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Aigrain: "I veri social media non sono Facebook e YouTube"

Aigrain: "I veri social media non sono Facebook e YouTube" | Ecosistema XXI | Scoop.it

Sono i blog a esserne il cuore, per la loro libertà di espressione e condivisione.

 

[...] I social media permettono a ognuno di noi di dare il proprio contributo alla cultura e alla società; mettono nelle nostre mani la comunicazione, la produzione e la distribuzione di attività che, prima dell’avvento di Internet, erano accessibili solo a una manciata di grandi aziende. E al cuore dei social media ci sono i blog. Ogni qual volta leggerete o sentirete dire che i blog sono un’idea superata, pensate a questi dati: secondo le rilevazioni della NM Incite (una consociata della Nielsen/McKinsey) nell’ottobre 2011 c’erano 173 milioni di blog, il 17% in più dell’anno prima; la loro velocità di crescita ha toccato l’apice nel 2009 (il 62% di crescita in un anno) per poi rallentare, sicuramente perché alcuni autori avevano cominciato a usare Facebook per postare contenuti che prima mettevano sui loro blog. I blog, compresi quelli di fotografia, audio e video, sono fondamentali perché sono la casa telematica di un individuo, il suo personale spazio informazionale pubblico (con sezioni private dove, per esempio, si possono conservare le proprie creazioni non ancora pubblicate). E naturalmente c’è chi ha più di un blog, proprio come c’è chi ha più di una casa, e può invitare i lettori a uno dei suoi blog proprio come si possono invitare gli amici a casa propria. Parlando di autori che scrivono narrativa e poesia sul Web, il romanziere François Bon ha definito i loro blog e siti personali " alberi i cui rami sono il laboratorio aperto del processo creativo" (si veda Après le livre, Seuil 2011, in formato e-book). [...]

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Digital Social and Business Ecosystems in the XXIth century [formerly Ecosistema 2.0]
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Inbox è il futuro di Gmail, forse - Il Post

Inbox è il futuro di Gmail, forse - Il Post | Ecosistema XXI | Scoop.it

Per fare tutte queste cose Inbox utilizza gli algoritmi che negli ultimi anni Google ha perfezionato attraverso Gmail e il suo servizio Google Now, presente su Android e su browser Chrome, e che prova ad anticipare le esigenze di chi lo utilizza mostrando diverse informazioni come il tempo che si impiegherebbe per raggiungere casa dal punto in cui ci si trova, il meteo nel luogo di destinazione, gli orari dei mezzi pubblici che si prendono di solito e così via. Per chi è abituato ai classici sistemi di posta elettronica Inbox potrebbe apparire spiazzante, per lo meno all’inizio, ma tra i sistemi per ripensare il modo in cui si usano le email sembra essere uno dei più promettenti: applicazioni che fanno cose simili esistono già da tempo, ma nessuna può contare sulle grandi capacità di analisi e ricerca dei contenuti di cui dispone Google, senza contare che il servizio principale su cui si basa Inbox è Gmail.

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[IRL - continua] L’investitore non è un Bancomat | TheDoers

[IRL - continua] L’investitore non è un Bancomat | TheDoers | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Nella fattispecie intervenendo nella fase seed, in qualità di Business Angel, ci troviamo spesso a valutare imprese in fase iniziale del loro percorso e quindi ancora più complicate da interpretare.

Di fatto la valutazione che noi facciamo ha come obiettivo quello di convincerci sulla validità dell’investimento da effettuare e ha come risultato finale l’effettivo completamento dell’investimento stesso.

Non sono pertanto escluse da questa decisione ultima le considerazioni in termini di diversificazione del rischio che non hanno una implicazione diretta sulla pura valutazione dell’opportunità, ma solo sull’effettiva conclusione del processo d’investimento. Vorrei tornare su quest’ultimo punto più avanti. [...]

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I nuovi analfabeti: usano Facebook, ma non sanno interpretare la realtà - Wired

I nuovi analfabeti: usano Facebook, ma non sanno interpretare la realtà - Wired | Ecosistema XXI | Scoop.it

Se chiudo gli occhi e immagino un analfabeta, penso ad una persona che firma con una X al posto del nome.
Ma sbaglio.
Un analfabeta, ci ha ricordato l’OCSE pochi giorni fa, è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
Certo, sono due analfabetismi diversi: quello di secondo tipo si chiama analfabetismo funzionale e riguarda quasi 3 italiani su 10, il dato più alto in Europa. [...]

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Tutte le startup italiane da più di un milione di euro

Tutte le startup italiane da più di un milione di euro | Ecosistema XXI | Scoop.it
Ecco la lista delle startup italiane che hanno un fatturato pari o superiore al milione di euro (dati aggiornati al 15 ottobre 2014). Secondo il Registro delle imprese sono 35. Alla lista pubblicata da StartupItalia! lo scorso giugno, si sono aggiunte 18 nuove startup millionarie, più una che non è iscritta al registro delle startup innovative, ma che ha appena reso pubblico il proprio bilancio. Tre hanno subito una contrazione del fatturato e sono scivolate nella fascia inferiore. Una non lo ha dichiarato. Colpisce l’exploit della Sardegna: più di una su dieci delle startup milionarie italiane viene da lì.
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L'alluvione di Genova e le reti di risposta all'emergenza

L'alluvione di Genova e le reti di risposta all'emergenza | Ecosistema XXI | Scoop.it

Tuttavia, come spesso accade dopo terremoti ed emergenze naturali, si è attivata una incredibile rete di solidarietà nel territorio che ha portato gente comune, i cosidetti “Angeli del fango” a sporcarsi letteralmente le mani e a spalare tonnellate di detriti dalle strade, liberando accessi, garage, seminterrati.
 
Non è mancata, poi, nel caso dell’alluvione di Genova, la solidarietà di categorie come quella dei tassisti, che hanno effettuato corse gratis per soccorrere i feriti o trasferire i più bisognosi di aiuto da un posto all’altro della città.
 
Ma è sulle reti sociali che la risposta della cittadinanza attiva si è fatta sentire anche a Genova ed in particolare con l’associazione #opengenova attiva da qualche anno sul territorio.
 
Abbiamo parlato con Enrico Alletto, che da buon ingegnere informatico promuove il suo lavoro sul web, ma che in particolare traccia l’evoluzione dell’associazione #opengenova e si inserisce in un movimento nazionale ed internazionale, quello degli Open Data, ovvero dati sensibili della pubblica amministrazione resi facilmente consultabili su reti open source in qualità di mappe, documenti revisionabili, pdf , fogli Excel. [...]

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Gartner Says By 2017, 50 Percent of Internet of Things Solutions Will Originate in Startups That Are Less Than Three Years Old

Gartner Says By 2017, 50 Percent of Internet of Things Solutions Will        Originate in Startups That Are Less Than Three Years Old | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Makers and startups, not tech providers, consumer goods companies or enterprises, will drive acceptance, use and growth in the Internet of Things (IoT) through the creation of a multitude of niche applications, according to Gartner, Inc. Gartner predicts that by 2017, 50 percent of IoT solutions (typically a product combined with a service) will originate in startups that are less than three years old.

Gartner defines "makers" as inventors, tinkerers and entrepreneurs who create and manufacture products using traditional tools and new digital design and rapid prototyping and manufacturing technologies. "Startups" are fledgling businesses that are often technology-focused and have the potential for high growth.

"Conventional wisdom is that the growth of the Internet of Things is driven by large enterprises. As is always the case, there is an element of truth in conventional wisdom and major consumer goods companies, utilities, manufacturers and other large enterprises are, indeed, developing IoT product offerings," said Pete Basiliere, research vice president at Gartner. "However Gartner's Maverick research finds that it is the makers and the startups who are the ones shaping the IoT. Individuals and small companies that span the globe are developing IoT solutions to real-world, often niche problems. They are taking advantage of low-cost electronics, traditional manufacturing and 3D printing tools, and open- and closed-source hardware and software to create IoT devices that improve processes and lives. [...]

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Non sono i cervelli che contano, ma la fuga. Da una terra che non dà più opportunità.

Non sono i cervelli che contano, ma la fuga. Da una terra che non dà più opportunità. | Ecosistema XXI | Scoop.it
La determinazione di Augusto, sono sicuro, è stata fondamentale, assieme alle sue skill, nell’apprendere velocemente e nel mettere a frutto quanto la Silicon Valley ha da insegnare. Detto questo non so se in un altro posto sarebbe riuscito a far valere il suo talento e a vedere la sua impresa realizzata e resa possibile con la stessa potenza e velocità. Lo dice anche lui, parlando dell’Italia: “non avevamo chance”. Personalmente preferisco la critica quando è meno aggressiva e con meno luoghi comuni (l’ennesima invocazione a Adriano Olivetti  tante altre cose dell’intervista a Augusto…), come quella stringente, argomentate e costruttiva di Davide Serra. Ma in ogni caso il focus è lo stesso: l’Italia è una terra che non dà opportunità.
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Maker Faire Rome 2014 - Pensieri di un maker vicino ai makers | Stampa 3D forum

Maker Faire Rome 2014 - Pensieri di un maker vicino ai makers | Stampa 3D forum | Ecosistema XXI | Scoop.it

L’evento di quest’anno ha attirato più di 90.000 visitatori, un numero considerevolmente maggiore rispetto i 30.000 dell’anno scorso. In effetti, le file che abbiamo visto all’ingresso nelle ore di punta confermano questo dato, dimostrando quanto fosse aumentato l’interesse verso i temi dell’innovazione tecnologica, dell’artigianato digitale e delle tecnologie open source. Il tutto è stato coronato con una promozione speciale verso i più giovani, i quali sono stati di fatto il target più importante della manifestazione.

Per noi di Stampa 3D forum sono stati tre giorni intensi, pieni di persone da incontrare, talk da ascoltare, aziende da intervistare. Si respirava quell’aria fresca, intrisa di innovazione e voglia di cambiare tutto, per davvero. [...]

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Artigianato high-tech: un futuro italiano | ilBo

Artigianato high-tech: un futuro italiano | ilBo | Ecosistema XXI | Scoop.it

Nel weekend scorso si è tenuta a Roma, la Maker Faire, appuntamento che chiama a raccolta i makers, gli artigiani high-tech di oggi e del prossimo futuro. La fiera è una bella occasione per vedere da vicino l'evoluzione di questo fenomeno che, nato negli Stati Uniti, sta conoscendo una rapida crescita anche nel nostro paese. Crescita testimoniata dal fatto che quella di Roma, pur essendo solo alla seconda edizione, è oggi la Maker Faire più importante al mondo dopo quella di New York. 


La visita ai padiglioni restituisce un'immagine tutt'altro che rassegnata dell'Italia. Attraverso gli occhi dei makers vediamo un Paese che non sta con le mani in mano ma che prova a conquistarsi un pezzo di futuro costruendo oggetti innovativi. L'origine di questa autentica "passione per il fare" nasce in luoghi imprevisti, nell'underground dei garage e delle cantine, sicuramente non in think tank esclusivi. Se dovessimo utilizzare una metafora musicale potremmo dire che l'energia che trasmette il movimento dei makers assomiglia molto a quella del Punk, voglia di rompere gli schemi compresa. Un approccio iconoclasta che talvolta rischia di essere un po' caotico, quasi dissipativo, sicuramente mai noioso. [...]

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I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale

I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Secondo alcuni studi condotti da Deloitte, un aumento di 10 utenti di telefonia mobile per ogni cento persone (in un paese in via di sviluppo), potrebbe provocare una crescita del PIL pro capite dallo 0,8% al 1,2%. E secondo un altro studio Deloitte, l’accesso a Internet potrebbe consentire a 160 milioni di persone di uscire dallo stato di povertà.
Insomma, abbiamo sempre sostenuto che le tecnologie, così come quelle mobile, di fronte anche a questi dati, possono essere importanti per la crescita di un paese. Bisogna poi riportare il tutto alla dimensione di ciascun paese perchè si possa poi investire sul Mobile e sulle nuove tecnologie per incrementare nuove soluzioni di crescita. Se guardiamo al nostro paese, dal punto di vista Mobile, abbiamo una banda larga mobile che vive una condizione migliore di quella fissa e con una disponibilità di dispositivi mobili tra le più alte in Europa. Solo che non si vuole spingere su queste leve per approfittarne e creare possibilità di crescita. Forse questi dati potrebbero essere utili.

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Why Andrea Romoli wants to bring LSM back to Milan

Why Andrea Romoli wants to bring LSM back to Milan | Ecosistema XXI | Scoop.it

It was a great experience for me to organize the LSM workshop in Milan! Even though I have organized events like Meetups or Social Media Day, organizing a three day workshop like Lean Startup Machine was a different experience altogether.  It was about finding the right location, media partners who were willing to go the distance, mentors that were lean startup experts and getting the whole thing together. So with LSM’s help and with my network, I leveraged different marketing channels to spread the word about the workshop. After doing this for over 8 weeks, we were able to get a lot of people for the workshop and it was an extremely satisfying experience. [...]

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Smart&Start, scarica il decreto in anteprima: 220mln a tutta Italia

Smart&Start, scarica il decreto in anteprima: 220mln a tutta Italia | Ecosistema XXI | Scoop.it
Un tweet di Stefano Firpo (Mise) annuncia la firma del decreto Smart&Start: ripartono i finanziamenti per le startup, con diverse novità
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[L’Italia è morta?] Scappate voi se volete, io resto. E vi spiego perchè.

[L’Italia è morta?] Scappate voi se volete, io resto. E vi spiego perchè. | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Ma perché, invece di invitare alla fuga, non cerchiamo di raccontare e analizzare le storie di chi ce la fa, “NONOSTANTE” l’italia?Perché continuiamo a svalutare il nostro Paese,

incitando i cervelli migliori ad andarsene,
lamentandoci poi che se ne vanno?

Scappate voi, se volete.
Io resto.

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Six Reasons to Start Up on Medium

Six Reasons to Start Up on Medium | Ecosistema XXI | Scoop.it

Whether you’re a one-person operation or part of a 50-person team, your life is crazy. You’re laser-focused on finding product-market fit, A/B testing everything from your landing page to messaging, and raising your next (or first) round. You’re building and breaking, pivoting and building (again), growth hacking and — at some point — sleeping. What are you even doing reading this post?


You want to share your ideas with investors, potential consumers and even relatives — and want it to be time well spent.


On Medium, it is. If it weren’t already apparent, here’s why.

[...]

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Startup, è finito l’effetto del Fondo Ht. Calano gli investimenti nel mercato delle nuove imprese - ilSole24ORE

Startup, è finito l’effetto del Fondo Ht. Calano gli investimenti nel mercato delle nuove imprese - ilSole24ORE | Ecosistema XXI | Scoop.it

I dati del primo semestre non mentono. Se guardiamo alle operazioni di investimento di operatori istituzionali, fondi e venture capital per le startup italiane tira brutta aria. Solo 54 deal di finanziamento per un totale di 17 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno. L’anno scorso nell’arco dei dodici mesi il mercato era da 81 milioni di euro e le operazioni erano il triplo. “Per tirare le somme dobbiamo aspettare la fine dell’anno – spiega Anna Gervasoni direttore generale di Aifi(Associazione italiana del private equity e venture capital) che oggi (martedì 21 ottobre) ha presentato i dati semestrali  - ma un calo è innegabile. Il motivo è che da quest’anno non è più operativo il fondo Ht per il mezzogiorno  che aveva iniettato capitali per tutto il 2013″. Questi fondi hanno in qualche modo sballato le statistiche e la consistenza reale del mercato delle startup. Ricordiamo che su quattro Sgr tre hanno operato, mentre una non ha utilizzato i fondi. Sono stati investiti oltre 80 milioni e fino ad ora sono stati creati oltre 700 posti di lavoro. [...]

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L’utilità degli Open Data per comprendere il rischio alluvionale a Genova | Emergenza Alluvione 2014

L’utilità degli Open Data per comprendere il rischio alluvionale a Genova | Emergenza Alluvione 2014 | Ecosistema XXI | Scoop.it

Pochi sanno che tra le varie riforme degli anni passati è stato introdotto anche l’obbligo di pubblicazione di dati in formato aperto da parte delle amministrazioni pubbliche: questi dati vengono caricati in appositi siti o spazi gestiti dalle amministrazioni stesse e la libertà di utilizzo concessa permette di usarli in modo autonomo per proprie elaborazioni.

Conoscendo l’iniziativa della Regione Liguria che, pur coi suoi difetti, ha pubblicato gran parte del patrimonio informativo geografico sul suo portale dei dati aperti, sono andato a verificare se ci fosse qualche strato informativo relativo agli alluvioni. Sono così venuto a conoscenza della direttiva europea relativa alla “valutazione e gestione dei rischi di alluvioni” recepita con il decreto legislativo 49 del 2010 per soddisfare il quale l’amministrazione regionale ha prodotto uno strato informativo (shapefile) che evidenzia zone rischiose per gli alluvioni, con corrispondente scala, ed è disponibile sul portale.

Scaricato questo file, l’ho esplorato con Qgis (software libero per l’elaborazione di dati geografici) e prodotto un semplice cartogramma basato sulla colonna del “livello di pericolosità” (3 possibili valori), che ho esportato in una mappa dinamica -conservando i dati relativi al territorio genovese per non generare una mappa eccessivamente pesante da caricare-, il cui risultato è consultabile sul Open Genova. [...]

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Valutare il potenziale della Startup

Valutare il potenziale della Startup | Ecosistema XXI | Scoop.it

Conclusioni.


Non esiste ancora una metodologia consolidata e condivisa per valutare Startup nella fase di ricerca e validazione del Business model. Questo vuoto ha causato due fenomeni disfunzionali:
1. Lo Show Business delle startup ha indotto i founder a pensare che sia sufficiente una presentazione appariscente e teatralmente condotta per attirare premi e fiducia degli investitori (pur non essendoci correlazione tra il saper fare un bel Power Point e l’aver validato un modello di business)
2. Gli investitori, dal canto loro, in assenza di criteri oggettivi con cui valutare il potenziale successo di una startup, tendono ad assumere comportamenti speculativi e ad adottare logiche di portafoglio che puntano a valorizzare la quantità piuttosto che la qualità (“Non è possibile sapere se una startup avrà successo, meglio tirare un dado” cit.)


Per contro, la conoscenza formalizzata finora sul ciclo di vita delle Startup, sulle cause del loro fallimento e successo, permette invece di formulare ed usare criteri di valutazine più efficaci ed oggettivi: oltre che essere strumenti di diagnostica, essi permettono al dialogo investitore > funder di arricchirsi e articolarsi su:
- quali traguardi effettivi la Startup ha effettivamente raggiunto,
- quali comportamenti ha messo in atto il team per progredire nella definizione di un business model, dove eventualmente ha sbagliato, perchè, e
- quali sono le azioni correttive da intraprendere lungo il processo di Customer Development / Validazione del Modello di Business.


Ricapitolando, questi criteri sono:
- IRL – Investiment Readiness Level, come indicatore di progresso effettivo lungo il processo di Validazione;
- Coerenza, come indicatore di condotta del team;
- Capacità di apprendere, come indicatore di robustezza;
Tipologia di Startup, come lente attraverso la quale osservare il progresso della particolare Startup, ed elaborare indicazioni prescrittive per il futuro.

Gino Tocchetti's insight:

Da leggere tutto

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Amazon Must Be Stopped

Amazon Must Be Stopped | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Perhaps the debate over Amazon won’t take as many fits and starts. There are already a few ideas percolating—one would strip Amazon of the power to set prices; another would deprive it of the ability to use its site to punish recalcitrant suppliers. Those ideas feel like tentative jabs at the problem, rather than coherent solutions to it. Still, if we don’t engage the new reality of monopoly with the spirit of argumentation and experimentation that carried Brandeis, we’ll drift toward an unsustainable future, where one company holds intolerable economic and cultural sway. Unfortunately, a robust regulatory state is one item that can’t be delivered overnight.

Gino Tocchetti's insight:

Note: Franklin Foer is an American journalist and editor of The New Republic, a "liberal" magazine. His book "How Soccer Explains the World: An Unlikely Theory of Globalization" (2009), is now sold 35% discount, paperback format, on Amazon

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Design Thinking: perché le mucche disegnate sono meno sexy dei...

Design Thinking: perché le mucche disegnate sono meno sexy dei... | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] I punti di discussione sono stati tantissimi, io personalmente ho chiesto “ok, quali sono gli strumenti di sta cosa?”, ed in molti mi hanno risposto che lo strumento è “design your own tools”, ma altri invece hanno scoperto le carte, parlando di strumenti di ragionamento (come l’analogia) o operativi (il brief lo scrive il fornitore, il metodo A3), di certo la grande domanda non risposta è “ok, come si fa a far pagare questa cosa?“. Io credo che la domanda sia sbagliata, nessuno si scandalizzerebbe a pagare 15.000 euro per una giornata del fondatore di Ideo, un’azienda che ha fatto di questi metodi e tecniche (credo) un credo, quindi il valore che queste attività producono non è da scaricare sul cliente il giorno stesso, va scaricato sull’azienda, inizialmente come costo di crescita, formazione e comunicazione e solo successivamente sulla singola commessa. Più volte ieri ho avuto la sensazione di essere “il puerile del gruppo” nel tirare sempre per terra questo ragionamento, ma al tempo stesso conosco anche il mercato, e so che non possiamo alimentarci di processi, ma dobbiamo proporre output tangibili. Credo che questi temi siano un “to be” per molte agenzie e consulenti, per pochi sono davvero un “as is” anche perché è molto più facile millantarne l’utilizzo che farlo davvero, occorrono predisposizione a mettersi in gioco come persone prima che come professionisti, e tempo, che spesso come ieri è “extra time” rispetto al tempo di lavoro. In queste cose però l’Italia ha un valore aggiunto da portare, fatto di cultura e creatività, perché alla fine di processi culturali si parla. I designer e i markettari non sono così abituati a lavorare assieme, spesso sono abituati a lavorare “in catena” ma non “a stessa”, pensare che la campagna pay per click da sviluppare su un sito ne influenzi il design è un tema forte, ma è li che andremo. [...]

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Open Genova disegna la mappa delle foto su Instagram con hashtag #AngeliDelFango | Emergenza Alluvione 2014

Open Genova disegna la mappa delle foto su Instagram con hashtag #AngeliDelFango | Emergenza Alluvione 2014 | Ecosistema XXI | Scoop.it
Open Genova ha raccolto le foto di Instagram geolocalizzate con il tag #angelidelfango, mostrandole sulla mappa di OpenStreetMap

Seguendo il link Maps Angeli del fango ci si trova davanti ad una panoramica dettagliata di tutte le immagini scattate in questi giorni a Genova con hashtag #angelidelfango. Molte di queste immagini sono state scattate durante le operazioni di pulizia che si sono svolte oggi.  Ancora una mappatura Wiki della città di Genova.
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Regione Veneto: 6 milioni per il finanziamento di progetti gestiti dalle reti di impresa - Artigiani Vicenza

Regione Veneto: 6 milioni per il finanziamento di progetti gestiti dalle reti di impresa - Artigiani Vicenza | Ecosistema XXI | Scoop.it

Sul BUR n.95 del 3.10.2014 è stato pubblicato il Bando della Regione Veneto di cui diamo sintesi indicativa

Agevolazioni
Contributo a fondo perduto concesso nella misura del 50% della spesa ammissibile e compresa tra euro 30.000 ed euro 300.000. Potrà essere erogato un anticipo del contributo, in presenza di idonea garanzia bancaria o assicurativa. L’anticipo può essere richiesto al termine del 1° periodo di attività (con la presentazione del report intermedio - almeno il 20 % della spesa ammessa - e per un importo pari al 50 % delle spese rendicontate)

Progetti Ammissibili
Il bando attua le seguenti misure:
A. Internazionalizzazione > attività di consulenza che riguardano studi volti al lancio di nuovi prodotti o già esistenti su un nuovo mercato in un altro paese. E’ ammessa la partecipazione anche a manifestazioni fieristiche a livello internazionale
B. Ricerca e innovazione > progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione di processo e di prodotto e studi di fattibilità
C. Sviluppo sostenibile e salvaguardia ambientale > progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, studi di fattibilità che riguardano tecnologie e prodotti ecosostenibili e/o biocompatibili. [...]

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Donadon alle Pmi: «Contro la crisi compratevi gli startupper»

Donadon alle Pmi: «Contro la crisi compratevi gli startupper» | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] «In Italia non sono finanziabili dei Facebook e Google, ma un giovane che ha delle idee abbiamo il dovere di finanziarlo, perché dobbiamo essere un ripetitore per lo sforzo creativo dei giovani e fare in modo di creare un ecosistema – spiega Donandon – Il vero problema poi sono le exit, devono essere le aziende italiane, che si “comprano” i giovani. Perché le idee dei ragazzi possono farle decollare, e accelerare le aziende in crisi”.Per capirci, lo “spread” digitale rispetto al resto dell’Europa costa all’Italia 3,6 miliardi all’anno. «Se l’Italia arrivasse ad azzerare il disavanzo nella bilancia dei pagamenti per i servizi informatici, sviluppasse l’e-commerce e della moneta elettronica fino a raggiungere i livelli medi europei, e se riuscisse a razionalizzare le banche dati della pubblica amministrazione si renderebbero disponibili 10 milioni al giorno», rileva il Censis. Questo per le PA ma vale anche per le imprese.[...]

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Startup, i danni collaterali del registro

Startup, i danni collaterali del registro | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Il desiderio da parte dello Stato di impicciarsi in tutto prende nel nostro caso la forma delle “startup di Stato”: in pratica se una startup è innovativa o meno non lo decide il mercato ma il governo e lo decide secondo criteri che prevedono vincoli come il brevetto o la registrazione di quanto non brevettabile oppure una percentuale di assunti che devono avere un titolo di studio di alto profilo. Ohibò, quindi servono lauree e dottorati altrimenti non si va da nessuna parte, siamo ancora al valore legale del titolo di studio. Ci sono così startup che assumono i professori universitari che hanno tutti questi requisiti, c’è anche il caso di un solo professore che risulta essere assunto da più di una startup con il solo scopo di acquisire il diritto a diventare “startup innovativa di Stato” discriminando così tutti coloro che hanno le giuste competenze e professionalità ma che non hanno i titoli accademici rendendoli così meno interessanti per il mercato del lavoro. E così il concetto di libero mercato, di libera concorrenza e di capacità di operare alla pari sui mercati internazionali sono ancora lontani e si affermano modelli distorti e potenzialmente dannosi. [...]

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Arduino Is Building A Sub-$1000 3D Printer | TechCrunch

Arduino Is Building A Sub-$1000 3D Printer | TechCrunch | Ecosistema XXI | Scoop.it
A challenger approaches! Arduino, the company best known for building and shipping the absurd number of microcontrollers that power many a DIY electronics project, is about to enter the 3D printing market.

Arduino made the news official today, announcing a partnership with Italy’s up-and-coming printer manufacturer, Sharebot. Their first printer will be called the Materia 101, and is built to print in PLA.

While they’re holding off on announcing the exact price for now, they’ve ballparked two different models: a pre-built package that will sell for “less than 1000 USD”, and a DIY kit that will go for “less than 800 USD”.

Is it the prettiest printer in all the lands? Nah — it looks a bit like the super early MakerBot Cupcake machines, albeit white. Does it have the biggest print bed? Nah — see below for the specs there. But it’s exciting to see a company like Arduino, with its damned impressive ability to scale and its tendency to opensource everything it does, get into the space.
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Chi deve aiutare artigiani e PMI? – MarketingArena

Chi deve aiutare artigiani e PMI? – MarketingArena | Ecosistema XXI | Scoop.it

[...] Pensiamo invece a uno scenario diverso: l’azienda si appoggia ad una “no agency” promossa da un’associazione di categoria (che fa quindi lavorare i suoi artigiani digitali associati, free lance che oggi faticano e arrancano) che grazie a una serie di “template” ed economie di scala riesce a garantire buoni prezzi, ma soprattutto riesce a far accedere l’azienda a bandi e finanziamenti. E ancora conosce progetti come Woodulike* e Lovli che possono rappresentare per l’azienda dei canali preferenziali di vendita. E ancora può formare e mettere a disposizione stagisti in grado di seguire operativamente quella parte di contenuto citata, guidati però da tutor senior il cui costo è sopportato dall’associazione.

 

La nostra tesi è che debbano esistere meta soggetti in grado di aiutare le aziende, però questi soggetti devono svegliarsi e concentrarsi sull’erogazione di servizi a valore aggiunto che devono andare oltre la formazione e anche oltre l’accompagnamento. Realtà di questo tipo devono esistere per garantire “scala”, diversamente l’idea di raccontare solo chi ce l’ha fatta non regge. Perché spesso chi ce l’ha fatta ha internalizzato competenze di management in maniera randomica (il figlio che ha studiato e decide di rimanere in azienda) ma nessuno ha ancora trovato la regola aurea per salvare i piccoli. Di certo un colpo di spugna ai meta mastodonti ed un lavoro di cesello sulla presenza on line potrebbe essere una via percorribile. Un tema che forse merita una riflessione.

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