Ecosistema XXI
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Decreto 2.0: tutto quello che avreste voluto sapere (e avete osato chiedere) | Italia Startup

Decreto 2.0: tutto quello che avreste voluto sapere (e avete osato chiedere) | Italia Startup | Ecosistema XXI | Scoop.it

Il decreto ha aperto un mondo. Un mondo di possibilità, di  sfide, di nuove opportunità e – in alcuni casi- anche di domande. Tra definizioni di startup, articoli e autocertificazioni qualche dubbio è normale che sorga vista la novità della materia. Abbiamo così deciso di raccogliere in un post le domande di alcuni startupper, i dubbi più comuni collegati al decreto e qualche consiglio per aiutarvi nei primi mesi post decreto.

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Digital Social and Business Ecosystems in the XXIth century [formerly Ecosistema 2.0]
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Amazon cambia rotta: pagherà più tasse in Europa. Ecco come

Amazon cambia rotta: pagherà più tasse in Europa. Ecco come | Ecosistema XXI | Scoop.it
Amazon, anticipando le mosse dell'Ocse e rispondendo alle sollecitazioni dei singoli Stati, cambia rotta e, come ha reso noto ieri, dal 1 maggio ha aperto in Europa (in Italia, in Inghilterra, In Germania, in Spagna; prossimamente anche in Francia) delle stabili organizzazioni, intese come filiali della sede lussemburghese Amazon EU Sarl, che gestiranno direttamente il business negli specifici mercati.

La decisione presa dal colosso dell'e-commerce, però, a differenza di quanto è stato scritto anche da autorevoli testate internazionali, non ha nulla a che fare né con l'inchiesta della Commissione Ue su presunti aiuti di Stato né con le nuove regole europee sul trattamento Iva dell'e-commerce. E, per essere chiari, sotto questo profilo comporterà per il cliente solo alcuni cambiamenti operativi. Al contrario, per le casse dell'erario la modifica strutturale potrebbe far emergere nuove basi imponibili e potrebbe generare nuove entrate fiscali. Insomma, è prevedibile che Amazon d'ora in avanti paghi più tasse, anche in Italia.
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Google to Test Bubble-Shaped Self-Driving Cars in Silicon Valley

Google to Test Bubble-Shaped Self-Driving Cars in Silicon Valley | Ecosistema XXI | Scoop.it
SAN FRANCISCO — The world is one step closer to the day when people can, in good conscience, drive to work while sipping coffee, texting with a friend and working on a laptop computer.

On Friday, Google announced that sometime this summer several prototype versions of its self-driving cars are set to hit the streets of Mountain View, Calif., the search giant’s hometown. The move is still just another round of testing but it is a significant step toward a pilot program in which regular consumers could ride in self-driving cars.

Google has long been testing its self-driving car technology with a fleet of Lexus sport utility vehicles that have driven about a million miles on public roads, and that continue to put in 10,000 miles each week.

Traditional automakers are also pushing the envelope of driverless tech with on-the-road testing of their own autonomous prototypes, and the industry predicts that by 2020 those dreams could come true.

Getting there is now much more about software than hardware. The systems of radar, lasers and cameras currently used by Google and automakers have grown so sophisticated that the vehicles can easily monitor the road in all directions — even beyond what the eye can see. The tough part is figuring out what to do with all that information.
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How 3-D Printing Is Saving the Italian Artisan

How 3-D Printing Is Saving the Italian Artisan | Ecosistema XXI | Scoop.it
This spirit of experimentation is palpable in Verona, the traditional center of Italy’s quality printing business. Like much of the rest of the country’s industry, it’s been gutted—the small-scale workshops are unable to compete with digital printing and faster, cheaper competition. “The traditional printers worked with their heads down for 30 years, and when they looked up, the world had changed,” says Nicola Zago, 33, one of the founders of Lino’s Type, a rare startup in the tradition-bound world of printing. With his business partner, Tommaso Cinti, 33, Zago bought a set of 1950s-era printing presses, made by the German company Heidel­berg, from an artisan who used to set many of his prints by hand. For a complex project, he might have spent days arranging letters taken from drawers, using technology not much changed since the time of Gutenberg.
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Managing millennials

Managing millennials | Ecosistema XXI | Scoop.it
The very different work traits of hoodies, old fogies, and everyone in between
Gino Tocchetti's insight:

entrepreneurial, a way to be

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Tesla unveils battery storage system for home, business and utility use

Tesla unveils battery storage system for home, business and utility use | Ecosistema XXI | Scoop.it
The Tesla home battery system hinted at by CEO Elon Musk several months ago has finally been unveiled by Musk himself at the company’s design studio in Hawthorne, California. Dubbed the Powerwall, the stationary home battery offers 10 kWh of storage capacity for the relatively modest price of US$3,500. A smaller unit is also available at 7 kWh for $3,000, and homeowners can stack multiple units if needed.
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Un patto per il turismo rurale - Verona

Un patto per il turismo rurale - Verona | Ecosistema XXI | Scoop.it
Il centro urbano di Verona è una delle maggiori realtà turistiche d’Italia: il ricco contesto rurale delle valli che lo circonda, con le produzioni vinicole della Valpolicella e quelle casearie della Lessinia, offre un potenziale per ampliare l’offerta a un turismo rurale che oggi riscuote sempre più successo. Un convegno ne discute il 9 maggio, alle ore 10.30 in Piazza Bra, per definire una serie d’iniziative coordinate tra il capoluogo e le sue Valli a Nord, che miri a allargare l’attrattività e ne promuova le eccellenze.
L’evento è il risultato di due anni di lavoro svolto dal progetto europeo “RURBANCE” sviluppato dai Comuni di Verona, Negrar, Grezzana e Roverè Veronese, con il coordinamento della Regione Veneto. Durante questi due anni sono stati organizzati 10 incontri pubblici con un totale di più di 400 partecipanti. Gli incontri hanno dato come esito il progetto di una sistema d’itinerari ciclabili che collega il centro storico di Verona con le Valli veronesi. Intorno a questa ciclopista si è andato formando un “Patto per il turismo rurale”, che sarà firmato dalle Amministrazioni pubbliche e coinvolgerà anche i privati, per attivare interventi di promozione sul territorio.
L’incontro del 9 maggio è un momento di sintesi e confronto fra esperti di ambiti diversi: gastronomi e sommelier, agronomi e urbanisti, amministrazione pubbliche, riuniti a discutere le attività per valorizzare il potenziale del turismo rurale legato a Verona.
Il convegno fa parte degli eventi inseriti nel programma di Expo 2015 ed è accreditato presso la Federazione degli Ordini degli Architetti.
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Un solo login per l'e-commerce

Un solo login per l'e-commerce | Ecosistema XXI | Scoop.it
Nell’e-commerce il pagamento è tuttora il punto di frizione più importante — chiediamo all’acquirente uno sforzo non commensurato all’importanza del gesto.

Si dice che il 75% dei carrelli venga abbandonato, ed è vero, anche per esperienza personale. Questo in parte perché carrello è un termine preso brutalmente dagli store di atomi che non si addice al concetto di spesa online anche se ormai entrato in uso al di là del significato originario. Nel commercio fisico le persone non lo svuotano e non lo abbandonano mai perché a quel momento il proprio tempo investito (sunk cost) nella spesa è troppo alto: non ne vale la pena e anche la pressione psicologica è troppo elevata. La differenza è chiara: nessuno abbandonerebbe un vero carrello sotto gli occhi scandalizzati della commessa e degli altri acquirenti. E nessuno sforzo particolare serve per pagare: ci riesce anche la nonnina di 90 anni.
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La storia Mr. Waynaut: da studente ad imprenditore a 24 anni

La storia Mr. Waynaut: da studente ad imprenditore a 24 anni | Ecosistema XXI | Scoop.it
Simone Lini ha 24 anni, ma ha già un’azienda con dodici addetti che ben presto potrebbero aumentare. Lui è convinto che in Italia si possa fare startup e ne è la prova vivente. L’imprenditore Lini, questo è il cognome del giovane cremasco approdato a gran velocità nel mondo dell’economia, ha sviluppato il suo progetto sui banchi dell’università. E’ il fondatore di Waynaut, (prima si chiamava Youmove.me), startup tecnologica che punta a fornire soluzioni di mobilità integrando le banche dati esistenti per fornire a ciascuno il modo migliore per spostarsi. L’idea è nata dalla sua esperienza personale di spostamento. Dalla difficoltà di viaggiare per raggiungere l’ateneo milanese, dal dover fare lunghi e scomodi spostamenti, è partorito con altri studenti, un progetto che oggi è un vero e proprio giro d’affari: waynaut, la startup italiana di trasporto multimodale.
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Guardare il mondo dal Periscope

Guardare il mondo dal Periscope | Ecosistema XXI | Scoop.it

Ora: provate ad applicare queste due dinamiche alle realtà di micro-celebrity così presenti in Rete ed avrete un mix esplosivo tra messa in narrazione di sé e sovraesposizione, logiche puramente spettatoriali e creazione di comunità. Il tutto nella direzione di una creazione di format che costruiranno (ed è questa la vera novità che Periscope introduce) un palinsesto delle nostre vite connesse, fatto di appuntamenti lungo la giornata e la settimana con i micro broadcaster che sapranno fare di noi una comunità di visione.

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Con le app i musei si fanno mobili - Wired

Con le app i musei si fanno mobili - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it
Innovativa, pratica e versatile, in una parola: smart. Ecco il trend
della cultura di oggi, e le app dei musei sono le vere protagoniste
del momento. Attraverso la loro semplicità d’uso, di reperibilità e di consultazione, questi utili supporti quotidiani si stanno rivelando una risorsa imprescindibile tanto per la comunicazione dei prodotti culturali, quanto per la didattica, il marketing e l’engagement dei musei.

Moltissimi sono già gli esempi internazionali attivi: dalle app più
generaliste come Art Envi, Artnear, Art Authority, Arounder Touch a quelle con funzionalità più social come ArtGuru Ambassador fino a quelle di specifiche realtà museali, come MoMA, Guggenheim, Louvre e National Gallery – solo per dirne alcune. Insomma, il mobile sta ormai imponendosi nell’offerta museale mondiale.
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I 16 trend del futuro, seconda parte

I 16 trend del futuro, seconda parte | Ecosistema XXI | Scoop.it

Andreessen Horowitz, una delle più famose società di venture capital della Silicon Valley, ha presentato l’elenco dei 16 trends che stanno emergendo nel mondo dell’innovazione. Potremmo definirli come i 16 macro-argomenti su cui i partner della Silicon Valley si ritrovano quotidianamente a discutere, in qualità di investitori in società innovative alla ricerca costante della “Next Big Thing". Realtà virtuale, Sensorification delle imprese, Machine Learning + Big Data, Full Stack-Startup, Salute digitale, Online marketplaces e Sicurezza sono i primi trend analizzati qui. Ma non sono gli unici a comparire nell’istantanea di inizio anno, ecco la seconda parte:

- Bitcoin

- Cloud-client computing

- Crowdfunding

- Internet of Things

- Online video

- Assicurazioni

- DevOps

- Fallimenti


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Digital Economy & Society Index

Digital Economy & Society Index | Ecosistema XXI | Scoop.it
Dopo la recente pub­bli­ca­zione da parte dell’Istat della set­tima edi­zione di “Noi Ita­lia. 100 sta­ti­sti­che per capire il Paese in cui viviamo”, che trac­cia un qua­dro impie­toso dello stato del “bel­paese” rela­ti­va­mente a media, inno­va­zione e for­ma­zione, la Com­mis­sione euro­pea ha rila­sciato un nuovo indice: DESI — Digi­tal Eco­nomy and Society Index — che clas­si­fica tutti i 28 Stati mem­bri dell’UE in base al loro ren­di­mento digitale.

DESI com­bina più di 30 indi­ca­tori e uti­lizza un sistema di pon­de­ra­zione per clas­si­fi­care cia­scun paese in base al suo ren­di­mento digi­tale. Per cal­co­lare il pun­teg­gio com­ples­sivo di uno Stato mem­bro ad ogni insieme e sot­toin­sieme di indi­ca­tori è stato dato un coef­fi­ciente di cor­re­zione spe­ci­fico da parte degli esperti della Com­mis­sione euro­pea. Con­net­ti­vità e com­pe­tenze digi­tali con­tri­bui­scono al 25% per il pun­teg­gio totale. L’integrazione della tec­no­lo­gia digi­tale rap­pre­senta il 20%, men­tre le atti­vità online [l’uso di Inter­net] e dei ser­vizi pub­blici digi­tali con­tri­bui­scono rispet­ti­va­mente per il 15%.

I dati sono per lo più a par­tire dal 2013 e il 2014, dun­que asso­lu­ta­mente attuali. Il gra­fico di sin­tesi sotto ripor­tato mostra la situa­zione per cia­scuna nazione. La posi­zione dell’Italia rispetto alla media della UE28 e rela­ti­va­mente agli altri Paesi.
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L'analfabetismo digitale va affrontato più in nome della cultura che della tecnologia

L'analfabetismo digitale va affrontato più in nome della cultura che della tecnologia | Ecosistema XXI | Scoop.it
L’analfabetismo digitale non è una menomazione che affligge chi non sa usare internet e le piattaforme digitali. E non va combattuto insegnando a usare internet e le piattaforme digitali. L’analfabetismo digitale è la mancanza della capacità di produrre attivamente conoscenza attraverso le tecnologie digitali che deriva dalla credenza secondo la quale le tecnologie digitali sono quello che sono e occorre soltanto imparare a usarle. Distinzione troppo sottile? Eppure è da questa distinzione che passa il valore fondamentale: diffondere la cultura digitale per liberare le potenzialità delle persone e non semplicemente per ingrandire il mercato digitale.
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Amazon lancia il servizio di consegne in un’ora. Con i droni? No, con la vecchia rete della metropolitana

Amazon lancia il servizio di consegne in un’ora. Con i droni? No, con la vecchia rete della metropolitana | Ecosistema XXI | Scoop.it
Il futuro probabilmente saranno le consegne con i droni. Ma nel presente c’è la cara vecchia metropolitana. È questa la “nuova” frontiera che Amazon sta utilizzando per spingere le consegne istantanee di prodotti, una fascia di mercato dove da sempre i retailer online sono in sofferenza.

Da dicembre, come riporta il Financial Times, la società guidata da Jeff Bezos e quotata a Wall Street con una capitalizzazione di 200 miliardi di dollari, ha lanciato il servizio “Prime Now”, pensato appunto per offrire consegne istantanee ai propri clienti.

Come funziona? I fattorini abbandonano la macchina e scendono in metropolitana per sfuggire al traffico di Manhattan che rende arduo mantenere l’impegno preso con i clienti di effettuare consegne ultra-rapide. Con la metropolitana invece è possibile mantenere la parola data ai clienti: consegna entro un’ora al prezzo di 7,99 dollari oppure gratis entro due ore. Il servizio viene utilizzato in particolare per la consegna articoli popolari e poco ingombranti come come caricabatterie del telefono, sapone e cibo per animali.
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5 trend che porteranno alla scomparsa degli uffici tradizionali (secondo Talent Garden)

C’è una possibilità piuttosto alta che in questo momento siate seduti in uno spazio di coworking. Perché? Negli ultimi anni almeno tre nuovi spazi di coworking sono stati aperti ogni giorno e la media del numero dei coworkers è cresciuta al ritmo di duecento ogni 24 ore. E ci sono 5 semplici ragioni che stanno portando gli uffici tradizionali ad essere rimpiazzati dagli spazi di coworking.

1. Siamo nell’era del co-

2. L’evoluzione degli ambienti lavorativi: network, skills, risorse and vita sociale

3. Le opportunità che offre l’affitto di un posto

4. Gli sviluppi nel mercato immobiliare

5. La generazione dei nomadi digitali

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Interview with Brunello Cucinelli, the king of cashmere

Interview with Brunello Cucinelli, the king of cashmere | Ecosistema XXI | Scoop.it
The self-made billionaire greeted me at the door as if I was his long-lost friend. I felt as if I had known him all of my life, just hadn’t met him. I had bought two of his sweaters almost seven years ago, when I had lost a lot of weight (which I have since regained), but his clothes aren't really part of my wardrobe. And yet I have admired them, as well as his stores and his ethics. For example, he gives 20 percent of his company's profits to his charitable foundation in the name of “human dignity” and pays his workers wages that are 20 percent higher than the industry standard, mostly because it allows his company to encourage and continue the Italian craftsman traditions. Cucinelli also pays for an artisan’s school in Solemeo: Young people are free to work either at his company or for another Italian company. The on-campus cafe is way more beautiful than Google Cafe or Facebook’s facilities. And the pasta is really heavenly. The company, which trades on the Milan Stock Exchange, is doing well: about 356 million euros in revenues in 2014. Brunello is part businessman, part philosopher and part monk. He is not Jeff Bezos or Larry Page. He certainly isn’t chief executive of an oil company. He is the anti-LVMH, and that is what makes him interesting. We were supposed to meet for 30 minutes but ended up spending a few hours talking about everything from Marcus Aurelius to Barack Obama to Steve Jobs to his father, a farmer. Here is a snapshot of our rambling two-hour conversation, facilitated by an Italian translator. There are so many lessons here for founders, especially the importance of giving back.
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End of the car age: how cities are outgrowing the automobile

End of the car age: how cities are outgrowing the automobile | Ecosistema XXI | Scoop.it

Gilles Vesco calls it the “new mobility”. It’s a vision of cities in which residents no longer rely on their cars but on public transport, shared cars and bikes and, above all, on real-time data on their smartphones. He anticipates a revolution which will transform not just transport but the cities themselves. “The goal is to rebalance the public space and create a city for people,” he says. “There will be less pollution, less noise, less stress; it will be a more walkable city.”

Vesco, the politician responsible for sustainable transport in Lyon, played a leading role in introducing the city’s Vélo’v bike-sharing scheme a decade ago. It has since been replicated in cities all over the world. Now, though, he is convinced that digital technology has changed the rules of the game, and will make possible the move away from cars that was unimaginable when Vélo’v launched in May 2005. “Digital information is the fuel of mobility,” he says. “Some transport sociologists say that information about mobility is 50% of mobility. The car will become an accessory to the smartphone.”

Vesco is nothing if not an evangelist. “Sharing is the new paradigm of urban mobility. Tomorrow, you will judge a city according to what it is adding to sharing. The more that we have people sharing transportation modes, public space, information and new services, the more attractive the city will be.”

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La Biennale apre agli artisti-artigiani

La Biennale apre agli artisti-artigiani | Ecosistema XXI | Scoop.it
Un po’ come l’Angelus Novus di Paul Klee, la Biennale internazionale d’arte, in collaborazione con il Victoria ed Albert Museum di Londra, entra nel futuro dedicando il Padiglione Venezia agli artigiani digitali (e non) del Veneto.

Una piccola rivoluzione culturale, con le storie, i prodotti e i volti di artisti-artigiani della manifattura made in Italy. «Nove storie esemplari del Veneto, il primo passo di una ricerca alla quale la Biennale intende dedicare parte delle sue energie» dice Paolo Baratta. Sembra una frase buttata lì, ma è come se fosse l’ultimo colpo di piccone sul muro che separa la sapienza artigianale dall’arte, l’una la continuazione dell’altra, come sanno benissimo gli esperti della materia, ma non fino al punto di spalancare le porte del tempio più formale e anticonvenzionale dell’esibizione artistica - la Biennale, appunto - ai prodotti del saper fare italiano.
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Il turismo traina l'e-commerce italiano, vale il 37% del mercato

Il turismo traina l'e-commerce italiano, vale il 37% del mercato | Ecosistema XXI | Scoop.it
Prosegue la costante crescita a doppia cifra che caratterizza l’e-Commerce in Italia a partire dal 2010: dopo aver ottenuto un incremento del 16% nel 2014, l’e-Commerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del 15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di €.
Il Mobile Commerce si conferma tra i principali fenomeni dell’e-Commerce in Italia: gli acquisti tramite Smartphone crescono del 78% nel 2014 e stanno registrando un’ulteriore crescita del 68% nel 2015, con un valore triplicato in due anni, da un totale di 610 milioni nel 2013 a 1,8 miliardi di € nel 2015.

Sono i dati presentati nel corso della decima edizione del Netcomm eCommerce Forum, alla presenza di oltre 4.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti.

“Il turismo ottiene un incremento in linea con la media degli ultimi 4 anni, pari al 9%, confermandosi così il comparto principale dell’e-Commerce con un valore di quasi 5,5 miliardi di €, pari al 37% del mercato” ha spiegato Riccardo Mangiaracina, Responsabile Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano. “L’Abbigliamento passa dal 14 al 15% del mercato, e l’Informatica ed elettronica di consumo dal 12 al 13%; seguono l’Editoria con una quota del 3% e il Grocery con l’1%. Turismo e abbigliamento si confermano inoltre i due comparti che spingono maggiormente l’export dell’eCommerce italiano portandolo a crescere del 18% nel 2015 e a raggiungere una quota superiore ai 3 miliardi di €.”
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Build Platforms and Ecosystems – not just Products | Tech Economy

Build Platforms and Ecosystems – not just Products | Tech Economy | Ecosistema XXI | Scoop.it
Quali sono i vantaggi e le leve che si hanno nel creare piattaforme e ecosistemi? Sono molteplici e nel loro complesso cambiano in modo radicale le dinamiche e il funzionamento di un mercato o di un settore.In questa sede, vorrei provare ad approfondire questi temi soprattutto dal punto di vista del settore pubblico, tenendo conto anche del dibattito che in queste settimane si è ancor di più sviluppato attorno ad AgID.

Scala e esternalità di rete. Il primo e più importante effetto che deriva dalla creazione di piattaforme e ecosistemi è la produzione di esternalità di rete tali per cui si incentivano una molteplicità di soggetti (pubblici e privati!) a contribuire in parallelo allo sviluppo dei servizi e delle applicazioni che rispondono ai bisogno degli utenti finali.
Velocità. La definizione di standard condivisi abilita riuso e interoperabilità che a loro volta cambiano le dinamiche del sistema e conseguentemente accelerano in modo disruptive i processi di sviluppo, riducendone nel contempo i rischi.
Collaborazione pubblico-privato. La definizione di ecosistemi abilita l’apertura ai privati e rende possibile la tanto auspicata e poco realizzata collaborazione pubblico-privato.
Razionalizzazione dei back-end. Uno dei principali problemi del nostro paese è la duplicazione e incoerenza delle informazioni e dei dati delle amministrazioni pubbliche, problema che si riflette direttamente sugli utenti finali (servizi scadenti, dati inconsistenti, duplicazioni di passaggi e di procedure, …). Una strategia di ecosistema identifica asset, owner e modalità di interoperabilità che indirizzano alla radice il problema.
Concorrenza e sviluppo del mercato. La creazione di ecosistemi aperti ai privati stimola l’azione delle imprese private, e promuove competizione e concorrenza a beneficio degli utenti finali.
Qualità. La conseguenza di tutto ciò è un aumento della qualità complessiva sia in termini funzionali che di efficacia degli investimenti.
Focalizzazione. Una strategia di ecosistema permette di focalizzare l’impegno del pubblico primariamente sul back-end, e di quello dei privati primariamente sul front-end.
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Start-up innovative: trend positivo in tutta Italia - PMI.it

Start-up innovative: trend positivo in tutta Italia - PMI.it | Ecosistema XXI | Scoop.it

Ammontano a 3179 le start-up innovative attive in Italia al 31 dicembre 2014, in pratica 549 in più rispetto a quelle conteggiate alla fine di settembre. Una cifra notevole che segnala come la penisola sia terreno fertile per lo sviluppo di questa tipologia di imprese, che complessivamente danno vita a un capitale sociale pari a 153 milioni di euro (circa 48 mila euro a impresa), dando lavoro a oltre 2600 addetti.

Mappa regionale
Sono dati che possiamo ricavare attraverso il report diffuso da InfoCamere e relativo al quarto trimestre del 2014. Tra le regioni è la Lombardia a ospitare il maggior numero di start-up innovative (696, 466 solo a Milano), seguita dall’Emilia-Romagna con 360, dal Lazio con 303, dal Veneto con 247, dal Piemonte con 229.

Giovani e donne
Il report offre spunti interessanti anche per comprendere le dinamiche legate all’imprenditoria femminile e giovanile: sono 397 le imprese caratterizzate da una prevalenza femminile, mentre sono 827 le aziende dove si registra una cospicua presenza di giovani under 35.

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Un nuovo umanesimo per la società interconnessa

Un nuovo umanesimo per la società interconnessa | Ecosistema XXI | Scoop.it

La società interconnessa è una società ipercomplessa, in cui il trattamento e l’elaborazione delle informazioni e della conoscenza sono ormai divenute le risorse principali; un tipo di società in cui alla crescita esponenziale delle opportunità di connessione e di trasmissione delle informazioni, che costituiscono dei fattori fondamentali di sviluppo economico e sociale, non corrisponde ancora un analogo aumento delle opportunità di comunicazione, da noi intesa come processo sociale di condivisione della conoscenza che implica pariteticità e reciprocità (inclusione).


La tecnologia, i social networks e, più in generale, la rivoluzione digitale, pur avendo determinato un cambio di paradigma, creando le condizioni strutturali per l’interdipendenza (e l’efficienza) dei sistemi e delle organizzazioni e intensificando i flussi immateriali tra gli attori sociali, non sono tuttora in grado di garantire che le reti di interazione create generino relazioni, fino in fondo, comunicative, basate cioè su rapporti simmetrici e di reale condivisione. In altre parole, la Rete crea un nuovo ecosistema della comunicazione) ma, pur ridefinendo lo spazio del sapere, non può garantire, in sé e per sé, orizzontalità o relazioni più simmetriche. La differenza, ancora una volta, è nelle persone e negli utilizzi che si fanno della tecnologia, al di là dei tanti interessi in gioco.”

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Jimmy Wales, Wikipedia: "L'Africa andrà online più in fretta di quanto pensiate" - Wired

Jimmy Wales, Wikipedia: "L'Africa andrà online più in fretta di quanto pensiate" - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it

Se chiedete quale sia la cosa piu rilevante che succederà a Internet nell’immediato futuro, Jimmy Wales vi dirà che è il prossimo miliardo di utenti che andranno online, grazie soprattutto al mobile, nei paesi emergenti e in Africa in particolare.

Da diverso tempo, infatti, il fondatore di Wikipedia ha deciso di fare la sua parte, portando in alcuni dei paesi piu poveri del mondo Internet, garantendo l’accesso gratuito ai contenuti della sua enciclopedia. Ma mentre Wikipedia Zero va avanti e si espande, in Africa calano le tariffe dati, si diffondono smartphone a basso costo (come quelli di Mozilla) e lentamente cadono altre barriere alla definitiva connessione dell’Africa alla Rete.

Ma Jimmy Wales non è impegnato solo in questa direzione e il suo intervento al Mobile World Congress di Barcellona  è l’occasione migliore per discutere anche di The People’s Operator, l’operatore telefonico che ridistribuisce parte dei suoi ricavi per cause sociali e di solidarietà, di cui Wales è Co-Chair dallo scorso gennaio.

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Capire la neutralità della rete ed evitare errori

Capire la neutralità della rete ed evitare errori | Ecosistema XXI | Scoop.it

Il tema della Net Neutrality è argomento di intensa discussione per molti addetti ai lavori, grandi imprese del mondo dei media e delle telecomunicazioni e, sempre più spesso, anche singoli cittadini, associazioni di consumatori, studiosi del mercato. Troppo spesso, peraltro, questo importante argomento viene affrontato in modo superficiale o distorto (e anche di parte). Ciò non aiuta a chiarire i termini della questione, né a giungere ad un qualche esito che possa rispondere in modo convincente ai bisogni e alle istanze di tutti coloro che sono interessati al tema.

Sinteticamente, il termine Net Neutrality ha a che fare con le tecniche, gli strumenti e soprattutto le policy utilizzate per gestire il trasporto delle informazioni sulla rete Internet. In presenza di Net Neutrality, tale trasporto non è condizionato dagli operatori di telecomunicazioni, che distribuiscono “pacchetti di bit” in modo sostanzialmente indipendentemente dal loro contenuto o, meglio, da chi siano gli originatori e i riceventi di tali pacchetti: oggi la rete Internet è uno strumento di trasporto neutrale, indipentente e ortogonale rispetto ai contenuti che su di essi vengono fatti transitare e agli attori che sono protagonisti di questo scambio.

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Francesco Bonami al Pecci di Prato. Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea | Artribune

Francesco Bonami al Pecci di Prato. Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea | Artribune | Ecosistema XXI | Scoop.it
L’opera d’arte, dall’epoca della sua riproducibilità tecnica all’epoca della proliferazione delle reti. Un lasso di tempo di circa due secoli, in cui si dipanano i destini dell’estetica e le evoluzioni dell’oggetto artistico, dal concetto alla forma, dai metodi di produzione ai canali di fruizione. Con un intervento dal titolo “Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea”, Francesco Bonami, critico e curatore di fama internazionale, tra i più assidui e appassionati divulgatori del pensiero artistico contemporaneo, ha provato a investigare la storia e a ipotizzare i destini dell’arte contemporanea: un talk organizzato dal Pecci di Prato, lo scorso 10 febbraio, per il ciclo “Changes-Cambiamenti”. Con lui Fabio Cavallucci, direttore del Museo.
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