Ecosistema XXI
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ADV Advertiser -Osservatorio Multicanalità, il 2012 è l’anno del sorpasso.

ADV Advertiser -Osservatorio Multicanalità, il 2012 è l’anno del sorpasso. | Ecosistema XXI | Scoop.it
[...] I Newbie, pari a 5,3 milioni di individui, rappresentano i neofiti dell’approccio multicanale, con due anime principali, per le quali l’avvicinamento alla multicanalità è dovuto per i giovanissimi (20%) all’approccio con il processo d’acquisto e per gli over 55 (34%) ad un avvicinamento alla tecnologia.
Gli Old Style Sufer: pari a 7,7 milioni di consumatori, si caratterizzano per un approccio al web “vecchio stile” e strumentale, per rendere più efficiente il proprio processo d’acquisto e per risparmiare tempo.
I Social Shopper, pari a 10,7 milioni, sono i veri esperti della spesa e sono caratterizzati da un forte ruolo della Rete nel loro shopping, da un processo d’acquisto strutturato e dalla ricerca della “smart choice”, ossia di acquisti intelligenti e con un elevato rapporto qualità/prezzo.
Gli Hyper Reloaded, pari 7,6 milioni, rappresentano la punta massima del consumatore multicanale: caratterizzati da una vita sociale molto intensa e da una buona parte del proprio tempo trascorsa fuori casa, presentano un approccio strutturato al processo d’acquisto, con un elevato fabbisogno informativo, un elevato livello di partecipazione attiva con gli altri utenti, una marcata propensione sia all’e-commerce, sia ad un forte utilizzo del Mobile (smartphone e tablet) all’interno del processo d’acquisto, elemento che in particolar modo li caratterizza. [...]
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Digital Social and Business Ecosystems in the XXIth century [formerly Ecosistema 2.0]
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I nuovi analfabeti: usano Facebook, ma non sanno interpretare la realtà - Wired

I nuovi analfabeti: usano Facebook, ma non sanno interpretare la realtà - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it

Se chiudo gli occhi e immagino un analfabeta, penso ad una persona che firma con una X al posto del nome.
Ma sbaglio.
Un analfabeta, ci ha ricordato l’OCSE pochi giorni fa, è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
Certo, sono due analfabetismi diversi: quello di secondo tipo si chiama analfabetismo funzionale e riguarda quasi 3 italiani su 10, il dato più alto in Europa. [...]

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Tutte le startup italiane da più di un milione di euro

Tutte le startup italiane da più di un milione di euro | Ecosistema XXI | Scoop.it
Ecco la lista delle startup italiane che hanno un fatturato pari o superiore al milione di euro (dati aggiornati al 15 ottobre 2014). Secondo il Registro delle imprese sono 35. Alla lista pubblicata da StartupItalia! lo scorso giugno, si sono aggiunte 18 nuove startup millionarie, più una che non è iscritta al registro delle startup innovative, ma che ha appena reso pubblico il proprio bilancio. Tre hanno subito una contrazione del fatturato e sono scivolate nella fascia inferiore. Una non lo ha dichiarato. Colpisce l’exploit della Sardegna: più di una su dieci delle startup milionarie italiane viene da lì.
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L'alluvione di Genova e le reti di risposta all'emergenza

L'alluvione di Genova e le reti di risposta all'emergenza | Ecosistema XXI | Scoop.it

Tuttavia, come spesso accade dopo terremoti ed emergenze naturali, si è attivata una incredibile rete di solidarietà nel territorio che ha portato gente comune, i cosidetti “Angeli del fango” a sporcarsi letteralmente le mani e a spalare tonnellate di detriti dalle strade, liberando accessi, garage, seminterrati.
 
Non è mancata, poi, nel caso dell’alluvione di Genova, la solidarietà di categorie come quella dei tassisti, che hanno effettuato corse gratis per soccorrere i feriti o trasferire i più bisognosi di aiuto da un posto all’altro della città.
 
Ma è sulle reti sociali che la risposta della cittadinanza attiva si è fatta sentire anche a Genova ed in particolare con l’associazione #opengenova attiva da qualche anno sul territorio.
 
Abbiamo parlato con Enrico Alletto, che da buon ingegnere informatico promuove il suo lavoro sul web, ma che in particolare traccia l’evoluzione dell’associazione #opengenova e si inserisce in un movimento nazionale ed internazionale, quello degli Open Data, ovvero dati sensibili della pubblica amministrazione resi facilmente consultabili su reti open source in qualità di mappe, documenti revisionabili, pdf , fogli Excel. [...]

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Gartner Says By 2017, 50 Percent of Internet of Things Solutions Will Originate in Startups That Are Less Than Three Years Old

Gartner Says By 2017, 50 Percent of Internet of Things Solutions Will        Originate in Startups That Are Less Than Three Years Old | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Makers and startups, not tech providers, consumer goods companies or enterprises, will drive acceptance, use and growth in the Internet of Things (IoT) through the creation of a multitude of niche applications, according to Gartner, Inc. Gartner predicts that by 2017, 50 percent of IoT solutions (typically a product combined with a service) will originate in startups that are less than three years old.

Gartner defines "makers" as inventors, tinkerers and entrepreneurs who create and manufacture products using traditional tools and new digital design and rapid prototyping and manufacturing technologies. "Startups" are fledgling businesses that are often technology-focused and have the potential for high growth.

"Conventional wisdom is that the growth of the Internet of Things is driven by large enterprises. As is always the case, there is an element of truth in conventional wisdom and major consumer goods companies, utilities, manufacturers and other large enterprises are, indeed, developing IoT product offerings," said Pete Basiliere, research vice president at Gartner. "However Gartner's Maverick research finds that it is the makers and the startups who are the ones shaping the IoT. Individuals and small companies that span the globe are developing IoT solutions to real-world, often niche problems. They are taking advantage of low-cost electronics, traditional manufacturing and 3D printing tools, and open- and closed-source hardware and software to create IoT devices that improve processes and lives. [...]

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Non sono i cervelli che contano, ma la fuga. Da una terra che non dà più opportunità.

Non sono i cervelli che contano, ma la fuga. Da una terra che non dà più opportunità. | Ecosistema XXI | Scoop.it
La determinazione di Augusto, sono sicuro, è stata fondamentale, assieme alle sue skill, nell’apprendere velocemente e nel mettere a frutto quanto la Silicon Valley ha da insegnare. Detto questo non so se in un altro posto sarebbe riuscito a far valere il suo talento e a vedere la sua impresa realizzata e resa possibile con la stessa potenza e velocità. Lo dice anche lui, parlando dell’Italia: “non avevamo chance”. Personalmente preferisco la critica quando è meno aggressiva e con meno luoghi comuni (l’ennesima invocazione a Adriano Olivetti  tante altre cose dell’intervista a Augusto…), come quella stringente, argomentate e costruttiva di Davide Serra. Ma in ogni caso il focus è lo stesso: l’Italia è una terra che non dà opportunità.
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Maker Faire Rome 2014 - Pensieri di un maker vicino ai makers | Stampa 3D forum

Maker Faire Rome 2014 - Pensieri di un maker vicino ai makers | Stampa 3D forum | Ecosistema XXI | Scoop.it

L’evento di quest’anno ha attirato più di 90.000 visitatori, un numero considerevolmente maggiore rispetto i 30.000 dell’anno scorso. In effetti, le file che abbiamo visto all’ingresso nelle ore di punta confermano questo dato, dimostrando quanto fosse aumentato l’interesse verso i temi dell’innovazione tecnologica, dell’artigianato digitale e delle tecnologie open source. Il tutto è stato coronato con una promozione speciale verso i più giovani, i quali sono stati di fatto il target più importante della manifestazione.

Per noi di Stampa 3D forum sono stati tre giorni intensi, pieni di persone da incontrare, talk da ascoltare, aziende da intervistare. Si respirava quell’aria fresca, intrisa di innovazione e voglia di cambiare tutto, per davvero. [...]

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Artigianato high-tech: un futuro italiano | ilBo

Artigianato high-tech: un futuro italiano | ilBo | Ecosistema XXI | Scoop.it

Nel weekend scorso si è tenuta a Roma, la Maker Faire, appuntamento che chiama a raccolta i makers, gli artigiani high-tech di oggi e del prossimo futuro. La fiera è una bella occasione per vedere da vicino l'evoluzione di questo fenomeno che, nato negli Stati Uniti, sta conoscendo una rapida crescita anche nel nostro paese. Crescita testimoniata dal fatto che quella di Roma, pur essendo solo alla seconda edizione, è oggi la Maker Faire più importante al mondo dopo quella di New York. 


La visita ai padiglioni restituisce un'immagine tutt'altro che rassegnata dell'Italia. Attraverso gli occhi dei makers vediamo un Paese che non sta con le mani in mano ma che prova a conquistarsi un pezzo di futuro costruendo oggetti innovativi. L'origine di questa autentica "passione per il fare" nasce in luoghi imprevisti, nell'underground dei garage e delle cantine, sicuramente non in think tank esclusivi. Se dovessimo utilizzare una metafora musicale potremmo dire che l'energia che trasmette il movimento dei makers assomiglia molto a quella del Punk, voglia di rompere gli schemi compresa. Un approccio iconoclasta che talvolta rischia di essere un po' caotico, quasi dissipativo, sicuramente mai noioso. [...]

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I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale

I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Secondo alcuni studi condotti da Deloitte, un aumento di 10 utenti di telefonia mobile per ogni cento persone (in un paese in via di sviluppo), potrebbe provocare una crescita del PIL pro capite dallo 0,8% al 1,2%. E secondo un altro studio Deloitte, l’accesso a Internet potrebbe consentire a 160 milioni di persone di uscire dallo stato di povertà.
Insomma, abbiamo sempre sostenuto che le tecnologie, così come quelle mobile, di fronte anche a questi dati, possono essere importanti per la crescita di un paese. Bisogna poi riportare il tutto alla dimensione di ciascun paese perchè si possa poi investire sul Mobile e sulle nuove tecnologie per incrementare nuove soluzioni di crescita. Se guardiamo al nostro paese, dal punto di vista Mobile, abbiamo una banda larga mobile che vive una condizione migliore di quella fissa e con una disponibilità di dispositivi mobili tra le più alte in Europa. Solo che non si vuole spingere su queste leve per approfittarne e creare possibilità di crescita. Forse questi dati potrebbero essere utili.

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Why Andrea Romoli wants to bring LSM back to Milan

Why Andrea Romoli wants to bring LSM back to Milan | Ecosistema XXI | Scoop.it

It was a great experience for me to organize the LSM workshop in Milan! Even though I have organized events like Meetups or Social Media Day, organizing a three day workshop like Lean Startup Machine was a different experience altogether.  It was about finding the right location, media partners who were willing to go the distance, mentors that were lean startup experts and getting the whole thing together. So with LSM’s help and with my network, I leveraged different marketing channels to spread the word about the workshop. After doing this for over 8 weeks, we were able to get a lot of people for the workshop and it was an extremely satisfying experience. [...]

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Smart&Start, scarica il decreto in anteprima: 220mln a tutta Italia

Smart&Start, scarica il decreto in anteprima: 220mln a tutta Italia | Ecosistema XXI | Scoop.it
Un tweet di Stefano Firpo (Mise) annuncia la firma del decreto Smart&Start: ripartono i finanziamenti per le startup, con diverse novità
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[L’Italia è morta?] Scappate voi se volete, io resto. E vi spiego perchè.

[L’Italia è morta?] Scappate voi se volete, io resto. E vi spiego perchè. | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Ma perché, invece di invitare alla fuga, non cerchiamo di raccontare e analizzare le storie di chi ce la fa, “NONOSTANTE” l’italia?Perché continuiamo a svalutare il nostro Paese,

incitando i cervelli migliori ad andarsene,
lamentandoci poi che se ne vanno?

Scappate voi, se volete.
Io resto.

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Lvmh lancia Istituto per giovani artigiani

Lvmh lancia Istituto per giovani artigiani | Ecosistema XXI | Scoop.it

Lvmh si mette in cattedra. Il colosso del lusso francese ha lanciato ‘L’Institut des Métiers d’Excellence‘ (IME), un programma di formazione professionale che permetterà al gruppo di trasmettere il proprio savoir-faire alle giovani generazioni di aspiranti artigiani, attraverso apprendistati pagati, a partire da settembre. 

 

Questa iniziativa “sottolinea il ruolo chiave di apprendistato nella trasmissione della nostra conoscenza”, ha detto in una nota Chantal Gaemperle, group executive vice president human resources and synergies.


I programmi di formazione dell’Istituto sono stati sviluppati in collaborazione con partner di spicco. Uno di questi è Paris Jewelry School (BJOP), con il quale nell’aprile scorso è iniziato un percorso per istituire il corso ‘Jewelry Arts and Techniques’ (arti e tecniche del gioiello) che rientri nel Certificato di Attitudine Professionale (CAP). Con School of the Chambre Syndicale de la Couture Parisienne (ECSCP), invece, si lavora al primo certificato di attitudine professionale in sartoria. Gli studenti saranno sotto la guida di Dior Couture e Givenchy, a partire dal prossimo autunno. In futuro, verranno inoltre siglati altri accordi nel settore della pelletteria, di visual merchandising e di vendita. 

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The Success story of Italian Startup Beintoo | Digital Agenda for Europe

The Success story of Italian Startup Beintoo | Digital Agenda for Europe | Ecosistema XXI | Scoop.it

With Beintooeverybody wins. Gamers are rewarded with real-world prizes as well as ‘Bedollars’, whilst brands can make the most of mobile advertising. With innovative gamified apps, Beintoo is changing the way that brands engage with their customers. BeClub, Beintoo’s mobile engagement platform, works on three main principles:

It creates engaging and rewarding experiences for gamers around the world;It gives brands the opportunity to capture the imagination of millions of mobile users;It helps app publishers to reward user activity, increase revenues and grow their user-base.

Using this innovative business model and with help from a starting investment by Business Angel, Beintoo has already achieved successful results since its beginning in 2011. It is becoming increasingly popular on a global level, with headquarters in New York, Milan and Shanghai. [...]

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L’utilità degli Open Data per comprendere il rischio alluvionale a Genova | Emergenza Alluvione 2014

L’utilità degli Open Data per comprendere il rischio alluvionale a Genova | Emergenza Alluvione 2014 | Ecosistema XXI | Scoop.it

Pochi sanno che tra le varie riforme degli anni passati è stato introdotto anche l’obbligo di pubblicazione di dati in formato aperto da parte delle amministrazioni pubbliche: questi dati vengono caricati in appositi siti o spazi gestiti dalle amministrazioni stesse e la libertà di utilizzo concessa permette di usarli in modo autonomo per proprie elaborazioni.

Conoscendo l’iniziativa della Regione Liguria che, pur coi suoi difetti, ha pubblicato gran parte del patrimonio informativo geografico sul suo portale dei dati aperti, sono andato a verificare se ci fosse qualche strato informativo relativo agli alluvioni. Sono così venuto a conoscenza della direttiva europea relativa alla “valutazione e gestione dei rischi di alluvioni” recepita con il decreto legislativo 49 del 2010 per soddisfare il quale l’amministrazione regionale ha prodotto uno strato informativo (shapefile) che evidenzia zone rischiose per gli alluvioni, con corrispondente scala, ed è disponibile sul portale.

Scaricato questo file, l’ho esplorato con Qgis (software libero per l’elaborazione di dati geografici) e prodotto un semplice cartogramma basato sulla colonna del “livello di pericolosità” (3 possibili valori), che ho esportato in una mappa dinamica -conservando i dati relativi al territorio genovese per non generare una mappa eccessivamente pesante da caricare-, il cui risultato è consultabile sul Open Genova. [...]

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Valutare il potenziale della Startup

Valutare il potenziale della Startup | Ecosistema XXI | Scoop.it

Conclusioni.


Non esiste ancora una metodologia consolidata e condivisa per valutare Startup nella fase di ricerca e validazione del Business model. Questo vuoto ha causato due fenomeni disfunzionali:
1. Lo Show Business delle startup ha indotto i founder a pensare che sia sufficiente una presentazione appariscente e teatralmente condotta per attirare premi e fiducia degli investitori (pur non essendoci correlazione tra il saper fare un bel Power Point e l’aver validato un modello di business)
2. Gli investitori, dal canto loro, in assenza di criteri oggettivi con cui valutare il potenziale successo di una startup, tendono ad assumere comportamenti speculativi e ad adottare logiche di portafoglio che puntano a valorizzare la quantità piuttosto che la qualità (“Non è possibile sapere se una startup avrà successo, meglio tirare un dado” cit.)


Per contro, la conoscenza formalizzata finora sul ciclo di vita delle Startup, sulle cause del loro fallimento e successo, permette invece di formulare ed usare criteri di valutazine più efficaci ed oggettivi: oltre che essere strumenti di diagnostica, essi permettono al dialogo investitore > funder di arricchirsi e articolarsi su:
- quali traguardi effettivi la Startup ha effettivamente raggiunto,
- quali comportamenti ha messo in atto il team per progredire nella definizione di un business model, dove eventualmente ha sbagliato, perchè, e
- quali sono le azioni correttive da intraprendere lungo il processo di Customer Development / Validazione del Modello di Business.


Ricapitolando, questi criteri sono:
- IRL – Investiment Readiness Level, come indicatore di progresso effettivo lungo il processo di Validazione;
- Coerenza, come indicatore di condotta del team;
- Capacità di apprendere, come indicatore di robustezza;
Tipologia di Startup, come lente attraverso la quale osservare il progresso della particolare Startup, ed elaborare indicazioni prescrittive per il futuro.

Gino Tocchetti's insight:

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Amazon Must Be Stopped

Amazon Must Be Stopped | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Perhaps the debate over Amazon won’t take as many fits and starts. There are already a few ideas percolating—one would strip Amazon of the power to set prices; another would deprive it of the ability to use its site to punish recalcitrant suppliers. Those ideas feel like tentative jabs at the problem, rather than coherent solutions to it. Still, if we don’t engage the new reality of monopoly with the spirit of argumentation and experimentation that carried Brandeis, we’ll drift toward an unsustainable future, where one company holds intolerable economic and cultural sway. Unfortunately, a robust regulatory state is one item that can’t be delivered overnight.

Gino Tocchetti's insight:

Note: Franklin Foer is an American journalist and editor of The New Republic, a "liberal" magazine. His book "How Soccer Explains the World: An Unlikely Theory of Globalization" (2009), is now sold 35% discount, paperback format, on Amazon

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Design Thinking: perché le mucche disegnate sono meno sexy dei...

Design Thinking: perché le mucche disegnate sono meno sexy dei... | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] I punti di discussione sono stati tantissimi, io personalmente ho chiesto “ok, quali sono gli strumenti di sta cosa?”, ed in molti mi hanno risposto che lo strumento è “design your own tools”, ma altri invece hanno scoperto le carte, parlando di strumenti di ragionamento (come l’analogia) o operativi (il brief lo scrive il fornitore, il metodo A3), di certo la grande domanda non risposta è “ok, come si fa a far pagare questa cosa?“. Io credo che la domanda sia sbagliata, nessuno si scandalizzerebbe a pagare 15.000 euro per una giornata del fondatore di Ideo, un’azienda che ha fatto di questi metodi e tecniche (credo) un credo, quindi il valore che queste attività producono non è da scaricare sul cliente il giorno stesso, va scaricato sull’azienda, inizialmente come costo di crescita, formazione e comunicazione e solo successivamente sulla singola commessa. Più volte ieri ho avuto la sensazione di essere “il puerile del gruppo” nel tirare sempre per terra questo ragionamento, ma al tempo stesso conosco anche il mercato, e so che non possiamo alimentarci di processi, ma dobbiamo proporre output tangibili. Credo che questi temi siano un “to be” per molte agenzie e consulenti, per pochi sono davvero un “as is” anche perché è molto più facile millantarne l’utilizzo che farlo davvero, occorrono predisposizione a mettersi in gioco come persone prima che come professionisti, e tempo, che spesso come ieri è “extra time” rispetto al tempo di lavoro. In queste cose però l’Italia ha un valore aggiunto da portare, fatto di cultura e creatività, perché alla fine di processi culturali si parla. I designer e i markettari non sono così abituati a lavorare assieme, spesso sono abituati a lavorare “in catena” ma non “a stessa”, pensare che la campagna pay per click da sviluppare su un sito ne influenzi il design è un tema forte, ma è li che andremo. [...]

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Open Genova disegna la mappa delle foto su Instagram con hashtag #AngeliDelFango | Emergenza Alluvione 2014

Open Genova disegna la mappa delle foto su Instagram con hashtag #AngeliDelFango | Emergenza Alluvione 2014 | Ecosistema XXI | Scoop.it
Open Genova ha raccolto le foto di Instagram geolocalizzate con il tag #angelidelfango, mostrandole sulla mappa di OpenStreetMap

Seguendo il link Maps Angeli del fango ci si trova davanti ad una panoramica dettagliata di tutte le immagini scattate in questi giorni a Genova con hashtag #angelidelfango. Molte di queste immagini sono state scattate durante le operazioni di pulizia che si sono svolte oggi.  Ancora una mappatura Wiki della città di Genova.
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Regione Veneto: 6 milioni per il finanziamento di progetti gestiti dalle reti di impresa - Artigiani Vicenza

Regione Veneto: 6 milioni per il finanziamento di progetti gestiti dalle reti di impresa - Artigiani Vicenza | Ecosistema XXI | Scoop.it

Sul BUR n.95 del 3.10.2014 è stato pubblicato il Bando della Regione Veneto di cui diamo sintesi indicativa

Agevolazioni
Contributo a fondo perduto concesso nella misura del 50% della spesa ammissibile e compresa tra euro 30.000 ed euro 300.000. Potrà essere erogato un anticipo del contributo, in presenza di idonea garanzia bancaria o assicurativa. L’anticipo può essere richiesto al termine del 1° periodo di attività (con la presentazione del report intermedio - almeno il 20 % della spesa ammessa - e per un importo pari al 50 % delle spese rendicontate)

Progetti Ammissibili
Il bando attua le seguenti misure:
A. Internazionalizzazione > attività di consulenza che riguardano studi volti al lancio di nuovi prodotti o già esistenti su un nuovo mercato in un altro paese. E’ ammessa la partecipazione anche a manifestazioni fieristiche a livello internazionale
B. Ricerca e innovazione > progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione di processo e di prodotto e studi di fattibilità
C. Sviluppo sostenibile e salvaguardia ambientale > progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, studi di fattibilità che riguardano tecnologie e prodotti ecosostenibili e/o biocompatibili. [...]

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Donadon alle Pmi: «Contro la crisi compratevi gli startupper»

Donadon alle Pmi: «Contro la crisi compratevi gli startupper» | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] «In Italia non sono finanziabili dei Facebook e Google, ma un giovane che ha delle idee abbiamo il dovere di finanziarlo, perché dobbiamo essere un ripetitore per lo sforzo creativo dei giovani e fare in modo di creare un ecosistema – spiega Donandon – Il vero problema poi sono le exit, devono essere le aziende italiane, che si “comprano” i giovani. Perché le idee dei ragazzi possono farle decollare, e accelerare le aziende in crisi”.Per capirci, lo “spread” digitale rispetto al resto dell’Europa costa all’Italia 3,6 miliardi all’anno. «Se l’Italia arrivasse ad azzerare il disavanzo nella bilancia dei pagamenti per i servizi informatici, sviluppasse l’e-commerce e della moneta elettronica fino a raggiungere i livelli medi europei, e se riuscisse a razionalizzare le banche dati della pubblica amministrazione si renderebbero disponibili 10 milioni al giorno», rileva il Censis. Questo per le PA ma vale anche per le imprese.[...]

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Startup, i danni collaterali del registro

Startup, i danni collaterali del registro | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Il desiderio da parte dello Stato di impicciarsi in tutto prende nel nostro caso la forma delle “startup di Stato”: in pratica se una startup è innovativa o meno non lo decide il mercato ma il governo e lo decide secondo criteri che prevedono vincoli come il brevetto o la registrazione di quanto non brevettabile oppure una percentuale di assunti che devono avere un titolo di studio di alto profilo. Ohibò, quindi servono lauree e dottorati altrimenti non si va da nessuna parte, siamo ancora al valore legale del titolo di studio. Ci sono così startup che assumono i professori universitari che hanno tutti questi requisiti, c’è anche il caso di un solo professore che risulta essere assunto da più di una startup con il solo scopo di acquisire il diritto a diventare “startup innovativa di Stato” discriminando così tutti coloro che hanno le giuste competenze e professionalità ma che non hanno i titoli accademici rendendoli così meno interessanti per il mercato del lavoro. E così il concetto di libero mercato, di libera concorrenza e di capacità di operare alla pari sui mercati internazionali sono ancora lontani e si affermano modelli distorti e potenzialmente dannosi. [...]

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Arduino Is Building A Sub-$1000 3D Printer | TechCrunch

Arduino Is Building A Sub-$1000 3D Printer | TechCrunch | Ecosistema XXI | Scoop.it
A challenger approaches! Arduino, the company best known for building and shipping the absurd number of microcontrollers that power many a DIY electronics project, is about to enter the 3D printing market.

Arduino made the news official today, announcing a partnership with Italy’s up-and-coming printer manufacturer, Sharebot. Their first printer will be called the Materia 101, and is built to print in PLA.

While they’re holding off on announcing the exact price for now, they’ve ballparked two different models: a pre-built package that will sell for “less than 1000 USD”, and a DIY kit that will go for “less than 800 USD”.

Is it the prettiest printer in all the lands? Nah — it looks a bit like the super early MakerBot Cupcake machines, albeit white. Does it have the biggest print bed? Nah — see below for the specs there. But it’s exciting to see a company like Arduino, with its damned impressive ability to scale and its tendency to opensource everything it does, get into the space.
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Chi deve aiutare artigiani e PMI? – MarketingArena

Chi deve aiutare artigiani e PMI? – MarketingArena | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Pensiamo invece a uno scenario diverso: l’azienda si appoggia ad una “no agency” promossa da un’associazione di categoria (che fa quindi lavorare i suoi artigiani digitali associati, free lance che oggi faticano e arrancano) che grazie a una serie di “template” ed economie di scala riesce a garantire buoni prezzi, ma soprattutto riesce a far accedere l’azienda a bandi e finanziamenti. E ancora conosce progetti come Woodulike* e Lovli che possono rappresentare per l’azienda dei canali preferenziali di vendita. E ancora può formare e mettere a disposizione stagisti in grado di seguire operativamente quella parte di contenuto citata, guidati però da tutor senior il cui costo è sopportato dall’associazione.

 

La nostra tesi è che debbano esistere meta soggetti in grado di aiutare le aziende, però questi soggetti devono svegliarsi e concentrarsi sull’erogazione di servizi a valore aggiunto che devono andare oltre la formazione e anche oltre l’accompagnamento. Realtà di questo tipo devono esistere per garantire “scala”, diversamente l’idea di raccontare solo chi ce l’ha fatta non regge. Perché spesso chi ce l’ha fatta ha internalizzato competenze di management in maniera randomica (il figlio che ha studiato e decide di rimanere in azienda) ma nessuno ha ancora trovato la regola aurea per salvare i piccoli. Di certo un colpo di spugna ai meta mastodonti ed un lavoro di cesello sulla presenza on line potrebbe essere una via percorribile. Un tema che forse merita una riflessione.

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Grazie startupper per avermi insegnato a sperare

Grazie startupper per avermi insegnato a sperare | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Ma, se c’è una cosa positiva che tutto questo movimento sta portando è la speranza. Faccio parte della generazione perduta, quando molti della mia età si sono iscritti all’università l’hanno fatto con la consapevolezza che li aspettava un futuro da disoccupati. In questi undici mesi, invece, non ho mai visto rassegnazione. Ho visto ragazzi che ce la mettevano tutta per realizzare qualcosa in cui hanno voluto credere. Ed è vero che molte falliranno, è nel dna stesso di una startup ed è la conseguenza diretta dell’inesperienza di molti startupper. Ma è pur vero che tutti quelli che falliranno avranno imparato qualcosa, un bagaglio prezioso che li seguirà a vita.

 

Di startup milionarie, come si è visto dai dati del Registro delle imprese, ce ne sono ancora poche e per lo più sono gestite da profili over 30 con esperienza pregressa. Ma di talenti, quelli sì che ce ne sono tanti. E c’è anche tantissima voglia di fare, di muoversi, di sperimentare. E voglia di risolvere i problemi con soluzioni concrete.

 

Se c’è qualcosa che non funziona, bisogna trovare il modo di farla funzionare. Non è una cosa banale, è il motore per un futuro migliore. E nel mondo startup è la regola.

 

In questi undici mesi ho conosciuto tantissime persone che stanno cercando di cambiare le cose, in Italia e all’estero, e alcuni ci stanno riuscendo per davvero. E’ da queste persone che bisogna ripartire. Ed è queste persone che voglio ringraziare, perché tutti quelli che ho incontrato in questo periodo mi hanno insegnato qualcosa e fatta crescere. Ma soprattutto lottano ogni giorno per fare dell’Italia un paese migliore.

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Artigianato, 42mila imprese pronte ad assumere. Più spazio a innovatori e operai specializzati

Artigianato, 42mila imprese pronte ad assumere. Più spazio a innovatori e operai specializzati | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Il dettaglio delle professioni non stagionali (52.800 nel 2014, circa mille in meno del 2013) evidenzia infine una ricomposizione della domanda di lavoro da parte delle imprese artigiane improntata al rafforzamento soprattutto di alcuni grandi gruppi professionali a maggior "tasso" di innovatività. Aumenta infatti del 22% la richiesta di professioni intellettuali scientifiche e tecniche (1.040 le entrate programmate) e di operai (24.000 quelli specializzati, con un incremento del +0,8%, e 7.400 quelli generici e conduttori di impianti, aumentati del +10,4%). Diminuisce invece la richiesta di professioni tecniche (-18,9%), di quelle esecutive del lavoro d'ufficio (-14,8%) e di quelle qualificate nelle attività commerciali (-1,7 per cento). 

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