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7 social network italiani di successo e i consigli per lavorare al meglio online

7 social network italiani di successo e i consigli per lavorare al meglio online | Ecosistema XXI | Scoop.it

Che noi italiani siamo un popolo di inventori è cosa nota, la storia ce lo insegna. Che però lo siamo anche sul fronte digitale è meno risconosciuto, ma assai rilevante. 

 

[...] 

Emergono sulla scacchiera della rete social network legati agli ambiti della ristorazione, dello sport, della musica e del tempo libero. Qualche settimana fa ho raccontato questo fenomeno dalle colonne di Nòva24 del Sole24Ore. Oggi vorrei proporvi una mappa dei casi di successo, una bussola per orientarvi tra i social network nostrani, con brevi schede realizzate con i fondatori di queste startup che spero possano fornire stimoli per lavorare in rete.

 

- 2Spaghi

- Kanito

- Vinix

- Fubles

- Zazie

- Blablacar

- Twoorty

 
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Digital Social and Business Ecosystems in the XXIth century [formerly Ecosistema 2.0]
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Guardare il mondo dal Periscope

Guardare il mondo dal Periscope | Ecosistema XXI | Scoop.it

Ora: provate ad applicare queste due dinamiche alle realtà di micro-celebrity così presenti in Rete ed avrete un mix esplosivo tra messa in narrazione di sé e sovraesposizione, logiche puramente spettatoriali e creazione di comunità. Il tutto nella direzione di una creazione di format che costruiranno (ed è questa la vera novità che Periscope introduce) un palinsesto delle nostre vite connesse, fatto di appuntamenti lungo la giornata e la settimana con i micro broadcaster che sapranno fare di noi una comunità di visione.

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Con le app i musei si fanno mobili - Wired

Con le app i musei si fanno mobili - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it
Innovativa, pratica e versatile, in una parola: smart. Ecco il trend
della cultura di oggi, e le app dei musei sono le vere protagoniste
del momento. Attraverso la loro semplicità d’uso, di reperibilità e di consultazione, questi utili supporti quotidiani si stanno rivelando una risorsa imprescindibile tanto per la comunicazione dei prodotti culturali, quanto per la didattica, il marketing e l’engagement dei musei.

Moltissimi sono già gli esempi internazionali attivi: dalle app più
generaliste come Art Envi, Artnear, Art Authority, Arounder Touch a quelle con funzionalità più social come ArtGuru Ambassador fino a quelle di specifiche realtà museali, come MoMA, Guggenheim, Louvre e National Gallery – solo per dirne alcune. Insomma, il mobile sta ormai imponendosi nell’offerta museale mondiale.
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I 16 trend del futuro, seconda parte

I 16 trend del futuro, seconda parte | Ecosistema XXI | Scoop.it

Andreessen Horowitz, una delle più famose società di venture capital della Silicon Valley, ha presentato l’elenco dei 16 trends che stanno emergendo nel mondo dell’innovazione. Potremmo definirli come i 16 macro-argomenti su cui i partner della Silicon Valley si ritrovano quotidianamente a discutere, in qualità di investitori in società innovative alla ricerca costante della “Next Big Thing". Realtà virtuale, Sensorification delle imprese, Machine Learning + Big Data, Full Stack-Startup, Salute digitale, Online marketplaces e Sicurezza sono i primi trend analizzati qui. Ma non sono gli unici a comparire nell’istantanea di inizio anno, ecco la seconda parte:

- Bitcoin

- Cloud-client computing

- Crowdfunding

- Internet of Things

- Online video

- Assicurazioni

- DevOps

- Fallimenti


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Digital Economy & Society Index

Digital Economy & Society Index | Ecosistema XXI | Scoop.it
Dopo la recente pub­bli­ca­zione da parte dell’Istat della set­tima edi­zione di “Noi Ita­lia. 100 sta­ti­sti­che per capire il Paese in cui viviamo”, che trac­cia un qua­dro impie­toso dello stato del “bel­paese” rela­ti­va­mente a media, inno­va­zione e for­ma­zione, la Com­mis­sione euro­pea ha rila­sciato un nuovo indice: DESI — Digi­tal Eco­nomy and Society Index — che clas­si­fica tutti i 28 Stati mem­bri dell’UE in base al loro ren­di­mento digitale.

DESI com­bina più di 30 indi­ca­tori e uti­lizza un sistema di pon­de­ra­zione per clas­si­fi­care cia­scun paese in base al suo ren­di­mento digi­tale. Per cal­co­lare il pun­teg­gio com­ples­sivo di uno Stato mem­bro ad ogni insieme e sot­toin­sieme di indi­ca­tori è stato dato un coef­fi­ciente di cor­re­zione spe­ci­fico da parte degli esperti della Com­mis­sione euro­pea. Con­net­ti­vità e com­pe­tenze digi­tali con­tri­bui­scono al 25% per il pun­teg­gio totale. L’integrazione della tec­no­lo­gia digi­tale rap­pre­senta il 20%, men­tre le atti­vità online [l’uso di Inter­net] e dei ser­vizi pub­blici digi­tali con­tri­bui­scono rispet­ti­va­mente per il 15%.

I dati sono per lo più a par­tire dal 2013 e il 2014, dun­que asso­lu­ta­mente attuali. Il gra­fico di sin­tesi sotto ripor­tato mostra la situa­zione per cia­scuna nazione. La posi­zione dell’Italia rispetto alla media della UE28 e rela­ti­va­mente agli altri Paesi.
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L'analfabetismo digitale va affrontato più in nome della cultura che della tecnologia

L'analfabetismo digitale va affrontato più in nome della cultura che della tecnologia | Ecosistema XXI | Scoop.it
L’analfabetismo digitale non è una menomazione che affligge chi non sa usare internet e le piattaforme digitali. E non va combattuto insegnando a usare internet e le piattaforme digitali. L’analfabetismo digitale è la mancanza della capacità di produrre attivamente conoscenza attraverso le tecnologie digitali che deriva dalla credenza secondo la quale le tecnologie digitali sono quello che sono e occorre soltanto imparare a usarle. Distinzione troppo sottile? Eppure è da questa distinzione che passa il valore fondamentale: diffondere la cultura digitale per liberare le potenzialità delle persone e non semplicemente per ingrandire il mercato digitale.
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AD Veneto | Agenda Digitale del Veneto | Regione Veneto

Una giornata di discussione, presentazione, animazione e ascolto sui temi della crescita digitale in Veneto

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Italiani di Frontiera | Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2015 di aprile: il programma

Italiani di Frontiera | Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2015 di aprile: il programma | Ecosistema XXI | Scoop.it
Italiani di Frontiera e i Tour a Silicon Valley

IdF, come è ormai chiamato, è un percorso creativo in costante divenire, che fra storie di ieri e incontri con protagonisti di oggi, indaga su talento e spirito d’impresa degli italiani, svela le radici culturali della culla mondiale dell’innovazione ma fornisce pure preziose chiavi d’interpretazione per individuare potenzialità e ostacoli da rimuovere, e valorizzare in patria queste doti. Italiani di Frontiera è di scena da anni con successo in conferenze multimediali e seminari in Italia e all’estero, in grandi eventi e con importanti partner istituzionali e imprenditoriali. Per questo, partecipare all’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour è un’occasione unica per vivere in prima persona quest’esperienza:

- Entrare a far parte in modo stabile di un network d’eccellenza

- Stabilire contatti, preziosi per la propria attività, con chi si incontra in California e con gli altri professionisti che hanno partecipato ai viaggi

- Trovare ispirazione e nuovi modelli di riferimento per intraprendere percorsi innovativi nella propria crescita professionale

- Diventare testimonial di un’esperienza innovativa che al ritorno può contagiare positivamente colleghi e ambienti di lavoro.

Le precedenti edizioni del Tour sono state organizzate in collaborazione con Assolombarda, AIB, Unindustria Forlì-Cesena, Confindustria Belluno Dolomiti, Confindustria Brindisi e Consorzio Brescia Export.
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Le imprese venete scommettono sull’innovazione per la ripresa

Le imprese venete scommettono sull’innovazione per la ripresa | Ecosistema XXI | Scoop.it

Il 31% delle imprese venete dichiara di voler puntare nel 2015 sull’innovazione del processo del produttivo, il 29% sul miglioramento dell’organizzazione aziendale, il 16% intende innovare completamente il proprio modello di business. Sono le indicazioni che emergono dall’indagine promossa dal Salone d’Impresa a fine dicembre 2014 su 10mila realtà di diverse dimensioni: «Emerge chiaramente la nuova e forte voglia di innovare delle imprese venete», spiega Ferdinando Azzariti, presidente di Salone d’Impresa.


Un’innovazione “multipla”, perché coinvolge contemporaneamente diversi livelli, ma con una prevalente attenzione alla creazione di nuovi prodotti: «L’innovazione organizzativa e del modello di business sono ancora elementi nuovi, tuttavia stanno crescendo molto nell’attenzione delle aziende regionali», commenta. E sono le aziende che esportano - sia sui mercati europei che su quelli mondiali - quelle in prima fila: «Il nuovo Nordest c’è già - sentenzia Azzariti - ed è quello fatto dalle imprese aperte: all’internazionalizzazione, ma anche alla ricerca in sinergia con l’Università, all’innovazione, con modelli manageriali nuovi caratterizzati da meno dirigismo e più collaborazione, strumenti di responsabilizzazione e coinvolgimento». ...

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It's the Culture, Bro: Why Women Leave Tech

It's the Culture, Bro: Why Women Leave Tech | Ecosistema XXI | Scoop.it

Why do women leave tech jobs? There's been lots of pontificating about this, but Kieran Snyder, who's held senior leadership positions at Microsoft and Amazon, and is CEO and co-founder at text analysis startup Textio, decided that getting the answer to this question shouldn't really be that hard.

She'd just ask women who had once worked in tech, but no longer did, why they left. And she'd ask lots of them. Snyder put out a call on social media, saying she wanted to women who were formerly in the tech industry. Via email, telephone and face-to-face conversations, she interviewed 716 women who had worked at 654 companies in 43 states. On average, they'd each worked in tech for seven years.

The answer: It's the culture, bro. [...]

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Cult Venezie

Cult Venezie | Ecosistema XXI | Scoop.it

CULT è il nuovo Salone Europeo della Cultura delle Venezie. In esso, nei prossimi anni, troveranno sede una rete di iniziative che esprimono il progetto che Venezia e il Nordest stanno costruendo per fare di questo territorio un’area metropolitana vocata alla creatività ed all’innovazione, incrocio europeo e mondiale di tutti i nuovi riferimenti in campo culturale e imprenditoriale che mettono al centro la cultura come fattore di sviluppo.

Il Salone intende esprimere un progetto che valorizza la cultura italiana ed europea, costruendo reti e relazioni tra le culture, le nuove forme nelle quali si esprimono e influenzano gli stili di vita e la produzione di beni e servizi. Il Salone Europeo della Cultura si candida quindi a valorizzare in chiave innovativa il patrimonio culturale e artistico ereditato dal passato, usando i nuovi linguaggi e i nuovi strumenti con i quali si esprime l’era digitale, e altresì dando forma ed espressione a nuovi luoghi e modalità di racconto del contemporaneo; in primo luogo ai linguaggi con cui si esprime l’antica e radicata cultura del fare che a Venezia e nel Nordest ha trovato un proficuo rapporto con l’industria creativa.

La quarta edizione di CulT Venezie-Salone Europeo della Cultura si intitolerà Cultura 3D Design-Printing-Manufacturing e si svolgerà dal 21 al 23 novembre 2014 al Terminal San Basilio di Venezia.

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Il fondatore di Etsy: «Le stampanti 3D come i computer negli anni '70»

Il fondatore di Etsy: «Le stampanti 3D come i computer negli anni '70» | Ecosistema XXI | Scoop.it

Se sei un maker vendi su Etsy. Etsy.com è il più grande e importante marketplace per la vendita di prodotti fatti a mano al mondo. Nato nel 2005, in quattro anni diventa un business profittevole. Nel 2013, il sito ha chiuso l’anno con 1 miliardo di dollari di fatturato e 1 milione di utenti attivi. Il revenue deriva per la maggior parte da una percentuale - il 3,5% - trattenuta su ogni transazione e da un abbonamento di 0,20 centesimi di dollaro ogni 4 mesi di presenza sul marketplace. Jared Tarbell, classe 1977, è il co-fondatore di Etsy.com. Una laurea in Computer Science alla New Mexico State University e una passione per la matematica. Con Jared parliamo di futuro, del ruolo dell’imprenditore oggi e di come la stampa 3D, al pari dei cellulari, entrerà in tutte le case. [...]

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Allerta meteo-idro sui siti delle strutture regionali | Dipartimento Protezione Civile

Allerta meteo-idro sui siti delle strutture regionali | Dipartimento Protezione Civile | Ecosistema XXI | Scoop.it

Pubblichiamo una tabella che raccoglie i link ai siti delle diverse strutture di Regioni e Province Autonome che si occupano di previsione e allertamento. In questi siti sono pubblicati informazioni e documenti relativi alle previsioni meteo, di criticità e alle allerte. A seconda della diversa organizzazione dei sistemi regionali e delle province autonome, sarete reindirizzati a siti differenti o a un unico sito. Alcune celle della tabella sono vuote perchè su alcuni siti regionali al momento non è prevista la pubblicazione di questo tipo di informazioni.

La sezione è in costruzione in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome.

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Tre ventenni che portano le aziende nei «social» di tutto il mondo

Tre ventenni che portano le aziende nei «social» di tutto il mondo | Ecosistema XXI | Scoop.it
Trascorrono giornate intere incollati (per lavoro) ai social network, nel moderno ufficio da 200 metri quadri al secondo piano di una fornace restaurata. E si sono circondati di giovani creativi da ogni angolo del globo, richiamati dalla prospettiva di un impiego affascinante. Marco Pezzano (32 anni), Michele Polico (29) e Guido Ghedin (28), i tre partner di «Young Digitals», hanno già vinto la loro sfida: allestire un’agenzia di comunicazione innovativa che dal Veneto gestisca il marketing per le aziende sui social network di tutto il mondo. Nel giro di pochi anni, con la loro originale ricetta, sono riusciti a creare una ventina di posti di lavoro, ad inaugurare una nuova sede e, soprattutto, ad essere contesi da alcuni dei più importanti brand internazionali(parliamo di Coca Cola, Muller, Pinko, etc..). Come base operativa, hanno scelto la Fornace Morandi di Pontevigodarzere, nel Padovano: venerdì sera, al taglio del nastro, c’erano anche gli street artist Joys e Boogie, che hanno decorato le vetrate dell’ufficio sulle note di dj Idga. Il contesto riflette le inclinazioni dei 19 dipendenti: età media 26 anni, provenienze disparate.
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Un nuovo umanesimo per la società interconnessa

Un nuovo umanesimo per la società interconnessa | Ecosistema XXI | Scoop.it

La società interconnessa è una società ipercomplessa, in cui il trattamento e l’elaborazione delle informazioni e della conoscenza sono ormai divenute le risorse principali; un tipo di società in cui alla crescita esponenziale delle opportunità di connessione e di trasmissione delle informazioni, che costituiscono dei fattori fondamentali di sviluppo economico e sociale, non corrisponde ancora un analogo aumento delle opportunità di comunicazione, da noi intesa come processo sociale di condivisione della conoscenza che implica pariteticità e reciprocità (inclusione).


La tecnologia, i social networks e, più in generale, la rivoluzione digitale, pur avendo determinato un cambio di paradigma, creando le condizioni strutturali per l’interdipendenza (e l’efficienza) dei sistemi e delle organizzazioni e intensificando i flussi immateriali tra gli attori sociali, non sono tuttora in grado di garantire che le reti di interazione create generino relazioni, fino in fondo, comunicative, basate cioè su rapporti simmetrici e di reale condivisione. In altre parole, la Rete crea un nuovo ecosistema della comunicazione) ma, pur ridefinendo lo spazio del sapere, non può garantire, in sé e per sé, orizzontalità o relazioni più simmetriche. La differenza, ancora una volta, è nelle persone e negli utilizzi che si fanno della tecnologia, al di là dei tanti interessi in gioco.”

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Jimmy Wales, Wikipedia: "L'Africa andrà online più in fretta di quanto pensiate" - Wired

Jimmy Wales, Wikipedia: "L'Africa andrà online più in fretta di quanto pensiate" - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it

Se chiedete quale sia la cosa piu rilevante che succederà a Internet nell’immediato futuro, Jimmy Wales vi dirà che è il prossimo miliardo di utenti che andranno online, grazie soprattutto al mobile, nei paesi emergenti e in Africa in particolare.

Da diverso tempo, infatti, il fondatore di Wikipedia ha deciso di fare la sua parte, portando in alcuni dei paesi piu poveri del mondo Internet, garantendo l’accesso gratuito ai contenuti della sua enciclopedia. Ma mentre Wikipedia Zero va avanti e si espande, in Africa calano le tariffe dati, si diffondono smartphone a basso costo (come quelli di Mozilla) e lentamente cadono altre barriere alla definitiva connessione dell’Africa alla Rete.

Ma Jimmy Wales non è impegnato solo in questa direzione e il suo intervento al Mobile World Congress di Barcellona  è l’occasione migliore per discutere anche di The People’s Operator, l’operatore telefonico che ridistribuisce parte dei suoi ricavi per cause sociali e di solidarietà, di cui Wales è Co-Chair dallo scorso gennaio.

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Capire la neutralità della rete ed evitare errori

Capire la neutralità della rete ed evitare errori | Ecosistema XXI | Scoop.it

Il tema della Net Neutrality è argomento di intensa discussione per molti addetti ai lavori, grandi imprese del mondo dei media e delle telecomunicazioni e, sempre più spesso, anche singoli cittadini, associazioni di consumatori, studiosi del mercato. Troppo spesso, peraltro, questo importante argomento viene affrontato in modo superficiale o distorto (e anche di parte). Ciò non aiuta a chiarire i termini della questione, né a giungere ad un qualche esito che possa rispondere in modo convincente ai bisogni e alle istanze di tutti coloro che sono interessati al tema.

Sinteticamente, il termine Net Neutrality ha a che fare con le tecniche, gli strumenti e soprattutto le policy utilizzate per gestire il trasporto delle informazioni sulla rete Internet. In presenza di Net Neutrality, tale trasporto non è condizionato dagli operatori di telecomunicazioni, che distribuiscono “pacchetti di bit” in modo sostanzialmente indipendentemente dal loro contenuto o, meglio, da chi siano gli originatori e i riceventi di tali pacchetti: oggi la rete Internet è uno strumento di trasporto neutrale, indipentente e ortogonale rispetto ai contenuti che su di essi vengono fatti transitare e agli attori che sono protagonisti di questo scambio.

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Francesco Bonami al Pecci di Prato. Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea | Artribune

Francesco Bonami al Pecci di Prato. Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea | Artribune | Ecosistema XXI | Scoop.it
L’opera d’arte, dall’epoca della sua riproducibilità tecnica all’epoca della proliferazione delle reti. Un lasso di tempo di circa due secoli, in cui si dipanano i destini dell’estetica e le evoluzioni dell’oggetto artistico, dal concetto alla forma, dai metodi di produzione ai canali di fruizione. Con un intervento dal titolo “Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea”, Francesco Bonami, critico e curatore di fama internazionale, tra i più assidui e appassionati divulgatori del pensiero artistico contemporaneo, ha provato a investigare la storia e a ipotizzare i destini dell’arte contemporanea: un talk organizzato dal Pecci di Prato, lo scorso 10 febbraio, per il ciclo “Changes-Cambiamenti”. Con lui Fabio Cavallucci, direttore del Museo.
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Facebook contro le bufale: ora puoi segnalare le notizie false - Wired

Facebook contro le bufale: ora puoi segnalare le notizie false - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it
Facebook tenta la battaglia alle bufale. Le notizie false rimbalzano più velocemente delle altre, vengono condivise continuamente e proposte ai propri contatti con una frequenza fastidiosa. Per questo adesso il social network fa in modo che gli utenti possano segnalarle. Quando si sceglie di nascondere un contenuto dal News Feed, si avrà la possibilità di indicare che si tratta di una notizia non vera, così come è possibile identificarla come contenente messaggi violenti o pornografici.

“Le storie che contengono truffe, o notizie volutamente fuorvianti, sono riportate due volte e mezzo di più rispetto ai link ad altre notizie”, spiega Erich Owens, ingegnere di Facebook.

Ora, questo comporta anche dei rischi, come evidenzia Wired.com per la libertà di espressione: chiunque trovasse una notizia faziosa per esempio, potrebbe segnalarla come finta, anche quando non lo è. Facebook non cancellerà le notizie più segnalate, ma potrebbe inserire un avviso con scritto che molti utenti hanno indicato che il link potrebbe contenere informazioni false.
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Perché ho scritto il nuovo Cluetrain Manifesto - Pagina99.it

Perché ho scritto il nuovo Cluetrain Manifesto - Pagina99.it | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Ma io e Doc e non abbiamo scritto il nuovo Cluetrain Manifesto semplicemente per ripetere questi problemi ben noti. Abbiamo innanzitutto voluto portare un po' di speranza a coloro che, come noi, erano e sono ispirati dalla promessa della Rete.
E noi crediamo ci siano due ragioni per sperare.
 
In primo luogo, abbiamo voluto ricordare alla gente gli enormi cambiamenti positivi a cui abbiamo assistito negli ultimi quindici anni che sono troppo spesso dimenticati nella nostra ansia per il futuro. C'è più musica che mai nel mondo. Siamo in grado di ottenere informazioni complete, dettagliate e affidabili da altri clienti sui prodotti che pensiamo di acquistare. Sappiamo molto di più sulle posizioni politiche (e degli scandali) dei candidati. È possibile esplorare ed espandere all'infinito i propri interessi con persone che ne hanno di uguali. È possibile condividere qualsiasi cosa si crea. È possibile conoscere qualsiasi cosa. Si può avere un'idea e renderla reale con una facilità impensabile in passato. La cultura dell'“Internet vissuta” è più sorprendente e piena di speranza di quanto spesso crediamo.
 
La seconda ragione per avere speranza è che la promessa della Rete sembra oggi più lontana perché siamo stati noi a permetterlo. Dunque se la conversazione è intossicata, è giunto il momento per gestirla al meglio sui nostri siti e anche partecipando in maniera più umana alle conversazioni in generale. Se su Facebook siamo a disagio, cerchiamo altri modi per rimanere in connessione. Se pensiamo che il nostro governo sta cercando di controllare la Rete perché ha paura - il che significa che ha paura di noi - possiamo cambiare il nostro governo. Siamo in grado di contribuire di più e condividere più liberamente mettendo sotto una licenza Creative Commons che consente alle persone di utilizzare senza permesso. (Con Doc e abbiamo fatto un passo avanti e pubblicato il nuovo Manifesto senza restrizioni di copyright sul suo riutilizzo).
 
La Rete è cambiata negli ultimi quindici anni. Sì, è vero, ha fallito nella sua promessa di apertura e libertà. Ma rimane quel posto dove possiamo effettuare connessioni senza autorizzazione e dove abbiamo già reinventato insieme la cultura. Oggi, abbiamo solo bisogno di ricordarci cos'è Internet per davvero.

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Winter Fancy Food a San Francisco. Ecco come va il made in Italy negli Usa - Gambero Rosso

Winter Fancy Food a San Francisco. Ecco come va il made in Italy negli Usa - Gambero Rosso | Ecosistema XXI | Scoop.it

IL WINTER FANCY FOOD SHOW
Il Winter Fancy Food Show, che si è appena concluso a San Francisco, quest’anno si è confermato un successo per le aziende italiane presenti sul mercato americano. La fiera del cibo e del vino, che ha registrato 15 mila visitatori e 1500 espositori, rappresenta una vetrina importante per il mondo enogastronomico e ha premiato ancora una volta il made in Italy. Quello dei grandi nomi storici, ormai da tempo entrati in Nord America, e quello delle nuove realtà imprenditoriali che si stanno affacciando ora nel mercato americano. Delle settanta aziende italiane, la metà erano al Fancy Food per la prima volta. “Questo dimostra che non solo c’è stato un ricambio ma che le altre hanno già consolidato la loro presenza”, commenta Pier Paolo Celeste, direttore ICE, l'Istituto per il Commercio Estero, di New York.

UN 2014 DA RICORDARE PER L'EXPORT AGROALIMENTARE
A rappresentare il tricolore del Belpaese, i prodotti che da sempre sono sinonimo di successo: pasta, pane, vino, formaggi, acque minerali. “Anche i dolci da forno stanno crescendo anche se, in questo settore, l’Italia è indietro rispetto a paesi come il Belgio, la Francia e la Germania”, continua Celeste. Aspettando l’Expo 2015, il 2014 è stato un anno da ricordare per l’import dagli Stati Uniti.

Lo confermano i dati dell’ICE relativi al periodo gennaio 2014-novembre 2014: il settore agroalimentare ha riportato un aumento del 7 per cento rispetto allo scorso anno chiudendo il bilancio import a quota 4 miliardi. A registrare un grande successo, le bollicine italiane, che gli americani stanno imparando ad apprezzare e ad amare. Quel +32 per cento sul vino prosecco rappresenta la crescita di una tradizione che migliora sempre di più e che conquista un mercato aperto, curioso e amante del Made in Italy. Ora l’attesa è tutta sul trattato TTIP sugli investimenti che dovrebbe, si spera, perfezionarsi entro il 2016 e che avvantaggerebbe le imprese italiane perché mira ad abbattere le tariffe doganali, ridurre barriere tariffarie e la certificazione doppia.

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Publishing is no longer a job or an industry — it’s a button

Publishing is no longer a job or an industry — it’s a button | Ecosistema XXI | Scoop.it

As he has shown with books like “Here Comes Everybody” and his ideas about how the “cognitive surplus” has created a crowdsourcing explosion, Clay Shirky has a way of putting his finger on trends in media — disruptions that we are all experiencing, but sometimes fail to properly appreciate. In a recent interview, he described one of those trends when it comes to publishing: namely, the fact that publishing itself is no longer a job, “it’s a button.” By that he means that the sheer act of publishing something is so simple now that it doesn’t even qualify as a job or a task that requires an entire industry. So what are publishers supposed to do now? [...]

Gino Tocchetti's insight:

"Se dobbiamo scegliere tra due diverse strategie aziendali che puntano entrambe a fare soldi, la migliore è quella che offre più accesso." - Clay Shirky

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Redditi: per ogni euro ai più poveri ne vanno 10 ai più ricchi. Così l'Italia ha perso 7 punti di crescita

Redditi: per ogni euro ai più poveri ne vanno 10 ai più ricchi. Così l'Italia ha perso 7 punti di crescita | Ecosistema XXI | Scoop.it
Negli ultimi trent'anni la forbice tra i più ricchi e i più poveri non è mai stata così ampia. Oggi, in Italia, il rapporto tra il reddito medio del 10% più abbiente della popolazione e il 10% più povero è di 10 a 1. Nell'area Ocse è solo leggermente più equilibrato, al livello di 9 volte e mezzo. Negli anni Ottanta, per intendersi, si era a un rapporto di 7 a 1. 

Le cose sono andate peggiorando con la crisi economica, che non ha certo livellato l'andamento. Da una tabella allegata al rapporto Ocse su "Disuguaglianze e crescita", infatti, si vede che nel periodo precrisi (dalla metà degli anni Ottanta al 2007/2008), a fronte di una crescita media del reddito disponibile dello 0,8%, in Italia il 10% più ricco ha registrato un +1,1% e la fetta più povera della popolazione solo un +0,2%. Dopo la crisi, se sul totale della popolazione la perdita annua è stata dell'1,5% del reddito, i più poveri hanno patito un -3,9% e i più ricchi hanno tenuto meglio con un -0,8%.

Questa situazione, denunciata dall'Organizzazione parigina, non è solamente l'evidente fallimento dell'idea di redistribuzione della ricchezza, cioè una diagnosi che pare confermare le tesi annunciate con grande successo di pubblico dall'economista Thomas Piketty. La profonda disuguaglianza di trattamento economico è anche una pesante zavorra alla crescita economica.
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Why the World Needs Anonymous | MIT Technology Review

Why the World Needs Anonymous | MIT Technology Review | Ecosistema XXI | Scoop.it

Anonymity is under attack, and yet the actions of a ragtag band of hackers, activists, and rabble-rousers reveal how important it remains.

“It’s time to end anonymous comments sections,” implored Kevin Wallsten and Melinda Tarsi in the Washington Post this August. In the U.K., a parliamentary committee has even argued for a “cultural shift” against treating pseudonymous comments as trustworthy. This assault is matched by pervasive practices of monitoring and surveillance, channeled through a stunning variety of mechanisms—from CCTV cameras to the constant harvesting of digital data.

But just as anonymity’s value has sunk to a new low in the eyes of some, a protest movement in favor of concealment has appeared. The hacker collective Anonymous is most famous for its controversial crusades against the likes of dictators, corporations, and pseudo-religions like Scientology. But the group is also the embodiment of this new spirit.

Anonymous may strike a reader as unique, but its efforts represent just the latest in experimentation with anonymous speech as a conduit for political expression. Anonymous expression has been foundational to our political culture, characterizing monumental declarations like the Federalist Papers, and the Supreme Court has repeatedly granted anonymous speech First Amendment protection. [...]

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Social media in protezione civile. Le policy nascono dal basso - Attualita' - Attualita' - Protezione Civile, Il Giornale della - Home - Attualita'

Social media in protezione civile. Le policy nascono dal basso - Attualita' - Attualita' - Protezione Civile, Il Giornale della - Home - Attualita' | Ecosistema XXI | Scoop.it
Di protezione civile partecipata si sente parlare in molte occasioni di confronto pubblico a volte però questo concetto, che esprime un pezzo fondamentale del percorso che rende concreta la cultura della resilienza, rischia di slittare in un refrain da convegno. Poi se si osserva con attenzione cosa si muove in questo mondo, si scopre che la protezione civile partecipata sta incominciando a prendere corpo in alcune realtà e su diversi temi. È quello che sta succedendo anche sul tema, imprescindibile, dell'utilizzo dei social media per la comunicazione dell'emergenza e del rischio. Qualche giorno fa a Roma, il Dipartimento della Protezione Civile ha riunito un tavolo di lavoro su questa tematica. Al tavolo sedevano comuni, associazioni, enti di ricerca, università, ricercatori, iniziative (così si sono definiti alcuni dei partecipanti) province, giornalisti, media e aziende. E naturalmente, anche con il ruolo di facilitatore, il Dipartimento. I partecipanti non sono stati calati dall'alto: il Dipartimento ha invitato al tavolo chi aveva preso parte agli appuntamenti precedenti e aveva dichiarato la disponibilità a dare il proprio contributo di ragionamento e di esperienza. Questo processo ci vede impegnati in prima persona. L'obiettivo è costruire dal basso prima una policy condivisa e poi delle linee guida da utilizzare quando si parla di, o forse meglio quando si è, protezione civile sui social media. Un sorta di benchmark che funziona da punto di riferimento. Il percorso di riflessione aperta e condivisa sui SM prese il via con il primo Socialprociv che si tenne il 15 novembre 2013 presso il DPC per proseguire con gli appuntamenti di Lucca nell'aprile 2014 e l'ultima settimana di ottobre a Nuoro, tutti organizzati in collaborazione con il nostro giornale. 
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Una mappa che raccoglie le webcam in città per verificare la situazione (quasi) in tempo reale | Emergenza Alluvione 2014

Una mappa che raccoglie le webcam in città per verificare la situazione (quasi) in tempo reale | Emergenza Alluvione 2014 | Ecosistema XXI | Scoop.it
Sapevate che in diverse zone della città sono posizionate webcam che trasmettono pubblicamente su internet quello che vedono? Non è propriamente una invasione della privacy, ma un mezzo per vedere come è la situazione in diverse zone della città (per le webcam su internet, secondo il Garante della Privacy, basta che non siano identificabili soggetti eventualmente ritratti).

Abbiamo raccolto le webcam disponibili sul sito del Comune e su MobilityPoint (il “portale della mobilità”) e reso disponibile la consultazione su una mappa, che è visualizzabile qui http://opengenova.org/maps/webcam/ (basta cliccare su ogni icona per vedere l’immagine corripondente)

Si notano alcune cose:

quelle del sito del Comune sono evidentemente più nuove e meglio tenute (1024×768 pixel contro 352×288 pixel)
alcune sono offline (ad esempio Via Cadorna)
non sempre sono aggiornate in tempo reale (bisogna stare attenti all’orario segnato sull’immagine!)
Se pur non in tempo reale al 100% la mappa può essere utile per verificare a colpo d’occhio la situazione in una determinata zona della città.
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