Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano
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Disturbi d’Ansia: una miniguida

Disturbi d’Ansia: una miniguida | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

L’ansia viene considerata come una risposta che il nostro corpo sviluppa nel momento in cui viene percepito un pericolo, quando viviamo una situazione stressante o quando ci sentiamo sotto pressione.


Se limitata e circoscritta, essa può essere considerata funzionale in quanto ci permette di rimanere vigili, attivi e di non sottovalutare alcuni stimoli provenienti dall’ambiente. Essa però, può anche diventare anormale e disfunzionale nel momento in cui è persistente  ed interferisce con il normale svolgimento delle attività quotidiane, modificando i nostri pensieri e comportamenti.


Diventa anormale, inoltre, nel momento in cui è esagerata rispetto alla situazione stressante, se persiste quando la situazione stressante si è conclusa o quando si presenta senza una ragione apparente, dando l’avvio a diversi disturbi in cui l’ansia si mostra come il sintomi principale.


Per leggere l'articolo sui Distrbi d'Asnia

http://www.federicobaranzini.it/disturbi-ansia/

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News e aggiornamenti per la cura dei disturbi d'ansia. Psicologia e Psicoterapia dell'Ansia a Milano e Online. www.psicoterapeuta-a-milano.it
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Attacchi di panico e caldo: ecco l'effetto (pericoloso) che fa al nostro cervello - NeuroNews24.it

Attacchi di panico e caldo: ecco l'effetto (pericoloso) che fa al nostro cervello - NeuroNews24.it | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Durante la stagione calda gli attacchi di panico possono presentarsi con maggiore frequenza, complici le alte temperature e il clima afoso: ecco l’effetto pericoloso che il caldo produce sul nostro cervello.

 

Fonte: NeuroNews24.it

 

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Sindrome da stress post traumatico PTSD: la diagnosi la fa l’intelligenza artificiale

Sindrome da stress post traumatico PTSD: la diagnosi la fa l’intelligenza artificiale | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

L’intelligenza artificiale potrebbe battere l’uomo in carne ed ossa sulla diagnosi di disturbo da stress post traumatico.

 

Ad affermarlo è uno studio condotto su militari dall’Università di Southern California e pubblicato su Frontiers in Robotics and AI.


Studi precedenti, scrivono gli autori, hanno dimostrato che le persone sono più disposte a rivelare segreti personali in questionari anonimi, perché si sentono meno ‘esposte’ rispetto ad un colloquio con un medico. Tuttavia un intervistatore in carne ed ossa può costruire con l’intervistato, una connessione sociale che comunque aiuta i soggetti ad aprirsi.


Per conciliare entrambi gli aspetti i ricercatori hanno reclutato 29 soldati che avevano passato un anno in Afghanistan, sottoponendoli prima al questionario ufficiale scritto, poi ad uno su computer e infine ad un colloquio con un intervistatore virtuale, comandato da un’intelligenza artificiale, in grado di riprodurre diverse tecniche per costruire un rapporto con l’intervistato, compresi i gesti e i cambiamenti di postura che adotterebbe un ‘umano’.

 

“Sorprendentemente – scrivono gli autori – i soldati hanno confidato molti più sintomi di disturbo da stress all’intervistatore virtuale”. Il risultato è stato poi ripetuto su un gruppo più ampio di soldati, ed è stato confermato che i soggetti rivelano più sintomi all’intelligenza artificiale.

 

A cura del dott Federico Baranzini - Terapeuta del PTSD

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Prevenzione dell’ansia: è realmente possibile?

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Alcuni interventi psicologici ed educativi possono prevenire l’ansia in una varietà di popolazioni ed in pazienti di età diverse. Una recente revisione di 29 studi condotti in 4 continenti, infatti, ha riscontrato un modesto ma statisticamente significativo beneficio per la prevenzione dell’ansia in tutte le popolazioni valutate

 

Gli studi hanno preso in considerazioni bambini, adolescenti, adulti ed anziani ed ambiti come medicina di base, scuole ed università. Gli interventi preventivi comprendevano  psicoeducazione e terapia ACT. I medici dunque devono sapere che l’ansia può essere prevenuta, anche tramite poche sedute di interventi educativi, come affermato da Patricia Moreno-Peral dell’Istituto di Ricerca Biomedica di Malaga

 

A cura del dott Federico Baranzini - Terapia del Disturbo d'Ansia

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Stress e disturbi del sonno: quando ansia e paura ci fanno…dormire!

Stress e disturbi del sonno: quando ansia e paura ci fanno…dormire! | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Le risposte comportamentali che ognuno di noi mette in atto in seguito a condizioni di ansia, paura e stress possono essere diverse. Ognuno può rispondere a modo proprio.

 

C'è chi combatte e quindi affronta le situazioni ansiogene o stressanti, c'è chi fugge o evita, c'è chi resta immobile attuando un meccanismo di freezing e c'è chi risponde a questi eventi dormendo.

Il dormire può rappresentare una corretta strategia per ripristinare le forze, l'energia da investire per affrontare le situazioni che generano stress e ansia, ma se quest'ultimo si sposta sul versante dell'insonnia o sul versante dell'oversleeping, ovvero un bisogno continuativo di dormire per più di 9 ore che può essere sinonimo di malattie fisiche e psichiche come la depressione, allora è opportuno consultare un medico.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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Ritorno a scuola, manuale per genitori e figli

Ritorno a scuola, manuale per genitori e figli | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

E' risaputo che l'estate, con l'instaurarsi di abitudini e ritmi diversi, porta ad essere più spensierati, rilassati, riducendo per molti le fonti di ansia e stress. Ma se per tanti il ritorno a scuola può generare felicità e curiosità, per altri può essere fonte di stress, ansia e incertezza.

Allora, come fare i conti con il ritorno a scuola? 

 

Secondo A Oliviero Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo dell'Università La Sapienza: "E' importante far riabituare i propri figli agli orari soliti del periodo scolastico e fargli fare qualche compito poco prima del rientro a scuola per fargli riacquistare la concentrazione. E' importante non trasmettergli ansia e preoccupazioni perchè per loro i genitori sono il punto di riferimento. Fargli capire che provare ansia all'inizio è normale. Portare poi l'attenzione del bambino sulla possibilità di fare nuove amicizie, di imparare cose nuove per cercare di trasformare la paura in curiosità. Se il bambino inizia la scuola per la prima volta, sarebbe una buona idea fargli vedere la struttura scolastica qualche giorno prima perchè quello che più spaventa il bambino è l'ignoto".

 

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Il ruolo dell’amicizia nella salute mentale

Il ruolo dell’amicizia nella salute mentale | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

In che modo le amicizie strette durante l'adolescenza possono influenzare la salute mentale della vita adulta? Uno studio americano ha indagato il ruolo della popolarità e della qualità dell'amicizia attraverso dei colloqui condotti su 169 adolescenti a 15,16 e 25 anni.

 

Dallo studio è emerso che i ragazzi che a 15 anni valutavano le proprie amicizie su base qualitativa, a 25 anni, quindi dieci anni dopo, mostravano inferiori sintomi legati alla fobia sociale, alla depressione e una maggiore autostima. Di contro, coloro che durante l'adolescenza erano considerati popolari, nella vita adulta soffrivano più frequentemente di fobia sociale.

 

Secondo J. Allen, coautore dello studio, incoraggiare legami forti e profondi può rappresentare uno strumento per promuovere la salute mentale a lungo termine, ma ciò perchè avviene? Quest'effetto può essere legato alla capacità di sviluppare un'idea positiva di sè in una fase in cui si sta sviluppando l'identità personale.

 

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FUMO DI SIGARETTA E NESSI CON LE PATOLOGIE PSICHIATRICHE: LA SIGARETTA ELETTRONICA PUO’ APPORTARE BENEFICI NEL PIANO TERAPEUTICO?

FUMO DI SIGARETTA E NESSI CON LE PATOLOGIE PSICHIATRICHE: LA SIGARETTA ELETTRONICA PUO’ APPORTARE BENEFICI NEL PIANO TERAPEUTICO? | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Diversi sono gli studi dai quali sono emerse delle correlazioni tra il fumo di sigaretta e disturbi di tipo psicologico e psichiatrico, indicando quest'abitudine come un fattore di rischio ad esempio per i disturbi depressivi, disturbi d'ansia, attacchi di panico.

Qual è invece il ruolo della sigaretta elettronica e in qualche modo il suo utilizzo può portare degli effetti per lo più benefici rispetto alla sigaretta tradizionale all'interno di un piano terapeutico?

 

In  uno studio londinese è stato chiesto a 36 soggetti tra i 18 ed i 70 anni con problematiche psichiatriche, di sostituire la sigaretta tradizionale con quella elettrica. 

Dai risultati è emerso che non vi sono state variazioni significative nei sintomi psicotici, non vi è stato un peggioramento del quadro clinico e sintomatologico dei soggetti e si è evidenziata una riduzione significativa di quest'abitudine. L'utilizzo della sigaretta elettronica pertanto può aiutare a ridurre la dipendenza da tabacco non peggiorando la sintomatologia e migliorando lo stato di salute.

 

Si potrebbe ipotizzare l'utilizzo di quest'ultima all'interno di piani terapeutici specifici per il trattamento del soggetto psichiatrico. Questo permetterebbe di evitare l'instaurarsi di patologie fisiche e di sintomi psichici concomitanti che potrebbero peggiorare il quadro clinico.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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L'estate sta finendo e l'ansia sale: tutta colpa dell'effetto 'august blues', ecco cos'è

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Per quanto Agosto sia il mese più intenso della stagione estiva  in cui finalmente la maggior parte delle persone può godersi un meritato riposo, può rappresentare, di contro, un mese in cui si provano stati di ansia e tristezza dovuti alla metabolizzazione dell'idea che l'estate sta per finire, fenomeno chiamato "August blues".

 

Ed è proprio il National Institute of Mental Health che parla di SAD, il disordine affettivo stagionale inteso come disturbo dell'umore che colpisce alcune persone con il cambio di stagione. Sintomi quali difficoltà ad esempio nel non provare emozioni di fronte a notizie positive devono presentarsi per almeno due settimane.

 

Sarebbe opportuno evitare la proiezione al futuro quindi a Settembre e godersi ciò che Agosto può continuare a darci.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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I costrutti psicologici dell’ansia

L'emozione che maggiormente prevale nei quadri clinici caratterizzati da ansia, rimuginio, panico e fobie è la paura, paura come contenuto cognitivo che induce ad una valutazione degli eventi e della realtà come intrisa di pericolo e danno imminente.

Ne scaturiscono pertanto previsioni negative attraverso cui i costrutti cognitivi dell'ansia si potrebbero manifestare.

 

Oltre alla paura del danno e alla tendenza a previsioni catastrofiche, emergono anche altri costrutti cognitivi come ad esempio il timore dell'errore, l'autosvalutazione negativa e la tendenza al controllo.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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Sonno regolare connesso a felicità e calma negli universitari

Sonno regolare connesso a felicità e calma negli universitari | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Dormire in modo regolare è importante quanto dormire abbastanza, come emerge dallo studio SNAPSHOT, effettuato su 204 studenti universitari da Akane Sano del MIT di Cambridge, secondo cui il ritmo del sonno irregolare è comune nella società moderna.

 

Lo studio suggerisce che osservare un ritmo del sonno irregolare per tutta la settimana porta ad un minor grado di felicità sia al mattino che alla sera, ad uno stato di salute peggiore ed ad un minore livello di calma anche tenendo conto della durata del sonno media all’interno della stessa settimana.

 

Secondo diversi esperti, comunque, mantenere un sonno regolare e di durata sufficiente non è facile, soprattutto nei giovani: il più comune cambiamento del ritmo del sonno che si osserva in questi soggetti è la tendenza a fare tardi durante i fine settimana e le difficoltà al risveglio nelle prime ore del lunedì, il che produce un effetto simile a quello del jet lag.

 

Gli studi futuri dovrebbero investigare il miglior modo di impiegare la tecnologia per aiutare i giovani a mantenere un ritmo del sonno costante

 

A cura del dott Federico Baranzini - Psichiatra per la cura dei Disturbi del Sonno a Milano

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Cervello «in fiamme» in chi soffre di disturbo ossessivo-compulsivo

Cervello «in fiamme» in chi soffre di disturbo ossessivo-compulsivo | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

E' stato condotto uno studio sul disturbo ossessivo- compulsivo, disturbo molto diffuso e talvolta invalidante, da parte del Center for Addiction and Mental Health di Toronto. 

 

Sono stati analizzati 40 volontari, metà sani e metà aventi il disturbo, i quali sono stati sottoposti ad una PET per misurare l'infiammazione in sei diverse aree cerebrali già precedentemente note per essere coinvolte nel disturbo.

E' stato riscontrato che i soggetti con disturbo ossessivo- compulsivo presentavano un livello di infiammazione maggiore del 32 % rispetto ai soggetti sani.

 

Come afferma J. Meyer, responsabile della ricerca: "Dobbiamo capire quali fattori specifici contribuiscano al'infiammazione in questi soggetti e individuare modi per ridurla. La relazione fra infiammazione cerebrale e disturbo ossessivo- compulsivo è forte, specialmente nelle aree che sappiamo funzionare in maniera diversa nei pazienti: un dato nuovo sulla biologia della malattia che speriamo porti presto a nuove cure con l'obiettivo di ridurre l'infiammazione quando diventa potenzialmente dannosa e promuovere invece la risposta infiammatoria "buona" non eccessiva, con effetti curativi".

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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Restrizione del sonno inficia risposta emotiva

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La funzionalità emotiva individuale potrebbe andare in sofferenza in risposta all’esposizione prolungata a restrizioni del sonno. Secondo Keeyon Olia dell’università di Harvard, autore di uno studio su 14 pazienti, l’esposizione a 3 settimane di restrizione del sonno e del riposo, come attualmente si riscontra comunemente nella società, contribuisce all’attenuazione complessiva dell’intensità emotiva.

 

A cura del dott Federico Baranzini - Per la cura dei Disturbi del Sonno

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Il sonno e i pensieri ossessivi

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Cosa può esacerbare ed enfatizzare i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo? Un aiuto per rispondere a questa domanda ci viene fornito da uno studio americano.

 

Durante lo studio sono state valutate per una settimana le abitudini relative al sonno e la capacità di controllare i pensieri ossessivi e i rituali di alcune persone in cui il disturbo era presente o comunque sottosoglia.

 

E' stato riscontrato che coloro che andavano a letto più tardi, mostravano un livello più basso di percezione del controllo sui pensieri ossessivi.

 

Pertanto bisogna considerare non soltanto il numero di ore ma anche il momento in cui andiamo a dormire e, su questa base, valutare se, modificando le abitudini sonno/veglia, si possono ridurre i sintomi, migliorare le capacità di controllo dei pensieri intrusivi e quindi limitare i rituali.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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Esercizio di resistenza connesso a riduzione dell’ansia

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Le persone che effettuano esercizio di resistenza come il sollevamento pesi possono andare incontro a meno ansia rispetto a quelle che non fanno esercizio. Lo ha dimostrato la meta-analisi di 16 studi effettuata da Brett Gordon dell’università di Limerick. L’effetto dell’esercizio è evidente a prescindere dalla presenza o meno di disturbi mentali, ma è più pronunciato nei soggetti sani che non riportano problemi fisici o psicologici.

 

Gli effetti positivi dell’esercizio sulla salute mentale sono ben noti, ma la maggior parte delle conoscenze in materia derivano da studi che hanno impiegato esercizio aerobico, mentre il presente studio dimostra che quello di resistenza ha un effetto paragonabile a quello dei farmaci o della psicoterapia.

 

La ricerca ha connesso questo tipo di esercizio ad una minore riduzione della materia bianca cerebrale, che è composta da fibre nervose che connettono i neuroni in diverse parti del cervello.

In questa sostanza possono intervenire cambiamenti con l’età, e si presume che essi siano coinvolti in problemi cognitivi e comportamentali. E’ possibile che l’esercizio allevi l’ansia semplicemente distraendo le persone dal modo in cui si sentono e dando loro altro su cui concentrarsi, ed interrompendo almeno temporaneamente la ruminazione e le preoccupazioni ossessive.

Inoltre, i soggetti ansiosi tendono ad essere incerti sul futuro, ma l’esercizio migliora l’auto-efficacia, ossia la convinzione di poter avere successo in determinate situazioni, il che potrebbe far sentire le persone maggiormente salde.

 

Per  quanto l’entità dell’esercizio possa influenzare il suo impatto sulla salute mentale, non sono ancora disponibili evidenze tali da prescrivere una specifica quantità d’esercizio, ed in assenza di ciò appare ragionevole consigliare un esercizio piacevole, o quanto meno tollerabile, il che potrebbe assumere connotati diversi a seconda dei soggetti.

 

A cura del dott Federico Baranzini - Psicoterapia dell'Ansia

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Stress da lavoro: ne soffrono 6 milioni di italiani

Stress da lavoro: ne soffrono 6 milioni di italiani | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Con lo stress siamo ormai abituati a fare i conti tutti i giorni, ma non sempre riusciamo a gestirlo e spesso il rischio è quello, per così dire, di “cronicizzarlo”. Sono infatti circa 6 milioni i lavoratori italiani che soffrono di stress su un totale di 28 milioni di persone impiegate.

Forti pressioni lavorative, barriere culturali che rendono la carriera più impegnativa, retribuzioni inferiori a quelle dei colleghi maschi e il ruolo di ‘caregiver’ all’interno della famiglia, fanno però della donna il soggetto più colpito. Secondo le stime diffuse dalla Asst Fatebenefratelli Sacco in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, del 10 ottobre, sono 3,2 milioni le donne che soffrono di stress.

Tra i 3,2 milioni di donne “circa 1 milione soffre di una condizione clinicamente rilevante e meritevole di una attenzione specialistica come disturbi d’ansia, insonnia e depressione, mentre le restanti 2,2 milioni hanno disturbi transitori”.

Le più vulnerabili sono le donne giovani, “complici anche le alterazioni ormonali legate ad esempio a gravidanza e puerperio, e quelle che lavorano a contatto con il pubblico”. Secondo alcuni studi, il 25% del totale delle giornate di lavoro perse e’ legato alla depressione, mentre il 25-50% delle persone depresse manifesta un evidente calo di produttività lavorativa.

 

A cura del dott Federico Baranzini - Cura disturbi d'ansia e Stress

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Gli sport di resistenza sono “ansiolitici”

Gli sport di resistenza sono “ansiolitici” | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Gli sport che prevedono esercizi e fasi di resistenza sono in grado di ridurre gli stati di ansia di chi li pratica. Questa evidenza emerge dalla revisione di 16 studi che hanno coinvolto complessivamente oltre 900 persone.

 

“Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulla salute mentale sono ben consolidati; tuttavia, la maggior parte delle conoscenze si basa su studi che prendono in considerazione l’esercizio aerobico “, dice Brett Gordon, autore dello studio, istruttore di educazione fisica e ricercatore in tema di sport presso l’Università di Limerick in Irlanda.”L’allenamento regolare con esercizi di resistenza, (resistance exercise training, RET) ha significativamente ridotto l’ansia nei soggetti sani e anche in quelli con una patologia fisica o mentale, e la dimensione dell’effetto di queste riduzioni è paragonabile a quella dei trattamenti di prima line, quali farmaci e psicoterapia”, aggiunge Gordon.

 

A cura del dott Federico Baranzini - Cura Disturbi d'Ansia

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Antidepressivi e terapia cognitivo-comportamentale alleviano ipocondria

Antidepressivi e terapia cognitivo-comportamentale alleviano ipocondria | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

L’antidepressivo noto come fluoxetina potrebbe aiutare ad alleviare l’ipocondria, e l’aggiunta della terapia cognitivo-comportamentale (CBT) fornisce un lieve beneficio incrementale, come dimostrato da uno studio condotto su 197 pazienti, ma dato che circa la metà dei pazienti nello studio non ha risposto ad almeno uno dei due interventi, sono necessari nuovi approcci maggiormente intensivi, come affermato dall’autore Brian Fallon della Columbia University di New York.

 

Sono molto pochi gli studi che coinvolgono pazienti con ansie correlate alla salute rispetto a quelli che considerano pazienti con ansia generalizzata o disordine ossessivo-compulsivo. Ciò non deve sorprendere, in quanto i primi sono molto sensibili alla presenza di effetti collaterali nei farmaci, spesso presumendo che si tratti dei segni della presenza di una patologia distinta. Essi in genere temono i farmaci, e se possono scegliere optano per i trattamenti psicologici

 

A cura del dott Federico Baranzini - Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano

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Disordine ossessivo-compulsivo connesso a neuroinfiammazione

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Un marcatore di neuroinfiammazione risulta significativamente elevato nei pazienti con disordine ossessivo-compulsivo rispetto ai soggetti sani si tratta del volume di distribuzione della TSPO (TSPOvt), che offre un target terapeutico che potrebbe risultare importante per i molti pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia medica, come affermato da Jeffrey Meyer del Campbell Family Mental Health Research Institute di Toronto, autore di un piccolo studio su 20 pazienti.

 

A cura del dott Federico Baranzini - Psichiatra a Milano per la cura del DOC

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Il benessere dell'abbraccio

Il benessere dell'abbraccio | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

L'abbraccio rappresenta un gesto dall'effetto terapeutico che comporta notevoli benefici psicofisici.

 

Durante l'abbraccio il nostro corpo produce endorfine, sostanze prodotte dal cervello che hanno proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina. Ma l'abbraccio porta con sè anche altri effetti: permettendo la produzione di ossitocina trasmette sicurezza e permette di placare ansie e paure, produce una conseguente sensazione di benessere, stimola la circolazione sanguigna, permette la produzione di emoglobina che trasporta l'ossigeno ai tessuti, permette la riduzione dei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress.

 

E' stato notato, negli anni settanta dalla psicoterapeuta M. Welch, anche un effetto benefico dell'abbraccio nell'interazione dei bambini autistici. Permette in tal senso di gestire la rabbia, i capricci, l'aggressività e l'oppositività.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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“Il mondo mi fa paura ma l’ho visitato tutto da casa e lo racconto su Instagram”

“Il mondo mi fa paura ma l’ho visitato tutto da casa e lo racconto su Instagram” | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Vi sono delle patologie che, una volta instaurate, tendono a diventare invalidanti per chi ne soffre. E' il caso dell'agorafobia che si distingue per l'ansia di trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi o nei quali non si potrebbe ricevere aiuto in caso di attacco di panico.

 

Per dare un'idea di cosa possa essere l'agorafobia è possibile menzionare la storia di una donna neozelandese che vive costantemente nella paura di luoghi e situazioni di cui non ha il totale controllo, paura che la porta a non uscire di casa.

Con la passione per la scoperta e la voglia di vedere il mondo, ma limitata dalla sua patologia, ha deciso di usare la tecnologia effettuando un viaggio virtuale, utilizzando internet sempre e solo da casa. Ciò le ha permesso di visitare luoghi che mai potrà vedere, di vivere la quotidianità delle persone, di esplorare paesaggi.

 

Allo stesso tempo, però, la donna sa che la tecnologia non la porterà mai ad esplorare tutti i posti che esistono e che potrebbe visitare di persona se si liberasse dal disturbo. Per quanto si cerchi protezione dietro la tecnologia, la vita irrompe lo stesso e lei stessa sta imparando che per guarire bisogna imparare ad arrendersi.

 

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La paura di essere tagliati fuori

La paura di essere tagliati fuori | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

A. Przybylski, psicologo di Oxford, si è interessato ed ha effettuato degli studi sul fenomeno chiamato Fomo (Fear of missing out), che indica la paura, da parte di alcuni soggetti, di perdersi qualcosa.

Alcune persone, soprattutto quelle più insicure, meno soddisfatte e che si sentono poco accettate dagli altri, potrebbero provare ansia ed hanno paura di essere tagliate fuori, di non esserci mentre accadono cose importanti.

Ad aggravare questo fenomeno ci sarebbe l'utilizzo dei social, mezzi attraverso i quali le persone possono condividere ciò che fanno, ma che al contempo porta alcune persone a stare continuamente connesse con quello che fanno gli altri, provando invidia ed inadeguatezza per il fatto che si ha la sensazione che gli altri siano sempre coinvolti in esperienze più interessanti delle proprie.

 

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Cos’è il dolore cronico? Come gestirlo?

Il dolore cronico rappresenta una patologia molto più diffusa di quello che si possa pensare (almeno 100 milioni di adulti negli Stati Uniti ne soffrono).

 

Può comportare rabbia, disperazione, tristezza, ansia e stress e per questo è importante occuparsi sia degli aspetti fisici riguardanti il dolore, ma anche degli aspetti emotivi e psicologici che ne conseguono.

 

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Traumi cerebrali infantili connessi ad ansia e depressione in età adulta

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I bambini che sono andati incontro a traumi cerebrali potrebbero sviluppare effetti psicologici come ansia, fobie e depressione più di un decennio dopo. Ciò suggerisce che i traumi cerebrali siano in qualche modo correlati a sintomi ansiosi a lungo termine, mentre in precedenza si riteneva che essi portassero soltanto ad effetti a breve termine, come affermato da Michelle Albicini della Monash University di Melbourne, autrice di uno studio su 126 pazienti.

 

L’ansia potrebbe riconoscere molte cause, compreso il vero e proprio danno cerebrale o l’esperienza di vivere in un ambiente familiare ansioso dopo il trauma.

 

I bambini con traumi moderatamente gravi ed il sesso femminile in genere risultano maggiormente a rischio di conseguenze a lungo termine.

 

A cura del dott Federico Baranzini - Psichiatra per la cura dei Disturbi d'Ansia a Milano

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IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO IN AMORE (NEIL HILBORN)

Per quanto il disturbo ossessivo compulsivo può mettere confini, per quanto può influenzare la vita di chi ne soffre, anche l'amore  può essere terapeutico.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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Depressione e ansia per chi ha il diabete, ma l'esercizio aiuta

Depressione e ansia per chi ha il diabete, ma l'esercizio aiuta | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Per chi soffre di diabete i problemi psicologici, dall'ansia alla depressione fino ai disturbi alimentari, sono sempre in agguato, e il rischio deve essere preso in considerazione da chi segue il paziente. Se affrontati, confermano due studi presentati al meeting annuale della American Diabetes Association, questi disturbi possono essere risolti evitando gli effetti sulla malattia.   

 

"In soggetti con diabete la depressione si associa con peggior controllo glicemico, minore aderenza alla terapia, più alti tassi di ospedalizzazione e più complicanze - afferma Liliana Indelicato, esperta dell'università di Verona e della Società Italiana di Diabetologia -. Purtroppo, allo stato attuale la valutazione psicologica non fa parte della normale pratica clinica all'interno del contesto diabetologico".  

 

A cura del dott Federico Baranzini - Psichiatra a Milano

 

 

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Se sei ansioso puoi avere difficoltà a riconoscere le emozioni altrui

Se sei ansioso puoi avere difficoltà a riconoscere le emozioni altrui | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Tra gli effetti che uno stato ansioso porta con sè vi è anche la maggiore difficoltà nel riconoscere le emozioni degli altri, effetto analizzato durante una ricerca condotta all'Università di Bristol.

 

E' stato chiesto ai partecipanti, in una prima fase del test, di assegnare un'emozione a 15 immagini che ritraevano dei volti e, in una seconda fase del test, di assegnare un'emozione a 15 volti diversi che esprimevano uno stato d'animo non ben identificato. Tutto questo accompagnato da un compito preliminare ovvero respirare attraverso una maschera che rilasciava sia aria normale che anidrite carbonica con l'obietto di indurre tensione ed aumentare la frequenza cardiaca. 

 

L'esperimento è stato condotto successivamente con un altro gruppo di soggetti per evidenziare la differenza tra i dati raccolti quando la respirazione avveniva con la maschera che forniva aria normale e quelli ricavati quando si inalava aria con una maggiore concentrazione di anidrite carbonica.

 

Dall'analisi del risultati è emerso che la capacità di riconoscere in modo corretto le emozioni dei volti diminuiva dell'8% quando si respirava aria con maggiore concentrazione di anidrite carbonica e, laddove le immagini presentate rimandavano a stati d'animo più ambigui, i soggetti con stato di ansia, tendevano ad assegnare più facilmente un'emozione negativa piuttosto che positiva.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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