Diventa editore di te stesso
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Come scrivere, pubblicare, promuovere i tuoi libri e il tuo blog senza editore.
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Vendere più libri con questi 5 principi psicologici

Vendere più libri con questi 5 principi psicologici | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Fonte: http://www.ninjamarketing.it/2014/11/06/5-principi-psicologici-per-dare-una-spinta-in-piu-al-vostro-marketing/?__scoop_post=cefe58f0-665b-11e4-800e-842b2b775358&__scoop_topic=135034#__scoop_post=cefe58f0-665b-11e4-800e-842b2b775358&__scoop_topic=135034

 

Voto: 7

 

La psicologia è molto importante, nel marketing. Anche se devi vendere libri cartacei, eBook o servizi di scrittura.

 

In questo articolo vengono illustrati 5 principi molto utili e versatili da poter utilizzare a proprio vantaggio. Ma sempre in modo etico, almeno questa è la mia filosofia.

 

Mai ingannare il lettore, o il cliente, mai prenderlo in giro, mai mancargli di rispetto. Prima di tutto perché non è etico, secondo perché, come disse Zucchero: "tutto ti tornerà indetro come un boomerang".

 

Riflettici su...

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Selfpublishing: come creare un piano di marketing

Selfpublishing: come creare un piano di marketing | Diventa editore di te stesso | Scoop.it

Roberto P. Tartaglia è giornalista e scrittore indipendente. Fondatore dei siti:

 

www.robertotartaglia.com (sito personale in cui trovare i suoi libri e in cui si esplora il mondo della scrittura, della linguistica e della comunicazione)

 

www.viverediscrittura.it (progetto online col quale insegna come diventare scrittori indipendenti grazie al self publishing).

ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Creare un piano di marketing, per me, vuol dire aver già scritto per bene il proprio libro ed essere passati alla “fase 2”. Vuol dire aver già scelto a chi rivolgersi e aver individuato il proprio pubblico di riferimento.

 

Perché preciso questo? Perché molti credono che preparare un piano di marketing voglia dire partire dall’individuazione di quello che, nel marketing vecchia maniera, veniva definito “target di riferimento” a seguito dell’ultimazione del libro.

 

Nella scrittura, per quanto mi riguarda, non è così. La scelta del proprio pubblico (non target, che vuol dire bersaglio, tanto per chiarire) di riferimento, della propria tribù di lettori e fan va fatta a monte. I dettagli li illustro tutti nella guida che invio tramite la newsletter gratuita, qui non mi dilungherò oltremodo.

 

Dirò solamente che scrivere un libro solo per il proprio piacere, senza aver idea di che pubblico ci sia lì fuori, potrebbe voler dire fare flop. Bisogna lavorare bene per far combaciare le proprie passioni con la domanda del pubblico.

 

Ad ogni modo, andiamo oltre. Scelto il tuo pubblico, scritto il tuo libro e pubblicato, non ti resta che passare alla pubblicizzazione del tuo lavoro. Giusto? Ma come fare?

 

Prima di tutto dividi il tuo piano tra online e offline. Poi, crea un inventario dei mezzi a tua disposizione. Non parlo solo di mezzi economici, ma anche di canali di comunicazione.

 

Un esempio? Eccolo: http://blogs.youcanprint.it/selfpublishing-un-piano-di-marketing

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Self publishing e maketing: individua la tua nicchia di mercato

Self publishing e maketing: individua la tua nicchia di mercato | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Nella guida “La ricetta di Roberto Tartaglia”, che hai ricevuto via newsletter (se sei tra gli iscritti), ti ho parlato della cosiddetta “coda lunga“.

 

Si tratta di un concetto molto interessante, anche per chi si affida al self publishing. La teoria si basa sul fatto che esistono centinaia, o migliaia di nicchie in ogni macroarea di mercato.

 

E individuare la propria nicchia vuol dire aver fatto bingo. Cosa vuol dire? Te lo spiego subito.

 

COS’È UNA NICCHIA DI MERCATO?

Si parla di nicchia quando ci si vuol riferire a una sorta di sottomercato all’interno del grande mercato.

 

La teoria della coda lunga dice proprio questo: c’è un mercato generalista, grande, che spara sul mucchio, quello delle multinazionali, dei grandi quotidiani, dei big della letteratura, e poi c’è una coda lunga.

 

In questa coda lunga si trovano decine, centinaia di diverse nicchie specifiche, per ogni singola categoria di mercato, dal detersivo ai libri pubblicati in self publishing.

 

Per assurdo, il totale di persone interessate a queste nicchie è nettamente superiore a quelle che si riferiscono al mercato generalista.

Si tratta di persone più esigenti, che cercano proprio ciò che vogliono.

 

 

Leggi tutto e lascia i tuoi commenti su: http://www.viverediscrittura.it/self-publishing-e-maketing-individua-la-tua-nicchia-di-mercato

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Self publishing e memevertising: la nuova frontiera del marketing virale (anche per i tuoi libri)

Self publishing e memevertising: la nuova frontiera del marketing virale (anche per i tuoi libri) | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

In principio fu il Gangnam Style: grandi brand come Red Bull, Abercombie, Vodafone eM&M’s capirono al volo che la straordinaria viralità del meme poteva essere sfruttata per ottenere grande visibilità con poco sforzo creativo.

 

E così nacquero pupazzetti lego ballerini, eventi Red Bull, magliette M&M’s con il faccione del cantante coreano, fino ad arrivare allo spot dei pistacchi ballerini trasmesso durante il Super Bowl 2013.

 

Adesso siamo nel pieno dell’era Harlem Shake: Pepsi, Axe, Google e Facebook hanno già sfornato la propria originale declinazione del fenomeno virale del momento.

 

la tendenza in atto nel marketing virale è quella di cavalcare l’onda lunga dell’ultimo meme. Una strategia che è stata già ribattezzata memevertising.

 

I meme di Internet offrono ai brand l’opportunità di inserirsi in un discorso ad alto tasso di partecipazione ed emotività col minimo sforzo creativo ed economico.

 

La conferma viene da Kevin Mathers, Managing Director della divisione UK diYouTube:

 

“Chi fa marketing è interessato a stabilire un contatto emotivo col proprio pubblico e questo significa toccare temi che hanno molta risonanza. I brand che hanno preso parte al meme dell’Harlem Shake sono stati capaci di esporsi ad un pubblico molto ampio”.

 

Potresti fare lo stesso per pubblicizzare i tuoi libri, che ne dici?

 

 

Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2013/05/02/memevertising-la-nuova-frontiera-del-marketing-virale/

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Vendere di più con il self publishing: l’importanza della qualità

Vendere di più con il self publishing: l’importanza della qualità | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Molte volte, quando mi vengono richieste consulenze private la prima domanda che mi viene posta è: come faccio a vendere di più?

 

La mia risposta, quasi sempre è: di più rispetto a cosa?

 

Ognuno di noi ha in mente una sua stima delle copie che vorrebbe vendere. C’è chi parte subito con un milione e chi, invece, più realisticamente, punta a incrementare gli zeri partendo dalle decine.

 

Il primo punto per vendere i propri libri, dunque, è quello di immaginare un trend di vendite in salita che sia realistico. Ne vendo prima 10, poi 20, il prossimo mese punto a 100 e così via.

 

Ovviamente, come ho già detto diverse volte, un ruolo fondamentale lo gioca il lavoro di autopromozione, che varia da caso a caso.

 

Per questo nelle mie consulenze rispondo a domanda con domanda, quando mi viene posto il quesito su riportato: perché, prima di tutto, occorre pianificare una strategia personalizzata.

 

Ma, nel titolo del post, parlo di “qualità”. Perché?

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/vendere-di-piu-con-il-self-publishing-limportanza-della-qualita

 

 

cura di ROBERTO P. TARTAGLIA: giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale dove trovare i suoi libri e i suoi videopost è http://www.robertotartaglia.com.

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Facebook Marketing: utilizzare le note come leva di coinvolgimento

Facebook Marketing: utilizzare le note come leva di coinvolgimento | Diventa editore di te stesso | Scoop.it

Chi utilizza le note Facebook come leve di comunicazione o social media marketing?

 

Solo pochi di voi avranno alzato la mano. In realtà, però, se ben sfruttate esse possono rivelarsi ottimi strumenti per brand e aziende, a favore di una user experience più ricca e coinvolgente.

 

Dopo l’articolo che ‘apriva’ questa parentesi dedicata al tema in cui parlavamo di cosa sono e a cosa servono le note su Facebook, si concludono con questo post le riflessioni con 5 consigli pratici per ottenere il meglio dalle note che decidete di scrivere sul social network più diffuso al mondo.

 

Un arma in più per aumentare gli spazi di contatto con i consumatori attuali e potenziali… così da domani non avrete più scusanti.

 

 

Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2012/12/17/facebook-marketing-utilizzare-le-note-come-leva-di-engagement-how-to-parte-2/

ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore diwww.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale dove trovare i suoi libri e i suoi videopost è http://www.robertotartaglia.com.

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Twitter: come farsi trovare e aumentare il numero dei followers

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Trovare nuovi fan e lettori non è un lavoro da svolgere solo su Facebook. Mettere da parte Twitter è un grave errore.

 

Ecco, allora, qualche consiglio su come farsi conoscere anche grazie al social network dei cinguettii.

 

http://www.mondoinformatico.info/twitter-come-farsi-trovare-e-aumentare-il-numero-dei-followers_post-42669.html


Via Mauro Migli
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Come vendere libri e servizi con lo storytelling

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ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Fonte: http://www.pennamontata.com/news-copywriter/numeri-storytelling

 

Voto: 7

 

Un'interessante carrellata di casi in cui lo storytelling ha fatto davvero la differenza. Con tanto di numeri alla mano.

 

Lo storytelling, ormai è provato, è un espediente molto efficace per promuovere i propri prodotti. Peraltro, se scrivi libri di narrativa, non ti dovrebbe tornare difficile metterlo in pratica.

 

Infatti, oggi lo chiamiamo storytelling, ma altro non è che la vecchia arte di raccontare storie, applicata però al marketing.

 

Buona lettura.

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Self publishing: i consigli di Seth Godin

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Roberto P. Tartaglia è giornalista e scrittore indipendente. Fondatore dei siti:

 

www.robertotartaglia.com (sito personale in cui trovare i suoi libri e in cui si esplora il mondo della scrittura, della linguistica e della comunicazione)

 

www.viverediscrittura.it (progetto online col quale insegna come diventare scrittori indipendenti grazie al self publishing).

ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

La maggior parte delle persone che iniziano a scrivere non hanno la sicurezza di un autore di best-seller. Non si sentono a proprio agio nel condividere in lungo e in largo il loro lavoro. Non sono confortati dall’idea di non avere un editore e di doversipubblicare da soli.

 

Preferirebbero poter dire: “Bene, Penguin ha deciso che il mio libro era buono. Simon and Schuster ha deciso che valeva la pena di leggerlo”.

 

La mia tesi è che tutte le cose che ci fanno sentire a disagio sono in realtà le cose più sicure che si possono fare. Per ogni scrittore che si lamenta perché nessun editore provvederà alla loro pubblicazione, io dico: prendete il vostro romanzo, trasformatelo in un PDF.

 

È gratuito. Inviatelo via e-mail a cinquanta dei vostri amici. Se il romanzo li colpisce, saranno loro ad inviarlo ad altri amici e così via e sapete?

 

Potrebbe anche darsi che un milione di persone leggeranno il vostro romanzo gratis, allora, la prossima volta non avrete problemi di sorta a venderglielo.

 

D’altra parte, se le cinquanta persone a cui lo avete inviato non lo ha condiviso con nessuno, vuol dire che non è buon libro e bisognerà ricominciare da capo. Ma ognuno di questi percorsi è meglio che stare a casa a lamentarsi del fatto che non è possibile ottenere un contratto di pubblicazione.

 

Essere fischiati è una parte fondamentale di essere un artista. Se si desidera smettere di scrivere, basta farsi il lavaggio del cervello andando a leggere tutti i commenti a una stella ricevuti; esporsi alle critiche di tutte le persone che hanno deciso che siete degli impostori.

 

Questo approccio non aiuta. Ciò che aiuta ad andare avanti è imparare dai propri errori, ignorando ciò che tutti dicono e facendo di nuovo.

 

 

Leggi tutto: http://www.storiacontinua.com/scrittura-creativa/scrivi-diffondi-condividi-3-passi-per-diventare-uno-scrittore-di-successo/

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Personal branding per il self publishing: perché è fondamentale?

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ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

“Quando parli di personal branding, a cosa ti riferisci di preciso?”. Questa è una delle domande che mi è stata posta da diverse persone, nel corso di un meeting tenuto, non molto tempo fa, all’ombra del Colosseo.

 

Per soddisfare questa curiosità diffusa, allora, ho deciso dipreparare una guida specifica, con strumenti e strategie su misura, che riceverai presto, se fai parte dellanewsletter di Vivere di Scrittura, e, al contempo, ho deciso di creare una serie di post dedicati all’argomento.

 

Ho già parlato in passato di personal branding (qui, quie qui). Ora voglio approfondire ulteriormente l’argomento, perché è uno degli elementi chiave per la buona riuscita del tuo progetto di autopubblicazione col self publishing.

 

1. COS’È IL PERSONAL BRANDING?

2. A COSA MI È UTILE IL PERSONAL BRANDING?

3. QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA PERSONAL BRANDING E MARKETING?



I primi passi che dovrai compiere sono:

armarti di pazienza,acquisire professionalità nella scrittura e affinare la tua tecnica,prepararti ad accettare sia critiche che elogi,fare un inventario delle tue idee, dei tuoi valori e delleemozioni che ti distinguono,fare un inventario delle capacità tecniche che ti rendono una penna speciale,dimenticare i soldi! Se Kafka, Carver, Poe e altri avessero smesso di scrivere perché costretti a fare altri lavori per campare, avremmo perso un tesoro inestimabile.

 

Leggi tutto e commenta su: http://www.viverediscrittura.it/personal-branding-per-il-self-publishing-perche-e-fondamentale/

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Self-publishing: come creare un media kit

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ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Come ho più volte detto, in Italia, purtroppo, l’alfabetizzazione informatica e la copertura del territorio con la banda larga è ancora ferma a 10 anni fa, almeno.

 

Per questo, chi si autopromuove, come noi, deve tenere conto, per forza di cose, della promozione offline, al di fuori del Web.

 

Questo vuol dire avere a che fare con i giornalisti tradizionali, mettere su presentazionidel libro, organizzare e partecipare a eventi letterari, e così via.

Tutti questi contesti hanno un elemento in comune.

 

Un elemento che può rivelarsi fondamentale per lasciare un ricordo professionale di noi. Qualcosa che va al di là del semplice biglietto da visita. Sto parlando del media kit.

 

In realtà, tra poco, capirai che il media kit può essere tranquillamente replicato sul tuo blogin una o diverse sezioni specifiche. I contenuti sono gli stessi.

 

Potresti anche inserire un link al file PDF del tuo media kit. Così che possa anche essere scaricato facilmente.

 

Ma come si crea un media kit? E cos’è?

 

Sostanzialmente si tratta di una serie di documentazioni che attestano la tua professionalità e il lavoro svolto sinora, nonché i vari canali di comunicazione che metti a disposizione dei tuoi lettori per contattarti.

 

Documentazione che poi verrà rilasciata ai rappresentanti di stampa e mass media, ma anche a opinion leader.

 

Ora ti illustro, in sintesi, i contenuti fondamentali di un media kit, così che tu possa crearne di tuoi con ciò che reputi più conveniente inserire.

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/self-publishing-come-creare-un-media-kit

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Marketing egiziano

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Come ti ho annunciato nel video “Commenti, recensioni o passaparola?”, eccomi a parlarti del secondo insegnamento che ho ricevuto dal mio ultimo viaggio in Egitto.

 

Come puoi immaginare dal titolo, si parla di marketing. Precisamente delle strategie di marketing che ho visto applicare in Egitto da un ragazzo: Adamo, il proprietario di un negozio di essenze, creme e profumi naturali.

 

La maggior parte dei venditori, in Egitto, non appena vede arrivare un turista gli piomba addosso tentando di vendergli qualsiasi cosa, in maniera più o meno onesta. Adamo no. Pensa che credevamo che il suo negozietto fosse chiuso. Aveva la porta serrata e se ne stava beato all’interno a godersi l’aria condizionata.

 

Eppure Adamo non è uno che se ne frega. Anzi, riesce ad arrivare anche a 1.000 euro di incasso giornaliero, come ha ammesso lui stesso. E come ci riesce, allora?

 

 

Leggi tutto e guarda il video: http://www.viverediscrittura.it/marketing-egiziano/

 

Guarda il video su Youtube: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=v8IdxfDxrDM

 

ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale dove trovare i suoi libri e i suoi videopost è http://www.robertotartaglia.com.

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14 consigli per far crescere la tua community online

14 consigli per far crescere la tua community online | Diventa editore di te stesso | Scoop.it

I social network hanno accelerato l'esplosione delle community, assestando in Rete scosse di magnitudo sempre più forti.

 

Oggi i professionisti di ogni settore e le migliori multinazionali – ma sempre più spesso anche le piccole e medie imprese e la pubblica amministrazione più illuminata – dialogano online con le community. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E navigarlo è operazione difficile.

 

Perché intercettare una community e moderarla è cosa assai complessa. Come ha scritto Seth Godin la maggior parte delle organizzazioni dedica il proprio tempo a vendere a una folla, mentre le aziende più accorte riuniscono tribù di amici.

 

Ecco 14, utilissimi consigli su come far crescere la tua community online:

 

 

Consiglio 1: nelle community nulla si distrugge e tutto si intercetta

Consiglio 2: racconta una storia avvincente, credibile, personale

Consiglio 3: crea un “patto dei forti” e differenzia l’offerta

Consiglio 4: dotati di uno spirito aloha

Consiglio 5: dai il feedback

Consiglio 6: attiva link con le diverse business unit

Consiglio 7: moltiplica il valore in logica social e multicanale

Consiglio 8: redigi un buon piano editoriale

Consiglio 9: affidati a professionisti e presidia la tua community

Consiglio 10: passa dagli “effetti speciali” agli “affetti speciali”

Consiglio 11: vai oltre la rete

Consiglio 12: affida alla tua community una mission e gratificala

Consiglio 13: informa ma non promuovere soltanto

Consiglio 14: monitora qualitativamente la tua community

 

 

Leggi tutto: http://www.chefuturo.it/2012/08/14-consigli-per-far-crescere-la-vostra-community-online/


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