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Il Gruppo Medico Bertolli Ravera, fondato da Roberto Bertolli e Furio Ravera nel 1981, opera da sempre nel campo della diagnosi e cura delle tossicomanie. Negli ultimi dieci anni si è specializzato nella disintossicazione di soggetti abusatori di Cocaina e nella prevenzione delle recidive. Negli anni, l'èquipe si è arricchita di psichiatri, medici internisti e psicologi che hanno condiviso con loro la passione per l'innovazione e il valore della relazione come fattore terapeutico.
Il Gruppo Medico opera presso la Casa di Cura Le Betulle in Appiano Gentile alle porte di Milano, dove viene svolta tutta l'attività clinica ospedaliera volta alla disintossicazione dei pazienti cocainomani.
www.gruppobertolliravera.it
Riuscire a fermare il desiderio di droga. Una proteina del cervello e un antibiotico per bloccare la dipendenza da cocaina.
A rivelarlo è uno studio dell‘Indiana University, negli Stati Uniti, pubblicato suThe Journal of Neuroscience che potrebbe portare in futuro a nuove terapie per combattere le tossicodipendenze.
Gli scienziati statunitensi hanno verificato, sui topi, il meccanismo di funzionamento di una proteina, si chiama Glt1, che blocca nel cervello i recettori del glutammato, un amminoacido fondamentale per il metabolismo. Svolge infatti un ruolo preciso nella risposta agli stimoli da dipendenza, compreso quello per la cocaina a Milano.
Spegnere o attivare il circuito cerebrale del glutammato può contribuire a frenare questi comportamenti associati alle dipendenze da stupefacenti.
Per informazioni e Consulti sulla dipendenza da cocaina: www.psichiatra-a-milano.it
Un nuovo studio sui topi ha chiarito il ruolo cruciale di una proteina, nota come GAPDH, nell'effetto e nel danno ai neuroni provocato dal consumo di cocaina. La ricerca ha individuato anche una sostanza in grado di bloccarne l'azione, aprendo la strada a una sperimentazione clinica per la cura della dipendenza anche nell'essere umano.
Potrebbe aprire la strada a sperimentazioni cliniche per la cura farmacologica delle tossicodipendenze il nuovo risultato dei ricercatori della Johns Hopkins University che hanno chiarito alcuni meccanismi molecolari fondamentali degli effetti della cocaina sul cervello di topi. Secondo quanto pubblicato sul sito della rivista “Neuron”, Solomon Snyder e colleghi, hanno infatti anche individuato una sostanza, nota con la sigla CGP3466B, in grado di bloccare la dipendenza da cocaina nei roditori.
Per consulenze professionali psichiatriche sulla cocaina Psichiatra a Milano per la Detossicazione da Cocaina
Con l’auto del dottor Matteo Trimarchi, otorinolaringoiatra del San Raffaele, Viviani spiega cosa succede alle mucose nasali ogni volta che si inala la polvere di cocaina: semplicemente si corrodono. Il dottore mostra anche alcune immagini realizzate con una telecamera endoscopica nel naso di una paziente.
La cocaina, quindi, scioglie le mucose, provocando a numerosi pazienti infezioni crostose che causano addirittura il cedimento del setto nasale. In una parola, il naso semplicemente marcisce, e la pelle rimane afflosciata in mezzo al viso.
Il dottor Trimarchi spiega che esiste un qualche tipo di predisposizione genetica, ma ancora non si è in grado di stabilire quali siano le esatte cause in grado di mettere in moto le lesioni, che possono presentarsi dopo un lungo periodo di utilizzo di cocaina come dopo i primi sniffi.
“Per potersi sottoporre a un intervento di ricostruzione del setto nasale è necessario aver smesso con la cocaina, perché questa blocca il processo di cicatrizzazione – spiega Trimarchi – Purtoppo l’ottanta percento di chi smette ricomincia dopo un anno. Come tutte le dipendenze, occorre una volontà ferrea per liberarsene”.
Per consulenze sull'abuso di cocaina consultate www.psichiatra-a-milano.it
Questa è una campagna contro il dilagare delle slot machines. E' uno spot realizzato promosso dalle Iene con l'aiuto di sette tra i sindaci più rappresentativi d'Italia.
Se qualche ministero, emittente o anche semplicemente qualcuno di voi ha a cuore questa battaglia lo spot è disponibile per tutti e può essere condiviso, gratuitamente e liberamente, attraverso il vostro account di facebook o il vostro social network preferito.
Potete semplicemente condividere questo post.
Per informazioni e approfondimenti sulle dipendenze patologiche: www.psichiatra-a-milano.it
A certe altitudini può capitare di sentirsi decisamente frastornati. Questo può accadere spesso in alcune zone della Bolivia, paese andino per eccellenza dove si possono raggiungere altitudini piuttosto elevate.
Per questo, un produttore di birra locale ha avuto un’idea: unire le proprietà dissetanti della birra e gli effetti stimolanti delle foglie di coca in un’unica bevanda adatta sia alle popolazioni locali che ai turisti in viaggio attraverso il paese.
Per consulti e informazioni Psichiatra a Milano per la Cura della Dipendenza da Cocaina
La ricerca è stata coordinata dai professori Marcello d'Ascenzo e Claudio Grassi e pubblicata sulla rivista Brain. Le alterazioni sono dovute alla diminuzione della concentrazione di D-serina, essenziale per garantire una corretta comunicazione tra i neuroni a livello delle sinapsi.
Alla base dei danni cerebrali causati dalla cocaina c’è un’alterazione della funzione delle sinapsi, i ponti di comunicazione tra i neuroni. Tale alterazione è dovuta alla diminuzione della concentrazione di una piccola molecola, la D-serina, indispensabile per assicurare una corretta comunicazione tra i neuroni a livello delle sinapsi. E’ quanto emerge da uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico Gemelli di Roma, insieme con colleghi dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese.
Coordinata dai professori Marcello D’Ascenzo e Claudio Grassi dell’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università Cattolica di Roma, la ricerca, finanziata dall’Istituto Italiano di Tecnologia, è stata appena pubblicata sulla rivista Brain.
“Abbiamo dimostrato che l’abuso cronico di cocaina induce, in animali da esperimento, una diminuzione della concentrazione di D-serina nel nucleus accumbens, un nucleo cerebrale coinvolto nei fenomeni di dipendenza da sostanze psicostimolanti”, spiega il professor D’Ascenzo. “Tale deficit molecolare - continua il fisiologo della Cattolica - determina, in questa area cerebrale, una ridotta capacità dei neuroni di modificare l’efficienza della trasmissione sinaptica (plasticità sinaptica) che è alla base delle alterazioni comportamentali indotte dalla cocaina”.
A cura di http://www.psichiatra-a-milano.it/work_listing/abuso-e-dipendenza-da-cocaina/
Il 20 giugno a Firenze presentazione pubblica del Workshop “Innovative cocaine and multi drug abuse prevention” a cura di Forum Droghe Transnational Institute, International Drug Policy Consortium, De Diogenis Association.
Nell’ambito del Progetto “New Approaches in Drug Policy & Interventions” – NADP.
Firenze, giovedì 20 giugno 2013 ore 9.30-13 Sala Pegaso, Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10
Allarme cannabis e cocaina tra i giovani italiani: dati Cnr Mezzo milione di adolescenti fa uso di cannabis, circa sessanta mila di cocaina, e sono oltre seicento mila i consumatori under18. Dal 2011 al 2013 sono aumentati i consumi di stupefacenti. Ad affermarlo il rapporto Espad dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio nazionale delle ricerche. L’indagine, giunta alla quindicesima edizione, ha coinvolto quarantacinque mila studenti delle scuole medie e superiori. Cinquecentosedici gli istituti scolastici presi in esame in tutta la penisola. “Negli ultimi anni è cresciuto del 41% anche il numero di consumatori di bevande energetiche che contengono sostanze stimolanti. Spesso si abbinano all’abuso di alcol” dichiara la responsabile dello studio, la dottoressa Sabrina Molinaro. Il 14% dei ragazzi confessa inoltre di aver assunto psicofarmaci senza prescrizione medica. Tra i più diffusi i farmaci per dormire e quelli per le diete. I dati regionali rivelano che sono gli studenti del Sud ad avere aumentato l’uso di cocaina. Sardegna, Sicilia e Calabria le zone più colpite dal fenomeno. Il consumo di cannabis al contrario presenta un’inversione di tendenza, con una lenta diminuzione dal 2008 in quasi tutta Italia. Per informazioni e consulti specialistici sul problema cocaina http://www.psichiatra-a-milano.it/work_listing/abuso-e-dipendenza-da-cocaina/
Lo studio condotto a Baltimora dal team del dottor Bonci ha prima analizzato alcuni effetti della cocaina nei topi tossicodipendenti, notando una attività eccessivamente rallentata dell’area prefrontale della corteccia cerebrale, quella addetta al controllo degli impulsi.
Se quest’area funzionasse come dovrebbe, i topi riuscirebbero a regolare il desiderio sfrenato di droga e a rifiutarla. Lo stesso avviene nel cervello umano e dunque basterebbe “riattivare” la corteccia prefrontale per ottenere risultati.
E’ quello che hanno tentato i ricercatori, utilizzando una tecnica simile al laser ma basata sulla stimolazione magnetica transcranica, che comporta l’applicazione di un campo elettromagnetico esterno al cervello.
Una tecnica che in altre patologie neurologiche aveva funzionato. I risultati, anche nel test sui topi tossicodipendenti, stanno giungendo numerosi e positivi.
Si tratta adesso di cominciare la sperimentazione sull’uomo e molto probabilmente verrà condotta da un team di “cervelli” italiani, un’eccellenza della nostra ricerca che viene richiesta in tutto il mondo.
Per consulenze Abuso e dipendenza da Cocaina
L’analisi del capello come strumento di controllo tossicologico è stato scelto, rispetto all’esame delle urine e del sangue, per la sua maggiore attendibilità. Non dobbiamo dimenticare che le quantità rilevabili di cocaina nel sangue o nell’urina durano nel primo caso dai due ai cinque giorni, mentre nel secondo dai due ai quattro. Lassi di tempo troppo brevi per essere attendibili.
Il capello, al contrario, funziona come una cartina tornasole di ciò che la persona ha assunto. Senza contare che più lungo sarà il campione, maggiore sarà la possibilità di comprendere quanto effettivamente a lungo il consumo di cocaina (o qualsiasi altra droga) sarà avvenuto.
Per info e consulenze specialistiche consulta il sito Abuso e Dipendenza da Cocaina
Entro quanto tempo la cocaina può essere rintracciata nel nostro corpo? Spesso, coloro che fanno uso di cocaina, così come di altre droghe, sono ignari del fatto che la droga, una volta assunta, permane nel corpo anche a distanza di tempo e sottovalutano l’ipotesi che essa possa essere ancora rintracciabile. Spesso si ritrovano a doversi sottoporre a test particolari predisposti per motivi lavorativi o per via di controlli generali, risultando positivi ed inficiando la propria condizione.
Le attuali metodiche tecnologiche per confermare la presenza o meno di determinate sostanze nel corpo, risultano essere estremamente avanzate, moderne e precise da ottenere risultati sempre più specifici ai fini clinici. Questi controlli possono essere effettuati tramite l’analisi di materiali di campionamento biologici quali il sangue, le urine, i capelli, la saliva e il sudore.
Per informazioni e consulenze Psichiatra a Milano per Disintossicazione dalla cocaina
L’ictus giovanile è la malattia neurologica più frequente dopo il trauma cranico; ad alcuni fattori di rischio “tradizionali” come ipertensione, fumo ed aumento del colesterolo, ne va aggiunto uno nuovo, l’uso di droghe, dalle anfetamine alla cocaina, aumentato di 10 volte dal 1994 al 2005. In migliaia di casi si potrebbero azzerare o ridurre drasticamente gli effetti invalidanti dell’ictus con delle cure adeguate prestate nelle primissime ore dall’inizio dei sintomi.
«Fondamentale a questo scopo è il trattamento trombolitico, che, se effettuato entro le 4/5 ore dall’inizio dei sintomi in un’Unità Emergenza Ictus (Stroke Unit), permette a circa un terzo delle persone, colpite da Ictus ischemico, di rientrare, nel giro di pochi giorni, alle proprie abitazioni, completamente guarite, mentre un altro 50% è in grado di tornare a casa in buone condizioni funzionali», sottolinea Domenico Inzitari, professore in Neurologia del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze.
A cura di Psichiatra a Milano
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Nel 2012 il numero di nuovi tipi di droghe e la loro disponibilità non hanno smesso di aumentare, ostacolando la lotta dell'UE contro le sostanze illecite e la tossicodipenza.
La globalizzazione, i progressi tecnologici e Internet hanno favorito lo sviluppo di un mercato aperto delle nuove droghe, constata l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), che si occupa di monitorare il consumo di droga in Europa.
Nella sua relazione annuale, l'OEDT sottolinea come questa novità fondamentale crei notevoli difficoltà a livello di programmi terapeutici, applicazione della legge e scelte politiche. L'UE dovrà adattare rapidamente la strategia in materia di droga per far fronte a questo mercato più dinamico.
Situazione europea. L'anno scorso si sono registrati alcuni sviluppi positivi: la domanda di canapa e cocaina è diminuita in alcuni paesi, così come è calato il numero di quanti hanno consumato eroina per la prima volta.
Inoltre, un numero record di persone si sottopongono a cure di disintossicazione da cocaina a Milano. Nel 2011 circa 1,2 milioni di europei hanno iniziato un programma di riabilitazione. Al primo posto figurano eroinomani e consumatori di sostanze oppiacee, seguiti dai consumatori di canapa e di cocaina.
Per informazioni e consulti: www.psichiatra-a-milano.it
E’ sempre più evidente, soprattutto tra i giovani e gli anziani, il legame tra gioco d’azzardo e consumo di droghe. E’ quanto emerge dallo studio condotto in Italia con dati relativi al 2012 e diffusi dal Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. Chi fa un utilizzo maggiore delle macchinette da gioco, cioè le slot machine, chi è più colpito da gioco d’azzardo patologico ha anche - contestualmente - un aumento dell’uso di sostanze stupefacenti, in particolare cannabis e cocaina. Sono colpiti fondamentalmente i giovani e gli anziani. I giovani, soprattutto, hanno una condizione di immaturità cerebrale, poiché tale maturità va a completarsi verso i 22 - 23 anni.
Nel momento in cui si instaurano o si inseriscono percorsi di dipendenza, sia da sostanze sia da gioco d’azzardo, questo sviluppo cerebrale, e quindi tutti i modelli cognitivi che stanno sopra i valori delle persone, vengono comunque deviati. Per consulenze sulla cocaina e la disintossicazione consultate il sito di uno
Neve, vitamina C, la casa degli orrori. I trafficanti non chiamano mai la cocaina col suo nome. Sostanza sacra impronunciabile per chi la vende.
A cura di www.federicobaranzini.it
Si stima che nel 2012 – su una popolazione scolastica pari a 2,5 milioni di ragazzi – oltre 500mila studenti delle scuole medie superiori abbiano consumato cannabis, poco più di 60mila cocaina e 30mila oppiacei. Ci sono poi i consumatori di allucinogeni e stimolanti: circa 60mila per ciascuna categoria di sostanze.
A dirlo, sono i dati di Espad-Italia (European school survey on alcohol and other drugs), 15esima edizione dello studio sulla popolazione studentesca, realizzato per il nostro paese dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr). L’indagine ha coinvolto 45.000 studenti delle scuole medie superiori e 516 istituti scolastici di tutta la penisola.
Aumentata lievemente anche l’assunzione di stimolanti: 3,8% nella vita e 2,6% nell’ultimo anno, contro 3,6% e 2,4% della precedente rilevazione, con un picco (consumi ultimo anno) del 4% tra i 19enni. Anche in questo caso, come avviene in genere, i maschi sono più attratti rispetto alle ragazze (3,6% contro 1,6%), in particolare da amfetamine ed ecstasy.
L’eroina, sostanza in flessione rispetto al decennio scorso, segnala una lieve ripresa nell’ultimo anno: dall’1,2% nel 2011 all’1,3% (2% tra i maschi, 0,6% tra le ragazze) e anche tra gli assuntori frequenti (10 o più eventi nell’ultimo mese) si passa dallo 0,5% allo 0,6%.
La cocaina è stata assunta nell’ultimo anno dal 2,7% degli intervistati (dato uguale al 2011), in maggioranza ragazzi (3,8% contro 1,6%); si attesta sullo 0,7% la quota di chi la assume regolarmente.
Per info e consulti contattare la pagina di Psichiatra a Milano
La chiamano la “cocaina dei poveri” e una dose costa meno di due euro. Un prezzo talmente conveniente da attirare gran parte dei tossicodipendenti greci, anch’essi paradossalmente schiacciati dalla crisi economica che ha colpito il paese.
“È la peggiore delle droghe – racconta Maria, un’ex eroinomane – Ti brucia dentro, ti fa diventare aggressivo, ti fa andare fuori di testa. Ma costa poco ed è facile da trovare, per questo tutti si fanno di questa droga”. La crisi greca ha colpito tutti i settori, anche quello delle sostanze stupefacenti, traducendosi un una crisi sanitaria e umanitaria che ha messo in ginocchio il sistema sanitario di un paese già alla deriva.
La shisha è entrata come una bomba nel giro dei tossicodipendenti ateniesi, che la descrivono come una variante della crystal meth in grado di causare comportamenti estremamente violenti, anche a causa delle sostanze con cui spesso è tagliata: acido di batteria, olio per i motori e addirittura anche shampoo per i capelli.
Per consulenze e informazioni consulta Dipendenza e Abuso di Cocaina a Milano
Il vaccino contro la cocaina si mangia la droga “come se fosse Pacman” (il famoso videogioco molto in voga negli anni ’80). La scoperta è vecchia di un paio d’anni, ma ora sembra che il vaccino sia pronto per essere immesso sul mercato degli “umani”. Sì, perché la sperimentazione sui topi ha già dato effetti positivi. Il principio che ispira il vaccino è quello di non far arrivare la cocaina al cervello. Se si evita questo, combattere la dipendenza diventa più facile. Questo perché quando la droga stimola i centri neurali che interagiscono con la dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nel piacere, fa provare nella persona l’effetto dello “sballo”. In pratica gli anticorpi presenti nel vaccino impediscono il contatto tra la cocaina e ineurotrasmettitori. Come se gli anticorpi mangiassero la droga. Come, appunto, Pacman.
A cura di http://www.psichiatra-a-milano.it/work_listing/abuso-e-dipendenza-da-cocaina/
È frutto di una collaborazione tra l’università di Harvard e quella dell’Insubria, lo studio che si è guadagnato le pagine di Nature Communication: gli scienziati che l’hanno condotto hanno scoperto il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, nel gestire le emozioni, e in particolare la paura. Il cervello è sicuramente uno degli organi più complessi e affascinanti del corpo umano. E probabilmente, anche uno dei meno compresi. Oggi uno studio che ha visto la collaborazione italiana ha svelato un altro pezzetto dei meccanismi che regolano il sistema nervoso, quello che riguarda la biochimica della mente umana nel caso si provi paura. Uno studio che ha riguardato due molecole, la D-serina e la glicina – implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria – ha infatti in particolare analizzato il loro ruolo nella gestione di questa emozione.
Argomento tanto importante da esser valso alla Harvard Medical School di Belmont (Boston) e al laboratorio di Post-genomica funzionale ed ingegneria proteica del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università dell’Insubria sede di Varese, la pubblicazione su Nature Communication.
Questo lavoro segue altre due recenti pubblicazioni dello stesso gruppo che hanno avuto un notevole riscontro nella comunità scientifica: la rivista Brain ha pubblicato recentemente un lavoro in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma che ha evidenziato come alla base dei danni cerebrali dovuti all’abuso di cocaina vi sia un abbassamento dei livelli di D-serina.
A cura di http://www.psichiatra-a-milano.it/work_listing/abuso-e-dipendenza-da-cocaina/
L'intramondabile Piero Angela interroga il prof Giulio Maira sui danni che droghe e alcol possono causare ai giovani.In 11 minuti una carrellata di effetti biochimici e clinici anche a volte irreparabili. A cura di www.psichiatra-a-milano.it
Siamo immersi nella cocaina, la cocaina è la malattia del mondo e la spiegazione del mondo. Ricchezze, fortune, poteri, dinastie, carriere sono costruite sulla cocaina. Carriere nell’arte, nello spettacolo, nella medicina, nella politica. Ministri, governatori. Guardiamoci intorno: il medico che ci cura e ha centinaia di clienti di troppo, il chirurgo che ci opera e fa ore d’interventi in più, perfino il postino che suona alla porta, la prostituta che tira l’alba, il magnaccia che la protegge, il cliente che vuol trasformare la disperazione di lei nel proprio piacere, tutto va avanti a forza di cocaina. Chi la prende la prima volta, non la dimentica più. Ci pensa anche dormendo, lavorando, facendo sesso. È la nostalgia, dolcissima e straziante, di una felicità assoluta, e assoluta vuol dire sciolta da tutto. Perciò la cocaina è un bene. Saviano dice, in questo libro potente, vasto, brulicante, costruito come un delta ramificato in cento fiumi separati (ZeroZeroZero, Feltrinelli)), che la cocaina è “il bene”, in senso psicologico, antropologico, morale ed economico. Per info e Consulti: http://www.psichiatra-a-milano.it/work_listing/abuso-e-dipendenza-da-cocaina/
I ricercatori del Medical College del Wisconsin hanno trovato che un terzo degli utilizzatori di cocaina, che pensano di essere in salute, possono essere portatori infettati dal virus dell' Epatite C. L’ Epatite C può portare all’epatite cronica, alla cirrosi del fegato e a volte al cancro del fegato. L’uso di alcool può peggiorare la funzionalità di un fegato affetto dal virus dell’Epatite C. “Le nostre osservazioni svelano una rilevante epidemia in una insospettabile popolazione che frequenta raramente il proprio medico”, dice il dottor Harold H.Harsch, MD autore dello studio. “Queste persone formano anche un grosso gruppo capace di diffondere e trasmettere il virus dell’Epatite C nella popolazione. Poichè questa riserva di virus aumenta, sebbene sia un canale di trasmissione minore ripetto all’attività sessuale, al piercing e al tatuaggio, esso può diventare significativo nel tempo”.
Lo studio del Medical College suggerisce che l’Epatite C puo’ essere diffusa anche tra gli utilizzatori di cocaina , includendo nel gruppo anche coloro che fumano “crack cocaina”.
A cura di Psichiatra a Milano - Abuso di Cocaina
La crisi? Tutta colpa della cocaina. Questa la teoria di David Nutt, professore di Neuropsicofarmacologia all’Imperial College di Londra ed ex consulente del governo inglese in materia di droghe.
L'ABUSO NEL MONDO DEI BANCHIERI. In un’intervista al Sunday Times, Nutt ha spiegato che non ci sarebbe alcuna recessione economica senza lo sconsiderato uso di cocaina che ha caratterizzato e continuerebbe a caratterizzare il mondo dei banchieri.
In una descrizione che richiama alla mente l’universo finanziario dell’attore Michael Douglas nel film Wall Street, il dottore ha spiegato: «C’è un nesso ben preciso tra l’uso di questa sostanza e il casino in cui ci troviamo». «La droga», ha aggiunto, «ha portato molti banchieri a sentirsi troppo sicuri e fiduciosi nelle proprie azioni e a correre molti rischi».
Per info e consulenze Abuso e Dipendenza da Cocaina
Il 25% degli uomini soffre di eiaculazione precoce. E un terzo dei pazienti invece di rivolgersi allo specialista decide di optare per rimedi fai da te pericolosi e certamente inutili, come la cocaina e l’eroina, l’alcol o farmaci di dubbia provenienza acquistati su internet.
Eppure le terapie farmacologiche esistono e sono efficaci, ma è essenziale lavorare per abbattere il muro di diffidenza e imbarazzo che impedisce ai pazienti di parlare dei loro problemi.
Per informazioni e consulenze Psichiatra a Milano
La cocaina è una delle droghe dalle conseguenze più devastanti per l’organismo. I suoi effetti negativi possono durare a lungo e mettere in pericolo la nostra salute. Vediamo però insieme la durata effettiva di questa sostanza all’interno del sangue e delle urine e fino a quando la sua presenza è rivelabile.
La cocaina nelle urine permane dai due ai quattro giorni, a seconda delle quantità inalate o fumate ed al consumo che si è fatto della stessa nel tempo. Dopo essere stata “sniffata”, o inalata per “pirolisi” (ovvero fumata, N.d.R.) questa sostanza viene metabolizzata dalle colinesterasi plasmatiche ed epatiche che la trasformano in due precisi metaboliti: la benzoilecgonina e ecgonina metilestere.
L’analisi del sangue è uno degli esami più frequenti che vengono eseguiti, insieme a quello delle urine per verificare la presenza di cocaina nell’organismo. Nel materiale ematico la cocaina arriva a rimanere visibile fino a cinque giorni dopo l’assunzione grazie ai suoi metaboliti, il frutto della metabolizzazione.
Nel capello, a differenza di ciò che avviene per il sangue o per l’urina, tracce di cocaina permangono per mesi interi.
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