A differenza del frumento, infatti, mantiene la crusca esterna che protegge il chicco da agenti inquinanti e la aiuta a conservare freschezza e potere nutritivo. Preparazione: Essendo povera di glutine, la farina di farro spelta non lievita sempre in modo uniforme: sarà pertanto necessario fare delle prove variando la quantità di liquido indicate nelle ricette, oppure mescolarla a farine ricche di glutine per ottenere un risultato migliore. Per cuocere i chicchi di farro spelta integrali, lasciarli in ammollo tutta la notte, quindi scolarli e farli bollire (una parte di farro spelta in tre parti d’acqua). Una volta raggiunta l’ebollizione, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa un’ora. Contenuto Nutrizionale: Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di fibree vitamine del gruppo B, e contiene dal 10% al 25% di proteine in più rispetto al frumento. La presenza di un ridotto contenuto di glutine rende questo cereale inadatto a soggetti celiaci. Benefici per la salute Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di riboflavina, una vitamina necessaria per il corretto metabolismo energetico del sistema nervoso che sembra, pertanto, in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania. L’elevato contenuto di fibre solubili presenti nel farro spelta ha inoltre il vantaggio di ridurre la colesterolemia. Fonte: alimentazione consapevole - http://bit.ly/1c3gP3P
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Come coltivare lo zenzero in casa

Come coltivare lo zenzero in casa | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Lo zenzero è facile da coltivare in giardino e in appartamento e non necessita di cure assidue; con pochi accorgimenti potremmo produrre rizomi (tuberi). Per ciò che riguarda le proprietà benefiche...

Via Silvia Bertolucci
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Silvia Bertolucci's curator insight, October 5, 2013 8:24 AM

Lo zenzero è ricco di proprietà curative e si può coltivare ancxhe in casa

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Semi di chia: tante proprietà tutte da scoprire

Semi di chia: tante proprietà tutte da scoprire | Cucina sana e naturale | Scoop.it
I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa ed utilizzata in Centro e Sud America, ma ancora scarsamente conosciuta in Europa e in Italia. I semi di chia presentano proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all'interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6. I semi di chia sono stati ammessi sul mercato UE e come ingrediente alimentare nel mese di ottobre 2009. La chia o salvia hispanica cresce spontaneamente in Messico ed in Bolivia e la raccolta dei suoi semi è spesso riservata a realtà coinvolte nei circuiti del commercio equo e solidale. Le proprietà benefiche dei semi di chia erano già note alle civiltà precolombiane dell'America Centrale e Meridionale. Essi, insieme al mais, ai fagioli e all'amaranto erano alla base dell'alimentazione di popolazioni come quella azteca. L'introduzione in Europa della chia avvenne tramite i conquistadores, ma essa, nonostante potesse crescere facilmente sotto il sole spagnolo, fu presto dimenticata, a favore di altri alimenti scoperti nelle Americhe. Proprietà e benefici Il contenuto di calcio rende i semi di chia una delle fonti vegetali principali di tale minerale, insieme ai semi di sesamo. I semi di chia presentano un contenuto di calcio pari a 600 milligrammi per ogni porzione da 100 grammi. Esso è considerato di 5 volte superiore a quello del latte. Contengono acidi grassi essenziali omega3 per il 20% del loro peso, una caratteristica che li rende affini ai semi di lino e all'olio di lino, altre importantissime fonti vegetali degli stessi. 100 grammi di semi di chia presentano circa 20 grammi di omega3, una proprietà che li rende la fonte vegetale più ricca di questi acidi grassi essenziali. Anche il loro apporto di vitamina C, ferro e potassio è sorprendente. Essi presentano un contenuto di vitamina C (5,4 milligrammi ogni 100 grammi) di 7 volte superiore rispetto a quello delle arance, un contenuto di potassio (809,15 milligrammi ogni 100 grammi) doppio rispetto alle banane e una presenza di ferro (9,9 milligrammi ogni 100 grammi) tripla rispetto agli spinaci. Non bisogna inoltre sottovalutare la presenza di altri minerali come il selenio, lo zinco ed il magnesio, oltre che il loro contenuto vitaminico che prevede vitamina A, E e B6 oltre alla già citata vitamina C ed a niacina, riboflavina e tiamina. I semi di chia sono naturalmente ricchi di aminoacidi necessari per la formazione delle proteine da parte dell'organismo, tra cui possiamo trovare metionina, cisteina e lisina (è esclusa la taurina) e di antiossidanti, presenti all'interno di essi in quantità 4 volte superiore rispetto ai mirtilli. I semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un'azione di controllo del livello degli zuccheri nel sangue, contribuendo ad arginare l'aumento di peso. Sono inoltre considerati benefici a livello dell'apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate. Il loro contenuto di aminoacidi, di vitamine e di sali minerali contribuisce a regalare all'organismo un ottimo livello di energia. Coloro che soffrono di pressione alta potrebbero trovare giovamento aggiungendo i semi di chia alla loro alimentazione, poiché essi sono considerati in grado di contribuire alla regolazione della pressione sanguigna. I semi di chia sono adatti a coloro che desiderano perdere peso, poiché sono in grado di fornire nutrienti essenziali ed energia senza che l'organismo richieda di assumere grandi quantità di alimenti in sovrappiù. Le proprietà dei semi di chia non finiscono qui. La loro assunzione è utile in quei soggetti che necessitano di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo nel sangue, possibilmente giungendo ad un loro abbassamento. Questi semi non contengono assolutamente glutine e la loro assunzione è quindi possibile anche a coloro che soffrono di celiachia o di intolleranza ad esso. Per quanto riguarda il loro contenuto calorico, i semi di chia apportano 70 calorie ogni 15 grammi di prodotto, quantità corrispondente a circa un cucchiaio di prodotto, che apporta nel contempo circa 3 grammi di proteine e 7 grammi di carboidrati, oltre agli acidi grassi ed ai sali minerali già elencati. I semi di chia non contengono colesterolo né zuccheri semplici. Come utilizzarli e conservarli I semi di chia sono molto piccoli, croccanti e dal sapore piuttosto neutro e per nulla sgradevole. Possono essere aggiunti al muesli della colazione o accompagnati a cereali e altri semi, come i semi di zucca o di girasole, per uno snack salutare e nutriente nel corso della giornata. A differenza dei semi di lino, i semi di chia non irrancidiscono e possono essere conservati anche per anni in dispensa all'interno di un contenitore ben chiuso. I semi di chia possono essere assunti crudi nella dose di uno o due cucchiai al giorno come integratore alimentare naturale, oppure possono essere utilizzati come condimento per numerosi piatti tra cui insalate, pasta, risotti, orzo, miglio, quinoa, legumi ed altri cereali a piacere. Possono inoltre essere utilizzati come ingredienti da aggiungere a frullati di frutta e/o verdura oppure come elemento decorativo, ma nutriente, su crostini e tartine sui quali siano state spalmati paté di olive o salsine preparate con ortaggi freschi come pomodori, carote o peperoni. E' ottimo anche l'abbinamento con i sapori dolci; ad esempio i semi di chia possono essere aggiunti a macedonie o essere utilizzati come guarnizione per biscotti plum-cake e torte, preferibilmente a cottura ultimata. I semi di chia possono inoltre essere aggiunti alla frutta cotta – ideale l'abbinamento con mele o pere – oppure nell'ultimazione di zuppe, minestre e vellutate di verdura, ortaggi o funghi. Esiste un utilizzo dei semi di chia ritenuto particolarmente benefico per la pulizia dell'intestino e per favorire il suo funzionamento. Lasciati in ammollo in acqua a temperatura ambiente, i semi di chia, in grado di assorbire acqua in quantità molto superiore al loro peso, sprigionano un gel benefico che può essere assunto come tale al mattino, preferibilmente a stomaco vuoto. Il gel di semi di chia, così come il gel di semi di lino, ottenuto secondo il medesimo procedimento, può essere utilizzato come sostituto delle uova nella preparazione di torte e biscotti. All'estero vengono inoltre utilizzati per la preparazione di infusi e di cioccolatini dolcificati con la stevia. Infine, possono essere impiegati tra gli ingredienti per la preparazione casalinga del pane integrale. Dove trovarli I semi di chia non sono ancora molto diffusi in Italia, ma con un po' di fortuna potranno essere reperiti nelle erboristerie, nelle botteghe del commercio equo e solidale o nei negozi di prodotti biologici e naturali, presso i quali potrebbe esservi la possibilità di ordinarli. Altrimenti i semi di chia possono essere acquistati online. I semi di chia vengono distribuiti in Europa e venduti anche in Italia da parte di Chia Seed Europe. Fonte: GreenMe - http://bit.ly/T7FPPT
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Luglio: momento d’oro per la frutta!

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Le albicocche giungono al loro grado ottimale di maturazione e arrivano anche le susine, conosciute per le proprietà lassative e diuretiche, ricche di vitamina A e potassio, devono essere acquistate non troppo dure e “pallide”. Poi c’è la ciliegia, succosa e dolce che contiene vitamine, fibre e sali minerali ed è un ottimo diuretico. Importante che abbia il picciolo e va sempre lavata accuratamente prima di essere consumata. Le ultime fragole sono a Luglio ma al loro posto arrivano altri frutti come i fichi e l’anguria. Contengono entrambe vitamine, ferro e potassio. Sono lassativi e anti-infiammatorie. I fichi fioroni, detti anche primaticci, maturano in giugno e in luglio mentre i forniti sono quelli di agosto. A settembre ci sono i tardivi. L‘anguria invece è piena d’acqua, quindi è perfetta per dissetarsi a zero calorie. Matura ulteriormente se lasciata a temperatura ambiente per qualche giorno. A Luglio c’è il melone ma arrivano anche le pesche, di cui si può consumare anche la buccia, che contiene pectina, utile per regolare l’intestino. Anche l’offerta di verdure è abbondante: bietole, melanzane, zucchine, insalate varie, carote, fagiolini, cetrioli, ravanelli, peperoni e pomodori. Fonti: tuttogreen - http://bit.ly/jd19G2
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Lithothamnium Calcareum: l'alga rossa ricca di minerali

Lithothamnium Calcareum: l'alga rossa ricca di minerali | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Lithothamnium calcareum è un alga di colore rosso (rodoficee) costituita da un robusto tallo calcareo portante sottili ramificazioni (2-4 mm). La zona di raccolta é la Francia, più dettagliatamente nell'area a nord ovest della Bretagna. É estremamente ricca di Calcio, Magnesio, Silicio, in forma organica altamente biodisponibile. E' efficace nella prevenzione dell’osteoporosi e dei problemi osteoarticolari degenerativi come l'artrite e l'artrosi. Aiuta a contrastare la decalcificazione ossea e può essere utile in caso di fratture. I sali minereali organici di cui l'alga è costituita favoriscono la sintesi del collagene e dell'elastina e stimolano le cellule osteopoietiche, indispensabili per la formazione delle ossa, dei denti e per mantenere l'elasticità del tessuto conettivo. E' un alimento altamente alcalino che può ridurre l'acidità gastrica e può contrastare la fisiologica tendenza all'acidificazione dell'organismo. Principali elementi attivi contenuti in 100 grammi : TOTALE MINERALI 99 g TOTALE CARBOIDRATI-FIBRE 0 g TOTALE PROTEINE 1 g TOTALE LIPIDI 0 g CALCIO 32,6 g MAGNESIO 3,15 g SILICIO 2,5 g OLIGOELEMENTI Abbondanti Fonte: santenaturels - http://bit.ly/14sNvxv
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Gli alimenti con il più alto livello di vitamina C

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La vitamina C, o acido ascorbico, è necessaria per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per la produzione di collagene. Grazie a questo antiossidante possiamo proteggere la nostra pelle e aiutare a difendere il nostro corpo naturalmente, contrastando i danni provocati dai radicali liberi e dai germi che attaccano il nostro organismo. Di seguito vedremo quali sono gli alimenti con il più alto contenuto di vitamina C. La fonte naturalmente più ricca di vitamina C è rappresentata dalla frutta della pianta australiana conosciuta come Terminalia ferdinandiana, che può contenere fino a 5300 mg di acido ascorbico per 100 grammi di prodotto. In media ne contiene 3000 mg. Al secondo posto troviamo la frutta di camu-camu (Myrciaria dubia), un arbusto dell'Amazzonia coltivato proprio per via dei suoi frutti carichi di vitamina C, che ammonta pressappoco a 2800 mg/100gr. Al terzo posto abbiamo un frutto che solo negli ultimi anni ha cominciato a diffondersi anche in Europa, l'acerola, la quale possiede all'incirca 1600 mg di acido ascorbico per 100 grammi di prodotto. Sfortunatamente questi tipi di frutta non sono molto facili da reperire qui in Italia, quindi ora vedremo quali sono i vegetali più ricchi di vitamina C facili da trovare anche dalle nostre parti: Rosa canina Contenuto di Vitamina C: fino a 1300 milligrammi (mg) per 100 grammi (gr) di prodotto. Peperoncino piccante, pepe di Caienna Livelli di Vitamina C: 244 mg su 100 gr. Peperoni rossi Quantità di Vitamina C: 190 mg/100 gr. Peperoni gialli Apporto di Vitamina C: 170 mg/100 gr. Peperoni verdi Contenuto di Vitamina C: 130 mg/100gr. Prezzemolo Apporto di Vitamina C: 130mg/100 gr. Ruchetta o rucola Livello di Vitamina C: 110 mg/100 gr. Broccoli Livello di Vitamina C: 110 mg/100gr. Kiwi Quantità di Vitamina C: 90 mg/100 gr. Ribes rosso Livello di Vitamina C: 80 mg/100 gr. Cavoletti di Bruxelles Livello di Vitamina C: 80 mg/100 gr. Bacche di Goji (essiccate) Livello di Vitamina C: 80 mg/100 gr. Cachi o kaki Livello di Vitamina C: 70 mg/100 gr. Camemoro Contenuto di Vitamina C: 60 mg/100 gr. Papaia Apporto di Vitamina C: 60 mg/100 gr. Lattuga Livello di Vitamina C: 60mg/100 gr. Fragole Contenuto di Vitamina C: 55 mg/100 gr. Clementine Livelli di Vitamina C: 55 mg/100 gr. Cavolfiore Quantità di Vitamina C: 52 mg/100 gr. Arance e limoni Contenuto di Vitamina C: 50 mg/100gr. Mandarini e pompelmo Livello di Vitamina C: 40 mg/100 gr. Piselli e fave Quantità di Vitamina C: 30 mg/100 gr. Mango Apporto di Vitamina C: 30 mg/100 gr. Lime Contenuto di Vitamina C: 30 mg/100 gr. Spinaci Livello di Vitamina C: 30 mg/100 gr. Pomodori maturi Livello di Vitamina C: 25 mg/100 gr. Ananas Quantità di Vitamina C: 20 mg/100 gr. Patate Apporto di Vitamina C: 20 mg/100 gr. More Livelli di Vitamina C: 20 mg/100 gr. Mirtilli Contenuto di Vitamina C: 10 mg/100 gr. Si ricorda che la dose giornaliera raccomandata di vitamina C per un uomo adulto ammonta a circa 90 mg, mentre per la donna è di 75 mg. Fonte: Beautyℜlax - http://bit.ly/11MrbzQ
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Le bacche di acai: proprietà, benefici e controindicazioni

Le bacche di acai: proprietà, benefici e controindicazioni | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Le bacche di acai: proprietà, benefici e controindicazioni La bacca di acai è il frutto di una palma che cresce nella foresta pluviale del Brasile. Assomiglia ad un piccolo acino d’uva di colorazione blu-violaceo. In Italia in commercio si può trovare liofilizzato, o sotto forma di capsule e compresse. Cento grammi di frutto secco, in polvere, contengono circa 534 calorie, composte da: 52g di carboidrati costituiti soprattutto da fibre 8g di proteine 32g di grassi, essenzialmente insaturi Le bacche di acai sono inoltre ricche di vitamina A e C, calcio, ferro, acido aspartico, glutammico e vanillico, ferulico e altri polifenoli e fitosteroli. Proprietà: Vitamine, sali minerali e soprattutto i numerosi polifenoli presenti nella polpa e quindi anche nel liofilizzato delle bacche di acai, conferiscono al frutto notevoli proprietà benefiche: energizzanti utili per gli sportivi, e purificanti che lo rendono efficace nelle diete depurative. Inoltre, la vitamina C conferisce alle bacche d’acai, un potere antinfiammatorio e le antocianine, polifenoli ampiamente rappresentati nella polpa e nelle buccia e quindi anche nella polvere, svolgono un’azione protettiva contro la fragilità dei capillari e contro la formazione dei radicali liberi. Infine,i grassi insaturi omega 3 e 6, contenuti nelle bacche aiutano ad abbassare il colesterolo nel sangue. I benefici per la salute: I distretti tissutali che meglio beneficiano delle bacche di acai sono i muscoli. Durante un esercizio fisico la fosforilazione ossidativa, ossia il processo di respirazione di ogni singola cellula, è molto accelerato. Alla stessa velocità si ha la produzione di radicali liberi, soprattutto dell’ossigeno, accoppiata inevitabilmente al processo di respirazione cellulare. La grande quantità di polifenoli, antiossidanti, presenti nelle bacche di acai, inattiva le specie radicaliche prevenendo i danni ai tessuti che ne potrebbero scaturire. In accoppiamento con un detergente per il colon, come può essere un detergente a base di erbe, per una procedura di pulizia intestinale. Questa combinazione viene fatta allo scopo di purificarsi dalle tossine e migliorare la funzionalità dell’apparato digerente. Aiutano a dimagrire, infatti essendo un frutto ricco di fibre aumenta il senso di sazietà modulando il rilascio di zuccheri nel sangue. Inoltre, possedendo anche un buon quantitativo di amminoacidi essenziali, accelera il metabolismo e il dimagrimento ne risulta facilitato. Il modo più sano e sicuramente profiquo, per utilizzare questo particolare frutto è inserirlo in una dieta ipocalorica, equilibrata, che non faccia mancare nulla all’organismo, associata ad una regolare attività fisica. Così utilizzate le bacche di acai hanno la valenza di integratori alimentari di antiossidanti e il loro consumo può essere combinato a qualsiasi regime dietetico equilibrato facendo raggiungere risultati davvero tangibili quando si mira ad ottenere una buona forma fisica. Proprietà cosmetiche: grazie all’alta concentrazione di antociani, le creme contenenti le bacche di acai contribuiscono a ritardare i segni dell’invecchiamento sul viso e migliorano la microcircolazione sottocutanea che, soprattutto a livello delle gambe è di fondamentale importanza per contrastare l’insorgenza della cellulite. Proprio contro gli inestetismi della cellulite, si può optare per l’ efficacia dell’olio per massaggi a base di bacche di acai. Controindicazioni: come per altri tipi di frutta anche per le bacche di acai vale la stessa regola: non esagerare. Si, perchè l’elevato contenuto di fibre può avere effetti deleteri a livello intestinale causando meteorismo e diarrea. Inoltre, per l’elevato contenuto di fitochimici va usato con cautela dai soggetti allergici che potrebbero manifestare reazioni cutanee o delle vie respiratorie. Non esistono studi scientifici che escludono possibili effetti negativi delle bacche di acai durante la gestazione come nel periodo dell’allattamento, per cui è meglio evitarne l’utilizzo in tali periodi. Dove si trovano: essendo un frutto esotico, in commercio si trovano, raramente e nei più forniti negozi biologici, il succo, o la polpa congelata. Più spesso, invece, troviamo la polvere, ossia il frutto liofilizzato o le capsule o ancora preparati per infusione di foglie di tè o altre erbe e bacche di acai. Tutti prodotti che troviamo soprattutto in erboristeria, talvolta in farmacia oppure on line. Conclusioni: ricco di antiossidanti, naturale, quello delle bacche di acai è sicuramente un frutto esotico dalle straordinarie proprietà. Lo dimostra anche il fatto che in USA la bevanda energizzante a base si acai è diventata un must per gli sportivi. Come al solito é stato enfatizzato troppo l’utilizzo di questo frutto che sicuramente possiede notevoli proprietà benefiche ma che non é miracoloso come i media e leggi di mercato vogliono farci credere.
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10 farine alternative alla farina 00

10 farine alternative alla farina 00 | Cucina sana e naturale | Scoop.it
La farina di frumento di tipo 00 rappresenta la tipologia di farina maggiormente utilizzata per la preparazione di prodotti da forno sia dolci che salati, del pane o della pasta fresca. Si tratta purtroppo della farina meno ricca di elementi nutritivi a nostra disposizione, in quanto risulta priva dei nutrienti contenuti sia nella crusca che nel germe di grano, costituiti in modo particolare da sali minerali e vitamine del gruppo B. Per arricchire la propria alimentazione è possibile rivolgersi ad alcune delle numerose tipologie di farine in commercio, da scegliere preferibilmente biologiche ed integrali. Possono essere reperite, quando non presenti nei supermercati, presso le aziende agricole, nelle erboristerie o nei negozi di alimenti naturali, oltre che online. 1) Farina di frumento integrale E' l'alternativa più semplice da reperire e da utilizzare in sostituzione alla farina di frumento di tipo 00, la più raffinata disponibile in commercio. La farina integrale può essere impiegata in sostituzione della farina 00 praticamente in ogni preparazione, sia dolce che salata, dal pane, alle torte, ai biscotti. A volte può risultare necessario ritoccare leggermente le dosi degli ingredienti liquidi nel corso delle ricette, in modo da ottenere impasti esattamente della consistenza voluta. Rispetto alla farina 00, la farina integrale apporta crusca, vitamina E, vitamine del gruppo B ed una maggiore quantità di sali minerali. 2) Farina di ceci Si potrebbe pensare che la farina di ceci risulti adatta unicamente per alcune preparazioni salate, tra cui la cecina toscana, le panelle siciliane o la farinata ligure. In realtà la farina di ceci può essere impiegata anche per la preparazione di pasta fresca, gnocchi, grissini, crespelle, plum-cake salati e biscotti dolci (dopo averla sottoposta ad un processo di "denaturazione" tramite calore nel caso dei biscotti e della pasta fresca). E' inoltre ottima per la panatura delle verdure e per la preparazione di burger vegetali. La farina di ceci può essere ottenuta in modo casalingo, a partire dai ceci secchi. 3) Farina di farro integrale La farina di farro integrale rappresenta un'alternativa interessante non soltanto alla farina 00, ma ad ogni tipologia di farina di frumento, in particolar modo all'interno di una dieta già ricca di prodotti a base di frumento, come la pasta. La farina di farro integrale conserva completamente le proprietà dei chicchi del cereale da cui è ottenuta. E' ricca di sali minerali e può essere facilmente impiegata per la preparazione di pane, pasta fresca, torte, biscotti e prodotti da forno in generale. 4) Farina d'avena integrale La farina d'avena integrale può essere utilizzata per sostituire altre farine raffinate, in modo tale da ottenere una dieta maggiormente ricca di nutrienti. La farina d'avena è meno calorica ma maggiormente ricca di fibre e con un migliore potere saziante rispetto alla farina di frumento raffinata. Può essere utilizzata, in particolar modo in abbinamento alla farina di farro o alla farina di frumento integrale, per la preparazione di biscotti e plumcake, ma anche del pane, oltre che per addensare le vellutate di verdura o di legumi. 5) Farina di riso integrale La farina di riso integrale è una farina completamente priva di glutine. Può essere dunque considerata adatta all'impiego in cucina da parte di coloro che soffrano di intolleranze al glutine, ad esempio per la preparazione casalinga di gnocchi e pasta fresca e per la panatura delle verdure. E' inoltre utile in sostituzione della farina di frumento raffinata nella preparazione della besciamella e come addensante per budini e creme dolci. Alcuni cucchiai di farina di riso integrale aggiunti negli impasti delle torte rendono i dolci più soffici. 6) Farina di mais Esistono diverse tipologie di farina di mais, dalla farina di mais bramata alla farina di mais fioretto. La farina di mais a granelli più fini può essere utilizzata per la preparazione di piccole piadine o tortillas, in sostituzione della farina di frumento raffinata. Può essere inoltre impiegata, in abbinamento ad altre farine, per la preparazione del pane, di biscotti, grissini e di altri prodotti da forno. La farina di mais è naturalmente priva di glutine. Il suo impiego più noto è legato alla preparazione della polenta. 7) Farina d'orzo integrale La migliore farina d'orzo integrale viene ottenuta dalla lavorazione tramite macinatura a pietra dell'orzo decorticato. La decorticatura dell'orzo è indispensabile per eliminare la parte indigeribile del cereale. E' ricca di sali minerali, come calcio, fosforo e potassio. Può essere utilizzata per la preparazione di pasta fresca e di alimenti da forno dolci e salati. Poiché non sviluppa glutine, se ne consiglia l'abbinamento con della farina di frumento integrale. 8) Farina di castagne La farina di castagne è naturalmente priva di glutine. Essa può essere impiegata come unica farina per la preparazione del castagnaccio o per torte e plumcake, semplicemente sostituendola alla farina 00 all'interno delle normali ricette. La farina di castagne lievita ottimamente nel corso della preparazione delle torte, che risulteranno particolarmente morbide e friabile. In abbinamento alla farina di farro o di frumento integrale si rivela inoltre adatta per la preparazione casalinga di pasta fresca, pane e biscotti. 9) Farina di quinoa La farina di quinoa viene ottenuta a partire dalla macinazione dei chicchi di questo pseudo-cereale di origine andina. Si differenzia dai cereali per via del suo contenuto di lisina e per una maggiore ricchezza per quanto concerne la presenza di amminoacidi. La farina di quinoa può essere utilizzata nella preparazione del pane e di dolci da forno lievitati. Può essere impiegata per la preparazione di pasta fresca e di prodotti da forno salati in abbinamento ad altre farine, come la farina di farro o di frumento integrale. E' ricca di sali minerali come calcio, ferro e potassio. 10) Farina di segale integrale La farina di segale integrale andrebbe maggiormente riscoperta, al di fuori del suo utilizzo per la preparazione del pane nero, tipico di alcune regioni d'Italia. Essa infatti può essere impiegata in abbinamento alla farina di farro o di frumento integrale per la preparazione di diverse tipologie di alimenti, come torte, biscotti e grissini. La farina di segale migliore viene ottenuta tramite macinazione a pietra. Marta Albè Fonte: GreenMe - http://bit.ly/18qGQJt
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Il ciliegio selvatico o Prunus Avium

Il ciliegio selvatico o Prunus Avium | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Caratteristiche: Albero con fusto eretto, ramoso e corteccia di color bruno-rossastra che si sfalda orizzontalmente. Le foglie color verde lucente, sono dotate di lungo picciolo, hanno forma ovale, superficie liscia, bordo seghettato. I fiori del ciliegio hanno 5 petali, sono rosa o bianchi e fioriscono in primavera prima che compaiono le foglie. Il frutto, la ciliegia, è una drupa di piccole dimensioni, rotondeggiante e contiene un nocciolo. La pianta può raggiungere i 15 metri di altezza. Habitat: Originario dell’Asia minore, fu introdotto in Europa dai Romani. Il ciliegio selvatico è diffuso in Italia dove si rinviene allo stato spontaneo nei boschi di collina e di montagna fino ai 1500 metri di quota. Con il nome "generico" di ciliegio vengono designate, in realtà, due specie di piante, peraltro assai simili : il ciliegio vero e proprio (Prunus Avium) e la pianta delle amarene (Prunus Cerasus). Il primo è un grande albero che può raggiungere anche i 20 metri di altezza, con il tronco rossastro e i rami grigi, dalle foglie ovali e dai fiori bianco-rosato. I frutti sono bacche polpose, più o meno chiare e grosse a seconda della varietà (ciliegia o durone). La seconda specie, invece, è un alberello che raggiunge i 5 metri di altezza, con rami più sottili e foglie più piccole ma più dure e lucide. I frutti sono bacche polpose e acidule, di colore rosso scuro, che, a seconda della varietà della pianta, si chiamano amarene, marasche o visciole. Avvertenze: Nei bambini la ciliegia può avere un effetto lassativo. Il nocciolo non deve essere masticato, perché contiene sostanze tossiche. Raccolta:Si utilizzano i peduncoli dei frutti raccolti in estate e fatti essiccare all’ombra e i frutti raccolti a perfetta maturazione (Maggio-Giugno). Proprietà : I Prunus avium, come del resto altre specie di ciliegio, incluse le varietà coltivate, dimostrano apprezzabili proprietà salutari. Le parti utilizzate per preparare rimedi cosmetici "casalinghi " possono essere i fiori e, soprattutto, i frutti (di entrambe le specie) perché ricchi di zuccheri e sali minerali di calcio, cloro, ferro, fosforo, magnesio, potassio, sodio e zolfo. Inoltre contengono vitamina A, che ha proprietà "ringiovanenti ". Non è particolarmente ricca di principi nutritivi, a parte gli zuccheri, in particolare il levulosio, assimilabile anche dai diabetici. E’ però un frutto molto gustoso e "inganna fame ", indicato per chi è a dieta per questa sua proprietà e per le poche calorie (40 appena). In particolare il ciliegio selvatico è un eccellente diuretico e lassativo. Come diuretico si usa nei casi di gotta, di artrite, nelle calcolosi renali, nelle cistiti. E’ anche un eccellente tonico per l’organismo. Curiosità: Il ciliegio selvatico secondo una tradizione affermata, fu introdotto nel nostro Paese da Lucio Lucullo che ne aveva portato a Roma alcuni esemplari dall’Asia Minore. In cucina i frutti del ciliegio si consumano freschi, oppure conservati, sotto forma di sciroppi o confetture. In cosmesi la polpa e un buon rivitalizzante e rassodante della pelle del viso. Il legno del ciliegio è pregiato e viene impiegato nella fabbricazione di mobili di lusso. Dai peduncoli essiccati e dalle drupe si preparano diuretici rinfrescanti. Le foglie contengono una sostanza colorante viola e tracce di acido prussico. Fonte: Istituto Serpieri - http://bit.ly/12GT0I3
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Il fosforo e la salute

Il fosforo e la salute | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Introduzione La quantità di fosforo totale presente nell'organismo corrisponde a circa l'1% del peso corporeo. La maggiore quantità di fosforo si trova nei denti e nelle ossa; quantità inferiori sono presenti anche nel cervello e nel tessuto muscolare. Il fosforo è importante per la salute dell’organismo, in quanto si occupa del buon funzionamento del sistema nervoso e muscolare, regola il peso corporeo, fa crescere sani i denti e le ossa. Inoltre il fosforo è un costituente di enzimi, proteine, acidi nucleici e nucleotidi, attiva alcune vitamine e regola i processi del glucosio. La quantità di fosforo presente nel corpo umano dovrebbe essere pari a quella del calcio, le due sostanze dovrebbero sempre essere ben equilibrate tra loro. Il fosforo negli alimenti Un’alimentazione bilanciata è importante per regolare il fabbisogno di fosforo quotidiano. Ecco perchè il fosforo e la dieta quotidiana vanno combinati per far crescere ossa e denti sani. Le percentuali più alte di fosforo si trovano nei semi dei cereali (11 mg/g nel germe di grano) e nei legumi da 3 a 6 mg/g. Altre fonti sono pesce, uova, carne, cereali (1 a 2 mg/g), latte (circa 0,9 mg/g) e verdure (0,4 - 0,7 mg/g). In questo caso, sulla tavola non dovrebbero mancare i cereali, come germe di grano, farina di riso, farro; legumi, quali soja e derivati, ceci, piselli, fagioli, lenticchie e fave; pesce, come merluzzo, orata, spigola; latte e formaggi; uova, carne e frutta secca, come anacardi, pistacchi, mandorle, pinoli e noci. Benché la frutta e la verdura non ne contengano quantità elevate, una certa percentuale di fosforo è contenuta negli asparagi, nell’aglio, nelle carote, nei pomodori e nei cetrioli. Lamponi, albicocche, uva passa, anguria, ribes, more e mirtilli tra la frutta. Alcuni minerali, come calcio in quote elevate oppure alluminio contenuto negli antiacidi, interferiscono negativamente con l'assorbimento intestinale del fosforo. Fonte: cure-naturali http://bit.ly/10hqB83
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Pasta shirataki: pochi carboidrati e zero calorie

Pasta shirataki: pochi carboidrati e zero calorie | Cucina sana e naturale | Scoop.it
È opinione comune quando si è a dieta, eliminare i carboidrati dalla nostra alimentazione quotidiana. Certo, non è mai facile restare lontani dalla pasta, soprattutto per i più affezionati. La soluzione arriva dal Giappone e si chiama pasta shirataki, una pasta dietetica che abbassa i livelli di zuccheri nel sangue. La normale pasta di grano, infatti, tende a far salire la glicemia nel sangue, provocando in molti casi degli scompensi. Con la pasta shirataki questo problema non si pone, essendo una pasta povera di carboidrati, che non contiene glutine né calorie ed è ricca di fibre. I pochi carboidrati della pasta shirataki, poi, non sono una minaccia per la nostra linea perché solo una piccola quantità di essi viene digerita. Le tagliatelle shirataki sono prodotte partendo dalla radice della pianta amorphophallus Konjac, presente in diverse parti dell’Asia. La caratteristica principale di questa pianta è la glucomanna, una fibra che ha un ruolo attivo nel controllo del colesterolo e del glucosio nel sangue. Ma soprattutto favorisce la perdita di peso. A confermarlo sono stati alcuni ricercatori tailandesi, sostenendo che anche un solo grammo di glucomanna diminuirebbe di molto l’assorbimento di glucosio nel sangue dopo aver mangiato carboidrati. Un’altra novità della pasta shirataki è che può essere consumata appena tolta dalla confezione dopo essere stata sciacquata bene. Le tagliatelle shirataki si trovano in due diverse varietà: tofu e yam, che possono essere condite a proprio piacimento. Provate a cucinare le tagliatelle saltandole in padella, con il vostro sugo preferito o secondo le tipiche ricette asiatiche per mangiare qualcosa di diverso. Gusto e qualità sono garantiti. Curiosi di assaggiare la nuova pasta shirataki? Provate a cercarla nei negozi biologici e riprendete a fare scorta di carboidrati ma…a calorie zero! Fonte http://bit.ly/MpDT0c
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Frittelle a costo zero: 10 ricette con fiori ed erbe spontanee

Frittelle a costo zero: 10 ricette con fiori ed erbe spontanee | Cucina sana e naturale | Scoop.it

Grazie a fiori spontanei e erbe selvatiche potrete preparare delle frittelle con ingredienti a costo zero raccolti direttamente da voi, magari in compagnia di amici e parenti più esperti che sono in grado di riconoscerli. Ecco per voi una raccolta di ricette per preparare gustose frittelle con fiori e erbe spontanee, sia dolci che salate.


Via Silvia Bertolucci
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Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Ottobre

Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Ottobre | Cucina sana e naturale | Scoop.it

Funghi: profumo di funghi nell’aria, pronti per la raccolta? Attenzione però a quelli velenosi! Ottimi in tutte le salse, soprattutto se soffritti nell’olio con uno spicco d’aglio, in questa stagione possiamo trovare diverse qualità di funghi dai chiodini ai piopparelli. Ricchi di potassio, vitamina B e fibre questi meravigliosi frutti del bosco, sono adatti a chi ha bisogno di depurarsi e soprattutto a chi vuole mantenere la linea, perché poveri di calorie.
Zucca: grande e polposa arriva finalmente la dolcissima zucca. Protagonista della terrificante notte di Hallowen, di questo splendido ortaggio che la natura ci offre non si butta proprio via niente, infatti è possibile mangiare anche i semi una volta salati e lasciati essiccare, oltretutto grosse fonti di Omega3 indispensabile per combattere il cattivo umore. Ingrediente principali nella cucina di tante regioni italiane, la zucca è così versatile da poter essere consumata in qualunque momento del pasto, da un risotto ai dolcetti,i è possibile infatti preparare, con questa, delle ottime ricette tradizionali ma anche alternative come ad esempio un saporitissimo spezzatino di soia con zucca.
Ricca di vitamina A e C, contiene anche sali minerali quali calcio e sodio, ha proprietà diuretiche, rinfrescanti e proprio per questo è un alimento essenziale per chi ha bisogno di una sana dieta disintossicante.
Radicchio: buono buonissimo, con il suo bel colore rosso, rallegra anche il più semplice piatto di pasta. Ottimo contro il diabete, il radicchio è depurativo e aiuta la digestione. Ma non solo, è una buona fonte di sali minerali e vitamine. Come contorno, cotto alla griglia o per farcire delle calde crepes salate al forno, questo tipico ortaggio a foglia ci aiuta anche nelle infinite notti insonne in quanto ha proprietà sedative, ed infatti proprio per questa sua qualità sembra essere stato usato talmente spesso nell’antichità che addirittura Plinio il Vecchio ne parlava nella suaNaturalis Historia , lodandone le proprietà medicinali.
E ancora nel vostro cesto delle verdure per questo mese potreste mettere:
rabarbaro, patate novelle, barbabietole, tarasacco, carote, sedano, piselli, lattuga, zucchine, melanzane, fagiolini, ravanelli, peperoni, fagioli.
Melograno: affascinante il melograno con la sua buccia dura e con al suo interno questi semi così rossi succosi e dolci al palato ma allo stesso tempo dal sapore leggermente acidulo, dal quale succo si può preparare però una buonissima bevanda dissetante. Anche se può sembrare un peccato mangiarlo, per la sua eleganza infatti è spesso usato come ornamento in cucine o salotti, il melograno è anche molto generoso in quanto ricco di potassio di fosforo e vitamine A e C. Purtroppo poco usata nella cultura culinaria italiana se non come ingrediente per preparare dolci o marmellata, il melograno è invece molto utilizzato nelle cucine orientali.
Cachi o Kaki: Elio cantava“Italia si' Italia no..la terra dei cachi “, ma in realtà non è proprio così in quanto le maggiori coltivazioni (quasi il 90%) di cachi, si trovano per lo più in Giappone e in Cina, anche se ovviamente è facile trovare nelle colline nostrane delle belle piante gonfie di questi dolcissimi frutti. Dalla polpa zuccherina, morbida e cremosa questo tipico frutto autunnale è un ottimo dessert, ed infatti proprio per il suo elevato contenuto di zuccheri è considerato molto calorico. Ottima fonte di vitamine A e C, una varietà dal gusto particolare è il cachi alla vaniglia anche detto cachi mela proprio per la consistenza soda e croccante della polpa.
Per tutto il mese di Ottobre possiamo ancora trovare:
pere, mele (fuji, Braeburn, Golden Delicious, Stayman, imperatore), uva, lamponi, kiwi, prugne, fichi.
Fonte: GreenMe - http://bit.ly/nYcTJ7


Via Verde Cuore
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Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Ottobre

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Funghi: profumo di funghi nell’aria, pronti per la raccolta? Attenzione però a quelli velenosi! Ottimi in tutte le salse, soprattutto se soffritti nell’olio con uno spicco d’aglio, in questa stagione possiamo trovare diverse qualità di funghi dai chiodini ai piopparelli. Ricchi di potassio, vitamina B e fibre questi meravigliosi frutti del bosco, sono adatti a chi ha bisogno di depurarsi e soprattutto a chi vuole mantenere la linea, perché poveri di calorie.
Zucca: grande e polposa arriva finalmente la dolcissima zucca. Protagonista della terrificante notte di Hallowen, di questo splendido ortaggio che la natura ci offre non si butta proprio via niente, infatti è possibile mangiare anche i semi una volta salati e lasciati essiccare, oltretutto grosse fonti di Omega3 indispensabile per combattere il cattivo umore. Ingrediente principali nella cucina di tante regioni italiane, la zucca è così versatile da poter essere consumata in qualunque momento del pasto, da un risotto ai dolcetti,i è possibile infatti preparare, con questa, delle ottime ricette tradizionali ma anche alternative come ad esempio un saporitissimo spezzatino di soia con zucca.
Ricca di vitamina A e C, contiene anche sali minerali quali calcio e sodio, ha proprietà diuretiche, rinfrescanti e proprio per questo è un alimento essenziale per chi ha bisogno di una sana dieta disintossicante.
Radicchio: buono buonissimo, con il suo bel colore rosso, rallegra anche il più semplice piatto di pasta. Ottimo contro il diabete, il radicchio è depurativo e aiuta la digestione. Ma non solo, è una buona fonte di sali minerali e vitamine. Come contorno, cotto alla griglia o per farcire delle calde crepes salate al forno, questo tipico ortaggio a foglia ci aiuta anche nelle infinite notti insonne in quanto ha proprietà sedative, ed infatti proprio per questa sua qualità sembra essere stato usato talmente spesso nell’antichità che addirittura Plinio il Vecchio ne parlava nella suaNaturalis Historia , lodandone le proprietà medicinali.
E ancora nel vostro cesto delle verdure per questo mese potreste mettere:
rabarbaro, patate novelle, barbabietole, tarasacco, carote, sedano, piselli, lattuga, zucchine, melanzane, fagiolini, ravanelli, peperoni, fagioli.
Melograno: affascinante il melograno con la sua buccia dura e con al suo interno questi semi così rossi succosi e dolci al palato ma allo stesso tempo dal sapore leggermente acidulo, dal quale succo si può preparare però una buonissima bevanda dissetante. Anche se può sembrare un peccato mangiarlo, per la sua eleganza infatti è spesso usato come ornamento in cucine o salotti, il melograno è anche molto generoso in quanto ricco di potassio di fosforo e vitamine A e C. Purtroppo poco usata nella cultura culinaria italiana se non come ingrediente per preparare dolci o marmellata, il melograno è invece molto utilizzato nelle cucine orientali.
Cachi o Kaki: Elio cantava“Italia si' Italia no..la terra dei cachi “, ma in realtà non è proprio così in quanto le maggiori coltivazioni (quasi il 90%) di cachi, si trovano per lo più in Giappone e in Cina, anche se ovviamente è facile trovare nelle colline nostrane delle belle piante gonfie di questi dolcissimi frutti. Dalla polpa zuccherina, morbida e cremosa questo tipico frutto autunnale è un ottimo dessert, ed infatti proprio per il suo elevato contenuto di zuccheri è considerato molto calorico. Ottima fonte di vitamine A e C, una varietà dal gusto particolare è il cachi alla vaniglia anche detto cachi mela proprio per la consistenza soda e croccante della polpa.
Per tutto il mese di Ottobre possiamo ancora trovare:
pere, mele (fuji, Braeburn, Golden Delicious, Stayman, imperatore), uva, lamponi, kiwi, prugne, fichi.
Fonte: GreenMe - http://bit.ly/nYcTJ7

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Frutta e Verdura di Stagione: Spesa di Settembre

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FRUTTA

 

Lamponi

Dolci, succosi e dal colore rosso intenso i Lamponi fanno parte della famiglia delle rosacee. Grazie all’elevato contenuto di ferro, di antiossidanti, di acido ellagico, (che è un anti-cancerogeno) e di Vitamina C, i lamponi oltre ad essere molto nutrienti, sono dei perfetti alleati contro l’invecchiamento.

Pere

Dalla polpa succosa e spesso morbida o croccante questo frutto, ottimo ingrediente di innumerevoli ricette, è molto ricco di zuccheri, potassio, fibre, Vitamina C e B.

Uva

Dal sapore zuccherino, bianca o rossa, l’Uva è finalmente pronta per essere gustata. Dalle tante proprietà antiossidanti, questo dolcissimo frutto sottoforma di chicchi, sembra venirci in aiuto contro lo stress del rientro dalle vacanze , grazie al suo elevato contenuto di vitamine amiche del sonno come la vitamina B6, che aiuta a rilassare i nervi e combattere l'insonnia alla A e alla C, che migliorano la circolazione assicurando uno stato di benessere generale. E allora che aspettate a coglierne ed assaporarne un bel grappolo? Mi raccomando però l’importante è che sia rossa.

Per tutto il mese di Settembre possiamo ancora trovare

Mandorle e Pistacchi, prugne, melone, albicocche, pesche, more, fichi, fichi d'india, anguria, limoni e lime.

 

VERDURA

 

Fagioli

Dalle molteplici varietà (ne esistono più di 500), il Fagiolo, pianta della famiglia delle leguminose originaria dell'America centrale, fu importato in Europa, a seguito della scoperta dell'America. Ottimi per zuppe o minestre, i fagioli hanno un buon contenuto proteico, sono ricchi di fibre, e proprio per questo aiutano a mantenere ad un buon livello il peso corporeo, oltre ad essere una buona fonte di minerali, soprattutto calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, zinco, rame, e di vitamine del gruppo B. Per una dieta alimentare sana e diversificata, sarebbe meglio metterli a tavola almeno una volta alla settimana.

Carote

Fonte per eccellenza di Vitamina A, necessaria per la salute in genere ma nello specifico per la pelle, la vista e la crescita, le Carote sono disponibili in tutti i periodi dell’anno, ma quelle di campo si raccolto per lo più alla fine della stagione estiva. Dal basso apporto calorico, sono perfette come spuntino per saziare la fame, oltretutto facilmente digeribili. Mangiate crude potranno mantenere tutte le principali proprietà nutritive.

E ancora nel vostro cesto delle verdure per questo mese potreste mettere:

rucola, rabarbaro, patate novelle, barbabietole, tarasacco, sedano, piselli, pomodori, cetrioli, lattuga, zucchine, melanzane, fagiolini, ravanell e peperoni.

Fonte: GreenMe - http://bit.ly/Og01J3

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Anemia da carenza di ferro

Anemia da carenza di ferro | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Come funziona l’assorbimento del ferro

L’assorbimento del ferro avviene nel primo tratto dell’intestino tenue, grazie a due meccanismi. Il primo meccanismo riguarda il ferro contenuto nei sali organici o inorganici; è agevolato dalla vitamina C ed è ostacolato da alcune molecole, per esempio tannini e fitati, contenute negli alimenti vegetali.

Il secondo meccanismo non è influenzato dalla vitamina C e consente l’assorbimento del ferro presente nell’eme. Dopo essere stato assorbito, il ferro viene trasportato nel sangue dalla transferrina e si accumula nel midollo osseo sotto forma di ferritina. Il ferro assorbito dall’organismo è pari a circa il 10% di quello assunto con la dieta. Quando il ferro assorbito dall’organismo non è sufficiente ad assolvere le importanti funzioni che gli sono proprie, si ha l’anemia da carenza ferro.

Anemia da carenza di ferro: sintomi

Il principale sintomo dell’anemia da carenza da ferro è la riduzione del volume dei globuli rossi, riscontrabile con un esame del sangue. In alcuni casi si manifestano caduta dei capelli e astenia. Raramente compare una forma di disfagia, cioè difficoltà di deglutizione, dovuta al restringimento di una porzione dell’esofago.

In caso di anemia da carenza di ferro, all’esame del sangue si riscontreranno valori ematici bassi di ferro e ferritina, oltre che anemia microcitica (riduzione del volume dei globuli rossi).

Anemia da carenza di ferro: cause e rimedi

L’anemia da carenza di ferro è più comune in chi segue una dieta vegetariana e, ancor di più, in chi segue un’alimentazione vegan. Ma se è vero che uova e carne ne contengono, pure i legumi, però, costituiscono una buona fonte di ferro, quindi il consumo di lenticchie, ceci e fagioli può aiutare, soprattutto in gravidanza, quando l’anemia da carenza di ferro è particolarmente comune.

Altri alimenti ricchi di ferro sono frutta secca, farina di soia, germe di grano, fiocchi d’avena. Gli spinaci ne contengono meno di quanto si pensi comunemente. È inoltre importante considerare che la vitamina C (e quindi tutti gli alimenti che ne sono ricchi) agevola l’assorbimento di ferro, mentre tè e caffè lo ostacolano.

Se l’anemia da carenza di ferro è importante, si può ricorrere agli integratori, ma solo dopo aver chiesto il parere del proprio medico.

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Ribes nero: perché é considerato un antinfiammatorio naturale

Ribes nero: perché é considerato un antinfiammatorio naturale | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Ribes nero: nome Ribes Nigrum - Sassifragaceae Ribes nero: proprietà Il ribes nero è una di quelle piante di cui s’impiegano varie parti (droghe) e si hanno perciò diverse attività terapeutiche. Il suo uso più comune è quello sotto forma di gemmoderivato o macerato glicerinato (MG). Questa è una preparazione erboristica liquida, ottenuta dai tessuti embrionali freschi della pianta, come germogli, boccioli, radici, linfa, semi (nel caso del ribes nero, proprio le gemme), in una miscela di acqua, alcol e glicerina. Le gemme ricche di olio essenziale, flavonoidi e glicosidi, in questa preparazione, agiscono come stimolanti delle ghiandole surrenali nella produzione di cortisolo, un cortisone endogeno che aiuta l'organismo a reagire alle infiammazioni. Questa attività cortison-like genera una reazione molto importante, perché aumenta la produzione di steroidi surrenalici, normalmente secreti dalle nostre ghiandole per contrastare ogni tipo di stress o lesione, stimolare la conversione di proteine in energia, eliminare le infiammazioni e inibire temporaneamente l'azione del sistema immunitario che scatena le allergie. Il gemmoderivato di ribes nero viene perciò impiegato per la sua potente proprietà antinfiammatoria e antistaminica che agisce sia al livello cutaneo, che a quello delle vie respiratorie; ed è quindi indicato in caso di riniti allergiche e croniche, asma, bronchiti, laringiti, faringiti, dermatiti e congiuntivite. Ha inoltre un’azione immunostimolante, combatte la stanchezza e aumenta la resistenza al freddo al fine di prevenire malattie influenzali. Le foglie, i cui componenti principali sono triterpeni e un complesso di polifenoli, hanno proprietà depurative e diuretiche, vengono utilizzate in fitoterapia sotto forma di infusi e tinture madri per favorire l’eliminazione dell’urea e dell’acido urico, ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, stabilizzare le membrane cellulari e drenare l’organismo. Anche i frutti, ricchi di acido citrico, acido malico, vitamina C, oligoelementi, acidi polinsaturi, flavonoidi e antociani, si rivelano utili per la loro azione astringente, vasoprotettore-capillarotropo, protettore della retina e rinfrescante. Sono quindi indicati, sotto forma di succo o infuso, per fragilità capillare e couperose. Ribes nero: descrizione Arbusto alto fino a 2 metri, con fogliame deciduo e fusti ramosi. La corteccia è liscia, da chiara a rossastra nei fusti giovani, mentre diviene scura negli individui vecchi. Le foglie sono grandi, piane, picciolate, con 3/5 lobi, apice acuto e margine dentato. La pagina inferiore, coperta da un leggero tomento, è ricca di ghiandole giallastre dalle quali emana un caratteristico odore. I fiori appaiono in primavera, raccolti in racemi pendenti, sono pentameri, di colore verde-biancastro, poco appariscenti. I frutti, sono bacche nere globose ricche di semi con all’apice le vestigia del fiore e compaiono in agosto-settembre. Si differenzia molto dal ribes rosso per il colore, l’aroma e sapore e destinazione dei frutti. Le foglie, le gemme e i frutti sono intensamente profumati per la presenza di ghiandole contenenti olii essenziali. Ribes nero: habitat Il ribes nero è originario delle zone montuose dell’Eurasia, è spontaneo nel nord e nel centro dell'Europa e in Asia settentrionale. Ribes nero: cenni storici Il suo nome sembrerebbe derivare dall'arabo ribas, un particolare rabarbaro del Libano che, secondo i conquistatori Mori in Spagna, avrebbe lo stesso sapore e stesse proprietà. In passato l’aroma caratteristico di questa pianta non era come quello attuale, frutto di selezioni da parte dell’uomo, ma descritto come sgradevole e repellente. Si tratta, quindi, di una specie “addomesticata”, anche se la si trova allo stato selvatico. Come succede per altre piante con parti scure, ma commestibili e di sapore dolce, ha il significato di “scacciare gli umori neri” ed in passato fu usato, infatti, per guarire pestilenze e febbri. Il ribes, infatti, rappresentava un “lato oscuro” non malevolo, che può allontanare la malinconia. Le bacche sono la base del famoso liquore francese de cassis che è il nome francese di questo frutto. Ribes nero: nome Ribes Nigrum - Sassifragaceae Ribes nero: proprietà Il ribes nero è una di quelle piante di cui s’impiegano varie parti (droghe) e si hanno perciò diverse attività terapeutiche. Il suo uso più comune è quello sotto forma di gemmoderivato o macerato glicerinato (MG). Questa è una preparazione erboristica liquida, ottenuta dai tessuti embrionali freschi della pianta, come germogli, boccioli, radici, linfa, semi (nel caso del ribes nero, proprio le gemme), in una miscela di acqua, alcol e glicerina. Le gemme ricche di olio essenziale, flavonoidi e glicosidi, in questa preparazione, agiscono come stimolanti delle ghiandole surrenali nella produzione di cortisolo, un cortisone endogeno che aiuta l'organismo a reagire alle infiammazioni. Questa attività cortison-like genera una reazione molto importante, perché aumenta la produzione di steroidi surrenalici, normalmente secreti dalle nostre ghiandole per contrastare ogni tipo di stress o lesione, stimolare la conversione di proteine in energia, eliminare le infiammazioni e inibire temporaneamente l'azione del sistema immunitario che scatena le allergie. Il gemmoderivato di ribes nero viene perciò impiegato per la sua potente proprietà antinfiammatoria e antistaminica che agisce sia al livello cutaneo, che a quello delle vie respiratorie; ed è quindi indicato in caso di riniti allergiche e croniche, asma, bronchiti, laringiti, faringiti, dermatiti e congiuntivite. Ha inoltre un’azione immunostimolante, combatte la stanchezza e aumenta la resistenza al freddo al fine di prevenire malattie influenzali. Le foglie, i cui componenti principali sono triterpeni e un complesso di polifenoli, hanno proprietà depurative e diuretiche, vengono utilizzate in fitoterapia sotto forma di infusi e tinture madri per favorire l’eliminazione dell’urea e dell’acido urico, ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, stabilizzare le membrane cellulari e drenare l’organismo. Anche frutti, ricchi di acido citrico, acido malico, vitamina C, oligoelementi, acidi polinsaturi, flavonoidi e antociani, si rivelano utili per la loro azione astringente, vasoprotettore-capillarotropo, protettore della retina e rinfrescante. Sono quindi indicati, sotto forma di succo o infuso, per fragilità capillare e couperose. Ribes nero: descrizione Arbusto alto fino a 2 metri, con fogliame deciduo e fusti ramosi. La corteccia è liscia, da chiara a rossastra nei fusti giovani, mentre diviene scura negli individui vecchi. Le foglie sono grandi, piane, picciolate, con 3/5 lobi, apice acuto e margine dentato. La pagina inferiore, coperta da un leggero tomento, è ricca di ghiandole giallastre dalle quali emana un caratteristico odore. I fiori appaiono in primavera, raccolti in racemi pendenti, sono pentameri, di colore verde-biancastro, poco appariscenti. I frutti, sono bacche nere globose ricche di semi con all’apice le vestigia del fiore e compaiono in agosto-settembre. Si differenzia molto dal ribes rosso per il colore, l’aroma e sapore e destinazione dei frutti. Le foglie, le gemme e i frutti sono intensamente profumati per la presenza di ghiandole contenenti olii essenziali. Ribes nero: habitat Il ribes nero è originario delle zone montuose dell’Eurasia, è spontaneo nel nord e nel centro dell'Europa e in Asia settentrionale. Ribes nero: cenni storici Il suo nome sembrerebbe derivare dall'arabo ribas, un particolare rabarbaro del Libano che, secondo i conquistatori Mori in Spagna, avrebbe lo stesso sapore e stesse proprietà. In passato l’aroma caratteristico di questa pianta non era come quello attuale, frutto di selezioni da parte dell’uomo, ma descritto come sgradevole e repellente. Si tratta, quindi, di una specie “addomesticata”, anche se la si trova allo stato selvatico. Come succede per altre piante con parti scure, ma commestibili e di sapore dolce, ha il significato di “scacciare gli umori neri” ed in passato fu usato, infatti, per guarire pestilenze e febbri. Il ribes, infatti, rappresentava un “lato oscuro” non malevolo, che può allontanare la malinconia. Le bacche sono la base del famoso liquore francese de cassis che è il nome francese di questo frutto.
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La spesa di stagione: frutta e verdura del mese di Giugno

La spesa di stagione: frutta e verdura del mese di Giugno | Cucina sana e naturale | Scoop.it
FRUTTA Albicocche: sono ricche di vitamina B, C, PP, di carotenoidi e soprattutto di Vitamina A essenziale per la nostra pelle, capelli e unghie. Possiedono un elevato contenuto di magnesio, ferro, calcio e potassio. Attenzione peró a non consumarne troppe: sono un ottimo lassativo! Pesche: contengono molta acqua e per questo sono molto rinfrescanti, hanno un basso contenuto calorico, sono diuretiche, lassative e depurative ed hanno un buon contenuto di Vitamina A e C. Inoltre nel mese di Giugno possiamo ancora trovare: fragole, arance, kiwi, pere, ciliege e nespole. VERDURA Zucchine: sono un’abbondante fonte di folato, potassio e vitamine A e C. Dal bassissimo valore calorico, le zucchine contengono anche carotenoidi che garantiscono una forte azione antitumorale. Melanzane: da non consumarsi crude in quanto, a causa della solanina in esse contenuta, sono particolarmente tossiche. La melanzana é povera di grassi ma é buona fonte di fibra e acido folico, ha inoltre ottime proprietà antiossidanti. Fagiolini dette anche tegoline: contengono pochissime calorie, pochi carboidrati ma anche poche proteine. Ricchi di sali minerali, fibre, Vitamina A e potassio sono consigliati a soggetti affetti da stitichezza. Inoltre nel mese di Giugno potete trovare ancora: asparagi, cipolle, cicoria, rucola, ravanelli, rabarbaro, fave, barbabietole, carote, sedano, piselli e patate novelle. Fonti: http://bit.ly/133fjrh
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Zucchero: perché é meglio limitarne il consumo

Zucchero: perché é meglio limitarne il consumo | Cucina sana e naturale | Scoop.it
E’ CALORICO FA AUMENTARE LA PRESSIONE cambia il metabolismo, provoca problemi al fegato e fa’ gli stessi danni del fumo e dell’alcool: non stiamo parlando dell’ultimo menu lanciato nei fast food, ma – più semplicemente – dello zucchero! A rivelare la nocività di questo ingrediente è un gruppo di esperti dell’università di San Francisco, che in un articolo pubblicato dalla rivista Nature dal titolo “Sanità pubblica: la verità sulla tossicità dello zucchero” ha messo in evidenza come i danni provocati da questo alimento siano molto simili a quelli dati dall’alcolismo.“Lo zucchero è molto lontano dall’essere soltanto un fornitore di calorie – hanno spiegato Robert Lustig, Laura Schmidt e Claire Brindis – al livello consumato in occidente cambia il metabolismo, alza la pressione, altera i segnali ormonali e causa danni significativi al fegato. I pericoli per la salute sono largamente simili a quelli che si hanno bevendo troppo alcol, che non a caso deriva dalla distillazione dello zucchero”. E C’E’ DI PIU’ Secondo gli scienziati che hanno condotto lo studio questo ingrediente – così usato e diffuso in tutto il mondo – è uno dei principali responsabili dei 35 milioni di morti l’anno per malattie come il diabete o problemi cardiocircolatori. Naturalmente, come spesso accade, anche in questo caso a fare la differenza sono soprattutto le quantità; un caso su tutti: negli Stati Uniti l’apporto quotidiano di calorie date esclusivamente dallo zucchero è spesso pari o superiore alle 500 unità. Ciò vuol dire che più di un terzo delle calorie ingerite ogni giorno dagli americani deriva solo da questo ingrediente.Il problema dunque è che nel mondo, e specie in alcuni Paesi ricchi come gli Usa, se ne assume troppo, tanto che negli ultimi 50 anni il consumo medio pro capite è addirittura triplicato. E questo può portare nel tempo a malattie anche gravi, che tendono ad “uccidere lentamente”. NON STIAMO PARLANDO DI PROIBIRE LO ZUCCHERO Hanno concluso gli esperti – ma questa deve diventare una preoccupazione dei governi. Si dovrebbe rendere il consumo di zucchero meno conveniente, e allo stesso tempo far capire il messaggio alla popolazione”.Oltre allo zucchero poi, ci sono una serie di altre “varianti” e derivati, come il fruttosio o l’aspartame, presenti comunemente in tanti cibi, che non sono meno pericolosi del classico zucchero. Come confermando gli studiosi, “una crescente mole di prove scientifiche mostra che il fruttosio può innescare processi tossici per il fegato e favorire molte altre malattie croniche”.E allora come prevenire le pericolose malattie derivanti da un consumo eccessivo di questo ingrediente? Sicuramente limitandone il consumo – imparando a mangiare e bere cibi e bevande meno zuccherate – e cercando di optare comunque per i dolcificanti naturali, come la stevia, finalmente legale anche in Europa, o il miele, che a parità di quantità hanno un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero! Fonte: Ilfattaccio - http://bit.ly/1a5KyVa
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Erbe di primavera: l'asparago selvatico, proprietà e benefici

Erbe di primavera: l'asparago selvatico, proprietà e benefici | Cucina sana e naturale | Scoop.it
Gli asparagi selvatici appartengono alla famiglia delle liliacee e sono ricchi di clorofilla che, oltre a donargli il colore verde, gli concedono proprietà molto interessanti per l’organismo ed un sapore molto apprezzato e genuino. I germogli dell'asparago selvatico si raccolgono in primavera ed in genere si trovano seminascosti sotto le siepi,sui dossi,ai bordi delle radure. Sono più sottili di qualunque varietà coltivata (diametro medio alla base: 7-8 mm) e di un colore che varia dal verde chiaro al verde scuro, quasi violaceo nella parte terminale Gli asparagi sono ricchi in potassio e poveri di sodio, per questo motivo risultano avere eccellenti proprietà diuretiche e depurative e contengono molte fibre, necessarie per il buon funzionamento del transito intestinale. I turioni dell’asparago (la parte commestibile della pianta) sono una gran fonte di vitamine A, B, C ed E, e minerali quali potassio, calcio, fosforo e magnesio, inoltre hanno un gran potere antiossidante. Da sottolineare la presenza di asparagina, un amminoacido, e di metilmercaptano, responsabile dell’odore caratteristico trasmesso alle urine. Gli asparagi selvatici sono caratterizzati da un sapore leggermente amarognolo, in cucina vengono utilizzati nei risotti, nelle minestre, nelle frittate oppure semplicemente lessati e conditi o saltati in padella con olio e aglio.
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Primavera tempo di fragole

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Primavera, tempo di fragole. E’ il momento di inserirle nelle famose 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, che fanno tanto bene soprattutto se sono di stagione. E le fragole di proprietà benefiche ne hanno davvero tante grazie alle “antocianine” che contengono, una particolare classe di polifenoli dalle accertate azioni antinfiammatorie e antiossidanti. Il cattivo funzionamento di questi due meccanismi è alla base di malattie croniche come il diabete, l’obesità, i disturbi cardiovascolari e addirittura può incidere sull’insorgenza del cancro. Dunque, la fragile fragola può relativamente molto.

Pochissimo caloriche in proprio, questi frutti sono risultati, ai numerosi studi condotti sotto questo profilo, buoni agenti regolatori del livello lipidico, cioè dei grassi, nel sangue. Mangiarne, fa aumentare il colesterolo “buono” Hdl e fa abbassare quello “cattivo” Ldl, che è implicato nello sviluppo di malattie cardiovascolari.

Le ricerche hanno trovato dati precisi e sono state condotte somministrando una certa quantità di fragole per un certo periodo di tempo a soggetti già obesi o con particolare predisposizione a malattie cardiovascolari. I primi miglioramenti si possono notare già dopo 4 settimane di consumo di fragole (o di frutti rossi) alla media di 2 porzioni al giorno, ovvero 300 grammi.

Queste indagini riguardano prevalentemente le capacità antiossidanti del delizioso frutto primaverile mentre altre, meno numerose, sono state volte a misurarne le proprietà antinfiammatorie.

Va premesso che l’infiammazione si produce come un meccanismo di difesa del nostro organismo. Se invece si cronicizza, al di là di ogni esigenza difensiva,  diventa un problema. Le fragole possono aiutare a rimettere in funzione il meccanismo di autoregolazione.

Infine eccoci alla vitamina C di cui le fragole sono ricchissime. Basta infatti una porzione di appena 150 grammi per superare addirittura, con 80 mg, il fabbisogno giornaliero di vitamina C che è di 60 mg. E l’eccesso di “dessert” non fa certo male!

Anche qui sono molte le proprietà positive per il nostro organismo. E nel mondo vegetale troviamo tanti alimenti ricchi di vitamina C, ma il problema sta nella sua sensibilità alle alte temperature e alla sua facilità di disperdersi in acqua. Quindi lunghe cotture in acqua impoveriscono gli alimenti di questo importante nutriente. Per fortuna la fragola non ha di questi problemi, in quanto non c’è modo migliore di consumarla se non cruda. E il lavaggio sia efficace ma breve, senza lasciare i nostri frutti rossi a lungo in acqua.

Fonte: fondazioneveronesi - http://bit.ly/J5hdML

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