Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano
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Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano
News e aggiornamenti per la cura dei disturbi d'ansia. Psicologia e Psicoterapia dell'Ansia a Milano e Online. www.psicoterapeuta-a-milano.it
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Tocofobia: la paura del parto

La gravidanza porta con se una vasta gamma di sensazioni ed emozioni positive come la felicità, l'attesa e la contentezza, ma, allo stesso tempo, per alcune donne, può essere fonte di preoccupazione e timore che possono trasformarsi e predisporre ad una vera e propria fobia. 

In riferimento a queste sensazioni ed in associazione a stati di ansia e depressione, si può parlare di tocofobia, ovvero specifica ansia o terrore della morte durante il parto che induce e comporta l'evitamento dello stesso. 

 

La tocofobia può essere primaria e secondaria. Lo stato fobico primario fa riferimento al terrore intenso per il parto prima ancora del concepimento, mentre la tocofobia secondaria si mostra, soprattutto, nelle donne che hanno avuto complicazioni ed esperienza precedente di parto traumatico, ma non solo. Si rileva anche nelle donne con parto normale percepito, però, come una violenza sul proprio corpo.

 

Per ridurre la possibilità di sviluppare questi sintomi, sarebbe opportuno effettuare degli interventi di prevenzione primaria in cui è possibile individuare le donne a rischio e di prevenzione secondaria in cui si possa agire precocemente sui sintomi. Sarebbe opportuno, inoltre, educare le donne al parto, ampliando la comunicazione tra la donna stessa ed il personale medico che gestirà l'evento, soffermandosi sugli aspetti psicologici correlati al parto e rendendolo il più confortevole possibile.  Ciò potrà aiutare la donna a facilitarne la gestione, minimizzando il rischio di sintomi di disturbo post traumatico da stress che potrebbe avere delle ripercussioni non solo sulla donna (influenzandone la capacità di allattare al seno, l'autostima o di riprendere i rapporti sessuali), ma anche sulla relazione madre- bambino predisponendo ad un attaccamento disfunzionale.

 

A cura del Dott Federico Baranzini

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Ansia e attacchi di panico. Trascurarli è pericoloso

Ansia e attacchi di panico. Trascurarli è pericoloso | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

L'ansia non è un fenomeno anormale. Rappresenta un'emozione di base funzionale all'individuo poichè aumenta i livelli di attivazione e permette al soggetto di individuare il pericolo. Nel momento in cui l'attivazione del sistema di ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, ci troviamo di fronte ad un disturbo d'ansia, che può diventare invalidante, influenzare la vita del soggetto rendendolo incapace di affrontare anche le situazioni più comuni.

 

Tra i disturbi d'ansia diagnosticabili vi sono le fobie specifiche, gli attacchi di panico, l'agorafobia, il disturbo ossessivo compulsivo e il disturbo post- traumatico da stress.Questi disturbi possono essere accompagnati da sintomi fisici e cognitivi come aumento del battito cardiaco, sudorazione, vertigini, tremore, difficoltà di concentrazione, irritabilità, disturbi del sonno, risposte di evitamento o di fuga e alterazioni comportamentali in generale. Tali disturbi sono tra i più frequenti nella popolazione.

 

In particolar modo gli attacchi di panico spesso vengono descritti come episodi terribili, improvvisi e inaspettati. Soprattutto quando si presentano per la prima volta, il timore di un nuovo attacco diventa forte e dominante originando la cosiddetta "paura della paura".

 

Spesso si fa ricorso a trattamenti farmacologici, i quali, però, mirano a ridurre ed agiscono sui sintomi senza rendere il soggetto artefice del fronteggiamento del problema e senza agire sulle cause sottostanti. Per questo spesso i disturbi d'ansia non rispondono a questi trattamenti. Sarebbe opportuno intraprendere un percorso di psicoterapia che insegni al soggetto a gestire in maniera autonoma il disturbo, che lo renda più razionale nei confronti di esso e che permetta di indagare e gestire le cause sottostanti. Un'ottima alternativa sarebbe un trattamento combinato che faccia riferimento all'utilizzo di farmaci e di sedute di psicoterapia, soprattutto nei casi in cui il disturbo viene percepito come estremamente difficile da gestire.

 

A cura di Federico Baranzini

www.psicoterapeuta-a-milano.it

 

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Praticare sport regolarmente riduce il disturbo d'ansia

Praticare sport regolarmente riduce il disturbo d'ansia | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Alcune ricerche hanno dimostrato una correlazione tra sport e riduzione del disturbo d'ansia.

 

E' sufficiente allenarsi 2 ore e mezza a settimana, possibilmente suddiviso in almeno tre giorni settimanali. 

 

L'esercizio fisico non sostituisce la terapia psicoterapeutica ma contribuisce alla riduzione del disturbo d'ansia in quanto, come affermato dal Dott. Gianfranco Beltrami, medico dello sport e cardiologo presso l'Università di Parma «Contribuisce a ridurre le tensioni muscolari e favorisce il riposo notturno; migliora l’ossigenazione alle cellule cerebrali, determina il rilascio di endorfine, sostanze ormonali che favoriscono calma e benessere psico-fisico e fa utilizzare all’organismo gli ormoni che si sono accumulati in conseguenza dello stress».

 

Per maggiori informazioni e consulti:

http://www.psicoterapeuta-a-milano.it

 

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Aiutare i famigliari dei pazienti con un Disturbo d'Ansia: suggerimenti e strategie

Aiutare i famigliari dei pazienti con un Disturbo d'Ansia: suggerimenti e strategie | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Nel momento in cui viene diagnosticato un disturbo d'ansia, spesso ci si concentra solo sul soggetto che manifesta i sintomi sottovalutando gli effetti del disturbo che si possono manifestare sulle persone che gli stanno vicine. Esse possono sentirsi frustrate, cariche di responsabilità, impotenti per aver provato di tutto senza ottenere grandi risultati. Anche i familiari vanno supportati, sostenuti e ,soprattutto, informati su cosa fare, dire o non nel momento in cui una persona cara soffre di un disturbo d'ansia.

 

Cosa fare e cosa può essere opportuno dire:

- Cercare di avere un atteggiamento di sostegno senza colpevolizzare

- Considerare una conquista una piccola parte dell'obiettivo raggiunto dal soggetto e non un fallimento

- Sostenere l'autostima del soggetto

- Mostrare pazienza rimandando l'idea che la terapia può avere tempi lunghi prima di ottenere degli effetti

- Non preoccuparsi della propria ansia nel momento in cui la persona che ci sta vicino sta male. L'ansia dei familiari è giustificata

- "Dimmi di cosa hai bisogno in questo momento", "Lo so che ciò che stai provando ora è doloroso, ma non pericoloso", "Tu sei coraggioso", "Puoi farcela"

 

Cosa non fare e cosa non dire: 

- Non interpretare i bisogni della persona con ansia, ma chiedere direttamente di cosa ha bisogno

- Negoziare la possibilità di fare anche un piccolo passo in avanti piuttosto che rinforzare l'evitamento della situazione temuta

- Non lasciarsi prendere dal panico

- Non assecondare il soggetto con ansia nel momento in cui vorrebbe interrompere il percorso di psicoterapia

- Non sacrificare la propria vita accumulando risentimenti per ciò che si ritiene di non poter fare a causa del disturbo del familiare

- "Non essere ansioso", "Calmati", "Devi reagire", "Vediamo se riesci a farcela", "E' solo colpa tua"

 

Ulteriori accorgimenti che il familiare di una persona con disturbo d'ansia potrebbe utilizzare e che potrebbero portare alla riduzione delle tensioni e dei contrasti familiari, ma che non sono risolutivi, sono i seguenti:

- Non modificare drasticamente la routine della famiglia poichè avere intorno a sè un ambiente normale per il soggetto può aiutarlo a cimentarsi nella ricerca dell'equilibrio che momentaneamente ha perso

- Sostenere il percorso di psicoterapia in quanto se la famiglia si mostra in una posizione di sfiducia, aumenteranno le probabilità che il soggetto con ansia interrompa o che i tempi di reazione alla terapia si allunghino

- Non perdere l'ironia. Con ciò non si intende prendere in giro il soggetto con ansia, ma rendere alcuni suoi comportamenti meno importanti sdrammatizzandoli

- Diventare parte integrante della psicoterapia, soprattutto quando al soggetto viene chiesto di esporsi gradualmente alle situazioni temute, in cui il familiare assume il ruolo di accompagnatore durante le prime uscite

 

A cura del Dott. Federico Baranzini

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Consigli e strategie per aiutare chi soffre di attacchi di panico 

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La pubertà precoce aumenta il disturbo d'ansia

La pubertà precoce aumenta il disturbo d'ansia | Disturbi d'Ansia, Fobie e Attacchi di Panico a Milano | Scoop.it

Una ricerca effettuata da George Patton del Murdoch Children's Research Institute ha mostrato come la pubertà precoce sia alla base di patologie psicofisiche negli adolescenti.

 

In particolare, secondo la ricerca, gli adolescenti che sviluppano la pubertà in età precoce hanno maggiori probabilità di soffrire di disturbi d'ansia, depressione, dipendenze da alcool e droghe e autolesionismo.

 

Gli indicatori principali dell'arrivo di puberta' considerati dai ricercatori australiani sono stati la crescita del seno per le bambine e l'apparizione di barba e peli e la variazione dell'odore della pelle nei bambini.

 

I ragazzi che sono entrati nella puberta' precocemente (8 o 9 anni) hanno avuto maggiori problemi di salute mentale rispetto ai coetanei entrati in questa fase piu' tardi.

 

Per maggiori informazioni e consulti:

http://www.psicoterapeuta-a-milano.it

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