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Disturbo depressivo post partum: l'importanza di intervenire precocemente

Disturbo depressivo post partum: l'importanza di intervenire precocemente | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Il disturbo depressivo post partum, più comunemente conosciuto come depressione post-partum, è un disturbo psichico che affligge numerose donne in gravidanza.

 

Secondo recenti statistiche le donne maggiormente predisposte alla depressione post partum hanno in media 35 anni, un buon livello di istruzione, un livello economico medio, sono sposate o convivono. 

 

Non esiste però un profilo economico, sociale e anagrafico standard della donna predisposta alla depressione post partum. E' un disturbo al contrario molto diffuso che può affliggere tutte le donne.

 

In particolare, la propensione a tale disturbo è più diffusa nelle donne che hanno già manifestato episodi depressivi e/o ansiogeni :«Chi ha avuto complicazioni durante l’attuale gravidanza o in precedenza e chi ha già sofferto in precedenza di depressione o di ansia è più a rischio di soffrirne nuovamente - spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e coordinatore dello studio che ha tracciato il possibile identikit delle "mamme in pericolo" -. Crisi economica, disoccupazione e scarso supporto da parte del partner, della famiglia e degli amici non fanno che aggravare la situazione, perché il sostegno lavorativo e familiare è fondamentale».


Molto spesso i primi sintomi della depressione post-partum si manifestano durante la gravidanza e, se interpretati correttamente, consentono di curare tale disturbo precocemente. La terapia precoce consente una maggiore probabilità di eliminazione del disturbo, che si attesta intorno al 90%.


«È indubbio che i bruschi cambiamenti ormonali che avvengono durante il puerperio sono alla base della possibile depressione perinatale - spiega Mauro Busacca, direttore dell’Ostetricia e Ginecologia al Fatebenefratelli e Oftalmico -. E poiché è sempre più frequente negli ospedali il ricorso alla dimissione precoce c’è troppo poco tempo per i medici e le ostetriche per capire i sentimenti, le paure e la vulnerabilità psicologica delle nuove mamme. Ecco perché è importante individuare le pazienti a rischio di depressione post parto ancor prima del parto e dedicare a loro maggior attenzione e assistenza, eventualmente anche a domicilio».

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Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano
News e aggiornamenti sui più importanti Disturbi dell'Umore. Psicologia e Psicoterapia della Depressione a Milano e Online. www.psicoterapeuta-a-milano.it
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Dott Federico Baranzini - Psicoterapeuta per i Disturbi dell'Umore a Milano e Como

Dott Federico Baranzini - Psicoterapeuta per i Disturbi dell'Umore a Milano e Como | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Psichiatra e Psicoterapeuta, si occupa da anni di Disturbi dell'Umore per le quali offre serivizi di diagnosi e terapia nel proprio studio di Milano e a Como presso la Casa di Cura Le Betulle.

 

In particolare tratta:

Depressione Reattiva Nevrotica

Depressione Maggiore con o senza psicosi

Episodi depressivi minori da stress

Disturbo Bipolare dell'Umore tipo 1 e 2

Distimia

Distimia Bipolare

Disturbo Maniacale

 

Per maggiori informazioni e consulti:

http://www.psicoterapeuta-a-milano.it

 

Per altre necessità o urgenze potete contattare il dott Baranzini al numero 388 1044 874.

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Perché chi non dorme rischia la depressione

Perché chi non dorme rischia la depressione | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

"E' opinione diffusa che l'insonnia sia solo un effetto collaterale della depressione. Recenti ricerche hanno evidenziato invece come i disturbi del sonno possano in alcuni casi innescare meccanismi che provocano disturbi dell'umore. Da sintomo l'insonnia diventa causa". Così si è espresso Peter Meerlo, ricercatore olandese dell'Università di Groningen, che insieme ad altri ricercatori ha cercato di scoprire e dimostrare come dall'insonnia si può arrivare a sviluppare depressione e non solo viceversa.

 

I ricercatori, nel loro studio, hanno monitorato cavie da laboratorio sottoposte a cicli di sonno di 4 ore al giorno, quindi sottoposte a deprivazione. A distanza di una settimana sono state riscontrate delle alterazioni nel sistema che regola la risposta allo stress (asse ipotalamo- ipofisi- surrene), sistema le cui alterazioni sono correlate a disturbi dell'umore. E' stata riscontrata, inoltre, un'alterazione a livello della quantità delle cellule dell'ipotalamo , una riduzione del volume dello stesso e una riduzione della sensibilità di alcune cellule nervose alla serotonina.

 

Lo studio ha dimostrato anche che, se si ripristinano i normali cicli di sonno negli animali del campione, i cambiamenti avvenuti nel cervello degli stessi si ripristinano impiegando però diverso tempo. E come riporta il leader dello studio "Se vengono trascurati possono provocare effetti anche gravi".

 

A cura di Federico Baranzini

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La morte improvvisa di una persona cara può provocare disturbi psichiatrici

La morte improvvisa di una persona cara può provocare disturbi psichiatrici | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

La perdita improvvisa di una persona cara, oltre a rappresentare un evento doloroso, potrebbe rappresentare anche un evento dal quale potrebbero emergere dei disturbi mentali, predisponendo il soggetto verso lo sviluppo di disturbi psichiatrici, di maggiore o minore rilevanza.

 

A tal riguardo è stato condotto uno studio all'interno della Columbia University. Il campione era composto da 27.534 soggetti tra i 30 e oltre i 70 anni, facenti parte del "National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions", i quali sono stati sottoposti a delle domande relative i lutti che hanno caratterizzato la loro famiglia. La morte improvvisa di una persona cara è stata definita dal 20-30 % dei soggetti come l'evento più traumatico della propria vita, ma non solo. I soggetti più giovani del campione hanno mostrato che quest'evento ha raddoppiato il rischio relativo all'insorgenza di un disturbo psichiatrico, e nei soggetti tra i 50 ed oltre i 70 anni questo rischio si è mostrato quintuplicato. La maggior parte del campione però non ha sviluppato problemi in tal senso in seguito all'evento, ma è stato riscontrato un aumento del rischio di depressione maggiore, attacchi di panico, fobie e disturbo post-traumatico da stress e dipendenza da alcol. 

Lo studio ha dimostrato, a detta della ricercatrice "quanto, anche negli adulti senza storia di disturbi psichiatrici, questo è un periodo vulnerabile di rischio per l'insorgenza di un disturbo psichiatrico potenzialmente invalidante".

 

A cura di

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Migliorare L'Umore: Integratori Alimentari, Erbe e Vitamine

Migliorare L'Umore: Integratori Alimentari, Erbe e Vitamine | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Al di là dei tradizionali farmaci impiegati per il trattamento dei disturbi dell'umore, spesso è consigliabile modificare i propri stili di vita come effettuare esercizio fisico all'aperto, seguire un'alimentazione corretta e completa e assumere degli integratori specifici che migliorano l'umore. Ciò è stato confermato da H. Emmons, psichiatra presso l'Università del Minnesota. Per quanto non vi sia ancora un accordo unanime e si mostrano necessarie ulteriori ricerche,è possibile effettuare una panoramica dei metodi complementari più comunemente utilizzati per trattare disturbi dell'umore. 

 

Tra i maggiori potenziali stimolatori dell'umore si riscontrano: l'erba di San Giovanni (pianta a fiori gialli i cui composti producono effetti medicinali), Valeriana ( rimedio naturale che aiuta a contrastare l'insonnia e alleviare l'ansia), Lavanda (utilizzata per infondere rilassamento), Vitamina B (raccomandata da Emmons poichè è essenziale per il metabolismo cellulare e per il normale funzionamento del sistema nervoso centrale), Omega-3 ( utilizzati per il trattamento della depressione e altri problemi psichiatrici), Kava Kava ( bevanda utile per alleviare i sintomi d'ansia la quale però è sconsigliata per chi ha malattie epatiche o per chi sta usando farmaci che intaccano il fegato).

 

Per quanto riguarda l'esercizio fisico Emmons afferma che: "Probabilmente si tratta del miglior trattamento alternativo per la depressione". E' stato dimostrato che correndo si rilascia endorfina, uno stimolatore dell'umore.

 

Al di là di questi metodi alternativi per gestire periodi particolari di stress o lievi disturbi dell'umore,per le forme più gravi è opportuno rivolgersi al medico.

 

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L'umorismo aiuta il cervello ad affrontare lo stress

Il senso comune ha sempre condotto a pensare che essere solari, positivi ed essere caratterizzati da umorismo, aiuti ad affrontare meglio le difficoltà della vita e ad approcciarsi ad esse in maniera differente. Ma, ad affermare scientificamente l'importanza dell'umorismo nella vita, vi è Scott Weems, ricercatore dell'Università del Maryland. Egli ha ripercorso l'evoluzione delle ricerche scientifiche dimostrando i benefici dell'humor sulla salute psicologica, la flessibilità e la preparazione della mente ad affrontare lo stress grazie all'umorismo.

 

Tra le diverse ricerche riportate si riscontrano:

- Studio dell'Università di Te Aviv del 1976 grazie al quale è stato dimostrato che ascoltare la registrazione di uno spettacolo comico prima di essere sottoposti ad un test per la valutazione delle capacità creative migliora del 20% i risultati ottenuti.

- Studio dell'Università del Maryland del 1987 il quale ha dimostrato che guardare una commedia riesce ad aumentare più del doppio la capacità di risolvere un rompicapo.

- Studio del College of William and Mary del1998 che ha permesso di valutare l'influenza dell'umorismo sul miglioramento delle prestazioni ottenute in compiti di ragionamento spaziale.

- Studio dell'Università del North Carolina del 2000 il quale ha dimostrato che guardare una commedia prima di un film cruento riduce lo stress psicologico prodotto da quest'ultimo.

 

E' importante però distinguere l'umorismo dal sarcasmo, il quale potrebbe rappresentare un sintomo negativo del proprio stato psicologico, soprattutto se usato verso se stessi. Nicholas Kuiper ha infatti riscontrato un'associazione tra questo tipo di umorismo e casi di depressione, ansia e bassa autostima.

 

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Depressione: la terapia con il litio verso una maggiore sicurezza

Depressione: la terapia con il litio verso una maggiore sicurezza | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Negli ultimi anni, per ovviare agli effetti collaterali prodotti dagli psicofarmaci somministrati per il trattamento dei disturbi del'umore, è stata proposta ed indagata l'efficacia di una nuova terapia basata sulla somministrazione del salicilato di litio. Esso rappresenta una forma di sale alternativa che sembra mantenere costanti i livelli nel sangue e nel cervello fino a 48 ore dopo l'assunzione della dose orale.

 

A tal proposito è stato condotto uno studio su animali da laboratorio. Nello specifico i ricercatori hanno testato due sali di litio: il salicilato e il lattato. Entrambi sono strutturalmente diversi dal carbonato di litio. Secondo i loro test di laboratorio, i topi hanno ottenuto effetti completamente diversi relativi al modo in cui il corpo assorbe distribuisce e si libera di un farmaco, rispetto al classico carbonato approvato dall'FDA.

 

Pertanto il salicilato di litio risulta efficace e senza alti picchi tossici rispetto al carbonato di litio, utilizzato attualmente. Quest'ultimo, una volta assunto, comporta degli effetti collaterali come tremori, diarrea, vomito e disturbi tiroidei. 

Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio sulle diverse forme di sali di litio, se verranno confermati gli stessi risultati sugli esseri umani, ciò consentirebbe l'assunzione meno frequente del farmaco e soprattutto con effetti collaterali ridotti.

 

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La ricerca delle basi genetiche nel disturbo bipolare – Psicologia

La ricerca delle basi genetiche nel disturbo bipolare – Psicologia | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Il disturbo bipolare rappresenta un disturbo dell'umore caratterizzato dall'alternanza di fasi maniacali ed episodi depressivi. La sua eziologia non è del tutto ancora conosciuta, anche se diversi studi hanno cercato di indagare il ruolo della componente genetica nello sviluppo del presente disturbo, tra cui quello condotto dai ricercatori dell'UCLA.

 

Per lo studio sono stati reclutati  738 soggetti adulti appartenenti a famiglie numerose della Colombia, di cui alcuni con pregressa diagnosi di disturbo bipolare, 181 con diagnosi di disturbo bipolare grave e altri familiari non affetti. Questa popolazione fino a quel momento non era entrata in contatto con altre popolazioni e quindi ha rappresentato un campione ideale su cui effettuare studi genetici rispetto alla popolazione generale.

Gli strumenti di valutazione utilizzati sono stati: questionari di valutazione del temperamento e dei tratti di personalità e test neuropsicologici che indagavano diverse funzioni cognitive.

 

Dall'analisi dei risultati è emerso che circa 50 di queste misure avevano un'influenza genetica ed è stato scoperto che lo spessore della sostanza grigia nelle regioni temporali e prefrontali, adibite alle funzioni linguistiche e altre funzioni di ordine superiore, sarebbe il candidato più promettente per il mappaggio genetico, sulla base sia delle forti basi genetiche che dell'associazione con il disturbo.

Questi risultati erano già stati ottenuti da studi minori condotti su popolazioni diverse e ciò ha rappresentato un elemento di stupore per i ricercatori considerando il corredo genetico unico e l'ambiente di provenienza del campione.

 

Il presente studio getta le basi per la ricerca e l'individuazione futura, tramite ulteriori studi e l'analisi del genoma di questa popolazione, di geni specifici responsabili del rischio di sviluppare il disturbo bipolare. 

 

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La tiroide attiva aumenta il rischio di depressione

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Uno studio condotto dall' Erasmus Medical Center di Rotterdam in Olanda, ha cercato di analizzare la relazione che intercorre tra l'attività della tiroide e la salute mentale soprattutto degli anziani, effettuando notevoli scoperte.

 

Il campione preso in considerazione era composto da 1.503 soggetti con un'età media di 70 anni risultanti non depressi dalle risposte fornite ad un questionario somministrato all'inizio dello studio. I livelli di attività della tiroide durante lo studio sono stati misurati attraverso la valutazione dei livelli di TSH, ormone che avvisa la tiroide della necessità di rilasciare ormoni. Quando i livelli del presente ormone sono bassi, ciò permette di affermare che la tiroide è attiva.

 

Durante gli 8 anni successivi sono stati valutati nel campione la presenza di sintomi depressivi. Dividendo i partecipanti in 3 gruppi in base al livello di TSH, si è notato che in coloro che presentavano livelli bassi o normali del TSH e che quindi si suppone avessero una tiroide più attiva, era più probabile riscontrare sintomi depressivi.

 

Questi risultati hanno suggerito che "anche una piccola variazione nel funzionamento della tiroide può produrre effetti sulla salute mentale simili a quelli prodotti dai classici disturbi della tiroide e questi risultati aiutano a comprendere meglio il ruolo della tiroide sulle emozioni e quanto il suo funzionamento può influenzare la diagnosi e il trattamento della depressione e la cura dei disturbi ad essa correlati".

 

A cura di Federico Baranzini

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La depressione materna - Psicologia

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La depressione rappresenta una condizione patologica che può manifestarsi non soltanto in seguito al parto prendendo il nome di depressione post partum, ma anche durante la gravidanza. Alcuni studi hanno dimostrato che una percentuale tra il 25% ed il 35% di donne in gravidanza manifesta sintomi depressivi e che il 20% di donne può soddisfare i criteri per la diagnosi di depressione.

 

Ma cosa causa il manifestarsi di sintomi depressivi in gravidanza? La depressione in gravidanza sembra essere associata e dovuta a cambiamenti ormonali che avvengono durante questa fase di vita. Ciò non preclude il fatto che alla base vi sia già un livello di vulnerabilità il quale, associato a fattori ormonali, comporta un ulteriore esposizione allo stress.

 

La depressione però non ha conseguenze negative solo sulla madre, ma anche sul bambino, infatti è stato dimostrato che i bambini di madri affetti da questa patologia, sono più a rischio di sviluppare disturbi depressivi e ansiosi.

 

Secondo Gibb et al., (2012), i bambini di madri con una storia di depressione maggiore sono 3-4 volte più propensi ad incontrare i criteri del disturbo depressivo maggiore nella prima età adulta rispetto alla popolazione generale. Inoltre, tenderanno ad adottare uno stile di risposta basato sulla rimuginazione, incrementando i sentimenti negativi e depressivi.

 

A cura di Federico Baranzini

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Moreno Mattioli - morenomattioli.wordpress.com's curator insight, June 9, 1:05 PM

Quando e come si manifesta la depressione nelle donne in gravidanza.

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Depressione: scoperta nuova probabile causa

La depressione rappresenta un disturbo dell'umore i cui dati relativi all'incidenza ed invalidità richiedono particolare attenzione. Nonostante sia una patologia molto diffusa, ancora non si conoscono con certezza le cause che la elicitano, ma solo cause possibili. Una nuova ricerca condotta dai ricercatori dell'Hebrew University of Jerusalem ha aperto le porte alla considerazione di un'ulteriore causa della depressione.

 

 All'interno della ricerca è stata focalizzata l'attenzione sul coinvolgimento di un tipo particolare di cellule cerebrali chiamate cellule microgliali, nello sviluppo di sintomi depressivi in seguito a stress cronico. Sono stati sottoposti a stress cronico alcuni ratti per cinque settimane e sono stati notati gli stessi sintomi depressivi sviluppati dagli umani. E' stato notato, inoltre, che all'inizio dell'esperimento le cellule microgliali si sono attivate e riprodotte, per poi morire dopo la quinta settimana. Notando questo fenomeno, i ricercatori hanno provato a bloccare, attraverso alcuni farmaci, l'attivazione iniziale di queste cellule così come la loro successiva morte, ottenendo come effetto la possibilità di inibire i sintomi depressivi.

Essi sono stati in grado di dimostrare che cambiamenti nelle microglia risiedono alla base di alcuni sintomi depressivi indotti dallo stress cronico e che alcune sostanze che alterano il funzionamento delle stesse, possono fungere da nuovi ed efficaci antidepressivi.

 

A cura di:

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I sintomi del disturbo bipolare e le terapie più adatte

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Chi soffre di disturbo bipolare nell’arco della sua esistenza può notare episodi ipomaniacali, misti e depressivi, ma anche solo episodi maniacali e le fasi si possono alternare con una velocità impressionante, senza spiegazioni, senza motivazioni, tanto da rendere spesso la vita impossibile, non solo per chi ne soffre ma anche per chi sta loro accanto.

 

Quali sono, allora, i trattamenti per il disturbo bipolare? Scopo dello psicoterapeuta sarà quello di rendere stabile l’umore, diminuendo la frequenza e la gravità degli episodi depressivi e maniacali, cercando anche di prevenire possibili ricadute. Si possono usare dei farmaci appositi, come gli stabilizzatori dell’umore e gli antidepressivi, mentre sono assolutamente consigliate sedute di psicoterapia che possono aiutare sia le persone che soffrono di disturbo bipolare sia i loro famigliari.


A cura di Federico Baranzini

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Mobbing e Depressione: possibile il risarcimento del dipendente

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Liquidato il danno non patrimoniale da dequalificazione professionale sulla base del 50% dello stipendio lordo.

 

Con la sentenza 1012/13, il giudice del lavoro designato, ha riconosciuto il diritto al risarcito del danno biologico - conseguenza dell’ansia e della depressione, nonché morale, al lavoratore cui non siano stati consentiti gli aggiornamenti e affidati compiti marginali rispetto al bagaglio professionale acquisito con gli studi e l’esperienza, sulla base di un’assunta incompatibilità ambientale.

 

A cura di Federico Baranzini

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Massaggio: Effetti positivi sulla depressione in persone con HIV

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Gli obiettivi dello studio erano di determinare se la terapia del massaggio era in grado di ridurre i sintomi della depressione in persone con HIV (Human Immunodeficiency Virus).


I partecipanti allo studio sono stati assegnati ad uno dei tre gruppi che prevedevano, rispettivamente e parallelamente, sedute di massaggio svedese (trattamento attivo), tocco generico e nessun trattamento (due gruppi di controllo).


Il tutto per otto settimane. Lo studio è stato realizzato presso il “Department of Psychiatry and Behavioral Neurosciences – Cedars-Sinai Medical Center” di Los Angeles (California). 


Gli autori della sperimentazione ritengono che il massaggio possa ridurre i sintomi della depressione in persone con HIV. Osservano infine che la durata della risposta, la “dose” ottimale di massaggio e i meccanismi grazie i quali il massaggio può esercitare i suoi effetti antidepressivi restano da determinare.


A cura di Federico Baranzini

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Depressione: allattamento al seno dimezza rischio donne

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In seguito al parto, l'allattamento al seno del proprio figlio rappresenta un evento importante per ogni donna ed un modo per ridurre il rischio di sviluppare depressione post- partum.

 

E' stato condotto uno studio da parte dell'Università di Cambridge in merito alla relazione tra l'allattamento al seno e la depressione, in cui sono stati analizzati i dati di 13.998 nascite nel Sud- Est dell'Inghilterra.

Dai risultati è emerso che le donne che hanno pianificato di allattare al seno e che poi sono riuscite a farlo, mostravano il 50% di probabilità in meno di soffrire di depressione post- partum. Si è ,invece, riscontrato un rischio di depressione più che raddoppiato tra le donne che volevano allattare al seno ma che successivamente non sono riuscite a farlo.

 

I ricercatori hanno ipotizzato che , nell'analisi della relazione tra allattamento al seno e depressione,  un'influenza importante è dettata dalla mancanza di ormoni rilasciati durante la produzione di latte.

Questi ultimi hanno concluso dicendo: "L'allattamento al seno può aiutare le madri a rilassarsi e a ridurre lo stress, quindi potrebbe svolgere un ruolo nella prevenzione di problemi di salute mentale".

 

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Depressione: il problema di salute mentale più diffuso in Italia

Depressione: il problema di salute mentale più diffuso in Italia | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

I dati Istat relativi alla salute degli italiani nel 2013 hanno dimostrato un peggioramento nell'ambito della salute mentale e del benessere psicologico, dichiarando la depressione il più diffuso disturbo che riguarda la sfera mentale. Essa rappresenta un disturbo che colpisce circa 2.6 milioni di persone con una prevalenza che si mostra raddoppiata nelle donne rispetto agli uomini.

 

E' stato dimostrato che tra i fattori scatenanti della depressione e quelli che minano la salute mentale vi sono gli eventi dolorosi, la consapevolezza di avere una grave malattia, difficoltà economiche, problemi all'interno del contesto familiare, la perdita del lavoro, l'interruzione del rapporto di coppia e la perdita di una persona cara.

Sulla base di questi elementi, sarebbe opportuno riflettere sul ruolo e sull'importanza del sostegno psicologico nel ridurre e contrastare gli effetti negativi prodotti da questi eventi e sul ruolo e sull'importanza che la prevenzione può avere nel ridurre il rischio di rincorrere in un'alterazione della propria salute mentale.

 

A cura di Federico Baranzini

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Effetti dello stress cronico precoce sul comportamento in età adulta

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Diversi sono gli studi nel panorama scientifico volti ad indagare l'impatto che i fattori di stress precoci e cronici hanno sul comportamento.

 

In particolare, Grigori Enikolopov ha condotto una ricerca con l'obiettivo di valutare gli effetti dell'esposizione ad episodi di stress sociale nell'adolescenza. L'impatto dello stress sul comportamento è stato valutato per mezzo di alcuni test che indagavano i livelli di ansia, depressione e la capacità di socializzazione sia al momento delle esperienze stressanti che in età adulta.

Il campione era composto da due gruppi di topi:

- un primo gruppo (in cui ogni topo era l'equivalente umano di un adolescente) è stato sottoposto ad un evento stressante e cronico ovvero l'attacco di un topo adulto aggressivo, producendo alti livelli di ansia e riduzione dei livelli di interazione sociale con gli altri animali giovani, con annessa riduzione della crescita di cellule nervose in una porzione dell'ippocampo importante per il suo coinvolgimento nella depressione.

- un secondo gruppo il quale, dopo essere stato sottoposto a stress sociali precoci, veniva immesso per diverse settimane in un ambiente non stressante. Questi topi, ormai diventati adulti, non mostrarono più parte degli stessi atteggiamenti dei topi del primo gruppo anche se si notarono due effetti latenti sul comportamento: livelli alterati di ansia e maggiore aggressività nelle interazioni sociali.

 

Ciò porta ad affermare che l'esposizione ad un ambiente ostile durante l'adolescenza ha profonde conseguenze sullo stato psichico ed emotivo e sui comportamenti sociali in età adulta.

 

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Uno spray nasale per curare la depressione

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La depressione, poichè rappresenta un disturbo invalidante e con una prevalenza nella popolazione non sottovalutabile, è stata oggetto di diversi studi e di diverse proposte di intervento e trattamento. In passato essa è stata curata e trattata con la pratica dell'elettroshock, successivamente con l'impiego di psicofarmaci e psicoterapia e, con uno sguardo al presente, anche con metodi alternativi quali meditazione, agopuntura e omeopatia.

 

Oggi, accanto a questi approcci, si colloca una nuova scoperta per la trattazione della depressione, che rappresenta un'alternativa con la speranza di effetti collaterali minimi o nulli, ovvero l'impiego di un peptide. Questo peptide era stato precedentemente utilizzato in un studio che prevedeva l'iniezione di quest'ultimo all'interno del cervello di alcuni animali, con la conseguente riduzione dei sintomi depressivi nei modelli animali, nonostante la procedura fosse invasiva. Oggi, grazie ad ulteriori studi, è stata scoperta una modalità di somministrazione del peptide non invasiva ovvero l'erogazione nasale dello stesso, metodo che permette di far arrivare il peptide alla parte destra del cervello, alleviando i sintomi della depressione nei modelli animali.

 

Questi studi gettano le basi verso una futura ed ipotetica applicazione del medicamento nella pratica clinica umana in modo da ridurre e contrastare i sintomi depressivi.

 

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Pensieri depressivi: non solo parole ma anche percezioni – Psicologia

Pensieri depressivi: non solo parole ma anche percezioni – Psicologia | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

I pensieri depressivi negativi non sono solo accompagnati da pensieri verbali negativi, ma anche da qualità sensoriali. Questo è il risultato proposto da uno studio condotto dall'Università di Amburgo.

 

Nel presente studio è stato preso in considerazione un campione di 356 pazienti con diagnosi di disturbi dell'umore ed, attraverso delle interviste, è stato chiesto loro se i propri pensieri depressivi fossero o meno associati anche ad alcune sensazioni sensoriali (ad esempio se i pensieri autocriticisti fossero associati ad una voce). 

 

Il 57% del campione ha confermato l'ipotesi, ovvero che i pensieri depressivi negativi sono accompagnati anche da proprietà sensoriali. Il 40% ha riferito sensazioni corporee e meno sensazioni uditivi e visive. Ma il dato più interessante emerso dallo studio, riguarda il fatto che anche le persone che hanno riferito sensazioni sensoriali associate a pensieri depressivi negativi erano pazienti con episodi depressivi ricorrenti e con una maggiore percentuale di ricoveri per disturbi dell'umore. Le qualità sensoriali sono risultate direttamente proporzionali alla gravità dei sintomi depressivi.

 

Il presente studio getta le basi per la conduzione di ulteriori studi che approfondiscano e facciano ulteriore luce su come le sensazioni sensoriali nei soggetti depressi possono essere predittive, in modo da comprendere la gravità del quadro psicopatologico e da arricchire i protocolli di trattamento.

 

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Solitudine due volte più dannosa dell'obesità - Psicologia e Terza età

Solitudine due volte più dannosa dell'obesità - Psicologia e Terza età | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Diversi studi hanno mostrato interesse nei confronti della relazione che intercorre tra la solitudine e diversi problemi di salute in persone anziane.

 

In particolare, uno studio, il cui campione era composto da 2000 soggetti over 50, ha scoperto che, coloro i quali erano soli presentavano un rischio di morire maggiore del 14% durante lo studio durato sei anni, rispetto a coloro che non erano soli. E' stato dimostrato anche che la solitudine ha un impatto sulla morte precoce circa 2 volte superiore a quello dell'obesità. La solitudine, come dimostrato da precedenti studi, ha un'alta correlazione con altri problemi di salute tra cui la depressione, l'infarto e l'ictus.

 

Ad ogni modo è stato scoperto che la sola compagnia non è sufficiente ad abbassare le percentuali rilevate in quanto alcuni soggetti del campione si sono mostrati felici nonostante la vita solitaria, altri, nonostante la vicinanza degli amici e dei familiari, si sentivano soli. Pertanto se la solitudine gioca un ruolo fondamentale nei risultati ottenuti, è importante che la persona anziana venga e si senta apprezzata e coinvolta come una persona ancora capace di agire, confrontarsi e relazionarsi.

 

www.psicoterapeuta-a-milano.it

 

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Disturbo bipolare, quando il farmaco può diventare incuria

Disturbo bipolare, quando il farmaco può diventare incuria | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Il disturbo bipolare si colloca all'interno della macro- categoria dei disturbi dell'umore e si caratterizza per l'alternanza di fasi di eccitamento definite episodi maniacali ed episodi in cui l'umore è deflesso, quindi episodi depressivi.

 

Ad una persona con disturbo bipolare di solito viene prescritta, da parte dello psichiatra, una terapia farmacologica che comprende spesso l'assunzione non di un unico farmaco, ma di più farmaci, tramutando la terapia farmacologica in una polifarmacoterapia. L'assunzione di più farmaci di solito viene prediletta poichè sono poche le persone con disturbo bipolare che rispondo ad un solo farmaco.

 

E' importante effettuare un monitoraggio della terapia in quanto si potrebbe rischiare di continuare ad assumere farmaci inefficaci e di aggiungerne altri aumentando la possibilità di sviluppare ulteriori effetti collaterali che si sommano.Per evitare il sovraccarico del paziente da un punto di vista farmacologico, possono essere intraprese altre strade che, incrociandosi con quella percorsa dalla terapia farmacologica, permettono di ottenere notevoli risultati nella trattazione del disturbo.

Si potrebbe ad esempio intraprendere un percorso di psicoterapia che permette al soggetto di riconoscere il disturbo e di sviluppare la capacità di fronteggiare le cause che possono innescarlo.

 

Bisogna sempre tenere a mente che l'obiettivo della presa in carico di un soggetto con disturbo bipolare è quello di indurre una stabilizzazione dell'umore, una riduzione della frequenza e della gravità degli episodi  maniacali e depressivi e la prevenzione delle ricadute.

 

Per approfondimenti e consulenze in merito consultate la pagina:

www.psichiatra-a-milano.it

 

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Obesità e disturbi bipolari: dimostrato un collegamento specifico fra le due patologie

Obesità e disturbi bipolari: dimostrato un collegamento specifico fra le due patologie | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Alcuni ricercatori dell'Università di Pisa hanno condotto uno studio, pubblicato successivamente sulla rivista internazionale "Journal of Affective Disorder", che ha preso in considerazione due patologie in fase di espansione come l'obesità ed i disturbi bipolari.

 

Il campione era composto da 571 soggetti con episodio depressivo maggiore ed è stato definito il livello di obesità attraverso un indice di massa corporea superiore a 30.

Si è riscontrato che l'incidenza del disturbo bipolare fra coloro che erano risultati obesi era del 31,4% rispetto al 19,0% dei non obesi. E' emerso, inoltre, che la presenza di bipolarità era collegata con il grado di obesità, ovvero: i soggetti con un indice di massa corporea tra 30 e 35 mostravano una prevalenza di disturbo bipolare del 27,4% in confronto al 41,7% dei soggetti con un indice di massa corporea superiore a 35.

 

Ciò ha permesso di dimostrare che l'obesità è associata ai disturbi bipolari, che la presenza di questi ultimi è associata ad un incremento del rischio di obesità e quindi è stato dimostrato un collegamento tra le due patologie.

 

Così come affermato da uno dei ricercatori "Uno screening sistematico per il rilievo di sintomi ipomaniacali e di comportamenti di abuso verso il cibo, specialmente in alcune fasi come l'adolescenza, potrebbe avere un effetto preventivo sull'insorgenza di alcune forme di obesità al pari di quanto si verifica per lo sviluppo di alcune forme di tossicodipendenza".

 

A cura di Federico Baranzini

www.federicobaranzini.it

 

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Con la mindfulness si combatte la depressione

Con la mindfulness si combatte la depressione | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Ridurre lo stress e i disturbi ad esso associati: è questo il risultato che molti sperano di ottenere praticando la meditazione. Non tutte le problematiche possono però essere sconfitte efficacemente con questo approccio. Secondo i ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Stati Uniti) gli unici disturbi contro cui la meditazione è davvero efficace sono l'ansia, la depressione e il dolore. Per di più non tutte le pratiche meditative permettono di ottenere gli stessi effetti benefici. L'analisi dei risultati delle ricerche condotte fino ad oggi, pubblicata dai ricercatori statunitensi sulle pagine di JAMA Internal Medicine, hanno infatti svelato che l'approccio più promettente è quello basato sulla cosiddetta mindful meditation.


Altro risultato positivo è l'assenza di effetti collaterali negativi, ragion per cui la meditazione può essere abbinata ad altri trattamenti specifici senza correre rischi. Tuttavia, solo ulteriori studi potranno chiarire se con un approccio diverso è possibile ottenere benefici maggiori rispetto a quelli osservati fino ad oggi.


A cura del Dott Federico Baranzini

www.psicoterapeuta-a-milano.it


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Gravidanza e disturbo bipolare: efficacia ridotta dei farmaci

Gravidanza e disturbo bipolare: efficacia ridotta dei farmaci | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Il disturbo bipolare rappresenta un disturbo dell'umore che può manifestarsi anche in gravidanza. E' stato notato, a tal proposito, che negli Stati Uniti la più alta prevalenza di disturbo bipolare si manifesta fra le donne incinte.

 

E' stato condotto uno studio da parte della Northwestern Medicine il quale ha dimostrato che la gravidanza ed in particolar modo i cambiamenti fisiologici che avvengono, riducono gli effetti dei farmaci assunti per curare il disturbo bipolare, predisponendo le donne ad episodi più frequenti.

E' stato riscontrato, inoltre, non soltanto un aumento della frequenza degli episodi caratteristici del disturbo bipolare, ma anche un peggioramento dei sintomi depressivi.

Lo studio ha permesso di dare una spiegazione a questo fenomeno rilevando che esso è dovuto ad un'alterazione del metabolismo della donna in gravidanza che comporta una diminuzione della concentrazione nel sangue del farmaco "lamitrigina", usato di solito per il trattamento del disturbo.

 

Il presente studio ha gettato le basi per un'ulteriore indagine relativa al dosaggio del medicinale durante la gravidanza e dopo il parto in modo da permettere una regolazione degli episodi e del disturbo stesso.

 

A cura di:
www.federicobaranzini.it

 

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Fumare durante la gravidanza aumenta il rischio di disturbo bipolare nella prole

Fumare durante la gravidanza aumenta il rischio di disturbo bipolare nella prole | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Dagli studi condotti in passato sugli effetti che il fumo in gravidanza produce sul bambino è emerso che il fumo aumenta il rischio che il bambino possa nascere sottopeso e possa sviluppare difficoltà di attenzione durante lo sviluppo.

 

Un recente studio americano ha dimostrato che non sono solo questi gli effetti che il fumo in gravidanza potrebbe avere sul bambino. E' stato dimostrato infatti che il fumo in gravidanza raddoppia il rischio di sviluppare un Disturbo Bipolare nel bambino una volta adulto. Gli autori dello studio sottolineano che non è una conferma nè una sicurezza inevitabile il fatto che il bambino sviluppi sicuramente un Disturbo Bipolare. Essi infatti parlano di quadri esternalizzanti ovvero quei quadri clinici che si sviluppano in età adulta in seguito al fumo in gravidanza come ad esempio il Disturbo di Attenzione e Iperattività, il Disturbo della Condotta, abuso di sostanze, all'interno dei quali non viene classificato il Disturbo Bipolare. Quest'ultimo, però, ha con essi degli elementi in comune come le difficoltà di attenzione, difficoltà di autocontrollo, uso di alcol e droghe e ciò spiegherebbe il perchè può aumentare il rischio di sviluppare un Disturbo Bipolare.

 

Il fumo in gravidanza pertanto può diventare una possibilità che determina specifiche condizioni di vulnerabilità biologica e ambientale.

 

A cura di:

www.federicobaranzini.it 

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Viaggiare come terapia antidepressiva

Viaggiare come terapia antidepressiva | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

Secondo uno studio le persone che fanno spesso viaggi di piacere pare siano meno a rischio morte per infarto e di sviluppare la depressione. I viaggi, poi, farebbero bene anche alla salute del cervello tenendo a bada il declino cognitivo e la demenza


Una medicina insolita, ma a quanto pare efficace: viaggiare.
L’abitudine di prendersi delle pause di piacere, viaggiando, secondo uno studio è un buon modo per allungare la vita, ridurre il rischio d’infarto (o altri eventi cardiovascolari) e di depressione promuovendo allo stesso tempo la salute del cervello.

Gli amanti dei viaggi di piacere possono dunque essere più tranquilli di chi invece non mette mai fuori il naso dalle mura di casa o dal proprio luogo di residenza. I vantaggi del viaggiare si mostrano in benefici sia a livello fisico che mentale e cognitivo – dove esplicano gli stessi effetti del risolvere cruciverba o visitare musei.


A cura di Federico Baranzini

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Troppe diagnosi di disturbo bipolare errate. Anche il DSM se ne accorge

Troppe diagnosi di disturbo bipolare errate. Anche il DSM se ne accorge | Disturbi dell'Umore, Distimia e Depressione a Milano | Scoop.it

In questi ultimi anni stiamo assistendo a un incredibile aumento delle diagnosi di disturbo bipolare da parte della psichiatria internazionale: se ne sono accorti persino gli americani che nel loro tristemente famoso DSM-V hanno modificato, almeno per gli adolescenti, questa tendenza". Lo afferma il professor Alessandro Salvini, già ordinario di psicologia clinica all'università degli studi di Padova.

 

"Secondo il DSM-V per fare diagnosi di disturbo bipolare - dice Salvini - si devono alternare fasi depressive e fasi maniacali che prevedano almeno tre sintomi tra cui ipertrofia dell'ego, spese considerevoli, manie di grandezza". Per Salvini ci sono quadri depressivi "semplicemente reattivi a eventi della vita che si ripetono senza mania: è chiaro che, quando il soggetto esce dalla depressione, riprende a vivere le cose con gusto ma non per questo è maniacale".

 

"Ci sono poi i temperamenti ciclotimici - prosegue Salvini - che non sono certo un quadro psicopatologico. Interessi miliardari girano intorno a questa patologia che certo esiste, ma in misura assai minore di come viene presentata. Purtroppo la discussione su questi temi in Italia viene impedita dalle lobbies che gestiscono il mercato farmaceutico".

 

A cura di Federico Baranzini

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