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Self publishing e maketing: individua la tua nicchia di mercato

Self publishing e maketing: individua la tua nicchia di mercato | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Nella guida “La ricetta di Roberto Tartaglia”, che hai ricevuto via newsletter (se sei tra gli iscritti), ti ho parlato della cosiddetta “coda lunga“.

 

Si tratta di un concetto molto interessante, anche per chi si affida al self publishing. La teoria si basa sul fatto che esistono centinaia, o migliaia di nicchie in ogni macroarea di mercato.

 

E individuare la propria nicchia vuol dire aver fatto bingo. Cosa vuol dire? Te lo spiego subito.

 

COS’È UNA NICCHIA DI MERCATO?

Si parla di nicchia quando ci si vuol riferire a una sorta di sottomercato all’interno del grande mercato.

 

La teoria della coda lunga dice proprio questo: c’è un mercato generalista, grande, che spara sul mucchio, quello delle multinazionali, dei grandi quotidiani, dei big della letteratura, e poi c’è una coda lunga.

 

In questa coda lunga si trovano decine, centinaia di diverse nicchie specifiche, per ogni singola categoria di mercato, dal detersivo ai libri pubblicati in self publishing.

 

Per assurdo, il totale di persone interessate a queste nicchie è nettamente superiore a quelle che si riferiscono al mercato generalista.

Si tratta di persone più esigenti, che cercano proprio ciò che vogliono.

 

 

Leggi tutto e lascia i tuoi commenti su: http://www.viverediscrittura.it/self-publishing-e-maketing-individua-la-tua-nicchia-di-mercato

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Ebook nel self publishing: con BackTypo crei gratis il tuo ePub professionale

Ebook nel self publishing: con BackTypo crei gratis il tuo ePub professionale | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
Fulvio Colasanto's curator insight, June 7, 1:57 PM

BackTypo (beta) è un servizio online gratuito rivolto ad autori ed editori, creato dal team di Simplicissimus Book Farm, per la creazione professionale dei propri eBook nel formato ePub senza la necessità di conoscere software o linguaggi di programmazione.

Attualmente l'accesso a BackTypo è su invito, la richiesta può essere inviata tramite il form presente sulla pagina del servizio.

BackTypo è semplicissimo da usare.
Una volta effettuato il login basta premere il bottone "crea un nuovo libro" inserire il titolo, le info sul libro (autore, anno di pubblicazione, ISBN, editore e lingua), caricare l'immagine per la copertina, salvare i dati ed iniziare a inserire il testo dopo aver premuto il bottone "modifica contenuto".

Si può scrivere il libro usando l’editor interno, che risulta però limitato, o facendo copia e incolla dal proprio editor di testo preferito.
BackTypo permette la suddivisione del testo nell'eBook in una o più delle seguenti opzioni: parte, sezione, capitolo.

Il lavoro salvato può essere modificato liberamente tutte le volte che si vuole accedendo nella sezione "modifica"; nella stessa area è possibile anche generare e scaricare il proprio ePub cliccando sul bottone "scarica epub". 
BackTypo, inoltre, crea automaticamente nell'ePub l'indice dell'eBook.

Vai al sito di BackTypo...

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Self publishing e promozione social: meglio Facebook o Twitter?

Self publishing e promozione social: meglio Facebook o Twitter? | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Questa è una domanda che molti professionisti hanno iniziato a porsi da un po’ di tempo. Professionisti che utilizzano i social network come mezzo di comunicazione, ovvio.

 

Perché? Perché, all’inizio, Facebook s’era dimostrato un social con grandi potenzialità. Te lo ricordi? Immagini cosa possa aver pensato un professionista del Web dinanzi alla nascita di Facebook, anni fa? Wow!

 

D’un tratto ci si trovò davanti a un mezzo potentissimo, con il quale intercettare migliaia di potenziali clienti. Si potevano inviare messaggi privati, si poteva interagire sulle bacheche e creare discussioni pubbliche in cui farsi pubblicità e/o far valere la propria professionalità.

 

Poi arrivarono addirittura fan page, gruppi ed eventi. Era possibile coinvolgere i propri fan in decine di modi diversi. Ma il collasso era inevitabile.

 

Aprire una piazza di questo tipo a chiunque doveva significare, per forza di cose, far fronte, prima o poi, a un sovraffollamento di persone che avrebbero utilizzato gli stessi mezzi, per scopi simili o diversi, ma, probabilmente, sugli stessi, ignari, destinatari.

 

Clienti che, a breve, si sarebbero stancati di essere bombardati da richieste di vario genere, ogni santo giorno che mettevano piede sul social. E avrebbero smesso di interagire come prima o, addirittura (e i casi non sono pochi), avrebbero scelto di lasciare Facebook.

 

E questo è accaduto, infatti.

Ma non con Twitter.

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/promuovere-libro-meglio-facebook-o-twitter

 
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Il self-publishing e la promozione a pagamento: guida a Facebook Ads

Il self-publishing e la promozione a pagamento: guida a Facebook Ads | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Come forse saprai, Facebook offre la possibilità di promuoversi a pagamento.

 

Con pubblicità vere e proprie e con diversi mezzi. Analizziamo quello più importante, per l’impatto che ha: la pubblicità (o Ads).

 

Prima di tutto, occorre capire come sono strutturate le pubblicità di Facebook.

 

Esse vengono proposte sulla base dei dati di navigazione presi, per così dire, “in prestito” dai vari utenti, al fine di offrire pubblicità mirate, contestualizzate e vicine agli interessi di ciascuno.

 

I Facebook Ads sono composti da un titolo di 25 caratteri, un’immagine 100pixel per 80 pixel, il corpo del messaggio di 135 caratteri e un pulsante “mi piace” o qualcosa di simile, che spinge all’azione (la famosa call to action).

 

Per ottenere il massimo dai nostri annunci a pagamento, come ovvio, dobbiamo fare in modo che raggiungano gli utenti maggiormente interessati al prodotto (il nostro libro o il nostro sito).

 

Prima di tutto, vai su “Gestione inserzioni”, sulla colonna di sinistra della tua “home page” di Facebook, e inizia a lavorare.

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/il-self-publishing-e-la-promozione-a-pagamento-guida-a-facebook-ads

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Personal branding nel self publishing: come si fa?

Personal branding nel self publishing: come si fa? | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Nel post precedente ti ho spiegato un po’ meglio cos’è il personal branding e perché è utile lavorare in tal senso, anche se scrivi libri. Ora, ti spiegherò come passare dalla teoria alla pratica.

 

Prima di tutto bisogna capire come funziona il personal branding.

Non si tratta di qualcosa fine a se stessa, del tipo “farsi conoscere per vendere”, ma di un meccanismo in grado di innescare complesse reazioni a catena. Mettiamola così, facciamo un esempio in cui il protagonista sei tu.

 

Hai appena scritto un racconto horror dal titolo “I non vivi”. Lo pubblichi sul tuo blog. A questo punto, se sei agli inizi, dovrai farti conoscere e conquistare pubblico.

 

Se, invece, hai già lavorato bene di personal branding, sei a cavallo. In entrambi i casi può succedere di tutto, non solo ricevere commenti al racconto, come si potrebbe immaginare.

 

Mettiamo, ad esempio, che questo tuo racconto sia particolarmente originale, che affronti il tema dei morti viventi da un punto di vista del tutto nuovo, mai affrontato sinora.

 

Mettiamo caso che il tuo nome sia già ben noto in giro per la Rete e che, tanto per fare un esempio, il regista Caio stia seguendo il tuo profilo Twitter, da tempo, senza interagire, solo per tenerti d’occhio.

 

Mettiamo che questo regista legga il tuo racconto e ne rimanga colpito. A questo punto potrebbe contattarti in privato e scriverti “ciao, ho letto il tuo racconto e mi sembra geniale. Sembra scritto apposta per il cinema. Potrebbe interessarti una collaborazione?”

 

Così funziona il personal branding. È in grado di trasformarti in un professionista affermato da un giorno all’altro. È in grado di farti conoscere dal quintuplo dei tuoi attuali fan, in meno di un’ora.

 

Non è magia, è solo il risultato di un duro lavoro. Questo sistema di chiama “meritocrazia” ed esiste ancora, anche se il mondo dei raccomandati e del clientelismo vorrebbe farci credere altro.

 

Pensi sia impossibile? Eccoti alcuni esempi di chi ce l’ha fatta.

 

 

Leggi tutto: http://www.viverediscrittura.it/personal-branding-nel-self-publishing-come-si-fa/

Chiara Zanone Translations's curator insight, May 21, 12:52 PM

Valido anche nel settore delle traduzioni!

ROBERTO P. TARTAGLIA's comment, May 22, 3:12 AM
Sì, senza ombra di dubbio, Chiara.
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Self-publishing: 5 consigli per creare copertine da urlo

Self-publishing: 5 consigli per creare copertine da urlo | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Saper creare copertine d’impatto è fondamentale per convincere qualcuno a comprare il nostro libro. Specie se questo lettore è un amante del cartaceo.

 

Sì, perché il cartaceo non è solo un libro, è anche un’opera d’arte visiva, un complemento d’arredo. Deve essere bello anche da vedere e da esporre nella propria libreria.

 

Molti ritengono che sia antietico, ignobile pensare che un lettore possa essere attratto dalla copertina e che acquisti il libro solo (o principalmente) per questo. Credono che questo tipo di lettori sia di “serie B”.

 

Nulla di più sbagliato. Io credo che, al contrario, sia giusto e onesto attrarre un lettore anche cpn la copertina. In fondo, essa è un’anticipazione grafica della nostra storia, giusto?

 

Ecco, allora, come crearne di ottime.

1.     L’immagine

2.     Il titolo

3.     La sinossi

4.     La biografia

5.     Al massimo 3 elementi

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/self-publishing-5-consigli-per-creare-copertine-da-urlo

 

 

 

 

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Self-publishing: i segreti dello humor marketing

Self-publishing: i segreti dello humor marketing | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Si può vendere facendo ridere? Si possono promuovere i propri libri con lo humor? La risposta è “sì”.

 

Esiste un ramo del marketing non convenzionale che è stato chiamato proprio humor marketing.

 

Lo humor marketing punta a stuzzicare la fantasia dei potenziali lettori con situazioni comiche, grottesche, improbabili.

 

Lo humor marketing è anche in grado di trasformare un’idea in qualcosa di virale. Ammesso che sia ben fatto e che il libro da vendere sia solo una parte residuale dell’azione di marketing.

 

Cosa vuol dire? Che bisogna evitare di pensare come nel marketing tradizionale. Non è il tuo libro che sta al centro del messaggio, e neppure tu. Qui al centro c’è la voglia di far ridere, di divertire. Punto e basta. La copertina del libro con il tuo sito potranno essere infilati alla fine del messaggio. Nulla più.

 

Per fare humor marketing è necessario applicare le regole dello storytelling, di cui ti ho già parlato. Bisogna raccontare una storia e far sentire lo spettatore parte di essa. Inserisci un valore in cui le persone possano riconoscersi e che le spinga a condividere, oltreché acquistare.

  Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/self-publishing-i-segreti-dello-humor-marketing ;
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Self publishing e blogging: qual è il tempo di lettura sul Web?

Self publishing e blogging: qual è il tempo di lettura sul Web? | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

L'utente legge storie lunghe o corte? Quanto tempi impiega per leggere i nostri post, le nostre email o i nostri racconti pubblici? Come si fa per fargli leggere anche l'ultima riga?

 

Coinvolgere. Partecipare. Esserci. Vince colui che sa coinvolgere l’utente, che sa creare Community, partecipazione, attorno ai propri contenuti.

In questo caso, è utile introdurre alcuni concetti.

 

1. Storytelling

Se racconti notizie, racconta una storia, assieme alla notizia. Ogni qual volta ciò è possibile. Puntare tutto sulle emozioni, sul coinvolgimento, sulla raccolta di contenuti, immagini ed elementi che hanno condito - ad esempio - un evento e che, subito dopo, possono spingere l’utente a parlarne nuovamente, a tirarne ancora in ballo sensazioni.

 

2. Gamification

L’’utilizzo delle dinamiche del gioco all’interno di attività esterne, con l’obiettivo di fidelizzare l’utente, generarne un maggiore interesse nei confronti dei contenuti, risolvere dei problemi.

 

 

Leggi tutto: http://copywriter.giorgiotave.it/tempo-di-lettura-online/881

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Self publishing e memevertising: la nuova frontiera del marketing virale (anche per i tuoi libri)

Self publishing e memevertising: la nuova frontiera del marketing virale (anche per i tuoi libri) | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

In principio fu il Gangnam Style: grandi brand come Red Bull, Abercombie, Vodafone eM&M’s capirono al volo che la straordinaria viralità del meme poteva essere sfruttata per ottenere grande visibilità con poco sforzo creativo.

 

E così nacquero pupazzetti lego ballerini, eventi Red Bull, magliette M&M’s con il faccione del cantante coreano, fino ad arrivare allo spot dei pistacchi ballerini trasmesso durante il Super Bowl 2013.

 

Adesso siamo nel pieno dell’era Harlem Shake: Pepsi, Axe, Google e Facebook hanno già sfornato la propria originale declinazione del fenomeno virale del momento.

 

la tendenza in atto nel marketing virale è quella di cavalcare l’onda lunga dell’ultimo meme. Una strategia che è stata già ribattezzata memevertising.

 

I meme di Internet offrono ai brand l’opportunità di inserirsi in un discorso ad alto tasso di partecipazione ed emotività col minimo sforzo creativo ed economico.

 

La conferma viene da Kevin Mathers, Managing Director della divisione UK diYouTube:

 

“Chi fa marketing è interessato a stabilire un contatto emotivo col proprio pubblico e questo significa toccare temi che hanno molta risonanza. I brand che hanno preso parte al meme dell’Harlem Shake sono stati capaci di esporsi ad un pubblico molto ampio”.

 

Potresti fare lo stesso per pubblicizzare i tuoi libri, che ne dici?

 

 

Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2013/05/02/memevertising-la-nuova-frontiera-del-marketing-virale/

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Self publishing ed eBook: quale funzione hanno oggi le copertine?

Self publishing ed eBook: quale funzione hanno oggi le copertine? | Diventa editore di te stesso | Scoop.it

Nel passaggio al digitale il libro si trova a rimettere in discussione sia il suo ruolo di contenitore, sia le consolidate e rassicuranti interfacce che gli appartengono da secoli, tra cui la copertina. Guscio protettivo del contenuto, prima, strumento di marketing nelle librerie, poi, la copertina scomposta in bit e fagocitata dal Web e dai colossi della vendita online come Amazon e iBookstore, si trova a dover quasi giustificare la sua presenza in un ebook.
Quale la sua funzione oggi? Che cosa ha perso e che cosa potrebbe guadagnare nei formati digitali? Quali requisiti dovrebbe avere una buona copertina per libri elettronici?

 

Scarica l'eBook gratis...


Via Fulvio Colasanto
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I 5+1 princìpi dello storytelling per il self publishing

I 5+1 princìpi dello storytelling per il self publishing | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Come ripeto spesso, prima di pensare all’autopromozione e mettersi alla ricerca dei propri fan, occorre avere tra le mani un buon lavoro.

 

Dare priorità al marketing e sottovalutare l’aspetto principale dell’attività di scrittura indipendente, la scrittura stessa, può rivelarsi un pericolosissimo boomerang.

 

Deludere i propri lettori vuol dire perderli. Deluderli prima che diventino fan, vuol dire cancellare il proprio percorso professionale sin dall’inizio.

 

Per un lettore, scoprire un possibile nuovo talento nasconde il desiderio di poter navigare in mari ancora inesplorati, di leggere cose nuove, fresche, assaporare stili originali. Una delusione in tal senso darebbe vita a un pericoloso passaparola in grado di distruggere per sempre la tua immagine di scrittore/scrittrice.

 

Per questo è importante scrivere un buon libro da subito, magari ritardando di mesi o anni la prima pubblicazione.

 

In questo post, pertanto, ti illustro i princìpi base dello storytelling, ovvero dell’arte di raccontare storie. Attenzione, non si tratta di princìpi utili solo a chi scrive narrativa. Te ne accorgerai leggendo.

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/i-51-principi-dello-storytelling

ROBERTO P. TARTAGLIA's comment, April 24, 10:04 AM
Grazie mille! Vengo a "trovarti" molto volentieri. :)
Antonella Baiocchi Psicoterapeuta's comment, April 26, 7:15 AM
Caro Roberto veramente complimenti: sei stato un miracolo sulla mia strada! Sto trovando proprio ciò che cerco nelle tue generose pubblicazioni web. ho fatto due libri PERFETTI (proprio nel modo in cui tu suggerisci) e voglio auto pubblicarli proprio come tu hai iniziato a fare nel 2009. Sto cercando di capire e devo ancora leggere molti tuoi scritti. Ma una domanda ce l'ho: dove mi consigli di auto pubblicare? Presso ilmiolibro.it o altro?
ROBERTO P. TARTAGLIA's comment, April 26, 3:20 PM
Grazie di cuore, Antonella! :) Sono davvero contento che tu sia riuscita nel tuo intento più importante: scrivere un buon libro. Ora, pubblicare, in confronto, è un gioco da ragazzi. Il lavoro duro tornerà con l'autopromozione. Ma, per ora, pensiamo alla pubblicazione. Se ti interessa pubblicare solo in versione ebook, puoi far riferimento a www.sbfnarcissus.com e www.bookolico.com. Se, invece, vuoi pubblicare sia in ebook che in cartaceo, l'unico in Italia in grado di offrirti un servizio di distribuzione capillare è www.youcanprint.it.
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Self publishing e blogging: 17 contenuti che faranno felice Google

Self publishing e blogging: 17 contenuti che faranno felice Google | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Ci si chiede sempre come accrescere la propri acomunità, come far felici i propri lettori sul Web, ma anche come render efelice Google e fargli prendere in buona considerazione il nostro blog.

 

Ecco, in questo ottimo post si parla proprio dei contenuti che, più degli altri, accresceranno la nostra fama e la nostra reputazione.

 

A questa lista aggiungi le regole base del blogging, ovvero: scrivere in un italiano corretto ed essere sempre originale.

 

Ecco la lista dei contenuti più apprezzati:

 

1. Le interviste2. Le liste3. Gli aggregatori di risorse4. I canali social5. I sondaggi6. Gli aggiornamenti7. Le recensioni8. I confronti9. Le novità10. Le case histories11. Le critiche12. Le storie13. Le previsioni14. “E se…”15. Le cose stupide e divertenti16. I contest17. I prezzi

 

 

Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2013/04/16/contenuti-google/

 
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Self publishing e blogging: la formula del blog perfetto

Self publishing e blogging: la formula del blog perfetto | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Qual è la formula del blog perfetto? Semplice: non esiste. Perché questo è un mondo in continuo movimento che possiamo solo inseguire. E tentare di decifrare.


Eppure non è utopico inseguire il principio del blog perfetto. Perché ci sono dei pilastri impossibili da ignorare. Eccoli:

 

Contenuti

Pubblichiamo post ricchi di contenuti di qualità (testi, immagini, video), e dobbiamo farlo con piacere perché ci aiutano nei social e nei motori di ricerca. E, soprattutto, piacciono ai lettori, quindi rappresentano il cuore del blog.


Condivisione

Impossibile contare solo sui motori di ricerca: un blog non può rinunciare alla forza dei social, e non può fare a meno della sinergia tra autore e lettore.

 

Tecnica/estetica

Nel binomio tecnica/estetica troviamo una buona parte del lavoro di blogger. 

 

Un blog esteticamente e tecnicamente perfetto che ospita contenuti di qualità è una cattedrale nel deserto: affascinante, ma terribilmente distante dalla gente. Questo è un blog solitario.

 

Allo stesso modo, un blog che aggiunge la perfezione dal punto di vista social ma toglie i contenuti di qualità è una bella scatola vuota che se ne va a spasso per il web senza motivo: praticamente è un blog fuffa.

 

 

Leggi tutto: http://www.mysocialweb.it/2013/04/16/blog-perfetto/


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Self-publishing: i 5 migliori segreti degli esperti per migliorare la tua attività social

Self-publishing: i 5 migliori segreti degli esperti per migliorare la tua attività social | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

L’imprescindibile e, talvolta, complesso lavoro di social media marketing, ha delle regole ben precise. Tutto ciò che viene pubblicato sui social media è in grado di innescare, potenzialmente, un tam tam di proporzioni globali.

 

Dunque, bisogna stare attenti a come ci si muove, a cosa si dice e a come lo si dice. Bisogna scegliere i mezzi giusti e i canali di diffusione più corretti per ciascun contenuto.

 

I consigli che gli esperti del settore fornisco, pressoché quotidianamente, in tutto il mondo, sono tanti. Ma, a mio avviso, tutti possono essere raggruppati nei 5 punti che ti illustro di seguito.

 

ASCOLTA

Ascoltare è la cosa più importante. Non ci viene naturale, vorremmo parlare sempre noi, si sa, ma qui dobbiamo soddisfare i nostri lettori. Qui devi rendere felice i tuoi fan, chi ti segue. Quindi, ascoltare le loro esigenze è fondamentale per riuscire in questo intento.

 

TROVA I TUOI OBIETTIVI

Non puoi pensare a una strategia di social media marketing senza avere degli obiettivi ben precisi. Devi sapere come muoverti e dove arrivare.

 

 

CONSULTA LE STATISTICHE

È un lavoro noioso, che io odio, ma va fatto. Consultare le statistiche è importantissimo per capire se ti seguono più donne o più uomini, di che età, di che città, quali sono le tue pubblicazioni più lette, quali social network portano più traffico sui tuoi siti e così via.

 

SII UMANO

Non dimenticare che tu sei un essere umano. E che anche chi ti segue lo è.

 

DIFFERENZIA LE ATTIVITA'

Un post pubblicato su Facebook, potrebbe non essere adatto al pubblico di Twitter. E non solo per la lunghezza del testo.

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/self-publishing-i-5-migliori-segreti-degli-esperti-per-migliorare-la-tua-attivita-social

Social Media Consultant's curator insight, June 11, 5:07 AM

Self-publishing: i 5 migliori segreti degli esperti per migliorare la tua attività social

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Self-publishing: che cosa NON fare per vendere di più il vostro libro?

Self-publishing: che cosa NON fare per vendere di più il vostro libro? | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Anne R. Allen è una scrittrice statunitense e da tempo frequenta il mondo dell’editoria. Di recente ha provato a suggerire 12 consigli agli aspiranti autori di self-publishing, spiegando come vi siano possibili errori fatali da evitare.

 

Che cosa NON bisogna fare se vi autopubblicate?

 

1- Pubblicare il primo romanzo prima di avere scritto il secondo.

2- Pensare di non seguire le regole della scrittura perché non avete a che fare con agenti ed editori

3- Fare tutto da soli per l’editing, per la copertina e per la formattazione

4- Creare una pagina di vendita amatoriale

5- Commercializzare soltanto con altri autori

6- Chiedere un sacco di false recensioni entusiasmanti

7- Aspettarsi da subito grandi numeri nelle vendite

8- Organizzare un’esosa festa per il lancio del libro

9- Trattare gli altri autori del vostro genere letterario come rivali invece che come colleghi

10- Pubblicare attraverso una casa editrice a pagamento

11- Pensare che vi sia una formula magica per il successo

12- Insultare pubblicamente un recensore che non apprezza il vostro libro

Leggi tutto: http://www.sulromanzo.it/blog/self-publishing-che-cosa-non-fare-per-vendere-di-piu-il-vostro-libro

Social Media Consultant's curator insight, June 4, 10:02 AM

Self-publishing: che cosa NON fare per vendere di più il vostro libro?

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Self publishing e social SEO: 6 consigli utili per il tuo business letterario

Self publishing e social SEO: 6 consigli utili per il tuo business letterario | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

I link e i contenuti pubblicati sui social media influinscono sulla SEO (indicizzazione sui motori di ricerca)? Sì.

 

Non basta, quindi, avere un sito ottimizzato per farsi trovare su Google & co., far conoscere i propri libri e le proprie capacità. Per avere il massimo dei risultati bisogna integrare le strategie di social media marketing con quelle di SEO.

 

Come? Ecco 6 semplici suggerimenti per ottimizzare la social SEO del vostro business:

1. Ottimizzare i vostri profili di social

Siate il più descrittivi possibile. Riempite sempre e in maniera dettagliata la sezione‘Informazioni’ di ogni social network.

 

2. Ottimizzare i contenuti

Includete alcune delle parole chiave rilevanti per il vostro business nei vostri aggiornamenti di stato, nelle descrizioni dei vostri pin, nei vostri tweet ecc…


3. Rendere il contenuto condivisibile

Un fattore chiave in ottica SEO è il link building. Google determina l’autorità del vostro sito web anche attraverso la qualità dei vostri collegamenti.


4. Utilizzare Pinterest

Un modo semplice per creare contenuti condivisibili è usare Pinterest. Google “preferisce” le immagini ad alta risoluzione, quindi utilizzate immagini di alta qualità su Pinterest se possibile.


5. Utilizzare Google+

A chi può piacere di più Google+ se non a Google? Quindi iscrivetevi! Create una pagina business su Google+ e, come detto al punto 1, completate in maniera accurate e dettagliata la sezione “Informazioni”.


6. Creare una pagina locale su Google+

Secondo Google il 97 per cento degli utenti effettua ricerche sulle imprese locali. Di conseguenza, per ottenere una buona posizione nei risultati di ricerca è fondamentale ottimizzare la vostra pagina locale Google+.




Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2013/05/28/social-seo-6-consigli-utili-per-il-vostro-business/

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Self publishing e fan fiction: Amazon riscrive di nuovo le regole del gioco per gli editori

Self publishing e fan fiction: Amazon riscrive di nuovo le regole del gioco per gli editori | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Dal primo momento, da quando ha cominciato a vendere online i libri di carta, l'azienda di Bezos ha sistematicamente riscritto tutte le regole dell'editoria, con strategie e approccio molto aggressivi.

 

Solo negli ultimi anni ha inventato l'ebook come lo conosciamo oggi, ha innescato il self-publishing, è stato il primo grande retailer a diventare direttamente editore.

 

Il risultato è stato che l'editoria tradizionale si è trovata a cercare di sopravvivere a una partita giocata in un campo di gioco che ha abdicato a governare. E che era strategico, perché si tratta dei canali commerciali e di distribuzione.

 

E in questi giorni, per dirla con Forbes, Amazon ne ha fatta un'altra: «ha legittimato la Fan Fiction. E gli editori rimangono ancora una volta indietro». 

 

L'argomento è molto delicato. La Fan Fiction, in genere una forma letteraria ispirata a storie e personaggi famosi, ma scritta dai lettori appassionati, ha sempre posto molti problemi di copyright.

 

Nonostante questo, si tratta di uno dei fenomeni creativi più interessanti della rete. E Amazon ha annunciato una piattaforma chiamata Kindle Worlds, in cui consentirà ai fan di vendere le proprie opere.  

 

 

Leggi tutto: http://www.lastampa.it/2013/05/25/blogs/terza-pagina/amazon-riscrive-di-nuovo-le-regole-del-gioco-per-gli-editori-SVKWsdwWx3YYlJLZ3JtshN/pagina.html

 
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Self publishing e blogging: 6 modi alternativi per utilizzare i commenti ai tuoi libri e post

ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Qual è il patrimonio più importante del tuo blog? La risposta è scontata: i lettori, quel microcosmo che ogni giorno legge i tuoi contenuti, li condivide e li commenta.

 

Ecco, soffermiamoci su questo punto. I lettori esprimono opinioni attraverso i commenti, e anche tu li puoi sfruttare per rispondere alle domande che ti vengono rivolte. Ma non solo.

 

Ci sono altri modi per utilizzare i commenti, modi alternativi che ti permettono di sfruttare la versatilità di questo strumento. Io ne ho contati 6:

 

1. Discussione

Il primo modo per utilizzare i commenti: gestire la conversazione, frenare i bollenti spiriti e alimentare le interazioni tra i vari lettori.

 

2. Inserire una foto

Nei commenti puoi inserire una foto che hai dimenticato di postare nell’articolo o che serve a completare il tuo intervento.

 

3. Inserire un embedded

Continuiamo con le evoluzioni del codice HTML nei commenti. Hai inserito un’immagine? Bene, puoi incollare anche l’embedded di un video Youtube o di un Tweet.

 

4. Scrivere un post

Sì, nei commenti puoi scrivere un post. Un articolo nell’articolo. Hai tutto il necessario: immagini, embedded, codice per la formattazione e per inserire i link con anchor text.

 

5. Condividere opinioni

Hai lasciato un concetto fondamentale in un commento? Vuoi che qualcuno lo legga e magari lasci un’opinione? Prendi il permalink del commento e usarlo come una url qualsiasi su Twitter, Facebook e Google Plus.

 

6. Trovare un’idea

I commenti dei tuoi lettori possono essere utilizzati per creare un nuovo articolo: trovi un’idea utile, scrivi l’articolo e poi citi l’autore linkando il commento all’interno del testo.

 

 

Leggi tutto: http://www.mysocialweb.it/2013/05/20/commenti/

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40k: l'editore soft che «controlla» il self-publishing

40k: l'editore soft che «controlla» il self-publishing | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Dal Manuale per vip su Twitter firmato dal pr e social media manager Stefano Chiarazzo (a sinistra la copertina) alManuale per viaggiatori solitari di Virginia Fiume, coordinatrice del magazine di politiche culturali S28Mag.

 

Marco Ghezzi, cofondatore di BookRepublic insieme con Marco Ferrario, fa il punto al Salone del Libro di Torino sulla collana «40k Unofficial», lanciata  lo scorso  luglio.

 

Ovvero una sorta di «enciclopedia di arti e mestieri» in ebook, basata su una forma di self-publishing riveduto e corretto: gli autori sono selezionati dall’editore ma possono poi autopubblicare qualunque loro opera.

 

Dietro, c’è la questione chiave che ruota intorno al self-publishing: chi garantisce la qualità delle opere? Esiste una soglia minima del pubblicabile?


Affronta il tema Brambilla, secondo cui sarebbe proprio questo il ruolo di 40k: farsi garante di questa soglia, seppure da editore soft, non invadente e quasi invisibile.



Leggi tutto: http://ehibook.corriere.it/2013/05/16/40k-leditore-soft-che-controlla-il-self-publishing/

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Personal branding per il self publishing: perché è fondamentale?

Personal branding per il self publishing: perché è fondamentale? | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

“Quando parli di personal branding, a cosa ti riferisci di preciso?”. Questa è una delle domande che mi è stata posta da diverse persone, nel corso di un meeting tenuto, non molto tempo fa, all’ombra del Colosseo.

 

Per soddisfare questa curiosità diffusa, allora, ho deciso dipreparare una guida specifica, con strumenti e strategie su misura, che riceverai presto, se fai parte dellanewsletter di Vivere di Scrittura, e, al contempo, ho deciso di creare una serie di post dedicati all’argomento.

 

Ho già parlato in passato di personal branding (qui, quie qui). Ora voglio approfondire ulteriormente l’argomento, perché è uno degli elementi chiave per la buona riuscita del tuo progetto di autopubblicazione col self publishing.

 

1. COS’È IL PERSONAL BRANDING?

2. A COSA MI È UTILE IL PERSONAL BRANDING?

3. QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA PERSONAL BRANDING E MARKETING?



I primi passi che dovrai compiere sono:

armarti di pazienza,acquisire professionalità nella scrittura e affinare la tua tecnica,prepararti ad accettare sia critiche che elogi,fare un inventario delle tue idee, dei tuoi valori e delleemozioni che ti distinguono,fare un inventario delle capacità tecniche che ti rendono una penna speciale,dimenticare i soldi! Se Kafka, Carver, Poe e altri avessero smesso di scrivere perché costretti a fare altri lavori per campare, avremmo perso un tesoro inestimabile.

 

Leggi tutto e commenta su: http://www.viverediscrittura.it/personal-branding-per-il-self-publishing-perche-e-fondamentale/

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Self publishing e presenze Web: il blog è la tua casa

Self publishing e presenze Web: il blog è la tua casa | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Scrivere nel proprio blog è come vivere in casa propria. Un blog è un luogo in cui il blogger ripone i maggiori sforzi, un luogo che nessuno può portargli via.

 

Ecco le principali, enormi differenze fra blog e social network.

Un blog non ha termini da accettare: le regole sono quelle che lo stesso blogger si autoimpone quando scrive.Un blog non chiude se non per volere del blogger.Un blog è completamente sotto il controllo di chi ci scrive.

È in un blog che il blogger crea il suo nome, forma la sua comunità di lettori e mostra la sua esperienza: scrivendo articoli di qualità. È nel blog che il blogger può essere contattato sempre: come a casa sua.

 

Possiamo dire lo stesso dei social network? No. Non possiamo considerare casa nostra un semplice account aperto su Twitter, Facebook o altrove.

 

Anche se scriviamo su quelle piattaforme, quei profili non saranno mai nostri: sono proprietà dei social network.

 

Dunque, ha davvero senso scrivere su un social network e non su un blog? Professionisti che aprono un profilo su Twitter e non hanno un blog fanno davvero la scelta giusta?

 

 

Leggi tutto: http://pennablu.it/blog-casa/

 
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Self-publishing e scrittura: la regola dello “show don’t tell”

Self-publishing e scrittura: la regola dello “show don’t tell” | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Ormai è chiaro, lo ripeto all’infinito: prima di passare alla fase “pubblicazione” e alla successiva fase di autopromozione, ciò che va fatto è dar vita a un prodotto editoriale degno di questo nome.

 

Per farlo, bisogna lavorare molto per trovare il proprio stile di scrittura, per correggere eventuali errori che ci portiamo dietro da anni e, non solo nel caso di romanzi e racconti, per affinare le proprie tecniche di narrazione.

 

Come ho spiegato nel post dedicato allo storytelling, infatti, saper raccontare una storia è fondamentale, qualsiasi cosa si intenda scrivere.

 

Questo perché siamo terribilmente affascinati dal mondo del “se fosse”, dall’universo della narrazione.

 

Quindi, perché non utilizzare questa tecnica anche per insegnare ciò che si conosce o far passare le nozioni tecniche che hai appena inserito nel tuo ultimo manuale?

 

Ma raccontare storie non è così semplice come potrebbe sembrare.

 

Non sto parlando di sederci sulla riva di un fiume con gli amici più stretti e raccontare loro dell’ultima volta che siamo entrati nella casa abbandonata vicino alla collina e dello spavento che abbiamo preso nel vedere il fantasma della vecchia proprietaria strizzarci l’occhio.

 

Sto parlando di qualcosa di più complesso e professionale. Sto parlando di entrare nella mente dei tuoi lettori e dipingervi all’interno l’immagine che vuoi tu.

 

Di tecniche per farlo ce ne sono molte. Oggi te ne illustrerò una che potrai riutilizzare sia nei tuoi libri, sia nei post che scriverai sul tuo blog, sia nei tuoi messaggi pubblicitari. Parlo della cosiddetta tecnica dello “show, don’t tell”.

 

 

Leggi tutto: http://blogs.youcanprint.it/self-publishing-la-regola-dello-show-dont-tell

 
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Self publishing e autopromozione: gli strumenti social da utilizzare per un personal branding efficace

Self publishing e autopromozione: gli strumenti social da utilizzare per un personal branding efficace | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Creare il personal brand perfetto non è un gioco da ragazzi, ma necessita di un’attenta pianificazione dove i socia media assumono un ruolo fondamentale.

 

Quali sono gli strumenti social che proprio non possono mancare nel toolkit di ogni professionista che si rispetti?

 

Lo staffa di Ninja Marketing ha fatto qualche domanda in giro, agli ‘addetti ai lavori’ e non, per mettere nero su bianco una bella lista di social da utilizzare per il vostro personal branding e qualche consiglio pratico per sfruttarli al meglio.


Quali sono gli assi nella manica di un professionista? E’ fondamentale essere diversi dalla concorrenza, sollecitare chi vi segue a lasciare dei feedback ed avere un piano di comunicazione che utilizzi come leve la chiarezza, la coerenza e la costanza.

 

Vediamo come applicarli ai social media da inserire nella vostra “cassetta degli attrezzi”.

 

1. Blog personale

Se il vostro nome è già un’autorità del settore, beati voi! Ma i comuni mortali che vogliono affermarsi come professionisti accreditati devono necessariamente comprarsi un bel dominio – ci sono tante offerte vantaggiose in giro – e cominciare a scrivere


2. Facebook

Avere un’account personale è un conto, creare una pagina Facebook dove condividere contenuti e promuovere se stessi è un altro.

 

3. Twitter

Se – come sostiene Mirko Pallera – “Facebook ti rende come una vecchina affacciata alla finestra” Twitter “ti mette al centro di una grande piazza”.

 

4. LinkedIn

Essere iscritti a LinkedIn per un professionista è ormai la regola. Si tratta, infatti, di un vero e proprio curriculum online che permette di essere collegato ai network professionali che ci interessano e di partecipare attivamente ai vari gruppi cui ci si può iscrivere.

 

5. SlideShare

Creare delle presentazioni su argomenti che si conoscono particolarmente bene (che siano destinati a dei corsi o degli speech poco importa).

 

6. Altri social

La partecipazione attiva ad altri social - per così dire – ‘di nicchia’ (Instagram,Tumblr, Flickr, ecc.) consente di ottimizzare le piattaforme in modo tale da permettere a chi desidera seguirvi di essere parte attiva della discussione contribuendo con contenuti ed idee(una volta iscritto).

 

 

Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2013/04/23/gli-strumenti-social-da-utilizzare-per-un-personal-branding-efficace/

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Il self publishing e gli indicatori del successo

Il self publishing e gli indicatori del successo | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Con questo post termino la trilogia dedicata alla parte, per così dire, “filosofica” del self publishing, per quanto mi riguarda.

 

Ho già parlato di cosa intendo per vivere di scrittura e di quale sia la mia idea di successo.

 

Oggi voglio concludere la serie, spiegandoti quali sono, secondo me, gli indicatori del successo, i campanelli in grado di segnalarti se stai lavorando bene o male, e i veri obiettivi da perseguire.

 

Se fai parte della mia newsletter, è possibile che tu abbia già ricevuto l’email sugli obiettivi e la guida con la “ricetta per il successo”. Se così fosse, dovresti comprendere ancor meglio ciò che sto per dire.

 

1. LE CLASSIFICHE

2. RICONOSCIMENTI

3. PROFESSIONALITÀ E LETTORI

 

 

Leggi tutto e commenta su: http://www.viverediscrittura.it/il-self-publishing-e-gli-indicatori-del-successo/

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Supporti al self publishing: scrivere dettando al PC, gratis!

Supporti al self publishing: scrivere dettando al PC, gratis! | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
ROBERTO P. TARTAGLIA's insight:

Per chiunque ami scrivere, sia a livello professionale, sia per creare le proprie avventure fantastiche, ascoltarsi può essere molto utile.

 

I programmi che permettevano di scrivere dettando al PC gratis hanno trovato una prima applicazione nell’ambito forense, dove semplificava la vita nella redazione degli atti di ufficio.

 

In questo caso si risparmiava tempo e denaro, mantenendo l’autenticità e la corrispondenza tra quanto detto e quanto scritto.

 

A questo proposito ci sono diversi programmi a pagamento, come il famoso Dragon Naturally Speaking (che però costicchia). Se volete provare questo modo alternativo per la vostra scrittura, oggi sono online due espansioni per Google Chrome:

 

- TalkTyper

- Speech Recognizer

 

 

Leggi tutto: http://ilpiacerediscrivere.it/scrivere-dettando-al-pc-gratis/

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