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I comuni capoluogo su Facebook e Twitter - 2013 - #PA140

Ricerca presentata da Vincenzo Cosenza (Blogmeter) e Giovanni Arata all'evento "La PA in 140 caratteri. Distretti cinguettanti e social media"
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Internet come bene comune: anche per il futuro - Crossroads

Internet come bene comune: anche per il futuro - Crossroads | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

Le tecnologie fondamentali di internet, dal protocollo ip al codice che Tim Berners-Lee ha scritto per il world wide web, hanno avuto il successo incredibile che è sotto gli occhi di tutti, essenzialmente, perché sono state rilasciate in pubblico dominio e garantendo alla rete la sua condizione di neutralità rispetto ai contenuti che vi si pubblicano e alle piattaforme vi si sviluppano o alle applicazioni che vi possono girare.

 

E' per questo, in fondo, che internet è una tecnologia "a prova di futuro" come ha detto una volta Vint Cerf. Perché è una tecnologia che abilita chi abbia una visione a realizzarla senza particolari costrizioni. Qualunque visione, anche completamente imprevista, è possibile sulla rete. In un certo senso, internet non ha paura dell'imprevisto, anzi lo accoglie e lo facilita.

 

I vent'anni passati hanno dimostrato che una tecnologia intesa come bene comune ha la possibilità di generare un valore immenso. Questo non significa che le tecnologie proprietarie siano di per sé sbagliate. Significa che la valorizzazione di qualunque tecnologia è massimizzata dalla libertà di innovare che è concessa da un ambiente tecnologico fondamentalmente aperto. In un contesto del genere, il valore di ogni elemento genera il valore dell'insieme e viceversa. La simbiosi in rete è vincente. Le logiche win-win sono condizione per il successo.

 

Ma il bene comune è una ricchezza da manutenere e salvaguardare, nella consapevolezza che serve a tutti. Il rischio di ipersfruttamento o di incuria è sempre dietro l'angolo.

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Una favola (e un cartone animato) per spiegare gli Open Data

Una favola (e un cartone animato) per spiegare gli Open Data | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

Gli Open Data non sono solo uno straordinario strumento per la trasparenza, ma anche un’imperdibile occasione di sviluppo economico. Lo ripetiamo da anni nei convegni, ma fatichiamo a farlo comprendere davvero - in primis - agli imprenditori.
Per questo motivo, trovo davvero molto utile questo video divulgativo (in inglese) realizzato da EARSC in cui si parla di dati aperti con un cartone animato: la favola di un Re e di un’oca dalle uova d’oro.

 

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Corriere Innovazione - Social design

Corriere Innovazione - Social design | Ecosistema 2.0 | Scoop.it
Le startup in scena al Fuorisalone

 

Se dovessi dare un titolo all’edizione 2013 del Fuorisalone, la chiamerei «Social Design». Quest’anno in Via Tortona spopolano le startup che grazie al web democratizzano il design. «Oggi, mi spiega Ludovica Reed, una mia cara amica che fa l’architetto, siamo di fronte alla smaterializzazione del design e dell’architettura. Quindi la nascita di questo genere di piattaforme può aprire molte frontiere. Da ad architetti e designer la possibilità di tenersi sempre aggiornati. Certo questo non vuol dire che tutto quello che si trova sul web sia di valore». [...]

 

 

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Innovare a passo doppio

Innovare a passo doppio | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

[...] «AdottUp», il programma di Piccola Industria Confindustria per l'adozione di startup. Le startup sperimentano, cercano di realizzare una loro visione, sulla base della conoscenza che hanno delle tecnologie e dei linguaggi contemporanei. Le imprese tradizionali hanno esperienza e mercato, ma hanno bisogno di contaminarsi con l'energia innovativa che sgorga dalle squadre di startupper. E in qualche caso anche di trovare nuovi modelli di sviluppo.
«Oggi le opportunità sono più che mai nell'innovazione. E l'innovazione non è una partita che si gioca da soli. Più è ricco di innovazione il contesto nel quale si muove un imprenditore attivo e incisivo, più la sua azienda è incentivata e abilitata a innovare. Conoscere tutto questo significa rendersi conto che occorre seminare la cultura dell'innovazione per poter raccogliere competitività e crescita» dice Vincenzo Boccia, presidente della Piccola Industria.
La cultura dell'innovazione si assorbe partecipando al processo dell'innovazione, non comprandone i risultati. La cultura d'impresa si impara guardando gli imprenditori in azione. [...]

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Design e lavoro artigiano: dodici appuntamenti da non perdere al Salone del Mobile » First Draft

Design e lavoro artigiano: dodici appuntamenti da non perdere al Salone del Mobile » First Draft | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

Ecco qui una lista minima dei tanti eventi del Salone e del Fuorisalone 2013 che affrontano il rapporto fra Design e lavoro artigiano.

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Stop Instagramming Your Perfect Life

Stop Instagramming Your Perfect Life | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

[...] But that’s the Internet. The nature of it. I so easily fall prey to the seduction of other people’s partial truths and heavily filtered photos, making everything look amazing. And their amazing looking lives make me feel not amazing at all.

 

Let’s choose community. Let’s stop comparing. Let’s start connecting.

 

Some days when I sit down at my laptop, instead of choosing to be an observer via Facebook, I choose to be a friend via email. Instead of scrolling through someone else’s carefully curated images, I use those few seconds to send a text to a person I really know and really love and really want to be connected to. [...]

 

The distinction I’m making is public vs. private, not in person vs. long distance. I have very close, very honest friendships that depend on phone calls and Skype dates and long wandering emails, and I’m thankful that technology allows for those connections. But I don’t think you can build transforming friendships that take place only in a public sphere like Facebook or Instagram.

 

For many of us, walking away from the Internet isn’t an option. But using it to connect instead of compare is an option, and a life-changing one. Using technology to build community instead of building carefully-curated images of ourselves is an option, and a worthwhile one. [...]

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Streaming Social Map - MeetTheMediaGuru

Streaming Social Map - MeetTheMediaGuru | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

“Streaming Social Map” è il nome dell’iniziativa che Meet the Media Guru lancia per coinvolgere amici, appassionati, associazioni, realtà professionali, istituzioni accademiche, gruppi di ricerca che non possono essere presenti in sala, ma che vogliono partecipare all’evento.


Un’idea che nasce dal desiderio di ampliare la dimensione live degli incontri, di coinvolgere – grazie alla diretta streaming, alla chat e ai social network – un universo di persone distanti  geograficamente, ma la cui presenza in sala viene raccontata e prende forma attraverso le narrazioni della redazione live e le soluzioni sceniche della regia.

 

Il processo che porta alla realizzazione di questa mappa, in cui le persone geolocalizzano la loro presenza, inizia nei mesi precedenti all’evento e prende il nome di “Social Cast”. Un’iniziativa di comunicazione, di digital intelligence e digital PR, che si nutre di contatti umani, relazioni interpersonali e condivisione di contenuti ed interessi. Un’attività redazionale, che prevede l’approfondimento sui contenuti unito alla comunicazione dell’evento e all’engagement della community, italiana e internazionale, interessata ai temi.

 

Il Social Cast è un processo di comunicazione legato alla trasmissione in streaming, che Meet the Media Guru realizza sempre per i suoi eventi e che può svolgere, su richiesta, per i progetti esterni a cui collabora o lavora.

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Gli startupper con il mutuo che vogliono cambiare la filiera del design

Gli startupper con il mutuo che vogliono cambiare la filiera del design | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

[...] Con la loro impresa, i due amici hanno messo in piedi uno schema di intermediazione che combina fisico e virtuale o, per usare un termine inflazionato nel design, una “piattaforma” in cui i “piccoli” del design, cioè progettisti e artigiani, si possono incontrare e collaborare.

 

Innanzitutto, si raccolgono le adesioni dei produttori: “È un’operazione che in futuro sarà svolta online. Ma in questi primi mesi è stato decisivo farla di persona,viaggiando in macchina per l’Italia e incontrando a pranzo centinaia di artigiani, molti dei quali trentenni, che stanno prendendo in mano l’attività dei padri, magari imparando a usare le macchine a controllo numerico”, spiega Cattabriga.

 

Poi è la volta dei designer, che via web propongono i loro progetti: se questi sono valutati adatti, si passa alla prototipizzazione e all’assegnazione di un prezzo. A questo punto, il tavolo o la sedia vengono messi in vendita sul web. Quando un cliente effettua un acquisto, il meccanismo si riattiva, e un fabbro o un falegname si mettono al lavoro.

 

La rete dei produttori è sparsa in diverse regioni: l’artigiano a cui viene assegnata la costruzione sarà quasi sempre quello che ha lo studio più vicino alla destinazione finale, in modo da abbattere i prezzi di spedizione. ”Il nostro interesse è quello di coltivare un rapporto con la dimensione locale, e valorizzare una cultura della manualità che è anche nostra”, dice il fondatore di Slowd. [...]

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Il Mondo/ Inizia l'era dei makers - Il Mondo

Il Mondo/ Inizia l'era dei makers  - Il Mondo | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

[...] In questo contesto, continua Bongiorno, «è facile creare microindustrie che, attraverso marketplace su internet come Etsy, vendono in tutto il mondo». 

Insomma: hardware libero e condivisione online (ci sono piattaforme dedicate, come Cubify.com) stanno rendendo il manifatturiero sempre più simile al mondo del software, in cui non ci sono barriere e un ragazzo brillante con un laptop può avviare la sua start-up e sperare di diventare il prossimo Steve Jobs. «Da un lato la possibilità di inventare e prototipare sarà sempre più alla portata di tutti», conferma Banzi, «dall’altro gli strumenti saranno sempre più raffinati e permetteranno di dar vita a piccole serie di prodotti a prezzi ragionevoli». [...]

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Brera Design District #fuorisalone2013

Brera Design District #fuorisalone2013 | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

“Il Brera Design District rappresenta un interessante tassello di comunicazione dedicato alla promozione delle eccellenze e dei punti di forza attivi sul territorio.”  – ha dichiarato Franco D’Alfonso, assessore al Commercio, Turismo, Attività produttive e Marketing territoriale  del Comune di Milano – “Questa iniziativa, coerente con le linee-guida del Comune di Milano per valorizzare le risorse presenti sul territorio, va ad arricchire la proposta culturale e l’appeal del distretto urbano del commercio (DUC). In questo luogo ricco di fascino e di cultura, dove nascono le tendenze grazie al formidabile intreccio di arte e moda che ne fanno il territorio a più alta densità al mondo di produzione di design – il Brera Design District, rappresenta un progetto nato per valorizzare l’identità del territorio e per promuovere la capacità produttiva di questo importante quartiere della città”.

 

Tema di questa edizione: I valori della qualità in una riflessione tra il fare Artigianale e il pensare Industriale, un contenuto interpretato dalle aziende partecipanti ed organizzato in un percorso che ci porterà a visitare il quartiere di Brera osservandolo dal punto di vista del design e della creatività.

 
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What You Need to Know about Crowd Supply, the New Crowdfunding Platform for Product Designers - Core77

What You Need to Know about Crowd Supply, the New Crowdfunding Platform for Product Designers - Core77 | Ecosistema 2.0 | Scoop.it
Industrial Design content and community site - articles, discussions, interviews and resources.

 

Crowd Supply is Kickstarter for product designers. That's an overly simplistic description and a disservice to what Crowd Supply has accomplished at launch, but it's the best way to explain what it is. When you dig past the surface, into what a crowdfunding site developed specifically for product designers could mean, the differences become exciting.

 

The site launched this morning with nine projects and three read-to-ship products, ranging the gamut from an iPhone case with a built-in hand crank charger to a cyclocross bike to a dog collar with a built-in leash that I am admittedly thinking of Backing for my own dog.

 

About two weeks ago, I spoke via Skype with Crowd Supply's CEO, Lou Doctor. He was coming from Crowd Supply's headquarters in Portland and had the familiar look of someone under the gun getting ready to launch a product—happy and sleep deprived. Doctor, like the five other employees at Crowd Supply , comes with a background in engineering that has veered into business, entrepreneurship and running project teams.

 

I came away from our discussion thinking that Doctor and his team have smartly thought through the experience of running a crowdfunded product design project while simultaneously creating a better experience for Backers.

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Digital fabrication is so much more than 3D printing (Wired UK)

Digital fabrication is so much more than 3D printing (Wired UK) | Ecosistema 2.0 | Scoop.it
There is too much coverage in the press about the wonders of 3D printing and it's a distraction from the real revolution, argues Neil Gershenfeld, the head of MIT's Centre for Bits and Atoms

 

[...] "Digitisation of fabrication is where you don't just digitise design, but the materials and the process. The computer program doesn't just describe the thing but becomes the thing. That's not a metaphor. It's literal. It's exactly the story with Von Neumann and Shannon." [...]

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I comuni capoluogo su Facebook e Twitter - 2013 - #PA140

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Facebook, milioni di utenti in fuga

Facebook, milioni di utenti in fuga | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

Milioni di utenti ogni mese fuggono da Facebook. Lo sostiene uno studio della società di analisi SocialBakers, proprio mentre il colosso californiano, mercoledì prossimo, si prepara a comunicare agli investitori le cifre della performance finanziaria del primo trimestre 2013, con gli analisti che prevedono ricavi in crescita del 36% rispetto all’anno scorso.

 

Stando a SocialBakers, il mese scorso il social network più noto del mondo ha perso circa 6 milioni di visitatori, ovvero ha registrato un calo del 4%. In Gran Bretagna, sempre nel mese di marzo, gli utenti in fuga sono stati 1,4 milioni (-4,5%). Complessivamente negli ultimi sei mesi Facebook ha perduto quasi 9 milioni di aficionados negli Stati Uniti e 2 milioni nel Regno Unito.

 

Anche i minuti che gli statunitensi trascorrono sulla rete ideata da Mark Zuckerberg sono in discesa. A dicembre 2012 erano in media 121 minuti al mese per persona, mentre a febbraio scorso sono diventati 115 minuti.

 

La stessa società ha ammesso che il tempo speso davanti al pc scorrendo sulla pagina del social network è in declino a vantaggio di quello trascorso su smartphone e tablet. [...]

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Uno Stivale di fabbers, makers e innovatori: La mappa italiana della nuova manifattura

Uno Stivale di fabbers, makers e innovatori: La mappa italiana della nuova manifattura | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

[...] Il “rinascimento artigiano”, tuttavia, non passa solo dall’ibridazione tra la manifattura e la tecnologia, ma anche da una nuova attenzione alla produzione umana, al suo racconto e alla rappresentazione di una cultura della qualità e dell’unicità; il tutto grazie all’utilizzo del web come piattaforma abilitante e come nuovo canale di commercializzazione. Questo sarà l’oggetto del convegno CNANeXT che si terrà sempre il 23 aprile a Firenze. [...]

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#InvestoInTrasparenza

#InvestoInTrasparenza | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

È partita la campagna di raccolta fondi di Agorà Digitale per l’apertura della seconda fase de L’Era della Trasparenza. L’obiettivo è moltiplicare i già straordinari risultati raggiunti a fine gennaio grazie ai 364 volontari che parteciparono alla mappatura delle Pubbliche amministrazioni. Con una donazione di 2 o 4 euro sarà più facile il lavoro di monitoraggio e pressione sulle Pa per la liberazione dei dati e il coinvolgimento dei parlamentari nella battaglia per gli Open Data. La data di scadenza è tra due settimane, e ogni euro può fare la differenza

 

Due settimane per permettere a L’Era della Trasparenza di passare alla “fase due” grazie al supporto della comunità che si batte per la liberazione dei dati custoditi dalla Pubblica amministrazione italiana. È questo il succo della campagna di raccolta fondi  da pochi giorni da Agorà Digitale e che punta a fornire agli attivisti gli strumenti per compiere un salto di qualità nella battaglia per gli Open Data.

 

Si vuole insomma evitare che lo stallo vissuto dal sistema politico in queste settimane non si traformi in un parallelo stallo del percorso verso un Paese più trasparente.

 

L’associazione chiede una donazione di 2 o 4 euro che le permetterà di lavorare a due ordini di obiettivi: il primo è quello di aggiungere un senatore o un deputato alla lista di quelli coinvolti nella lotta per la trasparenza così da arrivare a 315 e creare un enorme “Gruppo parlamentare”; il secondo è arrivare al monitoraggio del 30% delle Pubbliche amministrazioni, un numero considerato massa critica che permetterebbe alla lotta per gli Open Data di raggiungere il punto di non ritorno.

 
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Premio Gaetano Marzotto | VeneziaCamp

Premio Gaetano Marzotto | VeneziaCamp | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

Giovedì 11 aprile giornata d’apertura di VeneziaCamp2013 presso il Vega

 

Sarà l’occasione per presentare la III^ edizione del Premio Gaetano Marzotto, che vede l’ingresso di VegainCube quale nuovo partner del terzo Premio Dall’Idea all’Impresa.

 

Un appuntamento per fare il punto sul sistema innovazione nel Nord Est e per vedere gareggiare sei start up certificate che si contenderanno la partecipazione al prossimo SMAU.

 

Giovedì 11 aprile 2013 | ore 16.00
Vega – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia
Via delle Industrie 15, Marghera (VE)
Edificio Pegaso – primo piano – hall VegainCube

 

Interverranno:

- Alberto Baban, Presidente di Venetwork e CEO di Tapi srl
- Ferdinando Businaro, Amministratore Delegato Progetto Marzotto
- Paolo Franceschetti, Amministratore Solwa e vincitore della 2° edizione del Premio Gaetano Marzotto
- Ruggero Frezza, Presidente e Amministratore Delegato di M31
- Stefano Miotto, Direttore Confindustria Veneto Siav
- Massimo Monzio, Amministratore Delegato Corriere Innovazione
- Michele Vianello, Direttore Generale di Vega e Fondatore VegainCube
- Marco Zamperini, FunkyProfessor in the WEB

 

Modera:

Cristiano Seganfreddo, Direttore Generale Progetto Marzotto

[...]

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Dalle vigne al Web, il vino 2.0

Dalle vigne al Web, il vino 2.0 | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

Vino e web. Vino e social media. Vino e nuove tecnologie. È il trend del momento e un matrimonio che sembra destinato a durare. Senza rete il vino è destinato a cadere: secondo una ricerca del 2012 di Agivi, l’Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani, le interconnessioni tra i due mondi sono così profonde da lasciare increduli. Su Google sono più di 200 milioni le pagine aggregate, 7 milioni i video, 2.500 i blog, 1.200 le community nazionali e internazionali dedicate al mondo del vino. Numeri in continua espansione e non esclusivamente legati al piacere di parlare, di conoscere, di gustare il vino: e ben lo sanno i wine lover del Vinitaly. Un evento, quello veronese, giunto alla 47ma edizione e che apre i battenti domani mattina e prosegue fino a mercoledì sera, ponendosi sotto i riflettori mondiali per i numeri che riesce a generare sui propri 94.862 metri quadrati di superficie, grazie a 4.255 espositori, 140.655 visitatori e 2.495 giornalisti (dati dello scorso anno che gli organizzatori sono sicuri di mantenere, se non migliorare).

E sarà l’edizione 2013 a rappresentare una svolta in termini informatici per quanto riguarda il mondo del vino. [...]

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Mulgan: "Attenzione a non confondere la democrazia digitale con la dittatura digitale"

Mulgan: "Attenzione a non confondere la democrazia digitale con la dittatura digitale" | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

[...] " Tutte le forme positive di democrazia del basso con l'ausilio del digitale sono caratterizzate da un buon equilibrio fra strumenti online e offline. Non ci si può affidare solo alla Rete e alla saggezza della folla". Ci ha risposto così Geoff Mulgan, Ceo del National Endowment for Science, Technology and Arts (Nesta) britannico e ospite dell'appuntamento di questa sera del ciclo di incontri di Meet the Media Guru, quando lo abbiamo interrogato sulla situazione politica italiana e, nello specifico, sul caso del Movimento 5 Stelle. Mulgan si occupa con la sua organizzazione di incoraggiare la social innovation per risolvere le criticità attuali, sia dal punto di vista politico sia da quello economico e sociale e ha un passato al fianco di Tony Blair e Gordon Brown ai vertici decisionali del Regno Unito. 

" Bisogna andare oltre la retorica del crowdsourcing a tutti i costi e lavorare su aspetti davvero concreti", spiega. E propone tre esempi, appunto, concreti: la piattaforma Meu Rio che dà ai giovani brasiliani la possibilità di organizzarsi, creare rapidamente petizioni e partecipare al dibattito sulle questioni legate alla città; il programma finlandese Open Ministry che permette ai cittadini di discutere e commentare idee da proporre al Parlamento (ne avevamo parlato qui); e il contributo fornito dalla Rete alla redazione della Costituzione islandese. Tutti casi in cui all'attività online corrisponde una gestione offline delle informazioni e di quanto realizzato. " Gli esperimenti basati solo sulla partecipazione in Internet danno sempre esito negativo", aggiunge. "L'errore è lo stesso che si fa dando la possibilità di proporre referendum per qualsiasi cosa, il risultato sono  decisioni completamente incoerenti", prosegue. [...]

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Invasioni digitali: 20-28 aprile 2013 | Liberiamo la cultura!

Invasioni digitali: 20-28 aprile 2013 | Liberiamo la cultura! | Ecosistema 2.0 | Scoop.it
Le #invasionidigitali sono una rete di eventi nazionali rivolti alla diffusione e valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale attraverso l’utilizzo di internet e dei social media.

 

Nella settimana tra il 20 e il 28 Aprile 2013, con il tuo aiuto siamo pronti ad organizzare le #INVASIONIDIGITALI, un progetto ideato daFabrizio Todisco in collaborazione con la Rete di travel blogger italiani, Officina turistica, Instagramers italia e l’Associazione nazionale piccoli musei. 

L’iniziativa  prevede l’organizzazione di diversi mini-eventi (invasioni) presso musei e luoghi d’arte italiani e si rivolge a blogger,instagramer, appasionati di fotografia e a qualsiasi persona attiva sui social media.

L’obiettivo è quello di diffondere la cultura dell’utilizzo di internet e dei social media per la promozione e diffusione del nostro patrimonio culturale 

Ogni invasione sarà organizzata secondo la formula del blogtour e sarà possibile partecipare ad una delle invasioni in  programma o organizzarne liberamente una, tutti i partecipanti potranno realizzare i loro contenuti utilizzando il tag #invasionidigitali, saranno utilizzati i seguenti canali social: Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest & Youtube, tutti i contenuti realizzati saranno aggregati su questo portale.

Chiederemo a tutti di partecipare agli eventi in programma, invadere i musei con smartphone, video e fotocamere e condividere la propria esperienza sui social media. [...]

Inoltre chiederemo di realizzare un semplice filmato video della durata di non più di 3 minuti dove ogni partecipante esprime il suo modo di vedere il “museo”.
utti i contenuti video oltre ad essere caricati sul canale youtube ufficiale del progetto, saranno utilizzati per la realizzazione di un video  rivolto alla promozione del nostro patrimonio artistico.

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Il culto dello streaming  dei fondamentalisti digitali

Il culto dello streaming  dei fondamentalisti digitali | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

[...] Il problema di fondo è che stiamo vivendo un brutto momento di fondametalismo digitale. Non si sa per quale ragione si è improvvisamente rinnegato ogni progresso nel campo della condivisione dei saperi a cui il web, bene o male, ci aveva abituati a forza di smanettare un po’ per gioco e un po’ per necessità di lavoro. Viviamo tragicamente un momento di follia assimilabile a quelle fasi di decadenza delle religioni in cui nessuno più crede in Dio, per conseguenza si restaura la più formale delle ritualità, quasi per nascondere in vuoto di conoscenza che collettivamente si avverte. [...]

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Dal web all’artigianato, ecco i mestieri più richiesti nel 2020 | Italia dei Talenti

Dal web all’artigianato, ecco i mestieri più richiesti nel 2020 | Italia dei Talenti | Ecosistema 2.0 | Scoop.it

Non tutto è perduto, per trovare il lavoro bisogna seguire la legge del mercato che dice che nel 2020 ci saranno più di 8 settori in cui l’offerta di lavoro supererà la domanda. Lo racconta uno studio della Fondazione Italia Orienta, che ha stilato una classifica delle professioni più ricercate e di quelle in crisi.

 

Da qui a sette anni continuerà a crescere la richiesta di infermieri. Ad oggi sono 391mila. Nel 2020 ne occorreranno 266mila unità in più. Notizie positive anche per i chimici: lavorano 8 giovani su 10 e il primo contratto (nel 46% dei casi si tratta di “indeterminato”) arriva a 2 mesi dalla laurea. Nel campo dell’agricoltura sono, invece, 8 le figure più richieste e tra queste l’alchimista di campagna e il food blogger. A tirare è anche la green economy: quasi 20 i profili sulla cresta dell’onda (l’eco auditor e l’eco chef i preferiti dai selezionatori).

 

Può essere utile anche prendere una laurea spesso poco considerata e comunque molto inflazionata come Scienze Motorie. Secondo il rapporto di Italia Orienta ad un anno dalla laurea triennale trova lavoro il 78% dei laureati in questo settore. Aumentano poi le imprese che cercano dottori nel campo economico e statistico. Il settore prevede circa 110.410 assunzioni.

 

Nessuna crisi per informatici ed ingegneri, sempre in cima alla classifica delle richieste. L’albo nazionale degli informatici professionisti indica, ad esempio, particolari carenze nel reperimento di project manager e web marketing. Tra le lauree più richieste al primo posto si colloca ingegneria gestionale (94%), seguita da ingegneria meccanica (89,7%). [...]

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Nanabianca, l’ecosistema fiorentino che non è (solo) un incubatore

Nanabianca, l’ecosistema fiorentino che non è (solo) un incubatore | Ecosistema 2.0 | Scoop.it
Paolo Barberis racconta a Wired.it il nuovo progetto dei co-fondatori di Dada, quelli che il digitale lo cavalcano da venti anni

 

Senza tanti squilli di trombe, Paolo Barberis, Alessandro Sordi e Iacopo Marello, tre che hanno già scritto la storia del digitale italico fondando Dada nel 1995, sono tornati alle origini e hanno lanciato un nuovo progetto di cui poco in realtà si è finora parlato. Nanabianca è un incubatore, un acceleratore per startup, o meglio non lo è. È un ecosistema locale, un luogo fisico in cui startupper fiorentini e non si ritrovano per lavorare insieme. Inaugurato a dicembre, lo spazio ricavato da un’ex lavanderia oltr’Arno è un open space di circa 600 metri quadrati. Al piano superiore Barberis & co portano avanti alcuni progetti propri, per lo più in campo mobile. Sotto ospitano startup in cui hanno investito o giovani che lavorano a progetti propri e collaborano con gli ex dadaisti su idee comuni: “ Non ci stiamo dando tantissime regole, stiamo provando a creare l’ecosistema ideale, lavorando gomito a gomito e scambiandoci conoscenze nella quotidianità” ci ha spiegato Barberis. A Nanabianca le competenze sono diverse, ma quelle che vanno per la maggiore sono user interface, user experience, programmazione in Python e servizi cloud. Le startup ricevono ospitalità in cambio di equity e finanziamenti in contanti “ perché hanno bisogno di questo”. L’obiettivo è portarle al primo round di finanziamento. [...]

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Il filo rosso che ci ha portato a Geoff Mulgan

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Perché invitare Geoff Mulgan? Ecco da quali sinergie nasce il prossimo appuntamento dedicato alla social innovation.

 

[...] 

In poco più di un mese – tra fine settembre e inizio novembre dello scorso anno – anche grazie alla collaborazione di realtà come Avanzi, la Fondazione Ahref e Tafter, Domenica del Sole 24 Ore e Meet the Media Guru – CheFare ha raccolto oltre 500 progetti di innovazione culturale provenienti da realtà profit e non profit di tutt’Italia. È dunque emersa una realtà che non si arrende di fronte alla crisi, che è alla ricerca di modelli e soluzioni nuove per fare cultura e mira a mobilitare risorse creando partecipazione.

 

Dall’esperienza di CheFare sono emerse alcune considerazioni: l’esigenza di sperimentare nuovi modelli di sostenibilità e di fare rete è molto forte, ma si scontra spesso con la mancanza di strumenti, riferimenti a cui ispirarsi e un uso della rete limitato rispetto a quanto succede all’estero. È altresì apparso chiaro come il concetto stesso di social innovation sia in qualche modo limitato ad un pubblico ristretto, fatto di specialisti dell’innovazione o del terzo settore e di finanza etica.  Da qui la discussione con Doppiozero e Avanzi – che già da tempo si occupano di questo tema – per individuare un testimonial da invitare a Milano per raccontare best practice e tracciare un’analisi di scenario. [...]

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PappanoInWEB

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18/3 h21: segui Pappanoinweb con Sir Antonio Pappano in streaming su http://pappanoinweb.telecomitalia.com/

 

Dopo il grande successo delle prime due edizioni riprende per il terzo anno consecutivo Pappanoinweb, il progetto streaming presentato da Telecom Italia e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che permette di godersi gratuitamente sul proprio computer la grande musica classica e contemporaneamente condividere impressioni ed emozioni con tutti gli altri appassionati in ascolto grazie alla live chat dedicata e commentando il concerto sui social network di Telecom Italia.

 

Nel 2013 Pappanoinweb prevede 6 appuntamenti: 2 concerti sinfonici diretti dal Maestro Antonio Pappano e 1 concerto da camera con al violino il Maestro Uto Ughi accompagnati da altrettante guide all’ascolto, le lezioni-conversazioni curate dal musicologo Giovanni Bietti e dallo stesso Antonio Pappano e disponibili sul sito da alcuni giorni prima dei concerti per condividere con il pubblico del web informazioni e curiosità sugli appuntamenti e arrivare opportunamente preparati all’ascolto dei capolavori in programma.

 

Tra visite live e on demand, i concerti delle prime due edizioni di Pappanoinweb sono stati seguiti per intero da più di 950.000 visitatori con oltre 5 milioni di contatti, e un tempo medio di permanenza intorno ai 37 minuti. Un risultato che conferma l’impegno di Telecom Italia per lo sviluppo di progetti in grado di unire cultura d’eccellenza e linguaggi digitali capitalizzando le possibilità di interazione offerte dalla Rete, favorendo allo stesso tempo nuove forme di divulgazione dei contenuti di qualità e di socializzazione delle esperienze artistiche.

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