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DOC Disturbo Ossessivo Compulsivo e Sereupin: la farmacoterapia è sufficiente? - Consulto Psichiatrico Milano

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DISTURBO OSSESSIVO COMPULSITO E SEREUPIN


DOMANDA:

Gentile Dottore Le scrivo perchè ho 29 anni e all'età di 20 anni ho iniziato a soffrire di disturbi ossessivi compulsivi x la paura di hiv e hcv e che tutti i miei comportamenti potessero attaccarmelo,tanto che mi rinchiudevo tutto il giorno dentro casa a lavare mani, denti ecc.Ho girato vari psicologi,psicoterapeuti e tutti mi dicevano che il mio malessere potesse dipendere dal mio ragazzo che in realtà lui era molto depresso.Mi ha lasciato lui circa 3 anni fa e da lì le cose effettivamente sono andati a migliorare.Attualmente sono in cura da uno psichiatra che mi ha prescritto 1 compressa di Sereupin 1 volta al dì.Posso dire che ho fatto passi da gigante,grazie soprattutto alla mia forza di volontà ma ciò che voglio chiedergli è che tutt'ora mi è rimasta un pò di paura ma in generale per me e i miei familiari, paura soprattutto per loro, paura che un giorno possano ammalarsi o pssano morire e questo pensiero mi fa stare male.Ciò che mi fa andare avanti e pensare ogni tanto positivo è che ho passato 7 anni d'inferno e ora invece conduco una vita normale:ho un ragazzo,non ho piu assolutamente l'impellente desiderio di lavarmi continuamente ma questi pensieri quando vengono in mente,mi fanno stare male.E' normale avere questa paura per i miei genitori,avere paura di deluderli e metterli al primo posto in tutto?Il prossimo anno mi sposo ed ho paura di sentire troppo il distacco, dato questi problemi che ho.Sà darmi qualche consiglio su come devo comportarmi?Grazie infinite


RISPOSTA:

Gentile Signora,
il Disturbo Ossessivo Compulsivo risponde alla farmacoterapia con SSRI o Inibitori Selettivi del Reuptake della Serotonina e il Sereupin fa parte di questa categoria. Ma come ha potuto osservare anche lei la terapia farmacologica in sé non è sufficiente a debellare del tutto la sintomatologia.

Quello che molti studi hanno dimostrato è che la milgiore prognosi e soprattutto il maggiore grado di benessere per il paziente lo si ottiene associando alla psicofarmacoterapia una psicoterapia.

Personalmente le consiglierei di affidarsi ad uno specialista psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico/psicoanalitico che possa aiutarla a disvelare i nuclei profondi (abbandonici probabilmente) da cui origina tutto il suo malessere (nel passato con il fidanzato e quello residuale espresso nei confronti dei genitori). Le dico questo in quanto una terapia psicologica basata su un approccio cognitivo comportamentale rischierebbe a mio avviso di portarla ad un incremento "paradossale" della tendenza ossessiva: molti pazienti trattati con essa investono ossessivamente le prescrizioni e i dettami che questa terapia prevede non producendo, in sostanza, progressi tangibili.


Per informazioni e consulti contattare il sito

Disturbo Ossessivo Compulsivo a Milano

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Dott. Federico Baranzini Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano e Como - Servizio di Consulenza Specialistica

Dott. Federico Baranzini  Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano e Como - Servizio di Consulenza Specialistica | Consulto Psichiatrico e Psicologico Online | Scoop.it

Il dott Federico Baranzini è Medico Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano e Como.


Formatosi in Psichiatria e in Psicoterapia, specializzatosi a Londra nei Disturbi del Carattere, già Dottore di Ricerca in Psicofarmacologia, si occupa di psichiatria degli Adulti, Psicoterapia integrata dei disturbi d'ansia e depressione e di Psicofarmacologia delle dipendenze patologiche oltre che di psicogeriatria.


Lavora nel proprio Studio privato di Milano in via Ulisse Aldrovandi 7 e presso la Casa di Cura Le Betulle di Appiano Gentile (CO).


In particolare offre consulti specialisitici per:


  • Disturbi d'Ansia Generalizzata,
  • Disturbi da Attacchi di Panico
  • Disturbi Fobici
  • Disturbi Ossessivi
  • Disturbo Ossessivo Compulsivo
  • Disturbo Depressivo
  • Depressione Maggiore
  • Disturbi di Personalità Dipendente
  • Disturbi di Personalità Evitante
  • Disturbi di Personalità Schizoide
  • Disturbi di Personalità Depressivo



Offre inoltre consulti sui seguenti psicofarmaci:


Antidepressivi Triciclici: Adepril, Alimit, Anafranil, Deanxit, Diapatol, Dominans, Evadene, Laroxyl, Limbitryl, Ludiomil, Mutabon, Noritren, Nortimil, Protiaden, Sedans, Surmontil, Tofranil, Triptizol, Vividyl


Antidepressivi di Nuova Generazione o SSRI: Cipralex, Citalopram, Daparox, Deroxat, Dumirox, Elopram, Entact, Eutimil, Fevarin, Floxyfral, Fluctine, Fluoxeren, Fluoxetina, Gladem, Maveral, Paroxetina, Prozac, Serad, Sereupin, Seropram, Seroxat, Tatig, Zoloft


Ansiolitici: Aliseum, Anseren, Ansiolin, Anxiolit, Atarax, Axoren, Buspar, Buspimen, Compendium, Control, En, Dalmadorm, Demetrin, Depas, Diazemuls, Diazepam, Domar, Dorom, Eridan, Felisol, Frisium, Frontal, Halcion, Lorazepam, Lexotan, Lexotanil, Librium, Limbial, Lorans, Lorazepam, Mialin, Minias, Nirvanil, Noan, Nottem, Oblivon, Oxapam, Pasaden, Paxipam, Prazene, Psicofar, Quait, Quanil, Quilibrex, Rizen, Rliberan, Roipnol, Seren Vita, Seresta, Serpax, Solatran, Stilnox, Tavor, Temesta, Tienor, Tranquirit, Transene, Tranxilium, Trepidan, Urbanyl, Valeans, Valium, Vatran, Vegesan, Xanax


Ipnoinduttori e Sonniferi: Aliseum, Ansiolin, Buspar, Chloradurat, Control, En, Eridan, Esilgan, Euipnos, Dalmadorm, Darkene, Diazemuls, Diazepam, Dormicum, Farganesse, Felison, Flunox, Frontal, Halcion, Imovane, Ivadal, Lendormin, Lexotan, Librium, Loramet, Lorans, Lorazepam, Madar Notte, Minias, Mogadon, Nenia, Nimbisan, Niotal, Noan, Noctamid, Nopron, Normison, Nottem, Oniria, Planum, Prazene, Quazium, Rem Due, Roipnol, Sonata, Songar, Stilnox, Tavor, Toquilone, Tranquirit, Transene, Valdorm, Valium, Valsera, Vatran, Xanax,


Stabilizzatori dell'Umore: Carbolithium, Depakin, Depamag, Litio, Neurontin, Rivotril, Tegretol


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Non so che cosa ho - Consulti Psicologici Online Gratuiti - ChiedialloPsicologo.it

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DOMANDA

Buonasera,
Sono una ragazza di 23 anni sempre stata solare e positiva, anche troppo sognatrice.
Tre mesi fa sono stata male per circa due settimane a causa di una pulpite. Nessuno capiva cosa avevo, sono andata all’ospedale, guardia medica, dentista ecc. Due settimane di dolore fisico e psicologico visto che mi dicevano che era una frescata e che stavo aumentando nella mia testa il dolore. Io ho anche creduto a questi medici visto che sono sempre stata una persona ansiosa e in passato anche ipocondriaca. La situazione si risolve, ma ne esco distrutta, con una tristezza quando calava la notte, non mi sentivo più me stessa. Arriva Natale e mi sembra di star meglio, ma a capodanno dopo una litigata con il mio ragazzo comincio a star male come un attacco di ansia e il giorno dopo tutto si è zittito denteo di me. Passo 10 giorni in cui ho anche episodi di derealizzazione, grazie a mia mamma comincio a star meglio a riprendermi, ma nel mentre comincio a cercare la causa di questa specie di ansia tacita, metto in discussione tutto, ma non trovo ancora cosa mi scatena questa tristezza esistenziale. Non ho più avuto attacchi di panico, di ansia o derealizzazione, ma ancora non mi sento me stessa. Mi sento fragile, impaurita, non so nemmeno io rendere bene l’idea io mi diversa. La sera sto benissimo a tal punto che sento di ragionare come prima, rivedo la felicità per il futuro come là sentivo prima. Premetto che non ho problemi a dormire, nel mangiare o nelle solite abitudini università ecc. Anzi trovo serenità in queste attività mentre le faccio è quando non faccio che sto male. Ma non è possibile che io provi a rilassarmi e mi senta così. Voglio tornare quella di prima. Mi sento impaurita, ho paura che non tornerò mai più la me stessa di tre mesi fa anche se ammetto che già avevo delle cose da risolvere nella mia vita, ma ora così, non ho la forza di affrontare nulla avendo paura di sentirmi ancora più triste. Vorrei solo sapere cosa mi sta succedendo.
Grazie in anticipo e scusate per il disturbo.

 

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Attacchi di panico dopo uno spavento! - Consulti Psicologici Online Gratuiti - ChiedialloPsicologo.it

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DOMANDA

Salve , sono una ragazza di 21 anni che da un mese e qualche giorno vive nella paura! Premetto che sono fissata già di mio , e sono consapevole di essere abbastanza ipocondriaca. La sera del 4 settembre torno a casa , mi stavo preparando per andare a letto , all’improvviso mi toccai il seno e sentii un piccolo nodulino. Da li è iniziato tutto ! Ho iniziato a cercare varie cose su internet e non ho fatto altro che alimentare il mio spavento. Stomaco chiuso non riuscivo a mangiare. Vado dal medico curante che mi dice che tutto va ok e mi ha prescritto degli ansiolitici.. li ho presi solamente per 3 giorni , mi rifiutavo e mi rifiuto anche adesso che a 21 anni devo cedere a degli ansiolitici. Ho scoperto i fiori bach il rescure remedy per precisione . Avevo smesso di andare su internet e  leggere tutte le varie cose .. stavo meglio ! Poi per una discussione di poco conto avuta con mio padre mi sono alterata un po’ eh patatrack bis e da capo! Adesso leggendo varie cose su internet sulla depersonalizzazione ecc mi sono impressionata , e vuoi o non vuoi mi faccio venire i complessi ! Cosa devo fare?


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Rabbia incontrollabile - Consulti Psicologici Online Gratuiti - ChiedialloPsicologo.it

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Salve, sono una ragazza di 19 anni.
il mio problema è riconducibile essenzialmente alla totale mancanza di autocontrollo della mia rabbia. purtroppo ho riconosciuto nel corso degli anni che soffro di mancanza di autostima e soprattutto di chiusura nei confronti delle persone: non sono una persona totalmente riservata ma ho da sempre paura di dare certezze perché io stessa non ho fiducia in me.
tutti si allontanano da me per questo motivo ed io, una volta consapevole di essere incorsa in una nuova occasione persa o di non esser più in grado di riprendere in mano il rapporto con una persona speciale per via del mio carattere,

"esplodo completamente e basta una parola fuori posto che non mi trattengo più e urlo molto forte, rompo sempre qualcosa e mi chiudo da sola nella mia camera, fino a quando non mi calmo."

So che questo comportamento non è normale (e da esterna lo definirei quasi schizofrenico), so che effettivamente ho qualcosa che non va e da un po’ ho problemi anche a relazionarmi in famiglia dove mi sento stretta e incompresa.
avevo pensato che prendere dei calmanti non fosse necessario, che bastasse solo controllarmi ma, dopo l’ultima volta in cui sono esplosa di nuovo, dopo un litigio con mia madre, ho deciso che è il momento di fare qualcosa di serio. Purtroppo non ho ancora avuto il coraggio di chiedere ai miei di pagarmi le sedute da uno psicologo, uno perché non voglio ancora infierire su di loro per quanto riguarda spese che sussistono al di fuori di quelle universitari e due, perché ho seriamente paura del loro giudizio e non voglio che abbiano una delusione da parte mia. Mia madre è molto attenta a tutto ciò che faccio e sempre disponibile ma adesso mi sembra che le cose stiano degenerando, mi serve una mano.
grazie in anticipo.


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Sulla via dell'anoressia...

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DOMANDA


Salve. Sono una ragazza di 21 anni. Circa 4 o 5 mesi fa ho iniziato autonomamente una dieta ipocalorica, ma senza dare troppo peso alla faccenda. Da un paio di mesi però mi sono accorta che il cibo è diventato per me il fulcro delle mie giornate. Appena mi sveglio la prima cosa che faccio è toccarmi il ventre per assicurarmi che sia “scavato”. Poi vado in bagno a pesarmi, lo faccio anche due o tre volte al giorno. Quando si avvicina il momento dei pasti comincio a innervosirmi se non sono stata io a cucinare o se mi accorgo di essere controllata dagli altri, perché mi sento obbligata a mangiare, e dopo mi sento in colpa tutto il giorno… Quando mangio di più mi sento debole ed è come se non riuscissi a fermarmi. Se a pranzo sono sola solitamente mangio uno yogurt magro e due o tre biscotti nel pomeriggio. Sono ossessionata dal conteggio delle calorie, e sono diventata abitudinaria nell’alimentazione (yogurt, biscotti integrali, mele, verdure, salmone). Non faccio sport. Tutto questo mi rattrista perché da una parte sono sempre frustrata da questa mania di controllo (la fame, il peso, le calorie, le quantità), dall’altra più perdo peso più sento un profondo senso di benessere e soddisfazione, mi sento più bella e non voglio essere contradetta o ostacolata. Ora sono alta 176cm e peso 50kg, ma non mi sembra abbastanza. Insomma alcuni mi dicono che sono sottopeso e cominciano a preoccuparsi, ma non mi si vedono le costole perciò non posso essere così preoccupante, no? È un fatto oggettivo. Credo che mi accorgerei se fossi gravemente sottopeso. Non capisco…
Ah, inoltre mi infastidisce vedere le persone mangiare fino a scoppiare, e mi da altrettanto fastidio se sono io a mangiare più di qualcuno. Mi da l’idea di non essermi trattenuta abbastanza.
Non so cosa fare, non capisco dove finisca la realtà e dove cominci la mia fobia.


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Quando mi scappa una risata, mi sento in colpa

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DOMANDA


Come letto dal titolo di questa mia “domanda”, ho seriamente bisogno di qualcuno.
Sono una ragazzina, e già solo dire questo mi crea molto disagio perché spesso quando provo a parlare con mia madre lei sottovaluta tutto, lei crede sia l’età ma nonostante ciò sono pensieri che nel tempo si sono aggravati e sono arrivata a 15 anni a desiderare seriamente di non esistere più.
Non riesco ad interpretare i miei comportamenti perché dentro non sento, nulla a parte nervoso e angoscia.
Sono perennemente triste e quando mi scappa una risata dopo mi sento pure in colpa, mi spiego?
Ho tanti dolori fisici: mal di testa cronico, dolori alle articolazioni, mal di schiena, ho anche un fastidio alla vescica (si pensa sia candida cronica), liquido dal naso quando starnutisco.
In questo momento mi sento umiliata perché sto scrivendo tutto ciò e non so nemmeno se riceverò o meno una risposta.
Non mi sento capita, non sento nulla vicino a me e ne voglio che qualcosa mi si avvicini.
Per me non è facile parlare di come mi sento dentro.
Piango sempre, davvero. Vengo anche presa in giro da mio padre come la “piccola fiammiferaia” e figuriamoci che lo dice le poche volte che sta con me, sapesse tutte le volte in cui piango e lui non c’è.
Da quando sto così ho riscontrato anche problemi con i primi approcci sessuali. Insomma i miei coetanei già hanno fatto varie esperienze, ma non è che li invidio, più che altro con capisco dove trovino la voglia.
Se veramente c’è qualcuno che qui possa darmi una mano, consigliarmi, per favore fatelo.


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Senso di avvilimento e ansia

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DOMANDA

Salve gentilissimi, come vedete mi trovo a scrivere il mio secondo o terzo consulto. Forse non è la categoria di disturbi corretta ma ritengo opportuno inserire qui la mia richiesta. Sono un ragazzo di 17 anni. Avevo già scritto per problemi di DOC e ipocondria. Lo scorso settembre ho iniziato per questo degli incontri con uno psicologo. Adesso sto molto meglio riguardo l’ipocondria e le somatizzazioni. Il fatto però è che adesso, da qualche giorno, ho iniziato ad avvertire una sensazione di tristezza generalizzata e di lieve e indefinito malessere e ciò si era già verificato mesi fa. Sono una persona molto sensibile e ho bisogno di qualcuno che mi comprenda a fondo, cosa che gli amici che frequento non sono in grado di fare. Durante la giornata fatico molto a stare a casa da solo se non ho niente da fare, inizio ad entrare in ansia e mi assale la paura di non riuscire ad essere felice. Fin da piccolo mi sono sempre posto numerose domande esistenziali e mi capita di pensare spesso alla morte e al senso di tutto, a volte in maniera positiva, altre no. A questi periodi ne alterno altri in cui bene o male sono sereno. In particolare sento a volte come un senso di malessere generalizzato e una specie di peso interiore, tipo ansia. Mi capita poi, cosa molto fastidiosa, di appassionarmi ad un argomento e poi dopo un po’di punto in bianco questa cosa cessa di interessarmi e cambio totalmente versante. Altra cosa importante è questa: a volte quando sto per iniziare una attività sono entusiasta, per es andare ad una festa, poi però mi capita di pensare a quando sarà già finita e mi deprimo anche se molte volte riesco comunque a divertirmi. Vorrei vivere in maniera più semplice come i miei coetanei ma non mi è facile. Per il resto niente problemi dormo bene e la mia alimentazione è sana e regolare. Vi prego però di aiutarmi in quanto ho il FORTE timore che queste mie sensazioni siano legate alla depressione e ho paura di entrare nel vortice di questa patologia terribile, vi prego voi che ne pensate? E’ depressione o è solo questione di ansia e carattere sensibile? Il mio psicologo dice che nel complesso la situazione non è poi così male. Secondo voi a cosa sono dovute queste sensazioni? Vi ringrazio davvero di cuore per la risposta.


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Sbalzi d'umore

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DOMANDA

Salve, vorrei descrivere uno stato in cui sono ormai da mesi:
Il mio migliore amico tempo fa mi ha fatto notare che in questi mesi sto avendo frequenti e a volte bruschi sbalzi d’umore: ci sono giornate in cui mi sento felice, letteralmente euforica, mi sento anche più capace e ho voglia di fare tanto; poi invece tutto crolla poiché nel giro di un giorno o poco più il mio umore cambia senza motivo, divento estremamente triste, malinconica, mi sento sola e in difficoltà, non ho più voglia di far niente perché tanto so che fallirò o non ne sarò in grado e spesso questa disperazione sfocia nel pianto. A questo si uniscono anche difficoltà a dormire la notte e poca attenzione in qualsiasi cosa io faccia.
I periodi “tristi” mi preoccupano maggiormente poiché cado nella disperazione più totale; una volta, in una crisi particolarmente forte, ho anche tentato il suicidio, fatto sta, però, che non volevo farlo; o meglio, nel momento sì, lo volevo, ma normalmente non lo avrei voluto.
Sono minorenne e non voglio coinvolgere i miei che, sebbene si siano accorti di qualcosina, non danno tanto peso alla faccenda.
Che cosa ho? Non voglio coinvolgere i miei quindi ho evitato di rivolgermi ad associazioni o singoli psicologi della mia città, ma voglio capire che cos’ho e capire se posso fermarmi per non aggravare la situazione che già adesso non è delle migliori. Cosa posso fare?


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Crisi post-partum o altro?

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DOMANDA

Buonasera, è la prima ‘volta che vi scrivo e spero possiate essermi di aiuto. Cercherò di essere sintetico. Mia moglie ed io stiamo attraversando una profonda crisi di coppia a causa dell’eccessiva morbosità di mia moglie nei confronti della bambina (figlia unica) di 6 anni. Premetto che E (mia moglie) ha sempre avuto rapporto conflittuale con la madre, che dalla disperazione l’ha cacciata di casa.. Dopo anni sembrano aver fatto pace (momentanea direi). Per quanto riguarda ns figlia;E la considera un’estensione del suo corpo. Io stesso non riesco ad avere tempo o ad uscire da solo con mia figlia. Figuriamoci vedere i miei fratelli, giudicati da lei tutti malati o suoi nemici.Mentre ora della sua famiglia sono diventati tutti santi. E è sempre stata, molto possessiva e gelosa delle sue cose, ma da quando c’è la bambina tutto ruota intorno a lei,ed io sono diventato un corollario se non un fastidio.

Lei ha 36 anni io 46. Ci siamo già rivolti presso una psicologa per cercare un aiuto. in quel unico incontro, la psicologa riferì che per E sarebbe stato utile affrontare prima un suo percorso personale, per cercare di affrontare i suoi problemi irrisolti fin dall’infanzia. Inutile dire che fu lettera morta. Lei è convinta di saper affrontare i problemi da sola e risolverli. L’altro aspetto, che trovo paradossale, è che lei è super credente e praticante. Io, sicuramente a torto, le rinfaccio che tra il dire e il fare ne passa. dovrebbe allora perdonare, porgere l’altra guancia,se è vero che si è sentita offesa dai miei e che io non ho fatto nulla per difenderla. Ho chiesto chiarimenti con i suoi(in varie occasioni), sono sempre stati trattati male e insultati dalla figlia (E). A me è arrivata ad augurarmi di morire, perché pensa che le voglia portare via nostra figlia. Sinceramente non so più a chi chiedere aiuto. Soffro per la situazione e ne soffre la bambina. Ovvio, ne soffre pure la madre. Per queste situazioni continua a manifestare malesseri psicosomatici, tipo nevralgie, dolori addominali,bruciori di stomaco e dolori cervicali. Tutti gli esami fatti sono risultati negativi. Fatto sta che la bambina non fa un passo senza il consenso della madre, quasi. e in quelle poche occasioni in cui riesco a giocare con lei, la piccola prima da una carezza alla madre come per tranquillizzarla. cm a dire sono qui. Anche quando mi abbraccia controlla sempre prima la madre che non ci veda. Una situazione assurda, anzi tragica. soprattutto per ns figlia.

Spero di essere stato abbastanza esaustivo, anche se per correttezza ed avere un quadro più completo bisognerebbe sentire la contro parte e le sue ragioni. Grazie per la disponibilità


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Una famiglia da salvare

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DOMANDA


Salve,vorrei un vostro parere.Mia madre di 70 anni vive con un fratello di 50 anni con disagi mentali mai curati ma evidenti.La loro vita vita quotidiana è un disastro.Mia madre è succube di lui e affronta il dolore bevendo.Mio fratello sta buono solo assecondando il suo modo di vivere,quando qualcosa lo minaccia diventa aggressivo, lavoricchia ma non ha alcun senso del dovere, nè di ordine e pulizia, non ha relazioni vere, non regge un discorso logico e serio e non dà valore alla dignità, agli occhi degli altri è un bravo ragazzo, sfortunato e da compatire Occasionalmente beve anche lui diventando aggressivo (in passato più di una volta sono intervenute le forze dell’ordine).Quando andiamo a trovare nostra madre,lui diventa insofferente come se fossimo degli intrusi e lei si sente impotente. La casa sta diventando una discarica, mia madre non ce la fa più e lui non ci permette di aiutarla come vorremo.Con mia sorella siamo costrette a chiedere l’intervento dei servizi sociali e sanitari e nonostante sappiamo che questa decisione è per il loro bene , ci angoscia come se stessimo violando la loro quotidianità anche se malata.Perchè questa angoscia? Grazie per l’attenzione.


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http://www.chiediallopsicologo.it/forum/topic/una-famiglia-da-salvare/


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Terrore della solitudine

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DOMANDA


Salve.
Mi chiamo Federica, ho 18 anni, frequento ancora il 5 anno di liceo. Sono una ragazza abbastanza carina, vado bene a scuola e ho una famiglia meravigliosa. Non ho nulla che mi manca. Eppure sento che qualcosa che non mi permette di vivere.
Parto dal fatto che ho cambiato tanti di quegli amici che ho perso il conto. Ho un carattere insopportabile, sono paranoica e non faccio altro che far scappare tutti. Ho provato a cambiare le cose negative del mio carattere, ma questo mi ha portato soltanto a chiudermi in me stessa. Ora non parlo più di me a nessuno…tanto che non mi riconosco più. Lo so che è una situazione assurda…ho solo 18 anni, chissà quante cose belle mi aspettano. Me lo ripeto ogni giorno, ma sono stanca di aspettare. Sono rimasta sola, senza amici, senza un ragazzo (il mio ex mi ha lasciato 7 mesi fa), e le uniche persone che sanno della mia esistenza sono la mia famiglia ed un ragazzo a cui piaccio… persona veramente stupenda, e che ovviamente non vuole la mia amicizia. Ma io non posso dare lui nient’altro che un’amicizia, e quindi non ho risposto più ai suoi messaggi. L’ho illuso solamente perché sono terrorizzata dalla solitudine e non sapevo chi chiamare un sabato sera. Passo i sabati sera o a bere con sconosciuti che puntualmente ci provano e poi non mi calcolano per il resto della vita, oppure a casa a dormire. Mentre passo le giornate a studiare, o a dormire, oppure inizierò piscina tra poco. Ma niente mi appassiona, non ho niente da fare durante le mie noiose e insignificanti giornate. Ho provato ad iniziare nuove cose, ma sembra quasi che mi manchi la forza. L’unica mia salvezza è pensare al futuro, organizzare il futuro, quando andrò via, e pensare che potrò ricrearmi una vita, e che magari potrò combattere questa paura di stare da sola. Ma poi ragiono un po’ e capisco che le cose non cambieranno mai, che non sono MAI stata capace di mantenere delle relazioni. E, quindi, non riesco più a fare nulla. La solitudine mi sta uccidendo da dentro. A volte quando sto da sola ho paura,ed inizio a tremare e mi viene da vomitare. Ho smesso di mangiare di gusto, ho smesso di fare tutto di gusto perché nulla ha senso se non è condivisa con qualcun altro. Mi sento un’idiota a pensarla così. Solamente quando non sono “sola” e sono in compagnia sto “bene”… anche se poi sono molto spesso sola lo sono comunque, forse anche di più, perché sono fuori da un gruppo di persone che ridono e scherzano, che si raccontano delle cose, o che fanno semplicemente due chiacchiere. Io non sono più in grado di ridere a una battuta, né di divertirmi, né di raccontare qualcosa. Non so mai di cosa parlare.
E, anche in questo caso, non so più che cosa dire.
Ho letto un post su questo sito, chiamato “Non ho più rapporti sociali, niente attrae la mia attenzione e mi sento sempre insicura”. Tutto quello che dice questa ragazza è esattamente quello che sento io.


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Gelosia ossessiva

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DOMANDA


Salve, so che forse questa domanda è già stata posta, ma non trovo nelle risposte nulla che faccia effettivamente al caso mio, e sono davvero in crisi perché non so come risolvere la mia situazione. Sto con il mio ragazzo da un anno e mezzo, e andrebbe tutto bene se non fosse per la mia eccessiva gelosia che ci porta a litigare molto spesso. In particolare non so come affrontare la situazione che si è venuta a creare da poco, per la quale lui si trova a dover passare per lavoro molto tempo a contatto con una donna. Trovo spesso nelle risposte a questo tipo di problema riferimenti a insicurezza, bassa autostima, senso di inferiorità; non credo che sia questo il punto per quanto mi riguarda. Certo, non sono un modello di sicurezza in me stessa, ma nemmeno il contrario, e nel caso specifico non ritengo che quest’altra donna sia più bella o migliore di me in qualche modo. Semplicemente, mi fa uscire di testa il solo pensiero che lui stia a stretto contatto con lei per tutto quel tempo. Lui non mi ha dato motivo di preoccuparmi di questo (e nemmeno ho notato in lei strane attenzioni verso di lui) ma è più forte di me e non ce la faccio. Sto male e faccio stare male lui. Cercarmi hobby o attività non funziona, perché ne ho già, ma quando ho i miei attacchi di gelosia e paranoia niente riesce a distrarmi abbastanza. Chiedo scusa per la lunghezza del testo, grazie mille per i consigli che potrò ricevere.


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Ansia e fobia delle malattie

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DOMANDA

Salve! Sono una donna di 37 anni e premetto che, pur essendo andata sempre bene sia a scuola che all’ università, mi sono fermata a cinque esami dalla laurea perchè non riesco a memorizzare nulla. Quando si avvicina la data d’esame, mi sento insicura, per cui rinvio l’esame ormai da cinque anni. Nel frattempo, per avere almeno una base economica, lavoro nel negozio di famiglia (dove non mi pagano abbastanza, provocandomi altre frustrazioni).Non intendo mollare la laurea, perchè davvero ho sudato per arrivare a meno cinque esami dall’obiettivo finale, ma allo stesso tempo mi trovo in una situazione di stallo che mi provoca ansia. Oltre a ciò, ho una costante paura delle malattie (forse deriva dalla mia insoddisfazione nello studio e nel lavoro?) che mi tiene alla larga a medici, esami clinici ecc. A breve mi sposo per cui non so, in caso di gravidanza, come farò a sottopormi ai controlli medici. Il matrimonio sembra mi stia spronando verso lo studio, in quanto ultimamente sto applicando delle memotecniche con cui spero di risolvere il problema della memorizzazione di libri enormi. Inoltre, mi provoca ansia pensare che dopo il matrimonio avrò meno tempo per studiare. Come posso uscire da questo circolo vizioso che non mi fa stare bene? Mi sono sottoposta anche a psicoterapia freudiana per cinque anni ma ho ottenuto risultati solo curando una dipendenza affettiva. Riguardo lo studio, invece, notavo che lo psicologo aveva delle aspettative, stimandomi forse troppo, e ciò mi ha fatto entrare un po’ in ansia, senza risolvere il problema dello studio perchè, pur essendo in cura, continuavo a rinviare gli esami (o ne facevo uno all’anno). Infine, quando esco o guardo un film, mi sento in colpa perchè non studio. Tutto questo sta diventando un vero inferno, anche perchè ho una continua paura di ammalarmi. Ho provato anche i fiori di Bach ma mi danno solo un sollievo momentaneo. Grazie anticipatamente per la risposta.


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L'ansia è sempre con me. Perchè? - Consulti Psicologici Online Gratuiti - ChiedialloPsicologo.it

DOMANDA

Salve, sono Giulia, ho 22 anni e vi scrivo perché mi trovo in uno stato confusionale.

Non so assolutamente cosa fare, come comportarmi con me stessa in una situazione faticosa della mia vita che dura ormai da un po’, soffro di ansia e attacchi di panico da 4 anni e sono stanca di questa convivenza forzata, non so cosa la mia mente stia cercando di dirmi ma vorrei proprio capirlo! Quello che mi chiedo è da cosa ha origine la mia ansia? Conoscendomi potrebbe essere legata a fin troppe cose, ho avuto una preadolescenza segnata dal bullismo, un’adolescenza di solitudine in casa, alcuni brutti momenti in famiglia, ho sempre sentito il bisogno di eccellere e ricevere complimenti per il mio lavoro o studio e posso dire che per gli anni del liceo è sempre andata così, ho coltivato un’immagine di me totalmente disumana credendomi capace di poter restare sola negando l’evidenza cioè che anche io sono un essere sociale, mi sono isolata vaneggiando sulla stupidità altrui e sulla mia presunta maturità e intelligenza e poi prima dell’esame di Stato crollo, crollo terribilmente, attacchi di panico, paura di svenire, sono rimasta a letto per 3 mesi estivi con la paura di un abbassamento di pressione! Ho pensato alle cose più stupide e allucinanti sulla faccia della terra, ho fatto del turismo, ho girato medici di ogni tipo per capire, poi grazie all’esaustiva spiegazione di uno psichiatra ho capito che evidentemente il mio problema non era di tipo organico, sono passata ai farmaci…presi per 5-6 mesi circa, una cura breve e un dosaggio leggero, mi sono ripresa...non del tutto ma stavo molto meglio, ho incominciato l’università dopo aver perso un anno dietro ai miei mali immaginari e non potete capire quanto mi pesi aver perso del tempo! Mi sento terribilmente indietro!

Sono una studentessa di psicologia, grasse risate sì…ma dovevo scegliere qualcosa che mi interessasse e dopo avere superato, momentaneamente, quella fase della mia vita volevo che nessuno la sottovalutasse, mai più! Insomma tutti quei medici che ho visto, che mi hanno vista…non hanno mai pensato di dirmi ”signorina si rivolga ad un terapeuta”? No, il cardiologo mi ha mandata dall’otorinolaringoiatra, questo mi ha mandata dall’oculista, poi siamo passati al fisioterapista…e quante persone ma quante, ragazze e ragazzi come me, hanno affrontato il mio medesimo percorso perché semplicemente non si sa e non si conosce! Io amo quello che sto studiando, mi piace veramente, detto ciò la mia scelta universitaria è stata dettata da questi sentimenti ma…dopo aver passato un anno diciamo positivo in una Città universitaria lontana dal mio paese d’origine mi ritrovo a far ritorno per le vacanze estive e cosa succede? Mi sento di nuovo malissimo!

"Non esco di casa da un mese, forse anche più, non mi curo del mio aspetto, sto 24h su 24h a letto, non riesco a studiare, giramenti di testa, cefalee, sento come se dovessi svenire da un momento all’altro…eccoci di nuovo!"

Tra poco ho un esame, molto difficile, provo molta ansia solo a pensarci, ma io veramente non mi capacito ho sostenuto altri esami durante l’anno e non stavo così! Ho paura che non sarò sufficientemente preparata questa volta perché sono distratta, tesa, mi guardo continuamente intorno e non riesco neanche a sedermi a tavola!

Cosa sta succedendo? È perché sono di nuovo sola nella mia stanza come anni fa? È la mia famiglia? È l’esame? Perché ritorna sempre? È legata al passato, magari al mio modo scorretto di vivere o vedere o meglio di affrontare le cose che mi circondano? Vorrei veramente andare da uno specialista, magari seguire un percorso terapico, comunque già iniziato 2 anni fa ma durato 2 mesi e terminato (senza miglioramenti) per la mia condizione economica, non posso permettermelo quindi vorrei capire, devo capire, cosa posso fare?

 

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Affascinata dalla morte - Consulti Psicologici Online Gratuiti - ChiedialloPsicologo.it

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DOMANDA


Salve a tutti

Scrivo perché da molti anni soffro di attacchi di panico, ansia e depressione.
Sono una ragazza di 24 anni, e fin dai 14 anni non ho fatto altro che passare da una fobia all’altra, da un malessere all’altro.
Mi porto una storia pesante dietro, sono cresciuta con un padre che era disgustoso, un alcolista molestatore di bambini, e mi vergogno di lui, di essere nata figlia sua e di avergli voluto così tanto bene.
Fin dalle scuole elementari sono stata una bambina problematica, sempre arrabbiata, che non socializzava con nessuno. A scuola venivo sempre emarginata anche quando provavo ad essere aperta e disponibile, e questo mi ha portata a non provare più interesse nel frequentare le lezioni. Mi sono pian piano chiusa nel mio mondo di fantasia, senza combinare nulla nella vita.
Mi ritrovo ora a 24 anni senza nulla, senza uno straccio di diploma e senza aver mai lavorato. Mi sento una persona vuota e finita, e lo scontento aumenta di giorno in giorno.
Ho un ragazzo, ma abita lontano ed è più giovane di me. Ci vediamo e quando sono con lui sono felice, ma so che non posso fare affidamento solo su questo. Anche l’idea che si trasferirà nella mia città alla fine di quest’anno un po’ mi rende felice e allo stesso tempo mi spaventa. Non so nemmeno che cosa ho nella testa.
Tuttavia scrivo perché ho un problema veramente grande, tra i tanti già citati.Sono sempre stata affascinata e al tempo stesso terrorizzata dalla morte.

Prima mi comportavo come se non mi appartenesse, se fosse qualcosa che poteva capitare solo agli altri… ma da due anni ho realizzato che è un destino che ci accomuna tutti, e da allora ho iniziato a pensare solo a quello.

Tutta la mia vita è una grande crisi di panico. A volte mi sento vuota e triste. Non so perché vivo, se tanto devo morire. Non so perché dovrei impegnarmi, se tanto non ha alcun valore. Non so perché scrivo questa cosa, se comunque non cancellerà la cosa che tanto temo. Mi sento anche sciocca a provare queste emozioni, perché vedo gli altri che non provano il mio terrore parlando della morte o pensandoci. Perché mi succede? Perché non riesco più a dare valore a nulla? Sono depressa o sono semplicemente una pessimista che si illude di essere malata e di poter quindi trovare una soluzione?
Nonostante queste parole scrivo perché ho capito che devo fare qualcosa, soprattutto per le persone che mi hanno cresciuta e mi amano, perché voglio dare alla mia mamma una minima soddisfazione, qualcosa che non sono riuscita a fare in questi anni. Lei dice sempre che è fiera di me perché sono una brava ragazza, ma io sono brava perché sono una vigliacca che ha persino paura di respirare. Non farei mai del male a nessuno, ma quanto mi piacerebbe essere una ragazza normale. Uscire con gli amici, lavorare, divertirmi, arrabbiarmi, ridere per un film e amare. Non posso fare queste cose perché il mostro che mi perseguita me lo impedisce.
Ho tanta paura che questo male mi porterà via anche il poco che ho, se vado avanti così
Mi scuso per aver scritto così tanto, e ringrazio in anticipo per un’eventuale risposta


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Paura di una relazione? - Consulti Psicologici Online Gratuiti - ChiedialloPsicologo.it

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Ho conosciuto Andrea, 45 anni, i primi di luglio.La sua situazione é separato/andato via di casa a gennaio di quest’anno,per scelta della moglie. Due figli di 6 e 8 anni.Situazione sofferta e subita con tradimento di lei.Andrea soffre di ansia,per esempio non guida in auto da solo e va da qualche mese da uno psicologo.L’inizio della nostra storia é molto promettente,peccato solo per le prime 3 settimane. Poi comincia un tira e molle in cui lui mi ricercava chiedendomi scusa,dicendo che era un momento difficile,che non poteva che migliorare,addirittura una volta si é dato dell’asino.Io ogni volta (silenzi di un 3 giorni)lo accoglievo morbida,sapeva che cio’ che cerco é un storia sentimentale piena.Fra uno di questi allontanamenti (in cui mi accorgevo usciva con gli amici,locali e alcool e per sua ammissione anche uso di cocaina, mi ha detto un paio di volte ma non sapro’ mai) una sera mi chiama dicendomi che mi aveva pensato tanto,che dovevamo rivederci,che di donne come me in giro ce ne sono poche ma che ha il dubbio se in questo momento per lui é giusto frequentare una persona esigente come me.

Ci allontaniamo un po’, entrambi partiamo per le vacanze i primi di settembre,in quei giorni non ci perdiamo mai,con la promessa di andare insieme l’anno prossimo nei luoghi in cui era lui.

Torniamo, ci vediamo per una settimana, mi dice che lui ha solo paura in qs momento di una storia, che il suo psicologo gli ha detto che deve accettare questi suoi alti e bassi e che ci vuole pazienza,di lasciare scorrere.

Ma una sera lo sento gelido, non c’é desiderio sessuale in lui, eravamo in macchina (lui vive con i suoi ed io vivo fuori città, rientro nel w.end facendo tappa dai miei, quindi nella città in comune nessuno ha una casa) glielo dico e vedo che ci rimane male, mi dice che non devo dirgli queste cose, che lo confondo, che lo faccio sentire bloccato, che mi faccio troppe domande, che devo stare tranquilla e che le cose piano piano vengono (cosa che mi ripeteva spesso, di stare tranquilla, in effetti io dopo i primi allontanamenti ho iniziato a vivere la storia con un po’ di ansia) che avevamo bisogno di un nido, che si sarebbe dato da fare per cercare casa, come da programmi suoi.Ritorna il periodo down, giorni di freddezza, una sera in cui aveva avuto una brutta litigata con la ex moglie cerco di essere carina, di incoraggiarlo e lui ne é infastidito, mi dice “troppo”, gli dico che secondo me le cose fra noi stanno andando bene, che lui si sta aprendo e che io ci credo in noi e lui mi gela con uno sguardo come dire “insomma” e mi dice che me ne sarei pentita. Io non riesco a rispondergli. La sera dopo avremmo dovuto vederci con amici comuni visto che lui aveva i bimbi. Scomparso, questo 10 giorni fa. Ovviamente a questo punto ho deciso di capire e ho trovato su Facebook foto di lui con ragazze e tramite qualche telefonata a conoscenti il commento raccolto é stato “ci prova con tutte, non sa piu’ dove sbattere la testa, ha ricevuto richiami sul posto di lavoro, beve come una spugna e fa tardi”. Notavo sue amicizie su Facebook femminili, anche molto giovani, ma non volevo sembrare un controller. Perché non io allora se ha qs bisogno di una donna? Puo’ essere che io abbia scartato la cosa piu’ semplice, ossia che questa sua dichiarata paura di relazione fosse una scusa e che mi manipolasse? Cioé….siamo oltre i 40, non ho pensato ad un immaturità tale.


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Bipolarismo? - Consulti Psicologici Online Gratuiti - ChiedialloPsicologo.it

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DOMANDA


Salve,
Mi chiamo Giada. Mi sembra strano scrivere su un sito del genere, ma mi rendo conto di aver bisogno di un consiglio professionale.
Ho 22 anni, non sono grande, né piccola. É da un paio di anni che non mi riconosco più: alterno periodi di lacrime e chiusura al mondo a periodi in cui sono capace di rivoluzionare la mia vita. Ora, ovviamente, é l’ennesimo lungo periodo di chiusura; periodo che parte da Novembre. Non sono capace di affrontare i problemi, mi dispero, o semplicemente (se sono gravi), la mia mente rifiuta di elaborarli. Non voglio vedere nessuno, se sono costretta ad uscire devo sforzarmi di essere felice, penso spesso a come sarebbe farla finita, non realizzo nulla di concreto, anzi! Se la mia mente pensa a qualcosa, automaticamente faccio l’opposto, non riesco a fare ciò che dovrei. Dietro ci sono mille questioni, so che é difficile rispondere in base a queste poche cose, ma sarei felice di capire cosa devo fare…
Grazie in anticipo


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Non riesco ad avere amici. Cosa posso fare?

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Sono un adolescente che a scuola ha una buona media, un buon rapporto con genitori e insegnanti, sono appena uscito dalla scuola media con la lode. Ho però un solo amico… con cui non ho nemmeno nulla in comune,a volte penso che è mio amico solo perché gli faccio pena. Ammetto di essere un po’ chiuso e di non essere molto socievole ma le poche amicizie che ho avuto sono finite con tutti che mi fanno insulti senza apparente motivo.

I miei genitori non mi permettono di andare da nessuna parte le poche volte che mi hanno invitato perchè sono molto protettivi. Perchè non conoscono i loro genitori e in parte lo capisco ma mi sembra che abbia aiutato a farmi odiare da tutti quelli che conosco. A volte non hanno tempo per accompagnarmi e il risultato é lo stesso.

Non ho mai avuto più di due amicizie in contemporanea e so per certo che tutti i miei compagni di classe mi prendono in giro quando non ci sono, anche se hanno smesso di farlo quando pensano che li ascolti. Io voglio solo sapere cosa sbaglio, dove sono sbagliato o se sono loro a essere crudeli.

Voglio che qualcuno mi aiuti a capire per evitare che l’anno prossimo che cambiò scuola si ripresenti il problema.

I miei compleanni erano i giorni più tristi della mia vita, fino a quando non ho smesso di invitare compagni l’anno scorso perchè vedere di 20 invitati solo 2 o 3 venuti per ”gentilezza” mi deprimeva.

Spero di aver espresso chiaramente il problema e spero di più che arrivi una risposta che mi possa aiutare veramente perchè nonostante sia come giá detto introverso provo a relazionarmi ma mi rifiutano tutti. Vi prego AIUTATEMI non riesco più a sopportare una vita così deprimente DEVE cambiare qualcosa


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Abuso sessuale infantile

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Salve, vi scrivo perché da 4-5 mesi continuo ad avvertire uno stato d’ansia costante ed inizialmente credevo che fosse relativo alla scuola, però da un mese, tutto è cambiato.

Io ho quasi 18 anni e dai 10 ai 13 sono stato vittima di abusi sessuali da parte di mio padre. La prima volta che è successo, ero in preda al panico e non sapevo come reagire e soprattutto SE REAGIRE. Sono rimasto fermo, facevo finta di dormire e speravo smettesse. Poi, però le cose sono cambiate. Io non so cosa sia successo, forse ero veramente troppo piccolo per capire ma, a volte, ero io stesso a volere quel rapporto. Non giudicatemi, io mi sento uno schifo se ci ripenso e se penso al fatto che avrei potuto fermare tutto la prima volta che successe.
Da 4 anni vivo da mio nonno insieme a mia madre e mio fratello, mentre mio padre sta scontando la sua pena. Non ho mai voluto chiedere aiuto, sentivo di aver cancellato tutto il trauma (anche se, ora che ci ripenso, potevo svegliarmi e capire che questo tipo di cose lasciano il segno a chiunque). Sta di fatto che da un mese ho questa paura di poter diventare come “mio padre”, di poter diventare un pedofilo come lui, perché ho fatto varie ricerche ed ho scoperto che può capitare che l’abusato diventi abusante. Io sono distrutto. Passo le giornate a tormentarmi con questo pensiero, a pensare che non vorrei mai far del male a qualcuno e far provare a qualcuno le cose che ho provato io. Ho crisi di pianto in cui mi ripeto che non voglio vivere in questo modo la mia vita, che questo trauma mi sta causando un sacco di problemi (la mia adolescenza l’ho passata e la sto passando in casa, senza quasi mai uscire, ho pochissimi amici ed ho paura delle persone, ho paura che mi giudichino per qualsiasi motivo, quando esco di casa cambio strada non appena incontro miei coetanei per paura di venir preso in giro). Da quando ho queste fissazioni, quando mi capita di uscire di casa, ogni volta che passa un ragazzino il mio sguardo si sposta su di lui e cerco di capire se mi provoca qualche reazione. Io ho tanta paura: se dovessi diventare come lui, come minimo mi suiciderei prima che io possa fare del male a qualcuno.
Ho provato a cercare qualche psicoterapeuta in giro, qualcuno che avesse già esperienza con persone come me, ma io non posso nemmeno permettermi sedute che costano troppo.
Sono disperato. Non riesco nemmeno a studiare per gli esami di riparazione di Settembre.


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Ansia e Università, si può guarire?

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Salve, prima di dire qualcosa di me, vorrei chiarire meglio i termini del titolo; per guarire non intendo il senso classico del termine, come la risoluzione di una patologia in atto, ma un netto miglioramento (a seguito ovviamente di un aiuto da professionisti).
Si può migliorare notevolmente la propria ansia? Non dico eliminarla, in quanto, come la paura è un’emozione che ci ha portato in dote l’evoluzione ed è stata fondamentale per la nostra sopravvivenza, però considerando che l’ambito in cui si manifesta (universitario, o durante le giornate di studio e non), occupi la maggior parte della mia giornata, si può fare qualcosa per rendere più sopportabile e gestibile questa sensazione?

Qualcosa di me :
– sono uno studente universitario al terzo anno di una delle più difficili facoltà
– ho sempre sofferto di ansia da prestazione, però i miei ottimi risultati scolastici uniti ad un’alta autostima non mi hanno portato sensazioni di malessere tali, come all’università.
– misurandomi con una realtà così competitiva in cui sono risultato nella media (nè tra i più brillanti, nè tra i più mediocri) ho avuto un crollo dell’autostima e della fiducia nelle mie capacità.
– Quando frequentavo il primo anno, più o meno in questo stesso periodo sono andato da uno psicologo della facoltà per soli due incontri (poi concordammo di aver fatto grandi passi in avanti e dovevo iniziare il mio percorso di crescita, ma già avevamo messo ottime basi). Mi ero recato allo sportello perché non riuscivo a preparare un esame, tra poco interesse per quel peculiare esame e sfiducia nelle mie capacità.

La mia situazione attuale all’università (qualche esame arretrato, l’esame più difficile della mia facoltà che non riesco a superare) mi genera ansia, che a sua volta (credo come meccanismo di difesa) non mi fa venir voglia di aprire immediatamente i libri, così da non passare giornate intere solo sui libri, ma solo un numero “decente” di ore.

Inoltre il pensare continuamente alla mia situazione non mi fa godere del tutto il presente, anche nei momenti di svago, non mi lascio del tutto andare perché penso che non posso rilassarmi finché ho questo esame difficilissimo da dover ancora affrontare.

Si può fare qualcosa, esiste un modo per migliorare il mio modo di rapportarmi all’università e alla vita? So che sia normale che quando ho esami interessanti io riesca a studiare molto di più e con meno stress, ma si può andare ad un esame e qualunque sia l’esito (promosso o bocciato) lo si prenda serenamente?


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Vivo fra mille paure!

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Salve,sono un ragazzo di 23 anni. Dopo un periodo abbastanza difficile della mia vita,caratterizzato dalla morte dei miei nonni e da un’operazione chirurgica in seguito alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio, ho iniziato a soffrire d’ansia. O meglio. Non appena uscito dall’ospedale,ho avuto per la prima volta in vita mia un attacco di panico. Dopo questo episodio,ho iniziato ad avvertire uno stato di ansia misto a forte tristezza,che mi ha portato in seguito a temere cose assurde, tipo temere diavere un tumore alla gola in seguito alla comparsa del cosiddetto “nodo alla gola”, paura di non amare più la mia ragazzapaura di poter impazzire a causa di quest’ansia o di poter far del male agli altri,ecc… Adesso vivo un periodo particolare: ho meno ansia rispetto a prima,anche se c’è sempre,ma soprattutto mi sento molto apatico e triste,cerco di trovare un senso alle cose,ma tutto mi sembra inutile. Vorrei qualche consiglio e possibilmente qualche delucidazione da parte vostra per favore.


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Stress scolastico e depressione

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Buongiorno,
spero di non utilizzare i termini stress e depressione fuori luogo non conoscendone il preciso significato medico, ma trovo che descrivano il mio attuale stato mentale e fisico.
Mi sento spesso debole, soffro di mal di testa, ho molta fame o, al contrario, per nulla, ho spesso fastidi a stomaco e intestino irritabile, piango spesso, anche in pubblico, mi sento ansiosa e costantemente tesa e inadeguata.
Il pensiero principale che mi causa molta angoscia è quello dell’università.Sono al secondo anno di lettere e ho dato solamente tre esami. Ho sempre avuto risultati eccellenti a livello scolastico, ma adesso il solo pensiero di studiare mi fa stare male. Non è quello che vorrei fare in questo momento ma se lo dicessi ai miei genitori e parenti sarebbe una delusione enorme. Ammettendolo definitivamente, inoltre, deluderei anche me stessa perchésarebbe il primo grosso fallimento della mia vita. Al momento non so cosa fare e come uscire da questa situazione, mi sento bloccata. L’unica persona che sa tutto questo è il mio ragazzo ma l’accumularsi di stress e tristezza costante potrebbe incrinare anche il nostro rapporto e a quel punto non so davvero come potrei reagire.
Come mi devo comportare? E’ il caso che parli di questo con un medico?
Grazie.


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Sono solo

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DOMANDA


Sono un ragazzo di Napoli e ho quasi 18 anni,soffro di depressione da 9 anni, da quando i miei genitori si sono separati. Sono sempre solo, nel senso che non vengo apprezzato per quello che sono e ultimamente mi sto definendo anche io una persona spenta. Ma in realtà io ho una versione diversa del divertimento..

La maggior parte delle volte sono a casa davanti a un computer, non esco quasi mai di casa, perchè non ho molti amici in questa città,la maggior parte dei ragazzi/e le ritengo senza cervello e mi ritengo superiore (e questo non vuol dire che lo sia) se qualche volta esco, mi sento triste e senza voglia di divertirmi e, se qualche volta mi viene la voglia di uscire, i miei amici non vogliono, e sono costretto a stare a casa… Non esco con una ragazza da 2 anni perchè mi ritengo brutto, non dormo la sera perchè sono invaso da una marea di pensieri… Qualcuno può aiutarmi?


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Rabbia repressa

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DOMANDA


Buongiorno dott. La contatto perché ho un problema molto particolare…
La mia ragazza ormai da molto tempo soffre diattacchi di panico, ansia, depressione e altri sintomi spesso correlati…
le da fastidio tutto si arrabbia se trova una virgola fuori posto le da fastidio il bambino dei vicini che, come tutti i neonati, piange…
E ovviamente parte di questa rabbia repressa viene scaricata su di me che sono l’unica persona che è a conoscenza della reale situazione… la madre è poco presente e le dedica davvero poche attenzioni, quasi nulle, dando per scontato alcuni suoi comportamenti…so che probabilmente lei in casa nasconde questi suoi stati d’animo e quindi probabilmente non sanno quello che le passa per la testa…ora addirittura siamo arrivati al fatto che lei non accetta il mio lavoro, ha optato per corsi di formazione e master e ora è un agente commerciale diretto di Telecom Italia… Per chiudere il quadro ora fa paragoni tra me e mio fratello che conosce solo di nomea perché dice che rispetto a me vuole intraprendere una carriera nelle forze armate, cosa che a me non piace….
DOTT.IO SONO DAVVERO DISPERATO E NON SO PIÙ CHE FARE SONO 6 ANNI ORMAI CHE CERCO DI AIUTARLA MA SENZA RISULTATI…L’HO ACCOMPAGNATA DA UNA MIA CARA AMICA PSICOLOGA PER UN CONFRONTO MA OVVIAMENTE HA PRESO LE COSE CHE LEI LE HA DETTO IN MANIERA TOTALMENTE NEGATIVA ,CHIUDENDOSI ANCORA DI PIÙ.
Davvero non so più cosa fare…e come comportarmi…
Grazie per l’attenzione


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Depressione maggiore

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DOMANDA

Nel posto di lavoro sono stata maltrattata psicologicamente per 8 anni dal direttore e qualche collega, ora voglio solo morire, perché mi sento inutile, un verme da schiacciare e sto rovinando la mia relazione con il mio compagno e i miei figli, non dormo non mangio. Le pasticche gocce non mi fanno più niente neanche parlare con la mia psichiatra. Voglio scappare da tutti ma dove vado, la mia testa non mi lascia stare, scusatemi ma il mio cervello non smette mai di pensare giorno e notte……scusatemi il disturbo grazie


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Crisi ansiose e panico collegati a disturbi intestinali

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DOMANDA

Salve a tutti sono nuovo in questo forum, non ho mai messo per iscritto i miei problemi, ho solo parlato con qualcuno di ciò che mi sta accadendo negli ultimi mesi. Ho 18 anni e premetto di soffrire di ansia, piccoli disturbi ossessivo compulsivi e attacchi di panico da ormai 1 anno. Non avendo avuto crisi nel mese di settembre e nella metà di ottobre avevo trovato un certo equilibrio che mi faceva stare bene con me stesso, ero felice insomma! Poi ultimamente non sto vivendo più la mia vita, non sono più le solite crisi che con il tempo e qualche goccia di valeriana riuscivo a placare, i problemi sono passati al colon e intestino, visto che soffro di “sindrome da colon irritabile” ogni volta che sono sotto stress (ultimamente quasi ogni giorno per la frenetica vita scolastica) e sono in tensione, non riesco più a controllarmi l’ansia sale, il battito cardiaco aumenta a dismisura, inizio a sudare, fortissimi dolori addominali che spesso mi costringono a stare in posizioni da non far rumore col mio intestino (cosa che mi mette parecchio in imbarazzo davanti agli altri) e passare 5 ore al giorno con la tensione a mille, imbarazzo da tutte le parti, difficoltà di concentrazione visto che il mio andamento è calato di molto ultimamente non mi fa bene anche a livello psicologico, tornare ogni giorno a casa con la speranza di non piangere non è facile.
Questo è tutto ciò che è peggiorato negli ultimi mesi, non sono più padrone della mia vita, le preoccupazioni e il disagio che ho a scuola portano al pensiero di lasciare gli studi, ma personalmente ho voglia di finire anche se ripensando a ieri l’altro ieri riesco solo a far scendere lacrime

Saluti David


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