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Tra i migliori magazine dedicati all’innovazione, ecco il nuovo Wired

Tra i migliori magazine dedicati all’innovazione, ecco il nuovo Wired | digibook | Scoop.it
digital publishing's insight:

All’epoca della terza rivoluzione industriale, quella digitale, Wired Italia si rinnova profondamente puntando sempre più sulle vie alternative che la tecnologia offre all’informazione del terzo millennio. Nel 2014, ci saranno meno numeri in edicola (10 anzichè 12), ma più appuntamenti in piazza – almeno 4 – a diretto contatto con il pubblico di lettori (se ha ancora un senso denominarlo ancora – solo – così), e più digital, il che non significa solo sito web (sebbene da 2 milioni di utenti unici al mese).

 

E’ la rivoluzione (“di metodo e di sostanza”) che apporta alla testata il nuovo direttore nativo di Venezia ma di formazione Usa, Massimo Russo. Il quale cambia anche il payoff di Wired: ora è “Make in Italy. Inventa, sbaglia, innova”.

 

“Il nuovo Wired – spiega il direttore – riparte dall’idea che nell’Italia del 2014 l’innovazione è l’unico modo per uscire dalla crisi”. Così, il nuovo Wired, alle soglie del quinto anno di vita, va oltre la “testata multipiattaforma”: il sito e la Rete diventano il punto di partenza nella costruzione del magazine.

 

Online, quindi, non ci saranno più solo anticipazioni dei contenuti del giornale. Bensì la condivisione sistematica di idee e spunti con i lettori. Wired diventa una piattaforma aperta, open source.

Sul sito, i prodotti ‘esploderanno’ in pagina con una grafica semplificata, ma con una migliore leggibilità.

 

Quanto al giornale, le nuove sezioni sono sei. Now, il quadro di tutti i fatti più rilevanti del passato e futuro prossimo, sui quali Wired promette di prendere sempre posizione. Next: innovazione, inventori, cultura, tendenze, divertimento, web, greentech, scienza, tutto ciò che ci aspetta domattina. Economix: uno sguardo oltre i mercati, un focus sull’innovazione, le tendenze economiche mondiali, la realtà dei mercati italiani e la finanza personale. Data: tutti i numeri del mondo, il Data Journalism, la digitalizzazione dei dati e lo sviluppo di Internet. Tanti numeri che rendono di rapida comprensione anche concetti complessi. Test: le prove dei migliori gadget. E infine Uaird: anche le forme di intrattenimento e relax si evolvono e rinnovano senza sosta. In questa sezione, quindi, tutto quel che può divertire i lettori e le lettrici con leggerezza e autoironia.

 

E quindi: Wired vuole accompagnare l’Italia che rinnova, anche silenziosamente. E per questo, come ciliegina sulla torta, si è inventata anche un vero e proprio un borsino, uno strumento metodologico utile ad esaminare i numerosi fattori che svolgono una funzione centrale dell’innovazione: il Wired Next Index, calcolato sulla base di un algoritmo messo a punto da un comitato scientifico che raccoglie esperti degli atenei milanesi della Bocconi e della Statale.

 

Si tratta di un indice composto da due tipi di dati. Un primo gruppo di essi permette di misurare la crescita economica, l’occupazione, l’eccellenza e l’impatto della ricerca, l’imprenditorialità e il ruolo globale degli italiani. Un secondo è prodotto dalla misurazione dei segnali della Rete, dal sentiment dei social network all’analisi dei big data delle pagine dei blog e altre pubblicazioni per interpretare e misurare ciò che viene discusso online.

 

L’Italia, ad oggi, quanta voglia di ripartire ha? L’indice di attitudine all’innovazione creato da Wired è fermo a 54,4. Chi si rimbocca le maniche per portare l’asticella anche di un solo passo più avanti rientra nel target del direttore Russo e della sua squadra al motto ‘Digital first’.

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Al via 'Più libri più liberi', la fiera nazionale della piccola e media editoria

Al via 'Più libri più liberi', la fiera nazionale della piccola e media editoria | digibook | Scoop.it
Si indagherà su politiche e prezzo dei libri a 'Più libri più liberi', la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma dal 5 all'8 dicembre al Palazzo dei Congressi dell'Eur.
digital publishing's insight:

Si indaga su politiche e prezzo dei libri a ‘Più libri più liberi’, la
fiera nazionale della piccola e media editoria in programma dal 5 all’8 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’Eur nell’ambito dell’incontro ‘Il pricing è giusto? Prezzi digitali, istruzioni per l’uso’, a cura dell’Associazione Italiana Editori (Aie) in collaborazione con Simon Kucher & Partners e Ie-Informazioni editoriali (venerdì 6 dicembre, ore 12, Sala Rubino). Intervengono Alessandro Maggioni (Simon Kucher & Partners) e Simonetta Pillon (Ie- Informazioni editoriali), moderati da Cristina Mussinelli (consulente editoria digitale Aie).


Tra i principali argomenti del dibattito: come hanno influenzato, in
questi anni, le politiche di prezzo complessive degli editori, l’effetto
congiunto della crescita dell’offerta di titoli e-book con prezzi più
bassi (in media 55-56% in meno, nonostante i diversi regimi Iva) e
l’alleggerirsi del carrello della spesa. Il prezzo medio di copertina
(alla produzione e senza lo scolastico) dei libri pubblicati dalle case
editrici italiane era nel 2010 di 21,81 euro. Tre anni dopo (2012) lo
troviamo sceso a 20,09 euro (-7,9%). Quello degli e-book, nello stesso arco di tempo, è passato da 9,44 euro (Iva al 20% compresa) a 8,73 euro (Iva passata da ottobre 2011 al 21%). E’ qualcosa come il -8,4% (al netto dell’Iva).


Sullo sfondo resta quindi la necessità di armonizzare i regimi Iva tra i libri letti sulla carta e su device digitale (e-book reader o tablet che
siano). Senza dimenticare che il contenimento dei prezzi di copertina attuato in questi anni si configura come una delle più importanti campagne a sostegno della lettura. A settembre 2013 (rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente) a fronte di un calo della spesa del pubblico dei lettori nei canali trade del -5,4% corrisponde un -1% nelle copie vendute.


Tutto questo ha effetti, in tempi di crisi, sulla filiera editoriale, che
si reinventa, si riorganizza, esplora strade nuove. E’ dedicato proprio a ‘Nuove iniziative per tempi difficili’ il convegno organizzato da Aie per venerdì 6 dicembre, alle 14, nella Sala Rubino. Anche in questi anni di difficoltà la piccola editoria ha continuato infatti a sviluppare diverse iniziative di promozione della lettura per porre in evidenza la propria produzione. Intervengono su questo Marco Zapparoli (Letteratura rinnovabile), Pietro Biancardi (Iperborea) e Daniele di Gennaro (Minimum Fax – media), moderati da Giovanni Peresson (Ufficio studi Aie).


Raccontano la loro esperienza anche ‘Piccoli editori per nuovi shop’, nell’incontro di venerdì 6 dicembre, alle 15, nella Sala Rubino. Storie di piccoli editori che in questi anni hanno aperto e gestiscono una loro libreria. In questo caso intervengono Rosaria Punzi (Lapis), Pietro Corraini (Libreria 121 Corraini, Milano) e Emanuele di Giorgi (Temporary shop Tunuè), moderati sempre da Giovanni Peresson (Ufficio studi Aie).


Il 7 dicembre il focus è posto invece sull’e-commerce dei libri cartacei, che pesano quattro volte più del 2008. Allora la vendita di libri attraverso gli store on line valeva qualcosa come il 3,3% (dati Aie) delle vendite nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, banchi libri della grande distribuzione). Oggi quel valore rappresenta il 12,2% del mercato di varia (adulti e ragazzi) negli stessi canali. Ed è anche l’unico canale che cresce (+3,8% nel periodo che va da gennaio 2013 a settembre 2013 rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente).


Terminati quindi un iniziale periodo di apprendimento (come si cerca e come si compra) e la diffidenza verso le forme di pagamento elettronico, i lettori hanno iniziato ad apprezzare i servizi che le librerie on line mettono loro a disposizione, ovvero non più solo la possibilità di avere a disposizione un catalogo di 731mila titoli italiani, ma anche libri stranieri, musica e cinema (e i device per gli e-book), forme e tempi di consegna, oltre all’opportunità di condividere letture e pareri e di comprare in mobilità dal tablet. A questo tema è dedicato l’incontro ‘Quando l’on-line vale il 12%’, in programma per sabato 7 dicembre, alle 11 nella Sala Rubino del Palazzo dei Congressi dell’Eur.

 

In questo scenario, nonostante l’Italia abbia tra i grandi mercati il più
basso indice di uso del web e di pratica dell’e-commerce, presentare e mostrare il libro online non è come farlo nei canali fisici: vanno ripensate le forme di comunicazione e di passaparola, le copertine si francobolizzano, diventano importanti i metadati (in altre parole la qualità di quelle informazioni che permettono appunto di trovare i libri sulla rete e agli store di collegare i titoli tra loro).
Proprio ai metadati è dedicato il workshop successivo, ‘Migliorare i
propri metadati in 5 mosse’, previsto sempre nella giornata di sabato, alle 12 in Sala Rubino, a cui partecipano Simonetta Pillon (Ie- Informazioni editoriali) e Cristina Mussinelli (Aie). Visto che ai libri si arriva sempre più attraverso motori di ricerca e librerie on line, mettere la copertina, l’abstact del libro, e collegarla a recensioni migliora la vendibilità di un titolo di circa il 70%: anche questa è una strada per migliorare le proprie performance economiche ed essere più efficaci sulla rete.

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Letteratura fiabesca.

Letteratura fiabesca. | digibook | Scoop.it

La “dignità umana” non è la ciliegina sulla torta dell’educazione, ma è la torta stessa con cui dovrebbero essere nutriti i bambini e i ragazzi.

digital publishing's insight:
Rileggendo i pedagogisti e i filosofi degli ultimi due secoli è forte il richiamo a coltivare il senso di “dignità” legata ad altri valori: empatia, umanità e dialogo. Ecco perché la lettura delle fiabe può rappresentare uno strumento didattico prezioso.



Grazie ai grandi pensatori dell’età moderna, nasce il fenomeno pedagogico della “scoperta dell’infanzia”. Già a partire dall’epoca di Rousseau, il bambino comincia a essere riconosciuto come soggetto di diritti. Nell’800 il pedagogista tedesco Fröbel dà vita al “Giardino di Infanzia”, un luogo dove permettere ai piccoli di esprimere il proprio mondo interiore e, poco dopo, Maria Montessori insegna a considerare il bambino come un essere umano libero e creativo. 
Agli inizi del ‘900 si arriva, dunque, alla piena consapevolezza della “dignità” di bambini e di ragazzi. 
Ma come si è evoluta questa concezione nella post-modernità? 

In realtà l’atteggiamento nei confronti dell’infanzia assume, oggi, aspetti ambigui. Se teoricamente non viene messo in discussione il rispetto della dignità dei piccoli, nella pratica quotidiana si assiste a comportamenti contraddittori. 
La pedagogista Mary Winn, negli anni Ottanta del ‘900, ha usato l’espressione “bambini senza infanzia” segnalando un “uso” dei bambini e degli adolescenti in violazione della loro dignità. 
Basti pensare alle strumentalizzazioni della pubblicità, oppure ai concorsi di bellezza, già a partire dal primo anno di vita, che stanno prendendo piede in tutto il mondo. 
Il sociologo Neil Postman avverte che siamo in piena “scomparsa sociale dell’infanzia”, perché dietro uno strumentale interesse per i piccoli, la società nasconde una grande trascuratezza nei confronti dei bambini e degli adolescenti. 

Anche l’ambito educativo è pienamente coinvolto in tutto questo, proprio perché la dignità umana rappresenta il fondamento dell’educazione. 
La scuola è chiamata a intervenire per far crescere i ragazzi nella consapevolezza della loro innata dignità, anche per aiutarli ad attuare una vita coerente con essa. 
E il concetto di “dignità umana” si collega ad altri valori fondamentali: “l’empatia”; “l’umanità” e “il dialogo”. 

Il filosofo Jacques Maritaine è stato tra i primi a suggerire il “dialogo” come strumento educativo, affinché i piccoli si sentano amati e riconosciuti. Dialogo educativo significa, soprattutto, soddisfare le esigenze interiori dei ragazzi, ovvero ascoltare le loro domande sul mondo, anche quelle che non riescono a formulare con chiarezza, ma che si agitano nella loro mente osservatrice. 
Un’educazione della dignità umana deve necessariamente fare perno sul dialogo e, se è vero che i modelli dell’educazione attuale sono in crisi, occorre fare proposte concrete ed elencare alternative valide. 
Già Aristotele spiegava che la dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli. Ed è proprio questa coscienza che occorre formare nei ragazzi. 
Nella realtà attuale, dominata da ansia e paure, la dignità è sostituita dalla ricerca del successo, creando una massa di perdenti e un grappolo di vincenti, la cui gloria spesso non è destinata a durare. 

All’insegnante è affidato il compito di distaccarsi da questo tipo di mentalità, usando tutti gli strumenti didattici necessari per prendersi cura dei molteplici aspetti della personalità dei bambini e dei ragazzi, allenando quotidianamente la loro dignità. 

Uno di questi strumenti può essere la letteratura fiabesca, che offre la possibilità di creare un laboratorio di pensiero per indagare il mondo. 
La fiaba è come un sentiero attraverso il quale il bambino può accedere alla propria personalità, con l’aiuto dell’educatore. Il procedere della narrazione fiabesca, infatti, è orientato in modo da creare interazione tra chi racconta e chi ascolta. 

Il bambino s’identifica con un personaggio nutrendosi delle sue qualità. Sceglie, tra male e bene, sceglie chi vuole essere. L’insegnante, attraverso la narrazione, lo aiuta a pensare, a sviluppare le proprie risorse interiori e la propria dignità. 
Questa spola fra il testo fiabesco e la vita, consente al bambino di trovare l’orientamento della propria rotta, spronandolo ad agire da protagonista, invitandolo a sviluppare le tracce e i suggerimenti che gli vengono forniti.
I libri di testo sono certamente utili, però mirano a impartire le conoscenze necessarie indipendentemente dal significato. Imparare a leggere, o a far da conto, perde valore quando ciò che si è imparato non aggiunge niente d’importante alla vita. 
La letteratura fiabesca, invece, è in grado di fare tutto questo, all’insegna della leggerezza e della gioia. Ecco perché può rappresentare uno strumento didattico prezioso, da affiancare quotidianamente ai libri di testo. 

Tutte le fiabe classiche (e molte di quelle moderne) si prestano allo scopo. L’importante è avere cura di selezionare i testi originali, facilmente reperibili in biblioteca o nelle buone librerie, evitando le versioni edulcorate o alterate a scopi mediatici. 
Per coinvolgere bambini e ragazzi in un “gioco letterario” divertente e profondamente educativo, si possono inventare delle “interviste impossibili” per far parlare i personaggi delle fiabe evidenziare, attraverso di esse, le tematiche legate alla dignità. 
Dopo la lettura della storia in classe, il docente può aiutare gli alunni a porre domande al protagonista o all’antagonista, immaginando insieme le risposte. I ragazzi, così, rifletteranno sui contenuti della fiaba e potranno confrontarli con il proprio vissuto interiore, identificandosi con questo o quel personaggio, cogliendone le qualità profonde. 

Come esempio, ecco lo stralcio di un’”intervista a Cenerentola”. Il pezzo è tratto da un libro [1] destinato a preadolescenti e giovani, ma interviste simili, opportunamente guidate, possono essere realizzate anche nella scuola Primaria e dell’Infanzia. 

L’alunno-giornalista, scelto a turno, pone la domanda che più lo interessa. Il resto della classe, con l’aiuto del docente, risponde alla domanda dopo un’attenta discussione, avviando così una conversazione immaginaria: 

- “Cenerentola, perché non ti sei ribellata alla matrigna? Si deve subire in silenzio?” 
- “Ma io sono una ribelle!” 
- “Nella logica delle fiabe, forse. La realtà è diversa: se non uccidi il cattivo, lui ucciderà te.” 
- “No. Nella realtà i mostri spesso si nascondono dietro sembianze accattivanti e alcuni abitano anche dentro di noi. Ho dovuto imparare a riconoscerli, per capire contro chi ribellarmi.” 
- “Quali mostri?” 
- “Credi che io non abbia mai provato rancore o sfiorato la disperazione? C’è un attimo nel quale la stanchezza induce a credere che l’unica via d’uscita dal male sia il male stesso, ricambiare il dolore oppure fingere di non sentirlo. Ero un’adolescente, la vita mi chiamava a scegliere chi volevo essere. Nei fatti che la sorte mi poneva davanti, imparai a rendere il mio cuore libero, senza catene. Un cuore prigioniero è destinato all’infelicità e io volevo essere felice.” 
- “Prigioniero di cosa?” 
- “Dell’odio e del rancore. E dell’incapacità di sperare.” 
- “Ma il desiderio di sposare un principe non è alquanto materialista?” 
- “Desideravo essere felice. La felicità è il più nobile dei progetti per una persona. E la nobiltà chiama nobiltà. Ho guadagnato l’amore, ma solo dopo un lungo percorso, dopo aver imparato a riconoscerlo. Il mio cuore libero, la sera del ballo, mi ha permesso di vedere la felicità e di riconoscerla.” 
- “C’erano dei mostri anche al ballo?” 
- “Sì, ho dovuto dominare il mostro dell’ingratitudine. Avevo dato la mia parola. A mezzanotte l’ho mantenuta, rischiando di perdere tutto. Ci sono riuscita solo perché, nelle difficoltà, avevo imparato che nessuna cosa al mondo vale più della dignità. La dignità non allontana le persone, le fa ritrovare.” 

Buone fiabe a tutti, ne abbiamo davvero bisogno.


**
Note:
[1] AA.VV., “Chiamarlo amore non si può”, Mammeonline Edizioni, 2013

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Ebook @ Women + Enciclopedia delle donne: insieme per l'editoria digitale

Ebook @ Women + Enciclopedia delle donne: insieme per l'editoria digitale | digibook | Scoop.it

Server Donne 

digital publishing's insight:

Anni di amicizia e di impegno comune per diffondere la cultura e la storia delle donne on e off line finalmente convergono su una traiettoria condivisa: ebook @ women- la libreria digitale femminista e l’Enciclopedia delle Donne sono liete di annunciare l’inizio di una collaborazione entusiasmante in materia di editoria digitale.

 

Gli ebook dell’Enciclopedia delle donne saranno infatti distribuiti anche attraverso la piattaforma ebook.women.it per implementare la visibilità della letteratura di genere in tutti i formati oggi disponibili.

Gli e-book offrono una modalità nuova non solo di diffusione ma anche, e soprattutto, di elaborazione dei contenuti e leggere diventa un’attività immersiva in cui fondamentale è il ruolo di tutte le attrici in campo: l’autrice, la casa editrice, la libraia, la lettrice. Unite e collegate per garantire qualità e controllo, innovazione e originalità a questo filone della produzione / distribuzione editoriale.

Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, noi siamo consapevolmente fiduciose: si inizia con la distribuzione di Però un paese ci vuole. Storie di nebbia e di contentezza di Giovanna Grignaffini, La Ristori. Vita romanzesca di una primadonna dell'Ottocento di Teresa Viziano, e Le donne di Alessandro Magno di Valeria Palumbo.


Ebook@women.it - è un’iniziativa dell’Associazione di donne Orlando di Bologna, in collaborazione con il Server Donne, la Biblioteca Italiana delle Donne e l’Archivio di Storia delle Donne. Nel corso del 2012/2013 è stata predisposta una piattaforma di editoria elettronica per una diversa esperienza di trasmissione e diffusione della cultura, assecondata dalle tecnologie digitali. Il progetto si pone su due linee di produzione / distribuzione parallele: da una parte pubblica e diffonde riviste storiche e contemporanee del femminismo italiano in formato elettronico; dall’altra distribuisce e diffonde prodotti editoriali innovativi dell’editoria femminile e femminista.


La prima rivista a disposizione delle utenti nella sua intera collezione (1987 – 1996) è il periodico Lapis, percorsi della riflessione femminile diretto da Lea Melandri, e posseduta in forma cartacea dalla Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna.

 

Enciclopediadelledonne.it pubblica dal 2010 biografie di donne di ogni tempo e paese. Ha una rete di 300 fra autrici e autori, e gruppi (NOE_nuclei operativi dell'enciclopedia delle donne) attivi nelle scuole, fra amiche o in circoli e associazioni.

 

Enciclopediadelledonne popola la rete con la storia delle donne reali e incoraggia la conoscenza e la diffusione della loro esperienza come antidoto alla tendenza secolare a semplificare, a schematizzare le narrazioni e le immagini, e a mettere in ombra la varietà e il valore di queste innumerevoli esperienze.
Nel 2012 ha inaugurato con il primo romanzo di Giovanna Grignaffini, Però un paese ci vuole, la pubblicazione di ebook - saggi, romanzi, documenti. La Società per l'enciclopedia delle donne è una associazione senza scopo di lucro che si pone fra i suoi obiettivi oltre a quelli citare anche la formazione e la creazione di occasioni di lavoro per ragazze giovani e meno giovani.

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SSSUP – La Scuola informatica digitale. Libri di testo e risorse informatiche per gli istituti italiani. Partecipazione del Ministro Carrozza

SSSUP – La Scuola informatica digitale. Libri di testo e risorse informatiche per gli istituti italiani. Partecipazione del Ministro Carrozza | digibook | Scoop.it
Alcuni esperti dell’editoria italiana si confronteranno insieme ai dirigenti scolastici per fare il punto sulla didattica digitale nelle classi dei nostri istituti. Ingresso libero sabato 9 novembre, a partire dalle ore 9.
digital publishing's insight:

A che punto è in Italia la didattica digitale nelle scuole? Le strumentazioni informatiche di nuova generazione e l’editoria digitale si stanno sviluppando come negli altri paesi d’Europa nelle classi dei nostri istituti? Ne discuteranno alcuni dei maggiori esperti del settore in un convegno alla Scuola Normale sabato 9 novembre, a partire dalle ore 9, con il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza. Prenderanno parte ai tavoli di lavoro, dopo la relazione introduttiva di Caroline Hummels, della Eindhoven Technical University, anche Cristina Mussinelli, Associazione Italiana Editori; Giorgio Riva, Direttore Generale RCS Education. La giornata è promossa dalla Scuola Normale con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.



Secondo il Rapporto Ocse, l’Italia dovrebbe accelerare e investire più risorse per diffondere le tecnologie digitali a scuola. Solo 1 pc per ogni 15 studenti alle elementari, 1 su quindici alle superiori. Eppure molto si sta già facendo. A partire da settembre 2013 agli eBook tradizionali si sono affiancati gli eBook+, testi elettronici arricchiti da contenuti multimediali che sfruttano tutte le potenzialità del digitale: audio-video, link, quiz, esercizi interattivi e gallerie di immagini, creati per rendere l’apprendimento più coinvolgente e attuale.

Più in generale, anche l’editoria digitale, non necessariamente scolastica, rappresenta ancora una esigua fetta del mercato. Gli e-book nel 2012 hanno raggiunto una quota compresa tra l’1,8% e il 2%. Percentuale molto bassa, ma che aumenta su alcuni titoli di fiction, tra il 4 e il 5%. Valori in assoluto ancora modesti, ma che delineano un processo a crescita rapida, molto più rapida rispetto allo stesso e-commerce. Alla fine del primo semestre 2011 il valore era inferiore allo 0,5% e raggiungeva lo 0,9% a fine 2011. A fine 2012 era raddoppiato. Non è difficile ipotizzare un avvicinamento a quota 4%-5% a fine 2013.

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Editoria: assegnati i riconoscimenti del premio 'Nostalgia di futuro'

Editoria: assegnati i riconoscimenti del premio 'Nostalgia di futuro' | digibook | Scoop.it
Editoria: assegnati i riconoscimenti del premio 'Nostalgia di futuro'
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(ASCA) - Roma, 25 ott - Si e' svolta ieri presso la FIEG la quinta edizione del premio ''Nostalgia di Futuro'', organizzato dall'associazione ''Amici di Media Duemila'' in collaborazione con la Federazione Italiana Editori Giornali e l'''Osservatorio TuttiMedia'', in ricordo di Giovanni Giovannini. ''Quest'anno e' stata anche l'occasione per festeggiare i 30 anni di Media Duemila - ha spiegato Maria Pia Rossignaud, direttore della rivista e vicepresidente dell'Osservatorio TuttiMedia - e con il premio 2013 intendiamo dare il via alla costruzione di un ''Manifesto della Cultura Digitale', che contiamo di presentare nel 2014, in Fieg''. ''Diritto all'oblio o oblio di ogni diritto?'', questo l'interrogativo al quale si e' cercato di dare risposte. Con Azzurra Caltagirone (Vice Presidente FIEG), Derrick de Kerckhove, Bruno Manfellotto (Direttore de L'Espresso), Roberto Napoletano (Direttore de Il Sole 24Ore), Daniela Viglione (ENI), Antonio Preto (AGCOM) si e' parlato di Cultura e Tecnologia, con un approfondimento sui diritti negati nella societa' della trasparenza. ''La web reputation e' diventato un elemento centrale nella vita di persone e aziende. - ha detto Azzurra Caltagirone - Elemento centrale di tale reputazione e' l'immagine che di noi danno i motori di ricerca. E' necessario che ci sia un bilanciamento tra diritto all'oblio e diritto di cronaca ed i motori di ricerca devono avere un ruolo centrale nella difesa del diritto all'oblio. Non posso che contrastare le teorie che affidano la responsabilita' e l'onere della rimozione dei contenuti ai soli editori. Si tratta di soluzioni che pongono gli editori di fronte a grandi problemi di gestione''. ''L'autoregolamentazione - ha aggiunto Napoletano - puo' aiutarci molto nella tutela della privacy delle persone. Il diritto all'oblio va assicurato attraverso regole che appartengono al mondo del web, altrimenti non raggiungeremo mai l'obiettivo che ci prefissiamo''. ''Gli operatori - ha spiegato Antonio Preto - devono prendere atto della convergenza tecnologica e va garantito un sistema regolamentare omogeneo e integrato. Occorre limitare le asimmetrie e mettere tutti nelle condizioni di operare a pari condizioni''. Il Premio ''Nostalgia di Futuro - Sezione Editoria'' e' andato a FIEG e RAI ''per la sintesi tra convergenza culturale e innovazione tecnologica nel campo editoriale'', attuata grazie alla collaborazione tra la Federazione degli editori e il programma radiofonico di RAI Radio 2 ''Caterpillar am - La Sfida''. Il premio all'innovazione 2013 e' andato a ''Lampada Magica per interazione con ragazzi con sindrome autistica''. A ritirare la targa, Cristina Molinatti, Michele Marchesoni e Massimo Zancanaro della Fondazione Bruno Kessler e del centro ricerche europeo EITA ICT LAB di Trento. Il premio ''Amico dell'anno di Media Duemila 2013'' e' andato a Giovanna Maggioni (Direttore generale UPA. Per la sezione ''Giovani Laureati 2013'', i vincitori sono stati Nicolo' Brugiolo dell'Universita' degli studi di Trento e Matteo Centi dell'Universita' degli Studi della Tuscia. Due le segnalazioni: a Luigi Montanaro e Nokra Mohamed Amine per il progetto di service giornalistico, YouNews, al libro ''Avevamo la Luna'' di Michele Mezza, per la sinergia fra carta e web.

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For GQ's July issue this year, we had only name in mind for the cover: with Wimbledon coming up, it had to be Andy Murray.
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Styli digitali per tablet: nuova generazione di Bamboo

Styli digitali per tablet: nuova generazione di Bamboo | digibook | Scoop.it

Gli styli digitali di Wacom sono più versatili per l’uso quotidiano con i device mobili. 

digital publishing's insight:


Oggi Wacom presenta la sua nuova linea di Bamboo styli. Bamboo Stylus solo e Bamboo Stylus duo sono le versioni migliorate e di seconda generazione della popolare gamma di styli digitali lanciata nel 2011.

 

Bamboo Stylus solo è una stylus per dispositivi touchscreen, iPad® incluso, con un tappo protettivo aggiunto nell’ultima versione. Bamboo Stylus duo è una soluzione due-in-uno, che offre sia la stylus per touchscreen che la penna a sfera per l’uso su carta. Oltre a questi modelli di seconda generazione, Wacom offre Bamboo Stylus alpha come aggiunta alla gamma, una stylus entry price che replica fedelmente l’utilizzo della penna tradizionale.

 

Styli con stile

 

Bamboo Stylus solo e Bamboo Stylus duo offrono la migliore esperienza di penna della categoria, con un design elegante e di classe. Il soft touch e il tappo in elegante alluminio lucido in colori abbinati distingue queste styli dalle altre sul mercato. Entrambe le versioni sono disponibili in una gamma di vivaci colori: rosa, verde, giallo e blu, per aggiungere un tocco di divertimento al tablet o allo smartphone di chi le utilizza. Oltre alle quattro varianti di colore, la duo e la solo, così come la alpha, sono disponibile nella versione bianco e nero. Il design moderno, che unisce materiali di prima classe e ergonomia, esprime la qualità Wacom che lo differenzia.

 

Scrittura e disegno migliorati

 

Durante l’utilizzo, la precisione è migliorata da un pennino più sottile (5 mm), sia per la solo che per la duo. Il corpo della stylus è solido e stabile nelle mani dell’utente. Scrivere, scarabocchiare o navigare su un touchscreen diventa ancora più naturale e autentico. “Il touch è ancora il metodo di input più comune sulla maggior parte di smartphone e tablet, ma la stylus ha ora trovato un suo posto tra gli utenti” dichiara Rüdiger Spohrer, vice president marketing EMEA. “Le styli permettono un modo più accurato e preciso di prendere appunti durante riunioni o in classe, di scarabocchiare idee in mobilità e di aggiungere elementi scritti a mano su messaggi visuali con app adatte – come Bamboo Loop, di Wacom, per esempio, o Bamboo Paper, che permette agli utenti di catturare idee e pensieri ovunque, in qualunque momento. Wacom continua a fare tesoro dei suoi 30 anni di esperienza nello sviluppo di styli.”

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Tra carta e digitale, tre workshop a cura di AIE

Tra carta e digitale, tre workshop a cura di AIE | digibook | Scoop.it
Alla scoperta della Milano delle nuove opportunità e delle nuove professioni editoriali.
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Alla scoperta della Milano delle nuove opportunità e delle nuove professioni editoriali. Il capoluogo lombardo è diventato tra XIX e XX secolo la capitale dell’editoria italiana ma anche una città in grado di offrire ai giovani percorsi e opportunità formative (la Scuola professionale tipografica Giuseppe Fumagalli, la Scuola del libro presso la società Umanitaria) per la nascente, moderna, industria del libro.
È ancora così: Milano si conferma la capitale del libro e dei lettori. Qui si legge ben di più della media nazionale (il 53,9% rispetto al 46% della media italiana), qui si stampano e si distribuiscono oltre il 40% dei libri cartacei italiani, qui si pubblicano oltre un terzo dei titoli complessivi italiani (il 31,7% per la precisione). “Per questo – ha spiegato il presidente dell’Associazione italiana editori (AIE) Marco Polillo - abbiamo scelto di riprendere in occasione di Bookcity e in un momento di cambiamento nei modi di essere editore e di trasformazione nelle figure, il filone formativo, proponendo un set di incontri che ruotino attorno alle nuove professioni e ai nuovi modi di intendere il libro. Milano è ancora una città all’avanguardia sotto il profilo editoriale”.
Tre incontri-workshop gratuiti, rivolti a universitari, appassionati, curiosi, per conoscere il futuro del mestiere dell’editore, tra nuove figure professionali, nuovi modi di intendere la grafica, nuove forme per il libro. E ancora un quarto appuntamento, imperdibile, a cura del progetto Libri Italiani Accessibili (LIA): un reading al buio degli autori Federica Bosco, Marco Buticchi, Gianrico Carofiglio e dell’editrice Emilia Lodigiani, che, alternandosi alla lettura con altrettanti lettori non vedenti, renderanno le parole dei loro ultimi libri le vere protagoniste nel buio. Per partecipare agli incontri è sufficiente iscriversi con una mail a bookcity@aie.it (specificando a quale dei 4 appuntamenti) entro il 18 novembre.
Ecco gli appuntamenti nel dettaglio

Copertine a prova di store – in programma giovedì 21 novembre, alle 14.30 al Politecnico di Milano (Aula Castiglioni - via Durando 10) - è un vero e proprio workshop professionale. Al centro, quali sono gli elementi che rendono appetibile una copertina? In libreria, ma anche in uno store on line? Secondo quali criteri si progetta il layout di una collana? Quali sono le differenze tra progettare una copertina di carta e una cover di bit? Ne parleranno, moderati da Giovanni Peresson (AIE), Gianmarco Senatore (AIE), Margherita Pillan (Scuola di Design, Politecnico di Milano), Mario Piazza (46xy comunicazione visiva), Giulia Ichino (Editor fiction italiana per Mondadori) e Giacomo Callo (art director Mondadori) .
Designing interaction. Quando i libri diventano App, in programma giovedì 21 novembre, alle 18.30 allo IED – Istituto Europeo di Design (Aula Magna S10 - via Sciesa 4). Un workshop con al centro un solo interrogativo: se i libri si scaricano sui tablet, e le copertine diventano icone, come si deve riprogettare la grafica di ebook e app editoriali per catturare l’attenzione del lettore? Ne discuteranno, moderati da Cristina Mussinelli (AIE), Lorenza Negri e Caterina Pinto (Boombang Design), Dario Albini (Studio Atabaliba), Antonio Misseri (La Vita Nova – Sole24Ore), Barbara Corti (Condè Nast) e Luca Infante (Infante Corporation).
Reading al buio (a cura del progetto LIA) – in programma sabato 23 novembre, alle 11 e alle 12 all’Istituto dei Ciechi di Milano (via Vivaio 7, Sala Stoppani). Federica Bosco, Marco Buticchi, Gianrico Carofiglio, Emilia Lodigiani e altre voci si alterneranno in due reading successivi in cui vere protagoniste saranno le parole, che escono a sorpresa dal buio. Brani di libri letti a viva voce dai propri autori e da altrettanti lettori non vedenti all’Istituto dei Ciechi di Milano: per il pubblico, immerso nell’oscurità, sarà l’occasione per sperimentare un nuovo modo di leggere. E “vedere” una storia prendere forma nel buio.
Chi è il Readers community manager? Nuove professioni alla prova del Web, in programma domenica 24 novembre, alle 10 a Palazzo Reale (Sala conferenze dell’Assessorato alla Cultura): una panoramica su alcune delle nuove figure legate al mondo dell’e-book e dell’editoria digitale che il Web sta iniziando a delineare. Digital content curator, Readers community manager, Self publishing consultant: in cosa consiste il loro lavoro, quali percorsi di studio e professionali intraprendere, quali competenze avere, sulla rete e fuori? E soprattutto: qual è la domanda delle case editrici e dell’industria dei contenuti per queste nuove figure? 

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D@nte, dall'intesa Regione-Giunti progetto innovativo per l'editoria digitale

D@nte, dall'intesa Regione-Giunti progetto innovativo per l'editoria digitale | digibook | Scoop.it

FIRENZE - Un progetto di trasformazione e innovazione delle produzioni editoriali per adeguarle alla sfida rappresentata dallo sviluppo dell'editoria digitale.

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Si chiama D@ante (Digitalizzazione avanzata mediante nuove tecnologie) e a realizzarlo è un raggruppamento di temporaneo di imprese di cui è capofila Giunti Editore spa, nell'ambito del protocollo localizzativo sottoscritto da Regione Toscana e Rti D@ante alla fine del 2011.Oggi il progetto è in dirittura di arrivo Domani, venerdì 25 ottobre, alle 12, nel corso di una conferenza stampa, nella Sala Stampa di Palazzo Strozzi Sacrati (piazza Duomo 10, Firenze), l'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini farà il punto sui primi risultati insieme al direttore del progetto Alessandro Campi e al vice presidente di Giunti Spa Bruno Mari.        

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Portare l'innovazione nella casa editrice

Portare l'innovazione nella casa editrice | digibook | Scoop.it

Preparando l'intervento per Librinnovando Ricerca ho pensato che il compito non fosse semplice. Osservandolo da un certo punto di vista il tema dell'innovazione in editoria appare ciclopico. 

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Da un altro, invece, sembra che si sia già detto tutto. Magari è così, in effetti. Se è già stato detto tutto, mi sono detta, si potrà ricostruire un percorso per citazioni, probabilmente. E non stupirà chi si interessa da tempo di questi temi che le frasi più incisive su questo argomento le abbia dette in molti casi Tim O’Reilly.

Che esempio fuori moda, per il 2013. Ma è lo scorso settembre che Tim O’Reilly ha pubblicato sul Radar How I failed. E – al netto di una certa retorica molto americana – penso che un post autocritico da parte di uno degli editori più innovativi degli ultimi vent’anni sia un esempio incredibilmente importante di umiltà e propositività.

 

Ecco, per chi non c’era, una sintesi di alcuni passaggi del mio intervento. Con qualche bonus, per recuperare le tante citazioni implicite che per ragioni di tempo non ho potuto esplicitare.

 

PREMESSE

 

You weren't downloaded, you were born. Per quale ragione l’editoria ha bisogno di innovazione? Perché il digitale ha cambiato gran parte delle regole del gioco. Prima di discutere di quello che succede all’industria, però, abbiamo bisogno di parlare del cambiamento culturale: questo agisce sui valori alla base del sistema editoriale, modificandoli radicalmente e cambiandone dinamiche e prospettive. Non solo: il digitale ha un impatto molto forte soprattutto sul modo in cui conosciamo il mondo. Gli aspetti cognitivi del cambiamento sono affascinanti: in tema di editoria valeva la pena fare un cenno all’idea di attenzione e all’impatto sulle abitudini di lettura.

 

Spunti

«La parola chiave è accelerazione. [...] Il ‘digitale’, il nome che diamo a quanto ci sta cambiando intorno, è probabilmente il primo cambiamento che si può osservare in maniera così netta all’interno di una sola generazione [...]»
Giuseppe Granieri, Umanità accresciuta, 2009

 

«In termini semplici, la “mente accresciuta” è la mente così come la conosciamo (o pensiamo di conoscerla) dentro le nostre teste, ma esteriorizzata, condivisa, moltiplicata, accelerata, accessibile in ogni singolo elemento e generalmente elaborata in un processo connettivo che avviene fuori dalle nostre teste.»
Derrick De Kerchove, La mente accresciuta, 2010

 

«Il cambiamento dell’infrastuttura del sapere sta alterando la forma e la natura della conoscenza. [...] La persona più intelligente nella stanza è la stanza stessa: la rete che unisce le persone e idee presenti e le collega con quelle all’esterno. [...] Il nostro compito è imparare a costruire stanze intelligenti.»
David Weinberg, La stanza intelligente, 2012.

 

OPPORTUNITA’

Libera da carta e colla, l’idea di libro ci costringe a ripensare molte cose che diamo per scontate. Anche macroscopiche: senza l’oggetto fisico a stabilire alcuni punti fermi, come attribuiamo valore ai contenuti? In base alle risposte che ci daremo ridefiniremo il ruolo degli editori. Una chiave interessante è quella di considerare il libro come una conversazione.

 

Spunti

Un libro è… propone alcune ipotesi per ripensare l’idea del libro, al di là del contenitore. L’importanza delle nuove dinamiche di relazione per l’editoria, invece, riguardava proprio il valore del libro in termini di connessioni e conversazioni che è in grado di innescare.

 

COMPETENZE

 

Le competenze necessarie alla casa editrice per essere in grado di governare il cambiamento, se queste premesse sono valide, sono in primo luogo culturali. Abbiamo bisogno di figure intermedie: in grado di mettere in relazione tecnologia ed editoria, di capire (davvero) che i mercati sono conversazioni e che di conseguenza è importante avere gli strumenti necessari a presenziarle. Non si tratta di controllo o di gestione: si tratta di cura delle relazioni, di ascolto e attenzione direttamente rivolta al lettore. Un interlocutore che non è mai stato così vicino all’editore come adesso.

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L’educazione digitale dei figli?

L’educazione digitale dei figli? | digibook | Scoop.it

Bambini al ristorante, in aereo o in una sala d’attesa, che giocano con lo smartphone o il tablet dei genitori (quando non il proprio), impermeabili a qualsiasi evento esterno. Ciascuno con la testa nel suo videogame, nell’applicazione appena scaricata, nel video più alla moda su Youtube.

digital publishing's insight:

Bambini digitali al 100%. Un problema o un’opportunità da gestire?

 

C’è chi demonizza il permissivismo di alcune famiglie che lasciano in mano ai ragazzini ogni tipo di gadget elettronico e chi, al contrario, sostiene che si tratti di attività utili per lo sviluppo delle capacità mentali.

 

I “proibizionisti” ritengono che le ore passate davanti agli schermi dei tablet impediscano ai ragazzi di socializzare, affatichino la vista, favoriscano il sovrappeso, mentre i genitori più tecnologici sottolineano come la varietà di app oggi disponibili sul mercato permetta di intrattenere i bambini anche nei momenti per loro più noiosi.

 

Come madre di due bambini in età da tablet-dipendenza so quanto sia difficile ottenere che i pargoli lascino l’amato strumento per uscire, fare i compiti, o anche solo andare a fare la doccia. Qualche volta capita di andare in escandescenze per ottenere attenzione, ma non è tutto male quel che circonda il mondo digitale. Anzi.

Ho avuto modo di osservare come alcune applicazioni favoriscano il dialogo e l’interazione fra bambini, oppure sviluppino istinti protettivi, esattamente come accadeva con il mitico “Cicciobello” un po’ di anni fa. Sotto l’ombrellone, tra un bagno e l’altro, ho visto bambine tra i sette e dieci anni smanettare sull’Ipad per curare amorevolmente Pou, un “pet” che va nutrito, pulito, vestito, coccolato e fatto giocare proprio come se fosse un figlio virtuale. Nemmeno i maschi disdegnano il compito, anche se per loro le sfide a Clash of Clans (un gioco di strategia molto popolare) o a Plants vs Zombies sono più entusiasmanti.

 

Chi dice che i bambini non interagiscono per colpa delle “diavolerie elettroniche”, forse non si è mai preso la briga di giocare con loro. Perché poche cose fanno più piacere a un bambino che rendere partecipi i genitori delle loro scoperte. Qualche esempio? Scegliere insieme le acconciature e i trucchi di Star Girl Salon, chiacchierare con Talking Angela (gatta dall e mille risorse), fuggire dalla polizia in Subway Surfer (malandrino ma non diseducativo), far indovinare i personaggi più improbabili al mago Akinator, oppure costruire ogni genere di mondo virtuale con Minecraft (una sorta di lego online).

 

I tablet in mano ai bambini sono come il caffè per gli adulti. Rendono agile il cervello, ma in grandi quantità creano dipendenza. Isolano, se usati per ore da soli in una stanza, ma concessi come mezzo di intrattenimento, meglio se in gruppo, stimolano e favoriscono la socializzazione. Anche quando il tablet non c’è, parlare di videogiochi, Playstation o applicazioni è per i ragazzini un modo immediato per fare amicizia e di condividere esperienze. Il resto è questione di misura. Come tutto, d’altronde.

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Amazon rivoluziona l'editoria online.

Amazon rivoluziona l'editoria online. | digibook | Scoop.it

La prima settimana di settembre si apre con molte novità interessanti dal mondo informatico e digitale. 

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In arrivo nuovi bundle con libro cartaceo e copia digitale

 

Il colosso americano si prepara a rivoluzionare per l’ennesima volta il settore dell’editoria, tanto che chi ha insinuato in questi anni che la carta stampata ha i giorni contati, non potrà far altro che ricredersi.

Nonostante il passaggio da cartaceo a digitale abbia influenzato giornali, case editrici e lettori, arriva proprio da un big del settore informatico come Amazon una novità che farà saltare di gioia tutti gli amanti della lettura.

 

La società di Jeff Bezos ha infatti presentato MatchBook, un nuovo servizio simile al già collaudato AutoRip, che permetterà ai lettori di portarsi a casa, gratuitamente o con una spesa massima di 2,99$ per libro, una copia digitale per ogni libro acquistato tramite il negozio online di Amazon.

Assieme alla copia cartacea verrà quindi rilasciata tramite l’account associato, anche una copia digitale da leggere comodamente nel proprio Kindle o su PC, Mac, tablet e smartphone dotati dell’app proprietaria.

 

La nuova iniziativa, che al lancio offrirà oltre a 10.000 libri, sarà retroattiva in modo da garantire una copertura di tutti i libri pubblicati dal 1995 (data di apertura di Amazon.com) ad oggi e comprenderà tutte le feature studiate appositamente per gli ebook come Whispersync, X-Ray e Polular Highlights.

 

La strategia di Amazon era attesa ormai da molti, complice un mercato che vedeva di buon occhio le nuove tavolette e-ink ma ancora troppo legato al profumo della carta per concentrarsi unicamente sulla versione digitale. Il nuovo servizio, oltre ad accontentare l’enorme bacino di clienti che utilizzano quotidianamente gli e-reader Kindle, taglierà le gambe ad una miriade di altre società concorrenti, prive di un servizio così completo nel campo editoriale.

 

Per quanto riguarda il Bel Paese, non si conoscono ancora le date ufficiali ma è probabile che un accordo con le case editrici venga raggiunto già nei prossimi mesi.

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Librerie Ibs: quando editoria tradizionale e digitale si incontrano

Librerie Ibs: quando editoria tradizionale e digitale si incontrano | digibook | Scoop.it
A ritmo accelerato la crescita dell'ecommerce di Ibs. Ma a quindici anni dall'inizio delle attività online, la scommessa dell'amministratore delegato Zerbini si gioca sui punti vendita fisici.
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La sua soddisfazione la aveva espressa già poche settimane fa, durante la presentazione dell'undicesimo rapporto sull'eCommerce in Italia curato da Netcomm e dalla School of Management del Politecnico di Milano.

 

Mauro Zerbini, amministratore delegato di Ibs, aveva raccontato infatti non solo di una crescita a due cifre in un contesto nel quale il mercato dei prodotti editoriali ha messo a segno un più contenuto +6 per cento, ma anche di quella scelta un po' controcorrente di investire nelle librerie fisiche proprio ”mentre si preannunciava la tempesta perfetta”.


Una tempesta legata a più fattori, dalle difficoltà in cui versano i comparti della musica e dei film, alla crescita sempre più marcata del digitale per arrivare alla sempre più pressante presenza di Amazon sul mercato (tanto da parlare di ”polarizzazione tra due player, Ibs e Amazon”), dalla quale però Zerbini ritiene di uscire più che bene, a maggior ragione nell'anno in cui Ibs celebra i quindici anni dall'inizio delle sue attività online.


"Se in questo scenario noi cresciamo più del comparto - commenta non senza ironia - significa che qualcosa di buono l'abbiamo fatta”, soprattuto se in crescita risultano essere anche le librerie fisiche, acquisite nel maggio dello scorso anno rilevando i punti vendita della catena Melbookstore.


Al momento il giro d'affari di Ibs pesa ancora per tre quarti sull'online, ma Zerbini definisce la crescita del business delle librerie tradizionali ”un evento quasi unico”, sottolineando l'importsnzs di una riflessione seria e concreta sui nuovi possibili format delle librerie tradizionali.


Non pensa a ”esperimenti estremi” (così li definisce) Zerbini, ma di certo l'ecommerce può portare nuovi vantaggi al commercio tradizionale.

Come accade, proprio per passare dalla teoria alla pratica, nel punto vendita Ibs.it di Padova, inaugurato nel nuovo concept alla fine della scorsa settimana, nel quale online e offline si incontrano su un'unica superficie.


All'interno del punto vendita, infatti, i clienti potranno scegliere da una postazione pc dedicata i contenuti digitali di loro interesse, pagandoli direttamente in contanti alla cassa e scaricandoli sui loro dispositivi direttamente in negozio, utilizzando il WiFi gratuito disponibile, oppure con comodità una volta tornati a casa.
Un nuovo tassello sulla strada della multicanalità: editoria tradizionale ed editoria digitale si incontrano nel medesimo spazio fisico.

 

Fonte: http://www.01net.it/librerie-ibs-quando-editoria-tradizionale-e-digitale-si-incontrano/0,1254,2_ART_156626,00.html

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"futurText", il futuro della scuola e della formazione nel segno del digitale.

"futurText", il futuro della scuola e della formazione nel segno del digitale. | digibook | Scoop.it

L'iniziativa si svolgerà nelle suggestive sedi della chiesa di San Francesco e del Complesso di San Micheletto.

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Lucca, 4 dicembre 2013 - Il futuro della scuola e della formazione diventa il presente. Grazie a "futurText". Il primo festival internazionale che riflette sul testo digitale come trama che riscrive i nuovi stili di apprendimento e insegnamento. Ed è Lucca, nelle suggestive sedi della chiesa di San Francesco e del Complesso di San Micheletto, ad ospitare questa rassegna di respiro mondiale, la prima e l'unica, in programma il 6 e il 7 dicembre prossimi, grazie ad una iniziativa di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Indire ed European Schoolnet, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e dell'Ufficio Scolastico Provinciale, e il patrocinio del Miur, del Comune e della Provincia di Lucca e con la sponsorship di ENI e Var Group.

 

Il testo del futuro: visionario e digitale. Indagato, smontato e rimontato in tutte le sue possibili trame digitali e social del XXI secolo: testo immagine, testo parlato, testo scritto, testo audiovisivo, testo ambiente, testo aumentato, cioè arricchito della percezione sensoriale umana mediante informazioni non percepibili con i cinque sensi, testo virtuale. L'iniziativa si snoda all’interno di un universo affascinante e in continua evoluzione, propone novità e metodi, studia le applicazioni possibili per trasformare la scuola in un laboratorio del futuro, dove il cuore antico, pulsante di storia, filosofia, letteratura e matematica, viene pompato dalla scienza e dall'innovazione tecnologica sempre più a misura di studenti “nativi digitali”. E fa qualcosa in più: divulga le conoscenze con voci nazionali e internazionali in una ‘due giorni’ interamente dedicata alla scuola, un momento di aggiornamento e di scambio tra docenti, dirigenti scolastici, studenti, famiglie e tutti coloro che gravitano intorno all'istruzione e alla formazione, provenienti da ogni parte d’Italia.

 

Un evento, quello di futurText, che si inserisce nel più ampio disegno di attenzione alla Scuola, particolarmente centrato sulla didattica con le nuove tecnologie, che la Fondazione Crl finanzia con azioni mirate anche alla formazione dei docenti. Come il progetto UiBi, un inedito "hub" di esperienze, laboratori, Corsi di formazione (alcuni in collaborazione con l'Università di Pisa e Indire) e piattaforme digitali (un Social Learning Environment realizzato attraverso un Portale diattico social e, da febbraio 2014, una App dedicata) che coinvolge la comunità scolastica provinciale e a breve, grazie al Protocollo di Intesa con l'Ufficio Scolastico Regionale, i docenti e gli alunni delle Scuole e Classi 2.0 della Toscana.

 

Quali contenuti, quali strumenti, quali applicazioni e metodologie possiamo offrire a un soggetto attivo, mobile, che per apprendere e per insegnare interroga i dati e li manipola per redistribuirli in nuove forme? Ecco le domande da cui prende le mosse futurText, offrendo un contesto di discussione, dibattito, confronto ed elaborazione attiva per azzardare qualche risposta. «I contenuti digitali – spiegano gli organizzatori del Festival – sono, per fare un esempio, la principale risorsa di tutti i progetti editoriali scolastici e l'elemento essenziale di ogni parte didattica intrapresa attraverso l'uso delle nuove tecnologie: libri di testo misti, oggetti didattici multimediali e interattivi, LIM, tablet, smartphone.

 

Tutto nel mondo della scuola digitale e della formazione ha come referente insostituibile un contenuto multicanale integrato e la sua adattabilità alle condizioni on site e mobili». Ciò significa che è necessario fornire agli studenti e ai docenti delle scuole, dell'università e della formazione in genere, strumenti che consentano loro di interrogare direttamente le fonti, reperire contenuti, gestire le informazioni e rielaborarle con software adeguati. Lezioni interattive, strumenti multimediali e materiali sempre più a misura degli studenti. La scuola italiana, negli ultimi cinque anni, sta cercando di modernizzare programmi e didattica all’insegna delle nuove tecnologie, le quali, però, da sole non bastano a modificare il sistema di apprendimento e le performance scolastiche degli alunni. Ciò che fa la differenza è come queste, se inserite nella scuola con un corretto processo e supportate da una solida preparazione, servano a destabilizzare le vecchie pratiche didattiche favorendo l'innovazione e la riduzione del gap di cultura tra istruzione e sistema sociale: in questo modo, una scuola più vicina al mondo degli studenti e una didattica più efficace e aggiornata finiscono per creare le migliori condizioni anche per gli apprendimenti maggiormente significativi.

 

Il programma. FuturText si sviluppa tra la Chiesa di San Francesco e il Complesso di San Micheletto. La prima giornata, tra convegni e mostre, si svilupperà nell'ex convento fresco di restauro, con l'inaugurazione della rassegna prevista per venerdì 6 dicembre alle 14 nella Chiesa di San Francesco. Nella seconda giornata workshop e talks animeranno i chiostri e le stanze del Complesso di San Micheletto, dalle 9 alle 17. La chiusura, invece, è affidata a un concerto in grande stile che si terrà nella Chiesa di San Francesco, intorno alle 17.30, eseguito dal Duo Paolo Ardinghi (violino) e Federico Nicoletta (pianoforte), dell'Istituto «L. Boccherini», con musiche di Franz Schubert e César Franck.

 

Durante gli incontri di futurText potrà avviarsi un momento di mutuo supporto tra pari, dal quale potranno scaturire eventuali iniziative per supportare il proprio livello di innovazione scolastica. I conduttori dei workshop di lavoro saranno i ricercatori Indire, i docenti e i dirigenti scolastici che hanno fatto da apripista nell'innovazione scolastica e nella ridefinizione degli ambienti di apprendimento. Obiettivo esplicito è poi quello di indicare le esperienze di riferimento e attivare scambi di conoscenze che non si esauriscano con l'evento di venerdì 6 e sabato 7, ma che possano continuare nel tempo realizzando, per esempio, accordi di rete o tracciando percorsi di innovazione sostenibile per la didattica e l'organizzazione, replicabili da tutti gli istituti interessati.

 

Fittissimo il programma degli incontri che abbracceranno i tre ambiti di approfondimento: la didattica, che pensa le necessità pedagogiche e da esse elabora modalità e strategie di intervento attraverso scenari operativi; i contenuti, globalmente considerati nel flusso della loro selezione, riuso, elaborazione produzione; le tecnologie utili alla gestione, elaborazione, produzione e distribuzione degli artefatti digitali, specialmente in condizione di mobilità e connettività permanente. Quattro, invece, le tipologie di eventi previsti all'interno della rassegna: FT Talk, centrati sulla discussione e sul confronto; FT Workshop, per la condivisione di esperienze; FT Convegni, con interventi di studiosi ed esperti di prestigio; FT Performance, con mostre, concerti ed altri eventi artistici. Tra questi rientrano la mostra L'obiettivo sulla scuola, curata da Pamela Giorgi e Andrea Benassi (entrambi ricercatori Indire) con la collaborazione dei proff. Maria Messere e Alessandro Lamantea che troverà casa nella Sagrestia della Chiesa di San Francesco; lo spettacolo teatrale La stanza di Galileo, realizzato da «Venti Lucenti», in collaborazione scientifica con OpenLab dell'Università degli Studi di Firenze, che si terrà venerdì 6 dicembre, alle 19, nella Sala Affresco del Complesso di San Micheletto.


È possibile seguire l'iniziativa su Twitter con Indire (hashtag #futurText), mentre per avere ulteriori informazioni basta visitare i siti web Indire e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

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Colloquio d’esame 2.0: mission impossible? -

Colloquio d’esame 2.0: mission impossible? - | digibook | Scoop.it
Community: Talvolta gli studenti stentano a utilizzare gli strumenti digitali per attività didattiche che non siano quelle della loro quotidianità. Il racconto di quella che sembrava una missione impossibile...
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Convincere venticinque nativi digitali a usare il computer (ma anche la rete, il telefonino, il tablet) per attività che non fossero quelle da loro usate quotidianamente, non è stata un’impresa facile.
Aggiungi poi che a formulare questa insana richiesta non era altri che l’insegnante di italiano, storia e geografia con il folle obiettivo di far loro scoprire (o persino amare) la storia, la geografia e la letteratura.
Aggiungi ancora che dopo il primo anno in classe non c’era più stata neanche la LIM. E che a scuola l’unica aula dotata di pc e LIM gode di una connessione internet peggiore di quella presente a casa di ciascun alunno (condivisa con gli uffici amministrativi per giunta).
Se poi pensi di chieder loro di studiare persino i 12 articoli fondamentali della Costituzione... beh, non ci si crede! E allora? Mission impossible?

STRATEGIA: gradualità.
STRUMENTI: Wordpress, Prezi e Symbaloo.

Non era certo pensabile partire in quarta con una classe che tre anni fa (in prima) come tutte le prime doveva già assorbire le difficoltà di ambientamento, di affiatamento e che si aspetta un passaggio soft al nuovo percorso della Scuola Media.
Per fortuna: la LIM in classe. Che figata la LIM!
Esercizi interattivi, interrogazioni a serrande abbassate, audiovisivi in dolby surround e poi tabelle, grafici animati, ricerche con Google, le coordinate con Google Earth e tante risorse pronte lì... Ma, anche il pc di casa fa le stesse cose! E allora vengono in aiuto i libri di testo con le loro estensioni e la classe virtuale. “Fate le verifiche a casa col pc e vi risparmiate una interrogazione. Cinque verifiche su cinque unità di storia varranno un voto.”

In seconda però si cambia aula e la LIM... non c’è più. Ma c’è l’aula informatizzata nuova di zecca. Certo, è da condividere con tutti gli altri, ma meglio di niente.
E allora qui si comincia a fare sul serio. Apriamo un blog di classe. “Un blog? Come quello di XY della serie televisiva X? Come quello dei grandi calciatori?” “E per far cosa?” Intanto impariamo a usare Wordpress e poi si vede. Nasce “Il Blog della Terza D”.
E ancora test interattivi autocorrettivi, apps e giochini didattici per tutto (storia, prove Invalsi, geografia, ecc...), in aula informatizzata e a casa. “Trovate tutto sui materiali didattici del sito web della scuola. Anche “Il blog del Prof” svolge anche la funzione di punto di rifermento oltre l’orario scolastico.

Arriva così il terzo anno. E ora? Aggiungiamo dei blog personali? OK. E poi? Continuiamo con la classe virtuale e le risorse online? Certo. Ma per l’esame? Tutto alla vecchia maniera? Tesina preparata in buona parte col “cut&paste”... NO!
Propongo qualcosa di impegnativo usando il blog. La classe snobba in gran parte ma poi lavora (Sbarco in Sicilia 1943). Proviamo qualcosa di veramente nuovo? Cominciamo in aula informatizzata con le prime prove con Prezi: straordinario!

L’idea iniziale (febbraio 2013) era di far usare ai ragazzi il Prezi per costruire un percorso su di un argomento di studio (guerre mondiali, resistenza o altro). Ho chiesto alla classe di cominciarlo a studiare (a casa), di scegliere un’unità di storia a piacere e di costruirci sopra un percorso/presentazione con Prezi. Ho fornito loro alcune indicazioni di base e li ho lasciati lavorare per un paio di settimane. Qualcuno ha fatto un buon lavoro, molti hanno cominciato e si sono fermati alle prime difficoltà e alcuni non hanno neanche provato a iniziare adducendo varie scuse. Allora ecco che l’aula informatizzata diventa veramente preziosa. Coordinamento, tutoraggi, affiancamenti, consulenze... un vero laboratorio. E continua anche a casa. A marzo tutti (o quasi) sapevano muoversi con Prezi. Bene!

E allora lancio la grande sfida: “Costruirete un percorso Prezi per il colloquio d’esame”. Sapevo bene che se anche uno solo non fosse riuscito a realizzarlo non avrei potuto farlo usare a nessuno durante l’esame (della serie: o tutti o nessuno).
Sarà un percorso che dovrà “toccare” tutte le discipline. Non conterrà molto testo (parleranno gli alunni) e dovrà avere come focus e punto di partenza uno dei 12 articoli fondamentali della nostra Costituzione. I ragazzi scelgono ciascuno il proprio articolo e da lì il tema conduttore del percorso. Preparano una tabella dove ogni riga è una materia e nelle colonne ci sono l’argomento e le relative parole-chiave.
Siamo ad aprile e tutto è ancora da fare. Verificata la bontà delle scelte fatte dai ragazzi si passa alla fase operativa. Intensifichiamo il lavoro a casa e in aula informatizzata. Prezi attiva anche la possibilità di collaborazione e noi attiviamo i tutoraggi anche da casa (WOW!!!).

In pratica durante la fase finale dell’anno scolastico riusciamo ad avviare quasi tutti i percorsi... Gli ultimi refrattari cominciano a maggio inoltrato (grrrr).
Alla fine di maggio i 25 percorsi ci sono tutti. C’è ancora tanto da sistemare (in alcuni tantissimo), ma ce la possiamo fare.
I social network ci vengono in aiuto... Ultime istruzioni via rete e poi la realizzazione del quadro riassuntivo generale contenente i link ai 25 lavori con Prezi.
Symbaloo si presta benissimo a questo... e questo è il risultato:
http://www.symbaloo.com/mix/esamiterzad2012-2013

Missione compiuta. Puff puff, pant pant :-)

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Se l'ingegnere gestionale riprogetta l'editoria digitale - Il Sole 24 ORE

Se l'ingegnere gestionale riprogetta l'editoria digitale - Il Sole 24 ORE | digibook | Scoop.it
Il progetto ha attivato studenti del corso di Marketing Multicanale della facoltà di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano. Obiettivo?
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Una squadra i studenti di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano si è misurato con l'editoria digitale. L'iniziativa, nata da una collaborazione tra Il Sole 24 Ore e il Politecnico di Milano, si è conclusa a luglio. Obiettivo era chiedere a un gruppo di partecipanti del corso di Marketing Multicanale della facoltà di Ingegneria Gestionale di progettare un prodotto digitale (e non) nel campo dell'editoria multimediale. I risultati hanno mostrate le potenzialità di un mondo che sta conoscenda una totale rivoluzione. Le opzioni a disposizione degli studenti, organizzati in gruppi di 4 o 5 ciascuno, erano tre e si differenziavano in base alle caratteristiche anagrafiche, professionali e aspirazionali dei target potenziali.

La prima chance si è concentrata come "lettore" di riferimento su uno studente universitario alle prese con la complessità della programmazione del proprio futuro professionale, la seconda è indirizzata ai professionisti con una carriera già avviata, ma che desiderano al contempo accelerare la crescita e consolidare lo status sociale; la terza ha voluto parlare ad avvocati assecondando l'esigenza specifica di approfondire e aggiornare costantemente le proprie competenze per rafforzare l'attività professionale. Play maker dell'iniziativa Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano che ha saputo trasformare ingegneri gestionali nei Murdoch del futuro.

 

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CULTURA DIGITALE-Bookcity: i blogger diventano scrittori

CULTURA DIGITALE-Bookcity: i blogger diventano scrittori | digibook | Scoop.it

 CULTURA DIGITALE-Bookcity: i blogger diventano scrittori

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Un connubio -quello tra 40k e Paper Project- che trova il suo filo rosso nella passione, comune, per l’editoria a fil di schermo, piccolo, grande, piatto, portatile o meno che sia: Paper Project è la novità editoriale del mondo dei blogger tricolori, un progetto dove oltre settanta tra le più seguite firme del Web mettono in comune la propria esperienza, la propria creatività e le proprie platee in un blog condiviso. Così il post stringe alleanza con l’Indice e presenta un ricco catalogo di saggi digitali su tematiche come Tech,Libri,Do it Yourself, Fahion,Sport, BonTon, Food, Rosa, Lifestyle, Beauty, Sesso, Green, Counseling, Oroscopo e Viaggi, trattate dal meglio della blogosfera italiana proveniente da Paper Project, quella più letta, cliccata, condivisa, capace di creare con semplici post vere e proprie web-tendenze. Un progetto innovativo quanto l’attività editoriale di 40k Unofficial, una collana di ebook nata dall’esperienza della casa editrice 40k, lanciata tre anni fa come progetto del gruppo di Bookrepublic. 40k Unofficial è un imprint di varia e manualistica, a metà tra editoria tradizionale e self-publishing: un modo nuovo sia di pubblicare che di leggere.Marco_Ferrario_1

 

“L’intento di questa collaborazione – ha affermato Marco Ferrario, ceo di 40k e Bookrepublic - è di trasferire la competenze specifiche e la reputation di blogger di successo in un modello editoriale innovativo. L’obiettivo comune è di creare un catalogo esteso di testi brevi su argomenti verticali, con una forte identità, lasciando grande autonomia agli autori e alle loro competenze all’interno di schemi editoriali precisi; metteremo a loro disposizione la tecnologia necessaria per scrivere, pubblicare, distribuire, vendere e promuovere. È un modello che probabilmente non si applica a tutti i generi editoriali, e che svilupperemo nell’area della varia e della manualistica”.

 

“E’ elettrizzante raccogliere questa sfida al fianco di Bookrepublic/40k – ha dichiarato Chiara Fornari, founder e responsabile editoriale Paper Project in collaborazione con Paola Toia – dopo aver dato vita ad un progetto più unico che raro come Paper Project credo sia venuto il momento di esplorare, insieme ai nostri blogger, tutte le vie che il Web ci apre, compresa, quella di grande interesse tracciata dall’editoria online. E in questo Bookrepublic è il miglior compagno di viaggio che si possa desiderare”.

 

Marco Ferrario e Chiara Fornari presenteranno il progetto in occasione dell’edizione 2013 di Bookcity con un incontro aperto al pubblico che si terrà venerdì 22 novembre, ore 19.00 presso la Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16 – Milano.

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Editoria, al via un progetto tutto digitale. Capofila la Giunti

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D@nte: Un progetto innovativo nel campo editoriale

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Un progetto innovativo nel campo editoriale, per rendere più competitivo un gruppo editoriale storicamente insediato nell’area fiorentina che, grazie ad un investimento in un settore avanzato come quello dell’editoria digitale, apre la strada a nuovi importanti sviluppi. Tutto questo è D@nte (Digitalizzazione avanzata mediante nuove tecnologie), a realizzarlo è un raggruppamento temporaneo di imprese di cui è capofila Giunti Editore spa, nell’ambito del protocollo localizzativo sottoscritto alla fine del 2011. L’intesa prevede, da parte della Regione Toscana, un finanziamento di circa 3 milioni e 500 mila euro a sostegno di un investimento complessivo di oltre 9 milioni, per la realizzazione di nuove tecnologie editoriali digitalizzate.

Oggi D@nte è in dirittura d’arrivo e ha già consentito il consolidamento di una nuova filiera toscana, fatta di piccole e medie imprese hi-tech e di servizi avanzati, specializzata nell’editoria digitale e nei nuovi servizi per la scuola, creando così le premesse per ricadute positive anche sul fronte dell’occupazione. Del raggruppamento temporaneo di imprese (Rti D@nte) fanno parte oggi sei aziende: oltre alla capofila Giunti Editore spa, Giunti scuola srl, Touring Editore srl, Hyperborea srl, Centrica srl, Cubit scarl. Il progetto si propone di dare concretezza ad un ripensamento radicale della progettazione editoriale, attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali per l’editoria in modo da affrontare il mercato con nuovi formati, nuovi canali, nuovi modelli di distribuzione e vendita.

“L’investimento – spiega l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini – favorirà il rilancio competitivo dell’azienda che potrà mantenere così la propria posizione di leadership sul mercato. Non c’è dubbio infatti che l’editoria, al cospetto delle novità apportate dalle nuove tecnologie, per sopravvivere dovrà saper cogliere, in tempi rapidi, la sfida dell’innovazione. Questo progetto costituisce un’opportunità”. In particolare D@nte ha già permesso di coinvolgere una serie di piccole e medie imprese toscane dell’hi-tech, in particolare di costituire legami con il polo tecnologico di Navacchio, rappresentando così un valore aggiunto per l’economia regionale in una fase particolarmente delicata che richiede, in tutti i settori, di premere l’acceleratore sull’innovazione e sui processi di cambiamento a tutti i livelli.

“Il progetto è una buona notizia anche per l’occupazione – dice Simoncini – perchè il protocollo localizzativo è uno strumento che prevede, fra l’altro, la permanenza della realtà produttiva sul territorio per almeno 5 anni, pena la revoca dei finanziamenti.Un modo per legare l’impresa al territorio e dare garanzie ai lavoratori”. I protocolli localizzativi sono una procedura negoziale che la Regione ha inaugurato nel 2009 con l’intento di trovare partner con i quali condividere obiettivi specifici, ritenuti rilevanti per lo sviluppo dell’economia regionale. Il bando aveva una dotazione complessiva iniziale di circa 15 milioni di euro, che sono stati interamente assegnati. “E’ uno strumento che ha dato i suoi frutti – conclude l’assessore – tant’è vero che, anche nella legge 38 abbiamo inserito una misura analoga, i protocolli di insediamento, il cui disciplinare di attuazione è appena stato approvato dalla giunta e che saranno operativi a partire dal 2014, una volta approvato il bilancio regionale”.

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Bamboo Pad di Wacom l’esperienza due-in-uno.

Bamboo Pad di Wacom l’esperienza due-in-uno. | digibook | Scoop.it
Bamboo Pad è la soluzione Wacom per aggiungere movimenti di navigazione, disegno e funzionalità per la scrittura a mano alla normale esperienza al computer.
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Una volta connesso a qualunque computer portatile o fisso avente Windows 8 ( o Windows 7), l’esperienza di navigazione autentica e naturale comincia immediatamente.

“Bamboo Pad, ben lontana da essere semplicemente un nuovo touch pad sul mercato, soddisfa i bisogni dei numerosi utenti che vogliono navigare utilizzando i movimenti. Ideale per aggiungere firme personali, disegnare in digitale o scrivere commenti a mano sui documenti, Bamboo Pad offre la tipica esperienza di una stylus Wacom sensibile alla pressione”, sottolinea Rüdiger Spohrer, Vice President Marketing EMEA.

Bamboo Pad usa la tecnologia della penna Wacom, rinomata e brevettata, (Wacom feel IT techonologies), e il design super sottile del pad permette un uso confortevole che offre comodità durante le lunghe ore di lavoro. A differenza dei mouse tradizionali, il pad offre movimenti multi-touch (in particolare quando utilizzato con Windows® 8), dalla sensazione naturale. La comunicazione diventa ancora più visuale e divertente, grazie alla possibilità di aggiungere scarabocchi, disegni e scritte a mano con la penna inclusa. Le email possono contenere firme personali, parole e paragrafi evidenziati che aiutino i lettori ad arrivare dritti al punto. Gli utenti Windows 8 hanno anche la possibilità di scaricare gratuitamente la nuova app Bamboo Paper da Windows Store. Questo software permette agli utenti di prendere appunti e fare scarabocchi.

Wacom, già esperta nella sensor technology per penne digitali e touch display, offre ora un dispositivo di interfaccia due in uno, caratterizzato da naturalezza di utilizzo e stile, che permette agli utenti di aggiungere un po’ di divertimento e creatività alla quotidiana vita d’ufficio. La tecnologia Wacom assicura che movimenti e scrittura a mano non interferiscano mai l’un l’altro, dal momento che il pad riconosce la penna o il dito e automaticamente disattiva le funzioni pen o touch, in base alla necessità. Con Windows 7 e 8, gli utenti possono semplicemente collegare il pad, mentre coloro che utilizzano Apple (MacOS 10.7 o successivi) devono prima installare un driver, che può essere scaricato dal sito di supporto Wacom.

Bamboo Pad è disponibile con connessione wireless o cavo USB. È disponibile in quattro design, tutti curatissimi: gli utenti possono scegliere tra un discreto grigio con superficie lucida, o un pad bianco con dettagli di tre colori, freschi e alla moda, blu, verde chiaro o viola (solo wireless). Naturalmente, ogni Bamboo Stylus con tecnologia feel™ può essere usata su Bamboo Pad.

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iPads in Schools: Is This A Good Idea?

iPads in Schools: Is This A Good Idea? | digibook | Scoop.it
See on Scoop.it - Modern Educational Technology and eLearning
“ You’ll see more iPads in schools these days; over $1 Billion in sales to school in the last quarter.”
John Rudkin's insight:Simplistic...
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Editoria, Legnini: ‘Il calo delle vendite del cartaceo inarrestabile come il digitale’

Editoria, Legnini: ‘Il calo delle vendite del cartaceo inarrestabile come il digitale’ | digibook | Scoop.it
“L’Editoria italiana deve munirsi di un progetto, di un piano industriale di sviluppo che deve riguardare anche chi distribuisce e gli edicolanti”.
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Lo ha dichiarato Giovanni Legnini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, intervenendo stamani alla presentazione di Digitalecco.

”La rete delle edicole italiane – ha spiegato Legnini – è un patrimonio del nostro Paese. Non tutelarle metterebbe a rischio, oltre a molti posti di lavoro, la libertà e la pluralità dell’informazione”.
Ma Legnini rivolge un appello anche agli edicolanti, per dir loro che “il calo delle vendite del cartaceo è un processo inarrestabile, come l’evoluzione verso il digitale. Si può e si deve con altri strumenti sostenere la rete delle edicole. Il governo ha previsto le prime misure oggetto di intesa con la categoria che saranno adottate in tempi brevi”.

Il Sottosegretario stamani era a Lecco per la presentazione di Digitalecco, il primo progetto in Italia che risponde all’adeguamento voluto dalla nuova normativa sull’informatizzazione delle edicole a partire da gennaio 2014.
“Un progetto importante – ha detto Legnini – che ricalca la strategia fin qui adottata dal governo, cioè il coinvolgimento dell’intera filiera come risposta alla grave crisi del settore”.

Digitalecco è un progetto comunicativo avviato da editori, distributori ed edicolanti con il supporto della Camera di commercio e degli enti locali, che vede l’installazione di monitor in punti strategici della città per la divulgazione di informazioni di pubblica utilità e la promozione di eventi e iniziative culturali legate al territorio, implementati oggi con un totem in tutte le edicole con il palinsesto Digitalecco, il Wi-Fi gratuito e il coupon Bluetooth, che permetteranno al lettore di conoscere le promozioni editoriali.
Il progetto contiene tutto quanto è contenuto nella normativa: tracciabilità delle vendite e delle rese tramite il protocollo Inforiv che collega editori, distributori ed edicole; un lettore per il sistema di pagamento veloce; un monitor digitale collegato online alle testate editoriali locali che così possono aggiornare, in tempo reale, le notizie e anticipare i temi sul giornale in uscita il giorno seguente.

“Questo appuntamento – ha concluso il sottosegretario – costituisce per il governo un momento importante: al contrario di quanto spesso accade, cioè che l’amministrazione centrale predispone un modello e poi lo cala sul territorio, questa volta la nostra intenzione è provare a prendere le buone pratiche che esistono sul territorio, come questa di Lecco, per elevarle, verificandole, implementandole e nel caso arricchendole, al livello nazionale”.

Legnini è ben consapevole della crisi che sta fronteggiando l’editoria e del calo delle vendite dei giornali, prova ne è che nella Legge di Stabilità ha voluto l’inserimento della norma che prevede l’istituzione di un fondo straordinario per gli interventi a sostegno dell'editoria (Leggi Articolo Key4biz).


Nella bozza della legge in mano alla stampa all’articolo 9, comma 7, si legge che il Fondo avrà una dotazione di “milioni di euro per l’anno 2014, 40 milioni di euro per l’anno 2015 e 30 milioni di euro per l’anno 2016, destinato ad incentivare l’innovazione tecnologica e digitale, a promuovere l’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali”.

Il Sottosegretario ha precisato che non saranno dati soldi a fondo perduto alle aziende editoriali, perché queste dovranno dire "se e quanti giovani assumeranno".
Per consentire il rinnovo generazionale all’interno delle aziende editoriali, sarà introdotto un criterio di priorità nella valutazione dei piani di riconversione di chi è in crisi.
“Riteniamo – ha sottolineato - che nel valutare le crisi aziendali per la necessità di ammortizzatori sociali e prepensionamenti, le aziende ci devono dire se e quanti giovani assumeranno. Questo elemento sarà valutativo nell'accesso o meno agli ammortizzatori”.

Entro un mese poi, ha promesso Legnini, ci sarà una "mia proposta concreta" sull'equo compensodei giornalisti.

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4 dritte per futuri editori digitali

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Volete buttarvi nel fantastico mondo degli ebook ma non sapete come fare? Ecco le massime del americano Mike Shatzkin
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“ Siate glocal!” L'avvertimento arriva dall'alto del palco di If book then, prima rassegna italiana dedicata all'editoria del futuro e al suo figliolo incompreso, quell' ebook di cui tanti parlano ma pochi capiscono le potenzialità.

 

Autore del monito è Mike Shatzkin, fondatore e Ceo di Idea Logical Company, una società di consulenza all'editoria, saggista e guru del libro che verrà.

 

Il suo discorso è chiaro: Google, Apple e Amazon, i tre imperatori dell'ebook, hanno fondato il loro regno su un concetto di profitto legato alla quantità. Inutile e impossibile batterli sul loro terreno quindi meglio cambiare strategia. Innanzitutto dimenticatevi delle librerie. “ La vendita nelle librerie tradizionali calerà del 65% nei prossimi 5 anni” è la profezia che accomuna Shatzkin e tanti addetti ai lavori.

 

Secondo, dedicatevi a una nicchia. “ Volete fare un libro di cucina? Bene, siate presenti in tutti i siti, i blog e i forum che parlano di cucina”. Secondo il guru, infatti, l'editore del futuro deve dedicarsi ad una nicchia e occuparla in pieno preoccupandosi di curare il lettore, fargli arrivare informazioni dettagliate, ascoltare i suoi bisogni e rispondere ad essi. I grandi, dice la Pandora della grande distribuzione, perderanno terreno nicchia dopo nicchia a favore di chi è più specializzato.

 

Prendete i diritti in inglese per il vostro Paese. Questo è l'unico metodo per creare un mercato globale all'interno della propria nazione. Se il libro è nella lingua di Shakespeare, non si hanno i costi di traduzione ed esce prima, se è in un altra lingua comunque si allarga il bacino d'utenza: non solo tutti gli italiani che la conoscono ma anche gli anglofoni e gli stranieri che la parlano.

Questo significa essere global ma accanto deve esserci anche la parte local, un altro punto di forza. Solo un editore specializzato può arrivare a scovare testi nelle biblioteche cittadine o nel tessuto sociale cui si rivolge. Una risorsa potenzialmente infinita che sfugge ai grandi editori generalisti, attenti solo ai grandi numeri.

 

E l'ultimo monito arriva come uno strale dal cielo: “ Basta rimpiangere la stampa. I libri non moriranno, cambieranno”. È ora di adeguarsi. Parola di Guru.

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Digital Life 2013 - Flash Art

Digital Life 2013  - Flash Art | digibook | Scoop.it
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Roma, 09.10.2013

Apre al pubblico giovedì 10 ottobre, nell'ambito del Romaeuropa Festival, Digital Life 2013-Liquid Landscapes, quarta edizione della rassegna dedicata alle connessioni tra i linguaggi artistici contemporanei e le nuove tecnologie, con due sezioni allestite negli spazi del MACRO Testaccio fino al 1 dicembre, un’opera unica al MAXXI fino al 10 novembre e un ciclo di incontri in calendario all’Opificio Telecom Italia.


Prodotto da Fondazione Romaeuropa in partnership con Telecom Italia e creato su impulso della Regione Lazio, il progetto Digital Life 2013 è realizzato con Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains e MACRO-Museo d’Arte Contemporanea Roma, con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati e del Ministero della Cultura e della Comunicazione Francese, in collaborazione con MAXXI-Museo delle Arti del XXI secolo.

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Persi miliardi di euro ogni mese. Colpa dei ritardi dell’Agenda Digitale

Persi miliardi di euro ogni mese. Colpa dei ritardi dell’Agenda Digitale | digibook | Scoop.it

 IL RITARDO NELL'AGENDA DIGITALE COSTA ALL'ITALIA UN MILIARDO DI EURO AL MESE 

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La rivoluzione digitale per la Pubblica Amministrazione è una scelta obbligata per “ristrutturare il Paese”. Il primo report dell’Osservatorio Agenda Digitale consegnato a Francesco Caio, nell’incontro con gli onorevoli Linda Lanzillotta, Marco Meloni e Antonio Palmieri.

 

Procrastinare l’adozione di interventi concreti per l’Agenda digitale italiana – dalla fatturazione elettronica alla sanità digitale, dal cloud computing all’eProcurement, dai pagamenti elettronici alla conservazione elettronica degli archivi fiscali – impedisce di cogliere benefici economici pari a circa 1 miliardo di euro ogni mese per il Sistema Paese.

 

É la stima dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, presentata questo pomeriggio in occasione del incontro-dibattito con Francesco Caio, Commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale, che si è tenuto presso l’Aula De Carli del Politecnico di Milano, a cui hanno partecipato il rettore dell’ateneo Giovanni Azzone, i docenti Umberto Bertelè, Mariano Corso, Alfonso Fuggetta, Alessandro Perego e Andrea Rangone, gli onorevoli Linda Lanzillotta, Marco Meloni e Antonio Palmieri.

 

Secondo l’Osservatorio Agenda Digitale, la piena attuazione degli interventi necessari a realizzare una rivoluzione digitale genererebbe importanti vantaggi economici per il Sistema Paese, a cominciare da una maggiore efficienza nella Pubblica Amministrazione. Nel dettaglio, un’adozione spinta e pervasiva della Fatturazione elettronica verso la PA potrebbe portare un risparmio di 1,1 miliardi di euro l’anno, mentre l’introduzione di soluzioni informatiche nei processi in Sanità potrebbero generare risparmi per 6,5 miliardi di euro l’anno. Il corretto ricorso a infrastrutture Cloud, invece, vale 1 miliardo di euro in tre anni e lo sviluppo di negoziazioni online attraverso strumenti di eProcurement 5 miliardi di euro ogni anno, passando dall’attuale 5% di transato online sulla spesa pubblica per beni e servizi al 30%.

 

Infine, l’auspicata riduzione dei pagamenti con il denaro contante è in grado di far recuperare 5 miliardi di euro in Italia dall’evasione fiscale sul sommerso, se si incrementasse la quota di pagamenti elettronici dall’attuale 20% al 30% del totale, a cui si aggiungono i vantaggi della conservazione elettronica degli archivi fiscali, in grado di rendere più rapidi i controlli, per altri 10 miliardi di recupero fiscale.

 

In base a queste stime, considerando solo i benefici più facilmente perseguibili e rapidamente monetizzabili, ogni mese di ritardo nell’attuazione dell’Agenda Digitale costa 995 milioni di euro di mancati risparmi per il Sistema Paese. Un dato che dimostra come l’attuazione dell’Agenda Digitale italiana non rappresenti più solamente un’opportunità da cogliere per lo sviluppo del Paese, ma una scelta obbligata e improcrastinabile per recuperare competitività e uscire dalla crisi.

 

Per raggiungere tale benefici, è indispensabile affrontare un ‘gradino iniziale’, rappresentato dai costi di sviluppo necessari a superare vincoli normativi, arretratezze infrastrutturali e lacune culturali sulle opportunità della digitalizzazione. Ma un miliardo di euro al mese costituisce un tesoro importante per finanziare direttamente questo investimento. Gli sforzi vanno concentrati su quegli ambiti che consentono di recuperare velocemente risorse da reinvestire in quella rivoluzione digitale che dovrà portare a una vera e propria ‘ristrutturazione’ del Paese.

L’Agenda Digitale infatti non è solo una leva di efficienza nella Pubblica Amministrazione, ma anche un’opportunità di crescita per le imprese (ad esempio 6 miliardi di minori costi nell’ipotesi di aumento dal 5% al 15% della digitalizzazione dei processi commerciali), di nascita di nuove startup (con un impatto sul PIL dello +0,2% grazie ad uno stanziamento di 300 milioni di euro l’anno in fondi Seed) e di risparmio per le famiglie (ad esempio 3 miliardi di euro l’anno, grazie ad una crescita dei mercati digitali nell’ipotesi che passi dall’attuale 2,6% al 10% l’utilizzo dell’eCommerce B2c).

 

Rappresenta inoltre l’occasione per creare un assetto di infrastrutture di comunicazione in linea con quello delle economie più avanzate e per diffondere nel Paese una cultura digitale.In poche parole, Agenda Digitale significa ristrutturare il Paese, superando le inerzie e le resistenze al cambiamento. Al Governo e al Parlamento spetta il compito di adottare con celerità misure adeguate. Per la riorganizzazione della PA, oltre a leggi e piani pluriennali, servono poteri straordinari a manager che ripensino l’organizzazione e la concezione delle diverse strutture per sfruttare appieno le potenzialità all’ICT e valorizzare le migliori professionalità. Serve poi un regista che limiti le sovrapposizioni, eviti i buchi di competenze e favorisca la massima interrelazione fra le diverse strutture pubbliche: centrali, regionali e locali. E, proprio riguardo al rapporto fra i diversi livelli della PA, è auspicabile ristabilire una corretta gerarchia delle decisioni e una vera responsabilizzazione, con il rispetto dei budget da parte delle entità locali.

 

L’Osservatorio Agenda Digitale, nato per individuare gli ambiti prioritari di realizzazione dell’Agenda e per stimarne i benefici, attraverso unavisione sistemica ed un approccio concreto fondato sull’evidenza empirica, si propone in futuro di monitorare l’impatto delle misure messe in atto a livello politico, per favorire un confronto basato su best e worst practice, e per misurare gli impatti per il Sistema Paese nel suo complesso.

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