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Self publishing e Diritti d’Autore: come tutelare le proprie opere dal plagio

Self publishing e Diritti d’Autore: come tutelare le proprie opere dal plagio | Diventa editore di te stesso | Scoop.it

Roberto P. Tartaglia è giornalista e scrittore indipendente. Fondatore dei siti:

 

www.robertotartaglia.com (sito personale in cui trovare i suoi libri e in cui si esplora il mondo della scrittura, della linguistica e della comunicazione)

 

www.viverediscrittura.it (progetto online col quale insegna come diventare scrittori indipendenti grazie al self publishing).

ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Ed eccoci a uno dei punti fondamentali del percorso di scrittore indipendente: tutelare le proprie opere dal plagio, difendere i propri Diritti d’Autore.

 

Molti credono che l’unica soluzione percorribile sia quella dell’iscrizione alla SIAE. La Società Italiana degli Autori ed Editori, infatti, ha una sua sezione specifica dedicata alle opere letterarie, chiamata OLAF.

 

Ma è davvero l’unica soluzione? E poi, conviene sul serio?

 

Ovviamente, l’iscrizione alla SIAE e il deposito delle operehanno un costo, e nemmeno tanto basso. Quindi, primabisogna capire se ne vale la pena e, soprattutto, perché si pensa sempre alla SIAE come unica ipotesi.

 

La tesi dell’iscrizione obbligatoria alla SIAE è data, oltreché da retaggi storici, anche dalla presenza, dietro molti libri in commercio nelle librerie, dei famosi bollini.

 

Ma, come specifica anche la SIAE stessa, non dobbiamo farci ingannare, poiché i bollini non sono altro che uno strumento che viene messo a disposizione del mercatoe delle forze dell’ordine per distinguere le opere originali da quelle taroccate. Nulla più.

 

Ora, senza che io dica altro, lascio che sia tu a rispondere:quanto può contare questo espediente nell’era dei libri digitali e del self publishing?

Bene, andiamo oltre.

 

Dunque, l’iscrizione alla SIAE non è affatto necessaria. E ce lo dice la stessa SIAE, che tu ci creda o meno, sul suo sito:

 

 

“Non è obbligatorio aderire alla SIAE. L’adesione alla SIAE è libera e volontaria. L’autore può teoricamente decidere di curare direttamente i rapporti con gli utilizzatori per tutelare i propri diritti, ma di fatto l’intermediazione di una organizzazione specializzata e capillare è indispensabile. In Italia, l’attività di intermediazione è riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva. L’ autore può comunque scegliere di aderire ad altre Società di autori di Paesi stranieri.” 

 

 

Come è possibile questo?

 

Semplice: è la legge a garantirci la tutela dell’opera, come spiego più approfonditamente nella guida specifica che invio tramite newsletter, creata grazie al prezioso aiuto del Dottore Commercialista Luca Taglialatela.

Un’opera, infatti, è tutelata automaticamente alla sua creazione. È in quel momento che acquisisci, per legge, i famosi Diritti d’Autore. Non devi fare altro.

 

L’unica cosa che ti consiglio di fare, nel caso ti dovessi trovare davanti a un tribunale per difendere i tuoi diritti dal plagio, è di crearti una prova della paternità dell’opera.

 

Ma in che modo?

 

Le soluzioni sono diverse, oltre il classico (e costosissimo) deposito notarile, vediamole insieme.

 

 

Leggi tutto e commenta su: http://www.viverediscrittura.it/self-publishing-e-diritti-dautore-come-tutelare-le-proprie-opere-dal-plagio/

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Fulvio Colasanto's curator insight, October 3, 2013 8:11 AM

ROBERTO P. TARTAGLIA's curator insight, July 17, 5:24 PM

Ed eccoci a uno dei punti fondamentali del percorso di scrittore indipendente: tutelare le proprie opere dal plagio, difendere i propri Diritti d’Autore.

 

Molti credono che l’unica soluzione percorribile sia quella dell’iscrizione alla SIAE. La Società Italiana degli Autori ed Editori, infatti, ha una sua sezione specifica dedicata alle opere letterarie, chiamata OLAF.

 

Ma è davvero l’unica soluzione? E poi, conviene sul serio?

 

Ovviamente, l’iscrizione alla SIAE e il deposito delle operehanno un costo, e nemmeno tanto basso. Quindi, primabisogna capire se ne vale la pena e, soprattutto, perché si pensa sempre alla SIAE come unica ipotesi.

 

La tesi dell’iscrizione obbligatoria alla SIAE è data, oltreché da retaggi storici, anche dalla presenza, dietro molti libri in commercio nelle librerie, dei famosi bollini.

 

Ma, come specifica anche la SIAE stessa, non dobbiamo farci ingannare, poiché i bollini non sono altro che uno strumento che viene messo a disposizione del mercatoe delle forze dell’ordine per distinguere le opere originali da quelle taroccate. Nulla più.

 

Ora, senza che io dica altro, lascio che sia tu a rispondere:quanto può contare questo espediente nell’era dei libri digitali e del self publishing?

Bene, andiamo oltre.

 

Dunque, l’iscrizione alla SIAE non è affatto necessaria. E ce lo dice la stessa SIAE, che tu ci creda o meno, sul suo sito:

 

“Non è obbligatorio aderire alla SIAE. L’adesione alla SIAE è libera e volontaria. L’autore può teoricamente decidere di curare direttamente i rapporti con gli utilizzatori per tutelare i propri diritti, ma di fatto l’intermediazione di una organizzazione specializzata e capillare è indispensabile. In Italia, l’attività di intermediazione è riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva. L’ autore può comunque scegliere di aderire ad altre Società di autori di Paesi stranieri.” 

 

Come è possibile questo?

 

Semplice: è la legge a garantirci la tutela dell’opera, come spiego più approfonditamente nella guida specifica che invio tramite newsletter, creata grazie al prezioso aiuto del Dottore Commercialista Luca Taglialatela.

Un’opera, infatti, è tutelata automaticamente alla sua creazione. È in quel momento che acquisisci, per legge, i famosi Diritti d’Autore. Non devi fare altro.

 

L’unica cosa che ti consiglio di fare, nel caso ti dovessi trovare davanti a un tribunale per difendere i tuoi diritti dal plagio, è di crearti una prova della paternità dell’opera.

 

Ma in che modo?

 

Le soluzioni sono diverse, oltre il classico (e costosissimo) deposito notarile, vediamole insieme.

 

Leggi tutto e commenta su: http://www.viverediscrittura.it/self-publishing-e-diritti-dautore-come-tutelare-le-proprie-opere-dal-plagio/

Scooped by ROBERTO P. TARTAGLIA
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Plagio, diritto d’autore e copyright: un servizio per tutelarsi

Plagio, diritto d’autore e copyright: un servizio per tutelarsi | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Se pubblichi sul web racconti, poesie, articoli o blog forse non pensi che esista il rischio del plagio.

 

Il plagio è un comportamento eticamente disdicevole e scorretto, che consiste nel fatto che qualcun altro si appropria della tua opera, in toto o in parte, spacciandola per sua.

 

In altre parole, può capitare che qualcuno apprezzi a tal punto il tuo testo da decidere di copiarlo e usarlo a sua volta senza citare il vero autore o la fonte (come prevede la normativa sul diritto d’autore).

 

La tua opera comparirà su qualche altro sito o blog o, peggio, su qualche libro o e-book a firma del plagiatore. Sarà cioè lui, per tutti, l’autore!

 

Casi di plagio avvengono spesso, anche inconsapevolmente. Tizio legge una poesia online di Caio, gli piace, la copia sul suo blog e si “dimentica” di citare l’autore o la fonte (il link al sito di Caio da cui l’ha prelevata).

 

In molti casi, se il vero autore se ne accorge, basta inviare una email di avvertimento con richiesta di cancellazione dell’opera o almeno della citazione dell’autore o della fonte.


Ma ci sono anche casi in cui chi copia un testo lo fa intenzionalmente, magari anche a fini di lucro.

 

 

Leggi tutto: http://ilpiacerediscrivere.it/plagio-online-come-tutelarsi/

 

 

cura di ROBERTO P. TARTAGLIA: giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale dove trovare i suoi libri e i suoi videopost è http://www.robertotartaglia.com.

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