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Rescooped by Donatella Fedele from donatella
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Donatella Fedele's insight:

.Chissà se Massimo Veccia immaginava che un giorno avrebbe aperto una scuola di lingua e cultura  italiana New York. Che avrebbe stretto la mano ai giornalisti del New Yorker e del New York Times, e ricevuto 5- 6 email al giorno di persone che vorrebbero insegnare italiano all’estero o aprire una scuola di italiano. “No - risponde- non lo immaginavo, ma ho trovato intorno a me gente appassionata che mi ha spinto a fare sempre meglio. Molti vogliono andare a vivere all’estero, e vogliono far conoscere la propria cultura, un binomio davvero bello, ma ancor più bello è che funziona”. Per anni Massimo ha cantato in giro per il mondo, sulle navi di crociera, nei migliori (e peggiori) locali di tutta Europa. Ora invece indossa spesso la giacca e la cravatta. “Non avrei immaginato di seguire le orme dei miei genitori, che si sono sempre occupati di educazione con la creazione di scuole paritarie in diverse città d’Italia. A me e a mio fratello Lello, invece,  piaceva la musica. Ma dopo la scomparsa di mio padre qualcosa è scattato in entrambi. Lello, infatti, ha creato una struttura che assiste e agevola l’inserimento di piccole e medie imprese italiane che vogliono trasferirsi con la loro attività nella Repubblica Ceca, dove mio fratello si è trasferito anni fa e tutt’ora vive. Io invece, un po’ per caso un po’ per volontà,  ho provato ad  internazionalizzare la scuola che per anni era stata il fulcro attorno a cui ha ruotato tutta la mia famiglia, e l’idea è divenuta magicamente realtà.

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Donatella Fedele's curator insight, October 29, 2013 8:39 AM

.Chissà se Massimo Veccia immaginava che un giorno avrebbe aperto una scuola di lingua e cultura  italiana New York. Che avrebbe stretto la mano ai giornalisti del New Yorker e del New York Times, e ricevuto 5- 6 email al giorno di persone che vorrebbero insegnare italiano all’estero o aprire una scuola di italiano. “No - risponde- non lo immaginavo, ma ho trovato intorno a me gente appassionata che mi ha spinto a fare sempre meglio. Molti vogliono andare a vivere all’estero, e vogliono far conoscere la propria cultura, un binomio davvero bello, ma ancor più bello è che funziona”. Per anni Massimo ha cantato in giro per il mondo, sulle navi di crociera, nei migliori (e peggiori) locali di tutta Europa. Ora invece indossa spesso la giacca e la cravatta. “Non avrei immaginato di seguire le orme dei miei genitori, che si sono sempre occupati di educazione con la creazione di scuole paritarie in diverse città d’Italia. A me e a mio fratello Lello, invece,  piaceva la musica. Ma dopo la scomparsa di mio padre qualcosa è scattato in entrambi. Lello, infatti, ha creato una struttura che assiste e agevola l’inserimento di piccole e medie imprese italiane che vogliono trasferirsi con la loro attività nella Repubblica Ceca, dove mio fratello si è trasferito anni fa e tutt’ora vive. Io invece, un po’ per caso un po’ per volontà,  ho provato ad  internazionalizzare la scuola che per anni era stata il fulcro attorno a cui ha ruotato tutta la mia famiglia, e l’idea è divenuta magicamente realtà.