Crea con le tue mani un lavoro online
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Crea con le tue mani un lavoro online
Risorse e strumenti per migrare in rete e trasformare la propria passione in un business sul web
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Fiscosulweb – I 3 Motivi per cui ti Consiglio di Aprire una Partia Iva se sei un Freelance

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Residenza Fiscale: Perché è Importante per i Nomadi Digitali

Residenza Fiscale: Perché è Importante per i Nomadi Digitali | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it
Cosa si intende per residenza fiscale e come devi comportarmi dal punto di vista fiscale se lavori online e lo fai girando per il mondo
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Quali sono gli Adempimenti per aprire un Negozio Online

Quali sono gli Adempimenti per aprire un Negozio Online | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

In questo post ti riassumo brevemente tutti quanti gli adempimenti necessari per essere in regola con il fisco se si desiderano vendere beni materiali online.

 

Ecco gli adempimenti:

 

1) apertura della partita Iva e avvio attività: da chiedere all'Agenzia delle Entrate compilando l'apposito modello AA9/AA11 "imprese individuali/lavoratori autonomi"

 

2) apertura posizione presso il Registro delle imprese: dal 2010 è possibile utilizzare il modello unico ComUnica

 

3) inserimento nell'archivio VIES: per i soggetti passivi IVA che intendono porre in essere operazione intracomunitarie occorre l'autorizzazione all'inserimento nell'archivio VIES, 

 

4) segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al Comune di residenza (se persona fisica) o dove è posta la sede legale (se persona giuridica), con apposito modulo (CF6bis)

 

5) iscrizione all’INPS: si utilizza il modello ComUnica compilando il quadro AC.

 

6) aprire un conto corrente bancario: il conto è specifico per la ditta 

 

7) assumere un commercialista: per la tenuta dei libri contabili, per la gestione delle fattura e della dichiarazione dei redditi ma, soprattutto, per l'ottimizzazione del tuo business online è davvero necessario rivolgersi alla persona giusta. 

 

Per approfondimenti eccoti la mia guida assolutamente gratuita: 

 

“Adempimenti e Partita IVA per Vendere Online: Come, Quando e Perché”

 

disponibile al seguente link:

 

https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/fiscosulweb/Adempimenti_Partita_IVA_nelle_vendite_online_Come_Quando.pdf


A cura di Luca Taglialatela
www.fiscosulweb.it


Via Luca Taglialatela
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Luca Taglialatela's curator insight, May 19, 2013 5:40 PM

Fai attenzione: gli adempimenti esposti in questo post NON sono esattamente identii agli adempimenti per chi vuole utilizzare Internet per attività di consulenza, formazione o vendita di info-prodotti.

 

Per conoscere gli adempimenti obbligatori per attività di consulenza, formazione o lavoro autonomo vai qui: 


http://www.fiscosulweb.it/il-corso/

 
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Come e Quando aprire una Partita IVA per Vendere Online

Come e Quando aprire una Partita IVA per Vendere Online | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

Hai intenzione di vendere i tuoi prodotti sul web ma non sai quando è davvero il momento di aprire un numero di partita IVA per regolarizzare la tua attività agli occhi del Fisco?

 

È molto più semplice di quanto pensi, basta guardare all’occasionalità del tuo business onlineper comprendere quando è davvero giunto il momento di fare questo passo.

 

Mi spiego meglio.

 

In linea di principio, un’attività commerciale come può essere la vendita di beni materiali via internet esercitata in maniera “occasionale” non necessita di una partita IVA per rispettare le norme imposte dal Fisco.

 

Esiste cioè la possibilità di effettuare il tuo piccolo commercio elettronico in totale armonia e rispetto del legislatore fiscale pur senza applicazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) ai corrispettivi delle tue vendite online.

 

Nel caso in cui un’attività sia svolta in maniera “occasionale” (e cioè non “abituale”), si verifica una distinzione tra la disciplina IVA, per la quale nessun obbligo è imposto, e la disciplina relativa alle imposte sui redditi, in base alla quale può verificarsi, invece, il caso di redditi tassabili (non configurabili come “redditi d’impresa”, né come “redditi di lavoro”, ma definibili come “redditi diversi” ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. i) DPR 917/86.

 

L’occasionalità – con la conseguente esclusione dell’IVA (e dunque della necessità di aprire una partita IVA) – si ha quando l’attività è posta in essere in modo accidentale o sporadico e senza che il soggetto abbia predisposto nulla per effettuarla.

 

Purtroppo, ad oggi, non esiste una definizione normativa ed univoca di occasionalità, ma per capire se la tua è un’attività di vendita “occasionale”, puoi utilizzare come valido riferimento le linee guida che ti indico qui di seguito:

 

- l’occasionalità, con conseguente irrilevanza ai fini IVA, sussiste solo quando l’attività è posta in essere in modo accidentale o sporadico, senza che il soggetto abbia predisposto nulla per effettuarla;

 

- non può considerarsi occasionale un’attività che si protrae nel tempo per una durata “apprezzabile”, anche se finalizzata al compimento di un’unica operazione;

 

- il “famigerato” limite dei 5.000 euro certificati non è attendibile in questo contesto;esercitare attività commerciale occasionale non significa  dunque guadagnare meno di 5.000 euro;

 

- non è possibile ricavare “regole” o indicazioni precise, valide per tutti;

 

Sul punto bisogna considerare cosa accade in pratica: vediamolo subito!

 

A)  Desideri aprire un portale di e-commerce?

 

B)  Desideri vendere alcuni prodotti o fare un tentativo ma non hai un progetto di impresa chiaro in mente? Hai tuttavia intenzione di guadagnare dalla tua attività di vendita online?

 

C) Desideri tentare la vendita di qualcuno dei tuoi oggetti personali magari usati tramite portali e-commerce del tipo E-bay, Blomming, Bakeca.it, ecc.?

 

 

A) Desideri aprire un portale di e-commerce?

 

È il caso di aprire una partita IVA!

 

Se la tua intenzione è quella di avviare un vero e proprio portale di e-commerce al fine di pubblicizzare e vendere prodotti (alimentari e non) fin dal principio della tua attività devi sapere che non è possibile riscontrare in alcun modo il requisito dell’ “occasionalità”.

 

Non importa se all’inizio venderai poco o nulla in attesa di “farti conoscere” sul mercato. Avviare un sito di e-commerce è come aprire un’azienda tradizionale, richiede una serie di sforzi in termini di tempo, denaro, conoscenze tecniche e di marketing.

 

 

B)  Desideri vendere alcuni prodotti o fare un tentativo ma non hai un progetto di impresa chiaro in mente? Hai tuttavia intenzione di guadagnare dalla tua attività di vendita online?

 

Sei probabilmente alle prese con le cosiddette “attività commerciali occasionali”.

 

Non è il caso di aprire una partita IVA!

 

Come già anticipato, il fisco prevede la possibilità di poter effettuare vendite “occasionali” e cioè sporadiche e comunque non continuative, senza necessità di aprire una partita IVA.

 

Deve comunque trattarsi di un’attività che – seppur non identificabile come una vera e propria impresa – abbia natura commerciale.

 

I ricavi conseguiti dall’esercizio di tale tipo di attività, nonostante non siano soggetti ad Iva, necessitano cionondimeno di essere inseriti in dichiarazione dei redditi e denunciati così ai fini IRPEF.

 

Anche in questo caso il requisito dell’occasionalità non è legato al superamento o meno del limite dei 5.000 euro certificati, quanto piuttosto alle modalità di svolgimento dell’attività.

 

È chiaro che quanto maggiori saranno i ricavi certificati (in assenza di posizione IVA ufficiale), tanto minori saranno le capacità di difesa nell’eventualità di un accertamento da parte dell’autorità fiscali.

 

Questo non tanto perché ci si discosta dal limite dei 5.000 euro quanto piuttosto per il carattere continuato e probabilmente professionale dell’attività stessa, in assenza dei quali non sarebbe possibile andare incontro a ricavi esponenziali.

 

L’esercizio “occasionale di un’attività commerciale” si verifica plausibilmente nelle ipotesi in cui:

 

1. vi sia stata la reiterazione di atti di acquisto e di vendita – è necessario che le compravendite si manifestino (non però con un’intensità tale da far presupporre l’esistenza di un’attività esercitata professionalmente) in un arco di tempo definito o definibile;

 

2. si sia proceduto alla produzione del bene venduto;

 

3. vi sia stata anche una sola operazione di compravendita sempreché, durante il periodo di possesso, colui che ne effettuerà la vendita abbia intrapreso opere “incrementative” del valore del bene.

 

 

C) Desideri tentare la vendita di qualcuno dei tuoi oggetti personali magari usati tramite portali e-commerce del tipo E-bay, Blomming, Bakeca.it, ecc.?

 

Sei probabilmente alle prese con le cosiddette “attività occasionali non commerciali”.

 

Non è il caso di aprire una partita IVA!

 

Se hai intenzione semplicemente di vendere qualcuno dei beni già di tua proprietà non esiste alcun adempimento fiscale di cui tu debba preoccuparti, fallo pure in tutta tranquillità!

 

Commerciante, lo ripetiamo, è colui che, organizzato in maniera professionale, vende prodotti in modo continuativo già acquistati al solo fine di reintrodurli sul mercato, e dunque di venderli, per trarne un profitto.

 

Ecco di seguito alcuni esempi pratici.

 

- Vendere la tua motocicletta su e-bay non comporta oneri fiscali di sorta.

 

- Così come non sono da dichiarare il tuo vecchio orologio o la tua muta subacquea o la tua tavola da surf venduta in rete a mezzo di portali “elettronici” pre-esistenti.

 

Dott. Luca Taglialatela 

 

www.fiscosulweb.it

 

(© Copyright 2011 - 2013 Fiscosulweb.it)

 

Articolo pubblicato sul portale www.commercialista.com

 

 


Via Luca Taglialatela
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Luca Taglialatela's curator insight, May 8, 2013 12:20 PM

Se vuoi saperne ancora di più sull’argomento, è online la seconda guida di FiscosulWeb.it interamente ed assolutamente gratuita:

 

Partita IVA e Adempimenti per vendere online: Come, Quando e Perché


(http://bit.ly/11SMMUX)



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Curare gli Aspetti Amministrativi e Fiscali del tuo Lavoro | Nomadi Digitali

Curare gli Aspetti Amministrativi e Fiscali del tuo Lavoro | Nomadi Digitali | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it
Quelli che girano il mondo lavorando ovunque grazie ad internet
Mauro Migli's insight:
Servizi online utili per gestire al meglio gli aspetti amministrativi e fiscali della tua attivita' online.
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Crea Con Le Tue Mani: Tema Fiscale, Cosa Devi Sapere Per Lavorare Online

Crea Con Le Tue Mani: Tema Fiscale, Cosa Devi Sapere Per Lavorare Online | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

Per realizzare la guida “Crea con le tue mani un lavoro online su misura per te” sono partita dai miei errori, sottovalutare il tema fiscale è stato il primo grosso errore e le conseguenze sono state pesanti, perciò oggi partiamo proprio da questo.

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Prestazioni occasionali e Freelance: istruzioni per l'uso

Prestazioni occasionali e Freelance: istruzioni per l'uso | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

I Freelance che si affacciano per la prima volta al mondo variopinto del business devono sapere che esiste uno strumento - quello delle prestazioni occasionali - il quale a determinate condizioni permette di cimentarsi con il mercato reale anche in assenza di partita IVA.

 

Vediamo come.

 

COSA SONO LE PRESTAZIONI OCCASIONALI ? 

 

Trattasi di prestazioni isolate che, in base all'art. 61, co. 2, D.Lgs. n. 276/2003 (attuativo della c.d. "riforma Biagi"), si considerano “occasionali” quando caratterizzate:

 

- dalla durata non superiore ai 30 giorni con il medesimo committente/cliente nel corso dell'anno solare;

 

- dall’ammontare annuo complessivo percepito non superiore a 5.000,00 euro.

 

COME FACCIO A SAPERE SE POSSO RICORRERVI PER IL MIO BUSINESS?

 

Per guadagnare evitando di aprire una partita Iva, e poter ricorrere alle ricevute per prestazioni occasionali, è necessario chei tuoi servizi siano prestati nei confronti dei tuoi clienti:

 

1. con lavoro prevalentemente proprio (effettuerai la prestazione basandoti principalmente sulle tue conoscenze e risorse personali)

 

2. in autonomia, senza cioè vincolo di subordinazione nei confronti del committente/cliente (in assenza cioè di contratti di assunzione o collaborazione)

 

3. con il carattere dell’occasionalità (una prestazione per ogni cliente non durerà più di 30 giorni complessivi).

 

Per esempio, la realizzazione di un sito Internet così come la stesura di un articolo, può avvenire in autonomia, mentre lo svolgimento delle mansioni di commesso, cameriere o manovale ha in sé caratteristiche più marcatamente riconducibili al rapporto subordinato, per queste ultime sarà difficile dunque rientrare nelle prestazioni occasionali, per quanto possano essere il frutto di azioni di lavoro isolate.

 

 

ECCO UN APPROFONDIMENTO SUL TEMA DELLA CGIL

 

www.nidil.cgil.it

 

IL LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE

 

Il collaboratore occasionale deve poter svolgere la sua attività in modo autonomo e non essere vincolato, dal committente, ad orari rigidi e predeterminati, fatte salve ovviamente specifiche esigenze dell’azienda.

 

In questo tipo di collaborazione, quindi, il lavoratore agisce in assenza di rischio economico, non è tenuto a rispettare un orario di lavoro preciso e la sua attività va intesa non come strutturale all’intero ciclo produttivo, ma solo come di supporto al raggiungimento di obiettivi momentanei del committente.

 

Questa modalità lavorativa non prevede né un contratto scritto, né l’obbligo di applicare le regole sulla prevenzione degli infortuni o altre norme previste per gli altri lavoratori.

 

ATTENZIONE: la circolare del Ministero del lavoro n. 1/04 ha precisato che, rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative occasionali (mini co.co.co.), il lavoro autonomo occasionale non deve avere né coordinamento con il committente, né continuità nella prestazione. Il prestatore di lavoro autonomo occasionale, quando riceve il compenso, dovrà firmare un prospetto (notula) da consegnare al proprio committente.

 

ASPETTI FISCALI E PREVIDENZIALI


FISCO: il corrispettivo economico è assoggettato a ritenuta d’acconto del 20 per cento. Naturalmente la ritenuta d’acconto non esaurisce gli obblighi fiscali del lavoratore relativi al reddito complessivo annuo. Infatti, dovrà eventualmente pagare sui propri compensi complessivi (dopo il raggiungimento di determinati scaglioni di reddito) la relativa integrazione di aliquota dovuta per l’Irpef.

 

PREVIDENZA: non è previsto il versamento di contributi previdenziali a meno che il reddito annuo da collaborazione sia superiore a 5.000 Euro, nel qual caso si è obbligati (legge 326/03, art. 44, comma 2) a iscriversi e versare i contributi presso la gestione separata Inps dei lavoratori parasubordinati.

 

UN ESEMPIO DI RICEVUTA/NOTULA

 

Esempio di notula di pagamento per prestazione di lavoro autonomo occassionale
Il prestatore di lavoro autonomo occasionale, quando riceve il compenso, dovrà firmare un prospetto (notula).

 

Esempio di un compenso lordo di 1.000 Euro: 

 

http://www.nidil.cgil.it/files/esempio%20notula.pdf

 

 

DA TENERE BENE A MENTE:

 

- possono essere dedotte le eventuali spese sostenute strettamente per lo svolgimento dell’opera;

 

- le eventuali marche da bollo (per la contabilità della ditta committente) saranno a carico della stessa ditta committente.

 

Leggi tutto l'articolo: http://www.nidil.cgil.it/collaborazione/tipologie/occasionale

 

Fonte: www.nidil.cgil.it

 

 

Sono Luca Taglialatela

 

Mi trovi su www.fiscosulweb.it


Via Luca Taglialatela
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Partita IVA Per Chi Fa eCommerce o Drop-Shipping: Quando Aprirla?

Partita IVA Per Chi Fa eCommerce o Drop-Shipping: Quando Aprirla? | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

E' necessario aprire una Partita IVA per chi vuole fare ecommerce e vuole vendere i suoi prodotti (o quelli di altri) online?


La questione gira sempre attorno alle variabili di attività "occasionale" e/o "continuativa", ed in effetti, a parte test ed esperimenti, o l'improvviso desiderio di voler vendere qualche vecchia ricordo personale su eBay, la vendita di prodotti, servizi, downloadabili o meno, si configura inevitabilmente come un'attività commerciale a tutti gli effetti, e quindi bisognosa di una partita IVA.

 

E' inoltre utile sapere che, sopratutto ai fini IVA, esiste una importante distinzione fra ecommerce "diretto" (prodotti "fisici") ed ecommerce "indiretto" (prodotti digitali)

Per capire bene queste differenze e valutare se è necessario aprire la partita IVA per la tua prossima attività online ecco le risposte ed i consigli specifici del Dr. Luca Taglialatela:


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Come Aprire La Partita IVA Per Chi Guadagna Online [Video]

Come Aprire La Partita IVA Per Chi Guadagna Online [Video] | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it
Se già svolgi o stai pianificando di avviare una tua attività di consulenza, vendita, o di semplice pubblicazione di contenuti sul web e che desideri monetizzare attraverso la pubblicità, è bene premunirsi e sapere da subito ciò...

 

Il corso Fisco sul Web con il Dr. Luca Taglialatela, Consulente Fiscale ed Esperto in e-Commerce, fornisce queste specifiche informazioni, in un linguaggio e in un formato accessibile a chiunque. Nel corso vengono inoltre analizzate tutte le tipologie di attività commerciali che si possono svolgere su Internet, dalla consulenza diretta alla vendita di ebook, corsi, spazi pubblicitari o prodotti, fornendo per ognuna le informazioni necessarie per poter operare nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

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Aprire Partita IVA in regime dei minimi | Contabilità e Fisco | PMI.it

Aprire Partita IVA in regime dei minimi | Contabilità e Fisco | PMI.it | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it
Guida all'apertura di Partita IVA alla luce del nuovo regime dei minimi 2012, ossia il regime fiscale agevolato per nuove attività d'impresa previsto dalla manovra finanziaria.

 

Se avete buove idee e volete mettervi in proprio siete sulla buona strada per diventare imprenditori. Se pensate di fare tutto da soli senza l'aiuto di collaboratori o personale dipendente, allora potete avviare un'attività avvalendovi del regime dei minimi.

 

Con questo articolo vediamo quali sono le tappe più importanti per aprire la Partita IVA e diventare imprenditore.

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Fiscosulweb – Quello che i Commercialisti Non Dicono

Fiscosulweb – Quello che i Commercialisti Non Dicono | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

Sei un Imprenditore del Web oppure un Web Freelance?
Sogni di avviare la tua attività online ma non sai da dove iniziare?

Hai dubbi su tutto ciò che riguarda Tasse, Fisco, Agevolazioni, Contributi, Pagamenti, Sanzioni, Adempimenti e simili?

Oppure sei già partito alla grande con il Tuo Business Online ma non ti sei ancora regolarizzato agli occhi del Fisco.


Perché le tasse sono care, perché le tasse sono troppe e non sono mai abbastanza. Perché che senso ha mettersi in affari con un socio occulto (lo Stato) che si intasca il 50% dei tuoi ricavi … ?


Questo è quello che ti ripeti all’infinito, magari è quello che ti dici con gli amici al bar o che ti ripete il tuo commercialista di fiducia – quello di famiglia magari – per giustificare la sua parcella, magari pure bassa perché siete amici di famiglia.


Ma questo “pressapochismo” ti ucciderà prima o poi.
Ucciderà te o il tuo business online prima che tu te ne accorga.

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Luca Taglialatela - Consulente fiscale - wwwstories - wwworkers - La community dei lavoratori della rete

Luca Taglialatela - Consulente fiscale - wwwstories - wwworkers - La community dei lavoratori della rete | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

Luca Taglialatela - Consulente fiscale - wwwstories Come avviare la propria attività online facendo i conti con i vuoti normativi del nostro Paese in materia di imprenditoria digitale?

 

"Luca da Firenze ha pensato di offrire la sua consulenza - rigorosamente online - a tutti i nuovi wwworkers!"


Assistenza fiscale per chiunque abbia o voglia avviare un business online.

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Che cos'è un info-prodotto e come si guadagna dalla sua vendita online

Che cos'è un info-prodotto e come si guadagna dalla sua vendita online | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

Il miglior modo per guadagnare online, oggi, è probabilmento quello di creare e vendere un proprio "info-prodotto".

 

MA COSA SI INTENDE ESATTAMETE PER "INFO-PRODOTTO"?

 

Per "info-prodotto" deve intendersi ogni creazione che combini in un unico prodotto opere di generi differenti (parole, immagini, suoni ecc.) e che sia normalmente fruibile attraverso mezzi di comunicazioni (media) diversi la cui coesistenza è assicurata da un formato omogeneo - quello digitale - e da un programma.

 

Parlo dunque di libri in formato digitale o "ebook", guide in formato pdf, ma anche di software, plugin, template, fotografie, ecc.,ecc.

 

Tale creazioni possono essere considerate a determinate condizioni delle vere e proprie "opere multimediali" e, partanto, tutelate dal diritto d'autore con il riconoscimento da parte della legge di importanti e significative agevolazioni fiscali.

 

In particolare, per quanto a te interessa più da vicino, sono tutelate dalla

disciplina del diritto d’autore e considerate “multimediali” quelle creazioni che hanno le seguenti caratteristiche:

 

1. espressione in forma digitale

 

2. compresenza di diverse opere dell’ingegno (parole, immagini, musiche, filmati, ecc.)

 

3. funzionamento grazie ad un software gestionale

 

COME L'AUTORE DI UN INFO-PRODOTTO PUO'TRARNE PROFITTO VENDENDOLO IN INTERNET?

 

Come ci ricorda la Circolare della Direzione Regionale Toscana dell’Agenzia delle Entrate sul Diritto d’Autore del 2005 liberamente disponibile in rete,  una volta acquisito, il tuo diritto d’autore relativo ad un info-prodotto (o opera multimediale) di tua creazione ti dà accesso ai seguenti esclusivi ed inalienabili diritti “patrimoniali” e cioè:

 

- “la riproduzione, cioè la moltiplicazione in copie dell’opera con qualsiasi

mezzo (copiatura a mano, stampa, litografia, incisione, fotografia,

fonografia, cinematografia e ogni altro procedimento di riproduzione);

 

- la trascrizione, ovvero l’uso dei mezzi idonei a trasformare l’opera orale

in opera scritta o riprodotta con uno dei mezzi indicati al punto

precedente;

 

- l’esecuzione, la rappresentazione o la recitazione in pubblico;

 

- la diffusione, cioè l’utilizzo di mezzi di diffusione a distanza come il

telegrafo, il telefono, la radio, la televisione;

 

- la comunicazione al pubblico (via satellite e ritrasmissione via cavo);

 

- la distribuzione, il commercio o, comunque, la disponibilità al pubblico;

 

- la traduzione in altra lingua o dialetto;

 

- la pubblicazione dell’opera in una raccolta;

 

- la rielaborazione (modificazione, elaborazione e trasformazione

dell’opera);

 

- il noleggio e il prestito, cioè la cessione in uso per un periodo di tempo

limitato degli originali (o copie e supporti) di opere tutelate dal diritto

d'autore, eseguita da istituzioni aperte al pubblico.”

 

Tutti i diritti patrimoniali appena sopra citati (es.: riproduzione, trascrizione,

diffusione, ecc.) possono essere ceduti ossia MONETIZZATI.

 

COME?

 

1. Attraverso la cessione dei diritti patrimoniali di utilizzazione economica

della propria opera (in pratica autorizzando un soggetto terzo all’utilizzo

della propria opera sul mercato per fini di lucro)

 

2. attraverso la vendita diretta al pubblico delle opere/creazioni

 

3. attraverso la cessione del diritto d’autore stesso (cedendo cioè l’opera in sé e non più soltanto il diritto alla sfruttamento economico della stessa).

 

Come suggerisce il Principio contabile Oic n. 24, la cessione del diritto

d’autore deve risultare sempre da un contratto scritto tra le parti che può

essere, ad esempio:

 

A.

Un contratto di edizione (tipicamente per un ebook) - con esso l’autore,

dietro un compenso pattuito, concede all’editore il diritto di pubblicazione

dell’opera e l’editore si obbliga a riprodurre l’opera e a metterla in vendita

a un prezzo convenuto.

 

Con tale contratto, l’autore non cede in realtà il

proprio diritto d’autore, ma costituisce a favore dell’editore un nuovo

diritto, quello relativo all’utilizzazione economica dell’opera nei limiti

fissati dal contratto, ossia per un certo numero di edizioni o entro un certo

periodo temporale, che non può eccedere i venti anni. Il compenso è

normalmente legato al risultato delle vendite (compartecipazione)

 

B.

Un contratto di rappresentazione (ad esempio per le opere teatrali,

coreografiche, ecc.) - con esso l’autore concede la facoltà di rappresentare

o eseguire in pubblico l’opera, contro un determinato corrispettivo

 

C.

Un contratto di esecuzione - equivalente al precedente per le opere musicali.

 

Per saperne di più: http://www.fiscosulweb.it/il-corso/

 

A cura di Dott. Luca Taglialatela

 

www.fiscosulweb.it

 

 


Via Luca Taglialatela
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Luca Taglialatela's curator insight, May 14, 2013 11:45 AM

Queste ed altre importanti e necessarie informazioni da non perdere sono contenute nel CORSO online di FIscosulweb.it:

 

"Come avviare un’attività di Consulenza, Formazione o di Lavoro Autonomo sul Web restando in regola con il fisco"


Imparerai a gestire la vendita dei tuoi infoprodotti sotto il profilo fiscale e non solo.


Il Corso ti dà diritto ad uno sconto del 50% sulla mia consulenza Skype. 

Beniamino Altezza's comment, May 16, 2013 3:56 AM
Come scritto stamani anche su un altro blog, quanto scritto vale anche per i blog, sui quali è apposta la dicitura Creative Commons? Non parlo della monetizzazione, ma almeno del diritto ad essere citati come autore originale dell'opera
Luca Taglialatela's comment, May 16, 2013 8:43 AM
Si, a mio avviso bisogna guardare ai singoli articoli del blog e non al blog in quanto tale. Se si tratta di articoli in cui è possibile riscontrare elementi di novità ed originalità, chi li scrive pone in essere opere assimilabili a quelle letterarie che pertanto godono di piena tutela dei diritti patrimoniali e morali.
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Adempimenti e Partita IVA per Vendere online: Come, Quando e Perché. Online la Guida Gratuita di FiscosulWeb

Adempimenti e Partita IVA per Vendere online: Come, Quando e Perché. Online la Guida Gratuita di FiscosulWeb | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

DA DIPENDENTE A IMPRENDITORE DI TE STESSO IN UN CLICK

 

Desideri metterti in proprio online?

 

È online la seconda guida di FiscosulWeb.it 

interamente ed assolutamente gratuita:

 

“Adempimenti e Partita IVA per vendere online: Come, Quando e Perché”

 

Scaricala subito: http://www.fiscosulweb.it/guide/

 

 

Questa guida rappresenta una bussola di riferimento per tutti coloro che desiderano vendere prodotti e beni online, alimentari e non.

 

Si rivolge sia a coloro che si trovano al principio della propria iniziativa sia a coloro che, invece, desiderano affiancare alla propria attività tradizionale commerciale di vendita offline anche un’attività di più ampio respiro come quella di commercio elettronico.

 

 

CHE COSA IMPARERAI DA QUESTA GUIDA 

 

Imparerai:

 

1. Che cos’è l’e-commerce (o commercio elettronico)

 

2. Quando è davvero il momento di aprire una partita IVA per chi vende online

 

3. Quali sono gli adempienti fiscali e burocratici per regolarizzare uno shop online

 

4. Come e quando effettuarli

 

5. Le indicazioni obbligatorie da effettuare sul sito web 

 

6. Quali sono i requisiti per poter vendere online

 

 

 

Buona lettura e a presto

 

Luca Taglialatela

 

A cura di www.fiscosulweb.it

 


Via Luca Taglialatela
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Il regime dei nuovi minimi: requisiti, agevolazioni fiscali e casi di esclusione in breve.

Il regime dei nuovi minimi: requisiti, agevolazioni fiscali e casi di esclusione in breve. | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

I REQUSITI

 

(...) il nuovo regime riguarda esclusivamente

 

- le persone fisiche,

 

- residenti nello Stato italiano,

 

- titolari di partita Iva (professionisti, imprenditori individuali o anche titolari di imprese familiari)

 

che, congiuntamente soddisfino i seguenti criteri (già previsti dall’art. 1, commi 96-117, della Legge n.244 del 24.12. 2007):

 

a) Avere conseguito ricavi o compensi nell’anno solare precedente, in misura non superiore a 30.000 euro;

 

b) non avere effettuato nessuna cessione all’esportazione nell’anno precedente;

 

c) non avere acquisito beni strumentali (anche con contratti di leasing, noleggio o di appalto), negli ultimi tre anni, il cui importo totale su base annua superi un ammontare complessivo a 15.000 euro. Per i beni ad uso promiscuo (ad esempio automobile) il valore di acquisto è da considerare al 50%;

 

d) non avere effettuato nessun pagamento, nell’anno solare precedente, per lavoro dipendente o per collaboratori a progetto o per associati in partecipazione con apporti di solo lavoro o elargito utili di partecipazioni agli associati;

 

e) non avere esercitato un’attività di impresa o lavoro autonomo, nei tre anni precedenti, anche se in forma associata o come collaboratore familiare.

 

L’ulteriore requisito da rispettare è quello della novità, secondo il quale il contribuente che intenda avvalersi del nuovo regime deve intraprendere un’attività effettivamente “nuova”, diversa da quella precedentemente svolta per il suo contenuto intrinseco – dunque l’apertura di una partita Iva per lo svolgimento di un’attività differente da quella intrapresa – e caratterizzata da elementi di discontinuità rispetto a quella precedentemente svolta, ad esempio perché esercitata con strumenti organizzativi e fattori produttivi non riconducibili alla precedente attività, ovvero in luoghi diversi oppure nei confronti di una clientela diversa (es. commercio al dettaglio invece che all’ingrosso).

 

Il Provvedimento n. 185820/2011, ha inoltre chiarito che tale requisito non opera laddove il contribuente fornisca prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà.

 

I contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e che presumono di rispettare i requisiti previsti, non devono esprimere alcuna opzione ma devono darne comunicazione barrando l’apposita casella del Modello di dichiarazione di inizio attività.

 

L’uscita dal regime fiscale di vantaggio può avvenire non soltanto ex lege, al ricorrere delle stesse condizioni già previste dai commi 96 e 99 dell’art. 1 della L. n. 244 del 2007 con riferimento al precedente regime dei minimi, ma anche attraverso l’ opzione per la determinazione delle imposte sul reddito e dell’imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari.

 

LE AGEVOLAZIONI 

 

Per i nuovi contribuenti minimi vengono confermate le precedenti agevolazioni in tema di semplificazione negli adempimenti contabili, con:

 

1) il completo esonero dalla tenuta delle scritture contabili e della liquidazione dell’IVA, nonché della comunicazione annuale e presentazione della dichiarazione ai fini IVA;

 

2) l’esonero della dichiarazione ai fini dell’Imposta sulle attività produttive (Irap);

 

3) l’applicazione, anche per gli imprenditori, del principio di tassazione per cassa: il reddito professionale (o d’impresa) viene quindi determinato come differenza tra i ricavi o i compensi incassati nel periodo e le spese sostenute;

 

4) l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore;

 

5) l’esonero dagli adempimenti relativi alla Comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (spesometro);

 

6) l’esonero dagli adempimenti relativi alla Comunicazione delle operazioni con controparti residenti in Paesi a fiscalità privilegiata (cosiddette «operazioni black-list»).

 

Con riferimento alle agevolazioni fiscali, la nuova disciplina prevede:

 

1) la riduzione dal 20% al 5% dell’imposta, che si applica al reddito da lavoro autonomo o d’impresa, sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali;

 

2) l’esonero dall’Imposta Regionale sulle attività produttive (Irap);

 

3) l’esonero dall’applicazione dell’Iva sulla fatture emesse;

 

Ne deriva che il contribuente ammesso al regime agevolato, anche se esonerato dai principali adempimenti contabili, al fine di determinare analiticamente la base imponibile deve comunque provvedere ad un conteggio “extracontabile” dei diversi componenti positivi e negativi della base imponibile medesima, attraverso una opportuna documentazione probatoria quale: la numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali e la certificazione dei corrispettivi.

 

Concorrono altresì alla formazione del reddito le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o all’esercizio dell’arte o professione così come sono deducibili i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge.

 

L’Agenzia delle Entrate, sempre con il provvedimento direttoriale n. 185820/2011, ha chiarito che dal 2012 i compensi e i ricavi dei contribuenti che accedono a tale regime non saranno più assoggettati a ritenuta d’acconto, che conseguentemente, non dovrà essere più versata all’Erario dal sostituto d’imposta.

 

Considerando che i nuovi minimi applicheranno un’imposta sostitutiva del 5%, molto più bassa rispetto alla ritenuta d’acconto dei professionisti del 20%, tale norma, che elimina la ritenuta, è stata studiata proprio per fare in modo che il contribuente non si trovi sempre a credito d’imposta .

 

LE ESCLUSIONI DAL REGIME 

 

Infine, per puro tuziorismo, ricordiamo che non possono beneficiare delle agevolazioni del regime dei minimi le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA, quali:

 

- agricoltura e attività connesse e pesca;

 

- vendita di sali e tabacchi, commercio di fiammiferi, editoria, gestione di servizi di telefonia pubblica, rivendita di documenti di trasporto pubblico e sosta;

 

- intrattenimento, gioco e altre attività similari;

 

- agenzie di viaggio e turismo;

 

- agriturismo;

 

- vendite a domicilio;

 

- rivendita di beni usati, oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione;

 

- coloro i quali effettuano operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, terreni edificabili e mezzi di trasporto nuovi, in via esclusiva o prevalente;

 

- coloro che partecipano a società di persone o ad associazioni di artisti e professionisti o a Srl a ristretta base proprietaria.

 

Leggi tutto l'articolo: http://bit.ly/UfjazQ

 

Fonte: www.leggioggi.it

 

A cura di Luca Taglialatela - www.fiscosulweb.it

 

 


Via Luca Taglialatela
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Luca Taglialatela's curator insight, January 21, 2013 2:54 PM

Con l'aiuto di un articolo di leggioggi.it http://bit.ly/UfjazQ

rifacciamo il punto della situazione schematizzando la materia in modo da fornirvi una sintesi chiara ed immediata dei requisiti, agevolazioni e cause di esclusione dal regime dei cosiddetti nuovi minimi.

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Agenzia Entrate: su YouTube cedolare secca e regime minimi - PMI.it

Agenzia Entrate: su YouTube cedolare secca e regime minimi - PMI.it | Crea con le tue mani un lavoro online | Scoop.it

L'Agenzia delle Entrate lancia un canale YouTube con video tutorial per informare i contribuenti sugli adempimenti e i servizi del Fisco: ecco i dettagli.

 

L’Agenzia delle Entrate è ora raggiungibile anche su YouTube nello spazio “Entrate in video” oltre che sul proprio portale web, adottando una strategia multicanale e accostandosi ai social network.

 


L’obiettivo del Fisco è di fornire un servizio rapido e pratico ai contribuenti, costruendo con questi un dialogo più semplice e immediato.

Già online i primi video sui temi fiscali che l’Agenzia delle Entrate (<< leggi tutte le notizie) ritiene essere di maggiore interesse per i contribuenti. La scelta è ricaduta su quelli che risultano essere i più cliccati in Rete in base ad una analisi effettuata sulle parole chiave più popolari secondo le statistiche di ricerca su Google.

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Adempimenti burocratici per aprire un e-commerce

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Tutti gli adempimenti burocratici necessari per aprire un negozio online di commercio elettronico, più comunemente definito e-commerce.

 

Le amministrazioni pubbliche non fanno alcuna differenza tra negozi online e negozi offline, quindi se vuoi aprire un e-commerce, cioè iniziare a vendere i tuoi prodotti sul web, ti viene richiesto il requisito indispensabile dell'iscrizione alla Camera di Commercio ed ovviamente quello di possedere la partita IVA.

 
Per avviare un'attività di commercio elettronico al dettaglio (BtoC) cioè rivolta al consumatore finale, nel caso in cui tu abbia già un negozio reale, ma non di prodotti alimentari, è necessario come primo passo informare il Comune. 

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Contributi INPS Per Chi Lavora Online: Quanti Sono E Quando Pagarli [Video]

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Se lavori e guadagni online, ma non ancora preso mai in considerazione l\'INPS e la tua posizione nei loro confronti, sappi che, grazie alla migliore organizzazione ed alle tecnologie informatiche che ora utilizzano, potrebbero presto...
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Tre cose da sapere sul Fisco per chi inizia un business sul web da zero. Online la prima guida gratuita di Fiscosulweb.it

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Cos’è Fiscosulweb.it ?

 

Fiscosulweb.it è un progetto che nasce interamente da e per il web.

 

L’obiettivo è insegnare a chi vuole fare il passo della vita - mettendosi in proprio online - ad affrontare gli aspetti fiscali in modo facile e risolutivo, dissipando tutti i dubbi dovuti giustamente alla difficoltà della materia.

 

Hai una domanda da pormi?
Scrivimi qui e ti risponderò entro 24 ore: Luca.Taglialatela@fiscosulweb.it

 

Luca Taglialatela  

 

 

 


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