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Morte e resurrezione del villaggio di Dachong, in mille click | CINAFORUM

Morte e resurrezione del villaggio di Dachong, in mille click | CINAFORUM | cina | Scoop.it

“La nuova Dachong, una nuova vita, un nuovo sviluppo” è lo slogan che si legge nella prima immagine di questa gallery fotografica, in cui l’utente di flickr ”dcmaster” documenta il progetto di riqualificazione urbana pensato per il villaggio Dachong, che sorge nella metropoli di Shenzhen (nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina).

Il 25 gennaio del 2010, 168 famiglie hanno firmato un accordo con un developer diventando, secondo quanto riportato da un quotidiano locale, “ultra-ricche”. Il loro patrimonio è stato stimato in più di 100 milioni di Rmb (14,7 milioni di dollari americani). Il set di immagini illustra il percorso del villaggio di Dachong dal febbraio 2010 all’ottobre 2012, dalla demolizione dei vecchi edifici alle prime fondamenta dei nuovi grattacieli.

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a chi giova il paragone con l’urss? | CINAFORUM

a chi giova il paragone con l’urss? | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Negli ultimi tempi stiamo assistendo a un fenomeno interessante: ogni volta che in Cina si verifica un evento, c’è sempre qualcuno che tira in ballo l’Unione sovietica per esagerare la situazione. Eccovi l’ultimo esempio: “Coming home”, il nuovo film del regista Zhang Yimou, parla della vita e dell’amore durante la Rivoluzione culturale. Appena il film è uscito nelle sale, i principali media ufficiali cinesi hanno pubblicato un articolo intitolato: “Coming home: esagerare la bruttezza e distruggere i valori della maggioranza in nome del racconto della verità” (l’articolo è stato in seguito rimosso dai siti di news).

L’obiettivo principale di quest’articolo è quello di mettere sullo stesso piano l’ideologia del Partito comunista cinese e quella del Partito comunista dell’Unione sovietica: l’autore prende la Cina in ascesa del dopo-Riforme e apertura e la trascina indietro in trincea assieme all’ex Urss, in una specie di gioco di prestigio che genera molta confusione. E, prima ancora che molti lettori abbiano finito di riflettere, l’autore mette le mani avanti e grida la sua tesi: per impedire che il Partito e la nazione crollino, la Cina deve tener fede al marxismo stalinista dell’Urss. La Cina non deve mai unire le forze con l’Occidente, men che mai con gli Stati uniti. La Cina non deve riformarsi, e men che mai introdurre il mercato nella sua economia… e no, la Cina non può nemmeno permettersi di combattere la corruzione!

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22 giugno 1900, “Scoperti i manoscritti di Dunhuang” | CINAFORUM

22 giugno 1900, “Scoperti i manoscritti di Dunhuang” | CINAFORUM | cina | Scoop.it

A sud della città di Dunhuang, un tempo importante crocevia della Via della Seta, si trova il monumentale complesso delle Grotte di Mogao, un insieme di 492 templi scavati sul fianco di una rupe, contenenti affreschi e statue che coprono più di un millennio di tradizione artistica buddista.

Inizialmente concepite per la meditazione e poi meta di pellegrinaggio per studiosi e religiosi, le grotte furono gradualmente dimenticate in seguito all’abbandono della Via della Seta.

Il 22 Giugno del 1900 il monaco taoista Wang Yuanlu, autoproclamatosi custode di quei luoghi, scoprì casualmente un passaggio murato, dietro al quale si nascondeva una caverna stracolma di manoscritti e dipinti, i più antichi dei quali risalgono al 5° secolo d.C..

Sebbene Wang Yuanlu fosse stato costretto dal governatore della provincia del Gansu a murare nuovamente la grotta nel 1904, l’interesse degli studiosi di tutto il mondo era stato catturato. Nel 1907 fu l’esploratore ungherese Aurel Stein ad arrivare per primo, seguito dall’orientalista francese Paul Pelliot e da numerose altre spedizioni provenienti dalla Russia, dal Giappone e dall’America.

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baogao, la pepubblica popolare nei media internazionali | CINAFORUM

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l'artista ai weiwei posta un selfie su instagram che diventa subito virale in cina: gamba sollevata, imbraccia l'arto inferiore e lo punta come fosse un mitra...che vorrà dire? intanto in migliaia lo imitano

tempo di mondiali di calcio, tempo di autocritica: perché la nazionale cinese non riesce ad essere all'altezza delle competizioni internazionali?...E TANTE ALTRE LETTURE

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eco e in rete, 1 miliardo di auto (in un solo paese) non fanno paura | CINAFORUM

eco e in rete, 1 miliardo di auto (in un solo paese) non fanno paura | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Nella Repubblica popolare rischiano di circolare, in un futuro prossimo, 1 miliardo di automobili. A quel punto l’incubo degli ingorghi che quotidianamente appestano le megalopoli del Paese rimarrebbe un ricordo idilliaco, di fronte allo spettro dell’esaurimento delle risorse del Pianeta (in questo caso il petrolio), insufficienti per una classe media sempre più numerosa e bramosa di consumi.

Di 1 miliardo di cinesi al volante si è parlato per la prima volta il 30 maggio scorso quando Shi Jianhua, vice segretario generale della China association of automobile manufaturers (Caam), ha previsto che a tanto ammonteranno i patentati, nei prossimi 10/15 anni. Attualmente le licenze di guida sono 280 milioni (dati del ministero della sicurezza pubblica) e i veicoli civili in circolazione 127 milioni (statistiche Caam relative al 2013). A far impennare il numero di macchine contribuisce l’effervescenza del mercato cinese delle quattro ruote che, per il quinto anno consecutivo, si conferma il più ricco a livello globale, con una stima di oltre 24 milioni di veicoli venduti nel 2014.

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baogao, la repubblica popolare nei media internazionali | CINAFORUM

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Liu Xiaoye è uno degli attori teatrali più famosi in Cina…ma con la sua interpretazione di “Two dogs” l’avanguardia compie un salto nel vuoto del mainstram. Politologi e internazionalisti dibattono sul declino Usa: davvero fa bene… e tante altre letture

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il pcc prova a rimettere assieme i chicchi del melograno xinjiang | CINAFORUM

il pcc prova a rimettere assieme i chicchi del melograno xinjiang | CINAFORUM | cina | Scoop.it

I membri del Politburo e altre figure chiave del Partito comunista cinese (Pcc) si sono riuniti a Pechino il 28 e 29 maggio scorsi in occasione della seconda Conferenza centrale di lavoro sul Xinjiang, Dierci zhongyang Xinjiang gongzuo zuotanhui 第二次中央新疆工作座谈会 (la prima si era tenuta il 17 e 18 maggio del 2010), durante la quale sono stati affrontati nuovi aspetti del “problema Xinjiang”, Xinjiang de wenti 新疆的问题.

La risposta di Pechino si è dispiegata su vari piani e a diversi livelli: politico, giudiziario, militare, economico e sociale. Il discorso di Xi Jinping alla Conferenza, alcuni stralci del quale sono apparsi nell’editoriale del Quotidiano del popolo del 30 maggio 2014, fa pensare a dei cauti cambiamenti nella retorica, e forse anche della sostanza delle politiche nella Regione. Nonostante Xi abbia sottolineato che “la strategia del Partito nel Xinjiang si è dimostrata corretta, e la sua impostazione deve essere mantenuta nel lungo termine”, il presidente ha posto l’accento sulle “nuove condizioni”, e sulla necessità di pensare a “nuove tattiche”. Xi Jinping ha inoltre sottolineato che il Pcc ha deciso di riunire la seconda Conferenza centrale sul Xinjiang proprio per “aggiornare le nostre politiche alle nuove condizioni”.

 


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DigiTouch: il brand Italia si promuove così

DigiTouch: il brand Italia si promuove così | cina | Scoop.it
I cinesi sono sempre più connessi e sempre più online, e, come ha sottolineato Charles Song, Region Advertisement Sales Director di Baidu, nel corso dell'evento Digital Advertising su Baidu: come si promuove il brand Italia in Cina, organizzato da DigiTouch e patrocinato dalla Fondazione Italia Cina (tenutosi il 4 giugno presso l'Hotel Milano Scala), “uno su due cerca informazioni e compra su internet”. Il gruppo milanese è appena entrato nel mondo del digital advertising in Cina grazie a un accordo con la società olandese V2future, e all'ottenimento della licenza di vendita dei prodotti adv di Baidu in Italia. Attratti dai brand della moda italiana, dai prodotti agroalimentari, dall'offerta formativa delle nostre università e dalle destinazioni turistiche del bel paese, i cinesi sono i primi al mondo per numero di viaggi acquistati online. “Sono 98 milioni i cinesi che vanno all'estero ogni anno per turismo o business”, continua Song, “usano moltissimo il prodotto Baidu travel, dove possono trovare informazioni e fotografie sui vari paesi, oltre che a vere e proprie guide turistiche in formato pdf. Solo nel 2013 sono stati 2,5 milioni gli utenti che hanno scaricato la guida dell'Italia, e circa l'80% o addirittura il 90% di questi utenti hanno intenzione di andarci per turismo, lavoro o studio.” Davanti a una platea di rappresentanti di società e agenzie di comunicazione, Paolo Mardegan, Managing Director di DigiTouch, ha aperto i lavori, Thomas Rosenthal di Fondazione Italia Cina ha parlato delle prospettive per le imprese italiane in Cina, Charles Song ha spiegato quali sono le maggiori opportunità per i brand italiani attivi nei settori del travel e dell'e-commerce, mentre Mario Fan, Managing Partner & Ceo di V2Future, ha presentato un panorama del mercato internet in Cina. L'incontro si è chiuso con un aperitivo e l'opportunità di incontrare i relatori e i partecipanti nella terrazza panoramica dell'Hotel.
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web, tv, cinema, giornali, radio…il mondo censurato dei cinesi | CINAFORUM

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Lo scorso febbraio, mentre stavo finendo di lavorare a un libro sulla Cina, una casa editrice di Shanghai me ne chiese una copia in anticipo, per iniziare a tradurlo. Il libro racconta di persone che ho conosciuto – alcune importanti, altre no – e del loro sforzo di cambiare la propria vita in un paese pulsante di possibilità: individui come Gong Haiyan, businesswoman figlia di un contadino, che vede se stessa come “in lotta contro l’orologio, per intraprendere un’iniziativa prima che svanisca”.

Dopo aver letto il manoscritto, un editore di Shanghai ha risposto entusiasta, ma mi ha anche mandato una lista di persone politicamente attive presenti nel testo che, come mi è stato scritto, “sarebbe stato difficile” includere nell’edizione cinese: un avvocato (Chen Guangcheng), un artista (Ai Weiwei), tre scrittori (Liu Xiaobo, Murong Xuecun, Han Han) e “alcuni altri”. Così mi ha fatto una proposta: “Mi faccia cortesemente sapere se è possibile collaborare a una versione speciale del suo libro per la pubblicazione in Cina”. Ero stato posto di fronte a una scelta.

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4 Giugno 1989, “L’incidente di piazza Tian’anmen” | CINAFORUM

4 Giugno 1989, “L’incidente di piazza Tian’anmen” | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Il 4 Giugno 1989, dopo lunghi giorni di protesta, colonne armate dell’Esercito popolare di liberazione marciarono verso piazza Tian’anmen, sgomberando i manifestanti lì accampati con l’ausilio di armi da fuoco e di mezzi blindati.

Per quanto l’epilogo della vicenda sia tristemente noto, essa si snoda attraverso alcuni momenti chiave che, seguendo lo schema tracciato dalla studiosa Marie-Claire Bergère, possono essere riassunti in cinque fasi.

il Lutto

Il 15 Aprile del 1989 muore, in seguito ad arresto cardiaco, il Segretario generale del Partito comunista cinese Hu Yaobang. Il 22 Aprile, giorno dei funerali, una folla di studenti si riunì in piazza Tian’anmen per commemorare il defunto Segretario, notoriamente vicino all’ala riformista. La leadership e i media non diedero risalto alle manifestazioni.


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4 Giugno 1989, “L’incidente di piazza Tian’anmen” | CINAFORUM

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Il 4 Giugno 1989, dopo lunghi giorni di protesta, colonne armate dell’Esercito popolare di liberazione marciarono verso piazza Tian’anmen, sgomberando i manifestanti lì accampati con l’ausilio di armi da fuoco e di mezzi blindati.

Per quanto l’epilogo della vicenda sia tristemente noto, essa si snoda attraverso alcuni momenti chiave che, seguendo lo schema tracciato dalla studiosa Marie-Claire Bergère, possono essere riassunti in cinque fasi.

il Lutto

Il 15 Aprile del 1989 muore, in seguito ad arresto cardiaco, il Segretario generale del Partito comunista cinese Hu Yaobang. Il 22 Aprile, giorno dei funerali, una folla di studenti si riunì in piazza Tian’anmen per commemorare il defunto Segretario, notoriamente vicino all’ala riformista. La leadership e i media non diedero risalto alle manifestazioni.

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baogao, la repubblica popolare nei media internazionali | CINAFORUM

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questa settimana: un documentario sulla vita su un lago del nord della cina che sta scomparendo a causa dell'inquinamento...alla scoperta del dialetto di wenzhou, il più "ostico" della repubblica popolare...e se i fan online dell'esercito popolare di liberazione finissero per aiutare le spie straniere? e tanto altro...

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28 Maggio 1942, “Pubblicati i ‘Discorsi al Forum di Yan’an sull’Arte e la Letteratura’ di Mao Zedong” | CINAFORUM

28 Maggio 1942, “Pubblicati i ‘Discorsi al Forum di Yan’an sull’Arte e la Letteratura’ di Mao Zedong” | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Nel mese di maggio del 1942 a Yan’an, città della provincia dello Shaanxi e primo quartier generale del Partito comunista cinese dopo la Lunga Marcia, si tenne il Forum sull’Arte e la Letteratura, evento fondamentale del cosiddetto “Movimento di Rettifica” e momento chiave per la diffusione dell’ideologia comunista cinese.

I discorsi di Mao Zedong, pubblicati il 28 Maggio 1942, si focalizzavano sul ruolo dell’arte all’interno del movimento di liberazione della Cina, sostenendo che l’arte avrebbe dovuto riflettere la vita della classe operaia e dei contadini, che avrebbero dovuto esserne i principali fruitori, e che essa avrebbe dovuto essere al servizio della politica e dell’espansione dell’ideologia socialista.


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parola d’ordine “qualità”, le nuove regole per entrare nel partito di #Xi | CINAFORUM

parola d’ordine “qualità”, le nuove regole per entrare nel partito di #Xi | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Il Dipartimento per l’organizzazione del Comitato centrale del Partito comunista cinese (Pcc) ha recentemente varato una normativa aggiornata per gli aspiranti tesserati, stabilendo inoltre criteri più rigidi per il monitoraggio della condotta dei suoi oltre 80 milioni di iscritti. Strutturato in sette articoli e 44 commi, il nuovo “Regolamento dettagliato per l’accesso di nuovi membri al Pcc”, Zhongguo gongchandang fazhan dangyuan gongzuo xize 中国共产党发展党员工作细则, è stato pubblicato integralmente il 10 giugno scorso dall’agenzia di stampa Xinhua, e ha suscitato un dibattito – riportato dalla stampa cinese -, che aiuta a comprendere come potrebbe in parte cambiare la composizione di quello che oggi rappresenta il più grande partito comunista del mondo.

È la prima volta che i grandi media di Stato pubblicano i criteri per l’ammissione al Partito formalizzati in articoli e commi. Secondo alcuni analisti questa novità risponde all’obiettivo di medio termine di rendere il Pcc un’organizzazione professionale, governata dalla rule of law, in grado di presentarsi alla comunità internazionale come partner trasparente, oltre che affidabile.

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one-night stand sdoganate, milioni di giovani “a caccia” con Momo | CINAFORUM

one-night stand sdoganate, milioni di giovani “a caccia” con Momo | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Fin dal primo momento, la app ha evidenziato grandi potenzialità: già nel dicembre del 2011, a pochi mesi dal suo ingresso sul mercato, Momo annunciava di aver superato il mezzo milione di utenti. Tre mesi dopo, la cifra raggiungeva i due milioni, arrivando a 10 milioni nell’agosto 2012. Negli ultimi mesi, l’applicazione ha continuato a crescere a un ritmo sostenuto, sfiorando i 100 milioni nel febbraio di quest’anno, circa il doppio di quelli dell’americano Foursquare, lanciato due anni prima di Momo e disponibile in ben 12 lingue. Attualmente, circa 13 milioni di persone utilizzano in Momo quotidianamente, generando un traffico giornaliero medio di 500 milioni di messaggi.

Sebbene Momo si presenti ufficialmente come un innocente mezzo con cui allargare la propria cerchia di conoscenze, la sua fama è legata soprattutto al suo utilizzo per la ricerca di incontri sessuali occasionali, tanto che è spesso apostrofata come “strumento magico per farsi una scopata” (约炮神器)⊃1;. In molti casi, infatti, le conversazioni in chat culminano in una one-night stand, un’avventura di una notte, e molti utenti ammettono di utilizzare Momo principalmente per questo scopo.

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crescita e riforme, ora si cambia | CINAFORUM

crescita e riforme, ora si cambia | CINAFORUM | cina | Scoop.it

La contrazione della forza lavoro – di fronte all’aumento della domanda di lavoro – ha causato una diffusa scarsità di lavoratori e la rapida crescita dei salari cinesi. È questo il famoso “punto di svolta” nello sviluppo, quando un’offerta precedentemente illimitata di lavoro si prosciuga e la struttura della crescita economica, per garantire il suo successo, deve mutare profondamente. Si tratta anche di un punto dopo il quale è atteso un certo rallentamento della velocità della crescita economica.

Quindi il tasso potenziale di crescita economica della Cina è stato costantemente rivisto al ribasso nei successivi piani economici: dal 9,8% del periodo 1995-2009, al 7,2% del 2011-2015 (durante il 12° piano quinquennale) e – si prevede – al 6,1% nel 2016-2020 (nel corso del 13° piano quinquennale). La migrazione del lavoro dall’agricoltura verso l’industria e il settore dei servizi ha migliorato l’efficienza nella riallocazione delle risorse, una fonte significativa di crescita della produttività. Ma dopo il “punto di svolta” a metà dello scorso decennio, l’accesso a nuova forza lavoro si è fatto più limitato, il rendimento del capitale inizierà a diminuire, e rallenterà il miglioramento della produttività. Le forze che sospingono una crescita eccezionalmente alta stanno quindi rallentando.

 
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15 giugno 1948, “Nasce il Renmin Ribao” | CINAFORUM

15 giugno 1948, “Nasce il Renmin Ribao” | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Il Quotidiano del Popolo, voce ufficiale del Comitato centrale del Partito comunista cinese, fu dato alle stampe per la prima volta il 15 giugno del 1948 nella città di Pingshan, nello Hebei.

Nel marzo 1949 gli uffici furono spostati a Pechino, e fu sulla prima pagina del Renmin Ribao che, il 1° Ottobre 1949, il Partito annunciò l’istituzione della Repubblica popolare cinese.

Pubblicato in tutto il mondo con una tiratura di oltre 3 milioni di copie, il Renmin Ribao, similmente al quotidiano russo Pravda, fornisce informazioni dirette sulla politica e le opinioni del governo cinese, affidate tradizionalmente agli editoriali in prima pagina, alcuni dei quali hanno fatto la storia della Cina.

Oltre ad aver avuto un ruolo centrale nell’impartire le direttive del governo durante il tumultuoso periodo della Rivoluzione culturale, tra i segni più intensi lasciati da questo quotidiano è da menzionare l’editoriale del 26 Aprile 1989, che condannava con durezza le dimostrazioni di piazza Tian’anmen.


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all’onu dichiariamo guerra al carbone | CINAFORUM

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I leader dei paesi che parteciperanno al summit sul clima presieduto da Ban Ki-moon a New York hanno poco più di 100 giorni per prepararsi all’evento. Si tratta del primo consesso di leader mondiali sul tema dai tempi di Copenhagen (la quindicesima conferenza Onu sul cambiamento climatico si riunì nella capitale danese dal 7 al 18 dicembre del 2009, ndt), nonché di un incontro che vorrebbe aprire la strada a nuovi impegni e mettere in gioco la volontà politica dei paesi partecipanti.

Si tratterà anche della prima volta in cui la nuova leadership cinese affronterà i problemi del cambiamento climatico in un contesto internazionale, e il suo comportamento sarà sicuramente sottoposto a un attento scrutinio. Per questo, una preparazione meticolosa precederà il “debutto” sul clima di Pechino – probabilmente sarà il presidente Xi Jinping o il premier Li Keqiang a partecipare – e il discorso che verrà pronunciato al quartier generale delle Nazioni unite.

Il governo cinese, per prima cosa, dovrebbe affidare l’incarico a Xi o a Li, e comunicare la sua decisione il prima possibile. Confermare quale leader di Stato parteciperà all’incontro manderebbe un segnale forte e chiaro alla comunità internazionale: alla nuova amministrazione sta a cuore il cambiamento climatico.

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vino italiano in cina, sfida “made in Italy”, brindisi al successo | CINAFORUM

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Secondo i dati di “Vinexpo” resi noti a gennaio 2014 da Coldiretti, nel 2013 la Cina è diventata il maggior consumatore al mondo di vino sorpassando Italia e Francia. Nella Repubblica popolare sono state stappate 1,86 miliardi di bottiglie di rosso, contro i 150 milioni in Francia e 141 milioni in Italia. Il mercato cinese acquisisce dunque un prodotto che, pur non appartenendo alla tradizione del Paese, diventa un segno del suo nuovo status internazionale e delle sue nuove abitudini. Sebbene il dato abbia aperto interessanti scenari di crescita sul fronte delle esportazioni, Coldiretti ha sottolineato anche che la maggioranza del vino consumato in Cina è di produzione locale (Changyu, Changcheng, Weilong, Wangchao tra i protagonisti) e le importazioni rappresentano solo una quota di mercato del 19%. A questa percentuale l’Italia contribuisce in minima parte, dopo Francia (che detiene la quota maggiore), Australia, Cile e Spagna.

Il ritardo dell’Italia sul mercato cinese è clamoroso, soprattutto se si tiene conto del fatto che nel 2013 l’Italia si è confermata il principale produttore al mondo (con 45 miliardi di ettolitri) superando di poco la Francia (44,1 miliardi). La produzione vinicola italiana rappresenta il 17% a livello mondiale e circa il 30% in Europa, per un valore complessivo di quasi 9 miliardi di euro. È evidente quindi che ilPaese primo produttore di vino mondiale non incontra la richiesta del Paese primo consumatore mondiale. Quali sono le cause? Già a Vinitaly 2012 era emerso come, a differenza dei vicini francesi che hanno investito ingenti risorse per aiutare gli importatori a collocare i propri prodotti sul mercato, gli italiani non riuscissero a creare un’efficace supply chain.

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un nuovo ruolo per pechino in africa | CINAFORUM

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A 50 anni dallo storico viaggio in Africa di Zhou Enlai, la visita (dal 4 all’11 maggio scorso) del premier cinese Li Keqiang – accompagnato da una delegazione di 129 membri – in Etiopia, Nigeria, Angola e Kenya, ripropone la discussione sul ruolo della Cina nel continente africano.

Sul piano dei dati generali relativi alla cooperazione economica, Pechino si è affermata ormai da qualche anno come il principale partner commerciale dell’Africa, con un interscambio che nel 2013 ha superato i 200 miliardi di dollari. I paesi africani, Angola in testa, sono sempre più rilevanti per l’approvvigionamento di petrolio della Cina; i flussi di investimento e di finanziamenti cinesi verso il Continente sono in continua crescita. Si stima che circa 2.500 imprese cinesi siano operanti in Africa e che la diaspora cinese raggiunga ormai un milione di unità.

La nuova importanza dell’Africa per Pechino è quindi indiscutibile, come sottolineato anche dalla creazione, a partire dalla metà degli anni 2000, di una solida infrastruttura istituzionale di cooperazione (Focac) e dalla densità delle visite di leader cinesi di alto livello nel continente.

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baogao, la repubblica popolare nei media internazionali | CINAFORUM

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Aziende manifatturiere all'assalto dell'industria cinematografica e delle televisioni...cosa si nasconde dietro il boom di acquisizioni degli ultimi mesi? Un testimone d'eccezione ricorda la repressione di Tiananmen raccontando...

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expo 2015, “chinese land of hope” terra promessa della smart city | CINAFORUM

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Per la prima volta in assoluto la Cina costruirà un padiglione indipendente in un’esposizione internazionale all’estero, Milano Expo 2015. L’Academy of Art & Design dell’Università Tsinghua di Pechino e lo studio Link-Arc di New York si sono aggiudicate la competizione per la progettazione del China Pavillon “The land of hope” che, con i suoi 4.590 metri quadri di superficie, sarà il secondo per grandezza tra i padiglioni nazionali, subito dopo quello tedesco. A capo del progetto c’è Yichen Lu, precedentemente membro di noti studi di architettura, tra cui l’Atelier FCJZ con sede a Pechino, e ora direttore del Linc-Arc.

“The land of hope” rappresenta una terra in cui la speranza dell’armonia tra la recente rapida urbanizzazione e la sopravvivenza del territorio rurale non è sogno utopico ma progetto realizzabile, anche grazie alla tecnologia che può rendere le città moderne delle smart city. Il “Piano di urbanizzazione nazionale 2014-2020” prevede che entro il 2020 risiederà in città il 60% della popolazione cinese (il 45%, in maniera permanente). La trasformazione in corso, tuttavia, non è indolore. Assieme ai problemi connessi a un equo sviluppo sociale che garantisca a tutti sistema previdenziale, assistenza sanitaria, istruzione e altri servizi pubblici, incombono grossi problemi ambientali che agitano proprio la classe media urbana.

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4 Giugno 1989, “L’incidente di piazza Tian’anmen” | CINAFORUM

4 Giugno 1989, “L’incidente di piazza Tian’anmen” | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Il 4 Giugno 1989, dopo lunghi giorni di protesta, colonne armate dell’Esercito popolare di liberazione marciarono verso piazza Tian’anmen, sgomberando i manifestanti lì accampati con l’ausilio di armi da fuoco e di mezzi blindati.

Per quanto l’epilogo della vicenda sia tristemente noto, essa si snoda attraverso alcuni momenti chiave che, seguendo lo schema tracciato dalla studiosa Marie-Claire Bergère, possono essere riassunti in cinque fasi.

il Lutto

Il 15 Aprile del 1989 muore, in seguito ad arresto cardiaco, il Segretario generale del Partito comunista cinese Hu Yaobang. Il 22 Aprile, giorno dei funerali, una folla di studenti si riunì in piazza Tian’anmen per commemorare il defunto Segretario, notoriamente vicino all’ala riformista. La leadership e i media non diedero risalto alle manifestazioni.

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l’oblio di stato, 25 anni dopo | CINAFORUM

l’oblio di stato, 25 anni dopo | CINAFORUM | cina | Scoop.it

Sulla strage perpetrata in piazza Tian’anmen la notte del 4 giugno 1989 grava ancora oggi un fitto oblio di Stato, pesantemente imposto dal regime. Ogni anno il silenzio sul delicato anniversario viene rafforzato da imponenti misure di sicurezza e da una stretta sorveglianza sui dissidenti, molti dei quali sono allontanati, incarcerati o posti agli arresti domiciliari per prevenire eventuali commemorazioni. Un controllo così intenso riguarda necessariamente anche il web, con l’oscuramento di siti “sensibili” e il blocco dell’accesso ai servizi di Twitter e Hotmail, mentre il firewall cinese nega l’accesso a ogni ricerca che rechi come parole chiave “Tian’anmen” o “4 giugno”.

 
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per il grande balzo in avanti del gas di scisto servono capitali esteri | CINAFORUM

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Pechino scommette sul gas di scisto. E mentre la Repubblica popolare prova a ripercorrere la strada tracciata dagli Stati uniti – che con 266 miliardi di metri cubi di shale gas prodotti nel 2012 accarezzano il sogno dell’autosufficienza energetica – in Cina si apre una partita a due tra aziende di Stato, Sinopec e PetroChina, per la leadership dei ricchissimi appalti per l’estrazione di questo metano che si annida nel sottosuolo terrestre, a profondità tra i 2.000 e gli oltre 4.000 metri.

 

La Cina è il primo consumatore e produttore di energia al mondo. Le pressioni internazionali e quelle dell’opinione pubblica interna prima o poi la obbligheranno ad abbattere le emissioni di CO2 (9,9 miliardi di tonnellate nel 2012 – 29% del totale globale, secondo la Netherlands environmental assessment agency). Dovrà dunque ridurre la dipendenza dal carbone (che soddisfa oltre il 65% del suo fabbisogno energetico), e aumentare le altre fonti, a partire dal gas naturale.

 

 

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