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Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano
News e aggiornamenti sui più importanti Disturbi dell'Umore. Psicologia e Psicoterapia della Depressione a Milano e Online. www.psicoterapeuta-a-milano.it
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Obesità e disturbi bipolari: dimostrato un collegamento specifico fra le due patologie

Obesità e disturbi bipolari: dimostrato un collegamento specifico fra le due patologie | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Alcuni ricercatori dell'Università di Pisa hanno condotto uno studio, pubblicato successivamente sulla rivista internazionale "Journal of Affective Disorder", che ha preso in considerazione due patologie in fase di espansione come l'obesità ed i disturbi bipolari.

 

Il campione era composto da 571 soggetti con episodio depressivo maggiore ed è stato definito il livello di obesità attraverso un indice di massa corporea superiore a 30.

Si è riscontrato che l'incidenza del disturbo bipolare fra coloro che erano risultati obesi era del 31,4% rispetto al 19,0% dei non obesi. E' emerso, inoltre, che la presenza di bipolarità era collegata con il grado di obesità, ovvero: i soggetti con un indice di massa corporea tra 30 e 35 mostravano una prevalenza di disturbo bipolare del 27,4% in confronto al 41,7% dei soggetti con un indice di massa corporea superiore a 35.

 

Ciò ha permesso di dimostrare che l'obesità è associata ai disturbi bipolari, che la presenza di questi ultimi è associata ad un incremento del rischio di obesità e quindi è stato dimostrato un collegamento tra le due patologie.

 

Così come affermato da uno dei ricercatori "Uno screening sistematico per il rilievo di sintomi ipomaniacali e di comportamenti di abuso verso il cibo, specialmente in alcune fasi come l'adolescenza, potrebbe avere un effetto preventivo sull'insorgenza di alcune forme di obesità al pari di quanto si verifica per lo sviluppo di alcune forme di tossicodipendenza".

 

A cura di Federico Baranzini

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Con la mindfulness si combatte la depressione

Con la mindfulness si combatte la depressione | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Ridurre lo stress e i disturbi ad esso associati: è questo il risultato che molti sperano di ottenere praticando la meditazione. Non tutte le problematiche possono però essere sconfitte efficacemente con questo approccio. Secondo i ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Stati Uniti) gli unici disturbi contro cui la meditazione è davvero efficace sono l'ansia, la depressione e il dolore. Per di più non tutte le pratiche meditative permettono di ottenere gli stessi effetti benefici. L'analisi dei risultati delle ricerche condotte fino ad oggi, pubblicata dai ricercatori statunitensi sulle pagine di JAMA Internal Medicine, hanno infatti svelato che l'approccio più promettente è quello basato sulla cosiddetta mindful meditation.


Altro risultato positivo è l'assenza di effetti collaterali negativi, ragion per cui la meditazione può essere abbinata ad altri trattamenti specifici senza correre rischi. Tuttavia, solo ulteriori studi potranno chiarire se con un approccio diverso è possibile ottenere benefici maggiori rispetto a quelli osservati fino ad oggi.


A cura del Dott Federico Baranzini

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Gravidanza e disturbo bipolare: efficacia ridotta dei farmaci

Gravidanza e disturbo bipolare: efficacia ridotta dei farmaci | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Il disturbo bipolare rappresenta un disturbo dell'umore che può manifestarsi anche in gravidanza. E' stato notato, a tal proposito, che negli Stati Uniti la più alta prevalenza di disturbo bipolare si manifesta fra le donne incinte.

 

E' stato condotto uno studio da parte della Northwestern Medicine il quale ha dimostrato che la gravidanza ed in particolar modo i cambiamenti fisiologici che avvengono, riducono gli effetti dei farmaci assunti per curare il disturbo bipolare, predisponendo le donne ad episodi più frequenti.

E' stato riscontrato, inoltre, non soltanto un aumento della frequenza degli episodi caratteristici del disturbo bipolare, ma anche un peggioramento dei sintomi depressivi.

Lo studio ha permesso di dare una spiegazione a questo fenomeno rilevando che esso è dovuto ad un'alterazione del metabolismo della donna in gravidanza che comporta una diminuzione della concentrazione nel sangue del farmaco "lamitrigina", usato di solito per il trattamento del disturbo.

 

Il presente studio ha gettato le basi per un'ulteriore indagine relativa al dosaggio del medicinale durante la gravidanza e dopo il parto in modo da permettere una regolazione degli episodi e del disturbo stesso.

 

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Fumare durante la gravidanza aumenta il rischio di disturbo bipolare nella prole

Fumare durante la gravidanza aumenta il rischio di disturbo bipolare nella prole | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Dagli studi condotti in passato sugli effetti che il fumo in gravidanza produce sul bambino è emerso che il fumo aumenta il rischio che il bambino possa nascere sottopeso e possa sviluppare difficoltà di attenzione durante lo sviluppo.

 

Un recente studio americano ha dimostrato che non sono solo questi gli effetti che il fumo in gravidanza potrebbe avere sul bambino. E' stato dimostrato infatti che il fumo in gravidanza raddoppia il rischio di sviluppare un Disturbo Bipolare nel bambino una volta adulto. Gli autori dello studio sottolineano che non è una conferma nè una sicurezza inevitabile il fatto che il bambino sviluppi sicuramente un Disturbo Bipolare. Essi infatti parlano di quadri esternalizzanti ovvero quei quadri clinici che si sviluppano in età adulta in seguito al fumo in gravidanza come ad esempio il Disturbo di Attenzione e Iperattività, il Disturbo della Condotta, abuso di sostanze, all'interno dei quali non viene classificato il Disturbo Bipolare. Quest'ultimo, però, ha con essi degli elementi in comune come le difficoltà di attenzione, difficoltà di autocontrollo, uso di alcol e droghe e ciò spiegherebbe il perchè può aumentare il rischio di sviluppare un Disturbo Bipolare.

 

Il fumo in gravidanza pertanto può diventare una possibilità che determina specifiche condizioni di vulnerabilità biologica e ambientale.

 

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Viaggiare come terapia antidepressiva

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Secondo uno studio le persone che fanno spesso viaggi di piacere pare siano meno a rischio morte per infarto e di sviluppare la depressione. I viaggi, poi, farebbero bene anche alla salute del cervello tenendo a bada il declino cognitivo e la demenza


Una medicina insolita, ma a quanto pare efficace: viaggiare.
L’abitudine di prendersi delle pause di piacere, viaggiando, secondo uno studio è un buon modo per allungare la vita, ridurre il rischio d’infarto (o altri eventi cardiovascolari) e di depressione promuovendo allo stesso tempo la salute del cervello.

Gli amanti dei viaggi di piacere possono dunque essere più tranquilli di chi invece non mette mai fuori il naso dalle mura di casa o dal proprio luogo di residenza. I vantaggi del viaggiare si mostrano in benefici sia a livello fisico che mentale e cognitivo – dove esplicano gli stessi effetti del risolvere cruciverba o visitare musei.


A cura di Federico Baranzini

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Troppe diagnosi di disturbo bipolare errate. Anche il DSM se ne accorge

Troppe diagnosi di disturbo bipolare errate. Anche il DSM se ne accorge | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

In questi ultimi anni stiamo assistendo a un incredibile aumento delle diagnosi di disturbo bipolare da parte della psichiatria internazionale: se ne sono accorti persino gli americani che nel loro tristemente famoso DSM-V hanno modificato, almeno per gli adolescenti, questa tendenza". Lo afferma il professor Alessandro Salvini, già ordinario di psicologia clinica all'università degli studi di Padova.

 

"Secondo il DSM-V per fare diagnosi di disturbo bipolare - dice Salvini - si devono alternare fasi depressive e fasi maniacali che prevedano almeno tre sintomi tra cui ipertrofia dell'ego, spese considerevoli, manie di grandezza". Per Salvini ci sono quadri depressivi "semplicemente reattivi a eventi della vita che si ripetono senza mania: è chiaro che, quando il soggetto esce dalla depressione, riprende a vivere le cose con gusto ma non per questo è maniacale".

 

"Ci sono poi i temperamenti ciclotimici - prosegue Salvini - che non sono certo un quadro psicopatologico. Interessi miliardari girano intorno a questa patologia che certo esiste, ma in misura assai minore di come viene presentata. Purtroppo la discussione su questi temi in Italia viene impedita dalle lobbies che gestiscono il mercato farmaceutico".

 

A cura di Federico Baranzini

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L'arte meglio del prozac? Progetto italiano per curare la Depressione con il Bello

L'arte meglio del prozac? Progetto italiano per curare la Depressione con il Bello | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Può l’arte diventare fonte di benessere, e aiutare in particolare gli anziani a superare la depressione e gli acciacchi della terza età? Secondo Enzo Grossi e Pierluigi Sacco sì.


Il primo è un medico della Fondazione Bracco di Milano, il secondo un docente universitario dello Iulm. Insieme lavorano a un progetto, legato alla terza età, di ‘welfare culturale’, che vorrebbero ‘esportare’ nei prossimi anni in tutta Europa, a cominciare da Siena, designata ‘Capitale della Cultura’ per il 2019.


I dati di uno studio dello stesso Pierluigi Sacco, condotto un paio di anni fa su circa millecinquecento persone, sembrerebbero parlare chiaro: esisterebbe un rapporto di causa-effetto tra la partecipazione culturale (per esempio visite a mostre e musei) e un certo benessere psico-fisico, compreso il miglioramento dell’umore.


A cura di Federico Baranzini

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Combattere la depressione con rimedi naturali

Combattere la depressione con rimedi naturali | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Tecniche basate sulla ricerca scientifica, che combattono la depressione naturalmente, sono emerse come complemento ai farmaci e alla terapia psicologica come approccio realmente integrato al tutto.

Nel corso della loro vita, circa il 15% della popolazione sperimenterà una qualche forma di depressione minore (e il 21% delle donne avrà almeno un episodio di depressione maggiore) per l’interazione tra i geni e le circostanze della vita.


Un punto di riferimento di uno studio del 2008 di LifeForce Yoga realizzato in collaborazione con ricercatori di UCLA e Harvard, suggerisce che una pratica regolare dello yoga aiuta a ridurre i sintomi della depressione. Uno studio del 2007 collega yoga con ormoni dello stress più bassi e un aumento dei neurotrasmettitori.


A cura di

Federico Baranzini

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Anche i papà soffrono di depressione post-partum

Diventare papà alcune volte può risultare un evento molto stressante per gli uomini. Quasi sempre è stata posta l'attenzione su una condizione ben conosciuta chiamata "depressione post-partum materna", sottovalutando spesso gli effetti che quest'evento può produrre invece in alcuni neo-papà. L'incidenza della depressione post-partum paterna non è sottovalutabile ed essa è riscontrabile  tra il 4% ed il 25% dei neo-papà.

 

Sintomi

I sintomi della depressione post-partum paterna possono riguardare ansia, agitazione, frustrazione, umore depresso, perdita di peso, apatia, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione.

 

Conseguenze

La depressione post-partum paterna può portare il neo-papà a provare sensazioni di inadeguatezza e di impotenza, mancanza di libertà, ad avere una distorsione percettiva del proprio essere e delle proprie capacità, a percepire l'idea di non avere abbastanza tempo o dimistichezza per la cura del bambino e questa depressione può comportare un' alterazione del funzionamento della vita e della relazione sessuale con il partner.

Le conseguenze della depressione post-partum paterna possono presentarsi sia nel neo-papà ma, a lungo andare, anche sul bambino, alla nascita con difficoltà nell'addormentamento e nell'allattamento, ed in età più adulta, con problemi relativi ad ansia e depressione, iperattività e comportamenti antisociali.

 

Cosa fare

Sarebbe opportuno prevenire questo fenomeno in entrambi i genitori preparandoli psicologicamente allo svolgimento del ruolo genitoriale e sarebbe opportuno coinvolgere il futuro papà nella gestione della gravidanza. Nei casi più estremi, oltre al supporto psicologico, potrebbe rivelarsi efficace l'aiuto da parte di un trattamento farmacologico.

 

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La depressione accelera l'invecchiamento

E 'stato condotto uno studio da J. Verhoeven e altri ricercatori presso il VU University Medical Centre con l'obiettivo di prendere in considerazione due fenomeni: l' invecchiamento e la depressione.

 

I soggetti partecipanti sono stati 2.407 di cui, un terzo con depressione in corso, un terzo precedentemente depresso ed i restanti hanno dichiarato di non avere mai sofferto di depressione. Ai partecipanti è stato effettuato un prelievo di sangue, in modo da valutare, attraverso esso, l'invecchiamento cellulare ed i cambiamenti nelle strutture profonde delle cellule chiamate telomeri.

 

Si è evidenziata una diversità nella dimensione delle cellule di alcuni soggetti appartenenti al campione. In particolare, persone con attuale depressione o che comunque avevano sofferto di depressione in passato, hanno mostrato telomeri più corti rispetto ai soggetti sani che non hanno mai avuto a che fare con un disturbo depressivo.

I ricercatori hanno ipotizzato che queste cellule più corte siano una conseguenza della reazione del corpo alle cause della depressione, quindi un importante indicatore di invecchiamento, ma non solo, che lo stress emotivo causato da uno stato depressivo incide sul fisico. 

"Questo studio fornisce prove convincenti che la depressione è associata a diversi anni di invecchiamento biologico".

 

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Samantha Dissette's curator insight, November 14, 2013 8:03 AM

Depressione e invecchiamento. secondo uno studio ci sarebbe correlazione. Infatti confrontando campioni di sangue di persone che hanno sofferto o che soffrono di depressione e di persone che non ne hanno mai sofferto sono rilevabili importanti differenze: i telomeri (parti terminali di DNA di ogni cromosoma e molto delicate) sono molto sensibili e nei soggetti che sofforno o hanno sofferto di depressione risultano essere più corte, il che sarebbe un sintomo di invecchiamento.

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Depressione cronica

La depressione, così come quella cronica, rappresenta una condizione che non va affatto sottovalutata. Può influenzare e spesso cambiare la nostra vita diventando invalidante. Basti pensare alle conseguenze che essa può avere in ambito lavorativo, scolastico, sociale e nell'impiego del tempo libero.

La depressione cronica è caratterizzata da un'alterazione del tono dell'umore orientato alla tristezza che non si manifesta con singoli episodi, ma che permane in maniera relativamente persistente e con intervalli di normalità relativamente brevi.

Si differenzia dalla depressione maggiore poichè nella depressione cronica la sintomatologia è meno grave. meno profonda ed è più varia così come le funzioni psicomotorie non raggiungono mai alterazioni marcate e, come detto prima, non si manifesta in fasi o episodi, è pertanto più cronica.

 

Terapia

Sarebbe utile intraprendere un percorso farmacologico assumendo farmaci antidepressivi e/o benzodiazepine, prescritti dal medico dopo un'attenta anamnesi e diagnosi. Sarebbe utlie, inoltre, in associazione al trattamento farmacologico, un intervento psicoterapeutico con l'obiettivo di fornire al paziente il giusto supporto psicologico di cui necessita, di affrontare la situazione, di superare lo stress ed il disagio e di individuare e fronteggiare le cause che generano il disturbo.

 

Per approfondimenti e consulenze in merito consultate la pagina:
www.psichiatra-a-milano.it

 

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Depressione: differenze tra uomini e donne

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Fino a poco tempo fa si pensava che la depressione fosse una condizione più prevalente nelle donne rispetto agli uomini. Recentemente, invece, è stato condotto uno studio che ha modificato quest'idea dimostrando che la frequenza di disturbi depressivi negli uomini potrebbe essere pari a quella nelle donne.

 

Lo studio condotto da L. Martin, H. Neighbors e D. M. Griffith, dell'Università del Michigan, ha coinvolto 3.310 donne e 2.382 uomini ed è emerso che circa il 30% degli uomini e delle donne era stato depresso in un periodo della loro vita.

Secondo la Dott.ssa Martin probabilmente l'idea per cui fin adesso si è pensato che la depressione coinvolgesse più donne che uomini, era dovuta dai sintomi che venivano indagati, sintomi che non è detto debbano essere uguali nei due sessi.  Infatti, per lei: " Mentre le donne possono manifestare sintomi depressivi come pianto o insonnia, gli uomini possono mostrare rabbia, aggressività, abuso di sostanze o esposizione a rischio come ad esempio il gioco d'azzardo". Per la Dott.ssa Martin, inoltre, cambiare i criteri per la diagnosi di depressione può portare più uomini a richiedere aiuto i quali, di solito, hanno minore probabilità di farsi curare.

 

Il presente studio rappresenta un punto di partenza verso l'approfondimento di eventuali differenze di genere nell'espressione dei sintomi non solo della depressione, ma anche di altre condizioni patologiche.

 

A cura di:
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Vortioxetina, un nuovo rimedio contro la depressione

Vortioxetina, un nuovo rimedio contro la depressione | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Tra i diversi farmaci che sono stati introdotti nel commercio per il trattamento della depressione, sarà possibile, a breve, rintracciarne uno chiamato vortioxetina che avrà lo scopo di trattare la sintomatologia del Disturbo depressivo maggiore.

 

Sintomatologia Disturbo depressivo maggiore

Quest'ultimo è caratterizzato da umore depresso, anedonia, apatia, disturbi del sonno, perdita o aumento improvviso del peso, pensieri ricorrenti di suicidio.

 

Efficacia del farmaco  vortioxetina 

La vortioxetina è un farmaco sperimentale sviluppato da Lundbeck e Takeda approvato dall'Fda, agenzia commerciale che si occupa del controllo dei farmaci e della loro commercializzazione.

Sono stati condotti diversi studi relativi all'efficacia del presente farmaco. I primi due studi con cui è stato presentato il farmaco, avevano dimostrato un effetto statisticamente significativo, mentre i successivi due studi non hanno ottenuto risultati decisivi. Altri studi però hanno dimostrato l'efficacia di vortioxetina rispetto ad altri farmaci come  venlafaxina e duloxetina, in cui il farmaco vortioxetina è risultato superiore al placebo ed ha mostrato inferiori effetti collaterali rispetto ai due farmaci. Questi studi prendono il nome di studi randomizzati in doppio cieco e rappresentano degli esperimenti in cui le persone coinvolte non conoscono informazioni che potrebbero portare a rendere i risultati non validi.

 

Per approfondimenti e consulenze in merito consultate la pagina:
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La depressione materna - Psicologia

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La depressione rappresenta una condizione patologica che può manifestarsi non soltanto in seguito al parto prendendo il nome di depressione post partum, ma anche durante la gravidanza. Alcuni studi hanno dimostrato che una percentuale tra il 25% ed il 35% di donne in gravidanza manifesta sintomi depressivi e che il 20% di donne può soddisfare i criteri per la diagnosi di depressione.

 

Ma cosa causa il manifestarsi di sintomi depressivi in gravidanza? La depressione in gravidanza sembra essere associata e dovuta a cambiamenti ormonali che avvengono durante questa fase di vita. Ciò non preclude il fatto che alla base vi sia già un livello di vulnerabilità il quale, associato a fattori ormonali, comporta un ulteriore esposizione allo stress.

 

La depressione però non ha conseguenze negative solo sulla madre, ma anche sul bambino, infatti è stato dimostrato che i bambini di madri affetti da questa patologia, sono più a rischio di sviluppare disturbi depressivi e ansiosi.

 

Secondo Gibb et al., (2012), i bambini di madri con una storia di depressione maggiore sono 3-4 volte più propensi ad incontrare i criteri del disturbo depressivo maggiore nella prima età adulta rispetto alla popolazione generale. Inoltre, tenderanno ad adottare uno stile di risposta basato sulla rimuginazione, incrementando i sentimenti negativi e depressivi.

 

A cura di Federico Baranzini

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Moreno Mattioli - morenomattioli.wordpress.com's curator insight, June 9, 2014 1:05 PM

Quando e come si manifesta la depressione nelle donne in gravidanza.

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Depressione: scoperta nuova probabile causa

La depressione rappresenta un disturbo dell'umore i cui dati relativi all'incidenza ed invalidità richiedono particolare attenzione. Nonostante sia una patologia molto diffusa, ancora non si conoscono con certezza le cause che la elicitano, ma solo cause possibili. Una nuova ricerca condotta dai ricercatori dell'Hebrew University of Jerusalem ha aperto le porte alla considerazione di un'ulteriore causa della depressione.

 

 All'interno della ricerca è stata focalizzata l'attenzione sul coinvolgimento di un tipo particolare di cellule cerebrali chiamate cellule microgliali, nello sviluppo di sintomi depressivi in seguito a stress cronico. Sono stati sottoposti a stress cronico alcuni ratti per cinque settimane e sono stati notati gli stessi sintomi depressivi sviluppati dagli umani. E' stato notato, inoltre, che all'inizio dell'esperimento le cellule microgliali si sono attivate e riprodotte, per poi morire dopo la quinta settimana. Notando questo fenomeno, i ricercatori hanno provato a bloccare, attraverso alcuni farmaci, l'attivazione iniziale di queste cellule così come la loro successiva morte, ottenendo come effetto la possibilità di inibire i sintomi depressivi.

Essi sono stati in grado di dimostrare che cambiamenti nelle microglia risiedono alla base di alcuni sintomi depressivi indotti dallo stress cronico e che alcune sostanze che alterano il funzionamento delle stesse, possono fungere da nuovi ed efficaci antidepressivi.

 

A cura di:

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I sintomi del disturbo bipolare e le terapie più adatte

I sintomi del disturbo bipolare e le terapie più adatte | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Chi soffre di disturbo bipolare nell’arco della sua esistenza può notare episodi ipomaniacali, misti e depressivi, ma anche solo episodi maniacali e le fasi si possono alternare con una velocità impressionante, senza spiegazioni, senza motivazioni, tanto da rendere spesso la vita impossibile, non solo per chi ne soffre ma anche per chi sta loro accanto.

 

Quali sono, allora, i trattamenti per il disturbo bipolare? Scopo dello psicoterapeuta sarà quello di rendere stabile l’umore, diminuendo la frequenza e la gravità degli episodi depressivi e maniacali, cercando anche di prevenire possibili ricadute. Si possono usare dei farmaci appositi, come gli stabilizzatori dell’umore e gli antidepressivi, mentre sono assolutamente consigliate sedute di psicoterapia che possono aiutare sia le persone che soffrono di disturbo bipolare sia i loro famigliari.


A cura di Federico Baranzini

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Mobbing e Depressione: possibile il risarcimento del dipendente

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Liquidato il danno non patrimoniale da dequalificazione professionale sulla base del 50% dello stipendio lordo.

 

Con la sentenza 1012/13, il giudice del lavoro designato, ha riconosciuto il diritto al risarcito del danno biologico - conseguenza dell’ansia e della depressione, nonché morale, al lavoratore cui non siano stati consentiti gli aggiornamenti e affidati compiti marginali rispetto al bagaglio professionale acquisito con gli studi e l’esperienza, sulla base di un’assunta incompatibilità ambientale.

 

A cura di Federico Baranzini

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Massaggio: Effetti positivi sulla depressione in persone con HIV

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Gli obiettivi dello studio erano di determinare se la terapia del massaggio era in grado di ridurre i sintomi della depressione in persone con HIV (Human Immunodeficiency Virus).


I partecipanti allo studio sono stati assegnati ad uno dei tre gruppi che prevedevano, rispettivamente e parallelamente, sedute di massaggio svedese (trattamento attivo), tocco generico e nessun trattamento (due gruppi di controllo).


Il tutto per otto settimane. Lo studio è stato realizzato presso il “Department of Psychiatry and Behavioral Neurosciences – Cedars-Sinai Medical Center” di Los Angeles (California). 


Gli autori della sperimentazione ritengono che il massaggio possa ridurre i sintomi della depressione in persone con HIV. Osservano infine che la durata della risposta, la “dose” ottimale di massaggio e i meccanismi grazie i quali il massaggio può esercitare i suoi effetti antidepressivi restano da determinare.


A cura di Federico Baranzini

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I sintomi della personalità bipolare e il test per riconoscerla

I sintomi della personalità bipolare e il test per riconoscerla | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Si parla di personalità bipolare quando parliamo di persone affette dal ben noto disturbo bipolare, un disturbo che, secondo gli esperti, interessa una persona ogni 100.

 

Riconoscere i sintomi del disturbo bipolare non è sempre facile. Generalmente lo stesso paziente si rivolge ad un medico, e lo fa in genere durante quella che viene definita la “fase depressiva”, una fase i cui sintomi sono appunto quelli che caratterizzano la depressione, dunque una forte sensazione di fatica, umore depresso, idee di morte, risvegli notturni angoscianti, mancanza di appetito e così via.

 

A questa fase, possono alternarsi la fase maniacale o quella ipomaniacale. Nel primo caso, il paziente avrà un umore molto elevato, percepito “anomalo” da chi lo circonda, si sentirà pieno di energie, disinibito, spenderà grandi somme di denaro, sarà più provocatorio ed anche aggressivo, allegro ed infaticabile, e potrebbe anche abusare di droghe ed alcool.

 

Cliccando qui (http://www.psichiatra-a-milano.it/test-scale-e-questionari-di-valutazione-psicopatologica/test-di-valutazione-per-distubo-bipolare-dellumore-i-e-ii/) troverete un test utile per comprendere se siano in corso delle fasi ipomaniacalio se sia necessario consultare uno specialista. Il test non ha comunque valenza diagnostica.

 

A cura di Federico Baranzini

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Vincere la depressione: Una dieta ricca di acidi grassi può aiutare la psicoterapia

Vincere la depressione: Una dieta ricca di acidi grassi può aiutare la psicoterapia | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it
Gli alimenti che ingeriamo quotidianamente hanno una profonda influenza sul nostro stato d’animo. Molto più di quanto non siamo disposti a riconoscere. Per esempio, diversi studi hanno dimostrato che il cioccolato migliora lo stato d’animo e ci rende più felici
La depressione è una delle patologie che più dipendono dallo stato di salute generale e la dieta che seguiamo. Infatti, si conosce che durante i 18 mesi seguenti all’infarto del miocardio, circa un quinto dei pazienti sviluppa depressione maggiore, i due terzi sperimenta almeno un episodio di depressione e approssimativamente a un terzo di questi viene diagnosticata la depressione clinica. Anche se una dieta sana non rappresenta la cura definitiva per la depressione, può comunque contribuire ad alleviarne i sintomi ed essere uno dei pilastri fondamentali della psicoterapia. L’ideale sarebbe includere nella nostra alimentazione quotidiana cibi che contengano sia acidi grassi Omega-3 che Omega-6. Gli Omega-3 li troviamo nei frutti di mare, il pesce azzurro, gli spinaci e il cetriolo. Gli Omega-6 si trovano nelle mandorle, nell’avocado, nei cereali e nelle uova. A cura diFederico Baranziniwww.psicoterapeuta-a-milano.it 
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Cos'è la distimia, le cause e le terapie più adatte

Cos'è la distimia, le cause e le terapie più adatte | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

La distimia o disturbo distimico rappresenta un disturbo dell'umore. A differenza della depressione, si manifesta con sintomi più attenuati, meno gravi, ma più duraturi nel tempo.

 

Sintomi

I sintomi depressivi della distimia caratterizzano gran parte della giornata di chi ne soffre e perdurano per almeno due anni. Tra essi si rintracciano: apatia, stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, umore depresso, disturbi del sonno, scarso appetito o sovralimentazione, bassi livelli di autostima, isolamento ocn conseguente riduzione delle attività sociali, insicurezza, rabbia, senso di incapacità, difficoltà di decision making.

 

Cause

Non si può affermare con certezza quali siano le cause che generano un disturbo distimico, così come un disturbo dell'umore. Sono state ipotizzate alla base della distimia delle cause o fattori ambientali, genetici e biochimici che potrebbero generarla o comunque che potrebbero contribuire al suo sviluppo.

 

Come curare la distimia

Nel momento in cui la distimia viene diagnosticata ed accertata, si potrebbero ipotizzare un trattamento farmacologico e la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico. In particolar modo la psicoterapia mette il soggetto nella condizione di poter ricevere un aiuto ed un supporto, di prendere consapevolezza del proprio disturbo, di modificare le convinzioni spesso disfunzionali relative ad esso e di apprendere nuove strategie di fronteggiamento del problema.

 

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Scoperto nel cervello il centro delle decisioni

Scoperto nel cervello il centro delle decisioni | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Un gruppo di scienziati canadesi dell'Università della British Columbia, attraverso uno studio condotto su alcuni ratti, ha scoperto che l'area del cervello adibita alle decisioni è una piccola regione cerebrale chiamata abenula laterale, area implicata nella depressione e nei comportamenti antisociali.

 

Studio

Lo studio ha previsto l'addestramento di alcuni ratti che prevedeva la scelta tra un premio piccolo (una pallina di cibo) o un premio più consistente (4 palline) che appariva in modo altalenante. E' stato notato che gli animali in questione propendevano per il premio più grande quando il prezzo da pagare (ovvero il tempo che doveva passare prima di ricevere il premio) era minore; nel caso in cui il tempo era maggiore preferivano orientarsi sul premio più piccolo. Una fase dell'esperimento ha previsto la sospensione dell'attività dell'abenula laterale e in questo caso è stato notato che i ratti non riuscivano a scegliere l'alternativa più conveniente e pertanto hanno iniziato a prendere decisioni a caso.

 

Per i conduttori dell'esperimento, l'idea che l'abenula laterale abbia un ruolo fondamentale nelle decisioni, potrebbe portare a notevoli implicazioni e risvolti nel trattamento della depressione, attraverso, secondo il Prof. Stan Floresco, la stimolazione cerebrale profonda che causa l'inattivazione di quest'area. Egli ha affermato: "le nostre osservazioni suggeriscono che questi miglioramenti non avvengono perchè i pazienti si sentono più felici, semplicemente la depressione migliora perchè non riescono più ad occuparsi di ciò che prima li rendeva depressi".

 

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Psicologia, la depressione è la seconda causa di disabilità nel mondo

Psicologia, la depressione è la seconda causa di disabilità nel mondo | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

E' stato condotto uno studio dai riceratori della School of Population Health dell'Università del Queensland in Australia coordinato da Alize Ferrari, con l'obiettivo di valutare e classificare i disturbi, organici e non, e le cause che generano disabilità e che mettono a rischio la salute globale.

 

La prima causa di disabilità nel mondo si è rivelata essere il mal di schiena seguita da un disturbo psicologico quale la depressione. I dati ottenuti e le relative analisi effettuate su di essi, hanno portato a considerare la depressione come un problema sanitario globale da non sottovalutare.

 

I casi di depressione si manifestano in modo non omogeneo nel mondo. I tassi maggiori di questo disturbo psicologico sono stati rilevati in Medio Oriente e nel Nord Africa, mentre i tassi minori sono stati registrati in Giappone. E' emerso, inoltre, che una tipologia particolare di depressione, ovvero il Disturbo Depressivo Maggiore, si troverebbe all'undicesimo posto della classifica stilata delle malattie che possono enficiare la salute dell'essere umano, ma si classifica al quinto posto in Europa Centrale ed Orientale e al quarto posto in Europa Occidentale.

 

Stando ai dati emersi dalla presente ricerca, la depressione rappresenta un disturbo su scala mondiale che non va sottovalutato sia per l'incidenza che mostra e sia per la sintomatologia che crea un impatto notevole e debilitante per chi ne soffre. 

 

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La psicoterapia del Disturbo Bipolare

La psicoterapia del Disturbo Bipolare | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Spesso il disturbo bipolare viene scambiato e confuso con la depressione, eppure entrambi i disturbi sono diversi: la depressione è caratterizzata da una costante deflessione dell'umore, mentre il disturbo bipolare è caratterizzato dal passaggio da un umore depresso ad un umore esaltato tendente all'irritabilità.

A sostenere la diversità dei due disturbi non solo a livello sintomatologico, ma anche a livello cerebrale, vi è uno studio dei ricercatori dell'Università di Pittsburgh condotto su 54 donne (18 con disturbo bipolare, 18 con disturbo depressivo maggiore e 18 sane). Queste donne sono state sottoposte a degli esami clinici basati sulla rilevazione del flusso sanguigno nelle regioni del cervello associate alla depressione.

 

I risultati hanno permesso di scoprire che la misurazione del flusso sanguigno è in grado di identificare con l'81% di accuratezza la presenza di depressione maggiore o la presenza di disturbo bipolare.

Il Prof. Almeida, principale autore dello studio ha affermato: "Questi risultati potrebbero permettere un giorno di prevedere il comportamento bipolare futuro nei giovani adulti che non hanno mostrato alcun sintomo, garantendo un trattamento precoce e più accurato. I ricercatori dovranno testare queste nuove tecnologie in un campione più ampio e in uno studio multi-centrico".

 

Per approfondimenti e consulenze in merito consultate la pagina:
www.psichiatra-a-milano.it

 

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Rischio di Parkinson tre volte maggiore per chi soffre di depressione

Rischio di Parkinson tre volte maggiore per chi soffre di depressione | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Sono stati condotti diversi studi che hanno cercato di far luce, partendo dalla depressione, sui suoi ipotetici collegamenti con atre malattie quali il cancro e l'icuts, sulla comorbidità e sulla possibilità che da essa possano scaturire altre condizioni mediche. Importante in tal senso è lo studio condotto dai ricercatori del Veterans General Hospital di Taipei a Taiwan, supervisionato dal Dott. Albert C. Yang.

 

Studio

Il campione preso in considerazione era composto da 4.634 persone con depressione e 18.544 persone senza depressione, di cui sono state visionate le cartelle cliniche per oltre 10 anni, con l'obiettivo di valutare il rischio di malattia di Parkinson nelle persone affette da depressione.

 

Risultati

66 dei partecipanti che appartenevano al gruppo di soggetti con depressione, hanno ricevuto una diagnosi di Parkinson, così come le 97 persone senza depressione. E' stata riscontrata una probabilità più alta di 3,24 volte di sviluppare la malattia di Parkinson nei soggetti con depressione rispetto ai soggetti senza depressione.

Lo studio ha suggerito che la depressione può essere un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo del Parkinson al pari dell'età avanzata e delle difficoltà nel curare la depressione.

 

A cura di:
www.federicobaranzini.it

 

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