Ecosistema XXI
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Social Network, passione italiana | LaStampa.it

Social Network, passione italiana | LaStampa.it | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] L’audience continua a crescere non solo in termini quantitativi ma anche sulla qualità. Una crescita che influenza direttamente i media classici oramai proiettati verso un’integrazione dei palinsesti con il lato “social” delle persone. Televoti, commenti, concorsi, tutto è presente anche sui social network, non solo per coinvolgere diverse tipologie di pubblico, ma anche per spostare i limiti del marketing e della sponsorizzazione del brand. Concetto che viene espresso dalla “Social Opinion” di IAB Italia, condotta da 77Agency su 5.000 utenti italiani maggiorenni dei social network. Il 43,6% dichiara che i canali social hanno migliorato la loro vita e di questi, il 30,8% indica come motivazione il fatto di essere sempre aggiornati su quello che succede (attualità, economia, politica) e il 12.8% il fatto di poter seguire contenuti in diretta dei programmi Radio/TV che amano. Una convergenza che ha spinto gli italiani a diventare sempre più multitasking: mentre guarda lo schermo dal divano di casa, oltre il 76% degli utenti dei social network utilizza contestualmente un device tra PC, smartphone e tablet, di cui gli ultimi due come preferiti per accedere ai social network.

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Digital Social and Business Ecosystems in the XXIth century [formerly Ecosistema 2.0]
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Managing millennials

Managing millennials | Ecosistema XXI | Scoop.it
The very different work traits of hoodies, old fogies, and everyone in between
Gino Tocchetti's insight:

entrepreneurial, a way to be

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Tesla unveils battery storage system for home, business and utility use

Tesla unveils battery storage system for home, business and utility use | Ecosistema XXI | Scoop.it
The Tesla home battery system hinted at by CEO Elon Musk several months ago has finally been unveiled by Musk himself at the company’s design studio in Hawthorne, California. Dubbed the Powerwall, the stationary home battery offers 10 kWh of storage capacity for the relatively modest price of US$3,500. A smaller unit is also available at 7 kWh for $3,000, and homeowners can stack multiple units if needed.
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Un patto per il turismo rurale - Verona

Un patto per il turismo rurale - Verona | Ecosistema XXI | Scoop.it
Il centro urbano di Verona è una delle maggiori realtà turistiche d’Italia: il ricco contesto rurale delle valli che lo circonda, con le produzioni vinicole della Valpolicella e quelle casearie della Lessinia, offre un potenziale per ampliare l’offerta a un turismo rurale che oggi riscuote sempre più successo. Un convegno ne discute il 9 maggio, alle ore 10.30 in Piazza Bra, per definire una serie d’iniziative coordinate tra il capoluogo e le sue Valli a Nord, che miri a allargare l’attrattività e ne promuova le eccellenze.
L’evento è il risultato di due anni di lavoro svolto dal progetto europeo “RURBANCE” sviluppato dai Comuni di Verona, Negrar, Grezzana e Roverè Veronese, con il coordinamento della Regione Veneto. Durante questi due anni sono stati organizzati 10 incontri pubblici con un totale di più di 400 partecipanti. Gli incontri hanno dato come esito il progetto di una sistema d’itinerari ciclabili che collega il centro storico di Verona con le Valli veronesi. Intorno a questa ciclopista si è andato formando un “Patto per il turismo rurale”, che sarà firmato dalle Amministrazioni pubbliche e coinvolgerà anche i privati, per attivare interventi di promozione sul territorio.
L’incontro del 9 maggio è un momento di sintesi e confronto fra esperti di ambiti diversi: gastronomi e sommelier, agronomi e urbanisti, amministrazione pubbliche, riuniti a discutere le attività per valorizzare il potenziale del turismo rurale legato a Verona.
Il convegno fa parte degli eventi inseriti nel programma di Expo 2015 ed è accreditato presso la Federazione degli Ordini degli Architetti.
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Un solo login per l'e-commerce

Un solo login per l'e-commerce | Ecosistema XXI | Scoop.it
Nell’e-commerce il pagamento è tuttora il punto di frizione più importante — chiediamo all’acquirente uno sforzo non commensurato all’importanza del gesto.

Si dice che il 75% dei carrelli venga abbandonato, ed è vero, anche per esperienza personale. Questo in parte perché carrello è un termine preso brutalmente dagli store di atomi che non si addice al concetto di spesa online anche se ormai entrato in uso al di là del significato originario. Nel commercio fisico le persone non lo svuotano e non lo abbandonano mai perché a quel momento il proprio tempo investito (sunk cost) nella spesa è troppo alto: non ne vale la pena e anche la pressione psicologica è troppo elevata. La differenza è chiara: nessuno abbandonerebbe un vero carrello sotto gli occhi scandalizzati della commessa e degli altri acquirenti. E nessuno sforzo particolare serve per pagare: ci riesce anche la nonnina di 90 anni.
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La storia Mr. Waynaut: da studente ad imprenditore a 24 anni

La storia Mr. Waynaut: da studente ad imprenditore a 24 anni | Ecosistema XXI | Scoop.it
Simone Lini ha 24 anni, ma ha già un’azienda con dodici addetti che ben presto potrebbero aumentare. Lui è convinto che in Italia si possa fare startup e ne è la prova vivente. L’imprenditore Lini, questo è il cognome del giovane cremasco approdato a gran velocità nel mondo dell’economia, ha sviluppato il suo progetto sui banchi dell’università. E’ il fondatore di Waynaut, (prima si chiamava Youmove.me), startup tecnologica che punta a fornire soluzioni di mobilità integrando le banche dati esistenti per fornire a ciascuno il modo migliore per spostarsi. L’idea è nata dalla sua esperienza personale di spostamento. Dalla difficoltà di viaggiare per raggiungere l’ateneo milanese, dal dover fare lunghi e scomodi spostamenti, è partorito con altri studenti, un progetto che oggi è un vero e proprio giro d’affari: waynaut, la startup italiana di trasporto multimodale.
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Guardare il mondo dal Periscope

Guardare il mondo dal Periscope | Ecosistema XXI | Scoop.it

Ora: provate ad applicare queste due dinamiche alle realtà di micro-celebrity così presenti in Rete ed avrete un mix esplosivo tra messa in narrazione di sé e sovraesposizione, logiche puramente spettatoriali e creazione di comunità. Il tutto nella direzione di una creazione di format che costruiranno (ed è questa la vera novità che Periscope introduce) un palinsesto delle nostre vite connesse, fatto di appuntamenti lungo la giornata e la settimana con i micro broadcaster che sapranno fare di noi una comunità di visione.

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Con le app i musei si fanno mobili - Wired

Con le app i musei si fanno mobili - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it
Innovativa, pratica e versatile, in una parola: smart. Ecco il trend
della cultura di oggi, e le app dei musei sono le vere protagoniste
del momento. Attraverso la loro semplicità d’uso, di reperibilità e di consultazione, questi utili supporti quotidiani si stanno rivelando una risorsa imprescindibile tanto per la comunicazione dei prodotti culturali, quanto per la didattica, il marketing e l’engagement dei musei.

Moltissimi sono già gli esempi internazionali attivi: dalle app più
generaliste come Art Envi, Artnear, Art Authority, Arounder Touch a quelle con funzionalità più social come ArtGuru Ambassador fino a quelle di specifiche realtà museali, come MoMA, Guggenheim, Louvre e National Gallery – solo per dirne alcune. Insomma, il mobile sta ormai imponendosi nell’offerta museale mondiale.
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I 16 trend del futuro, seconda parte

I 16 trend del futuro, seconda parte | Ecosistema XXI | Scoop.it

Andreessen Horowitz, una delle più famose società di venture capital della Silicon Valley, ha presentato l’elenco dei 16 trends che stanno emergendo nel mondo dell’innovazione. Potremmo definirli come i 16 macro-argomenti su cui i partner della Silicon Valley si ritrovano quotidianamente a discutere, in qualità di investitori in società innovative alla ricerca costante della “Next Big Thing". Realtà virtuale, Sensorification delle imprese, Machine Learning + Big Data, Full Stack-Startup, Salute digitale, Online marketplaces e Sicurezza sono i primi trend analizzati qui. Ma non sono gli unici a comparire nell’istantanea di inizio anno, ecco la seconda parte:

- Bitcoin

- Cloud-client computing

- Crowdfunding

- Internet of Things

- Online video

- Assicurazioni

- DevOps

- Fallimenti


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Digital Economy & Society Index

Digital Economy & Society Index | Ecosistema XXI | Scoop.it
Dopo la recente pub­bli­ca­zione da parte dell’Istat della set­tima edi­zione di “Noi Ita­lia. 100 sta­ti­sti­che per capire il Paese in cui viviamo”, che trac­cia un qua­dro impie­toso dello stato del “bel­paese” rela­ti­va­mente a media, inno­va­zione e for­ma­zione, la Com­mis­sione euro­pea ha rila­sciato un nuovo indice: DESI — Digi­tal Eco­nomy and Society Index — che clas­si­fica tutti i 28 Stati mem­bri dell’UE in base al loro ren­di­mento digitale.

DESI com­bina più di 30 indi­ca­tori e uti­lizza un sistema di pon­de­ra­zione per clas­si­fi­care cia­scun paese in base al suo ren­di­mento digi­tale. Per cal­co­lare il pun­teg­gio com­ples­sivo di uno Stato mem­bro ad ogni insieme e sot­toin­sieme di indi­ca­tori è stato dato un coef­fi­ciente di cor­re­zione spe­ci­fico da parte degli esperti della Com­mis­sione euro­pea. Con­net­ti­vità e com­pe­tenze digi­tali con­tri­bui­scono al 25% per il pun­teg­gio totale. L’integrazione della tec­no­lo­gia digi­tale rap­pre­senta il 20%, men­tre le atti­vità online [l’uso di Inter­net] e dei ser­vizi pub­blici digi­tali con­tri­bui­scono rispet­ti­va­mente per il 15%.

I dati sono per lo più a par­tire dal 2013 e il 2014, dun­que asso­lu­ta­mente attuali. Il gra­fico di sin­tesi sotto ripor­tato mostra la situa­zione per cia­scuna nazione. La posi­zione dell’Italia rispetto alla media della UE28 e rela­ti­va­mente agli altri Paesi.
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L'analfabetismo digitale va affrontato più in nome della cultura che della tecnologia

L'analfabetismo digitale va affrontato più in nome della cultura che della tecnologia | Ecosistema XXI | Scoop.it
L’analfabetismo digitale non è una menomazione che affligge chi non sa usare internet e le piattaforme digitali. E non va combattuto insegnando a usare internet e le piattaforme digitali. L’analfabetismo digitale è la mancanza della capacità di produrre attivamente conoscenza attraverso le tecnologie digitali che deriva dalla credenza secondo la quale le tecnologie digitali sono quello che sono e occorre soltanto imparare a usarle. Distinzione troppo sottile? Eppure è da questa distinzione che passa il valore fondamentale: diffondere la cultura digitale per liberare le potenzialità delle persone e non semplicemente per ingrandire il mercato digitale.
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AD Veneto | Agenda Digitale del Veneto | Regione Veneto

Una giornata di discussione, presentazione, animazione e ascolto sui temi della crescita digitale in Veneto

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Italiani di Frontiera | Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2015 di aprile: il programma

Italiani di Frontiera | Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour 2015 di aprile: il programma | Ecosistema XXI | Scoop.it
Italiani di Frontiera e i Tour a Silicon Valley

IdF, come è ormai chiamato, è un percorso creativo in costante divenire, che fra storie di ieri e incontri con protagonisti di oggi, indaga su talento e spirito d’impresa degli italiani, svela le radici culturali della culla mondiale dell’innovazione ma fornisce pure preziose chiavi d’interpretazione per individuare potenzialità e ostacoli da rimuovere, e valorizzare in patria queste doti. Italiani di Frontiera è di scena da anni con successo in conferenze multimediali e seminari in Italia e all’estero, in grandi eventi e con importanti partner istituzionali e imprenditoriali. Per questo, partecipare all’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour è un’occasione unica per vivere in prima persona quest’esperienza:

- Entrare a far parte in modo stabile di un network d’eccellenza

- Stabilire contatti, preziosi per la propria attività, con chi si incontra in California e con gli altri professionisti che hanno partecipato ai viaggi

- Trovare ispirazione e nuovi modelli di riferimento per intraprendere percorsi innovativi nella propria crescita professionale

- Diventare testimonial di un’esperienza innovativa che al ritorno può contagiare positivamente colleghi e ambienti di lavoro.

Le precedenti edizioni del Tour sono state organizzate in collaborazione con Assolombarda, AIB, Unindustria Forlì-Cesena, Confindustria Belluno Dolomiti, Confindustria Brindisi e Consorzio Brescia Export.
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Le imprese venete scommettono sull’innovazione per la ripresa

Le imprese venete scommettono sull’innovazione per la ripresa | Ecosistema XXI | Scoop.it

Il 31% delle imprese venete dichiara di voler puntare nel 2015 sull’innovazione del processo del produttivo, il 29% sul miglioramento dell’organizzazione aziendale, il 16% intende innovare completamente il proprio modello di business. Sono le indicazioni che emergono dall’indagine promossa dal Salone d’Impresa a fine dicembre 2014 su 10mila realtà di diverse dimensioni: «Emerge chiaramente la nuova e forte voglia di innovare delle imprese venete», spiega Ferdinando Azzariti, presidente di Salone d’Impresa.


Un’innovazione “multipla”, perché coinvolge contemporaneamente diversi livelli, ma con una prevalente attenzione alla creazione di nuovi prodotti: «L’innovazione organizzativa e del modello di business sono ancora elementi nuovi, tuttavia stanno crescendo molto nell’attenzione delle aziende regionali», commenta. E sono le aziende che esportano - sia sui mercati europei che su quelli mondiali - quelle in prima fila: «Il nuovo Nordest c’è già - sentenzia Azzariti - ed è quello fatto dalle imprese aperte: all’internazionalizzazione, ma anche alla ricerca in sinergia con l’Università, all’innovazione, con modelli manageriali nuovi caratterizzati da meno dirigismo e più collaborazione, strumenti di responsabilizzazione e coinvolgimento». ...

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End of the car age: how cities are outgrowing the automobile

End of the car age: how cities are outgrowing the automobile | Ecosistema XXI | Scoop.it

Gilles Vesco calls it the “new mobility”. It’s a vision of cities in which residents no longer rely on their cars but on public transport, shared cars and bikes and, above all, on real-time data on their smartphones. He anticipates a revolution which will transform not just transport but the cities themselves. “The goal is to rebalance the public space and create a city for people,” he says. “There will be less pollution, less noise, less stress; it will be a more walkable city.”

Vesco, the politician responsible for sustainable transport in Lyon, played a leading role in introducing the city’s Vélo’v bike-sharing scheme a decade ago. It has since been replicated in cities all over the world. Now, though, he is convinced that digital technology has changed the rules of the game, and will make possible the move away from cars that was unimaginable when Vélo’v launched in May 2005. “Digital information is the fuel of mobility,” he says. “Some transport sociologists say that information about mobility is 50% of mobility. The car will become an accessory to the smartphone.”

Vesco is nothing if not an evangelist. “Sharing is the new paradigm of urban mobility. Tomorrow, you will judge a city according to what it is adding to sharing. The more that we have people sharing transportation modes, public space, information and new services, the more attractive the city will be.”

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La Biennale apre agli artisti-artigiani

La Biennale apre agli artisti-artigiani | Ecosistema XXI | Scoop.it
Un po’ come l’Angelus Novus di Paul Klee, la Biennale internazionale d’arte, in collaborazione con il Victoria ed Albert Museum di Londra, entra nel futuro dedicando il Padiglione Venezia agli artigiani digitali (e non) del Veneto.

Una piccola rivoluzione culturale, con le storie, i prodotti e i volti di artisti-artigiani della manifattura made in Italy. «Nove storie esemplari del Veneto, il primo passo di una ricerca alla quale la Biennale intende dedicare parte delle sue energie» dice Paolo Baratta. Sembra una frase buttata lì, ma è come se fosse l’ultimo colpo di piccone sul muro che separa la sapienza artigianale dall’arte, l’una la continuazione dell’altra, come sanno benissimo gli esperti della materia, ma non fino al punto di spalancare le porte del tempio più formale e anticonvenzionale dell’esibizione artistica - la Biennale, appunto - ai prodotti del saper fare italiano.
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Il turismo traina l'e-commerce italiano, vale il 37% del mercato

Il turismo traina l'e-commerce italiano, vale il 37% del mercato | Ecosistema XXI | Scoop.it
Prosegue la costante crescita a doppia cifra che caratterizza l’e-Commerce in Italia a partire dal 2010: dopo aver ottenuto un incremento del 16% nel 2014, l’e-Commerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del 15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di €.
Il Mobile Commerce si conferma tra i principali fenomeni dell’e-Commerce in Italia: gli acquisti tramite Smartphone crescono del 78% nel 2014 e stanno registrando un’ulteriore crescita del 68% nel 2015, con un valore triplicato in due anni, da un totale di 610 milioni nel 2013 a 1,8 miliardi di € nel 2015.

Sono i dati presentati nel corso della decima edizione del Netcomm eCommerce Forum, alla presenza di oltre 4.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti.

“Il turismo ottiene un incremento in linea con la media degli ultimi 4 anni, pari al 9%, confermandosi così il comparto principale dell’e-Commerce con un valore di quasi 5,5 miliardi di €, pari al 37% del mercato” ha spiegato Riccardo Mangiaracina, Responsabile Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano. “L’Abbigliamento passa dal 14 al 15% del mercato, e l’Informatica ed elettronica di consumo dal 12 al 13%; seguono l’Editoria con una quota del 3% e il Grocery con l’1%. Turismo e abbigliamento si confermano inoltre i due comparti che spingono maggiormente l’export dell’eCommerce italiano portandolo a crescere del 18% nel 2015 e a raggiungere una quota superiore ai 3 miliardi di €.”
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Build Platforms and Ecosystems – not just Products | Tech Economy

Build Platforms and Ecosystems – not just Products | Tech Economy | Ecosistema XXI | Scoop.it
Quali sono i vantaggi e le leve che si hanno nel creare piattaforme e ecosistemi? Sono molteplici e nel loro complesso cambiano in modo radicale le dinamiche e il funzionamento di un mercato o di un settore.In questa sede, vorrei provare ad approfondire questi temi soprattutto dal punto di vista del settore pubblico, tenendo conto anche del dibattito che in queste settimane si è ancor di più sviluppato attorno ad AgID.

Scala e esternalità di rete. Il primo e più importante effetto che deriva dalla creazione di piattaforme e ecosistemi è la produzione di esternalità di rete tali per cui si incentivano una molteplicità di soggetti (pubblici e privati!) a contribuire in parallelo allo sviluppo dei servizi e delle applicazioni che rispondono ai bisogno degli utenti finali.
Velocità. La definizione di standard condivisi abilita riuso e interoperabilità che a loro volta cambiano le dinamiche del sistema e conseguentemente accelerano in modo disruptive i processi di sviluppo, riducendone nel contempo i rischi.
Collaborazione pubblico-privato. La definizione di ecosistemi abilita l’apertura ai privati e rende possibile la tanto auspicata e poco realizzata collaborazione pubblico-privato.
Razionalizzazione dei back-end. Uno dei principali problemi del nostro paese è la duplicazione e incoerenza delle informazioni e dei dati delle amministrazioni pubbliche, problema che si riflette direttamente sugli utenti finali (servizi scadenti, dati inconsistenti, duplicazioni di passaggi e di procedure, …). Una strategia di ecosistema identifica asset, owner e modalità di interoperabilità che indirizzano alla radice il problema.
Concorrenza e sviluppo del mercato. La creazione di ecosistemi aperti ai privati stimola l’azione delle imprese private, e promuove competizione e concorrenza a beneficio degli utenti finali.
Qualità. La conseguenza di tutto ciò è un aumento della qualità complessiva sia in termini funzionali che di efficacia degli investimenti.
Focalizzazione. Una strategia di ecosistema permette di focalizzare l’impegno del pubblico primariamente sul back-end, e di quello dei privati primariamente sul front-end.
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Start-up innovative: trend positivo in tutta Italia - PMI.it

Start-up innovative: trend positivo in tutta Italia - PMI.it | Ecosistema XXI | Scoop.it

Ammontano a 3179 le start-up innovative attive in Italia al 31 dicembre 2014, in pratica 549 in più rispetto a quelle conteggiate alla fine di settembre. Una cifra notevole che segnala come la penisola sia terreno fertile per lo sviluppo di questa tipologia di imprese, che complessivamente danno vita a un capitale sociale pari a 153 milioni di euro (circa 48 mila euro a impresa), dando lavoro a oltre 2600 addetti.

Mappa regionale
Sono dati che possiamo ricavare attraverso il report diffuso da InfoCamere e relativo al quarto trimestre del 2014. Tra le regioni è la Lombardia a ospitare il maggior numero di start-up innovative (696, 466 solo a Milano), seguita dall’Emilia-Romagna con 360, dal Lazio con 303, dal Veneto con 247, dal Piemonte con 229.

Giovani e donne
Il report offre spunti interessanti anche per comprendere le dinamiche legate all’imprenditoria femminile e giovanile: sono 397 le imprese caratterizzate da una prevalenza femminile, mentre sono 827 le aziende dove si registra una cospicua presenza di giovani under 35.

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Un nuovo umanesimo per la società interconnessa

Un nuovo umanesimo per la società interconnessa | Ecosistema XXI | Scoop.it

La società interconnessa è una società ipercomplessa, in cui il trattamento e l’elaborazione delle informazioni e della conoscenza sono ormai divenute le risorse principali; un tipo di società in cui alla crescita esponenziale delle opportunità di connessione e di trasmissione delle informazioni, che costituiscono dei fattori fondamentali di sviluppo economico e sociale, non corrisponde ancora un analogo aumento delle opportunità di comunicazione, da noi intesa come processo sociale di condivisione della conoscenza che implica pariteticità e reciprocità (inclusione).


La tecnologia, i social networks e, più in generale, la rivoluzione digitale, pur avendo determinato un cambio di paradigma, creando le condizioni strutturali per l’interdipendenza (e l’efficienza) dei sistemi e delle organizzazioni e intensificando i flussi immateriali tra gli attori sociali, non sono tuttora in grado di garantire che le reti di interazione create generino relazioni, fino in fondo, comunicative, basate cioè su rapporti simmetrici e di reale condivisione. In altre parole, la Rete crea un nuovo ecosistema della comunicazione) ma, pur ridefinendo lo spazio del sapere, non può garantire, in sé e per sé, orizzontalità o relazioni più simmetriche. La differenza, ancora una volta, è nelle persone e negli utilizzi che si fanno della tecnologia, al di là dei tanti interessi in gioco.”

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Jimmy Wales, Wikipedia: "L'Africa andrà online più in fretta di quanto pensiate" - Wired

Jimmy Wales, Wikipedia: "L'Africa andrà online più in fretta di quanto pensiate" - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it

Se chiedete quale sia la cosa piu rilevante che succederà a Internet nell’immediato futuro, Jimmy Wales vi dirà che è il prossimo miliardo di utenti che andranno online, grazie soprattutto al mobile, nei paesi emergenti e in Africa in particolare.

Da diverso tempo, infatti, il fondatore di Wikipedia ha deciso di fare la sua parte, portando in alcuni dei paesi piu poveri del mondo Internet, garantendo l’accesso gratuito ai contenuti della sua enciclopedia. Ma mentre Wikipedia Zero va avanti e si espande, in Africa calano le tariffe dati, si diffondono smartphone a basso costo (come quelli di Mozilla) e lentamente cadono altre barriere alla definitiva connessione dell’Africa alla Rete.

Ma Jimmy Wales non è impegnato solo in questa direzione e il suo intervento al Mobile World Congress di Barcellona  è l’occasione migliore per discutere anche di The People’s Operator, l’operatore telefonico che ridistribuisce parte dei suoi ricavi per cause sociali e di solidarietà, di cui Wales è Co-Chair dallo scorso gennaio.

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Capire la neutralità della rete ed evitare errori

Capire la neutralità della rete ed evitare errori | Ecosistema XXI | Scoop.it

Il tema della Net Neutrality è argomento di intensa discussione per molti addetti ai lavori, grandi imprese del mondo dei media e delle telecomunicazioni e, sempre più spesso, anche singoli cittadini, associazioni di consumatori, studiosi del mercato. Troppo spesso, peraltro, questo importante argomento viene affrontato in modo superficiale o distorto (e anche di parte). Ciò non aiuta a chiarire i termini della questione, né a giungere ad un qualche esito che possa rispondere in modo convincente ai bisogni e alle istanze di tutti coloro che sono interessati al tema.

Sinteticamente, il termine Net Neutrality ha a che fare con le tecniche, gli strumenti e soprattutto le policy utilizzate per gestire il trasporto delle informazioni sulla rete Internet. In presenza di Net Neutrality, tale trasporto non è condizionato dagli operatori di telecomunicazioni, che distribuiscono “pacchetti di bit” in modo sostanzialmente indipendentemente dal loro contenuto o, meglio, da chi siano gli originatori e i riceventi di tali pacchetti: oggi la rete Internet è uno strumento di trasporto neutrale, indipentente e ortogonale rispetto ai contenuti che su di essi vengono fatti transitare e agli attori che sono protagonisti di questo scambio.

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Francesco Bonami al Pecci di Prato. Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea | Artribune

Francesco Bonami al Pecci di Prato. Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea | Artribune | Ecosistema XXI | Scoop.it
L’opera d’arte, dall’epoca della sua riproducibilità tecnica all’epoca della proliferazione delle reti. Un lasso di tempo di circa due secoli, in cui si dipanano i destini dell’estetica e le evoluzioni dell’oggetto artistico, dal concetto alla forma, dai metodi di produzione ai canali di fruizione. Con un intervento dal titolo “Dall’orinale all’orale: la fine dell’arte contemporanea”, Francesco Bonami, critico e curatore di fama internazionale, tra i più assidui e appassionati divulgatori del pensiero artistico contemporaneo, ha provato a investigare la storia e a ipotizzare i destini dell’arte contemporanea: un talk organizzato dal Pecci di Prato, lo scorso 10 febbraio, per il ciclo “Changes-Cambiamenti”. Con lui Fabio Cavallucci, direttore del Museo.
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Facebook contro le bufale: ora puoi segnalare le notizie false - Wired

Facebook contro le bufale: ora puoi segnalare le notizie false - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it
Facebook tenta la battaglia alle bufale. Le notizie false rimbalzano più velocemente delle altre, vengono condivise continuamente e proposte ai propri contatti con una frequenza fastidiosa. Per questo adesso il social network fa in modo che gli utenti possano segnalarle. Quando si sceglie di nascondere un contenuto dal News Feed, si avrà la possibilità di indicare che si tratta di una notizia non vera, così come è possibile identificarla come contenente messaggi violenti o pornografici.

“Le storie che contengono truffe, o notizie volutamente fuorvianti, sono riportate due volte e mezzo di più rispetto ai link ad altre notizie”, spiega Erich Owens, ingegnere di Facebook.

Ora, questo comporta anche dei rischi, come evidenzia Wired.com per la libertà di espressione: chiunque trovasse una notizia faziosa per esempio, potrebbe segnalarla come finta, anche quando non lo è. Facebook non cancellerà le notizie più segnalate, ma potrebbe inserire un avviso con scritto che molti utenti hanno indicato che il link potrebbe contenere informazioni false.
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Perché ho scritto il nuovo Cluetrain Manifesto - Pagina99.it

Perché ho scritto il nuovo Cluetrain Manifesto - Pagina99.it | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Ma io e Doc e non abbiamo scritto il nuovo Cluetrain Manifesto semplicemente per ripetere questi problemi ben noti. Abbiamo innanzitutto voluto portare un po' di speranza a coloro che, come noi, erano e sono ispirati dalla promessa della Rete.
E noi crediamo ci siano due ragioni per sperare.
 
In primo luogo, abbiamo voluto ricordare alla gente gli enormi cambiamenti positivi a cui abbiamo assistito negli ultimi quindici anni che sono troppo spesso dimenticati nella nostra ansia per il futuro. C'è più musica che mai nel mondo. Siamo in grado di ottenere informazioni complete, dettagliate e affidabili da altri clienti sui prodotti che pensiamo di acquistare. Sappiamo molto di più sulle posizioni politiche (e degli scandali) dei candidati. È possibile esplorare ed espandere all'infinito i propri interessi con persone che ne hanno di uguali. È possibile condividere qualsiasi cosa si crea. È possibile conoscere qualsiasi cosa. Si può avere un'idea e renderla reale con una facilità impensabile in passato. La cultura dell'“Internet vissuta” è più sorprendente e piena di speranza di quanto spesso crediamo.
 
La seconda ragione per avere speranza è che la promessa della Rete sembra oggi più lontana perché siamo stati noi a permetterlo. Dunque se la conversazione è intossicata, è giunto il momento per gestirla al meglio sui nostri siti e anche partecipando in maniera più umana alle conversazioni in generale. Se su Facebook siamo a disagio, cerchiamo altri modi per rimanere in connessione. Se pensiamo che il nostro governo sta cercando di controllare la Rete perché ha paura - il che significa che ha paura di noi - possiamo cambiare il nostro governo. Siamo in grado di contribuire di più e condividere più liberamente mettendo sotto una licenza Creative Commons che consente alle persone di utilizzare senza permesso. (Con Doc e abbiamo fatto un passo avanti e pubblicato il nuovo Manifesto senza restrizioni di copyright sul suo riutilizzo).
 
La Rete è cambiata negli ultimi quindici anni. Sì, è vero, ha fallito nella sua promessa di apertura e libertà. Ma rimane quel posto dove possiamo effettuare connessioni senza autorizzazione e dove abbiamo già reinventato insieme la cultura. Oggi, abbiamo solo bisogno di ricordarci cos'è Internet per davvero.

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Winter Fancy Food a San Francisco. Ecco come va il made in Italy negli Usa - Gambero Rosso

Winter Fancy Food a San Francisco. Ecco come va il made in Italy negli Usa - Gambero Rosso | Ecosistema XXI | Scoop.it

IL WINTER FANCY FOOD SHOW
Il Winter Fancy Food Show, che si è appena concluso a San Francisco, quest’anno si è confermato un successo per le aziende italiane presenti sul mercato americano. La fiera del cibo e del vino, che ha registrato 15 mila visitatori e 1500 espositori, rappresenta una vetrina importante per il mondo enogastronomico e ha premiato ancora una volta il made in Italy. Quello dei grandi nomi storici, ormai da tempo entrati in Nord America, e quello delle nuove realtà imprenditoriali che si stanno affacciando ora nel mercato americano. Delle settanta aziende italiane, la metà erano al Fancy Food per la prima volta. “Questo dimostra che non solo c’è stato un ricambio ma che le altre hanno già consolidato la loro presenza”, commenta Pier Paolo Celeste, direttore ICE, l'Istituto per il Commercio Estero, di New York.

UN 2014 DA RICORDARE PER L'EXPORT AGROALIMENTARE
A rappresentare il tricolore del Belpaese, i prodotti che da sempre sono sinonimo di successo: pasta, pane, vino, formaggi, acque minerali. “Anche i dolci da forno stanno crescendo anche se, in questo settore, l’Italia è indietro rispetto a paesi come il Belgio, la Francia e la Germania”, continua Celeste. Aspettando l’Expo 2015, il 2014 è stato un anno da ricordare per l’import dagli Stati Uniti.

Lo confermano i dati dell’ICE relativi al periodo gennaio 2014-novembre 2014: il settore agroalimentare ha riportato un aumento del 7 per cento rispetto allo scorso anno chiudendo il bilancio import a quota 4 miliardi. A registrare un grande successo, le bollicine italiane, che gli americani stanno imparando ad apprezzare e ad amare. Quel +32 per cento sul vino prosecco rappresenta la crescita di una tradizione che migliora sempre di più e che conquista un mercato aperto, curioso e amante del Made in Italy. Ora l’attesa è tutta sul trattato TTIP sugli investimenti che dovrebbe, si spera, perfezionarsi entro il 2016 e che avvantaggerebbe le imprese italiane perché mira ad abbattere le tariffe doganali, ridurre barriere tariffarie e la certificazione doppia.

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