Curiosità su Roma
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La mummia di Grottarossa

La mummia di Grottarossa | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... abbiamo anche una mummia? Non ci riferiamo alle mummie egizie conservate ai Musei Vaticani, ma parliamo della mummia di Grottarossa, una vera e propria mummia romana che fu trovata il 5 febbraio del 1964 a Grottarossa, nell’area nord di Roma, lungo la via Cassia. Oggi questo prezioso reperto è accuratamente custodito nella sede del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, in una teca che mantiene umidità e temperatura entro adeguati valori che ne permettono la conservazione. Il ritrovamento avvenne ...
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Tazza D’Oro. La Casa del Caffè al Pantheon

Tazza D’Oro. La Casa del Caffè al Pantheon | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... puoi gustare il caffè direttamente in un'antica  torrefazione, a un passo dal Pantheon? Stiamo parlando del Caffè Tazza d'Oro, "La casa del Caffè", in via degli Orfani, 84. Non a caso si tratta di uno dei bar più famosi di Roma, sia per la qualità dei suoi prodotti che per l'atmosfera storica. La torrefazione Tazza d'Oro fu fondata nel 1946 da Mario Fiocchetto de Saint Arnaud, il quale già dai primi del Novecento aveva altri tre caffè su via Nazionale, ma che grazie a questo nuovo locale entrò definitivamente nella Storia di Roma. A quei tempi il caffè veniva importato crudo direttamente dai paesi d'origine, senza intermediari, e il signor Mario, con passione e serietà,  iniziò una lunga serie di viaggi in sud-America per conoscere di persona i coltivatori di caffè e per selezionare i chicchi migliori. Quando tornò a Roma, era ormai un vero esperto di caffè, al punto di creare egli stesso una miscela, "La Regina dei Caffè", …
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Quinto Sulpicio Massimo: quasi un rapper dell’antichità…

Quinto Sulpicio Massimo: quasi un rapper dell’antichità… | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... il giovane Quinto Sulpicio Massimo era un po' come un rapper dell'antichità? Il Sepolcro di Quinto Sulpicio Massimo, visibile tra via Piave e via di Sulpicio Massimo (nei pressi dell'antica Porta Salaria), fu rinvenuto nel 1871 sotto la torre orientale della Porta Salaria. All'epoca Virginio Vespignani dirigeva i lavori di abbattimento della Porta onoriana, gravemente danneggiata dalle cannonate del 1870: I resti del sepolcro di I secolo d.C. sono oggi visibili in un piccolo giardino poco distante dal luogo di rinvenimento, ma la parte superiore del monumento è una copia (l'originale si trova ai Musei Capitolini). Su un basamento in travertino, un'edicola marmorea reca scolpita ad altorilievo la figura del giovane Quinto Sulpicio Massimo, con in mano un rotolo. Due iscrizioni in greco e in latino ci raccontano la storia di questo ragazzino-prodigio, morto a 11 anni subito dopo aver vinto una importante competizione di poesia greca …
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Er conte Tacchia

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Sai che a Roma... ER CONTE TACCHIA era un popolare personaggio dei primi del Novecento? Il suo vero nome era Adriano e nacque nel 1860 in una casa in piazza dell'Orogio di proprietà di Filippo Bennicelli. La famiglia era diventata piuttosto agiata grazie al commercio del legname. Per questo Adriano, che aveva un atteggiamento eccentrico, scanzonato e da gran signore, fu soprannominato "er conte Tacchia" (infatti a Roma TACCHIA significa...

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Carnevale Romano: la Battaglia dei Moccoletti

Carnevale Romano: la Battaglia dei Moccoletti | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... nella tradizione del Carnevale Romano, il giorno di martedì grasso i festeggiamenti di via del Corso si chiudevano con la Battaglia dei Moccoletti? I Moccoletti erano delle candele accese con un piccolo cono di carte che ne riparava la fiamma. Nel corso della battaglia bisognava riuscire a spegnere i moccoli degli altri, evitando che qualcuno spegnesse il proprio. Lo sventurato che si faceva spegnere la candela, doveva subire ingiurie e prese in giro di ogni tipo senza poter replicare. Il grande Giggi Zanazzo, nel suo "Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma" (1908) non avrebbe potuto non parlare di questa popolarissima festa e descrive la Battaglia dei Moccoletti con queste parole: "L’urtimo ggiorno de Carnovale ammalappena sonava l’Avemmaria (anticamente sparava puro er cannone), tutti quelli che sse trovaveno p’er Corso, sii a ppiede, sii in carozza, sii a ccavallo, sii a le finestre, accennéveno li moccoletti. Poi co’ le …
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Le buche delle lettere: reperti di archeologia postale

Le buche delle lettere: reperti di archeologia postale | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... spedire e ricevere lettere è ormai roba d’altri tempi? Oggi non scriviamo più, abbiamo perso quel gusto romantico di scrivere e imbucare una lettera o una cartolina. Ormai nelle nostre cassette postali troviamo solo bollette, pubblicità, o peggio ancora multe, ma una volta era diverso. Molti anni fa, prima dell’invenzione del telefono, di internet, facebook  e twitter, andare alla posta a spedire una lettera era l’unico modo di comunicare e costituiva un momento importante. Si affidava all'Ufficio Postale il compito di consegnare al destinatario i nostri messaggi, le nostre parole. La Posta era chiamata allora Posta delle Lettere per distinguerla dalla Posta dei Cavalli, le stazioni “poste” lungo il percorso per il cambio dei cavalli e il ristoro dei viaggiatori. Le prime buche delle lettere vennero installate sulle pareti dei palazzi comunali, nelle antiche stazioni di cambio dei cavalli, lungo le strade di grande …
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Sai che a Roma… “peccato che non ci sii l’impiccato!”

Sai che a Roma… “peccato che non ci sii l’impiccato!” | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... con questa espressione si indicava una bella giornata, quasi perfetta, dove però l’unico elemento mancante era lo spettacolo gratuito di una 'bella' impiccagione? Le esecuzioni capitali facevano parte delle attrazioni che la Roma papalina offriva  ai romani, viandanti o pellegrini, che oltre a visitare i monumenti dell’antichità classica e i luoghi di culto, potevano provare emozioni forti grazie allo spettacolo del boia. Era così forte il gusto sadico della plebe romana nell’assistere alle "giustizie" (così erano chiamate le esecuzioni capitali), che queste erano considerate vere e proprie feste. In una stessa giornata era poi possibile assistere anche a numerose esecuzioni, intervallate da esibizioni di saltimbanchi e giocolieri. L’uccisione del condannato al patibolo rispondeva all’esigenza da parte delle autorità di punire il colpevole in maniera esemplare, in modo tale rappresentare un monito per tutti i cittadini. …
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Il Portico d’Ottavia e il fantasma di Berenice

Il Portico d’Ottavia e il fantasma di Berenice | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... se fai una passeggiata al Ghetto, attorno alle rovine del Portico di Ottavia, potresti incontrare il fantasma di Berenice? Percorrendo via del Portico di Ottavia, giunto in largo 16 ottobre 1943, ti troverai di fronte alcuni imponenti resti archeologici: si tratta della Porticus Octaviae, che l'imperatore Augusto fece erigere in onore di sua sorella Ottavia tra il 33 e il 23 a.C. Nell'area, già dal II secolo a.C. esistevano due antichi templi, dedicati a Giunone Regina e a Giove Statore e racchiusi nella Porticus Metelli. Quest'ultima fu completamente rimpiazzata dalla costruzione augustea. Settimio Severo e Caracalla (come ricorda anche l'iscrizione sull'architrave) ricostruirono al loro volta l'edificio. La parte che oggi puoi vedere è l'atrio centrale da cui si accedeva al portico, un tempo rivestito di marmo. Tra le colonne che sostengono il timpano, noterai che è presente un arco in mattoni: quest'arco è di epoca medievale, quando …
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La chiesa con le parolacce: la Basilica di San Clemente

La chiesa con le parolacce: la Basilica di San Clemente | Curiosità su Roma | Scoop.it
Sai che a Roma... oggi vogliamo parlarti della basilica di San Clemente? E' il rione Monti a godere del privilegio di ospitare quella che può essere definita una chiesa-palinsesto. A San Clemente è facile capire come tutta la città di Roma sia pluristratificata, di come essa abbia continuato, nei secoli, a rinascere su se stessa, lasciando sotto i nuovi edifici quelli vecchi, pronti a raccontare agli archeologi delle storie incredibili. La chiesa risale al XII secolo, quando papa Pasquale II (1050 - 1118) la ricostruì utilizzando molti materiali di un precedente edificio (la cosiddetta basilica inferiore) risalente al IV secolo e a sua volta impostato su costruzioni romane di I-II secolo e su un tempio del dio Mitra. Per rendersene conto, basta dare un'occhiata, per esempio, ai plutei marmorei della schola cantorum, databili al VI secolo. Ad epoche successive sono riferibili invece numerosi elementi dell'interno, nonché la facciata sobriamente barocca …
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Sta casa pare ‘na neviera!

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Sai che a Roma... anticamente, ma ancora fino al XX secolo, c'erano i nevaroli? I nevaroli si occupavano di raccogliere, conservare, trasportare e infine vendere la neve! A suon di palate, il nevarolo riempiva un carro profondo e trasferiva poi il prezioso carico in cantine o grotte le cui aperture dovevano essere limitatissime per evitare che il freddo si disperdesse. Con lo stesso scopo questi ambienti venivano chiusi in modo quanto più possibile ermetico. La neve veniva compattata attraverso...

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