Disturbi dell'età evolutiva
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Disturbi dell'età evolutiva
In questo spazio ci occupiamo in particolare di difficoltà che riguardano il periodo dell’infanzia.
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Disturbi dell'età evolutiva

Disturbi dell'età evolutiva | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

Per età evolutiva generalmente si intende il periodo di anni che va dall’infanzia all’adolescenza. In questo periodo si producono dei cambiamenti che promuovono lo sviluppo della persona sul piano fisico, cognitivo, affettivo, sociale e del comportamento....

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Dal Web - Roma: al Gemelli nuovo reparto di neuropsichiatria infantile - ASCA.it

Dal Web - Roma: al Gemelli nuovo reparto di neuropsichiatria infantile - ASCA.it | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it
Roma: al Gemelli nuovo reparto di neuropsichiatria infantile
Paola Romitelli's insight:

Il Primo ospedale italiano a mettere in pratica la recente Carta dei Diritti delle Persone con disabilità in Ospedale!!!

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Identikit del bullo perfetto

Identikit del bullo perfetto | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

In un precedentearticolo è stata definita la parola 'bullismo', e si è anche parlato delle vittime del bullo dando alcuni suggerimenti su come devono fare per difendersi.

 

Non abbiamo ancora parlato dei bulli.

 

Chi sono i bulli?

I bulli sono dei bambini che fanno i bulli, cioè che attuano un comportamento aggressivi nei confronti di chi reputano e sentono inferiore per qualche motivo.

 

Perché un bambino si mette a fare il bullo?

Perché i bambini reagiscono diversamente alle brutture della vita. Alcuni bambini a cui è capitato qualcosa che emotivamente hanno percepito come estremamente distruttivo per se stessi, si chiudono in un guscio e diventano aggressivi con gli altri, soprattutto con chi gli ricorda la loro debolezza.

 

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Perché alcuni bambini a scuola sono aggressivi?

Perché alcuni bambini a scuola sono aggressivi? | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

L’essere aggressivi durante l’infanzia può avere motivazioni diverse. Alcune ricerche sottolineano, ad esempio, che l’aggressività di alcuni bambini è dovuta ad una mancanza di strumenti verbali. Sono quindi bambini che hanno avuto, o hanno, un ritardo nello sviluppo del linguaggio ed una povertà lessicale.


Cosa succede quindi? Che in una relazione tra bambini, chi ha un vocabolario più povero, ricorrerà più facilmente all’uso del corpo per comunicare. Viene da sé che se l’emozione da esprimere è la rabbia e/o la frustrazione, il corpo verrà usato come “arma” per colpire l’altro. Strumenti come morsi, calci, pugni, sono molto eloquenti e più facili da usare rispetto alle parole, dove c’è bisogno non solo di competenze linguistiche, ma anche di un buon autocontrollo.

 

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La sindrome di Rett

La sindrome di Rett | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

Dal Manuale dei Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali nela sua IV edizione, il Disturbo di Rett viene annoverato tra i Disturbi Generalizzati dello Sviluppo. Verrà comunque presto eliminato da questo manuale, poiché è stata accertata l'anomalia genetica congenita che la caratterizza.

Si manifesta quasi esclusivamente nelle femmine e colpisce circa 1 persona su 10.000. Generalmente si manifesta durante il secondo anno di vita, o comunque, entro i 4 anni.

Dopo un periodo in cui la bambina cresce e si sviluppa normalmente, si evidenzia una marcata regressione:

tra i 5 e i 48 mesi la crescita della testa rallenta;tra i 6 e i 30 mesi vengono perduti i movimenti finalizzati della mano.

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Insegnare l'autocontrollo

Insegnare l'autocontrollo | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

In quest'ultimo periodo storico la diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività è sempre più frequente. Al di là delle cause di questo aumento della diagnosi, è importante sapere come fare per aiutare un bambino che ha questa diagnosi ed evitare un trattamento farmacologico che “sposta” il problema ma non lo elimina.

I trattamenti più indicati in questo ambito sono quelli in cui è previsto:

un lavoro per insegnare strategie di autocontrollo;insegnare al bambino le strategie di problem solving;imparare a gestire la rabbia e la frustrazione;un lavoro sulla metacognizione;l'impegno attivo della famiglia;l'impegno attivo delle insegnanti.

Il ruolo della famiglia nel trattamento è di notevole importanza.

 

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Enuresi notturna e mutande che suonano - Psicke - I Colori della Mente

Enuresi notturna e mutande che suonano - Psicke - I Colori della Mente | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

L'enuresi notturna è l'incapacità di trattenere la pipì. I motivi per cui accade ciò possono essere diversi (ritardo cognitivo, problemi fisiologici, stress psicologici...) e, anche i "cosa fare" sono numerosi, una volta appurato che i problemi non sono di origine fisica.

I consigli possono essere svariati e vanno dal non far bere il bambino prima di andare a dormire al seguire un trattamento psicologico. Rispetto a quest'ultimo la scelta del genitore può ricadere nel ventaglio di possibilità offerte dagli svariati approcci psicologici. Il titolo del post vuole richiamare l'attenzione e la riflessione proprio  su uno degli strumenti offerti dall'approccio comportamentale: il campanello!!!


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Gesticolare aiuta la memoria degli studenti per la matematica - Psicke - I Colori della Mente

Gesticolare aiuta la memoria degli studenti per la matematica - Psicke - I Colori della Mente | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

Uno studio condotto da Kimberly Fenn dimostra che i ragazzi a cui si spiega la matematica accompagnando la lezione con gesti che richiamano ai concetti, ricordano meglio di ragazzi a cui gli stessi concetti matematici vengono spiegati con il solo uso della voce.

Penso che la spiegazione risiede nel fatto che i gesti rimandano immediatamente a immagini visive e ad associazioni che sono i principali strumenti per la memorizzazione (insieme alla reiterazione o ripetizione).

Oltre che matematica è pensabile che le spiegazioni degli insegnanti, più sono accattivanti meglio vengono ricordate dagli studenti, al di là del contenuto: tono della voce enfatizzato nei punti giusti, gesti più o meno plateali a seconda del momento, battute. Il tono di voce monotono non aiuta, non solo la memoria, ma prima ancora l'attenzione che, come ben sappiamo, è la "mamma" della memoria!!!

Il modo di spiegare accattivante, non si insegna... perché dipende dalla passione verso ciò che si insegna e verso l'insegnamento stesso.

Buona scuola a tutti ^__^

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La nostra squola

Maestra: scuola si scrive con la "c".
Alunno: si, ma solo quando è corretta!

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Vittime di bullismo: cosa fare

Vittime di bullismo: cosa fare | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

Negli ultimi anni il fenomeno del bullismo si è diffuso a macchia d’olio, in tutti i gradi scolastici, anche alle elementari, e con un aumento notevole tra il sesso femminile. Sia in televisione che sui giornali appaiono spesso articoli con questo argomento che sottolineano l’importanza della diffusione delle informazioni in merito.

Sicuramente una informazione adeguata potrebbe, se non prevenire, sicuramente fare in modo che gli adulti di riferimento (genitori ed insegnanti) possano riconoscere quei comportamenti tipici delle vittime di bullismo.

 

La vittima di bullismo subisce delle conseguenze a livello psicologico che non sono da sottovalutare. Può infatti sviluppare sempre di più una bassa autostima, fino ad arrivare a forme di depressione, di isolamento sociale, di aggressività (identificazione con il persecutore), di rifiuto della scuola, e di tentativi di suicidio.

 

Diversi studi hanno sottolineato che spesso la vittima e il carnefice in qualche modo si “scelgono”. Si è visto infatti che le vittime “privilegiate” sono spesso bambini/e tendenti ad un carattere timido e introverso, sono insicuri e ansiosi, con un basso livello di autostima, non sono assertivi e non sanno difendersi (vittime passive).

 

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Cenni sul Mutismo selettivo

Cenni sul Mutismo selettivo | Disturbi dell'età evolutiva | Scoop.it

Breve storia e sintomatologia Nell'ultima versione del DSM (il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali) il termine Elettivo associato al Mutismo è stato cambiato in  Selettivo, poiché con il primo termine era facile dare una interpretazione motivazionale invece che puramente descrittiva.

Non molto tempo fa, questo comportamento era considerato una risposta oppositiva ad alcune situazioni sociali e quindi considerato come "persistente rifiuto" a parlare, oggi viene invece sottolineata la "costante incapacità" di parlare in situazioni ansiogene che accompagna il mutismo.

 

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Il Metodo Feuerstein

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Uno dei punti base del Metodo Feuerstein è il potenziamento cognitivo. Potenziamento che avviene grazie ad un tipo di ‘relazione’ tra l’applicatore del metodo e il bambino, che viene chiamata Esperienza di Apprendimento Mediato.

 

Ma, che cos’è questa Esperienza?

 

Il primo passo da compiere è l’identificazione di quali sono i punti di debolezza (da rafforzare) che determinano funzioni cognitive non adeguatamente sviluppate.

 

Tali punti di debolezza (insieme ovviamente, ai punti di forza del bambino) vengono valutati con dei test specifici che misurano il potenziale cognitivo individuando come lavorano le funzioni cognitive del bambino nella risoluzione di problemi.

 

Le funzioni cognitive possono essere carenti:

 

- nel momento di ‘entrata’ dell’input da elaborare, quindi sono funzioni carenti nel momento in cui il bambino deve raccogliere tutti i dati necessari che lo porteranno alla riuscita del compito;

- nel momento di elaborazione, che si verifica dopo la raccolta dei dati quando il bambino pensa ad una possibile soluzione;

- nel momento della risposta, cioè quando il bambino dopo aver raccolto i dati e dopo averli elaborati deve ‘trasformare’ ciò che ha ‘raccolto ed elaborato’ in una risposta che sarà poi il risultato al compito.

E’ possibile trovare delle carenze sia in tutte e tre le fasi, sia in due di esse che in una sola. Anche se la difficoltà è in una sola delle fasi, questa può influenzare pesantemente l’efficacia delle altre. E, comunque sia, la risposta sarà non corretta.

 

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Autismo-Diagnosi Precoce ed M-CHAT

E' molto importante ricevere precocemente una diagnosi di autismo, poiché è di fondamentale importanza l'intervento precoce.

In America si è anticipata di molto l'età dei bambini in cui i medici riescono a fare una diagnosi si autismo (intorno ad 1 anno di età).

Essi fanno riferimento a degli indicatori precoci, che si distinguono per diverse aree:

1- Area del linguaggio

 Assenza del balbettio fino ai 12 mesi;

 Assenza di frasi composte da due parole fino intorno ai 24 mesi;

 Perdita del poco linguaggio, del balbettio, o di abilità sociali;

 Non risponde quando viene chiamato per nome;

 Non indica per chiedere quello che vuole;

 Disturbo dello sviluppo del linguaggio;

 Non segue le istruzioni;

 A volte sente, altre volte sembra non sentire.

 

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