Ieri mattina si è tenuto presso Technology Biz il convegno "Web e Turismo: basta difendersi, è il momento di giocare all’attacco" in cui, partendo da alcuni dati sulla situazione del turismo in Italia con focus sul Mezzogiorno, si è cercato di individuare delle strategie con cui gli attori del mercato possono affrontare i cambiamenti in atto; cambiamenti legati in parte alla negativa congiuntura economica ma dovuti soprattutto al diffondersi di un modello low cost di vacanza e di Internet.

Il turista infatti oggi è un Adprosumer, ovvero costruisce e sceglie la sua vacanza in base alle informazioni presenti sulla rete ( TripAdvisor, Facebook, blog..) e contribuisce poi esso stesso alle informazioni con recensioni, critiche, consigli..

Come può pertanto una struttura ricettiva, un operatore del mercato turistico affrontare in maniera costruttiva tali cambiamenti e partecipare al flusso di informazioni senza soccombere?

Come spiega la dott.ssa Roberta Gilardi, esperta di strategie digital, bisogna innanzitutto che ogni struttura conosca il / i propri pubblici di riferimento per capirne le reali esigenze. La vacanza deve essere infatti un’esperienza polivalente, che coinvolga più percorsi sensoriali e deve essere percepita come qualitativamente valida.

Queste riflessioni sono alla base della costruzione di una social strategia che implichi l’ascolto in primis e la partecipazione della struttura ricettiva ai discorsi sul web, attraverso lo studio e l’analisi di quali social si rivelano i più performanti in materia di brand reputation, ascolto e dialogo con la clientela e acquisizione nuovi clienti.

Non sempre Facebook si rivela lo strumento migliore per l’acquisizione: l’intervento della direttrice commerciale del Hotel san Francesco al Monte di Napoli notava che nel loro caso, nuove visite erano arrivate da una partecipazione costante e attiva su TripAdvisor, anche mettendosi in gioco rispetto a critiche e osservazioni mentre Facebook veniva utilizzato in un’ottica di ascolto del pubblico, attraverso sondaggi e richieste.

Ciò che conta quindi è non abbassare la guardia ma pensare ad una strategia che si riveli capace di affrontare le sfide che il mercato turistico oggi presenta, un mercato che attualmente contribuisce per il 5,4% al PIL. E’ auspicabile una visione organica della problematica, in cui anche le istituzioni facciano la loro parte, attraverso il miglioramento delle infrastrutture e dei trasporti. Il turista valuta la sua esperienza di vacanza a livello globale, dove ciò che conta non è solo la bellezza del posto in sé, ma tantissime altre variabili su cui è necessario lavorare ( accessibilità, diversificazione dell’offerta etc).